Rinnovata l’iniziativa Progetti investimenti Italia

(6 giugno 2015) L’iniziativa ​conferma la sua capacità di sostegno alla domanda di credito delle Pmi: al 30 aprile 2015 sono state accolte 19.307 domande di finanziamento per un controvalore erogato di 5,6 miliardi di euro su un plafond complessivo di 10 miliardi, destinato alle Pmi in bonis che intendano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa.

​L’iniziativa finalizzata a favorire la crescita degli investimenti delle imprese è stata rinnovata con il recente Accordo per il Credito 2015. Lo rende noto l’ABI, a seguito della rilevazione aggiornata delle operazioni effettuate, sottolineando che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante nella prospettiva di ripresa della domanda di credito per investimenti e rilancio economico dell’Italia”.
Analizzando nel dettaglio le richieste di finanziamento presentate e accolte, si rileva che il 77,7% delle domande riguarda investimenti in beni materiali. Considerando le sole richieste accolte, quelle ‘coperte’ dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi, rappresentano il 18,3%.
Nell’ambito dei finanziamenti erogati quelli di durata superiore a tre anni sono pari al 73,2% per cento. Disaggregando inoltre i dati per tipologia d’impresa emerge che:

  • il 40,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘industria’;
  • il 29,5% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘commercio e alberghiero’;
  • il 7,7% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘artigianato’;
  • il 4,7% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘edilizia e opere pubbliche’;
  • il 3,8% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘agricoltura’;
  • il restante 13,7% ad aziende del comparto ‘altri servizi’.  

Con ‘Progetti investimenti Italia’ 5,7 mld alle Pmi

(18 luglio 2015) ​L’ABI rende noto che con “Progetti investimenti Italia” cresce la capacità di sostegno alla domanda di credito delle Pmi: al 31 maggio 2015 sono state accolte 19.403 domande di finanziamento per un controvalore erogato di 5,7 miliardi di euro su un plafond complessivo di 10 miliardi, destinato alle Pmi in bonis che intendano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa. L’iniziativa finalizzata a favorire la crescita degli investimenti delle imprese è stata rinnovata con il recente Accordo per il Credito 2015.

 

​L’ABI, a seguito della rilevazione aggiornata delle operazioni effettuate, sottolinea che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante nella prospettiva di ripresa della domanda di credito per investimenti e rilancio economico dell’Italia”.
Analizzando nel dettaglio le richieste di finanziamento presentate e accolte, si rileva che il 77,7% delle domande riguarda investimenti in beni materiali. Considerando le sole richieste accolte, quelle ‘coperte’ dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi, rappresentano il 18,4%.
Nell’ambito dei finanziamenti erogati quelli di durata superiore a tre anni sono pari al 73,3% per cento. Disaggregando inoltre i dati per tipologia d’impresa emerge che:

  • il 40,7% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘industria’;
  • il 29,5% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘commercio e alberghiero’;
  • il 7,7% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘artigianato’;
  • il 4,7% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘edilizia e opere pubbliche’;
  • il 3,8% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘agricoltura’;
  • il restante 13,6% ad aziende del comparto ‘altri servizi’.

 

Lotteria nazionale abbinata al Premio Louis Braille

(17 luglio 2015) ​​ L’ABI, nell’ambito della collaborazione avviata da diversi anni con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti – Onlus (Uici), intende dare visibilità ad un’importante iniziativa dalla finalità preminentemente sociale.

E​’ stata, infatti, formalmente autorizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze la lotteria nazionale abbinata al Premio Louis Braille, i cui proventi verranno devoluti e destinati interamente a sostegno delle strutture che svolgono un ruolo insostituibile nell’assistenza ai non vedenti e alle loro famiglie.
L’iniziativa rappresenta, dunque, un nuovo strumento di acquisizione delle risorse finanziarie e una modalità innovativa per richiamare l’attenzione di un più vasto pubblico sulle esigenze delle persone che l’Uici rappresenta.
Il Primo premio sarà di 500.000 Euro.
I biglietti sono disponibili presso gli usuali rivenditori (tabaccai e giornalai) della Lotteria Italia e presso ogni Sezione Provinciale dell’Associazione.
Le estrazioni dei biglietti vincenti avranno luogo il 10 settembre prossimo.Per maggiori dettagli

 

Il bail-in nella nuova gestione delle crisi bancarie

(14 luglio 2015) Al fine di promuovere e diffondere le informazioni contenute nel documento “Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie” pubblicato online lo scorso 8 luglio dalla Banca d’Italia, il Presidente Antonio Patuelli e il Direttore generale Giovanni Sabatini hanno  inviato a tutte le associate il testo integrale dell’approfondimento sull’introduzione della direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche (Banking recovery and resolution directive) nel quale viene spiegato, tra l’altro, il funzionamento del ‘bail-in’, cioè il funzionamento di eventuali crisi bancarie nel nuovo contesto normativo europeo.
 

​In tal modo l’Associazione bancaria, nell’ambito del più vasto programma per la promozione dell’educazione finanziaria, condivide la necessità, espressa dalla Banca d’Italia, di assicurare la più ampia diffusione sui contenuti, le modalità e i tempi di attuazione delle nuove norme.
Con il recepimento della Direttiva europea sulla gestione delle eventuali crisi bancarie, a partire dal 2016, solo se necessario e nei casi più estremi di intervento potranno essere chiamati a contribuire alla soluzione dell’eventuale crisi di una banca anche i creditori della banca stessa, ad eccezione dei depositi inferiori a 100.000 euro che sono espressamente esclusi dal meccanismo del ‘bail-in’ e che continueranno ad essere integralmente protetti dai Fondi di garanzia dei depositi.
Con questa circolare del Presidente Patuelli e del Direttore Generale Sabatini le banche associate vengono quindi sollecitate a diffondere ampiamente il seguente documento della Banca d’Italia:

Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie
 

Firmato l’accordo di rinnovo del Ccnl per i dirigenti

(13 luglio 2015) Raggiunto accordo con i Sindacati di categoria: no aumenti economici e abrogazione scatti di anzianità

​Rinnovato oggi a Roma, tra ABI e Sindacati, il Contratto nazionale per i dirigenti del settore bancario, con scadenza al 31 dicembre 2018.
Lo comunica l’ABI evidenziando che tra i punti principali dell’accordo emergono, in particolare, il mantenimento degli attuali livelli retributivi – quindi nessun aumento economico – e l’abrogazione della disciplina relativa agli scatti di anzianità, salvo quello in corso di maturazione.
Attenzione rivolta anche ad elementi di carattere sociale – prosegue ABI – con la conferma delle modalità di finanziamento del Fondo per l’occupazione.
Prossimo e definitivo passaggio – conclude la nota ABI – la stesura dei testi coordinati del Contratto nazionale a conclusione di un negoziato articolato che ha indicato un percorso di stabilità ed equilibrio tra le reciproche esigenze di carattere occupazionale e di gestione delle banche.

Il testo dell’accordo
 

55^ Assemblea degli Associati ABI

Si è svolta a Roma (Palazzo dei Congressi) l’8 luglio la 55.ma Assemblea delle aziende associate all’ABI.


​L’Assemblea annuale dell’ABI è stata ancora una volta occasione per fare il punto sulla situazione economica attuale e prospettica dell’Italia e dell’Europa e illustrare l’impegno delle banche italiane per la ripresa.
Alla presenza di autorità, di rappresentanti istituzionali e politici, di banchieri e imprenditori, ha aperto i lavori il Presidente, Antonio Patuelli, con la sua relazione preceduta da un breve video istituzionale di commemorazione del settantesimo anniversario della rifondazione dell’ABI. A seguire gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan. Della Relazione del Presidente ABI e degli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, proponiamo le videoregistrazioni raggiungibili dalla sezione ‘Video’ di questa notizia.  

  • La Relazione del Presidente (testo)

  • L’intervento del Governatore della Banca d’Italia (testo)

  • Il Rapporto ABI sulle attività svolte 2014-2015 (testo)

Riforma del mercato del lavoro (Jobs act)

(6 luglio 2015) ​Audizione ABI presso l’XI Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati

​Gli schemi di Decreto Legislativo oggi in esame costituiscono gli atti con i quali è destinato a concludersi il percorso di riforma del mercato del lavoro, in attuazione dei principi di delega contenuti nella legge n. 183 del 2014 (jobs act).Va riconosciuto, anzitutto, come, nel tempo di sei mesi stabilito dalla delega, sia stato dato corpo ad un complesso progetto riformatore che ha affrontato gran parte delle problematiche emerse in diversi decenni nella disciplina del mercato del lavoro.Si tratta di interventi che toccano diverse tematiche che assumono rilievo sia nell’ottica della più volte annunciata finalità di razionalizzazione e semplificazione della normativa in materia di lavoro esistente, sia con riguardo alla riorganizzazione del sistema degli ammortizzatori sociali.Considerata la ristrettezza dei tempi a disposizione per l’approvazione definitiva dei testi normativi, ABI, nell’esprimere un generale apprezzamento per il lavoro complessivamente svolto dal legislatore, concentrerà le proprie considerazioni e proposte emendative soltanto su taluni istituti che assumono maggior rilievo per il settore bancario.

Il testo dell’audizione

Intesa ABI/Consumatori per la sospensione delle rate di mutuo

(4 luglio 2015) Assicurare ovunque nel Paese parità di condizioni e tempestività degli interventi a sostegno delle popolazioni colpite da calamità naturali, promuovendo modalità comuni di sospensione del pagamento delle rate dei mutui. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma “CREDIamoCI” definito con le Associazioni dei consumatori

​​Stesse misure di sospensione del pagamento delle rate dei mutui su tutto il territorio nazionale, a sostegno delle popolazioni che verranno colpite da calamità naturali. È con questo auspicio che ABI e le Associazioni dei consumatori scrivono alla Protezione Civile, per chiedere di proseguire anche in occasione di futuri eventi di natura calamitosa ad adottare metodologie standard di sospensione dell’ammortamento, nell’ottica di intervenire tempestivamente nei casi di emergenza ed assicurare omogeneità degli interventi a livello regionale.
La lettera, siglata da ABI e dalle Associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), dà attuazione a uno degli impegni promossi nell’ambito di “CREDIamoCI”, il programma di lavoro biennale avviato a inizio anno con innovative o rafforzate soluzioni per l’accesso al credito, il sostegno alle famiglie in difficoltà e per incrementare la consapevolezza dei consumatori.
Nella lettera, ABI e le Associazioni dei consumatori chiedono quindi al Dipartimento Nazionale della  Protezione Civile di proseguire come fatto apprezzabilmente nelle ultime Ordinanze, con l’applicazione di criteri standard in particolare riguardo ai seguenti punti: ambito di applicazione della sospensione riguardo a mutui per immobili danneggiati, inagibili o inabitabili; condizioni e modalità di accesso alla misura; periodo di sospensione; informativa obbligatoria delle banche a favore della clientela; modalità di calcolo dei costi di sospensione in base a quanto era già stato previsto da ABI e Associazioni dei consumatori con il varo del “Piano Famiglie”. La richiesta è volta ad assicurare un pari trattamento alle popolazioni colpite prescindendo dall’ambito territoriale in cui le circostanze calamitose (quali terremoti, alluvioni, etc.) si sono verificate, di ottimizzare gli interventi del settore bancario a livello nazionale e di definire con chiarezza le modalità di utilizzo della misura di sospensione. 

Banche e imprese italiane a Cuba

(7 luglio 2015) ​Oltre 473 milioni di euro stanziati dalle banche per le imprese italiane che scelgono di operare a Cuba. Secondo la stima dell’ABI sui dati dei gruppi bancari più attivi sui mercati internazionali, a tanto ammonta il plafond messo a disposizione dal settore bancario per gli imprenditori che intendono operare con le controparti cubane, partecipando così al processo di sviluppo e ammodernamento produttivo del paese. Il processo in atto a Cuba ha spinto le comunità imprenditoriali statunitense ed europea a considerare l’isola come una nuova destinazione per futuri investimenti.  


​A ribadire il sostegno del settore bancario italiano all’internazionalizzazione della nostra economia è Guido Rosa, Presidente del Comitato Tecnico per l’internazionalizzazione ABI, durante il Forum economico tenutosi a L’Avana, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e Istituzioni. 
Per l’ABI è la prima missione a Cuba.  Alla missione partecipano cinque dei principali gruppi bancari che rappresentano circa il 57% dell’intero settore bancario in Italia in termini di totale attivo: Intesa SanPaolo, Unicredit, UBI Banca, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. 
“Le banche, – ha detto Rosa – hanno preso parte alla missione per assistere le imprese italiane in modo da poterle supportare fin d’ora nella individuazione delle soluzioni finanziarie più adatte a realizzare nuove operazioni commerciali e progetti di investimento nel Paese e stabilire dei contatti con le banche cubane. Per questo motivo – ha aggiunto Rosa – con il supporto dell’Ambasciata italiana a Cuba e l’Ufficio ICE Messico abbiamo organizzato oggi pomeriggio un incontro con la Banca centrale cubana e le principali banche locali, con l’obiettivo di fare il punto sullo stato delle relazioni interbancarie, esaminare congiuntamente come migliorare la collaborazione già in essere e aggiornarci reciprocamente sull’assetto delle nostre rispettive industrie finanziarie”.

Il plafond per le imprese a Cuba
Del plafond complessivo dei crediti messo a disposizione dalle banche italiane – oltre 473 milioni di euro- fino ad oggi sono stati impiegati 168 milioni di euro sul breve termine. “Ci sono dunque – ha detto Rosa – ampi margini per sostenere le imprese che vorranno cogliere le numerose opportunità di investimento di questo mercato”.

Dal Fondo occupazione finanziamenti per oltre 88 milioni

​(27 giugno 2015) I dati aggiornati dello strumento per finanziare occupazione stabile, soprattutto giovanile, nel mondo bancario, senza alcun onere per la finanza pubblica: 11.064 le domande accolte in poco più di un anno

 

​11.064 domande accolte e finanziamenti per oltre 88,5 milioni di euro: questi i volumi gestiti dal Comitato di Gestione di Enbicredito – Ente Bilaterale Nazionale attraverso il quale è gestito il Fondo per l’Occupazione – dall’avvio della piena operatività, marzo 2014, ad oggi su complessive 11.416 domande presentate da 216 banche per assunzioni a tempo indeterminato, anche con apprendistato, o stabilizzazioni di rapporti a termine. 
Lo comunica l’ABI evidenziando che dal Fondo occupazione proseguono con efficienza le erogazioni di prestazioni per favorire nuova occupazione stabile e garantire una riduzione di costi alle imprese che procedono ad assunzioni a tempo indeterminato.
Attraverso la dotazione economica del Fondo, ciascuna azienda riceve un apposito contributo per ogni assunzione di giovani disoccupati, cassaintegrati o in mobilità, disabili, donne e persone residenti nel Mezzogiorno; cioè le fasce di persone socialmente più deboli in Italia.
Il Fondo, istituito dall’ABI e dai Sindacati di categoria con il Contratto nazionale 19 gennaio 2012, rappresenta una risposta concreta ed innovativa per sostenere l’occupazione. Pertanto – conclude l’ABI – nel recente rinnovo contrattuale sono state confermate le attuali modalità e misure di finanziamento del Fondo stesso con operatività prorogata a fine 2018 ed è stato previsto anche lo sviluppo di nuovi ambiti di intervento.