Outlook ABI-Cerved: calano le sofferenze delle imprese

(11 gennaio 2017) ABI e Cerved hanno presentato  i risultati della quarta edizione dell’Outlook sulle nuove sofferenze delle imprese italiane, che elabora stime e previsioni dei tassi di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie per classe dimensionale

                                                                        Quarto rapporto, gennaio 2017

​Secondo la ricerca, il 2016 è il primo anno dall’inizio dalla crisi in cui i tassi di ingresso in sofferenza per le imprese si riducono in tutti i settori economici e in tutte le aree geografiche, con la sola eccezione del Mezzogiorno dove le imprese si mantengono sui livelli del 2015. Le previsioni per il 2017-18 mostrano miglioramenti diffusi in tutti i settori e le aree geografiche, con un restringimento dei divari tra settori e aree più e meno rischiose. Nel 2018, medie e grandi imprese torneranno vicine ai livelli pre-crisi.  
I dati elaborati da ABI e Cerved indicano un deciso calo delle nuove sofferenze nei primi sei mesi del 2016; tra gennaio e giugno del 2016 le banche hanno passato in sofferenza un ammontare di prestiti pari a circa 12 miliardi di euro (rispetto ai 15 miliardi dello stesso periodo del 2015), in calo del 18% su base annua. Il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie si è attestato, in termini di importi, al 3,9% a giugno 2016, in deciso calo rispetto all’anno precedente (4,4%) e ai massimi di fine 2013 (4,8%). In termini di numeri, il tasso si attesta al 3,8%, in calo di un decimo di punto su base annua.
In base ai modelli, si prevede un’accelerazione del miglioramento osservato nel 2016 nella seconda metà dell’anno: in termini di numeri, il tasso di ingresso in sofferenza è atteso a 3,6% a fine 2016 (3,8% a fine 2015). Per il primo anno dall’inizio della crisi, questo miglioramento riguarda tutti i settori dell’economia ma non tutte le aree geografiche: nel Mezzogiorno il tasso è atteso al 5,2%, lo stesso livello dell’anno precedente, mentre nel resto della Penisola tra 2015 e 2016 i tassi si riducono di 2-3 decimi percentuali: nel Centro i tassi si riducono dal 4,3% al 4,1%, a Nord Ovest passano dal 3,2% al 2,9%, mentre il Nordest si qualifica come l’area meno rischiosa del Paese dove i tassi passano dal 3% al 2,6%.
Dal punto di vista settoriale, le rilevazioni di ABI e Cerved indicano che nell’industria prosegue il miglioramento iniziato nel 2014: il tasso di ingresso in sofferenza è previsto, infatti, al 2,8% in diminuzione di tre decimi rispetto all’anno precedente. Continua, ma a ritmi ancora lenti, la riduzione del tasso di ingresso in sofferenza nelle costruzioni, che è passato dal 5,9% del 2014, al 5,8% del 2015 e a un valore stimato al 5,7% a fine 2016, ancora più del triplo del livello pre-crisi (1,8%). Nei servizi accelera il miglioramento iniziato nel 2014, con i tassi di sofferenza stimati per il 2016 al 3,3%, due decimi in meno dell’anno precedente.
I modelli ABI-Cerved – in base a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018 – indicano che il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi dal 3,6% (fine 2016) al 3% nel 2017, per poi diminuire ulteriormente al 2,5% nel 2018. I cali saranno più accentuati per i segmenti più rischiosi: microimprese, società edilizie e meridionali, che ridurranno il divario di rischio ma manterranno tassi ben più elevati rispetto alla media. ABI e Cerved stimano che a fine 2018, medie e grandi società industriali saranno tornate a tassi di ingresso in sofferenza vicini a quelli pre-crisi.
Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI, ha dichiarato: “La riduzione in corso dei flussi di deterioramento del credito al settore privato ha basi solide e si può prevedere che, con il consolidarsi della ripresa economica in atto, nei prossimi anni il processo miglioramento della qualità del credito continuerà su ritmi superiori a quelli attuali. La riduzione del rischio è strettamente connessa con la ripresa del credito all’economia. In questa fase, i tre elementi, crescita dell’economia, riduzione del rischio e ripresa del credito sembrano tutti presentare un’evoluzione positiva.”
 Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Cerved, ha commentato: “Negli ultimi mesi il flusso di prestiti che le banche devono classificare come crediti scaduti o come inadempienze probabili è diminuito rapidamente, fino a tornare a livelli vicini a quelli pre-crisi. Questo, insieme a un consolidamento della situazione finanziaria delle imprese, suggerisce nei prossimi mesi un miglioramento più marcato anche per le nuove sofferenze, che reagiscono con più ritardo a miglioramenti della congiuntura. Una notizia finalmente positiva per il nostro mercato del credito, soprattutto alla luce delle operazioni di cessione dei crediti deteriorati che indicano che sta finalmente decollando il mercato dei Npl”. 

Le domande pervenute dalle banche sono cresciute a 900 mila

​(25 luglio 2020) L’ABI segnala che a ieri, 24 luglio, le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciute a 900 mila circa (899.818), per 59,5 miliardi di finanziamenti richiesti (oltre un miliardo in più rispetto al giorno precedente).

​Per le operazioni fino a 30 mila Euro le domande pervenute sono cresciute a 771 mila, per 15,3 miliardi di Euro di finanziamenti richiesti.

Le moratorie toccano quota 2,7 milioni per 292 miliardi

​(23 luglio 2020) L’ABI segnala che a ieri, 22 luglio, le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato le 879 mila, per 57,5 miliardi di Euro, di cui 756 mila fino a 30 mila Euro, per finanziamenti che hanno superato i 15 miliardi di Euro.

​L’ABI sottolinea che questi importi sempre crescenti vanno valutati in parallelo alla ancor più forte crescita delle moratorie che sono divenute circa 2,7 milioni, per 292 miliardi di Euro.

Le banche rafforzano le iniziative di educazione finanziaria

​(23 luglio 2020) Sostenere l’inclusione dei cittadini nei processi economici e nei contesti sociali attraverso le iniziative di educazione finanziaria e al risparmio. È con questo obiettivo che le banche rafforzano le proprie attività di inclusione e sostenibilità nei confronti delle diverse fasce della popolazione.

​È quanto emerge dall’ultima rilevazione BusinEsSG 2019, che ABI dedica all’integrazione delle variabili ambientali, sociali e connesse alla gestione d’impresa (acronimo ESG dall’inglese Environmental, Social and Governance) nelle strategie e decisioni di business da parte delle banche. Obiettivo dell’indagine è rappresentare l’attenzione delle banche agli impatti delle loro attività secondo un approccio multidimensionale, che tenga in considerazione anche la dimensione sociale e ambientale, e non solo economica.

L’indagine, realizzata su un campione pari all’87,4% del totale attivo del settore bancario operante in Italia, rileva da parte delle banche un sempre maggiore interesse a sviluppare iniziative che possano supportare uno sviluppo sostenibile e inclusivo quale motore di crescita. La diffusione delle competenze economiche di base risponde alle esigenze di cultura finanziaria dei cittadini. Un impegno che ABI ha inserito anche all’interno del proprio statuto, e che promuove anche attraverso le attività e i progetti di educazione finanziaria realizzati su tutto il territorio nazionale dalla Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), nata su iniziativa della stessa ABI.

Per chi le banche realizzano iniziative di educazione finanziaria
Secondo l’indagine, la quasi totalità dei rispondenti (pari al 87,2% del totale attivo del settore bancario italiano) ha attuato delle iniziative di educazione finanziaria, per la maggior parte indirizzate al mondo dell’istruzione, di ogni tipo o grado. In particolare, l’indagine rileva il coinvolgimento degli studenti di scuole secondarie di secondo grado (per circa l’83% del totale attivo del settore bancario), di universitari (75% circa), docenti (72%), e giovani al di fuori del contesto scolastico (75%), oltre alla crescente attenzione rivolta agli studenti del primo ciclo scolastico.
Particolare attenzione viene data inoltre alla formazione degli stranieri (per quasi il 71% del totale attivo del settore) e all’istruzione della popolazione più adulta, anche in vista dell’introduzione nei servizi bancari di nuove tecnologie (oltre l’85%).
A sostegno della crescita economica e dell’innovazione, per oltre il 70% del totale attivo del settore bancario, le Pmi e il Terzo settore sono le fasce su cui si concentrano maggiormente le iniziative.

292 miliardi di euro le domande di moratoria sui prestiti

​(22 luglio 2020) Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 292 miliardi di euro le domande di moratoria sui prestiti; 57 miliardi il valore delle domande al Fondo di Garanzia per le PMI; 9,6 miliardi di euro le garanzie emesse da SACE.

​Si confermano su volumi elevati, quasi 2,7 milioni per un valore di circa 292 miliardi di euro, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 874.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso “Garanzia Italia” di SACE sono state concesse garanzie per 9,6 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata.
Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e SACE (i)
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 10 luglio sono pervenute poco meno di 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 292 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 92% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, il 45% delle domande proviene da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 194 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 157 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (49 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI. 
Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per circa 92 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 192 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 440 mila adesioni, per circa 18 miliardi di prestiti. 
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 3 al 10 luglio, a 1,04 milioni, per un importo di finanziamenti di circa 76 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 10 luglio sono stati erogati quasi l’85% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numeri di richieste sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 874.828 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 21 luglio 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 57 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 870.509, pari ad un importo di circa 56,4 miliardi di euro. Di queste, oltre 752.800 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 14,9 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 22 luglio sono state accolte 860.172 operazioni, di cui 856.140 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 9,6 miliardi di euro i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa Si confermano su volumi elevati, quasi 2,7 milioni per un valore di circa 292 miliardi di euro, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 874.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso “Garanzia Italia” di SACE sono state concesse garanzie per 9,6 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata.Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e SACE . La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 10 luglio sono pervenute poco meno di 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 292 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 92% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.Più in dettaglio, il 45% delle domande proviene da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 194 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 157 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (49 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.  Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per circa 92 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 192 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin6,~7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 2,9 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 255 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.  La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

Richieste prestiti a Fondo Garanzia a 54,2 miliardi

​(17 luglio 2020) L’ABI segnala che ieri, 16 luglio, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti di un miliardo di Euro a 54,2 miliardi di Euro, per 854 mila domande pervenute, di cui, fino a 30 mila Euro, 14,6 miliardi, per circa 739 mila domande.

​L’ABI sottolinea che le banche sono pienamente impegnate ad istruire ogni domanda venga loro presentata, ma non possono e non debbono tentare di costringere i clienti a presentare domande se i clienti non sono interessati a farlo. Per cui è impossibile che tutti coloro che hanno i requisiti per presentare domande di liquidità, ne facciano richiesta alle banche.

I finanziamenti richiesti dalle banche cresciuti a 53,2 miliardi

​(16 luglio 2020) L’ABI segnala che a ieri, 15 luglio, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti a 53,2 miliardi di Euro, con 844 mila domande presentate, di cui 731 mila fino a 30 mila Euro, per 14,5 miliardi di Euro.

​L’ABI sottolinea che questi finanziamenti crescono quotidianamente in parallelo ad altre iniziative sociali delle banche, come le moratorie, che hanno raggiunto i 290 miliardi di Euro: cifre sempre più ingenti.

A quasi 290 mld le domande adesione alle moratorie prestiti

(14 luglio 2020) Si confermano su volumi elevati, oltre 2,6 milioni per un valore di quasi 290 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti, mentre superano quota 830.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 9 miliardi di euro, su 215 richieste ricevute.
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​Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace .
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 3 luglio sono pervenute oltre 2,6 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 289 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 92% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, il 45% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 192 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 157 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (49 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.
Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per circa 88 miliardi di euro. Si stabilizzano, a circa 177 mila, le domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 490 mila adesioni, per circa 22 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 26 giugno al 3 luglio, superando il milione di domande, per un importo di finanziamenti di circa 72 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 3 luglio sono stati erogati circa l’84% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numero di richieste, sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 838.962 le richieste pervenute dagli intermediari al Fondo di Garanzia dal 17 marzo al 14 luglio 2020 relative alle garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 52,5 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 834.852, pari ad un importo di circa 52 miliardi di euro. Di queste, 728.279 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 14,5 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 14 luglio (data dell’ultima seduta del Consiglio di gestione) sono state accolte 825.165 operazioni, di cui 821.330 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 9 miliardi di euro i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 6,7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 2,3 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 212 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche e società di factoring. 

I finanziamenti richiesti ora ammontano a 51,3 miliardi

(14 luglio 2020) L’ABI segnala che, in relazione alle richieste dei clienti, continuano ad aumentare le domande presentate dalle banche al Fondo di Garanzia che, a ieri 13 luglio, ammontano a 823 mila, per 51,3 miliardi di Euro, di cui 715 mila fino a 30 mila Euro, per oltre 14 miliardi di Euro di finanziamenti richiesti.

​L’ABI rileva che sta evidenziandosi una maggior crescita delle richieste di finanziamenti con garanzie sopra i 30 mila Euro, rispetto a quelle sotto i 30 mila Euro.

I finanziamenti richiesti ora ammontano a 50,7 miliardi

​(13 luglio 2020) L’ABI segnala che anche in questo fine settimana hanno continuato a crescere i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia che ora ammontano a 50,7 miliardi di Euro, per 819 mila domande, di cui 713 mila fino a 30 mila Euro, per 14,2 miliardi di Euro di finanziamenti richiesti.

​Inoltre sono state concesse garanzie SACE per circa 8,7 miliardi di Euro. L’ABI sottolinea che questi importanti risultati aumentano parallelamente all’imponente crescita delle moratorie su prestiti bancari che hanno superato due milioni e seicentomila pratiche, per 286 miliardi di Euro.