Sme supporting factor

(19 gennaio 2016) Audizione del Direttore generale ABI Giovanni Sabatini presso le Commissioni riunite finanze e attività produttive della Camera

​Lo “Sme supporting factor” è un fattore di mitigazione degli effetti restrittivi che gli accresciuti requisiti patrimoniali (richiesti dalla regolamentazione prudenziale post crisi) hanno inevitabilmente prodotto sulla capacità delle banche di erogare credito e come tale è uno strumento che occorre sia confermato nel quadro della normativa europea.  
Il presente testo è dunque volto a:

a) offrire elementi di valutazione circa la rischiosità dei portafogli di prestiti alle piccole e medie imprese rispetto a quelli alle grandi imprese e, dunque, sulla proporzionalità tra il rischio espresso da tali entità e  i requisiti patrimoniali previsti dalla regolamentazione europea e
b) fornire evidenze sul credito alle Pmi e le relative condizioni nel periodo precedente e successivo all’approvazione della norma al fine di poterne valutare gli effetti.

Il testo dell’audizione

Crediti deteriorati – Precisazione ABI

(19 gennaio 2016) Nota del Direttore generale dell’ABI in merito alla richiesta Bce di dati sui crediti deteriorati

​Con riferimento alle indiscrezioni circolate in merito alla richiesta di dati sui crediti deteriorati inviata dalla Bce ad alcune banche italiane all’inizio dell’anno, il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ricorda che già a novembre in occasione della visita a Milano del Presidente dell’Ssm, Mme Nouy, era stata data informazione circa la costituzione in seno all’Ssm di una task force volta a studiare il tema dell’accumulo dei ‘non performing loans’ nelle banche europee (non solo italiane) nell’ottica di individuare best practices per la loro ordinata gestione.
La richiesta rivolta a un campione di banche europee, tra cui anche alcune banche italiane, rientra nelle attività preliminari di tale task force e si tratta di un esercizio ordinario di raccolta di informazioni (stock taking) su cui basare i lavori successivi e dunque non di una azione di vigilanza mirata all’adozione di misure specifiche nei confronti di alcune banche. 

Moratoria rate Pmi a quota 17,6 miliardi

(16 gennaio 2016) Prosegue il monitoraggio dell’iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa  

​Rate sospese e allungamento dei finanziamenti: le banche italiane continuano a promuovere forme di collaborazione straordinaria per finalità di progresso e sviluppo, mettendo a disposizione delle imprese risorse significative rivelatesi fondamentali per affrontare la crisi e, oggi, per agganciare la ripresa.Tra ottobre 2013 e novembre 2015 sono state accolte complessivamente 52.095 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 17,6 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,1 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte circa 8.000 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,2 miliardi di euro di debito residuo.
Si ricorda che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti. collaborazione straordinaria per finalità di progresso e sviluppo, mettendo a disposizione delle imprese risorse significative rivelatesi fondamentali per affrontare la crisi e, oggi, per agganciare la ripresa.Tra ottobre 2013 e novembre 2015 sono state accolte complessivamente 52.095 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 17,6 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,1 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte circa 8.000 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,2 miliardi di euro di debito residuo.
Questo il risultato del monitoraggio che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata lo scorso 31 marzo con tutte le altre Associazioni di Impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.
 L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 25,9% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 18,9% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • l’8,1% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;

 

Intesa ABI Lazio-Invimit su dismissione immobili residenziali

(15 gennaio 2016) ​Si affacciano sul mercato della casa nella Regione Lazio 300 unità immobiliari per un valore di 90 milioni di euro: nuova opportunità con il Protocollo di intesa per la dismissione degli immobili residenziali siglato da Mario Fiumara, Presidente della Commissione regionale ABI Lazio, ed Elisabetta Spitz, Amministratore delegato di Invimit – Sgr con capitale interamente detenuto dal Ministero dell’economia e finanze.

​L’iniziativa è finalizzata a definire soluzioni che accompagnino gli attuali affittuari – o a quanti fossero interessati – nella ricerca del mutuo per l’acquisto dell’abitazione. Nello specifico si tratta di immobili del Fondo “i3 Regione Lazio” gestito da Invimit.

Sulla base dell’intesa:

  •  ABI Lazio si occuperà di sensibilizzare le banche operanti nella Regione Lazio a stipulare specifici accordi con InvImIt Sgr nell’ottica di agevolare il processo di erogazione del credito ai conduttori delle unità immobiliari in gestione ed ubicati nella Regione Lazio; resta inteso che le banche adotteranno proprie autonome politiche di valutazione del merito di credito dei potenziali mutuatari. Infatti, a valle di questo accordo le banche interessate potranno convenzionarsi con Invimit;
  •  Invimit si rende disponibile ad agevolare un processo di trasmissione delle informazioni alla banca disponibile ad aderire all’iniziativa, nell’ottica di fornire riferimenti utili alla valutazione del merito di credito con particolare riguardo alle valutazioni degli immobili in dismissione nonché, con il consenso dei soggetti interessati e nel pieno rispetto della privacy, le eventuali ulteriori informazioni relative al potenziale mutuatario per la corretta valutazione del suo merito di credito;

Banche, fondazioni e associazioni per la prevenzione dell’usura

(9 gennaio 2016) ​Aumento della rapidità applicativa, semplificazione operativa ed efficienza del sistema di garanzie per assicurare il miglior utilizzo dei fondi di prevenzione dell’usura: sono i principali obiettivi delle Linee guida in materia di convenzioni tra banche, fondazioni e associazioni che gestiscono i fondi di prevenzione dell’usura, definite tra l’ABI e la Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II” onlus.

 

​Lo comunica l’ABI evidenziando che le Parti hanno definito in un Protocollo d’intesa delle apposite Linee Guida per facilitare il rapporto di collaborazione reciproca e favorire la corretta applicazione delle convenzioni in materia.
L’Accordo è il risultato di un approfondito confronto sviluppatosi anche sul territorio e di un attento esame di tutti gli aspetti tecnici propri delle convenzioni stipulate tra banche, associazioni e fondazioni in relazione ai finanziamenti per la prevenzione dell’usura al fine di semplificare i processi operativi, facilitare eventuali problematiche di carattere generale e apportare elementi innovativi, utili a rendere più efficaci le misure previste dalle attuali norme.
Intervenendo con principi di crescente efficienza sui tempi di istruttoria delle pratiche, sull’ammontare massimo dei finanziamenti erogabili, sul sistema di garanzie, le Parti si impegnano a:

  • diffondere le Linee guida presso i rispettivi associati e siti internet, al fine di facilitarne l’adozione;
  • informare i ministeri competenti in merito all’iniziativa, anche con l’obiettivo di adeguare al contesto operativo l’Accordo-quadro nazionale del 2007;
  • promuovere occasioni di formazione e informazione presso gli operatori dei rispettivi associati per agevolare l’attuazione del Protocollo.

 Protocollo d’intesa sulle Linee guida
 

Da Prosolidar 240mila euro per “Educate a Child Siria”

(​​8 gennaio 2016) La Fondazione Prosolidar – ente bilaterale in cui sono presenti tutte le Organizzazioni sindacali del settore del credito, l’Associazione bancaria italiana, nonchè tutte le imprese associate all’ABI – aderisce al progetto dell’Unhcr “Educate a Child Siria” grazie al quale 10 mila bambine e bambini rifugiati e sfollati in Siria potranno andare a scuola nel 2016.
​La Fondazione Prosolidar ha annunciato oggi un finanziamento di 240 mila euro a favore del progetto che garantirà l’accesso all’istruzione primaria di 10 mila bambine e bambini rifugiati e sfollati in Siria per il 2016.
Nel concreto, l’iniziativa Unhcr – Prosolidar prevede la realizzazione di sessioni di orientamento volte all’inserimento scolastico di ragazzi di famiglie rifugiate o sfollate interne che vivono a Damasco, Hassakeh, Aleppo, Swedaa, Tartous, la formazione di docenti su tecniche pedagogiche innovative per l’insegnamento in classi numerose e con bambini in situazione di vulnerabilità e la costruzione e ristrutturazione di edifici scolastici in Siria.

Comunicato stampa Prosolidar-Unhcr
 

 

Precisazioni sul ruolo e sulle funzioni dell’ABI

(4 gennaio 2016) In relazione a quanto dichiarato dal “Comitato vittime del salva banche”, il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, tiene a precisare che l’Associazione bancaria italiana è un’associazione privata di banche e società che svolgono attività finanziaria, che ha per statuto il compito di rappresentare e tutelare i legittimi interessi degli Associati in un’ottica concorrenziale coerente con le normative nazionali, dell’Unione europea e internazionali.
L’Associazione, pertanto, non svolge alcuna funzione di indirizzo o controllo sull’operato dei propri Associati, che agiscono in completa autonomia e in concorrenza fra loro, non riceve alcuna informazione in merito dalle Autorità preposte alla vigilanza né dai medesimi associati sulle loro attività in analogia a quanto succede per le altre associazioni di categoria non finanziarie”.
 

Le banche italiane potenziano le intranet aziendali

(2 gennaio 2016) Per il biennio 2016-2017 un terzo del settore bancario incrementerà gli investimenti e oltre la metà manterrà inalterato il budget.

​Nei prossimi due anni le banche italiane innoveranno a 360° la intranet aziendale, strumento sempre più imprescindibile della vita lavorativa del personale in banca.  La intranet, infatti, racchiude servizi aziendali, di comunicazione e di condivisione della conoscenza, e grazie alle evoluzioni organizzative e all’innovazione tecnologica, diventerà il motore a supporto della banca che cambia e si rinnova.
Questo è il principale risultato dell’attività di ricerca condotta dall’Osservatorio smart intranet e Workspace innovation, coordinato da ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca, in collaborazione con la School of management del Politecnico di Milano. Lo studio è stato realizzato coinvolgendo 24 Intranet Manager di diverse banche/gruppi bancari operanti in Italia, che rappresentano circa il 73% del settore in termini di dipendenti.
Secondo la ricerca nel biennio 2016-2017, il 33,3% delle banche italiane intervistate ha previsto di incrementare gli investimenti per le intranet, mentre più della metà intende mantenere inalterato il budget rispetto all’ultimo anno (58,3%).
Per quanto riguarda i servizi a supporto dell’operatività, le procedure bancarie rappresentano la categoria più diffusa e integrata nella Intranet aziendale (95,8% del campione). Si registra un livello di presenza elevato anche per la comunicazione interna (82,9%); il catalogo di prodotti e servizi (83,4); la gestione della compliance (54,2%). Secondo la ricerca, nel 2016 il ruolo giocato dalle intranet nella gestione dei processi delle banche sarà ancora più strategico: quasi la metà dei gruppi intervistati, infatti, pensa di svilupparle ulteriormente a supporto delle attività commerciali, di marketing e nell’ambito del servizio clienti e delle operazioni finanziarie e creditizie.Sul fronte della “mobilità”, le Intranet delle banche sono accessibili ai dipendenti a ogni orario e da qualunque luogo e dispositivo, rispettivamente nel 41,7% e nel 33,3% dei gruppi del campione. Proprio su questa caratteristica è rivolta in particolare l’attenzione del settore che punta a potenziare ulteriormente l’accessibilità in mobilità alla Intranet aziendale (oltre l’80% del campione). 
 

Banche rafforzano le iniziative di educazione finanziaria

(7 marzo 2020) Sostenere l’inclusione dei cittadini nei processi economici e nei contesti sociali attraverso le iniziative di educazione finanziaria e al risparmio. È con questo obiettivo che le banche rafforzano le proprie attività di inclusione e sostenibilità nei confronti delle diverse fasce della popolazione.

​È quanto emerge dall’ultima rilevazione BusinEsSG 2019, che ABI dedica all’integrazione delle variabili ambientali, sociali e connesse alla gestione d’impresa (acronimo ESG dall’inglese Environmental, Social and Governance) nelle strategie e decisioni di business da parte delle banche. Obiettivo dell’indagine è rappresentare l’attenzione delle banche agli impatti delle loro attività secondo un approccio multidimensionale, che tenga in considerazione anche la dimensione sociale e ambientale, e non solo economica.

L’indagine, realizzata su un campione pari all’87,4% del totale attivo del settore bancario operante in Italia, rileva da parte delle banche un sempre maggiore interesse a sviluppare iniziative che possano supportare uno sviluppo sostenibile e inclusivo quale motore di crescita. La diffusione delle competenze economiche di base risponde alle esigenze di cultura finanziaria dei cittadini. Un impegno che ABI ha inserito anche all’interno del proprio statuto, e che promuove anche attraverso le attività e i progetti di educazione finanziaria realizzati su tutto il territorio nazionale da Feduf, nata su iniziativa della stessa ABI.

Per chi le banche realizzano iniziative di educazione finanziaria
Secondo l’indagine, la quasi totalità dei rispondenti (pari al 87,2% del totale attivo del settore bancario italiano) ha attuato delle iniziative di educazione finanziaria, per la maggior parte indirizzate al mondo dell’istruzione, di ogni tipo o grado. In particolare, l’indagine rileva il coinvolgimento degli studenti di scuole secondarie di secondo grado (per circa l’83% del totale attivo del settore bancario), di universitari (75% circa), docenti (72%), e giovani al di fuori del contesto scolastico (75%), oltre alla crescente attenzione rivolta agli studenti del primo ciclo scolastico.
Particolare attenzione viene data inoltre alla formazione degli stranieri (per quasi il 71% del totale attivo del settore) e all’istruzione della popolazione più adulta, anche in vista dell’introduzione nei servizi bancari di nuove tecnologie (oltre l’85%).
A sostegno della crescita economica e dell’innovazione, per oltre il 70% del totale attivo del settore bancario, le Pmi e il Terzo settore sono le fasce su cui si concentrano maggiormente le iniziative.

 

Lettera agli italiani

(31 dicembre 2015) Dopo sette anni di dura crisi, l’Italia incomincia a rivedere la luce. La ripresa va alimentata. Lo stanno facendo anche le banche italiane, di ogni dimensione e forma giuridica, sane, solide e affidabili che garantiscono risparmiatori e investitori responsabili.
Negli altri paesi europei, nonostante i massicci AIUTI DI STATO ricevuti fino al 2014, sono state circa 1000 le banche andate in crisi.
Anche le Banche sono imprese che, nella generalità dei casi, PAGANO le crisi e il mancato rimborso dei prestiti e continuano a fare credito a imprese e famiglie.
Il riassetto di 4 banche, da tempo in difficoltà, ha creato dolorose ripercussioni anche su una parte minoritaria degli investitori, mentre lo stesso mondo bancario, DA SOLO, con senso di responsabilità ha sostenuto, con un esborso di oltre 2 miliardi di euro, la rinascita delle 4 banche, il risparmio dei depositanti e migliaia di posti di lavoro. Il nostro impegno continua.

Associazione bancaria italiana