Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia

(17 agosto 2020) L’ABI ha diffuso oggi una lettera circolare a tutti gli Associati, nella quale sono indicati i provvedimenti di maggiore interesse per il settore bancario contenuti nel Decreto legge 14 agosto 2020 n. 104, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia.

​Il decreto legge prevede, tra l’altro, la proroga dal 30 settembre 2020 al 31 gennaio 2021 delle moratorie per i finanziamenti per le Pmi – tale termine, per i finanziamenti rateali, è posticipato al 31 marzo del 2021 per le imprese del settore turistico -.
Nel decreto legge sono inoltre previste misure in materia di lavoro, il rifinanziamento del Fondo di garanzia delle Pmi e interventi a sostegno delle imprese e dell’occupazione nel Mezzogiorno e in favore degli enti del terzo settore, il rifinanziamento della misura “Beni strumentali-Nuova Sabatini”, la proroga delle modalità di svolgimento semplificate delle assemblee di società e di semplificazione delle modalità di sottoscrizione dei contratti bancari e assicurativi, e chiarisce i termini di sospensione della scadenza dei titoli di credito.​

Al Fondo garanzia 981mila richieste, quasi 70 miliardi

​(14 agosto 2020) L’ABI segnala che a ieri, 13 agosto, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia si avvicinano a ben 70 miliardi di Euro (69,39) e le relative domande sono cresciute a 981 mila. Si prevede che nei prossimi giorni le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia supereranno il milione.

​Di queste, le domande fino a 30 mila Euro sono diventate 826 mila, per 16,3 miliardi di Euro di finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia.

Supera quota 68 mld richieste garanzia Fondo, 12,4 mld Sace

​(12 agosto 2020) Si attestano a volumi elevati, 2,7 milioni per un valore di circa 298 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e supera quota 68 miliardi di euro il valore delle richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI.

​Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 12,4 miliardi di euro, su 415 richieste ricevute.

Sono i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace. (i)
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 31 luglio sono pervenute più di 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per circa 298 miliardi.
Si può stimare che, in termini di importi, circa il 93% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, il 44% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 195 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,25 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per oltre 158 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (50 mila) hanno riguardato oltre 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.
Le domande delle famiglie(ii)  riguardano prestiti per circa 94 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 207 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio stabile e pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 461 mila adesioni, per circa 19 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 24 al 31 luglio, fino a 1,14 milioni, per un importo di finanziamenti di quasi 85 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. Al 31 luglio è stato erogato oltre l’87% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numeri di richieste sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 970.096 le richieste di garanzie pervenute dagli intermediari al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 11 agosto 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 68,4 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 965.194, pari ad un importo di circa 67,8 miliardi di euro. Di queste, oltre 817.652 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 16,2 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 12 agosto sono state accolte 956.503 operazioni, di cui 951.886 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
 Salgono a circa 12,4 miliardi di euro, per un totale di 415 operazioni, i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 6,7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5.000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 5,7 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 412 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituzioni finanziarie e società di factoring e leasing.

(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.
 

Scuole: ABI, pronti a confronto per contribuire a progetti

​(11 agosto 2020) Le banche che operano in Italia sono attentissime ad ogni iniziativa sociale e pronte a dare supporto a famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni. Lo testimoniano anche i sempre crescenti dati, diffusi dalla Task Force promossa dal Ministero dell’ Economia e delle Finanze, relativi alle moratorie, estese anche agli enti locali, e ai prestiti garantiti, nonchè gli incrementi dei prestiti a imprese e famiglie resi noti dalla Banca d’Italia.

​Il Direttore Generale, Giovanni Sabatini, e il Presidente del Comitato affari sindacali e del lavoro dell’ABI, Salvatore Poloni, anche con riferimento alla proposta avanzata dal Segretario Generale della FABI, Lando Sileoni, hanno dichiarato “ABI è pronta a confrontarsi con le istituzioni, gli enti competenti e i sindacati per dare il proprio contributo a progetti concreti a carattere sociale anche nel campo scolastico in un quadro complessivo e che tenga conto della destinazione delle risorse europee e delle necessità di interventi a complemento delle stesse.”
 

Fondo garanzia: impegno banche in agosto prosegue a pieno ritmo

​(11 agosto 2020) L’ABI rileva che i più recenti dati resi noti dalla Banca d’ Italia evidenziano a giugno 2020 la crescita dei prestiti bancari alle imprese del 3,7% e alle famiglie dell’1,6% rispetto al giugno 2019.

​Questo forte impegno delle banche per il sostegno dell’economia e per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione si evidenzia anche dall’ulteriore, continuo aumento, pure in agosto, delle domande presentate dalle banche al Fondo di Garanzia che ieri, 10 agosto, sono divenute 966 mila, per circa 68 (67,91) miliardi di Euro, di cui 815 mila fino a 30 mila Euro, per 16,16 miliardi di Euro.L’ABI sottolinea che l’impegno delle banche prosegue in pieno anche in questo mese d’agosto.

 

Si consolida l’utilizzo dei canali digitali

​(8 agosto 2020) Si consolida l’utilizzo del Digital Banking nel 2019 e nei primi tre mesi del 2020. Nel Rapporto annuale di ABI Lab il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del Digital Banking.

​Si consolida l’utilizzo dei canali digitali: per le banche intervistate i clienti attivi su Mobile sono cresciuti del 37% nel 2019. A trainare il trend i clienti che accedono al Mobile Banking da smartphone con app dedicata. In crescita del 56% anche il volume totale di operazioni dispositive su Mobile Banking: tra queste, bonifici e giroconti +75%. In termini di volumi le operazioni dispositive da Personal Computer, rimangono superiori del 25% rispetto al Mobile, ossia alle operazioni dispositive effettuate con smarthphone e tablet.  In oltre 1 caso su 3, per le banche rispondenti il numero di utenti che accede al Mobile con smartphone e tablet supera gli attivi via Internet; il cliente medio accede circa 10 volte al mese da Mobile e 5 da PC.
Anche nel primo trimestre 2020 i clienti attivi sui canali digitali sono aumentati di 1,3 milioni rispetto al primo trimestre del 2019, con un tasso di crescita del 16%, considerando le 8 realtà rispondenti, rappresentative del 37% del settore in termini di dipendenti.
È quanto emerge da un’indagine contenuta nel nono Rapporto annuale realizzato da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del Digital Banking.

L’offerta di Internet e Mobile Banking nel 2019 
L’offerta bancaria fruibile sui canali digitali è in continua evoluzione: nuovi servizi si affiancano a quelli esistenti e nuove modalità di erogazione vengono pensate per rispondere alle esigenze di un cliente sempre più tecnologico.
Lo studio di ABI Lab, che ha coinvolto un campione di 25 banche operanti in Italia rappresentativo dell’83% del mondo bancario nazionale in termini di dipendenti, evidenzia che tutti gli istituti offrono servizi tramite Internet Banking e applicazioni (app) per smartphone, il 64% offre app anche sui tablet e il 36% sui dispositivi indossabili (wearable). 
Mediamente ogni banca offre quasi 3 app (il 50% ha mantenuto invariato il numero, il 19% lo ha aumentato e il 31% lo ha diminuito). Relativamente ai sistemi operativi, il 98% delle app censite è fruibile sia da IoS che Android. Per quanto riguarda i servizi offerti, oltre che con app “classiche” di Mobile Banking, le diverse funzionalità possono essere offerte anche con app ad hoc: alcuni esempi sono i servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading), offerti con applicazioni dedicate dal 24% delle banche rispondenti, i servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), offerti dal 20% delle realtà, e il Mobile POS, offerto dal 16% delle banche.
L’area del comparto del credito si conferma l’ambito in cui l’offerta via Internet Banking è più sviluppata rispetto a quella tramite app, basti pensare che le funzionalità collegate a mutui e prestiti sono proposte da circa il 40% del campione.
Lo studio sottolinea un’attenzione crescente verso i servizi online che forniscono informazioni aggregate relativamente ai saldi e movimenti di uno o più conti di pagamento online detenuti dal cliente presso una o più banche (Account Aggregation, AISP), previsti sul Mobile entro il 2020 dal 57% delle banche in ambito Retail e 29% lato Business (da Internet rispettivamente 38% e 24%).  Per entrambi i canali si evidenzia un’estensione dell’offerta relativamente agli strumenti di gestione finanziaria personale (Personal Financial Management) soprattutto quelli che consentono di integrare le informazioni derivanti da più conti di pagamento del cliente e ai servizi di assistenza tramite chat.

Firmato accordo su Tfs, emanata circolare a banche

​(7 agosto 2020) L’ABI oggi ha sottoscritto l’Accordo Quadro per l’anticipo del Trattamento di fine servizio e del trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici e ha immediatamente emanato un’apposita circolare agli Associati.

​L’accordo prevede la firma del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Pubblica Amministrazione – sentiti l’INPS, il Garante per la protezione dei dati personali e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per i profili di competenza –.

L’Accordo Quadro attua quanto previsto dall’art. 23, del Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 e dall’art. 15 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 aprile 2020, n. 51.

In particolare, l’Accordo definisce i termini e le modalità di adesione da parte delle banche all’iniziativa, le modalità di adeguamento del contratto in relazione all’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, le specifiche tecniche e di sicurezza dei flussi informativi nonché le modalità di determinazione del tasso di interesse da corrispondere sull’Anticipo TFS/TFR.

All’Accordo Quadro sono inoltre allegati: il modello della domanda di Anticipo TFS/TFR, lo schema della proposta contrattuale, i modelli di adesione e di recesso da parte delle banche e degli intermediari finanziari; il facsimile dell’autocertificazione dello stato di famiglia del richiedente l’Anticipo TFS/TFR.

Con la sottoscrizione dell’Accordo da parte di tutti i firmatari si completa l’iter di definizione della disciplina necessaria al perfezionamento delle operazioni in oggetto.
 

Al Fondo Garanzia 952 mila domande per 66,3 mld

​(7 agosto 2020) Proseguono anche ad agosto inoltrato tutte le attività delle banche: in particolare i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia a ieri, 6 agosto, sono cresciuti a 66,3 miliardi di Euro, per 952 mila domande, di cui, fino a 30 mila Euro, oltre 805 mila, per circa 16 miliardi di Euro.
 

​Le banche e tutti coloro che vi lavorano proseguono anche per tutto agosto in tutte le attività a sostegno di ogni possibilità di ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.

Richieste prestiti a Fondo Garanzia per 65,7 miliardi

​(6 agosto 2020) L’ABI segnala che le banche continuano ad inviare richieste al Fondo di Garanzia che a ieri, 5 agosto, sono cresciute a 948 mila, per 65,7 miliardi di Euro di finanziamenti, di cui 803 mila per finanziamenti fino a 30 mila Euro, per circa 16 miliardi (15,9) di Euro.

​L’impegno delle banche prosegue anche per le moratorie e per le altre iniziative di sensibilità sociale.

Moratorie rate pmi a quota 19,1 miliardi

(2 luglio 2016) ​Iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa.

​Proseguono a pieno ritmo le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi.
Tra ottobre 2013 e maggio 2016 sono state accolte complessivamente 57.841 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 19,1 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,3 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte 9.781 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,6 miliardi di euro di debito residuo.
Questo il risultato del monitoraggio che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni di Impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.
L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 25,5% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 18,7% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • l’8,7% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 6,7% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 26% agli “altri servizi”.

Si sottolinea che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.