Il Conto di base a zero spese favorisce l’inclusione finanziaria | [15/02/2020]

​​(15 febbraio 2020) Un conto di pagamento ad operatività limitata e​Un conto di pagamento ad operatività limitata e costo contenuto, pensato in primo luogo per chi non dispone di un conto e ha esigenze bancarie essenziali, offerto senza spese a chi appartiene ad una fascia socialmente svantaggiata e a pensionati con basso reddito.

Il Conto di base, il conto dedicato in particolare ai cittadini in situazione di maggiore fragilità economica, come famiglie e pensionati a basso reddito, con l’obiettivo di favorirne e sostenerne l’inclusione finanziaria. È quanto comunica l’ABI in una nota in cui descrive le caratteristiche e i beneficiari del Conto di base, e gli strumenti che mette a disposizione sul proprio sito Internet (www.abi.it) per reperire le principali informazioni relative a questo conto.

Ecco le caratteristiche

Zero spese
Il Conto di base è un conto di pagamento offerto ad un canone contenuto, senza spese per chi appartiene a una fascia socialmente svantaggiata o è un pensionato a basso reddito. Il Conto di base infatti viene offerto a canone zero a coloro che percepiscono una pensione inferiore ai 18.000 euro lordi annui e a canone zero e con l’esenzione dell’imposta di bollo a tutti coloro che hanno un reddito particolarmente basso (un reddito ISEE inferiore a 11.600 euro). Possono richiedere il Conto di base anche cittadini senza fissa dimora e i richiedenti asilo.

Servizi inclusi nel canone
Tale conto, essendo pensato in primo luogo per chi non dispone di un conto e ha esigenze bancarie essenziali, prevede una serie predeterminata di servizi (i principali servizi per la semplice movimentazione di denaro – versamenti, prelievi – e di pagamento, e la carta di debito) e un numero predefinito di operazioni incluse.

L’infografica il “Conto di Base: cos’è e chi può ottenerlo senza spese” 
Il dettaglio dei servizi previsti e il numero delle operazioni incluse è riportato nella infografica con nozioni immediate, semplici ed essenziali, che è stata predisposta e diffusa dall’ABI insieme alle Associazioni dei consumatori che partecipano al progetto Trasparenza semplice. L’infografica il “Conto di Base: cos’è e chi può ottenerlo senza spese” è disponibile sul sito ABI www.abi.it (vedi link) e, per la sua più ampia diffusione, sui siti Internet delle associazioni dei consumatori che vi hanno collaborato.
A supporto delle persone cieche e ipovedenti, l’audioguida gratuita e digitale realizzata dall’ABI in collaborazione con il Centro nazionale del Libro parlato dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti. L’infoguida è disponibile sul sito dell’associazione bancaria (link), e sul sito dell’Uici.

 

Dedicato ai cittadini in situazione di maggiore fragilit economica

Appalti: imprese scrivono al Ministro Gualtieri | [11/02/2020]

(​11 febbraio 2020) ABI, ANCE, Assonime, Confindustria e R.E TE. Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) hanno scritto al Ministro Gualtieri per chiedere la soppressione delle nuove regole in materia di ritenute negli appalti o, almeno, di procrastinarne l’entrata in vigore al 1° luglio 2020, applicandole ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2020, rivedendone i meccanismi di applicazione.

​Ci sono ancora molti profili che richiedono ulteriori approfondimenti per consentire l’adeguamento dei processi gestionali e amministrativi, sia delle imprese committenti sia di quelle esecutrici. Infatti poter confidare su un quadro regolatorio chiaro in tutti gli aspetti è un presupposto imprescindibile per consentire alle imprese di riorganizzare, una volta per tutte, i processi amministrativi e gestionali e di eseguire correttamente i nuovi adempimenti che, altrimenti, si pretenderebbe di ottenere “al buio” dal prossimo 17 febbraio. 
Molte imprese segnalano il concreto pericolo che la nuova disciplina possa bloccare l’attività di interi settori. È necessario inoltre un sistema automatizzato e digitalizzato di rilascio dei certificati per evitare il rischio ingolfamento degli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. 
Il mondo imprenditoriale rinnova, ancora una volta, la disponibilità ad individuare soluzioni alternative che – a parità di efficacia – evitino oneri spropositati a carico delle imprese derivanti da nuovi e insostenibili compiti di controllo.

Da nuove norme su ritenute negli appalti rischio blocco attivit

Premio giornalistico “Finanza per il Sociale” | [10/02/2020]

(10 febbraio 2020) ​C’è tempo fino al 6 marzo 2020 per partecipare al premio giornalistico “Finanza per il sociale” promosso da ABI, FEDUF e FIABA, con il patrocinio del CNOG – Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e rivolto a giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle Scuole di Giornalismo o di Master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, di età inferiore ai 35 anni.

​La partecipazione è gratuita; al primo classificato un premio di 1.200 euro.

Tema del premio
Gli articoli o servizi radiotelevisivi sul tema “Storie di inclusione: come l’educazione finanziaria, anche grazie alle innovazioni, supporta i cittadini nelle scelte economiche” dovranno evidenziare come le nuove tecnologie e i nuovi approcci didattici al servizio dell’educazione finanziaria e al risparmio possano aiutare a promuovere l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone.

Modalità di partecipazione
Ogni concorrente, singolarmente o in gruppo potrà partecipare con un solo articolo/servizio, pubblicato o trasmesso tra il 1° marzo 2019 e il 1° marzo 2020.
Gli elaborati dovranno essere spediti entro il 6 marzo 2020 via mail a [email protected] indicando come oggetto “Premio Finanza per il Sociale V Edizione” o per posta a FIABA – Premio Giornalistico “Finanza per il Sociale”, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. Farà fede la data del timbro postale. Dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 13 marzo 2020.
Bando e maggiori informazioni su www.abi.it, www.fiaba.org, www.feduf.it, www.curaituoisoldi.it. 

La V edizione è indetta con la partnership del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, del MdR – Museo del Risparmio e del CeRP-Fondazione Collegio Carlo Alberto.
 

C’ tempo fino al 6 marzo 2020 per partecipare alla V edizione

Le banche in Italia accelerano sull’innovazione | [01/02/2020]

​(1 febbraio 2020) Le banche in Italia accelerano sull’innovazione e tecnologia, con strategie e programmi di investimento ancora più a misura del cliente. 

​In merito ai settori di maggiore interesse, l’ultima rilevazione ABI Lab, il Centro di ricerca per l’innovazione e la banca promosso dall’ABI, sulle priorità ICT (Information and Communication Technology) del mondo bancario permette di avere uno spaccato sui temi su cui si sono concentrate le iniziative delle banche italiane. Sulla scia della PSD2, e anche in relazione alle nuove opportunità che possono derivare dall’attivazione di logiche di apertura verso l’ecosistema, le iniziative in materia di Open Banking hanno rappresentato l’ambito più spesso segnalato tra le priorità di investimento.
Tra le iniziative prioritarie anche l’adeguamento delle Infrastrutture, nella direzione di assicurare che la macchina operativa della banca si mantenga efficiente e pronta a cogliere le opportunità di innovazione e il potenziamento dei canali digitali. A questi aspetti, si affiancano le iniziative di Mobile Banking, di Data Governance, l’adeguamento delle infrastrutture e la gestione e mitigazione del rischio cyber.
Principali
Priorità ICT di investimento per le banche italiane
Fonte:
ABI Lab, Rilevazione sulle priorità ICT delle banche italiane, 22 banche/ gruppi
bancari e 4 outsourcer interbancari

Strategie e investimenti ancora pi a misura del cliente

ABI Veneto aderisce a intesa per lo sviluppo sostenibile | [28/01/2020]

​(28 gennaio 2020) La Commissione regionale ABI del Veneto ha aderito al Protocollo d’Intesa per lo sviluppo sostenibile del Veneto per contribuire, insieme a tutti gli attori sociali ed economici del territorio, al processo di costruzione della “Strategia regionale per lo Sviluppo Sostenibile” per il perseguimento degli obiettivi previsti dall’Agenda Onu per il 2030.

​Lo ha ufficializzato il Presidente della Commissione regionale ABI del Veneto, Ilario Novella, al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, evidenziando come già negli ultimi anni “l’ABI e le banche hanno avviato una serie di attività utili a focalizzare il ruolo del settore bancario nell’eco-sostenibilità, cercando di identificare i possibili approcci gestionali per meglio integrare i rischi e le opportunità legate alla tutela dell’ambiente ed al cambiamento climatico. In tale solco – prosegue Novella – sono stati infatti approfonditi modelli e soluzioni per migliorare l’efficienza energetica e per ridurre l’impatto ambientale nei processi operativi, così da poter dare supporto anche agli investimenti delle imprese nell’ottica di un utilizzo virtuoso delle risorse”.
Ciò in linea con l’adesione dell’ABI ai “Principi Onu” per un’attività bancaria responsabile, segnalando il particolare rilievo che il mondo della finanza rivolge alle strategie aziendali in vista di un sempre minor impatto sull’ambiente.
Con particolare riferimento ad impegni e obiettivi richiamati nell’accordo, ABI Veneto si occuperà di diffonderne i contenuti presso le proprie Associate, portando peraltro all’attenzione degli altri firmatari i contributi dell’Associazione e le esperienze delle banche maturate nell’ambito della green economy e della green finance, attraverso i relativi strumenti finanziari.

 

La Commissione regionale ABI Veneto ha aderito al Protocollo dIntesa

Sempre più le iniziative per rafforzare l’accessibilità in banca | [25/01/2020]

(25 gennaio 2020) Si rafforzano le iniziative delle banche per favorire l’accessibilità in banca, un impegno che va di pari passo con l’innovazione dei servizi finanziari e dei sistemi di pagamento

​Nell’ambito delle attività indirizzate alla crescita sostenibile e inclusiva, un dato interessante è, infatti, quello che riguarda la pianificazione e lo sviluppo di interventi per favorire l’accessibilità alle strutture bancarie per le persone con limitazioni funzionali. Banche rappresentative dell’83% del totale attivo del settore hanno già intrapreso azioni in merito, percentuale che salirà all’86% entro il 2021 se si considerano le realtà che hanno pianificato la loro realizzazione.
È quanto emerge dall’ultima rilevazione BusinEsSG 2019, che ABI dedica all’integrazione delle variabili ambientali, sociali e connesse alla gestione d’impresa (acronimo ESG dall’inglese Environmental, Social and Governance) nelle strategie e decisioni di business da parte delle banche, e agli impatti delle loro attività secondo un approccio multidimensionale, quindi, e non solo economico.
L’indagine, realizzata su banche pari all’87% circa del totale attivo del settore bancario operante in Italia, rileva da parte delle banche un sempre maggiore interesse a sviluppare soluzioni che possano contribuire allo sviluppo sostenibile e all’inclusione delle diverse fasce di clientela. Le banche dedicano attenzione alla responsabilità sociale d’impresa come ulteriore leva di innovazione dei prodotti, dei servizi e dei modelli di relazione con la clientela, e come fattore di crescita e di competitività per generare valore in un medio e lungo periodo.

I principali interventi delle banche per rafforzare l’accessibilità
Nel dettaglio, tra i principali interventi realizzati dalle banche per rafforzare l’inclusività rispetto ai prodotti e ai servizi, spiccano quelli per migliorare l’accessibilità dei servizi bancomat (per l’83% circa del totale attivo del settore) e alle filiali in generale (per esempio parcheggi riservati, sportelli preferenziali, riprogettazione degli spazi in agenzia – per il 75% circa). Attenzione viene data anche ai servizi telematici,, con accorgimenti e strumenti per facilitare l’accessibilità ai servizi Internet per la propria clientela (77% circa), al mobile banking (55% circa), al phone banking e assistenza (47%), e all’interfaccia tecnologica a uso del personale quale l’internet aziendale (75%). Attenzione sempre maggiore viene riservata anche alla usabilità delle pagine web pubbliche, accessibili anche ai non clienti. 
Tra gli altri interventi si evidenziano quelli che riguardano l’emissione di carte di pagamento in codice braille o l’eliminazione di barriere architettoniche a sostegno delle persone con problemi alla vista.

 
 

L’innovazione dei servizi finanziari e di pagamento favorisce la sostenibilit

Banche: sale la spesa in tecnologie e innovazione | [18/01/2020]

​(18 gennaio 2020) Le banche italiane sono sempre più impegnate a favorire la crescita dell’innovazione tecnologica del Paese. Basti pensare che dall’ultima rilevazione ABI – CIPA sull’IT (Information Technology) nel mondo bancario italiano, emerge che nel 2018 la spesa e gli investimenti IT dei diciannove gruppi facenti parte del campione è stata di 4,7 miliardi di euro.

​Il dato sulla spesa è sicuramente sottostimato perché nel campione della rilevazione non sono inclusi i Centri Servizi consortili (es. Cedacri, CSE) i cui investimenti si riflettono sull’innovazione tecnologica delle banche che usufruiscono di tali centri.
 La percentuale della spesa dedicata agli investimenti in tecnologia per il business (es. servizi bancari tipici, credito, finanza etc etc.) assorbe circa i due terzi del totale IT (67,3%). Il rimanente 32,7% è dedicato agli aspetti di efficientamento della gestione interna.
La ricerca sottolinea che il 39,1% del totale della spesa, oltre 1,8 miliardi, è stata destinata all’implementazione di nuovi progetti e funzionalità (investimenti in nuove tecnologie es.  Piattaforme Api e Open Banking, iniziative di Mobile Banking, iniziative di Data Governance etc etc.)
Secondo la rilevazione l’85% del campione include nella propria strategia IT il ricorso ad aziende Fintech: il 25% vi collabora in forma continuativa, il 35% in modalità occasionale e il 25% lo prevede nel biennio 2019-2020.
L’innovazione è una componente fondamentale del servizio bancario e la relazione tra banche e Fintech è sempre più complementare. 
In un contesto dove nuovi soggetti si affacciano offrendo servizi finanziari digitalizzati, le banche fanno la loro parte investendo in tecnologie e innovazione a supporto del business sia attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio di risorse e idee sia mediante collaborazioni attive con le Fintech e con gli altri soggetti operanti nell’ecosistema.

 

Le banche incrementano la spesa e gli investimenti in Information technology

ABI risponde all’appello della Ministra Teresa Bellanova | [17/01/2020]

​(17 gennaio 2020) Il Comitato esecutivo dell’ABI ha accolto l’invito della Ministra delle Politiche Agricole, Sen. Teresa Bellanova, a sensibilizzare le banche sull’opportunità di applicare le misure di favore previste nell’Accordo per il Credito 2019, ove ne ricorrano le condizioni indicate nello stesso Accordo e, in particolare, di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti in essere per le imprese agricole danneggiate dalla cimice asiatica per un periodo anche superiore a quanto previsto in via generale dall’Accordo.

​“Tutelare nel modo migliore il reddito delle imprese agricole è decisivo”, afferma la Ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, “e ringrazio l’ABI per l’attenzione che sta dedicando a chi è colpito dalla cimice asiatica. In legge di bilancio abbiamo stanziato 80 milioni di euro per gli indennizzi e ora questa disponibilità delle banche ad andare oltre i 12 mesi di moratoria previsti dall’accordo sul credito rappresenta un altro tassello di azione importante. Il Ministero continuerà a mantenere alta l’attenzione su una piaga che va contrastata con ogni mezzo”.
“Questa iniziativa”, aggiunge il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, “vuole essere è un fattivo contributo del mondo bancario per favorire il mantenimento della capacità produttiva del settore ortofrutticolo in una situazione di particolare difficoltà”.
In particolare, l’Accordo per il Credito 2019 sottoscritto dall’ABI e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese prevede: la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio lungo termine anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie; l’allungamento della durata dei mutui, dei finanziamenti a breve termine e delle operazioni di credito agrario di conduzione ex art. 43 del TUB (perfezionato con o senza cambiali).
Nel frattempo il Ministero delle politiche agricole segnala che in attesa che le Regioni diano attuazione alla possibilità di ricorrere alle agevolazioni del Fondo di solidarietà nazionale, secondo quanto previsto dalla Legge di bilancio, è stato previsto in via straordinaria che le imprese danneggiate dalla cimice asiatica possano contare sulla garanzia ISMEA – rilasciata secondo procedure preferenziali e semplificate – in relazione a finanziamenti non finalizzati, con ammortamento quinquennale e preammortamento di due anni.
La garanzia è concessa nella misura fissa del 70% e con il pagamento della commissione agevolata nei limiti del de minimis.
 

Il Comitato esecutivo ABI ha accolto linvito della Ministra Bellanova

Aumentano i contact center a supporto della clientela | [11/01/2020]

​(11 gennaio 2020) Innovazione, crescita dimensionale, attenzione alla qualità del servizio offerto ai clienti, orientamento alla consulenza a distanza: sono questi i principali indirizzi sui quali si sviluppa l’evoluzione dei contact center bancari

​Un forte sviluppo che riflette l’obiettivo di assicurare risposte efficaci e veloci per rispondere al meglio alle esigenze dei clienti di interagire con la banca su più canali. 
È quanto emerge dalla rilevazione dell’Osservatorio sui Contact Center Bancari condotto da Abi Lab e dall’Ufficio Studi dell’ABI, a cui hanno partecipato 21 contact center bancari rappresentativi del 70% del settore in termini di sportelli. 
Complessivamente sono oltre 3.700 gli operatori bancari che lavorano in questo ambito, i poli di contact center che sono ormai presenti in 44 province italiane lungo tutta la penisola. Solo nell’ultimo anno sono stati inseriti 928 nuovi operatori, per un incremento netto dell’organico del 12%, che sale al +107% se si estende l’orizzonte di analisi agli ultimi 10 anni. 
La crescita nel numero degli operatori disponibili per i clienti contribuisce ad aumentare l’efficacia del servizio di assistenza alla clientela – per telefono, chat, e-mail e social media – a cui viene ormai garantita la possibilità di dialogare con la banca a tutto tondo, anche in lingue diverse dall’italiano. 
Si tratta di un modello di servizio apprezzato dalla clientela che, in un caso su sei (17%) usa, infatti, il contact center per rivolgersi alla propria banca, spesso usando il telefono cellulare e le app. 
Nel 52% dei contact center sono presenti operatori formati per interagire con i clienti sui social network, mentre il 30% degli operatori è in grado di offrire servizi in lingua straniera (95% inglese, 63% francese, 53% spagnolo, 42% tedesco, ma anche romeno, russo, bulgaro, norvegese, portoghese e albanese).
In evoluzione anche il ruolo svolto dagli operatori dei contact center: preventivi assicurativi, gestione delle pratiche di finanziamento, consulenza sugli investimenti sono le attività che arricchiscono sempre più l’attività di chi lavora nei contact center.

In significativo rafforzamento le strutture a supporto della clientela

Banche sostengono lo sviluppo sostenibile | [04/01/2020]

​(4 gennaio 2020) Cresce l’impegno delle banche per sviluppare servizi e prodotti bancari a valenza ambientale e sociale. Dai dati dell’ultima rilevazione BusinESsG 2019, che ABI dedica ai temi dell’integrazione nell’operare bancario delle dimensioni ambientale, sociale e di gestione d’impresa (acronimo ESG dall’inglese Environmental, Social and Governance), emerge che le banche stanno ponendo sempre maggiore attenzione alla sostenibilità nella loro strategia, nelle policy aziendali e nello sviluppo di soluzioni finanziarie per la clientela.

​Secondo l’indagine, rispetto a specifici prodotti e servizi erogati che considerano aspetti ambientali, sociali e di gestione delle attività economiche, oltre a quelli connessi all’ampio mondo delle abitazioni dei privati (come il fondo di garanzia per la prima casa – per banche rispondenti rappresentative del 76,1% del totale attivo – e fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa – 52,3% del totale attivo), si segnalano i finanziamenti per favorire l’efficientamento energetico di edifici residenziali e commerciali (73,9% del totale attivo complessivo del settore), per le start-up operanti nei settori a valenza sociale e/o ambientale (71,8% del totale attivo) e per l’imprenditoria femminile (71,7% del totale attivo), e i prodotti di risparmio gestito per investimenti sostenibili e responsabili (54,6% del totale attivo).
L’attenzione degli associati ABI per supportare la sostenibilità in termini sociali e ambientali si inserisce nell’ambito di un quadro regolamentare europeo in evoluzione e di un percorso nel quale interagiscono le esperienze e le peculiarità dei diversi Paesi europei. Un’attenzione che per le banche considerate dall’indagine BusinESsG 2019 – condotta su un numero di banche operanti in Italia che copre circa l’87% del totale attivo dell’intero settore – risulta essere in crescita.
Dalla rilevazione emerge, infatti, che già oggi banche rappresentative del 36,6% del totale attivo tengono conto di informazioni relative ai rischi ambientali e sociali di settori e aree geografiche per definire le loro macro-politiche di erogazione del credito, e che tale percentuale salirà intorno all’80% entro il 2021, visto che molte banche si stanno attrezzando in tal senso.
Con riferimento ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals o, in forma abbreviata, SDGs) promossi dalle Nazioni Unite per l’Agenda 2030, un gruppo di banche pari all’80% del totale attivo già inseriscono nella propria dichiarazione non finanziaria o rendicontazione di sostenibilità quali delle loro iniziative sono coerenti con il raggiungimento dei singoli SDGs.

 

Sviluppare servizi e prodotti a valenza ambientale e sociale