Assegnati i premi per l’’innovazione nei servizi bancari’

​(22 marzo 2016) Al Forum ABI Lab 2016 la premiazione dei sei progetti per le quattro categorie: la banca per il futuro, la banca smart, la banca per la sostenibilità, la banca si presenta e ascolta. “Menzioni speciali” a sei progetti. È la sesta edizione del concorso ABI per l’innovazione nei servizi bancari a cui hanno partecipato sessantatré progetti.

​Le soluzioni e le idee più innovative e tecnologicamente avanzate che meglio rispondono alla crescente velocità e complessità dei mercati, realizzate dalle banche italiane sono state premiate a Milano nel corso del Forum ABI Lab 2016. Alla sesta edizione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”, che si inserisce nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (“Premio dei Premi”), iniziativa promossa dal Governo italiano nel 2008, hanno partecipato ventisette primari istituti di credito con la presentazione di sessantatré progetti. Tra i progetti protagonisti di quest’edizione si registra l’attenzione verso i clienti corporate, che vengono supportati nel processo di internazionalizzazione, e un particolare interesse verso i canali remoti, che offrono possibilità crescenti di servizi semplici, diretti e sempre disponibili. Inoltre, a conferma del ruolo centrale riservato al cliente, diverse banche si sono impegnate nell’educazione e informazione finanziaria. Scorrendo i progetti, si conferma infine prioritario il miglioramento dell’organizzazione interna e la valorizzazione del capitale umano per poter cogliere sempre nuovi spunti di innovazione.“Per le banche – ha detto il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – l’innovazione rappresenta un fattore chiave per definire nuove strategie e anticipare le esigenze di una clientela in evoluzione, sempre più attenta e preparata a riconoscere nuovi prodotti e servizi integrati con il territorio e la comunità. Il Premio, giunto ormai alla sesta edizione, ha collezionato numerosi ed interessanti progetti che hanno contribuito ad evidenziare come il quadro generale delle iniziative rifletta le esigenze economiche e di innovazione che emergono sul piano nazionale, anche in relazione alla sempre più sentita necessità di affiancare i processi innovativi in atto nelle banche alle specificità dell’economia reale.”Ecco i premiati di quest’edizione per le categorie la banca per il futuro, la banca smart, la banca per la sostenibilità, la banca si presenta e ascolta, emersi dalla selezione effettuata dal Comitato Tecnico Scientifico di esperti e dalla Giuria di rappresentanti del mondo istituzionale e accademico.
Per la categoria “La banca per il futuro”, dedicata ai progetti innovativi volti a favorire lo sviluppo dell’economia e a sostenere imprese, famiglie e nuove generazioni, sono stati assegnati:

  • il Premio “Innovare per crescere” a: “Obbligazioni Bancarie di Pagamento”, presentato da UniCredit
  • il Premio “Innovare per la famiglia e giovani” a: “Gestione patrimoniale online IB navigator: promozione Parents&Sons, presentato da Invest Banca

Per la categoria “La banca smart”, dedicata all’innovazione di canali e modelli distributivi, e all’evoluzione dei processi organizzativi e operativi, sono stati assegnati:

  •  il Premio “Innovare attraverso i canali” a: “Widiexpress- la prima portabilità del conto digitale in Italia”, presentato da Banca Widiba 
  •  il Premio “Innovare con i processi interni” a: “Digital Factory – 3D”, presentato da Intesa Sanpaolo

Per la categoria “La banca per la sostenibilità”, dedicata a progetti mirati alla promozione di iniziative per il sociale e per la sostenibilità ambientale è stato assegnato:

  •  il Premio “Innovare responsabilmente” a:   “PerCorsi Young”, presentato da Findomestic Banca

Per la categoria “La banca si presenta e ascolta”, dedicata allo sviluppo dei nuovi modelli di comunicazione, è stato assegnato:· 

  • il Premio “Innovare per comunicare” a: “La banca del come: campagna di comunicazione sui servizi di mobile banking”, presentato da UniCreditSei progetti hanno inoltre ricevuto una Menzione Speciale da parte della Giuria. Si tratta in particolare di:

    • Tech-Marketplace” di Intesa Sanpaolo
    • “Hype – Money is just a tool” di Banca Sella
    • “Nuova frontiera mobile banking” di Banca Popolare di Milano
    • “Nuove modalità di gestione successioni” di Banco Popolare
    • “Un giorno in dono” di UBI Banca
    • “Introduzione al Bail-in” di Cassa Centrale Banca 

Il cliente più ‘evoluto’ dialoga via web, cellulare e social

​(19 marzo 2016) La fotografia del cliente bancario emerge dall’indagine realizzata dall’ABI con GfK che sarà presentata al prossimo convegno Dimensione cliente 

​Interagisce con la propria banca via web almeno una volta alla settimana e in un caso su due entra in banca anche via cellulare, grazie al mobile banking. È iscritto a social network (87%) che utilizza per comunicare con la propria banca (25%). Moderno e più tecnologico, apprezza la comodità e la convenienza dei canali fai da te (internet, mobile banking e Atm) e per le scelte finanziarie più complesse preferisce la filiale o il promotore (89%), a cui si rivolge per informazioni e consulenza quasi due volte al mese. È questa la fotografia del cliente bancario più ‘evoluto’ che emerge dall’indagine realizzata dall’ABI con GfK su un campione di clienti che navigano quasi tutti i giorni su internet e hanno un conto online. L’indagine sarà presentata alla prossima edizione del convegno Dimensione cliente, che si terrà a Roma il 7 e l’8 aprile.

L’identikit del cliente più evoluto: pluribancarizzato, multicanale e dinamico
Secondo lo studio ABI-GfK, il 31% dei clienti più evoluti è “pluribancarizzato” ossia ha un conto corrente presso più banche. In media, questi clienti hanno nel proprio portafoglio 8 tipologie di prodotti diversi; il 45% ha un finanziamento in corso, mentre la metà investe in titoli o in altri prodotti finanziari. Per i propri investimenti, il cliente più evoluto non si accontenta di un unico canale di accesso, ma utilizza tutti quelli messi a disposizione dalla propria banca e si sposta da un canale all’altro a seconda della necessità e della situazione in cui deve operare (per esempio, quando è in mobilità). Si tratta di un cliente più dinamico, sempre alla ricerca delle soluzioni più adatte alle proprie esigenze: nell’ultimo anno, il 15% ha aperto un conto con una nuova banca.

Dimensione Cliente: la due giorni ABI dedicata al mercato retail
Dimensione cliente è l’incontro annuale riservato al mercato retail e alla relazione tra banca e cliente. Al centro dell’edizione 2016, i nuovi target, le necessità e i comportamenti in un contesto competitivo sempre più basato sull’innovazione. La trasformazione digitale dei servizi finanziari, infatti, ha aperto la strada a nuovi modelli di servizio e a nuove forme di interazione con i clienti. Si amplia la lista delle parole chiave nell’evoluzione della relazione banca-cliente: alle tradizionali trasparenza, semplicità, personalizzazione e accessibilità, si aggiungono oggi prossimità, velocità, interconnessione ed empatia.
 

Lavoro autonomo non imprenditoriale e lavoro agile

(16 marzo 2016) Audizione ABI presso la Commissione lavoro, previdenza sociale del Senato. ​Ddl 2233 “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, e Ddl 2229 “Adattamento negoziale delle modalità di lavoro agile nella quarta rivoluzione industriale”

“ABI intende innanzitutto ringraziare per l’opportunità di esprimere proprie considerazioni in merito ai Ddl nn. 2233 e 2229, recanti misure di tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e di promozione del lavoro agile. L’interesse per le due tematiche va considerato soprattutto alla luce dell’evoluzione del lavoro, dei modelli organizzativi adottati dalle imprese e, in particolare, dalla crescente tendenza a gestire i rapporti con i propri collaboratori secondo modalità di esecuzione della prestazione lavorativa innovative, sia sul piano del tempo che dello spazio, utilizzando al meglio le tecnologie informatiche.ABI è favorevole ad interventi normativi che sostengano e promuovano il lavoro autonomo nonché l’adozione di modelli organizzativi non tradizionali anche in un’ottica di maggiore produttività e di miglioramento dei sistemi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Tema, quest’ultimo, da tempo all’attenzione dell’ABI, e che ha trovato un’ulteriore affermazione nel rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori bancari del 31 marzo 2015 …

Il testo dell’audizione

Accordo ABI-Mipaaf per moratoria mutui degli allevatori

​(16 marzo 2016) ​Martina: continua il nostro impegno concreto per affrontare la crisi del settore. Patuelli: l’ABI impegnata per il settore lattiero caseario
 

​Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina e il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli hanno sottoscritto oggi il protocollo d’intesa per il rilancio del settore lattiero caseario, che contiene la moratoria di 30 mesi dei debiti bancari degli allevatori italiani.
L’accordo, infatti, prevede il meccanismo per la sospensione dei pagamenti dei mutui sottoscritti dalle imprese allevatoriali, attraverso le misure del Fondo latte per la ristrutturazione dei debiti degli allevatori del Ministero e l’Accordo per il credito 2015.
Il protocollo prevede anche che le banche aderenti possano offrire condizioni migliorative rispetto a quelle previste dall’intesa Mipaaf-ABI.
Le imprese che non accedono ai benefici del Fondo latte, anche appartenenti ad altri comparti del settore agroalimentare, possono comunque ottenere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo, secondo quanto previsto dall’Accordo per il credito 2015 o alle condizioni migliorative che sono in via di definizione da parte del Ministero con le singole banche.
“Servono risposte nuove – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – a una delle più forti crisi strutturali nel settore lattiero europeo. Per questo lavoriamo da mesi al sostegno dei nostri allevatori e l’accordo di oggi per la moratoria dei mutui per due anni e mezzo è un passo concreto in avanti. Un’azione che rafforza l’operatività del nostro Fondo latte da 50 milioni di euro e va a incidere su uno dei fronti più delicati, come quello del credito, provando ad aiutare le imprese lattiere in questa fase. Ringrazio l’ABI e il Presidente Patuelli per aver risposto al nostro appello in maniera tempestiva. Ora lavoriamo perché le singole banche possano offrire condizioni ancora migliori, venendo incontro alle esigenze di un settore strategico. L’Italia prosegue con serietà il lavoro quotidiano per il comparto lattiero, perché c’è bisogno di risolvere questioni mai affrontate anche a livello europeo”.
“La sospensione cumulativa per 30 mesi del pagamento di mutui – ha sottolineato il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – è una delle iniziative comuni per favorire la ripresa nel nuovo contesto competitivo. L’Intesa mira anche a diffondere una maggiore conoscenza delle soluzioni descritte e indicare la possibilità che i benefici da esse previsti possano essere cumulati per realizzare il massimo vantaggio per le imprese. Il Protocollo – ha concluso Patuelli – prevede inoltre la costituzione con il Ministero di uno specifico tavolo tecnico per definire le modalità di trasformazione dell’attuale garanzia sussidiaria Ismea in uno strumento di mitigazione del rischio di credito coerente con la regolamentazione di Basilea. Lo stesso tavolo elaborerà delle proposte su nuovi strumenti di garanzia per favorire l’accesso al credito delle imprese del settore agricolo”.

Moratorie rate Pmi a quota 18,3 miliardi

(12 marzo 2016) Iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa.

​Piena operatività per le iniziative delle banche italiane sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi; e ingenti le risorse messe a disposizione per la fase di ripresa in corso.Tra ottobre 2013 e gennaio 2016 sono state accolte complessivamente 54.414 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 18,3 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,2 miliardi di euro.Inoltre, sono state accolte 9.625 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,6 miliardi di euro di debito residuo.Questo il risultato del monitoraggio – comunica ABI – che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni di impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:
       • il 25,6% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
       • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
       • il 18,9% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
       • l’8,3% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
       • il 6,5% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
       • il restante 26,3% agli “altri servizi”.
Si sottolinea che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.  

Assegnato il premio ABI-Fiaba-Feduf “Finanza per il sociale”

(9 marzo 2016) Va a Nicola Maria Stacchietti il Premio ABI-Fiaba–Feduf “Finanza per il Sociale” per il servizio video “Finanza. La grande sconosciuta”.

​Si è tenuta  presso la sede dell’Associazione bancaria italiana, la cerimonia di premiazione del Concorso giornalistico “Finanza per il Sociale” promosso da ABI-Fiaba-Feduf con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Alla premiazione sono intervenuti il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, il Presidente di Fiaba, Giuseppe Trieste, il Direttore generale di Feduf, Giovanna Boggio Robutti e il Prorettore della Libera università degli studi Maria SS. Assunta di Roma, il prof. Giovanni Ferri.
Il premio è stato assegnato a Nicola Maria Stacchietti della Scuola di giornalismo della Lumsa (della Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta) per il servizio video “Finanza. La grande sconosciuta” con cui l’autore è riuscito in modo efficace, originale e significativo a trattare un argomento particolarmente attuale e inerente al tema del concorso: il ruolo dell’educazione finanziaria e del risparmio come strumento di inclusione sociale. L’elaborato evidenzia perfettamente come il miglioramento del livello di cultura finanziaria dei giovani rappresenti una priorità per sviluppare la consapevolezza e responsabilità del proprio futuro previdenziale e, quindi, per rispondere ad alcune delle principali esigenze sociali del nostro Paese, con un approccio costruttivo e propositivo.
Il premio “Finanza per il sociale”, è rivolto ai praticanti e agli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, autori di articoli in lingua italiana pubblicati da quotidiani, settimanali, periodici, testate online o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. L’obiettivo è quello di premiare il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale”. L’elaborato, pertanto, deve evidenziare come migliorare il livello di cultura finanziaria dei cittadini rappresenti una priorità sia per favorire la crescita economica sia per rispondere ad alcune delle principali esigenze sociali del nostro Paese. Migliorare la comprensibilità dei concetti di base dell’economia è infatti un passo cruciale per innalzare il livello di consapevolezza e responsabilità civica di ciascuno, fondamentale per avvicinare i cittadini al mondo economico, alle istituzioni, agli intermediari, al mondo dell’informazione.
 

Corea del Sud: dalle banche oltre 1,5 miliardi per le imprese

​(9 marzo 2016) Oltre 1,5 miliardi di euro già stanziati dalle banche per le imprese che scelgono di operare nella Corea del Sud, puntando sul dinamismo economico di un mercato che presenta grandi potenziali di crescita. Secondo la rilevazione effettuata dall’ABI a tanto ammonta il plafond messo a disposizione dalle banche italiane per sostenere l’operatività commerciale e finanziaria delle imprese.

​A ribadire il sostegno del mondo bancario all’internazionalizzazione della nostra economia è Guido Rosa, Presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione ABI, durante il Forum economico tenutosi a Seul, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e Istituzioni. Per l’ABI e le banche è la seconda missione nella Corea del Sud.
Alla missione partecipa una delegazione di otto dei principali gruppi bancari che rappresenta circa il 70% dell’intero settore bancario italiano in termini di totale attivo: Bnl-Bnp Paribas, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Vicenza, Iccrea, Intesa SanPaolo, Monte dei Paschi di Siena, Ubi Banca, UniCredit.
“Le banche – ha detto Rosa – partecipano alla missione per assistere e supportare le imprese italiane che vorranno cogliere le numerose opportunità di investimento nel Paese e stabilire dei contatti con le banche locali, la cui collaborazione è fondamentale per lo sviluppo delle relazioni economiche bilaterali, soprattutto alla luce dell’Accordo di libero scambio (Free trade agreement, o Fta) con L’Unione europea, che è entrato in vigore il 1° luglio 2011. L’internazionalizzazione – ha concluso Rosa – rappresenta un driver strategico per innescare il processo di crescita virtuosa.”

Il plafond per le imprese in Sud Corea
Sul fronte delle risorse finanziarie disponibili, le banche italiane hanno stanziato un plafond di oltre 1,5 miliardi, di cui il 76% è stato utilizzato. Vi è quindi grande spazio per il finanziamento di nuovi progetti di business e flussi di esportazioni. 

La presenza delle banche italiane
Oltre alle linee di credito, gli imprenditori che operano in Sud Corea possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, due principali gruppi bancari italiani sono direttamente presenti nella Corea del Sud con un ufficio di rappresentanza. Durante gli incontri di business le otto banche italiane partecipanti alla missione metteranno a disposizione altrettanti desk di assistenza, per supportare al meglio le imprese italiane e coreane nell’individuazione delle soluzioni finanziarie più adatte a realizzare nuove operazioni commerciali e progetti di investimento nel Paese. Nel corso della missione la delegazione bancaria italiana incontrerà il Financial supervisory service e alcune tra le maggiori banche coreane.
 

Cresce il ruolo di Feduf nell’educazione finanziaria

(8 marzo 2016) In Lombardia  si inaugura giovedì 10 marzo la quarta edizione del Festival “€cono-mix – le giornate dell’educazione finanziaria”. Alla fine di febbraio, invece, è stato sottoscritto un nuovo protocollo d’intesa tra Feduf e Miur,  che dà il via alla collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per promuovere nuove iniziative nelle scuole italiane.

​Su iniziativa della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, si inaugura giovedì 10 marzo la quarta edizione del Festival “€cono-mix – le giornate dell’educazione finanziaria”, che offre alle scuole di tutti i gradi, in 6 diverse province della Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Milano e Varese), 27 diversi incontri nell’arco di due settimane, con la partecipazione diretta di 18 diversi soggetti pubblici e privati.
Iscritti circa 1500 studenti al programma dell’iniziativa, inserito nel calendario di eventi della European money week e nella Global money week, in programma dal 14 marzo in molti Paesi europei.

Sul sito del Ministero dell’Istruzione (Miur) è stato nel frattempo pubblicato il nuovo Protocollo d’intesa siglato tra la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca “Promuovere iniziative sui temi dell’economia, della finanza e del risparmio nelle scuole del territorio nazionale”.

Il settore bancario e finanziario e la tutela del risparmio

(8 marzo 2016) Audizione del Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini presso la Commissione finanze e tesoro del Senato.

“Vorrei innanzitutto ringraziarvi, a nome del Presidente Patuelli e dell’Associazione Bancaria Italiana, per averci invitato a partecipare a questa indagine sulle condizioni del settore bancario e finanziario italiano e la tutela del risparmio, anche con riferimento alla vigilanza, la risoluzione delle crisi e la garanzia dei depositi europee. orrei innanzitutto ringraziarvi, a nome del Presidente Patuelli e dell’Associazione Bancaria Italiana, per averci invitato a partecipare a questa indagine sulle condizioni del settore bancario e finanziario italiano e la tutela del risparmio, anche con riferimento alla vigilanza, la risoluzione delle crisi e la garanzia dei depositi europee.L’ampiezza e l’articolazione dei temi oggetto dell’audizione odierna sono tali da non consentire, nei limiti di tempo oggi disponibili, una esaustiva e completa trattazione; diamo pertanto, fin d’ora piena disponibilità a contribuire ai lavori di Questa Commissione con ulteriori interventi e documentazione.L’intervento di oggi si concentra fondamentalmente sui lavori che stanno portando al completamento dell’Unione Bancaria, nei suoi tre pilastri: il meccanismo unico di vigilanza, il meccanismo unico di risoluzione delle crisi e il sistema di garanzia dei depositi. Oltre alle considerazioni sull’Unione bancaria, il documento offre considerazioni introduttive sul contesto di riferimento dell’attività bancaria e sulle implicazioni di sette anni di crisi, nonché alcuni commenti in materia di misure per il recupero dei crediti deteriorati e la necessità di una trasparenza semplice nel campo del rapporto tra mondo finanziario e clientela …

Il testo dell’audizione

Missione di governo, banche e imprese a Seoul

(7 marzo 2016) ​44 imprese, 8 associazioni imprenditoriali, 8 gruppi bancari per un totale di oltre 100 partecipanti. Questi i numeri della missione imprenditoriale che fa tappa a Seoul il 9 e il 10 marzo. Obiettivo, rafforzare la cooperazione tra Italia e Corea del Sud e stringere nuove partnership in un mercato che presenta grandi potenziali di crescita a 4 anni dall’entrata in vigore dell’Accordo di libero scambio con l’Ue.

​La missione è promossa dai ministeri degli affari esteri e cooperazione internazionale e dello Sviluppo economico ed è organizzata da Confindustria, Ice-Agenzia e ABI, in collaborazione con l’Ambasciata a Seoul. La delegazione italiana è guidata dal Sottosegretario di Stato agli affari esteri Benedetto Della Vedova, insieme a Ivan Scalfarotto, Sottosegretario di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Licia Mattioli, Presidente del Comitato tecnico per l’Internazionalizzazione e gli investitori esteri di Confindustria, Riccardo Maria Monti, Presidente dell’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e Guido Rosa, Presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione di ABI.
L’iniziativa è settoriale ed è focalizzata sui comparti che offrono nuovi spazi di collaborazione: automotive, moda, macchine utensili, biomedicale e biotecnologie, epc-engineering, procurement & construction. 
I lavori avranno inizio il 9 marzo a Seoul, con il Forum Italia-Corea del Sud, alla presenza dei rappresentanti delle principali istituzioni dei due Paesi, cui seguiranno sessioni di approfondimento settoriale e gli incontri di business tra le imprese italiane e le controparti locali. Il giorno seguente ci saranno le visite alla fabbrica della Hyundai Asan, ai grandi magazzini di Shinsegae a Gangnam e al Mall Yeouido, allo Snubh-Seoul National bundang hospital e ai punti di distribuzione della cosmetica nelle aree di Myongdong and Gangnam.
Con un Pil previsto in crescita del 3,2% nel 2016, la Corea del Sud è la 12ª economia a livello mondiale, la quarta in Asia, dopo Giappone, Cina e India e dal 2010 è il 6° paese per produzione manifatturiera. Al 4° posto nel Ranking Internazionale “Doing business”, è il primo paese al mondo per spesa in R&S rispetto al Pil: il 4%, di cui il 76% proveniente da privati. Tra le priorità politiche, quella di trasformare il paese nello snodo economico, logistico e finanziario del nNordest asiatico. Obiettivo che il Governo di Seoul persegue attirando gli investimenti stranieri, tanto che nel 2000 sono state istituite 8 zone di libero scambio. La Corea del Sud è inoltre un’economia fortemente export-led: considera gli Accordi di libero scambio prioritari per rafforzare i legami economici transnazionali; negli ultimi dieci anni sono stati ratificati 48 Free trade agreement (Fta) ed è il primo paese ad aver stipulato Fta sia con l’Ue che con gli Usa.