Moratorie rate Pmi a quota 18 miliardi

(13 febbraio 2016) Prosegue l’iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa.

​Proseguono le iniziative delle banche italiane sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi, mettendo a disposizioni ingenti risorse per la fase di ripresa in corso.
Tra ottobre 2013 e dicembre 2015 sono state accolte complessivamente 52.095 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 18 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,2 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte circa 9.118 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,4 miliardi di euro di debito residuo.
Questo il risultato del monitoraggio – comunica ABI – che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni di impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.
L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:
      • il 25,7% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
      • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
      • il 18,9% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
      • l’8,4% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
      • il 6,5% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
      • il restante 26,1% agli “altri servizi”.

Si ricorda che il nuovo Accordo per il credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.

Problematiche occupazionali nelle banche poste in risoluzione

(9 febbraio 2016) Audizione ABI presso le Commissioni riunite finanze e lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati

L​’ABI desidera anzitutto ringraziare le Commissioni VI e XI per l’interesse manifestato in merito alle problematiche di carattere occupazionale relative alle banche sottoposte a procedura di risoluzione.Al riguardo, occorre doverosamente premettere che l’Associazione, alla luce della normativa che regolamenta le anzidette procedure di risoluzione, non ha svolto e non è previsto che svolga uno specifico ruolo nell’ambito delle vicende che stanno interessando le quattro banche.Il Presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, ha già manifestato ai Segretari generali delle Organizzazioni sindacali di settore la propria disponibilità ad un confronto per una riflessione sulle possibili conseguenze a carico dei lavoratori delle banche in risoluzione …

Il testo dell’audizione

Prospetti informativi: ABI scrive alla Consob

(9 febbraio 2016) Lettera del Presidente e del Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana al Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, per favorire l’adozione in Italia del modello semplificato di informativa precontrattuale ai risparmiatori studiato dall’Unione europea.

​Illustre Presidente,
in preparazione della riunione del Comitato esecutivo ABI del prossimo 17 febbraio al quale Lei ha accettato di intervenire (e di ciò La ringraziamo), Le anticipiamo che l’Associazione bancaria italiana è fortemente convinta che occorre urgentemente la semplificazione dei prospetti informativi relativi alla compravendita dei prodotti finanziari.
Siamo, infatti, ben convinti che essi siano troppo complessi, sia per linguaggio, sia per dimensione che condensano decenni di normative che sono state decise dalle competenti autorità nazionali ed europee che, di volta in volta, si sono trovate a reagire a mutate esigenze e a nuove fattispecie.
Il lavoro delle banche non viene certo facilitato dalle complessità dei tuttora vigenti prospetti informativi che le banche debbono compilare in quelle forme per non subire le sanzioni dalle autorità.
Siamo convinti della necessità di adozione in Italia al più presto del modello semplificato di informativa precontrattuale ai risparmiatori studiato dall’Unione europea.
In Italia molte banche stanno studiando la predisposizione di “schede prodotto” che non sostituiscano i prospetti tuttora imposti dalle normative istituzionali, ma possano fornire anche un’informativa più semplice. Ma ci rendiamo ben conto anche dei limiti dell’eventuale facoltativa autoregolamentazione che le banche potrebbero solo aggiungere ai prospetti tuttora obbligatori.
L’Italia è profondamente inserita nell’Unione europea che necessita di regole identiche per la certezza del diritto e per evitare ogni rischio di confusione. Per questo è indispensabile ed urgente una normativa di “trasparenza semplice” uguale per tutti i paesi dell’Unione bancaria europea. In sollecita attesa, per l’Italia occorrono urgenti scelte di trasparente semplificazione che coinvolgano insieme le autorità competenti e tutte le banche per riportare al più presto piena serenità e fiducia negli investimenti finanziari di ciascuno. Condividiamo l’idea lanciata da Il Sole 24 Ore di predisposizione immediata e cogente per tutti di una scheda informativa sintetica che si basi sullo schema definito, ma non ancora introdotto, a livello europeo denominato KID, cioè “informazioni chiave”, con linguaggio assolutamente semplice.
Occorre, infatti, che la clientela venga semplicemente fornita di semplici ed inequivoche informazioni sui distinti singoli prodotti. In proposito riteniamo che, oltre alla semplicità di linguaggio sempre e solo italiano ed alla sintesi delle informazioni, occorra anche distinguere i moduli dei singoli prodotti d’investimento pure per colori diversi per tipologie giuridiche di prodotto per evitare ogni rischio di equivoco.
Insomma, ad ogni prodotto d’investimento finanziario deve corrispondere una trasparente e semplice sintesi stampata rispettivamente su fogli dei colori che corrispondano alle specifiche tipologie dei differenti prodotti.
Quindi le obbligazioni subordinate dovranno essere compravendute su moduli anche di colore diverso da quelli delle obbligazioni ordinarie, dei certificati di deposito, dei prodotti assicurativi, delle azioni, ecc..
Con queste innovazioni la “trasparenza semplice” potrebbe concretizzarsi in poche settimane.

In attesa di proseguire il confronto in atto nella riunione del Comitato esecutivo ABI del 17 febbraio prossimo, Le inviamo cordiali saluti.

                     Antonio Patuelli                                                                              Giovanni Sabatini
                        Presidente                                                                                  Direttore generale

  La lettera al Presidente della Consob 

Più collaborazione tra banche e commercialisti

(6 febbraio 2016) Banche e commercialisti insieme per promuovere iniziative e progetti di formazione e informazione su temi di interesse comune e di grande attualità come fisco, antiriciclaggio e credito, anche alla luce delle novità introdotte dall’Unione bancaria. È quanto previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto a Roma tra l’Associazione bancaria italiana e il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndc)

​Con il protocollo – firmato per ABI dal direttore generale, Giovanni Sabatini, e per il Cndc, dal presidente Gerardo Longobardi – banche e commercialisti s’impegnano a lavorare insieme per realizzare ricerche, corsi, seminari, conferenze, convegni e pubblicazioni. Rafforzando il dialogo e la collaborazione reciproca, anche grazie a tavoli di confronto che si riuniranno periodicamente per approfondire i rispettivi punti di vista su specifiche iniziative in discussione nelle diverse sedi istituzionali.
Tra i temi al centro delle iniziative e dei progetti comuni: l’esame dei decreti delegati emanati in attuazione della delega fiscale; le sanzioni amministrative tributarie e penali; i profili di riforma della tassazione degli investimenti finanziari; la disciplina antiriciclaggio con riferimento alla IV Direttiva; il credito e le forme innovative di finanziamento, alla luce delle novità introdotte dall’Unione bancaria e del progetto di unione dei mercati di capitali; la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Tra Argentina e Tfa raggiunto un accordo preliminare

(2 febbraio 2016) ​Il Ministero del tesoro e della finanza pubblica della Repubblica Argentina e la Task force Argentina (Tfa) annunciano di aver raggiunto un accordo preliminare per risolvere la controversia basata sul Trattato bilaterale Italia – Argentina nell’arbitrato presso il Tribunale Icsid della Banca mondiale in cui si è richiesto il risarcimento dei danni per violazione dei diritti rivenienti dal diritto internazionale di circa 50.000 obbligazionisti retail italiani detentori di circa $900 milioni di bond argentini in default rappresentati dalla Task Force Argentina.
 

​L’accordo fa seguito ai negoziati tra l’Argentina e la Tfa finalizzati alla conclusione dell’annosa questione e segna un significativo passo in avanti nella risoluzione dei problemi del debito sovrano dell’Argentina. L’accordo rappresenta anche l’occasione di un congruo risarcimento per i bondholders rappresentati dalla Tfa che hanno investito in obbligazioni dell’Argentina prima del default del dicembre 2001.
Secondo i termini dell’accordo preliminare, l’Argentina definirà tutte le richieste fondate sul diritto internazionale relative alle obbligazioni in default detenute dagli individui rappresentati dalla Tfa per un pagamento in contanti pari al 150% dell’importo originario in conto capitale di tali obbligazioni.
Gli obbligazionisti italiani rappresentati dalla Task Force Argentina hanno avviato nel 2006 un arbitrato contro l’Argentina sotto l’egida dell’International Centre for Settlement of Investment disputes (Icsid) della Banca Mondiale. Secondo i termini dell’accordo preliminare, una volta soddisfatte talune condizioni rilevanti per le parti, tra cui le approvazioni da parte del Parlamento argentino e della TFA, al momento della conclusione della transazione sarà presentata la rinuncia definitiva alle richieste degli obbligazionisti rappresentati dalla TfaA, che ammontano a circa $2,5 miliardi.
“Siamo molto lieti di aver raggiunto un accordo preliminare che rappresenta il primo passo nella  ormalizzazione dei rapporti tra l’Argentina ed i mercati finanziari internazionali”, ha detto Luis A. Caputo, segretario delle Finanze argentino. L’accordo preliminare apre la porta a un rafforzamento dei forti legami tra Argentina e Italia, così come agli investimenti tra i due Paesi.
Nicola Stock, Presidente della Task force Argentina, ha firmato l’accordo preliminare questo fine settimana a New York. “Dopo quattordici lunghi anni”, ha detto Stock, “siamo lieti di vedere questa vicenda concludersi in maniera tale da portare ad una risoluzione equa delle richieste degli obbligazionisti italiani. Apprezziamo la volontà dell’amministrazione del Presidente Macri in Argentina di muoversi rapidamente e con maturità per affrontare questo problema di lungo corso”. 
Le parti mirano a procedere tempestivamente con le misure previste dall’accordo preliminare, tra cui la presentazione della raggiunta negoziazione al Parlamento argentino nel corso della sua prossima convocazione il 1° marzo 2016, con l’obiettivo di concludere l’attuazione dell’accordo nel corso dei prossimi mesi.
Con riferimento alla Task force Argentina, le domande rilevanti possono essere poste alla stessa Tfa (per contatti ed info, consultare il sito tfargentina.it.

Prestiti bancari in crescita nel 2015

(28 gennaio 2016) ​Segnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche (oltre l’80% del mercato) nell’intero 2015 le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili da parte delle famiglie hanno registrato un incremento annuo del +97,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno.

​I dati relativi al periodo gennaio-dicembre del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Nell’intero 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 49,826 miliardi di euro rispetto ai 25,283 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, del 97,1%.
L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nell’intero 2015, a circa il 31%.
L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore di più del doppio sia al dato del 2013, quando si attestarono sui 19,085 miliardi di euro, sia al valore del 2012 (20,712 miliardi di euro).
I mutui a tasso variabile rappresentano, nell’intero 2015, il 42,8% delle nuove erogazioni complessive; nei mesi più recenti sono in forte incremento i mutui a tasso fisso che hanno raggiunto a dicembre 2015 i 2/3 delle nuove erogazioni, erano il 25% dodici mesi prima.
La forte ripresa delle nuove erogazioni si sta riflettendo anche sul totale dei mutui in essere delle famiglie. Sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi a fine novembre 2015, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva dello 0,5% nei confronti di fine novembre 2014, confermando, pertanto, la ripresa del mercato dei mutui.
 

Incontro ABI-Banca centrale dell’Iran

​(27 gennaio 2016) Nell’ambito della missione in Italia delle più alte autorità della Repubblica islamica dell’Iran, Guido Rosa, Presidente del Comitato ABI per l’internazionalizzazione, con una delegazione dell’Associazione, ha incontrato il Governatore della Banca centrale della Repubblica islamica dell’Iran, Valiollah Seif.

​​L’ABI ha espresso la sua piena soddisfazione per il ritiro delle sanzioni e delle misure restrittive che hanno interessato le attività finanziarie, bancarie e di investimento, che hanno ostacolato i rapporti diretti fra istituzioni finanziarie iraniane e la comunità finanziaria europea negli ultimi anni, ed ha assicurato al Governatore Seif che si adopererà per riattivare rapidamente le relazioni dirette fra le istituzioni finanziarie delle due comunità nel più breve tempo possibile.
I rappresentanti dell’Associazione si erano recati a Teheran lo scorso novembre con 11 banche per riattivare i contatti fra le istituzioni finanziarie dei due paesi.
Da parte sua, il Governatore Seif ha apprezzato l’impegno profuso da ABI per facilitare la piena ripresa dei rapporti di corrispondenza fra le banche dei due paesi.

Iniziative informative in tema di bail-in

(​26 gennaio 2016) L’ABI, dopo aver sollecitato interventi informativi e formativi da parte delle banche, ha effettuato un’indagine per censire tali iniziative poste in essere in via autonoma dalle banche operanti in Italia con riferimento all’entrata in vigore del bail-in nell’ordinamento italiano.

 

​Sulla base di un ampio campione (rappresentativo dell’85% del totale del settore bancario) emerge come siano state adottate molteplici modalità di diffusione dell’informativa alla generalità della clientela. 
Sulla base delle risposte fornite, le iniziative possono essere classificate in due ambiti:

Informativa alla generalità della clientela
Questa si articola principalmente attraverso:

  •  la messa a disposizione negli estratti conto e/o sui propri siti web di un elaborato scritto, anche utilizzando il documento della Banca d‘Italia “Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie”, diffuso nello scorso mese di luglio; in diversi casi è disponibile anche un filmato video; la distribuzione in filiale di materiale cartaceo o la messa a disposizione di un proprio elaborato scritto, anche utilizzando il citato documento della Banca d‘Italia
  •  illustrazione del funzionamento della Direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie e in particolare del Bail-in nella rivista/newsletter delle banche

Tali iniziative si integrano con gli adempimenti informativi specifici previsti dalla Consob, nella sua comunicazione dello scorso 24 novembre, con riferimento all’operatività in strumenti finanziari, ai servizi di investimento e in generale alla distribuzione dei prodotti e servizi.
A queste iniziative si aggiunge la diffusione di una guida sul “Bail-in” predisposta dall’ABI in collaborazione con dodici associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del consumatore, Centro tutela consumatori utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Unc), la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio e la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza.

Formazione del personale interno
Con particolare riguardo al personale impegnato a diretto contatto con il pubblico, sono stati diffusi ai dipendenti diversi materiali, predisposti dalla stessa banca o di fonte terza; è stato condiviso il documento Banca d’Italia e sono stati definiti specifici percorsi formativi
 

A Catania cinque giorni di eventi dedicati al territorio

​(25 gennaio 2016) L’iniziativa organizzata dall’Associazione bancaria italiana con appuntamenti all’insegna dell’arte, educazione finanziaria e dibattiti.

Tutti i numeri di Catania …710 persone hanno partecipato all’evento al Teatro Massimo540 bambini di 24 classi sono intervenuti all’incontro con le scuole60 persone sono state al seminario tecnico400 persone hanno visitato la mostra di libri delle banche

​Eventi culturali, momenti di educazione finanziaria, dibattiti fra Istituzioni, rappresentanti del mondo bancario e dei comparti produttivi: queste le iniziative che hanno animato l’ultima edizione degli Incontri ABI per lo sviluppo del territorio, che si è svolta a Catania dal 20 al 24 gennaio. L’iniziativa ABI, inaugurata nell’autunno 2011 e giunta alla tredicesima edizione, torna in Sicilia dopo la tappa di Messina del gennaio 2013. E, come nelle precedenti occasioni, la città è stata teatro di numerosi eventi, legati da un comune filo rosso: testimoniare e condividere il patrimonio di esperienze, professionalità ed energie che le banche mettono quotidianamente in campo, dialogando con il tessuto economico locale oppure offrendo servizi alla collettività.
L’avvio è stato dato mercoledì 20 con l’apertura al pubblico della mostra “Terre da sfogliare. Arte, storia e territorio della Sicilia attraverso i libri delle banche”, ospitata dalla libreria Mondadori di via Antonino di Sangiuliano.La rassegna, a ingresso libero, per tutti i cinque giorni dell’iniziativa,  ha offerto ai visitatori l’opportunità di ammirare, una selezione di testi – provenienti dalla biblioteca Stefano Siglienti dell’ABI, la cui sede è nelle Scuderie di Palazzo Altieri in Roma – che raccontano arte, storia e territorio dell’Isola: circa 150 preziosi volumi a disposizione di appassionati e curiosi.
Venerdì 22 è stato il giorno dell’educazione finanziaria: ventidue classi dell’ultimo anno delle elementari e di prima, seconda e terza media, provenienti da istituti di Catania e provincia, hanno vissuto una mattinata diversa, impostata su una formazione leggera all’esperienza diretta della realtà bancaria. Il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” si è trasformato in aula collettiva che ha accolto circa 500 alunne e alunni, stimolati in prima battuta da esponenti della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), costituita su iniziativa dell’Associazione bancaria italiana, che ha trasmesso ai giovani studenti elementi di educazione alla ‘cittadinanza economica’ per sviluppare una maggiore consapevolezza del valore del denaro, del suo uso e dell’importanza del risparmio nell’ottica di una cittadinanza attiva e consapevole. Successivamente, Giulio Piccirilli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, esperto di educazione finanziaria, ha invitato la platea a riflettere sulla funzione delle banche nel finanziare l’economia, sui rapporti tra banche e imprese e su quanto sarebbe differente e molto più complessa la vita quotidiana se le banche non esistessero. Terminata la ‘lezione’, non senza le immancabili curiosità dei ragazzi che si traducono in domande spesso sorprendenti, le classi sono state accompagnate a visitare alcuni sportelli cittadini e hanno avuto l’opportunità di vivere una prima esperienza dell’operatività della banca, incontrando le diverse professionalità che operano quotidianamente nelle filiali, a partire dai direttori di sportello.
Infine, Sabato 23 gennaio, presso il Teatro “Vincenzo Bellini”, si è svolto l’evento istituzionale che per consuetudine rappresenta il momento clou di ogni Incontro ABI sul territorio ed è occasione di dibattito e confronto fra amministratori, banche e imprese. Dopo i saluti dei rappresentanti delle Istituzioni locali ha preso la parola il Presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli, che ha dato il via ai lavori della mattinata con il suo intervento introduttivo. A seguire una doppia sessione di tavole rotonde, “Le banche e il territorio” e “Le banche italiane per il Paese”, animate da esponenti del mondo bancario e dell’imprenditoria catanese. Un’occasione di dibattito e testimonianza per fotografare l’attuale congiuntura e ragionare assieme sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra banche e aziende. Ha chiuso la mattinata l’intervento del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini.
Gli Incontri ABI per lo sviluppo del territorio si inseriscono nel programma dell’Associazione con l’obiettivo di consolidare e dare visibilità alla costante interrelazione tra le banche e i contesti ambientali in cui esse operano. Rappresentanti del mondo del credito ed esponenti della cittadinanza – nelle sue componenti istituzionali, economiche e sociali – sono chiamati a confrontarsi per meglio concorrere allo sviluppo del proprio territorio, gettando così le basi per un ulteriore rafforzamento della relazione e una sempre più fruttuosa collaborazione verso obiettivi comuni. Tutto questo attraverso un modello di partecipazione diretta per raccontare da vicino, tappa dopo tappa, l’impegno quotidiano delle banche italiane per il Paese. 

Nasce Social impact agenda per l’Italia

(21 gennaio 2016) La finanza e il sociale insieme per lo sviluppo degli investimenti a impatto sociale in Italia
 

Si è costituita Social impact agenda per l’Italia; l’associazione nasce per raccogliere l’esperienza dell’Advisory board italiano (Adb) della Social impact investment taskforce (Siit), promossa durante la Presidenza britannica del G8 nel 2013.
ContestoLa Siit ha avuto il compito di portare in primo piano nelle agende nazionali dei Paesi G7 gli investimenti ad impatto sociale. Nello scorso mese di luglio 2015, la Taskforce ha lasciato il testimone al Global social impact Investment steering group (Gsg) per allargare ancora il raggio di azione e dare impulso al mercato dell’impact investing su scala globale.
La contaminazione di pratiche, esperienze e competenze che hanno dialogato per oltre due anni all’interno dell’Advisory Board italiano ha contribuito a sviluppare un confronto aperto e fecondo tra operatori del terzo settore, imprese ed istituzioni finanziarie. Da questo contesto sono emerse 40 raccomandazioni (contenute nel I Rapporto dell’AdB italiano, La finanza che include: gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia) con lo scopo di contribuire a realizzare in Italia un nuovo ecosistema che possa favorire la crescita dell’imprenditorialità sociale e creare valore condiviso.
ScopoLa missione dell’Associazione è di monitorare lo stato di avanzamento delle 40 raccomandazioni e contribuire alla loro realizzazione e di rafforzare l’imprenditorialità sociale attraverso lo sviluppo dell’ecosistema italiano degli investimenti ad impatto sociali. L’obiettivo condiviso da tutto l’Adb italiano è di non disperdere l’esperienza virtuosa degli ultimi due anni che ha visto operatori del settore, imprese sociali, investitori, intermediari finanziari, centri di ricerca, realtà produttive, istituzioni pubbliche confrontarsi sul ruolo e le potenzialità degli investimenti ad impatto sociale nella prospettiva dell’innovazione e delle radicali trasformazioni che interessano il nostro Paese.“C’è un movimento – spiega Giovanna Melandri, presidente della Social impact agenda per l’Italia – composto da soggetti del terzo settore, della finanza e dell’impresa, che crede in un differente modello di sviluppo per offrire risposte a vecchi e nuovi bisogni, molti dei quali rimangono purtroppo insoddisfatti, pensiamo alla salute, alle disabilità, alla conciliazione vita-lavoro alle nuove forme dell’abitare, all’esclusione sociale. Senza dimenticare l’esistenza di settori che si prestano a questa ibridazione tra modelli d’impresa, comunità locali e impatto sociale: ad esempio la valorizzazione del patrimonio culturale, la gestione collaborativa dei beni comuni e le piattaforme di sharing economy. Comparti strategici per il rilancio sociale, culturale e economico del nostro Paese”.“L’Associazione Social impact agenda per l’Italia – continua la presidente Melandri – intende contribuire a sviluppare in Italia l’ecosistema degli investimenti ad impatto sociale come strumento che può essere agito per sostenere e rafforzare le imprese sociali; a un anno di distanza dalla presentazione del rapporto italiano possiamo vedere alcuni risultati, ora dobbiamo mantenere viva la rete internazionale e monitorare gli avanzamenti nel nostro Paese”.
Finalità dell’Associazione:  sviluppare e condividere la conoscenza sul settore degli investimenti ad impatto e sull’imprenditorialità sociale;

  • alimentare il dialogo e lo scambio di esperienze a livello internazionale anche alla luce della partecipazione nel Global social impact investment steering group costituito dalla Social impact investment taskforce;
  • sviluppare le relazioni tra i soci e con le altre organizzazioni che si occupano del tema;
  • consolidare e diffondere pratiche di valutazione d’impatto sociale attuabili, accessibili, e significative nel settore privato, pubblico e privato sociale;
  • contribuire alla sperimentazione di strumenti di investimento ad impatto sociale orientati al raggiungimento di risultati sociali misurabili nelle politiche degli attori privati e pubblici e alla misurazione di tali risultati. 

I soci fondatori di Social impact agenda per l’Italia
ABI-Associazione bancaria italiana; Confcooperative Federsolidarietà; Cgm – Consorzio Gino Mattarella; Etimos foundation; Federcasse; Fondazione opes; Fondazione sviluppo e crescita Crt; Human foundation; Ubi; Banca vita.