Intitolata a Stefano Siglienti la nuova Biblioteca dell’ABI

(26 giugno 2015) La cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli.


​La nuova Biblioteca dell’Associazione bancaria italiana è intitolata a Stefano Siglienti, banchiere e figura eminente dell’Italia repubblicana, alla presidenza dell’ABI negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale e tra i protagonisti della ricostruzione economica, finanziaria e culturale dell’Italia.
Al suo impegno di economista e di uomo di Stato e alla sua straordinaria attività, il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha dedicato la sua riflessione.
La nuova Biblioteca dell’ABI raccoglie i volumi pubblicati dalle banche italiane dalla seconda metà dell’Ottocento ai nostri giorni. Un patrimonio librario dalle caratteristiche uniche che testimonia l’originalità prettamente italiana dell’editoria bancaria, capace di comprendere e raccontare in profondità temi estremamente vari, dai capolavori artistici nazionali alle esperienze culturali locali e di nicchia.L’iniziativa dell’ABI di ricordare la figura di Stefano Siglienti dedicandogli la prestigiosa biblioteca, situata presso le antiche Scuderie di Palazzo Altieri nello spazio ristrutturato, testimonia l’impegno concreto per la cultura italiana da parte delle banche e rafforza il contributo di settore per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico nazionale.


Comunicato stampa

Scheda di presentazione della Biblioteca

In Europa regole chiare e uguali per tutti

(23 giugno 2015) ​Banche e regole, questo il binomio della due giorni organizzata dall’ABI “Unione Bancaria e Basilea3”. Al centro del dibattito la Vigilanza Europea, operativa dal 4 novembre 2014, le nuove regole del pacchetto di Basilea3, il loro recepimento nel diritto nazionale e l’impatto su mondo bancario italiano

​“L’anno che ci lasciamo alle spalle ha segnato progressi considerevoli sul fronte dell’Unione Bancaria europea. Questa trasformazione epocale per essere completa ha bisogno di altri passi decisivi che rispondano all’esigenza di un Testo Unico bancario europeo, alla realizzazione di un linguaggio comune e alla omogeneizzazione della legislazione tributaria come primo passo verso l’Unione fiscale”. Ha dichiarato il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno annuale “Unione Bancaria e Basilea3”, la due giorni che l’Associazione bancaria dedica ai temi della Vigilanza Europea e dell’implementazione nel diritto nazionale delle novità regolamentari della Vigilanza prudenziale. “Abbiamo un unione bancaria ma non abbiamo un testo unico bancario, abbiamo un mercato finanziario europeo, ma non un diritto penale dell’economia che garantisca regole chiare e uguali per tutti”. 
“Non abbiamo dubbi sul fatto che l’ampio pacchetto riformatore post-crisi finanziaria, le decisive risposte all’andamento ciclico arrivate dalla Banca centrale europea con le forti dosi di politiche monetarie non convenzionali e il rafforzamento patrimoniale creeranno un settore bancario più forte. Tuttavia – ha commentato Sabatini –  occorre prestare attenzione alla lunga fase di transizione che durerà ancora molti anni e dunque valutare l’interpretazione, troppo spesso effettuata nella maniera più restrittiva possibile, delle regole ed evitare misure che possano danneggiare la ripresa economica e, di conseguenza, la possibilità di erogare credito. Allo stesso modo, è necessario eliminare la cappa di incertezza che grava sulle banche e non consente loro una adeguata pianificazione per quel che riguarda la raccolta, la liquidità e, soprattutto il capitale”.
 “Al di là delle tensioni che oggi si sperimentano anche a fronte della difficile situazione internazionale – ha proseguito il Direttore generale dell’ABI – continuiamo a registrare una riduzione dei tassi di interesse sui prestiti che si collocano oggi a livelli storicamente bassi e vi sono segnali importanti di ripresa per quel che concerne le nuove erogazioni di credito, tanto nel settore delle famiglie, quanto in quello delle imprese”.
“Siamo consapevoli che il bene pubblico della stabilità finanziaria non può andare a detrimento del bene pubblico della crescita economica, dell’occupazione e quindi del benessere. Dobbiamo lavorare, tutti per realizzare il giusto bilanciamento tra i due obiettivi. Senza crescita, alla fine, non vi può essere stabilità finanziaria duratura” ha così concluso il Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana.
Il dibattito che si è svolto ha visto il confronto tra esperti del settore e Autorità di Vigilanza nazionali ed europee, tra cui Korbinian Ibel, Direttore generale DG Micro-Prudential Supervision IV della  Bce, Concetta Brescia Morra, Vice-Chair Administrative Board of Review Bce; Carmelo Barbagallo, Capo Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria Banca d’Italia e Mario Nava, Direttore Istituzioni Finanziarie Commissione Europea. I lavori del convegno si sono conclusi con una tavola rotonda a cui sono intervenuti, tra gli altri, Rainer Masera, Dean Business School Università Guglielmo Marconi di Roma e Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale ABI.

Giornata di studio sul Jobs Act

​ll 17 giugno 2015, dalle ore 10,00 alle ore 17,00, giornata di studio dedicata all’approfondimento degli schemi di decreti legislativi attuativi del Jobs Act, in materia di conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro (Atto 157), sulle tipologie contrattuali, nonché sulla revisione della disciplina delle mansioni (Atto 158), approvati in questi giorni in via definitiva dal CdM e di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

​Si tratta di normative che assumono rilievo per gli assetti organizzativi delle aziende, al pari degli altri decreti attuativi del Jobs Act già entrati in vigore e di quelli in corso di emanazione, in particolare quello in materia di controlli a distanza. L’iniziativa, presso la sede di ABI di Roma, Piazza del Gesù 49, è organizzata dalla Direzione sindacale e del lavoro dell’Associazione e avrà tra i relatori Arturo Maresca, Ordinario di diritto del lavoro dell’Università La Sapienza di Roma e Riccardo Del Punta, Ordinario di diritto del lavoro dell’Università di Firenze. La partecipazione delle aziende associate è libera segnalando la presenza all’indirizzo [email protected].

 

Dal Fondo di garanzia casa 30 milioni a giovani coppie

​(13 giugno 2015) Prosegue la marcia del Fondo di garanzia per la prima casa: 30 milioni di euro di nuovi mutui garantiti tra febbraio e maggio 2015 e altri 82 milioni in fase di erogazione. Lo strumento risulta particolarmente efficace per favorire l’acquisto dell’abitazione da parte delle giovani coppie: il 53% dei mutui erogati con la garanzia del Fondo hanno riguardato la fascia di età fino a 35 anni.

​Lo comunica l’ABI sottolineando che il Fondo rappresenta un fondamentale esempio di collaborazione tra banche e Istituzioni, a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi ma aspirano ad acquistare l’abitazione principale. L’obiettivo è, infatti, continuare a favorire l’accesso al credito a nuclei in difficoltà, e soprattutto giovani coppie, con una dotazione da 600 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro.
Il Fondo contribuisce all’ulteriore spinta del mercato dei mutui che già registra una fase di grande rilancio, con un’impennata nei primi quattro mesi del 2015 di oltre il 55% rispetto allo stesso periodo del 2014.
Per quanto riguarda il suo funzionamento il ”Fondo di garanzia per la casa” controgarantito dallo Stato prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.
Relativamente ai requisiti per accedere al Fondo, va ricordato che la garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Il modulo di domanda consente la richiesta di accesso per un massimo di due beneficiari; in caso di altri richiedenti potranno essere compilati ulteriori moduli di domanda, da inoltrare allegando i relativi documenti di identità.
Ad ora – conclude l’ABI – sono oltre 130 le banche che via via stanno aderendo al Fondo, rappresentando più del 60% del mondo bancario. La lista è consultabile presso il sito del Gestore Consap www.consap.it. 

Il nuovo libro di Antonio Patuelli

(11 giugno 2015) ​In uscita nelle librerie, il nuovo libro del Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli: “Nuova Europa o neonazionalismo”. Un percorso di lettura dedicato all’Europa, sulla sfida per renderla libera e unita, e su come rilanciare il suo progetto unitario dopo le crisi degli ultimi anni. Devoluti alla Confraternita della Misericordia di Bologna i diritti d’autore.


​A un anno di distanza dalla riflessione sul ruolo e sulla responsabilità delle banche per lo sviluppo del territorio contenuta nel saggio “Banche, cittadini e imprese”, il Presidente dell’ABI torna così con una nuova analisi per accompagnare il lettore nella decifrazione dell’attualità e dei suoi meccanismi. Il volume ripercorre le tappe storiche, politiche e culturali che hanno portato alla realizzazione dell’Unione Europea, a partire dal modello rappresentato dall’Italia Unita e dall’ideale originario sull’integrazione europea post-bellica, alle prime politiche economiche uniche, alle liberalizzazioni sulla circolazione delle merci, delle persone e dei capitali, alla nascita della moneta comune, al fallimento del progetto costituzionale europeo, alla crisi dei valori e alla più recente crisi economica, fino all’attuazione e allo sviluppo dell’Unione bancaria.L’Europa unita oggi appare come un disegno confuso, incompiuto e assai spesso percepito come un luogo lontano dai bisogni dei cittadini. Su perché ciò sia avvenuto e se sia ancora possibile recuperare gli alti ideali originari sono le domande da cui muovono le considerazioni dell’autore. “Quale Europa” vogliamo e “Europa come” gli interrogativi che Patuelli pone al lettore. E a cui indica delle risposte.
“È necessario un momento ricostituente per la nuova Europa, facendo convergere le istanze degli Stati nazionali e del Parlamento europeo per l’adozione di una vera Costituzione – ricorda Patuelli nel testo – “Il costituzionalismo continua, infatti, a essere la via maestra per la democrazie e le libertà”.L’alternativa è sempre più, sottolinea Patuelli, fra la nostra Europa delle libertà e gli estremismi religiosi e intolleranti. Il monito dell’autore è quindi per un concorso di forze non per demolire e demonizzare l’Unione Europea, ma per migliorarla alla luce dell’esperienza realizzata, anche attraverso la verifica critica costruttiva dei Trattati vigenti che sono mossi da giuste intuizioni ideali, ma che possono essere invecchiati ed aver prodotto eccessi burocratici e contraddizioni nel processo di integrazione e disomogeneità tra i Paesi. Con la certezza che “I principi non si impongono con la forza della violenza, ma con le idee e il metodo della ragione”.A fianco la copertina di “Nuova Europa o Neonazionalismo” – Rubettino Editore – pag. 124, 10 euro

Legge annuale per il mercato e la concorrenza

(10 giugno 2015) Audizione del Direttore generale ABI Giovanni Sabatini presso le Commissioni riunite finanze e attività produttive della Camera

Signor Presidente ​Onorevoli Deputati,in primo luogo, ringrazio vivamente a nome dell’ABI, del suo Presidente Antonio Patuelli, per l’invito a intervenire a questa Audizione, nella speranza di fornire un utile contributo ai lavori delle Vostre Commissioni. Sono lieto di questa preziosa occasione che mi consente di testimoniare la posizione del mondo bancario su una tematica così rilevante per la competitività del sistema Paese.In relazione al Capo VI del DDL in esame, è importante sottolineare preliminarmente che dal 4 novembre 2014 ha preso avvio il Meccanismo di Vigilanza Unico (MVU), primo pilastro del più ampio progetto di UnioneBancaria che si completa con il Meccanismo Unico di Risoluzione delle Crisi e il Sistema di Garanzia dei Depositi.Questo è l’inizio di un nuovo e più avanzato percorso che vede impegnato l’intero mercato bancario europeo e che richiede riflessioni importanti circa la necessità di “ragionare” d’ora in poi, a tutti i livelli – legislatori, imprese, banche – in termini europei.Qualsiasi nuova normativa che impatta sul settore bancario deve tener conto di questo fatto nuovo. In tale contesto anche le norme che disciplinano i servizi di pagamento e la comparabilità dei prezzi dei servizi bancari in generale non possono sfuggire ad una logica totalmente europea, poiché anche in questo segmento il permanere di regole nazionali si porrebbe in netta contraddizione con i principi fondanti dell’Unione Bancaria e dell’integrazione del mercato finanziario dei paesi dell’Area dell’Euro. Ciò è tanto più vero nel caso in cui già esistano normative emanate a livello europeo che regolamentano il tema, come è il caso dell’art. 24 del DDL che incide su una delle materie già normate dalla Direttiva europea n. 92/2014, sulla comparabilità delle spese dei conti di pagamento, il trasferimento di tali conti e l’accesso ai conti di base (“Comparability of fees related to payment accounts, payment account switching and access to payment accounts with basic features” – Payment Accounts Directive – PAD). Analoga considerazione riguarda l’art. 25 del DDL che incide su orientamenti espressi dal legislatore europeo nella direttiva 2014/177EU sulla disciplina dei mutui ipotecari (CARRP). Si tratta di Direttive emanate a valle di un ampio processo consultivo cui l’Associazione Bancaria Italiana ha partecipato fattivamente fornendo uno specifico contributo alla luce della propria esperienza in ambito nazionale.

Il testo dell’audizione

Regole Ue per banche impegnate su crescita e occupazione

(9 giugno 2015) Al decimo convegno annuale sulle risorse umane in banca, focus su nuove regole del mercato e del lavoro, su competitività e sviluppo. Analisi e approfondimenti su proposte e soluzioni per spingere la ripresa

​Banche italiane al lavoro per sostenere i germogli di ripresa che l’attuale congiuntura evidenzia. Esse operano in un contesto non agevole per via dei continui, contrastanti e profondi cambiamenti normativi su cui il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha affermato che “l’incertezza delle norme non favorisce lo sviluppo complessivo dell’economia italiana. È urgente, in particolare, la definizione di regole precise per le soglie minime di capitale delle banche in Europa. Servono regole uguali per tutti per non complicare l’attività di erogazione creditizia, quindi il rapporto con le imprese e le prospettive di ripresa”.
Allo stesso tempo – rileva una nota dell’ABI – come richiesto dall’evoluzione dei mercati nel dopo-crisi, occorre adeguare le strategie relative alla gestione del personale con i cambiamenti nelle aree di business e nell’organizzazione delle banche stesse.
Su questi aspetti, il recente accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro rappresenta un risultato importante e una risposta appropriata a conciliare gli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori con le esigenze di stabilità ed equilibrio delle banche italiane ed apre la strada – continua l’ABI – ad una serie di soluzioni utili ad affrontare i cambiamenti in atto nel settore bancario relativi alla razionalizzazione dei processi produttivi, organizzativi e delle strutture distributive, all’evoluzione dei comportamenti della clientela e delle innovazioni tecnologiche. Peraltro, significativo è il miglior equilibrio che nel settore bancario è stato raggiunto tra la centralità del contratto nazionale e la valorizzazione delle relazioni industriali a livello aziendale e di gruppo.
Analisi e approfondimenti – prosegue la nota dell’ABI – in sinergia con gli operatori del mercato per esaminare e proporre soluzioni in tema di lavoro al centro del decimo convegno annuale “HR2015 – Banche e risorse umane”. Il Forum è stato aperto da un messaggio del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e seguito da un dibattito – moderato dal Responsabile della Direzione Sindacale e del Lavoro, Giancarlo Durante – tra Camillo Venesio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca del Piemonte, Tito Boeri, Presidente Inps, Giuseppe Lusignani, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari dell’Università di Bologna.
Particolare attenzione – secondo l’ABI – si impone a ciò che riguarda nuove regole e necessità occupazionali: rispetto all’introduzione del Jobs act si esprime una valutazione positiva in quanto le misure sono idonee a determinare i presupposti necessari per un rilancio dell’occupazione. Il settore bancario – continua l’ABI – con il nuovo contratto ha indicato una via, individuando soluzioni di forte valenza sociale con l’obiettivo di tutelare l’occupazione e favorire in particolare i giovani. Pertanto, nel nuovo contratto è stato definito un significativo incremento del livello retributivo di inserimento professionale; confermate le attuali modalità e misure di finanziamento del Fondo per l’occupazione (Foc) con operatività prorogata a fine 2018; innovativa, infine, un’apposita “piattaforma” informatica che sarà costituita per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nell’ambito del settore bancario, con specifica attenzione alla ricollocazione del personale.
I lavori del Forum si sono conclusi con una tavola rotonda cui interverranno: il Presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena e del Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro ABI, Alessandro Profumo, l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, il Segretario Generale della Fabi, Lando Sileoni, e intervento di chiusura da parte del Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini

Intesa tra ABI e Polizia contro il crimine informatico

(5 giugno 2015) Contromisure sempre più efficaci, interrotti oltre il 97% dei tentativi di frode nel 2014. Al Convegno Banche e Sicurezza 2015, i risultati dell’indagine ABI Lab sulla sicurezza on line
 

​Si rafforza la collaborazione tra banche e Polizia per contrastare i fenomeni di frode informatica. Rinnovata tra il Direttore Generale dell’ABI Giovanni Sabatini e il Capo della polizia e Direttore Generale della pubblica sicurezza Alessandro Pansa la convenzione per incrementare l’efficacia delle attività di prevenzione e repressione delle minacce e dei crimini informatici nell’ambito delle operazioni bancarie. 
L’accordo, che ha valore triennale, rafforza la già consolidata e proficua attività di controllo e contrasto messa in campo congiuntamente da banche e Polizia di Stato contro la criminalità informatica nel settore dei servizi bancari on line e dei mezzi di pagamento elettronico. Infatti, attraverso il contatto diretto e l’interscambio di studi, analisi e ricerche tra il Consorzio ABI Lab e la Polizia Postale e delle Comunicazioni sarà possibile prevenire e reprimere, con maggiore tempestività ed efficacia, il fenomeno delle truffe a danno dei clienti su Internet.
“Attraverso la Convenzione per la prevenzione dei crimini informatici nel settore bancario italiano – ha detto Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI – è possibile attuare la migliore difesa della clientela dei servizi e dei sistemi bancari e finanziari. Il cybercrime rappresenta una minaccia complessa e sempre mutevole, all’espansione dell’utilizzo dei canali on line si accompagna infatti l’aumento dei rischi e la sofisticazione degli attacchi cibernetici. Il rinnovato accordo consolida la partecipazione congiunta per il controllo e il contrasto delle frodi informatiche, favorendo lo scambio e la gestione delle informazioni, oltre alle attività per la protezione dei dati e delle identità on line e di tutte le operazioni svolte tramite sistemi digitali. Questo a conferma dell’impegno delle banche sul fronte della sicurezza”.
Si evidenzia inoltre l’avvio della collaborazione operativa in materia di sicurezza informatica tra ABI, per il tramite del Consorzio ABI Lab, e il CERT (Computer and Emergency Response Team) Nazionale, presieduto dall’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, attraverso la recente stipula di una convenzione apposita tra le parti.

Banche e Sicurezza 2015
In questo scenario e nell’ottica di creare un presidio continuo e di sistema sui temi legati alla sicurezza informatica, si inseriscono le attività di ricerca dell’Osservatorio Sicurezza e Frodi informatiche di ABI Lab che, nel corso del convegno Banche e Sicurezza 2015, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca, presenta il Report sulla sicurezza 2015. Il convegno annuale sulla Sicurezza in banca organizzato dall’ABI, in collaborazione con ABI Lab e OSSIF, è un evento unico in Italia per la visione privilegiata sul settore bancario e per il coinvolgimento istituzionale e operativo, che ne fanno un punto di riferimento fondamentale per tutti gli attori coinvolti che all’evento si incontrano e si confrontano.
 
Report sulla sicurezza informatica 2015
Dall’indagine del Consorzio ABI Lab risulta che il settore bancario sta contrastando sempre di più il fenomeno del crimine informatico. Oltre il 97% dei tentativi di frode è stato interrotto. Solo un accesso all’Internet Banking ogni 1,7 milioni ha determinato una perdita di denaro. Non si rilevano casi di frode associati agli specifici servizi erogati attraverso il canale di Mobile Banking.
Grazie alle azioni di contrasto e prevenzione da parte del settore bancario e da un’attenta attività di sensibilizzazione della clientela, nel 2014 il fenomeno delle frodi informatiche sui canali digitali è stato efficacemente controllato e ridimensionato.

 

Rapine in calo agli sportelli bancari

587 nel 2014 contro le 941 del 2013. In calo anche l’indice di rischio. La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, al Convegno Banche e sicurezza 2015

​Diminuite del 37,6% le rapine in banca in un anno, passate dalle 941 del 2013 alle 587 del 2014. Se si paragona il dato con quello del 2007, il calo supera addirittura l’80%. In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 3 a 1,9. Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, presentati il 4 giugno al convegno Banche e Sicurezza 2015, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca che si chiude domani a Roma a Palazzo Altieri.
Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno, le rapine commesse ai danni delle dipendenze bancarie rispetto al totale di quelle denunciate sono passate dal 5,5% del 2004 al 2% del 2014.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2014.

La mappa delle rapine
Nel 2014, le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-38%, da 36 a 22), Basilicata (-72,7%, da 11 a 3), Campania (- 26%, da 52 a 38), Emilia Romagna (-37,5%, da 112 a 70), Lazio (-37,2%, da 94 a 59), Lombardia (-46,9%, da 177 a 94), Marche (-65,9, da 44 a 15), Molise (-40%, da 5 a 3), Piemonte (-41,0%, da 78 a 46), Puglia (-17,1%, da 35 a 29), Sicilia (-35%, da 134 a 87), Toscana (-39,5%, da 81 a 49), Umbria (-62,5%, da 16 a 6), Veneto (-41,9%, da 43 a 25). Nessun colpo in banca in Valle d’Aosta. Invariate le rapine in Sardegna (3) e Friuli Venezia Giulia (5). Aumenti si sono invece verificati in Calabria (con 5 rapine da 2), Liguria (con 26 da 13), Trentino Alto-Adige (con 2 da nessuna).

Gli investimenti in sicurezza e la nuova Guida antirapina
Le banche italiane investono ogni anno circa 700 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita Guida antirapina che recepisce i suggerimenti delle Forze dell’Ordine. La nuova edizione della Guida, ultimata proprio in queste settimane, è stata presentata durante i lavori del convegno.
 

Accordo ABI/Polizia contro il crimine informatico

(3 giugno 2015) E’ stato siglato  a Roma l’accordo tra Polizia di Stato e ABI Associazione bancaria italiana nell’ottica di rafforzare gli strumenti per la prevenzione e il contrasto del crimine informatico nel settore dell’home banking e della monetica.

La convenzione, firmata dal Capo della Polizia Alessandro Pansa e dal Direttore Generale di ABI Giovanni Sabatini ha per obiettivo l’adozione condivisa di procedure di intervento e di scambio di informazioni utili alla prevenzione e al contrasto degli attacchi informatici di matrice terroristica e criminale. Un’attività che per la Polizia di Stato sarà svolta dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (C.n.a.i.p.i.c.) della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
L’accordo viene stipulato in attuazione del decreto del Ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008, che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, ovvero i sistemi ed i servizi informatici o telematici, gestiti da enti pubblici o società private, che governano i settori nevralgici per il funzionamento del Paese.
Alla firma della convenzione erano presenti per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, oltre al Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, Roberto Sgalla, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Antonio Apruzzese, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, per ABI erano presenti il Direttore Generale Giovanni Sabatini e
Piefrancesco Gaggi, Presidente del Consorzio ABI Lab attivo sui temi di Cybersecurity