“Bonus vacanze”

(18 giugno 2020) Questa mattina ABI e Federalberghi hanno stipulato un Protocollo di intesa per agire insieme perché la misura del “Bonus vacanze” abbia un ampio e tempestivo utilizzo.

​Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 ha previsto un bonus, il “tax credit/bonus vacanze”. I nuclei familiari con in reddito ISEE fino a 40.000 euro possono richiedere e usufruire del bonus, nella forma del credito, a decorrere dal 1° luglio 2020. Tale bonus pari a un massimo di 500 euro per nucleo familiare è usufruibile per l’80% come sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore del servizio, il restante 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi della famiglia.  Lo sconto dell’80% sarà rimborsato al fornitore del servizio sotto forma di credito di imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà, in alternativa, di cessione a terzi, anche a banche o intermediari finanziari.
L’Agenzia delle Entrate ha emanato il 17 giugno il provvedimento attuativo del “Bonus vacanze” che disciplina le modalità per l’utilizzo del credito d’imposta da parte dell’impresa turistico ricettiva e l’eventuale cessione del credito, anche alle banche.
ABI e Federalberghi con il tempestivo Protocollo di intesa intendono attivare iniziative congiunte per diffondere la conoscenza della misura e sollecitare i propri rispettivi associati a contribuire fattivamente alla diffusione e all’applicazione della misura.
In particolare, ABI e Federalberghi intendono promuovere, mediante il coinvolgimento delle proprie strutture organizzative locali, iniziative per favorire la conoscenza della misura e la definizione di accordi diretti volti a efficientare il processo di cessione del credito, in modo da mettere a disposizione risorse liquide aggiuntive per i fornitori di servizi turistico-ricettivi. 

I finanziamenti richiesti hanno superato i 35 mld

(18 giugno 2020) L’ABI segnala che ieri, 17 giugno, hanno raggiunto i 35 miliardi (34,962) i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia, con una crescita, che appare stabilizzata, di un miliardo al giorno. 

​Le relative domande pervenute sono cresciute a 654 mila, di cui 586 mila fino a 25 mila Euro, per 11,8 miliardi di finanziamenti richiesti.
L’ABI segnala che le banche, ora, sono inoltre impegnate a realizzare le misure organizzative e tecnologiche per attuare le innovazioni ieri autorizzate dalla Commissione Europea relative alle modifiche introdotte dal Parlamento al Decreto legge “liquidità”.​ 

Task force liquidità: domande moratorie salgono a 277 mld

(17 giugno 2020) Si confermano su volumi elevati, oltre 2,6 milioni per un valore di 277 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 640.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 718 milioni di euro, su 75 richieste ricevute.

​Sono questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 5 giugno sono pervenute oltre 2,6 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 277 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa l’87% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 2% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, il 45% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 188 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 152 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (poco più di 46 mila) hanno riguardato 9 miliardi di finanziamenti alle PMI.
Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per oltre 83 miliardi di euro. Continuano a crescere, a poco più di 159 mila, le domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 92 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto oltre 370 mila adesioni, per 15 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI pervenute agli intermediari abbiano continuato a crescere nella settimana dal maggio al 5 giugno, salendo a quasi 849.000 domande per un importo di finanziamenti di oltre 54 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 5 giugno sono stati erogati due terzi delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in rapida crescita rispetto alla fine della settimana precedente, il che suggerisce che le cause dei ritardi nelle erogazioni siano in via di risoluzione.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 645.985 le richieste di garanzie pervenute dagli intermediari al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 16 giugno 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 34,0 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 642.641, pari ad un importo di circa 33,6 miliardi di euro. Di queste, oltre 580.648 sono riferite a finanziamenti fino a 25.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 11,7 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 16 giugno (data dell’ultima seduta del Consiglio di gestione) sono state accolte 619.864 operazioni, di cui 616.792 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’
Salgono a 718 milioni i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Tutte le richieste di garanzia semplificata sono state gestite ed emesse entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata, a cui sono accreditate oltre 200 banche, per un totale di 75 richieste di garanzia processate ed emesse a supporto delle imprese italiane. 

Finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia Pmi

(17 giugno 2020) L’ABI ha immediatamente diffuso alle banche una nuova circolare in tema di applicazione dell’art. 13, cioè dei finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia PMI, come modificato dal Parlamento nel corso di conversione in Legge del Decreto legge 8 aprile 2020 n. 23, appena la normativa è stata completata, con l’approvazione delle modifiche apportate all’art. 13 del DL “Liquidità” da parte della Commissione Europea e la pubblicazione della nuova comunicazione, del 17 giugno, da parte del Gestore del Fondo. 

​Nella circolare ABI sono riportate in dettaglio le principali novità dell’art. 13 e la loro declinazione operativa come indicate anche nelle comunicazioni del Fondo di garanzia PMI. In particolare, il Gestore del Fondo di garanzia ha specificato che le modifiche introdotte sono applicate alle richieste di ammissione all’intervento del Fondo presentate dal 19 giugno 2020.
Particolare attenzione è rivolta ai finanziamenti garantiti al 100 per cento per adeguarli alle nuove condizioni introdotte dalla Legge di conversione che ha previsto, tra l’altro, di allungare la durata del finanziamento fino 10 anni e di aumentare l’importo erogabile fino a 30.000 euro.
In particolare,
– per i finanziamenti che sono già ammessi all’intervento del Fondo, ma non ancora erogati dalla banca, a seguito dell’adeguamento alle nuove condizioni (cioè l’allungamento fino a 10 anni e/o l’aumento fino a 30.000 euro), deve essere inviata al Gestore del Fondo una semplice richiesta di conferma della garanzia già concessa;
– per i finanziamenti che sono già ammessi all’intervento del Fondo e già erogati dalla banca:
a) qualora l’adeguamento alle nuove condizioni (cioè l’allungamento fino a 10 anni e/o l’aumento fino a 30.000 euro) sia effettuato tramite l’erogazione al soggetto beneficiario finale di un nuovo finanziamento con contestuale estinzione del precedente minor finanziamento garantito ovvero attraverso la sottoscrizione/stipula di un addendum al contratto del finanziamento garantito, nel caso del solo allungamento del prestito fino a 10 anni, deve essere inviata al Gestore del Fondo una richiesta di conferma della garanzia già concessa, senza necessità di chiedere una nuova garanzia;
b) qualora l’adeguamento alle nuove condizioni sia effettuato tramite l’erogazione al soggetto beneficiario finale di un importo aggiuntivo (cioè fino a 30.000 euro) attraverso la stipula di un contratto di finanziamento distinto dal precedente e la predisposizione di un piano d’ammortamento separato, deve essere inviata al Gestore del Fondo una nuova richiesta di ammissione alla garanzia riferita al relativo al nuovo contratto di finanziamento, utilizzando l’apposito modulo di autodichiarazione.
Anche nei finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia PMI assume particolare importanza la nuova normativa – introdotta con la conversione in Legge del Decreto legge n. 23 – sull’autocertificazione, rilasciata dall’impresa richiedente il finanziamento, che prevede esplicitamente che la banca non è tenuta a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato, fermi restando gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.​
 

Stati generali dell’economia

(16 giugno 2020) ​Contributo del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini agli Stati generali dell’economia​

​Illustre Presidente, Autorità,vorrei innanzitutto ringraziarvi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del presidente Antonio Patuelli, per questo invito a partecipare a questo così importante incontro.
PremessaL’impatto della pandemia causata dalla diffusione del virus Covid 19 è stato durissimo: all’emergenza sanitaria ha fatto seguito, a breve distanza, quella finanziaria ed economica.Sin dal primo manifestarsi delle conseguenze di tale emergenza, l’ABI ha operato con tempestività e continuità a stretto contatto con le banche associate e con le Istituzioni, promovendo e realizzando una serie di attività ed iniziative, agendo lungo tre direttrici.La prima, naturalmente, è quella di assicurare l’indispensabile sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese. Già a partire dal mese di febbraio l’ABI proponeva ai propri Associati di applicare, per i residenti e le attività economiche con sede nelle c.d. “zone rosse”, le moratorie previste dal Protocollo di Intesa con la Protezione Civile sottoscritto nel 2015 per le calamità naturali. Inoltre, presagendo i problemi di tensione di liquidità che si sarebbero presto creati per le imprese, segnalava alle Istituzioni la necessità di un intervento pubblico attraverso l’ampliamento dell’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI. Da allora l’impegno dell’Associazione è proseguito incessante, sia nell’interazione con le Istituzioni della Repubblica per quanto riguarda le misure disposte con i provvedimenti legislativi – tanto nella fase di elaborazione, quanto in quella di attuazione, con l’attività informativa e interpretativa a supporto degli Associati – sia ai fini della definizione di accordi di natura privatistica con le Associazioni di impresa e/o le Organizzazioni sindacali per l’offerta ai clienti di agevolazioni (moratorie, anticipazioni) – anche per intercettare strumenti e aree di clientela non interessati da misure legislative. Particolarmente importante l’attività svolta dall’ABI sul fronte della semplificazione dei processi e delle forme giuridiche dei rapporti bancari, nonché della loro “tenuta” a fronte delle necessità indotte dalle limitazioni fisiche agli spostamenti della clientela …

Il contributo

Rafforzamento del capitale di rischio delle imprese

(16 giugno 2020) Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli ha espresso vivo apprezzamento per la relazione del Presidente della CONSOB, Prof. Paolo Savona

​In particolare per l’ampia visione innovativa e prospettica con le finalità strategiche del rafforzamento del capitale di rischio delle imprese e della tutela del risparmio in tutte le sue forme, indirizzandolo al sostegno delle attività reali e produttive per la ripresa.

I finanziamenti richiesti hanno superato i 32,6 mld

(16 giugno 2020) L’ABI rileva che a ieri, 15 giugno, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti a 32,6 miliardi di Euro (un miliardo in più rispetto al giorno precedente), con 630 mila domande pervenute dalle banche al Fondo: di queste, 567 mila sono state fino a 25 mila Euro, per 11,4 miliardi di finanziamenti richiesti.

​L’ABI chiede che la Commissione Europea conceda tempestivamente l’autorizzazione di sua competenza per far entrare in vigore alcune misure migliorative, introdotte in Parlamento e divenute legge 5 giugno: tali misure potranno migliorare ed anche accelerare le procedure in atto per la concessione di tali finanziamenti.​

I finanziamenti richiesti hanno superato i 31,5 mld

​(15 giugno 2020) In relazione a dati diffusi dall’Istat, ABI rileva che i dati pubblici più aggiornati riportano che alla data del 14 giugno i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di garanzia hanno superato i 31,5 miliardi, con 619 mila domande, di cui 557 mila per operazioni fino a 25 mila euro, per un ammontare di 11,3 miliardi di euro.

​Rispetto alla data del 28 maggio, è superiore al 40% l’incremento del numero di finanziamenti, di cui è stata richiesta la garanzia, cioè nelle ultime due settimane c’è stato un aumento di 250.000 nuove domande.
Tutto ciò a testimonianza del grande supporto che le banche stanno fornendo al mondo delle imprese sia con i nuovi finanziamenti sia attraverso le moratorie che hanno toccato i 2,5 milioni di domande per un valore di 266 miliardi.
L’ABI segnala che sulla base dei dati diffusi dalla Task attivata dal Ministero delle economia e delle finanze e a cui partecipano anche il Mise, la Banca d’Italia, l’MCC, la Sace e la stessa ABI, al 29 maggio risultavano erogati circa i due terzi delle domande arrivate alle banche per prestiti fino a 25.000 euro, interamente garantiti dal Fondo.

 

Sono aumentati di oltre 1 mld i finanziamenti richiesti

​(13 giugno 2020) L’ABI segnala che anche ieri, 12 giugno, sono aumentati di oltre un miliardo i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di garanzia, che hanno superato i 31 miliardi, con 616 mila domande, di cui 555 mila per operazioni fino a 25 mila euro, per un ammontare di 11,2 miliardi di euro.

​L’ABI rileva che l’Italia è tuttora in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione Europea per l’entrata in vigore di alcune innovazioni introdotte dal Parlamento al Decreto Legge 8 aprile, convertito in legge 5 giugno, che permetteranno fra l’altro un allungamento della durata dei prestiti e l’accelerazione delle procedure, con una più ampia autocertificazione da parte dei richiedenti delle anticipazioni di liquidità.

Popolare Bari: accordo sindacale un passo importante

​(11 giugno 2020) In merito all’accordo sindacale per la ristrutturazione della Banca Popolare di Bari sottoscritto ieri dalle Organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin e i Commissari straordinari assistiti dall’Associazione bancaria Italiana, Salvatore Poloni, Presidente del Casl di ABI commenta.

​“L’intervento delle Segreterie Generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin e di ABI ed il costruttivo sistema di relazioni sindacali del settore hanno contribuito positivamente al dialogo necessario ad individuare l’accordo per garantire la continuità aziendale e consentire il rilancio della Banca, nell’interesse dei lavoratori e dell’economia del territorio, famiglie  e imprese. L’accordo rappresenta un passo importante che ha richiesto un grande senso di responsabilità che tutte la Parti coinvolte hanno dimostrato nell’individuare misure sostenibili, ancorché rigorose.”