A Intesa Sanpaolo il Grand Prix della comunicazione interna

(19 novembre 2015) Ospitato dall’Associazione bancaria, per la prima volta in Italia, il 16 novembre a Roma presso le Scuderie di Palazzo Altieri, il Grand Prix della comunicazione interna ha riunito circa settanta manager della comunicazione d’impresa giunti da dodici paesi d’Europa per condividere e celebrare le migliori pratiche di comunicazione azienda/dipendenti a livello internazionale.

​All’appuntamento non sono mancate le banche, ancora una volta espressione del grande impegno da loro riservato a un argomento che si conferma centrale nelle strategie di comunicazione d’impresa. Piazza d’onore per l’Italia, grazie ai consensi unanimi espressi quest’anno dalla giuria sui lavori presentati attraverso Ascai da Intesa Sanpaolo, affiancata da altri settori produttivi rappresentati da Wind, Enel e Pfizer Italia.
Una Corporate WebTv multi-nazionale e multilingue
Primo classificato come migliore strategia di comunicazione multi-nazionale e migliore comunicazione audio-visiva, il Gruppo Intesa Sanpaolo, presente in 41 Nazioni, in 12 delle quali con banche locali. Oltre 92 mila le persone che vi lavorano, il 27% delle quali non italiane.
Diversi Paesi, lingue, contesti sociali ed economici, culture d’impresa di provenienza rendono particolarmente importante coltivare il senso di appartenenza a unico Gruppo e rispondere ai bisogni di conoscenza e informazione che emergono dalle periodiche indagini di clima. Questa esigenza ha ispirato una strategia di comunicazione interna internazionale multi-step, che è partita da un rilevamento sul campo ad ampio raggio dei bisogni e delle abitudini di fruizione della comunicazione ed ha avuto la prima concretizzazione in una evoluzione multi-nazionale della Corporate WebTv, nata per l’Italia nel 2002. Così, il 27 novembre 2013 è partita una piattaforma televisiva, accessibile sia dall’ufficio che da altri luoghi, dal computer come da device mobili, con programmi disponibili in 12 lingue e la possibilità di abbonarsi a format tematici ricevendone gli aggiornamenti. Altri step seguiranno nel prossimo futuro.“Ma anche se lo strumento è l’output fondamentale, che i colleghi utilizzano come risorsa concreta per accedere all’informazione e alla conoscenza di cui hanno bisogno – ha detto Giorgio Agagliati, della Comunicazione interna di Intesa Sanpaolo, presentando il progetto – quello che conta è l’approccio di comunicazione che sta alla base: definire gli obiettivi e conoscere bene la situazione e le esigenze dei destinatari, e solo a quel punto adottare o sviluppare gli strumenti più adatti”.

A Brescia sei giorni di eventi dedicati al territorio

​(16 novembre 2015) L’iniziativa organizzata dall’Associazione bancaria italiana si svolgerà dal 24 al 29 novembre: in programma appuntamenti all’insegna dell’arte, educazione finanziaria con Feduf e dibattiti

​Eventi culturali, momenti di educazione finanziaria, dibattiti fra Istituzioni, rappresentanti del mondo bancario e dei comparti produttivi: queste le iniziative che animeranno la prossima edizione degli Incontri ABI per lo sviluppo del territorio, in programma a Brescia dal 24 al 29 novembre. La Lombardia sarà nuovamente teatro degli Incontri ABI, che hanno preso il via nell’autunno 2011 e sono giunti alla dodicesima edizione, a quasi due anni di distanza dalla tappa di Sondrio del gennaio 2014. Come nelle precedenti occasioni la città sarà teatro di numerosi eventi, legati da un comune filo rosso: testimoniare e condividere il patrimonio di esperienze, professionalità ed energie che le banche mettono quotidianamente in campo, dialogando con il tessuto economico locale oppure offrendo servizi alla collettività.
Si comincia martedì 24 novembre con l’apertura della mostra “Terre da sfogliare. Arte, storia e territorio della Lombardia attraverso i libri delle banche”, in programma presso la libreria Feltrinelli di corso Giuseppe Zanardelli. La rassegna, a ingresso libero, offrirà ai visitatori l’opportunità di ammirare una selezione di testi – provenienti dalla biblioteca Stefano Siglienti dell’ABI, la cui sede è nelle Scuderie di Palazzo Altieri in Roma – che raccontano arte, storia, cultura, territorio e architettura della Lombardia: circa 300 preziosi volumi a disposizione degli appassionati sino a domenica 29 con orario 9.00-19.45 (nella sola giornata di domenica 10.00-13.00 e 15.00-20.00).
La mattinata di venerdì 27 sarà dedicata all’educazione finanziaria: l’Auditorium Balestrieri della Provincia accoglierà oltre 400 alunni dell’ultimo anno delle elementari e di prima e seconda media per una lezione interattiva sul tema “Come sarebbe il mondo senza le banche”. Esponenti della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), costituita su iniziativa dell’Associazione bancaria italiana, assieme a un docente dell’Università Cattolica del Sacro cuore di Milano stimoleranno gli allievi a riflettere sulla funzione delle banche e su quanto sarebbe differente e molto più complessa la vita quotidiana delle loro famiglie e della loro città se le banche non esistessero. Al termine di questo momento di formazione leggera le classi saranno accompagnate a visitare alcuni sportelli cittadini e avranno così l’opportunità di vivere una prima esperienza dell’operatività della banca, incontrando le diverse professionalità che operano quotidianamente nelle filiali, a partire dai direttori di sportello.
Sabato 28 novembre, dalle 9.45 in poi, l’Auditorium Centro congressi della Camera di commercio bresciana sarà teatro dell’evento istituzionale che vedrà banche e imprese a confronto: dopo i saluti dei rappresentanti delle istituzioni locali prenderà la parola il Presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli, che darà il via ai lavori della mattinata con il suo intervento introduttivo. A seguire una doppia sessione di tavole rotonde, “Le banche e il territorio” e “Le banche italiane per il Paese”, animate da esponenti del mondo bancario e dell’imprenditoria lombarda.Sarà un’occasione di dibattito e testimonianza per fotografare l’attuale congiuntura e ragionare assieme sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra banche e aziende. Chiuderà la mattinata l’intervento del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini.

Crescono le attività imprenditoriali avviate da immigrati

(16 novembre 2015) Sono circa 110 mila i conti correnti small business intestati a cittadini stranieri che hanno avviato un’attività nel 2014, in crescita di circa il 10% rispetto all’anno precedente. Lo rileva il rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’Inclusione finanziaria dei migranti, gestito dal CeSpi, il Centro studi di politica internazionale, in collaborazione con ABI finanziato dal Ministero dell’interno e dalla Commissione europea, secondo il quale il trend di crescita si è mantenuto costante tra il 2010 e il 2014.

​Il rapporto – in parte anticipato nell’ultimo dossier statistico immigrazione 2015 del Centro studi e ricerche Idos – sarà presentato al prossimo Forum Csr 2015 che si tiene l’1 e il 2 dicembre a Palazzo Altieri a Roma. La due giorni, organizzata dall’Associazione bancaria per approfondire i temi della responsabilità sociale, sarà anche l’occasione per analizzare, con tutti i principali operatori del settore, il fenomeno migratorio in Italia, con particolare attenzione al ruolo delle banche nel processo di inclusione finanziaria e di supporto alle famiglie e ai piccoli imprenditori immigrati. Proprio questi ultimi rappresentano circa l’8,6% del sistema produttivo italiano e sono i principali responsabili del saldo positivo fra imprese aperte e imprese chiuse nel corso del 2014.

Migranti e micro-imprese: l’identikit delle piccole aziende dei nuovi italiani
Secondo l’indagine messa a punto dall’Osservatorio, le aziende gestite dagli imprenditori immigrati sono soprattutto micro-imprese che si occupano di attività professionali o artigianali. Sono intestate a persone fisiche: nel 31% dei casi si tratta di donne (era il 26% nel 2011), percentuale questa che raggiunge il 70% nella comunità ucraina; il 60% in quella filippina e polacca; il 46% in quella cinese. Le imprese immigrate, dunque, si tengono sempre più di rosa, soprattutto al sud dove il segmento femminile pesa per il 44%.
Sempre secondo il rapporto ABI-CeSpi, le aziende dei nuovi italiani dispongono mediamente di meno di 10 addetti, con un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro. Si tratta dunque di aziende piccole, ma sempre più proiettate verso l’estero: dall’analisi sperimentale condotta dall’Osservatorio con Istat e Ice, infatti, emerge come le imprese a titolarità immigrata che hanno rapporti commerciali col proprio paese d’origine rappresentino rispettivamente il 29% delle imprese italiane esportatrici e il 39% delle importatrici. “Ambasciatrici” o fornitrici delle filiere produttive tipiche del Made in Italy, le imprese a titolarità immigrata mostrano quindi un dinamismo e una spiccata vocazione all’internazionalizzazione, che rappresenta un’opportunità per il mondo finanziario oltre che un contributo significativo all’intero sistema-paese.Secondo i dati dell’Osservatorio, il settore bancario è il principale interlocutore delle micro-imprese immigrate a cui offre sostegno e assistenza nelle diverse fasi di avvio, sviluppo e crescita dell’attività imprenditoriale. Nel 2014, tra le imprese clienti di banche italiane e BancoPosta sono cresciute soprattutto quelle cinesi, seguite dalle rumene, le albanesi, le marocchine e quelle del Bangladesh. Se guardiamo alla singola comunità di migranti, a crescere in modo significativo sono soprattutto le micro-imprese di cittadini del Bangladesh, ma anche di Senegal, Pakistan e Ucraina.
In ogni caso, l’80% dei piccoli imprenditori immigrati che hanno un conto corrente small business presso il sistema finanziario italiano proviene da Europa e Asia.Per quanto riguarda la distribuzione delle imprese di migranti sul territorio nazionale, il maggior numero di conti correnti small business si concentra nelle regioni del centro Italia e in particolare a Roma, confermando una vivacità imprenditoriale già evidenziata in passato.Il sostegno del settore finanziario alle imprese immigrate passa certamente attraverso il credito che costituisce un fattore essenziale per la crescita e lo sviluppo dell’attività. Nel 2014, il numero di finanziamenti ai piccoli imprenditori migranti è cresciuta del 2,5% rispetto al 2013, portando l’incidenza dei finanziamenti sul totale dei conti correnti al 39% (dato che sale al 43% nel Centro Italia). Questo incremento è trainato dalla componente a breve termine, anche se quella a lungo resta prevalente e riguarda il 56% dei finanziamenti in essere. A fare maggior ricorso al credito a medio-lungo termine sono soprattutto i piccoli imprenditori che provengono da Filippine (62%), Albania (62%), Perù (61%), Moldova (61%) e Ucraina (59%). 

Al via le prime transazioni col PagoBancomat® Web

(11 novembre) I clienti di Banca del Piemonte, Cassa di risparmio di Asti, Cassa di risparmio di Ravenna e Banca di Imola – che partecipano come emittenti pilota al progetto del Consorzio Bancomat® per ampliare le funzioni della carta di debito nazionale consentendole di operare anche su internet – hanno effettuato con successo i primi acquisti sul web con la loro carta PagoBancomat®.

I clienti di Banca del Piemonte, Cassa di Risparmio di Asti, Cassa di Risparmio di Ravenna e Banca di Imola – che partecipano come emittenti pilota al progetto del Consorzio Bancomat® per ampliare le funzioni della carta di debito nazionale consentendole di operare anche su internet – hanno effettuato con successo i primi acquisti sul web con la loro carta PagoBancomat.
​“Finalmente siamo riusciti a portare su internet il circuito di pagamento più utilizzato dagli italiani. – ha detto il Direttore generale del Consorzio, Sergio Moggia – Ora ci aspettiamo un’ampia adesione al servizio da parte di banche ed esercenti, per consentire a un numero sempre maggiore di titolari di carte PagoBancomat® di usarle anche online”.
Requisito fondamentale per fare acquisti sul web con il circuito di debito nazionale, infatti, è che le banche, che emettono le carte e convenzionano gli esercenti, abbiano aderito al servizio abilitando così clienti e negozianti a utilizzare ed accettare anche questo strumento per le transazioni online.
Una volta abilitato al servizio dalla propria banca, il titolare potrà usare in modo facile e veloce la carta PagoBancomat® sui siti di e-commerce convenzionati. Sarà sufficiente, infatti, scegliere il PagoBancomat® web tra gli strumenti di pagamento messi a disposizione dal sito. “Cliccando” sul simbolo del circuito si verrà reindirizzati a una pagina contenente l’elenco di tutte le banche aderenti al servizio. A questo punto sarà sufficiente selezionare la propria banca nell’elenco per essere trasferiti direttamente al sito di home banking, dove basterà digitare le proprie credenziali per concludere in pochi secondi il pagamento. Per il titolare della carta PagoBancomat®, questo significa portare a termine la transazione senza dover inserire nessuna informazione sensibile nel sito di e-commerce: né Pin, né codici di sicurezza, né tantomeno il numero della carta. I dati del titolare, dunque, non possono in alcun modo essere intercettati né utilizzati per scopi fraudolenti.
“Grazie a questo meccanismo, che segue requisiti e procedure di sicurezza stringenti definiti dal Consorzio, – ha sottolineato Moggia – ciascuna banca garantisce con il suo sito la massima sicurezza possibile nel concludere la transazione. Questa è indiscutibilmente una novità per i Circuiti di debito che operano online. Il Consorzio offre a tutti i titolari di carte Bancomat®/PagoBancomat® la sicurezza del proprio Circuito, al pari di una transazione fisica. E, dati alla mano, non è poco.”
 

Otto banche su dieci sono attive sui social network

(10 novembre) ​L’85% delle banche intervistate è presente sui canali social e un ulteriore 7% è pronto ad esserlo nel prossimo anno. 8 banche su 10 sono quindi già presenti sui social e, se si considerano quelle che hanno in programma di esserlo a breve, 9 banche su 10 sono interessate al tema.

L’orizzonte è social, nel senso che le banche guardano con attenzione al mondo dei social network, come Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn, i grandi aggregatori di contatti e relazioni che permettono la comunicazione e la condivisione di testi, immagini e video. È quanto emerge da un’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory su banche che rappresentano il 75% del totale attivo del settore. 
Su quali social Le banche sono presenti in media su 4 ‘canali’. Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono le piattaforme social più utilizzate. In media, ogni banca ha attivato 7 tra profili e pagine social. 
Arte, cultura, sport, turismo e viaggi.Non solo economiaI temi delle conversazioni social toccano aree molto varie. La promozione dell’arte e della cultura, lo sport, il turismo, i viaggi sono di interesse e possono ingaggiare le persone. A ciò si aggiungono naturalmente tutti i classici argomenti economico-finanziari. La pianificazione dei contenuti da veicolare è un’attività sempre più rilevante: 83% delle banche ha definito un piano editoriale per i social media.

Banche multicanali territoriali e banche native digitali
Dai diversi modelli distributivi, presenza territoriale e storia emergono le banche multicanali territoriali, con una rete capillare di sportelli e filiali sul territorio e una molteplicità di altri canali distributivi, e le banche native digitali, che sono nate e attive sul web.
Le banche multicanali territoriali sono impegnate nel continuo arricchimento dei contenuti, anche su temi non finanziari, e nell’evoluzione degli strumenti di coinvolgimento degli utenti. Stanno investendo tempo e risorse nell’attività di ascolto e monitoraggio della rete, per avere il polso del mercato, per anticipare le esigenze dei clienti e per cogliere possibili segnali per prevenire eventuali problemi. Complessa, ma sfidante, è l’attività di assistenza alla clientela sui social che ormai numerose banche multicanali territoriali hanno intrapreso.
Le banche native digitali, sono in uno stadio di sviluppo avanzato delle piattaforme social e utilizzano questi canali per promuovere il proprio marchio e i propri prodotti e servizi con una comunicazione che, per forma e contenuti, assume caratteri innovativi. La comunicazione sui profili social è quotidiana, in molti casi l’aggiornamento avviene più volte al giorno, e le attività riguardano oltre che lo sviluppo commerciale anche l’assistenza dei clienti, l’educazione finanziaria e i concorsi a premi. L’ampia diffusione di prestabilite procedure di crisi per i social e di linee guida per una strategia aziendale sui social media indicano, per queste banche, un focus strategico di ampio respiro.

Le conversazioni sui social possono aiutare le persone negli acquisti
Circa gli obiettivi il 73% delle banche del campione vede, nelle proprie strategie di presenza sui social, la copresenza di obiettivi di rafforzamento dell’immagine e obiettivi di sviluppo del business. L’83% delle banche ritiene che le conversazioni sui social media possano essere messe in relazione con le decisioni di acquisto di clienti attuali e potenziali.

Foto, post e video
Gli strumenti più usati dalle banche per comunicare sui social network sono immagini e foto, post di solo testo e contenuti multimediali virali, come i video, che sono utilizzati dall’83% delle banche. Due terzi delle banche è attualmente impegnato nelle attività di analisi per avere il polso del mercato.
Nel prossimo futuro vi saranno sviluppi nei programmi di fidelizzazione, nelle iniziative di educazione finanziaria, sondaggi e ‘games’.

L’organizzazione interna alle banche
La gestione dei canali social è considerata strategica dalle banche. Il 97% ne mantiene il controllo, con un team totalmente interno oppure attraverso un team misto, composto da risorse della banca affiancate da agenzie/società esterne.
Dal punto di vista organizzativo, la prospettiva è multidisciplinare e multifunzionale, con il coinvolgimento soprattutto delle funzioni marketing e commerciali, seguite dalle unità dedicate alla comunicazione e alle relazioni esterne.
L’introduzione dei canali social ha portato cambiamenti organizzativi, ma soprattutto culturali con la diffusione di nuove forme di comunicazione ‘orizzontali’, basate sulle competenze e del coinvolgimento ‘diffuso’

Sospese rate finanziamenti a 123.630 famiglie per 13,3 miliardi

​(7 novembre 2015) In un quadro economico in ripresa il settore bancario è fortemente impegnato a rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita, confermando innovative capacità di intervento a favore delle famiglie sul versante dell’accesso al credito e sostenibilità delle rate: tra novembre 2009 e ottobre 2015 sono state 123.630 le famiglie che hanno potuto sospendere il pagamento delle rate dei mutui per un debito residuo pari a 13,3 miliardi di euro.

​Lo comunica l’ABI analizzando i dati delle principali iniziative (“Sospensione dei pagamenti delle rate di mutuo” e “Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa”) che, a partire dal “Piano Famiglie”, vedono coinvolti settore bancario e interlocutori pubblici e privati in un’ampia e puntuale collaborazione per sostenere la crescita economica.
Iniziative che rientrano nel più generale progetto “CREDIamoCI”: impegno comune di ABI e Associazioni dei consumatori a fronte dell’attuale contesto economico e normativo Ue. Un programma di lavoro biennale su tre principali ambiti: accesso al credito, sostegno alle famiglie in difficoltà e consapevolezza dei consumatori.
Nel caso specifico l’obiettivo è il rafforzamento degli strumenti esistenti per sostenere il pagamento delle rate dei finanziamenti nei momenti di difficoltà, ampliando tale possibilità anche al credito al consumo.
Ricorso alle sospensioni ma, allo stesso tempo, nuova vitalità per i mutui-casa grazie al rinnovato impegno delle banche italiane, con il risultato di un aumento nei primi 9 mesi del 2015 del 92,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno.
 

Disegno di legge di stabilità 2016

(2 novembre 2015) ​Audizione del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini, presso le Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato

​llustri Presidenti, Onorevoli Senatori e Deputati,  a nome del Presidente Antonio Patuelli e dell’Associazione bancaria italiana Vi ringrazio per l’opportunità di esprimere le nostre considerazioni sul Ddl di stabilità 2016.Il Documento che vi presentiamo è suddiviso in due parti: 

  • nella prima si formulano osservazioni sull’impianto generale della manovra, anche nel quadro della più complessiva politica economica e di bilancio rimessa a punto con la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2015 e con il Documento Programmatico di Bilancio;
  • nella seconda si commentano le specifiche misure del provvedimento.

Il testo dell’audizione

Banche e bail-in: al via censimento delle attività infomative

(31 ottobre) Con l’approssimarsi della data di entrata in vigore nell’ordinamento italiano del bail-in il 1° gennaio 2016, il Presidente Antonio Patuelli e il Direttore generale Giovanni Sabatini con una lettera circolare a tutte le Associate tornano sul tema dell’adeguata informativa alla clientela in merito alle nuove regole introdotte della direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche (Banking recovery and resolution directive) e, in particolare, sulla misura di bail-in e sugli specifici e supplementari oneri informativi alla clientela che ne discendono.

​Nel luglio scorso l’ABI ha trasmesso alle banche l’importante documento della Banca d’Italia “Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie”, con cui, tra l’altro, viene richiamata l’attenzione sulla necessità di fornire alla clientela informazioni esaustive e tempestive sulle caratteristiche dei diversi prodotti bancari e finanziari, così da renderla pienamente consapevole e responsabile dei rischi ad essi associati, in particolare in caso di apertura del processo di risoluzione ed eventuale applicazione dello strumento del “salvataggio interno”, il bail in.
Proprio in vista dell’entrata in vigore del bail-in il 1° gennaio 2016, nel ribadire l’importanza dell’onere informativo sulla clientela, l’ABI chiede di comunicare quali specifiche iniziative siano state già poste in essere e quali siano pianificate entro la fine dell’anno. L’Abi ritiene infatti di cruciale importanza acquisire un quadro completo delle iniziative intraprese dall’intero settore, in quanto elemento fondamentale dell’attività di comunicazione e monitoraggio che l’Associazione continuerà a svolgere su questa materia. 

91^ Giornata mondiale risparmio

(28 ottobre 2015)Intervento del Presidente
dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli

Le banche in Italia sono fra i protagonisti della ripresa. I dati finora inediti, relativi ai primi nove mesi del 2015, rispetto al corrispondente periodo di un anno fa, vedono crescite delle nuove erogazioni di mutui alle famiglie del 92,1% (con il 30% di surroghe) e del 16,2% per i nuovi prestiti alle imprese.I tassi si mantengono ai minimi della storia d’Italia, nonostante che lo “spread” influisca anche sulla raccolta bancaria. La “forbice” fra i tassi sui nuovi prestiti e sui mutui e i costi di raccolta in Italia è più ridotta di quella perfino della Germania. Il Presidente della Bce, Mario Draghi, ha rilevato i notevoli miglioramenti del credito in Italia. La Bce ha constatato che la Repubblica Italiana ha speso meno di tutti nell’Eurozona per aiuti alle banche, anzi che è risultato l’unico Stato che vi ha ottenuto un guadagno netto. I risparmi depositati e investiti in banca vengono trasformati in prestiti a famiglie e imprese italiane: questo circuito virtuoso sostiene la ripresa.Il nuovo clima di maggiore fiducia che respiriamo in Italia dipende da vari fattori che convergono nel favorire la ripresa: le banche in Italia hanno effettuato sforzi colossali, senza “regali” di fondi pubblici, con grandi accantonamenti a fronte dei costi della crisi e con aumenti di capitale, in attesa che un’adeguata redditività bancaria favorisca circuiti virtuosi. Le banche, tutte private in Italia, sono anche impegnate nei salvataggi di quelle commissariate: decisivi sono gli interventi dei Fondi interbancari di tutela dei depositi che operano solo con risorse bancarie private e senza “aiuti di Stato”.Sono state e sono fondamentali la cultura, la metodologia e la vigilanza della Banca d’Italia e ora anche della Bce che non vengono certo incrinate da accuse incredibili, non dimostrate in alcun modo e illecitamente propalate. La Bce ha attivato misure di politica monetaria che contribuiscono alla maggiore solidità dei mercati inanziari.La solidità dell’Euro è una premessa fondamentale per mercati finanziari sani. Monete deboli e finanze pubbliche disordinate appesantiscono le attività produttive. I ricordi delle crisi della Lira italiana sono ormai lontani, ma non vanno dimenticati. Prima della Lira italiana, le valute pre unitarie erano ancora più deboli e gli spread raggiungevano frequentemente  addirittura i tremila punti base!Diamo atto a questo Governo delle riforme costruttive per la ripresa, per la riduzione della pressione fiscale, la modernizzazione del mercato del lavoro e della legislazione fallimentare, per il recupero dei crediti, per il trattamento fiscale delle perdite su crediti in linea con la media europea e per la certezza del diritto per i reati fiscali e per il calcolo degli interessi abolendo l’anatocismo. Infatti, quando sarà approvata la bozza di delibera del Cicr, il debitore dovrà pagare entro due mesi gli interessi dovuti per il debito contratto nell’anno pregresso. Solo se non pagasse tali interessi dopo il termine previsto, il debitore dovrebbe contrarre un nuovo debito.Apprezziamo altresì gli sforzi del Governo per velocizzare la giustizia civile e per cercare, d’intesa con la Commissione europea, nuove vie per rendere più efficiente il mercato dei crediti deteriorati, senza ripetere le esperienze nazionali adottate non in Italia, in anni passati.La ripresa può  e deve svilupparsi in maniera solida rafforzando la competitività di tutto il mondo produttivo italiano nella società aperta e complessa e nei mercati. E’ fondamentale aver sempre ben chiara e coerente l’identità dell’Italia come partner fondamentale nell’Occidente e in un’Europa che va riformata e sviluppata non solo nel mercato unico, ma nelle Istituzioni, anche con una Costituzione per l’Europa, perché la legalità della democrazia costituzionale è l’antidoto ai rischi di decadenza e di disgregazione europea e alla demagogia.La crisi greca e i problemi dell’immigrazione evidenziano che è indispensabile e urgente un salto di qualità costituzionale dell’Unione europea.La competizione nei mercati non attende e gli “esami”, innanzitutto per le banche, non finiscono mai.L’orgoglio italiano deve essere rivolto anche alle grandi trasformazioni realizzate dalle banche in Italia, indispensabili anelli delle catene produttive.Non favorisce, però, le aggregazioni bancarie e societarie la vecchia normativa italiana sull’IVA infragruppo che va superata per allinearci anche su questo alle migliori pratiche europee.I prossimi “esami” sulle banche europee ne valuteranno le distinte qualità e realizzeranno anche un primo bilancio dell’Unione bancaria europea, nata proprio un anno fa, che deve garantire regole identiche per tutte le banche vigilate, senza privilegi per alcuno, assicurando l’uguaglianza dei punti di partenza nella competizione di mercato e la stabilità nelle regole sui requisiti patrimoniali bancari prospettici che non possono cambiare di continuo.Occorre anche un maggiore coordinamento fra le diverse Autorità europee, come hanno recentemente chiesto anche la Federazione Bancaria Europea e l’Associazione bancaria tedesca.Anche sui titoli degli Stati occorre certezza del diritto prospettica per smentire le ipotesi di assorbimento patrimoniale da parte delle banche per tali investimenti: così si eviteranno penalizzazioni e rischi per le economie e le finanze pubbliche.Ugualmente non possono essere rimessi in discussione gli incentivi europei per i prestiti alle piccole e medie imprese (Sme Supporting factor), proprio in una fase così importante per la ripresa: è una questione decisiva per favorire l’afflusso dei prestiti alle Pmi.Le economie complessivamente e gli Stati nazionali concorrono fra loro nella competizione sui mercati, con le regole, l’efficienza delle Istituzioni e della Pubblica amministrazione, con le misure innanzitutto fiscali che possono attrarre i capitali nazionali ed internazionali per gli investimenti nelle diverse aree del mercato unico.Occorre anche rimuovere anomalie e contraddizioni fra norme fiscali nazionali, regole europee e principi contabili internazionali.Tutto si tiene, come abbiamo convenuto con le rappresentanze sindacali nella premessa al nuovo Contratto nazionale di lavoro dei bancari.Così come deve essere preminente la convinzione che la legalità deve prevalere in ogni aspetto della vita civile ed economica: non è immaginabile che possa competere, su un piano di parità, un’Italia oppressa da una intollerabile evasione fiscale.Per la ripresa occorre un più diffuso spirito etico-fiscale. Il primo gennaio prossimo entreranno in vigore le nuove regole europee, recepite anche dalla Repubblica Italiana, sulla gestione delle eventuali future crisi bancarie.Fin da luglio la Banca d’Italia e conseguentemente l’ABI, la Fondazione per l’eEducazione finanziaria e le banche in Italia, con molte iniziative, hanno chiarito e continueranno ancor più a divulgarne il contenuto, a cominciare dal “bail-in” che è una misura eccezionale ed estrema di salvataggio in casi di eventuali future drammatiche crisi che saranno assai più difficili e rare, viste le tante qualificate misure di vigilanza prudenziale che sono state introdotte negli ultimi anni per evitare nuove crisi bancarie.Quindi il “bail-in” sarà l’eccezione estrema, non certamente la regola!I risparmiatori debbono e possono evitare ingiustificate preoccupazioni generalizzate, ma devono essere consapevoli che le scelte sul risparmio debbono essere attente e responsabili sempre, come quando si compra la casa.Inoltre in Italia è sempre vigente l’articolo 47 della Costituzione: “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme………”.L’art.47 della Costituzione è una indicazione programmatica che non è superata dalla possibilità estrema di ricorso al “bail-in” che deve essere prevenuta e sventata dalla sana, lungimirante e prudente gestione bancaria, con la Vigilanza delle Autorità.In Italia sono stati fatti fondamentali passi in queste direzioni, nella consapevolezza che il disordine finanziario è una pessima premessa per ogni attività economica e civile.  Stiamo vivendo mesi decisivi per la ripresa in Italia e in Europa: la “rivoluzione bancaria” è in atto soprattutto in Italia e sta dando frutti.Le famiglie e le imprese in Italia stanno iniziando a cogliere le potenzialità offerte e investono: le banche le assistono come si vede innanzitutto dal record di incrementi nei mutui.Le imprese sane e trasparenti che investono, trovano il mercato bancario in competizione per finanziarle. Non ci sono alibi per nessuno. Lo scetticismo preconcetto è una malattia morale, frutto della lunga crisi, e va sconfitto. Non serve né il cronico pessimismo, né un eventuale superficiale ottimismo. Serve una nitida e decisa forza di volontà, razionale e costruttiva.
Le banche in Italia sono impegnate a fondo per la ripresa morale ed economica.

Videoservizio Class Cnbc con alcuni stralci della relazione del Presidente dell’ABI

Recepimento direttiva Brdd

(27 ottobre 2015) Audizione del Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, presso la Commissione Finanze e tesoro del Senato

​Signor Presidente, Onorevoli Senatori, A nome del Presidente, Antonio Patuelli, e dell’Associazione Bancaria vorrei innanzitutto ringraziarVi dell’invito a partecipare a questo ciclo di Audizioni conoscitive dedicato al recepimento nell’ordinamento italiano della direttiva europea n. 59 del 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi (Brrd – Bank recovery and resolution directive).Il tema oggetto dell’odierna audizione deve essere collocato all’interno dell’ innovativo progetto dell’Unione Bancaria in cui il settore bancario italiano si trova a operare. L’Unione Bancaria si fonda su tre pilastri: il sistema unico di vigilanza, il sistema unico di risoluzione delle crisi e il sistema di garanzia dei depositi.  Con riferimento al primo pilastro, dal 4 novembre 2014 è entrata in vigore la nuova architettura di vigilanza europea. L’accentramento a livello comunitario delle funzioni di vigilanza prudenziale e, dal prossimo anno, della responsabilità della gestione e risoluzione delle crisi bancarie, ha avuto l’effetto di cambiare l’ottica di vigilanza di tutte le banche, che da prevalentemente nazionale è diventata europea. Il secondo pilastro, il meccanismo unico di risoluzione è in parte oggetto dell’odierna audizione, in quanto la direttiva Brrd ne costituisce il fondamento normativo. La terza componente del mercato unico bancario, quella dei sistemi di garanzia dei depositi, è ancora in corso di definizione a livello europeo.

Il testo dell’audizione