Il mercato dei pagamenti alla sfida del digitale

Il 25 e 26 giugno  a Catania la XVIII edizione di Spin 2015. Focus sulle nuove tendenze del mercato dei pagamenti.

​Più tecnologia e innovazione, ma anche integrazione nel Mercato Unico e parità concorrenziale. L’evoluzione dei servizi di pagamento, attraverso la digitalizzazione dei canali, dei prodotti e dei processi, va di pari passo coi cambiamenti delle abitudini e dei bisogni della clientela e con le trasformazioni del contesto finanziario e regolamentare. Fornire soluzioni semplici e “pervasive”, a disposizione di tutti i clienti bancari, la sfida per il settore. Il punto sui principali obiettivi e sulle prospettive presenti e future del mercato dei pagamenti a Spin 2015, l’appuntamento annuale dell’Associazione bancaria dedicato ai sistemi e servizi di pagamento, promosso e organizzato in collaborazione con il Consorzio BANCOMAT®, il Consorzio Cbi, il Consorzio Netcomm, il Gruppo Italia SWIFT e il Sicilia Convention Bureau, che si tiene oggi e domani a Catania.
“Spin 2015 si pone in una nuova, intensa fase di mutamento nel mercato dei pagamenti – ha dichiarato il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini – sotto la spinta dei tre motori del cambiamento: l’innovazione tecnologica, le esigenze dei clienti e la regolamentazione. L’innovazione e le esigenze dei clienti vanno ad incidere sulla domanda di servizi di pagamento. In un mondo in cui siamo sempre più abituati alla velocità della tecnologia, anche l’aspettativa circa l’invio del denaro è di totale immediatezza. Sono numerose le banche italiane che si sono attivate per mettere a disposizione dei clienti una serie di soluzioni innovative per il pagamento elettronico degli acquisti fatti sul web, permettendo a un cliente di inviare e ricevere, con uno smartphone o un tablet, una somma di denaro, con gli stessi livelli di sicurezza di un pagamento tradizionale. Stiamo lavorando per assicurare la diffusione di tali opportunità a livello Paese mediante il PagoBANCOMAT® web e l’interoperabilità dei servizi P2P”.  
Rispetto al processo di digitalizzazione che consente l’accesso al sistema dei servizi di pagamento e finanziari a nuovi operatori, e rispetto al nuovo quadro normativo con la revisione della Direttiva sui Servizi di Pagamento, il Direttore Generale dell’ABI, Sabatini, ha sottolineato la necessità di “assicurare parità concorrenziale tra operatori tradizionali e nuovi operatori” garantendo un piano di gioco livellato in termini di oneri di compliance, responsabilità e costi di investimento e in sicurezza in ambito europeo.
“Con l’avvio e il completamento dell’Unione Bancaria– ha proseguito Sabatini – le norme che disciplinano i servizi di pagamento non possono sfuggire ad una logica integralmente europea per una piena integrazione dei mercati finanziari dell’area dell’euro e per la parità concorrenziale degli operatori insediati in Italia e negli altri paesi europei”. 
A Spin 2015 si è parlato anche di come la digitalizzazione dei pagamenti verso la pubblica amministrazione sia una leva per la modernizzazione del sistema Paese e di rilancio dell’economia. La strada tracciata dalle Linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale costituisce un tassello fondamentale per il progetto di diffusione dei pagamenti elettronici della pubblica amministrazione ed è un potente strumento di efficienza che può avviare un circolo virtuoso tra cittadini, imprese e PA.

Al via progetto sperimentale su euro digitale

​(19 dicembre 2020) Le banche e l’Associazione bancaria italiana, in collaborazione con ABI Lab, il centro di ricerca per l’innovazione dell’ABI, hanno avviato una sperimentazione nel contesto dell’euro digitale. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire attivamente al dibattito pubblico e di supportare le banche che operano in Italia nel percorso di preparazione allo scenario futuro.
 

​Il progetto è diretto a valorizzare il ruolo delle banche nell’ambito dell’euro digitale di Banca centrale europea, una moneta diversa dai pagamenti elettronici già disponibili in particolare grazie alla programmabilità. L’iniziativa mira anche a dimostrare la fattibilità tecnica di un euro digitale basato su una blockchain Distributed ledger technology (Dlt), ossia su di un sistema di registri distribuiti, oltre ad esplorare nuovi servizi a valore aggiunto, che diventano possibili grazie alla programmabilità della moneta.
Il progetto di sperimentazione si articola in due cantieri: uno sulla infrastruttura e sul modello distributivo, per analizzare la fattibilità tecnica; un secondo sulla programmabilità, per sperimentare casi d’uso che possano differenziare l’euro digitale di banca centrale dai pagamenti elettronici già disponibili. Il primo cantiere sarà condotto in collaborazione con Sia, in sinergia con l’infrastruttura delle banche ABI Lab Chain, che vede già attivi 100 nodi distribuiti in Italia, e con le banche che vi operano. Il secondo cantiere sarà articolato in diversi tavoli, dedicati a casi d’uso, in collaborazione con le banche e le società Ntt Data, Pwc e Reply, che hanno dato disponibilità con proprie risorse. All’iniziativa possono partecipare tutte le banche interessate.
L’iniziativa si inserisce nel contesto di grande attenzione al tema. Nel 2020 molte banche centrali hanno accelerato lo studio e le ipotesi di emissione di una valuta digitale di banca centrale, una forma elettronica di moneta di banca centrale distribuita ai cittadini. La Banca centrale europea (Bce) sta attivamente lavorando in tema, anche attraverso il documento posto in consultazione il 12 ottobre 2020, dopo aver pubblicato il “Report on a digital euro”, uno studio approfondito sull’euro digitale redatto dall’High-Level Task Force on Central Bank Digital Currency (HLTF-CBDC) dell’Eurosistema e approvato dal Consiglio direttivo.
La Bce ritiene opportuno prepararsi ad un eventuale lancio di un euro digitale per tre ragioni strategiche: supportare la digitalizzazione dell’economia europea; rispondere al superamento dell’uso del contante come mezzo di pagamento; rispondere efficacemente ad uno scenario di maggiore diffusione di monete digitali emesse da privati o da banche centrali di altri paesi. Di qui l’euro digitale, una passività di banca centrale in forma digitale, che si accompagna al contante e ai depositi presso le banche centrali.

Fondo garanzia Pmi: superati i 120 miliardi

​(18 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 17 dicembre, I finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 121 miliardi di Euro, con una crescita di più di un miliardo di Euro rispetto al giorno precedente, per un totale di 1,51 milioni di domande: di queste, oltre un milione sono le domande per operazioni fino a 30 mila Euro, per 20,1 miliardi di Euro, e 169 mila sono le domande per garanzie su moratorie, per 3,6 miliardi di Euro.
 

Nuove moratorie di mutui e finanziamenti

​(17 novembre 2020) Si rafforza l’attività di supporto delle banche a imprese e famiglie in difficoltà a seguito della pandemia di Covid-19

Ccon il rinnovo delle iniziative di sospensione delle rate dei mutui e dei finanziamenti già disciplinate da specifici accordi con le Associazioni imprenditoriali (AGCI, Confcooperative, Legacoop – riunite nell’Alleanza della Cooperative Italiane; Casartigiani, CIA, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confersercenti) e con le Associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-consum, Assoutenti, Centro tutela consumatori e utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Udicon).
In particolare:

  • sarà prorogato al 31 marzo 2021 il termine entro il quale deve essere assunta la decisione circa la concessione della moratoria da parte della banca;
  • il periodo di durata della modifica del piano di pagamenti del prestito a seguito dell’applicazione della moratoria non deve superare i nove mesi, comprensivi di eventuali periodi di sospensione già concessi a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Lo comunica l’ABI evidenziando che quanto previsto da dette iniziative è coerente con il recente aggiornamento da parte dell’Autorità Bancaria Europea (Eba) delle Linee Guida sulle moratorie legislative e non legislative.

Imprese
Si proroga dal 31 dicembre 2020 al 31 marzo 2021 il termine per la presentazione delle domande di accesso alla sospensione del pagamento delle rate (quota capitale ovvero quota capitale e quota interessi) dei finanziamenti, secondo quanto previsto dalla misura “Imprese in Ripresa 2.0” contenuta nell’Accordo per il Credito 2019, come modificato dagli accordi del 6 marzo e del 22 maggio scorsi con le Associazioni imprenditoriali.
La sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti, coerentemente con le Linee guida Eba, non potrà superare la durata massima di 9 mesi. Tale termine comprende eventuali periodi di sospensione già accordati sullo stesso finanziamento in conseguenza dell’emergenza sanitaria Covid-19.
Le moratorie perfezionate tra l’1 ottobre e l’1 dicembre possono comunque avvalersi della maggiore flessibilità nella classificazione delle posizioni oggetto della sospensione del pagamento delle rate, a condizione che siano rispettati i nuovi requisiti previsti dall’aggiornamento del 2 dicembre alle linee guida dell’Eba (vale a dire il requisito della durata massima della moratoria di 9 mesi).

Famiglie
Per questo ambito di applicazione l’iniziativa comprende i mutui ipotecari residenziali (anche relativi ad immobili non adibiti ad abitazione principale) che non possono accedere al Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa (Fondo Gasparrini) e i finanziamenti a rimborso rateale erogati a persone fisiche che non presentano ritardi di pagamento al momento della presentazione della domanda di sospensione.
La sospensione, per un massimo di 9 mesi, riguarda la quota capitale o l’intera rata e può essere richiesta nei casi di cessazione del rapporto di lavoro, riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni solari consecutivi, riduzione del fatturato del 33% rispetto all’ultimo trimestre 2019, morte o grave infortunio del debitore.
Con riferimento specifico al mercato del credito al consumo, si segnala che anche Assofin ha avviato una analoga iniziativa di sospensione, in coordinamento con l’iniziativa ABI.  da dette iniziative è coerente con il recente aggiornamento da parte dell’Autorità Bancaria Europea (Eba) delle Linee Guida sulle moratorie legislative e non legislative. Imprese Si proroga dal 31 dicembre 2020 al 31 marzo 2021 il termine per la presentazione delle domande di accesso alla sospensione del pagamento delle rate (quota capitale ovvero quota capitale e quota interessi) dei finanziamenti, secondo quanto previsto dalla misura “Imprese in Ripresa 2.0” contenuta nell’Accordo per il Credito 2019, come modificato dagli accordi del 6 marzo e del 22 maggio scorsi con le Associazioni imprenditoriali. La sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti, coerentemente con le Linee guida Eba, non potrà superare la durata massima di 9 mesi. Tale termine comprende eventuali periodi di sospensione già accordati sullo stesso finanziamento in conseguenza dell’emergenza sanitaria Covid-19. Le moratorie perfezionate tra l’1 ottobre e l’1 dicembre possono comunque avvalersi della maggiore flessibilità nella classificazione delle posizioni oggetto della sospensione del pagamento delle rate, a condizione che siano rispettati i nuovi requisiti previsti dall’aggiornamento del 2 dicembre alle linee guida dell’Eba (vale a dire il requisito della durata massima della moratoria di 9 mesi).

Fondo garanzia Pmi: superati i 120 miliardi

​(17 dicemnbre 2020) L’ABI segnala che ieri, 16 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 120 miliardi di Euro, per 1,505 milioni di domande: di queste, 1,030 milioni sono domande fino a 30 mila Euro, per oltre 20 miliardi di finanziamenti, e 163 mila sono garanzie su moratorie per 3,3 miliardi di Euro.
 

Fondo garanzia Pmi: superati i 119 miliardi

​(16 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 15 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 119 miliardi di Euro (un miliardo in più rispetto al giorno precedente), con domande che hanno superato 1,5 milioni: di queste, un milione 27 mila sono per operazioni fino a 30 mila
Euro, per oltre 20 miliardi di Euro, e 163 mila per garanzie su moratorie, per oltre 3 miliardi di Euro.
 

Consiglio ABI del 16 dicembre 2020

​(16 dicembre 2020) Al Consiglio dell’Associazione bancaria italiana  interviene in diretta streaming  Andrea Enria, Presidente del Consiglio di Vigilanza della Banca Centrale Europea

Diretta streaming

 

ABI Piemonte, siglato Protocollo antiusura e antiracket

​(15 dicembre 2020) Si rinnova e rafforza la collaborazione istituzionale sul territorio con la costituzione dell’Osservatorio Provinciale presso la Prefettura di Torino in materia di risorse e convenzioni antiusura e antiracket a vantaggio del tessuto economico e sociale.

​Questo il primo risultato del Protocollo d’intesa per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione sottoscritto tra il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese; la Prefettura di Torino; la Commissione regionale Abi Piemonte; il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio; il Sindaco di Torino, Chiara Appendino; il Direttore della sede regionale della Banca d’Italia, Lanfranco Suardo; il mondo delle associazioni di categoria e fondazioni antiusura.
Tenuto conto del rischio di ricadute economiche su famiglie ed imprese connesse alla crisi da Coronavirus con il rischio di espansione di fenomeni criminali, nell’accordo si segnala l’obiettivo di “rendere ulteriormente proficuo il rapporto tra le banche e tutti gli interlocutori coinvolti nella prospettiva di una sempre più efficace opera di prevenzione dei fenomeni criminali dell’usura e dell’estorsione. Priorità perseguibile anche attraverso l’incremento degli strumenti di sostegno alle famiglie, alle microimprese o più in generale alle piccole medie imprese in momentanea difficoltà”. 
 
In questo senso, l’Osservatorio Provinciale avrà tra i suoi compiti: 

  • la promozione di iniziative di informazione sull’utilizzazione dei Fondi di prevenzione dell’usura, mantenendosi in stretto contatto con i Confidi, le Associazioni di Categoria ed altri soggetti pubblici e privati impegnati nel settore;  
  • il monitoraggio dell’applicazione del presente protocollo ai fini della migliore definizione di strategie di prevenzione e contrasto, anche d’intesa con le banche;  
  • il sostegno verso iniziative di prevenzione del fenomeno dell’usura, inteso anche nelle sue forme meno incidenti, quali il sovraindebitamento e la mancanza di oculatezza nella gestione del denaro (educazione finanziaria).  

Il Protocollo inoltre prevede precisi ed importanti ambiti di intervento con l’obiettivo di assicurare l’efficiente e rapido accesso al credito soprattutto per quelle categorie danneggiate dal prolungato periodo di sospensione delle attività lavorative, così da prevenire anche possibili effetti distorsivi e preservare l’integrità dell’economia legale.
In particolare: 

  • attività di supporto alle banche dalla Camera di commercio locale e dalle Associazioni di categoria firmatarie per una più approfondita conoscenza delle singole realtà aziendali interessate ad accedere ai finanziamenti;  
  • ampia diffusione delle informazioni riguardanti le possibilità di accesso al credito bancario e delle misure di sostegno alla liquidità introdotte dalla normativa;  
  • condivisioni di informazioni per favorire il dialogo tra le banche e i soggetti richiedenti i finanziamenti;  
  • monitoraggio, da parte degli Enti che già vi provvedono a livello nazionale (Mediocredito Centrale, Sace, Consap), dell’andamento delle misure normative di sostegno al bisogno di liquidità delle famiglie e delle imprese.

 

Fondo Garanzia Pmi: superati i 118 miliardi

​(15 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 14 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 118 miliardi di Euro, per un milione 484 mila domande: di queste, un milione 24 mila sono fino a 30 mila Euro, per oltre 20 miliardi di finanziamenti, e 153 mila sono per garanzie su moratorie, per oltre 3 miliardi di Euro.
 

Criticita’ della disciplina europea in tema di crediti deteriorati

(14 dicembre 2020) Audizione del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini presso la Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario

​”Illustre Presidente, Onorevoli Deputati e Senatori, consentitemi innanzitutto di ringraziarvi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del presidente Antonio Patuelli, per l’iniziativa dedicata all’approfondimento di questioni che il mondo bancario considera della massima importanza e urgenza. L’imminente applicazione di alcuni elementi della disciplina europea in materia di crediti deteriorati, così come modificata negli ultimi anni – in un contesto completamente diverso da quello attuale – rischia infatti di avere gravi conseguenze sul tessuto economico dell’Italia, da un lato limitando fortemente la possibilità per le banche di offrire all’economia l’indispensabile sostegno per uscire dalla crisi e, dall’altro, compromettendo irrimediabilmente la situazione finanziaria di clienti che si trovino a versare in difficoltà, anche solo temporanea.”

L’Audizione