I finanziamenti richiesti hanno superato i 126 mld di euro

​(30 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 29 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 126 miliardi di Euro, per 1,580 milioni di domande: di queste, 1,046 milioni sono le domande fino a 30 mila Euro, per 20,4 miliardi di Euro, e 204 mila sono le domande di garanzie su moratorie, per 4,2 miliardi di Euro.
 

Il Dg ABI Sabatini: ‘Troppo rigide nuove soglie Eba su default’

​(29 dicembre 2020) Nell’apprezzare l’intensificarsi delle posizioni volte a sostenere una urgente modifica delle regole europee contenute nelle linee guida dell’EBA in materia di nuove definizione di “default” il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha sottolineato che “Sin dal settembre del 2015, momento in cui sono state avviate da parte dell’EBA le attività dirette alla definizione delle nuove regole in materia di default, l’ABI ha evidenziato con forza nelle risposte alle consultazioni pubbliche l’eccessiva rigidità delle soglie indicate dall’EBA e le potenziali ricadute negative e i rischi connessi alle nuove regole.

​L’attenzione al tema, dal 2016 in poi, è sempre stata massima e alla attività volta a ottenere modifiche delle regole ha fatto seguito da parte dell’ABI anche una sistematica azione di concerto con le associazioni delle imprese e dei consumatori ai fini di una adeguata e tempestiva diffusione dell’informazione presso i clienti. Tale attività si è concretizzata, tra le altre cose, nella realizzazione di Guide esplicative come la Guida, rivolta alle imprese, su “Le nuove regole europee in materia di default” – predisposta in collaborazione da ABI e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese – oppure la “Guida tecnica alle nuove regole europee in materia di definizione di default per le persone fisiche” e altri strumenti come l’infografica “PRESTITI PIU’ATTENZIONE A SCADENZE E RIMBORSI”, realizzate con le Associazioni dei consumatori. Documenti pubblicati già a luglio del 2019 e disponibili sul sito web dell’ABI.”

I finanziamenti richiesti hanno superato i 125,3 mld di euro

​(28 dicembre 2020) L’ABI segnala che anche nei giorni natalizi e’ proseguito l’impegno delle banche: a ieri, 27 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono saliti a 125,3 miliardi di Euro, per 1,570 milioni di domande: di queste, 1,043 milioni sono le domande fino a 30 mila Euro, per 20,3 miliardi di Euro e 200 mila sono le domande per garanzie su moratorie, per 4 miliardi di Euro.

Associazioni imprese a Ue, rivedere alcune norme

​(28 dicembre 2020) L’ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop ), Casartigiani, CIAAgricoltori Italiani, CLAAI – Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, hanno inviato congiuntamente e unanimemente, alle Istituzioni europee una lettera in cui è contenuta una forte richiesta di intervenire urgentemente su alcune norme in materia bancaria che, pensate in un contesto completamente diverso da quello attuale e caratterizzate da un eccesso di automatismi, rischiano di compromettere irrimediabilmente le prospettive di recupero dell’economia italiana ed europea.

​Le Associazioni segnalano che di fronte ad una emergenza straordinaria come quella attuale, è indispensabile andare oltre gli schemi del passato e avere una capacità di visione che consenta di concentrare gli sforzi di tutti verso il comune obiettivo della ripresa.
Le Associazioni rilevano che il credito ha assunto e assume un ruolo cruciale, nelle fasi più acute della crisi, per assicurare la necessaria liquidità alle imprese, private delle loro entrate o comunque investite da shock imponenti tanto dal lato della domanda quanto da quello dell’approvvigionamento dei fattori produttivi. Altrettanto essenziale, se non di più, sarà il supporto del credito nella fase successiva, per sostenere le imprese nel percorso di ripristino delle condizioni di economicità dei loro business, in condizioni di incertezza che rischiano di protrarsi per un lungo periodo.
Le Associazioni prendono atto che nella prima fase della pandemia le istituzioni nazionali ed europee hanno messo in atto una serie di misure utili ad affrontare l’emergenza.
Tuttavia, per le Associazioni imprenditoriali italiane occorre che una serie di criticità nel quadro regolamentare bancario, debbano essere superate per evitare che situazioni di temporanea difficoltà delle imprese si trasformino in crisi irreversibili per effetto degli automatismi incorporati in alcune norme di primo e secondo livello e in una restrizione dell’offerta di credito esiziale nel contesto attuale.
E’ necessario procedere immediatamente ad alcune modifiche ed adattamenti temporanei, che consentano alle banche di offrire il massimo supporto all’economia reale nel momento in cui questo è la condizione per la tenuta del tessuto produttivo.
E’ urgente intervenire sulle regole relative all’identificazione dei debitori come deteriorati (c.d. “definizione di default”). Il combinato disposto di una norma restrittiva, come quella che limita a 90 giorni il periodo di ritardo di pagamento ammesso, con l’applicazione, da gennaio 2021, di nuove e più restrittive soglie per gli importi scaduti, nonché i nuovi criteri per il trattamento dei crediti ristrutturati, rischiano di determinare la classificazione a default di un numero ingentissimo di imprese, comunque sane. Queste imprese perderebbero l’accesso al credito, con quello che ne consegue in termini di prospettive di ripresa.
E’ indispensabile evitare che, alla classificazione di un credito come deteriorato, consegua in tempi troppo stretti e predeterminati l’imposizione di coperture a carico delle banche fino all’annullamento del valore del credito (c.d. “calendar provisioning”). Un approccio di questo tipo – che in generale induce le banche a restringere i criteri di concessione del credito – appare particolarmente dannoso in questo momento, in quanto introduce un incentivo perverso a favore della cessione del credito, al primo segno di deterioramento, al di fuori del circuito del mercato bancario regolamentato, invece di incoraggiare la banca ad accompagnare il cliente in un percorso di ristrutturazione. In ogni caso, queste norme debbono tenere conto dei rallentamenti, osservati in tutta Europa, nell’attività giudiziaria conseguenti alla crisi pandemica.
Più in generale, una serie di aggiustamenti mirati alle norme relative agli effetti delle operazioni di cessione di crediti deteriorati, alle cessioni tramite cartolarizzazioni, al trattamento degli NPL acquistati dalle banche, saranno essenziali per consentire una gestione meno traumatica da parte delle banche di quella quota di esposizioni che andranno comunque in default. Una corretta valorizzazione dei crediti è infatti nell’interesse non solo delle banche ma anche delle imprese.
L’eccezionale severità della crisi richiede di intervenire con tempestività e pragmatismo, attivando tutti gli strumenti necessari per limitare le conseguenze economiche e sociali.
Il dettaglio delle proposte, in materia di aggiustamenti mirati alla regolamentazione prudenziale bancaria, è stato illustrato in un documento allegato alla lettera inviata alle istituzioni europee.
 

I finanziamenti richiesti hanno superato i 125 mld di euro

​(24 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 23 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno raggiunto i circa 125 (124,96) miliardi di Euro, per 1,56 milioni di domande: di queste, 1,04 milioni sono le domande fino a 30 mila Euro, per 20,3 miliardi di Euro, e 196 mila sono le domande per garanzie su moratorie, per circa 4 (3,96) miliardi di Euro.

 

Task force liquidità: domande di moratoria per 301 miliardi

​(23 dicembre 2020) Si attestano ad oltre 2,7 milioni, per un valore di 301 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 124 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 19 miliardi di euro, su 1.254 richieste ricevute. 

​Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i).
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, all’ 11 dicembre sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria, su prestiti per oltre 301 miliardi (ii) . Si stima che, in termini di importi, circa il 95% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Ulteriori evidenze raccolte dalla Banca d’Italia mostrano che circa il 75 per cento degli importi delle moratorie richieste e approvate dalle banche da marzo 2020 è ancora in essere. Tale percentuale è più elevata per le moratorie di legge rispetto a quelle promosse dagli intermediari o loro associazioni (85 e 60 per cento, rispettivamente).
Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 43% del totale, a fronte di prestiti per 194 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 155 miliardi. Le 62 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 18 miliardi di finanziamenti alle imprese. 
Le domande delle famiglie(iii)  hanno riguardato prestiti per 98 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto oltre 223 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 571 mila adesioni, per circa 27 miliardi di prestiti. 
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere tra la fine di novembre e l’11 dicembre, superando il milione e mezzo, per un importo di finanziamenti di quasi 124 miliardi. La percentuale di prestiti erogati è in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente. In particolare, all’11 dicembre è stato erogato oltre il 92% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.556.191 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 22 dicembre 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 124,1 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.549.574 pari ad un importo di circa 123,4 miliardi di euro. Di queste, 1.040.127 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 20,3 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 192.875 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del Dl Cura Italia per un importo finanziato di circa 3,9 mld. Al 23 dicembre sono state accolte 1.517.570 operazioni, di cui 1.511.169 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.

Salgono a circa 19 miliardi di euro, per un totale di 1.254 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 8,2 miliardi di euro riguardano le prime cinque operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 10,8 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.249 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i)Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.(i) Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.  La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

 

I finanziamenti richiesti hanno superato i 123 mld di euro

(22 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 21 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 123 miliardi di Euro, per  1,547 milioni di domande

Di queste, 1,038 milioni sono domande fino a 30 mila Euro, per circa 20,3 miliardi di Euro, e 187 mila sono domande  per garanzie su moratorie, per 3,8 miliardi di Euro.

Fondazione Prosolidar-Onlus: un anno di solidarietà

(22 dicembre 2020) In questo anno particolarmente difficile, 670.000 € sono stati il contributo concreto di Prosolidar a sostegno di 28 progetti per fronteggiare l’emergenza sanitaria e le conseguenze sociali della pandemia.
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​Lo annuncia la Fondazione “Prosolidar” Onlus (www.fondazioneprosolidar.org), un ente bilaterale nato dall’originaria iniziativa di ABI e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, i cui rappresentanti partecipano alla gestione. Essa costituisce la prima e, allo stato, l’unica esperienza sia in Italia sia a livello internazionale di un Ente bilaterale per progetti di solidarietà voluto dalle parti in un contratto nazionale e finanziato attraverso il “match-gifting”, cioè la condivisione del contributo in misura uguale tra lavoratori ed imprese. Il contributo individuale è pari a 6 euro annui.
“La lotta contro il Covid-19 è un impegno di tutti – sottolinea Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI. Anche in questo frangente la Fondazione Prosolidar-Onlus, voluta dalle Parti sociali del settore del credito, ha saputo e voluto contribuire con uno sforzo straordinario a dare concretezza alla solidarietà dimostrata dalle lavoratrici, dai lavoratori e dalle imprese”.
La solidarietà dei dipendenti e delle imprese di credito ha consentito alla Fondazione Prosolidar-Onlus dalla sua nascita di finanziare in Italia e nel mondo, con oltre 23 milioni di euro, 438 progetti di solidarietà sociale contribuendo anche alla realizzazione di interventi strutturali e infrastrutturali per dar vita ad iniziative misurabili e durature nel tempo.

Fondo garanzia Pmi: superati i 122 miliardi

​(21 dicembre 2020) L’ABI segnala che a ieri, domenica 20 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti a 122,6 miliardi di Euro, per 1,532 milioni di domande: di queste, 1,036 milioni di domande sono fino a 30 mila Euro, per 20,2 miliardi di Euro, e 177 mila domande sono per garanzie su moratorie, per 3,7 miliardi di Euro.

 

Accordo ABI sindacati su prevenzione Coronavirus

​(21 dicembre 2020) Oggi, ABI e i Segretari Generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, hanno raggiunto due intese ad esito del continuo confronto sull’evoluzione dello scenario pandemico nel Paese e sui conseguenti provvedimenti adottati dalle Autorità competenti.

​In particolare, è stato condiviso un Verbale di riunione, ad ulteriore integrazione del Protocollo del 28 aprile 2020, in cui è precisata l’adozione di alcune misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus COVID-19 da osservare nel settore bancario in ragione dei differenti scenari di rischio del Paese.
“Il proficuo confronto con i Segretari Generali – sottolinea Salvatore Poloni, Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro di ABI – ha confermato l’importanza della costante e costruttiva interlocuzione avviata tra le Parti fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria per coniugare la prioritaria sicurezza delle persone e la garanzia dei servizi a supporto dell’economia e delle famiglie, valorizzando la positiva esperienza fin qui maturata. 
Nello stesso Verbale di riunione è stato anche convenuto dalle Parti di incontrarsi nel mese di gennaio 2021 per valutare, alla luce dell’evoluzione dei provvedimenti legislativi in materia, le esigenze di particolari categorie di personale, quali i genitori con figli fino a 14 anni la cui attività didattica in presenza sia sospesa, ovvero i soggetti c.d. “fragili”.
Nell’incontro odierno ABI e Organizzazioni sindacali hanno inoltre affrontato il tema di rendere effettivo il diritto alle assemblee del personale anche nell’attuale situazione di limitazione agli spostamenti delle persone: con uno specifico Verbale di riunione sono state individuate, per la prima volta con regole a livello di settore, idonee soluzioni operative affinché siano possibili – in via sperimentale fino al 31 marzo 2021 – assemblee sindacali “in remoto”.