Un Protocollo contro le calamità naturali

(26 ottobre 2015) ​Sostegno alle famiglie colpite da eventi calamitosi e misure di sospensione delle rate dei finanziamenti, nell’ambito di provvedimenti omogenei sul territorio per garantire tempestività operativa, sono i punti cardine del Protocollo d’intesa tra ABI, Associazioni dei consumatori e Dipartimento della protezione civile

​Il protocollo d’intesa è stato siglato il 26 ottobre nel corso del tavolo tecnico di attuazione del “Piano Famiglie” alla presenza, tra gli altri, del Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze, Pierpaolo Baretta, del Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, del Capodipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, del Capodipartimento delle politiche per la famiglia presso la Presidenza del consiglio dei ministri, Ermenegilda Siniscalchi, del Capodipartimento della gioventù e del servizio civile presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Calogero Mauceri, dei Rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dello sviluppo economico, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Anci, Conferenza delle regioni e delle provincie autonome, Consap Spa, Federcasalinghe, e delle Associazioni dei consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento difesa del cdittadino, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori.
Il protocollo d’intesa ha pertanto lo scopo di perseguire i seguenti obiettivi:

  • evitare incertezze interpretative ed operative nell’attuazione delle misure da adottare, assicurando al contempo la massima efficacia, rapidità e trasparenza nell’intervento di sospensione dei finanziamenti;
  • chiarire gli adempimenti a carico delle banche e dei consumatori;
  • assicurare equità di trattamento per le popolazioni colpite da calamità naturali;
  • impegnare i soggetti finanziatori e le Associazioni dei Consumatori nel promuovere campagne informative sulla possibilità di sospendere i finanziamenti nonché sulle modalità, termini e costi di sospensione.

L’intesa – prosegue la nota ABI – rientra tra gli obiettivi principali impostati nell’iniziativa “CREDIamoCI”, tra ABI e Associazioni dei Consumatori a febbraio 2015, quale programma di lavoro biennale per creare le condizioni più favorevoli per la crescita e il sostegno al credito delle famiglie consumatrici, in uno scenario economico e regolamentare europeo profondamente cambiato, attraverso tre principali ambiti: accesso al credito, sostegno alle famiglie in difficoltà e consapevolezza dei consumatori.
In coerenza con questo progetto complessivo e le misure innovative messe in piedi con il Protocollo d’intesa, il tavolo tecnico consente di analizzare le principali iniziative che vedono coinvolti il settore bancario e gli interlocutori pubblici e privati interessati a sostenere le famiglie italiane. Tra queste la “Sospensione dei pagamenti delle rate di muto” e il “Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa”, fondamentali e uniche al mondo in questi anni per il sostegno nell’accesso al credito e nella sostenibilità delle rate: tra novembre 2009 e ottobre 2015 sono state 123.630 le famiglie che hanno potuto sospendere il pagamento delle rate dei mutui per un debito residuo pari a 13,3 miliardi di euro.
È la testimonianza di un atteggiamento proattivo verso la collettività considerato che la crisi degli ultimi anni si è manifestata in modo aspro sulla capacità di famiglie e soprattutto imprese di sostenere i finanziamenti, con un impatto importante sulla qualità degli attivi bancari e un livello elevato delle sofferenze. Ora che si stanno manifestando segnali di ripresa economica, è necessario rafforzare lo spirito di ampia collaborazione e contribuire a sostenere la ripresa in una spirale finalmente positiva.
 

Piemonte: intesa contro la criminalità in banca

​(26 ottobre 2015) Rinnovato a Torino dai Prefetti del Piemonte, dall’Associazione bancaria italiana e dai rappresentanti delle banche operanti nella regione un Protocollo d’intesa sulla prevenzione della criminalità in banca.
 

​Il documento, che vincola le parti per un ulteriore biennio ed è in vigore su base regionale dal 2005, prevede una serie di impegni per le banche nell’ottica di consolidare e incrementare le misure di sicurezza in tutti gli sportelli bancari e a protezione degli sportelli bancomat. Fra queste i sistemi di allarme antirapina, i rilevatori  biometrici, i sistemi di videosorveglianza e videoregistrazione, i sistemi di macchiatura e tracciabilità delle banconote.
L’obiettivo del Protocollo è anche quello di assicurare uno scambio informativo continuo tra istituti bancari e forze dell’ordine, anche attraverso la segnalazione e valutazione da parte delle banche di situazioni di rischio in ciascuna dipendenza, nonché il monitoraggio delle situazioni di criticità da parte delle forze dell’ordine, ed il supporto formativo delle stesse in materia di sicurezza anticrimine. Fra le novità, rispetto al passato, del testo firmato ieri vi è proprio la partecipazione a workshop organizzati da Ossif (il centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine creato da ABI nel 2007) per promuovere presso le banche la cultura della sicurezza anticrimine.
Altri elementi innovativi riguardano l’impegno delle banche  ad installare misure di sicurezza aggiuntive sia per le dipendenze sia per i Bancomat rispetto a quelle minime previste dal protocollo in caso di reiterazione di episodi criminosi in danno di determinate agenzie o sportelli.
L’andamento delle rapine in banca nel corso degli anni presenta la tendenza ad un netto decremento: nella regione Piemonte nel 2005 (anno della prima sottoscrizione regionale del protocollo) sono state commesse 303 rapine, nel 2014 diventano 68. In provincia di Torino si passa da 206 nel 2005 a 53 nel 2014, ed il confronto dell’ultimo biennio conferma il trend descritto. Nel 2013 infatti le rapine erano 103 a livello regionale di cui 86 in provincia di Torino.
“Questi dati positivi –ha commentato il Prefetto Paola Basilone- sono la testimonianza di una collaborazione sedimentata nel tempo, che oggi si rinnova e si rafforza, fra banche e Forze dell’Ordine, e della sensibilità con cui viene affrontato a tutti i livelli il tema della sicurezza antirapina negli istituti di credito”.
 

Cresce il ricorso al Fondo di garanzia per la prima casa

​(24 ottobre 2015) Tra febbraio e metà ottobre 2015 sono ammontati a 125 milioni di euro i nuovi mutui garantiti e altri 96,5 milioni in fase di erogazione, per un totale di 221,5 milioni di euro. Lo strumento risulta particolarmente efficace per favorire l’acquisto dell’abitazione da parte delle giovani coppie.

​Lo comunica l’ABI sottolineando che il Fondo rappresenta un fondamentale esempio di collaborazione tra banche e Istituzioni, a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi ma aspirano ad acquistare l’abitazione principale. L’obiettivo è, infatti, continuare a favorire l’accesso al credito a nuclei in difficoltà, e soprattutto giovani coppie, con una dotazione da 600 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro.
Il Fondo contribuisce all’ulteriore spinta del mercato dei mutui che registra una fase di grande rilancio, con un’impennata nei primi 8 mesi del 2015 dell’86,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. 
Per quanto riguarda il suo funzionamento il ”Fondo di garanzia per la casa” controgarantito dallo Stato prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari (fino a 250.000 euro) erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.
Relativamente ai requisiti per accedere al Fondo, va ricordato che la garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Il modulo di domanda consente la richiesta di accesso per un massimo di due beneficiari; in caso di altri richiedenti potranno essere compilati ulteriori moduli di domanda, da inoltrare allegando i relativi documenti di identità.
Ad ora hanno aderito al Fondo 142 banche (rappresentando più del 70% in termini di sportelli bancari). La lista è consultabile presso il sito del Gestore Consap www.consap.it. 

Risanamento e risoluzione degli enti creditizi

(20 ottobre 2015) Intervento del Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, al Seminario istituzionale svoltosi presso la Commissione Finanze della Camera dei deputati

Signor Presidente, Onorevoli deputati, A nome del Presidente, Antonio Patuelli, e dell’Associazione bancaria vorrei innanzitutto ringraziarVi dell’invito a partecipare all’odierno incontro dedicato al recepimento nell’ordinamento italiano della direttiva europea n. 59 del 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi (Brrd – Bank recovery and resolution directive).Il tema oggetto dell’odierna audizione deve essere collocato all’interno dell’innovativo progetto dell’Unione bancaria in cui il settore bancario italiano si trova a operare. L’Unione Bancaria si fonda su tre pilastri: il sistema unico di vigilanza, il sistema unico di risoluzione delle crisi e il sistema di garanzia dei depositi.  Con riferimento al primo pilastro, dal 4 novembre 2014 è entrata in vigore la nuova architettura di vigilanza europea.  L’accentramento a livello comunitario delle funzioni di vigilanza prudenziale e, dal prossimo anno, della responsabilità della gestione e risoluzione delle crisi bancarie, ha avuto l’effetto di cambiare l’ottica di vigilanza di tutte le banche, che da prevalentemente nazionale è diventata europea.  Il secondo pilastro, il meccanismo unico di risoluzione è in parte oggetto dell’odierna audizione, in quanto la direttiva Brrd ne costituisce il fondamento normativo.  La terza componente del mercato unico bancario, quella dei sistemi di garanzia dei depositi, è ancora in corso di definizione a livello europeo …

Il testo dell’intervento

Intesa sui flussi informativi banca-Confidi

(19 ottobre 2015) ​​Pronte le modalità ed i contenuti per lo scambio dei flussi informativi standardizzati tra banche e Confidi. Con il nuovo testo di Protocollo d’Intesa siglato tra ABI e Assoconfidi, si conclude un percorso complesso che vedrà nei prossimi mesi la fase di sperimentazione dello scambio dei dati per poi entrare definitivamente a regime.

​L’Accordo integra quello già firmato lo scorso 18 dicembre 2013 e si inquadra nell’ambito delle attività svolte dalle due associazioni al fine di promuovere una più ampia collaborazione tra le strutture loro associate utile a favorire l’accesso al credito da parte delle Pmi.
L’intesa così integrata per favorire la più ampia adesione all’iniziativa – prosegue la nota – definisce le condizioni e le modalità, condivise con la Banca d’Italia, attraverso le quali le banche aderenti si impegnano a trasferire in via telematica ai Confidi le informazioni sulle posizioni da essi garantite, ai fini sia degli obblighi segnaletici sia di una migliore gestione interna.
Più in particolare, è stato rivisto il “tracciato record” contenente le informazioni che le banche si impegnano a trasferire ai Confidi partner, specificando che tali informazioni saranno estratte in un formato standardizzato ed elaborabile (XBRL) dagli archivi delle banche utilizzati per le segnalazioni di vigilanza. È stata inoltre precisata la tempistica di invio delle informazioni ai Confidi, al fine di consentire a questi ultimi di effettuare le proprie segnalazioni nei tempi fissati dall’Autorità di vigilanza.
La standardizzazione nel contenuto dei flussi e la modalità telematica di invio – continua la nota – segnano una importante evoluzione nel rapporto tra banche e Confidi in termini di certezza delle informazioni trasferite, migliore qualità dei dati a disposizione del sistema della garanzia, maggiore efficienza.
Le banche non dovranno gestire singoli invii di dati con ciascun Confidi convenzionato, come previsto nella versione originaria del Protocollo, ma potranno inviare un solo flusso mensile ad un “centro di raccolta” unico (hub) per tutti i Confidi, appositamente costituito da Assoconfidi per l’iniziativa e gestito da una società terza specializzata.
Il set di strumenti messo a disposizione delle banche che aderiranno all’iniziativa – conclude la nota – si arricchisce inoltre di un “Documento funzionale” che descrive i criteri per reperire le informazioni necessarie alla costruzione dei flussi informativi che saranno trasmessi ai Confidi. 

Il premio “Testimone del Tempo 2015” ad Antonio Patuelli

(17 ottobre 2015) Prestigioso riconoscimento storico al Presidente dell’ABI e del gruppo privato e indipendente Cassa di Risparmio di Ravenna Spa conferito dalle Giurie del Premio Acqui Storia, riunitesi in Acqui Terme per la 48a edizione.

​Nelle motivazioni del premio si legge:“Antonio Patuelli è stato eletto all’unanimità nel 2013 Presidente dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Cavaliere del Lavoro, già sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa nel Governo Ciampi nei primi anni ‘90, giornalista. In ognuna delle attività che ha affrontato, Antonio Patuelli si è sempre contraddistinto per capacità, intelligenza, professionalità.  Riuscendo a coniugare impegni diversi, affrontati sempre con successo. Patuelli è al vertice dell’Associazione Bancaria Italiana ma è anche presidente dal 1995 della Cassa di Risparmio di Ravenna e titolare di una prestigiosa azienda agricola.
Nonostante il poco tempo libero a disposizione, è riuscito in questi ultimi mesi anche a scrivere un nuovo libro, “Nuova Europa e neonazionalismo”. Uno sguardo d’insieme su quanto sta avvenendo in Europa, sui sogni dei fondatori, sulle disillusioni attuali. Scritto con la competenza di chi si occupa di economia e di finanza, ma anche con la passione civile di chi ha un ruolo di primo piano nella vita italiana.
L’Italia, che spesso non ama i banchieri, prova ancora un atavico rispetto per chi si occupa di lavoro, impresa ed agricoltura. Patuelli, anche in questo settore, ha saputo coniugare la conoscenza tecnica, gli studi approfonditi, con l’attenzione agli aspetti più profondi di un lavoro antico. Ai vertici dell’Associazione bancaria ha portato le sue qualità, la sua capacità di osservare, di comprendere, di interpretare. In uno scenario difficile, complesso, globale.  Conquistando il rispetto e l’ammirazione generale per l’onestà intellettuale, la correttezza, la capacità di guardare al futuro.”
Il Premio Acqui Storia, nato nel 1969 per onorare il ricordo della “Divisione Acqui” e i caduti di Cefalonia nel settembre 1943, è divenuto in questi ultimi anni uno dei più importanti riconoscimenti europei nell’ambito della storiografia scientifica e divulgativa.
Dal 1984 la manifestazione si è arricchita del riconoscimento speciale “Testimone del Tempo”, tradizionalmente conferito a personalità che si sono particolarmente distinte nel mondo della cultura, della politica, del giornalismo, dell’arte, della scienza e dello spettacolo e abbiano, con il loro operato, contribuito ad illustrare in modo significativo gli avvenimenti della storia e della società contemporanea. 

Primo Convegno nazionale Previbank

Si terrà a Roma il 20 ottobre, presso l’Hotel Villa Eur Parco dei Pini, l’ultima delle tre giornate in programma per la prima edizione del convegno dedicato alla previdenza complementare di riferimento nel settore del credito. L’evento è organizzato dal Fondo pensione Previbank. I precedenti incontri si sono tenuti il 16 giugno a Milano e il 6 ottobre a Bari.

Per 24 anni il Fondo Pensione Previbank è stato “fondo di settore di fatto” e, con i rinnovi dei Ccnl del settore del Credito, dal 2012 ha ottenuto anche il riconoscimento formale a Fondo “residuale” del Settore.
Il Fondo e le Fonti Contrattuali Nazionali (l’ABI e le OO.SS. Nazionali) intendono evidenziare le ragioni di questa evoluzione, presentando le caratteristiche di eccellenza del Fondo e le opportunità che attraverso di esso si possono cogliere.
Interverrà ai convegni anche Eligio Boni, ex commissario Covip ai tempi della previsione di Previbank quale Fondo di settore. La sua testimonianza arricchirà il quadro complessivo che ha portato il Fondo Previbank ad essere il Fondo di riferimento del settore credito.
La recente riforma fiscale sulla previdenza complementare e sul Tfr, inoltre, ci motiva ad ascoltare il parere di un altro autorevole interlocutore del mercato dei Fondi Pensione, Mefop (società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione, partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze) che svilupperà il tema dell’impatto della Legge di Stabilità sulla tassazione dei Fondi Pensione.
Il Convegno, oltre ad essere un irripetibile momento conoscitivo e di approfondimento sul Fondo e sulla previdenza in generale, consentirà ad ogni interessato di effettuare approfondimenti tecnici con il consulente Europa Benefits che si renderà disponibile a tutti i partecipanti.
Al riguardo, per eventuali esigenze e quesiti inerenti al Fondo Previbank o relativi alle proprie realtà aziendali, Vi preghiamo di anticiparli al Fondo Pensione, con eventuale documentazione a supporto, al fine di organizzare al meglio gli incontri.Il Programma

Commissioni interbancarie carte

​(16 ottobre) L’ABI ha inviato a tutte le associate una lettera circolare, a firma del Presidente Antonio Patuelli e del Direttore Generale Giovanni Sabatini, con cui si richiama l’attenzione sul testo integrale del Regolamento (UE) 2015/751, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (Regolamento sulle Commissioni interbancarie)

​Una parte del  Regolamento è entrata in vigore lo scorso 8 giugno, mentre per alcune disposizioni sono previsti termini temporali di efficacia differiti nel tempo. In particolare, a decorrere dal 9 dicembre, è previsto un limite all’applicazione di commissioni interbancarie pari allo 0,3% del valore della singola transazione per le carte di credito e allo 0,2% per le carte di debito e prepagate.
Con la lettera circolare inviata oggi, l’Associazione Bancaria sottolinea l’importanza del citato regolamento per assicurare la massima informativa per l’ entrata in vigore delle singole norme.
Il Regolamento detta inoltre requisiti tecnici e commerciali uniformi nell’Unione Europea per rafforzare l’armonizzazione del settore e garantire una ancora maggiore sicurezza, efficienza e competitività dei pagamenti elettronici, a vantaggio di esercenti e consumatori.
 

Agricoltura: accordo per favorire l’accesso al credito

​(8 ottobre 2015) La Regione Lazio ha sottoscritto un accordo con Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, in collaborazione con ABI – l’Associazione bancaria italiana, per attivare gli strumenti finanziari previsti nell’ambito del Psr 2014/2020 del Lazio attraverso il funzionamento di un Fondo di garanzia e di un Fondo di credito gestiti a livello nazionale. Le risorse finanziarie che alimentano i fondi derivano dalle misure del Psr volte a sostenere gli investimenti a favore degli agricoltori.

​Grazie a questo accordo la Regione Lazio, nel rispetto delle norme comunitarie, attiva i Fondi Ismea in grado di finanziare, sia attraverso la concessioni di prestiti che con il rilascio di garanzie, il credito concesso dalle banche alle imprese agricole che vogliono avviare gli investimenti di sviluppo, innovazione e start up. Una importante novità, il costo della garanzia attivata presso Ismea viene pagato per la prima volta in quota parte dal Psr, aiutando così gli imprenditori agricoli a sostenerne gli oneri. Ciò rappresenta un elemento di fondamentale innovazione rispetto al precedente Psr 2007/2013, laddove gli oneri relativi alle commissioni per il rilascio delle garanzie erano a totale carico dell’impresa.
Tali strumenti finanziari, e in particolare l’attivazione del fondo prestiti, vengono introdotti per la prima volta nella strategia del Psr 2014/2020, nato da un’approfondita analisi socio-economica del territorio alla quale hanno preso parte tutti i soggetti coinvolti e interessati.
Nella precedente programmazione, infatti, i contributi erano concessi esclusivamente in Conto capitale, attraverso il quale la Regione sosteneva il costo degli investimenti esclusivamente con una quota a fondo perduto. La restante parte (quota privata) era a totale carico del beneficiario che, dovendo provvedere con mezzi propri, non era nelle condizioni di accedere agli aiuti e realizzare gli investimenti per le difficoltà connesse all’accesso al credito.
L’accordo è importante per favorire l’incremento della capacità di investimento delle imprese agricole, quale condizione indispensabile per raggiungere gli obiettivi specifici del Psr del Lazio entro il 2020: l’aumento della competitività dei sistemi agricoli, agroalimentari e forestali, la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e lo sviluppo economico e sociale delle aree rurali.

I vantaggi degli strumenti finanziari per il beneficiario saranno: il rafforzamento della sua posizione contrattuale; l’aumento del livello del “merito creditizio”; una riduzione del tasso di interesse nei finanziamenti per la quota privata; una maggiore copertura del fabbisogno finanziario; una riduzione della necessità di ottenere anticipi in conto capitale, con connessi problemi di reperimento della fideiussione.
I vantaggi, invece, per il sistema agricolo saranno: il miglioramento del successo delle operazioni finanziate; una migliore qualità e sostenibilità degli investimenti; economie a fine programmazione; la possibilità di rimodulare gli strumenti finanziari in relazione ai vincoli di misura, agli obiettivi dell’Autorità di gestione e al contesto in cui si opera.

Tale accordo si rivela particolarmente strategico per il credito all’agricoltura, alla luce degli effetti della prolungata fase di crisi.
Grazie alla copertura dello Stato, garante di ultima istanza, la garanzia Ismea permette già ora alle banche di applicare assorbimento zero del capitale di vigilanza e minimi accantonamenti per rischi, con positivi riflessi sia sulla potenzialità di credito verso l’agricoltura sia sugli interessi applicati, che risultano mediamente inferiori di oltre due punti percentuali. L’abbattimento della commissione di garanzia, che sarà possibile grazie alla provvista finanziaria delle Regione, renderà poi ancora più facile e meno oneroso l’accesso al credito per le aziende del territorio.
Le premesse per offrire alle aziende agricole del Lazio condizioni di credito più favorevoli ci sono tutte. Ma le novità della nuova programmazione non si esauriscono qui. Con il Psr 2014–2020 prenderà il via, grazie anche alla collaborazione con ABI, il Fondo di credito, che contribuirà al miglioramento dell’offerta creditizia, rendendo nel contempo possibile la rotatività dei Fondi strutturali Ue, per un impiego più efficiente e ripetuto delle risorse comunitarie nel settennio di programmazione.
L’ABI, da parte sua, coopererà affinché tali strumenti finanziari possano essere implementati per raggiungere gli obiettivi che la Regione si è prefissata nella propria programmazione. Di grande importanza per il settore bancario un maggiore utilizzo delle risorse europee a disposizione delle Regioni su strumenti finanziari per quanto possibile standardizzati a livello nazionale; evitando in questo modo rischi di duplicazione e confusione operativa. L’intesa Regione Lazio ed Ismea risponde proprio a questa strategia di utilizzo di strumenti “nazionali”, per soddisfare le esigenze specifiche del territorio.

Annullo filatelico speciale per il francobollo dell’ABI

(7 ottobre 2015) Per celebrare i 70 anni dalla ricostituzione dell’Associazione bancaria italiana, il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e la Presidente di Poste italiane, Luisa Todini, hanno presentato l’annullo filatelico speciale realizzato per il francobollo dell’ABI. 

​Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e la Presidente di Poste italiane, Luisa Todini, hanno partecipato oggi a Roma alla cerimonia di presentazione del francobollo emesso dal Ministero dello sviluppo economico in occasione del 70° anniversario della ricostituzione dell’Associazione bancaria Italiana, insieme al Capo di Gabinetto del Ministro dello sviluppo economico, Vito Cozzoli.
Per celebrare l’evento Poste italiane ha realizzato un annullo filatelico speciale.
“Nel settantesimo anniversario della ricostituzione dell’Associazione bancaria italiana – ha dichiarato il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – con l’emissione di un francobollo celebrativo vogliamo sottolineare e fermare in un’immagine quei valori democratici, oggi oltremodo attuali, che settanta anni fa portarono alla rinascita dell’Associazione bancaria italiana. In un’Italia che sta facendo complessivamente notevoli cambiamenti, innanzitutto con le riforme della legislazione del lavoro e nel diritto dell’economia, le banche sono in prima linea nel promuovere e sostenere la ripresa. E’ di importanza cruciale continuare a investire nelle potenzialità di ripresa e sviluppo del Paese”.
“Con l’emissione di oggi – ha dichiarato la Presidente Todini durante la presentazione a Palazzo Altieri – la filatelia racconta una realtà importante come l’ABI per il suo ruolo nella crescita dell’Italia, che Poste ricorda anche con un suo annullo speciale. Il settore del credito è una leva importante per lo sviluppo economico e finanziario del Paese, un ruolo di supporto all’avanzamento socio-economico che anche Poste italiane ha assunto nella sua peculiare veste di azienda di mercato con funzione sociale, promuovendo l’innovazione per accompagnare le persone e le imprese verso il digitale grazie ai suoi servizi, alla sua capillarità e alla tradizionale vicinanza a privati, aziende e Pa”.
Il francobollo è stato stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente, in tre colori, nel valore di 0,95 €. La vignetta, realizzata da Luca Vangelli, riproduce il logo istituzionale dell’Associazione bancaria italiana, in evidenza sul numero “70” rappresentativo degli anni trascorsi dalla sua ricostituzione. Completano il francobollo la leggenda “70° ANNIVERSARIO DELLA RICOSTITUZIONE”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,95”. La tiratura è di 800 mila esemplari.
A commento dell’emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articolo a firma di Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione bancaria italiana.
Lo Sportello filatelico dell’Ufficio postale di Roma V.R. utilizzerà, il giorno di emissione, l’annullo speciale realizzato da Filatelia di Poste italiane.
Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati saranno posti in vendita presso gli Uffici postali, gli Sportelli filatelici del territorio nazionale, gli “Spazio filatelia” di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino, Genova e sul sito internet www.poste.it