Sabatini in tema di Accordo su politiche commerciali e Odl | [03/07/2018]

​(2 luglio 2018) L’Accordo nazionale su politiche commerciali e organizzazione del lavoro dell’8 febbraio 2017 rappresenta un importante risultato alla base di relazioni sindacali ulteriormente costruttive e volte a condividere principi e criteri di comportamento su un tema di grande attenzione, qual è la ‘cultura delle regole’.

​L’Accordo – finalizzato a rinnovare la centralità del settore bancario ed il suo fondamentale ruolo a sostegno dell’economia del Paese ed a tutela del risparmio, nell’interesse di famiglie, imprese e territori – per le sue caratteristiche è stato considerato di interesse non solo nazionale. “L’Accordo – ha chiarito Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI – è stato presentato a livello europeo nell’ambito dei lavori della Federazione Bancaria Europea, riscuotendo attenzione ed interesse”.
L’Accordo prevede che le banche possano stipulare specifici accordi aziendali/di gruppo in materia o adeguare le intese già in essere.
“Ad un primo monitoraggio – ha aggiunto Sabatini – risulta come le banche e i gruppi bancari che hanno proceduto in tal senso, o che hanno in corso il relativo confronto con le Organizzazioni sindacali, rappresentano oltre il 75% delle persone che lavorano in banca”.
“Altre aziende – ha continuato Sabatini – hanno comunque inserito specifiche previsioni all’interno di più ampi accordi aziendali, tenuto anche conto che per le realtà di minori dimensioni (fino a 1.500 dipendenti) l’accordo nazionale prevede un iter semplificato di attuazione”.
“Appare quindi – ha concluso Sabatini – come l’accordo nazionale stia registrando un’ampia attenzione nel dialogo sindacale in essere nelle imprese bancarie, dando diffusione ed attuazione ai principi e previsioni in esso contenuti in larga parte del settore”.

Sabatini: importante risultato alla base di relazioni sindacali costruttive

‘CREDIamoCI’ rinnovata per il 2018-2020 | [30/06/2018]

​(30 giugno 2018) Accesso al credito, sostegno alle famiglie in difficoltà, rafforzamento della consapevolezza. Attorno a queste tre tematiche ruotano proposte condivise di ulteriore innovazione di strumenti a favore dei consumatori: dalla cessione del quinto al “Fondo prima casa”, dal “Fondo per lo studio” al “Fondo di solidarietà dei mutui”.

​Con la finalizzazione del potenziamento di tutta una serie di misure straordinarie per il credito alle famiglie, l’ABI e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, U.Di.Con) hanno rinnovato per il triennio 2018-2020 l’iniziativa “CREDIamoCI” promossa all’inizio del 2015 realizzando risultati significativi come il sostegno in favore delle famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate di alcune forme di credito al consumo a medio e lungo termine e di credito ipotecario; l’introduzione di misure specifiche a sostegno delle popolazioni colpite da calamità naturali; l’emanazione della disciplina del Prestito Ipotecario Vitalizio, grazie all’accoglimento da parte del Parlamento della proposta comune di ABI e numerose Associazioni dei consumatori; l’istituzione del Fondo di garanzia per il sostegno alla natalità.
Considerati i risultati raggiunti e proponendosi di consolidare ulteriormente gli ambiti di collaborazione, sono state già individuate nuove soluzioni, o rafforzamento delle iniziative in corso. In particolare:

Sostegno alle famiglie in difficoltà

  • promuovere una proposta di modifica dell’operatività del “Fondo di solidarietà dei mutui” prevedendo, tra l’altro, la possibilità di rifinanziamento dello strumento nell’ottica di assicurarne l’operatività per il triennio 2018-2020;
  • ampliare la sospensione del pagamento delle rate di mutuo anche qualora il mutuatario ottenga misure di sostegno al reddito in caso di riduzione dell’orario di lavoro per difficoltà del datore di lavoro (quali ad esempio la CIG o CIGS).

 
Accesso al credito

  • presentare al nuovo Governo la proposta di riforma della disciplina della Cessione del Quinto dello Stipendio/Pensione, condivisa con undici Associazioni dei consumatori, con Assofin e con Ania;
  • definire una proposta condivisa di modifica della disciplina del “Fondo per la prima casa” per favorire l’accesso ai finanziamenti per ristrutturazione ad alta efficienza energetica, in sintonia con il Piano di azione europeo per finanziare la crescita sostenibile, e per la sicurezza antisismica degli edifici;
  • proporre la revisione dell’operatività del “Fondo per lo studio”, al fine di semplificarne le modalità di accesso a tutela degli studenti.

Rafforzamento della consapevolezza del consumatore

  • Incrementare la consapevolezza e l’educazione finanziaria del consumatore, anche attraverso la realizzazione di specifiche occasioni di approfondimento e di iniziative di informazione;
  • redigere e condividere un documento sintetico che riassuma tutti gli strumenti a disposizione del consumatore per l’accesso e il sostegno al credito.

Per fornire alle famiglie ulteriori possibilit di accesso al credito

Nuove professionalità e persone al centro nell’era digitale | [26/06/2018]

​(26 giugno 2018) Al via il tredicesimo Forum annuale sulle risorse umane in banca: riqualificazione, sviluppo sostenibile, produttività e formazione continua vere garanzie di occupabilità

​I profondi cambiamenti nell’organizzazione e nel lavoro determinati dalla digitalizzazione che contribuisce ad incidere sulla definizione delle strategie di servizio, l’individuazione di nuove professioni e l’acquisizione di nuove competenze: questo l’attuale scenario in cui si “muove” la gestione delle risorse umane in banca proprio nell’anno in cui scade il contratto collettivo nazionale di settore.
La conciliazione degli interessi di carattere professionale ed occupazionale con le esigenze di stabilità ed equilibrio delle banche italiane resta ancora più al centro degli obiettivi di revisione del contratto che sarà frutto di una costruttiva interlocuzione tra le Parti sociali.
È il messaggio introduttivo, in sintesi, in apertura a Milano del tredicesimo Forum ABI “HR2018 – Banche e risorse umane”. Un “incubatore di idee”, in cui i massimi esperti delle relazioni sindacali e delle risorse umane si incontrano per confrontarsi sul presente e sul futuro del settore.
Con le banche italiane all’avanguardia nella
trasformazione digitale dei servizi e dei processi grazie ad una costante attenzione all’innovazione, ecco che il focus della due giorni milanese ruoterà su rivoluzione digitale, futuro del lavoro e delle relazioni industriali, trasformazione dei paradigmi del lavoro, cultura, welfare integrato, bilateralità, competitività e occupazione nelle imprese del credito con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Futuro del lavoro in banca e rivoluzione digitale fattori – precisa il comunicato – sempre più intrecciati in un orizzonte molto articolato che presenta un “cambio di passo” dell’economia, secondo i primi dati del 2018, con riflessi positivi sulla dinamica del credito e la qualità dell’attivo; mentre continua a ridursi fortemente l’ammontare dei crediti deteriorati.
Resta necessario il raggiungimento di migliori livelli di redditività per remunerare adeguatamente il capitale investito. In questo processo di rapida trasformazione, con l’impetuoso sviluppo della tecnologia e l’arrivo sui mercati del credito e dell’intermediazione di nuovi operatori, i cambiamenti organizzativi devono tendere ad aumentare efficienza, produttività e redditività nelle banche perché possano continuare a svolgere il loro fondamentale ruolo di sostegno a famiglie e imprese.
La digitalizzazione per le banche italiane non è un rischio ma un’opportunità – prosegue il comunicato – le persone restano al centro dell’organizzazione e la formazione continua e la riqualificazione del personale sono la risposta più concreta. Quindi nella qualità delle persone che lavorano l’unico vero antidoto alla paventata sostituzione delle macchine sull’uomo; gli investimenti nell’innovazione sono necessari, ma importanti restano il contatto umano e la fiducia per la gestione dei risparmi e degli investimenti della clientela, le cui esigenze sono sempre più evolute e tecnologicamente avanzate. I bancari di domani sapranno coniugare competenze tecniche costantemente aggiornate con abilità relazionali e sociali che costituiscono il tratto distintivo dell’essere umano rispetto alla “macchina”.
Per agevolare i cambiamenti che il mercato richiede, il settore è pronto al dialogo con i Sindacati di categoria. In tal senso è importante la convergenza sullo spirito, manifestato da ABI con la lettera ai Sindacati del 28 maggio, di favorire l’avvio e lo sviluppo di un confronto ampio e articolato per rinnovare il contratto collettivo. Emerge la comune consapevolezza di dover approfondire le crescenti trasformazioni dello scenario complessivo e di quelle che più direttamente riguardano le imprese bancarie, valorizzando la centralità della costruttiva interlocuzione. Attraverso quest’ultima, fondata su relazioni sindacali mature e inclusive, sarà possibile realizzare gli obiettivi di innovazione attesi con equilibrio e sostenibilità: fanno da esempio la grande attenzione dimostrata nella gestione delle eccedenze tramite il ricorso al Fondo di solidarietà che dal 2000, senza tensioni sociali né oneri per la collettività, ha accompagnato alla pensione oltre 68.000 lavoratori bancari; così come il Fondo per l’occupazione che dal 2014 ad oggi ha favorito l’assunzione di oltre 18.000 giovani.
I lavori del Forum si concluderanno con una Tavola rotonda cui interverranno: il Segretario Generale della Fisac Cgil, Agostino Megale; il Presidente del Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro di ABI, Eliano Lodesani.

I temi: riqualificazione, sviluppo sostenibile, produttivit e formazione

Sensibilizzazione e formazione contro i crimini informatici | [23/06/2018]

(23 giugno 2017) Aumenta l’impegno del mondo bancario nella lotta ai crimini informatici attraverso iniziative di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione per la clientela e presidi tecnologici.

​Nel 2017 le banche italiane hanno investito oltre 300 milioni di euro per garantire alla clientela “operazioni” digitali ancora più sicure. I clienti retail vittime di frode sono stati solamente lo 0,0018% del totale di quelli che operano su home banking, pari ad uno su 55 mila.
Secondo lo studio ABI Lab sulla sicurezza on line, con l’affermarsi del digitale, sempre più rilevante nelle abitudini di cittadini e imprese, per le banche risulta fondamentale attuare attività di sensibilizzazione e formazione non solo per la clientela, ma anche per il personale bancario. In particolare, nel 2017 le azioni si sono concentrate maggiormente sulla formazione del personale specialistico addetto alla sicurezza (per il 75% delle banche intervistate), e del personale di filiale (per il 67,9%) per la relazione diretta con la clientela e la relativa assistenza offerta in caso di anomalie. Sul tema della sensibilizzazione verso la clientela sui rischi del cybercrime lo studio sottolinea che le banche italiane hanno sviluppato campagne attraverso il portale di Internet Banking (per il 96% delle banche rispondenti), attraverso le informative presso le filiali (per il 74,1%), le informative contrattualistiche (per il 59,3%), le informative sulle App dei dispositivi mobili (per il 37%) e quelle via e-mail (per il 33%) e si sono fatte promotrici di collaborazioni intersettoriali, come il CERTFin – CERT Finanziario Italiano (Computer Emergency Response Team).
La sicurezza informatica, tuttavia, passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche. Per operare on line in modo comodo e sicuro, infatti, è importante  seguire alcune semplici regole: ignorare qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento e conto on line, che la banca non chiederà mai alla propria clientela; connettersi al sito della banca scrivendo direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione, ignorando eventuali link ricevuti via mail ed sms; verificare sempre l’autenticità della connessione con la banca; controllare regolarmente i movimenti del proprio conto per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle effettuate; diffidare di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, che inviti a scaricare documenti o programmi; installare e mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e l’antivirus; fare attenzione a eventuali peggioramenti delle prestazioni generali (rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc.) del proprio servizio di home banking o del proprio PC, che possono indicare infezioni sospette.
 

Attivit di sensibilizzazione e formazione contro i crimini informatici

ABI e imprese firmano protocollo su finanziamenti non accolti | [22/06/2018]

(22 giugno 2018) Protocollo d’intesa sul riscontro delle banche alle micro, piccole e medie imprese in relazione alle domande di finanziamento che non vanno a buon fine

​ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane, Cia-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria, Confimi Industria, Rete Imprese Italia (che riunisce Casartigiani, CNA, Confartigianato Imprese, Confcommercio – Imprese per l’Italia e Confesercenti), hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa sulle modalità che le banche aderenti devono seguire per dare riscontro alle micro, piccole e medie imprese sulle motivazioni sottostanti l’eventuale decisione di non accoglimento della loro domanda di finanziamento.
 Con la sottoscrizione del Protocollo, l’Italia è il primo Paese nel quale si dà attuazione ai principi guida europei definiti lo scorso anno, secondo gli auspici della Commissione Europea, dalle associazioni di rappresentanza del credito, con il supporto delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese. Il tema dei bisogni delle imprese, comprese le medie e piccole, è seguito con attenzione dalla Federazione bancaria europea a Bruxelles, anche in termini di chiarimenti in caso di finanziamenti non andati a buon fine.
L’obiettivo dell’iniziativa, che si inquadra nel progetto della costruzione di un mercato unico dei capitali in Europa, è quello di mettere in condizioni le imprese di comprendere meglio le ragioni sottostanti l’eventuale mancato accoglimento delle proprie richieste di finanziamento e assumere le misure necessarie per superare le proprie debolezze nell’accesso al credito. 
Su richiesta dell’impresa, la banca fornisce, entro trenta giorni, in forma scritta e in modo chiaro indicazioni utili all’impresa sulle possibili aree di miglioramento riguardo in particolare: la struttura finanziaria, la capacità reddituale, l’iniziativa imprenditoriale oggetto della richiesta di finanziamento, le garanzie prestate e/o gli elementi informativi messi a disposizione della banca per la sua valutazione.
Le banche informano le imprese interessate circa le procedure, i dati e la documentazione necessarie per la corretta presentazione della domanda di finanziamento, nonché sulle modalità per ottenere il riscontro in caso quest’ultima non vada a buon fine. 
Nel Protocollo è inoltre fatta salva la possibilità per le banche di fornire un riscontro più dettagliato rispetto a quanto previsto o secondo modalità più favorevoli per le imprese.

 

Protocollo su modalit di riscontro domande di finanziamento non accolti

ABI e Up insieme su promozione del pagamento elettronico | [16/06/2018]

(16 giugno 2018) ABI e Unione Petrolifera hanno lanciato una campagna informativa congiunta sulla promozione del pagamento elettronico sulla rete distributiva carburanti.

​Le due Associazioni condividono infatti l’obiettivo di ridurre l’utilizzo del contante, consapevoli che gli acquisti con carte riducono i fenomeni di illegalità, rapine e furti e garantiscono ai clienti pagamenti sicuri, veloci e tracciati.
Le carte sono comode perché garantiscono il pagamento agli esercenti e consentono un agevole monitoraggio delle entrate e una rendicontazione rapida, un risparmio di tempo nelle operazioni, un maggior controllo delle spese e infine una minore esposizione a furti e rapine.
L’iniziativa si è focalizzata sulla rete carburanti dove annualmente viene utilizzato il 6 % di tutti i contanti spesi in Italia.
La campagna è stata realizzata attraverso due infografiche, la prima che illustra i vantaggi del pagamento elettronica per i clienti che si riforniscono di carburanti, e la seconda realizzata in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei gestori, rivolta agli esercenti/gestori.

Infografica per i gestori
Infografica per i clienti

Obiettivo ridurre utilizzo del contante nella rete distributiva carburanti

Promuovere stabilità e regole senza pregiudicare crescita | [14/06/2018]

(14 giugno 2018) ​Al via a Roma la due giorni organizzata dall’ABI “Unione Bancaria e Basilea3-Risk & Supervision 2018”. Al centro del dibattito le principali questioni regolamentari in corso di definizione e spunti di riflessione sul tema della relazione tra regole bancarie e crescita economica

​“La ripresa dell’economia italiana si va consolidando e consente alle banche di proseguire nell’azione di rafforzamento dei bilanci e di riduzione dei prestiti deteriorati”, ha dichiarato il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno annuale “Unione Bancaria e Basilea3”, che l’Associazione bancaria dedica ai temi della Vigilanza Europea e dell’implementazione nel diritto nazionale delle novità regolamentari della Vigilanza prudenziale. “Lo scenario economico odierno è notevolmente diverso dalla situazione vissuta durante la crisi sovrana del 2011, sia nei termini dei fondamentali economici del Paese e più in generale dell’Europa e sia per ciò che concerne la solidità e le prospettive del settore bancario, pur in presenza dell’attuale fase di volatilità dei mercati. Il processo di consolidamento del settore procede, i flussi di nuovi crediti deteriorati sono ormai inferiori ai livelli pre-crisi, continua il calo dello stock, e il livello di patrimonializzazione continua a crescere, ci sono buone basi su cui costruire la ripresa. Dobbiamo continuare a lavorare per promuovere sì la stabilità regolamentare senza però rischiare di pregiudicare la crescita economica”.
 “La pressione normativa sulle banche continua – ha sottolineato il Direttore generale dell’Associazione bancaria – Auspichiamo un momento di ‘pausa regolamentare’, nel rispetto dei principi di responsabilità, proporzionalità, trasparenza, coerenza della regolamentazione, evidenziando l’opportunità di una valutazione d’impatto che sia indipendente e globale delle nuove regole per poter assicurare una ‘parità di condizioni’ tra i mercati finanziari, per evitare impatti negativi sui prestiti, in particolare alle Pmi, e sulla crescita economica dell’Unione europea in modo da scongiurare la perdita di competitività dell’UE rispetto ad altre aree geografiche” ha concluso Sabatini. 
Diverse le questioni ancora aperte al centro dell’edizione 2018 del convegno “Unione Bancaria e Basilea3”: dalla riflessione sull’integrazione del “Fiscal Compact” nell’ordinamento giuridico UE, al dibattito sull’istituzione di un Fondo Monetario Europeo (FME), all’analisi del Piano di Azione della Commissione Europea per il finanziamento di una crescita sostenibile, all’opportunità di un consolidamento del SMEs Supporting Factor, alla valutazione dei nuovi strumenti di bilancio europeo, alla possibilità di istituire la figura di un ‘ministro dell’economia e finanze UE.
Il dibattito odierno ha visto il confronto tra esperti del settore, Autorità di Vigilanza nazionali ed europee e mondo accademico, tra cui Mario Nava, Presidente Consob, Sergio Nicoletti Altimari Direttore generale Macro Prudential Policy and Financial Stability della BCE e Luigi Federico Signorini, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia.

Promuovere stabilit e regole senza pregiudicare crescita economica

Si rafforza l’impegno per finanziare la crescita sostenibile | [09/06/2018]

(9 giugno 2018) ​Si rafforza l’impegno delle banche per lo sviluppo sostenibile, attraverso investimenti responsabili e che mirano a sostenere progetti a ridotto impatto ambientale. È quanto emerge dall’indagine realizzata dall’ABI ESG Benchmark 2017 su aspetti ambientali, sociali e sui processi di gestione con la collaborazione di banche rappresentative del 76% del settore in termini di totale attivo.

​Nelle attività di finanziamento all’economia, l’85% del campione considera specificatamente aspetti ambientali e sociali in almeno una delle sue linee di finanziamento. Secondo l’indagine, la quasi totalità dei rispondenti ha inoltre costituito specifici servizi e prodotti di finanziamento per sostenere gli investimenti ‘verdi’ delle imprese e delle famiglie.
L’ultima indagine realizzata, l’ESG Benchmark 2017, che l’ABI promuove ogni due anni tra gli associati, evidenzia che, per individuare e valutare rischi ambientali e sociali, le banche hanno sviluppato procedure specifiche e complementari alla valutazione del merito creditizio, il 79% del campione per le operazioni di project financing, il 69% invece per operazioni sopra una soglia (determinata a livello di singola banca). Tali procedure sono prevalentemente affidate a personale interno su dati forniti dall’impresa in analisi (48% del campione) o a specialisti esterni (32%). Il 78% delle banche effettua un monitoraggio del rispetto dei requisiti ambientali e sociali.
Rispetto all’offerta di servizi e prodotti con finalità ambientale e di sviluppo sostenibile, dall’indagine emerge che oltre il 90% del campione offre finanziamenti agevolati per favorire l’approvvigionamento da fonti rinnovabili dei clienti imprese piccole, medie e grandi, e mutui ipotecari a tassi agevolati per l’acquisto di abitazioni con connessa ristrutturazione per l’efficienza energetica; circa il 60% quelle che mettono a disposizione finanziamenti a condizioni agevolate per l’efficientamento energetico di edifici residenziali e commerciali; ci sono inoltre esperienze di offerta di strumenti finanziari innovativi per sostenere la riduzione dell’impatto ambientale quali Green bond e Climate bond, e finanziamenti a condizioni agevolate per favorire il miglioramento delle performance ambientali dei clienti Pmi/Corporate.
L’impegno del settore è in linea con quanto previsto dal ‘Piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile’ varato a marzo dalla Commissione europea. Il Piano prevede azioni volte ad esempio ad integrare la sostenibilità nella fornitura di consulenza sugli investimenti, promuovere gli investimenti in progetti sostenibili, integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali.

Investimenti responsabili e sostegno a progetti a ridotto impatto ambientale

Alleanza banche-imprese per il rilancio del settore | [08/06/2018]

(8 giugno 2018) ​Tavolo di dialogo permanente ABI-Ance, anche a livelli regionali, per supportare strategie di sviluppo economico e finanziario del settore delle costruzioni; e modalità innovative per la valorizzazione degli immobili di proprietà delle banche o a garanzia dei crediti deteriorati delle stesse, nonché dei rapporti creditizi; per migliorare la comunicazione tra banche e imprese.

​Sono i principali obiettivi del Protocollo di Intesa ABI-Ance sul credito alle imprese di costruzioni siglato oggi a Parma dal Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e dal Presidente dell’Ance, Gabriele Buia.
L’accordo presenta una significativa articolazione di finalità e giunge in un momento in cui si manifestano primi miglioramenti in un comparto che, considerata la sua centralità nell’economia nazionale, ha attraversato la crisi decennale con inevitabili difficoltà.
Tra i primi segnali positivi l’aumento dei permessi di costruire immobili residenziali e il trend in crescita del mercato immobiliare non residenziale. Un nuovo contesto che richiede comunque misure specifiche per incoraggiare e sostenerne lo sviluppo.
Si potenzia quindi il confronto propositivo tra i due settori anche al fine di definire buone pratiche di collaborazione orientate alla trasparenza e alla reciproca conoscenza. 
Nello specifico, pertanto, tra gli obiettivi dell’intesa emergono:

  • la costituzione di un tavolo permanente ABI-Ance per l’individuazione delle strategie di sviluppo economico e finanziario del settore delle costruzioni;
  • la costituzione di tavoli regionali nei quali affrontare tematiche legate allo sviluppo del settore su base territoriale;
  • la prosecuzione della positiva esperienza di collaborazione in materia di sviluppo del partenariato pubblico nel nostro Paese;
  • la facilitazione per l’accesso alle coperture del Fondo di Garanzia per le Pmi per le imprese del settore edile, anche in vista dell’entrata in vigore della riforma dello strumento previsto nei prossimi mesi;
  • lo studio di modalità innovative per la valorizzazione, a livello nazionale e territoriale, degli asset immobiliari di proprietà delle banche o a garanzia di crediti deteriorati delle stesse;
  • la definizione di linee guida condivise per l’individuazione di soluzioni extragiudiziali per le posizioni non performing delle imprese di costruzioni;
  • la richiesta di interventi normativi e fiscali e di semplificazione legislativa che possano consolidare i segnali di ripresa nel settore delle costruzioni.

Alleanza banche-imprese per il rilancio del settore delle costruzioni

Banche italiane avviano sperimentazione blockchain | [04/06/2018]

(4 giugno 2018) Un primo gruppo di banche italiane ha avviato la sperimentazione operativa di una blockchain. A breve, dopo una prima fase di test, la sperimentazione sarà estesa ad un più ampio numero di banche.

 

​ABI Lab, il laboratorio tecnologico promosso dall’Associazione bancaria italiana, e le banche che partecipano al progetto sono impegnati sull’applicazione della blockchain ai processi interbancari, con l’obiettivo di conseguire i vantaggi derivanti dalla trasparenza e visibilità delle informazioni, dalla maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e dalla possibilità di effettuare verifiche e scambi direttamente sull’applicazione.
La blockchain è una tecnologia che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. In altre parole, si tratta di un database in cui i dati non sono memorizzati su un solo computer ma su più macchine collegate tra loro, chiamate nodi. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti – le Distributed Ledger Technology (Dlt) – cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra gli attori partecipanti.
L’ambito di applicazione è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. Il progetto ha verificato in particolare come l’applicazione di tecnologie Dlt contribuisce a migliorare alcuni aspetti specifici dell’attuale operatività, che possono provocare discrepanze complesse da gestire per le banche. Tra queste, il tempo necessario a identificare transazioni non corrispondenti tra due banche; la mancanza di un processo standardizzato e di un protocollo di comunicazione unico; la limitata visibilità delle transazioni tra le parti. Gli Smart Contract sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di valore.
Entra dunque nella fase operativa più avanzata il progetto che applica il paradigma basato sui database distribuiti Dlt a un processo interbancario. Le banche stanno facendo da apripista su di un terreno nuovo. Il gruppo di lavoro, composto dalle banche aderenti e guidato da Abi Lab, ha selezionato come tecnologia Dlt “Corda” sviluppata da R3 e, con la collaborazione di Ntt Data per lo sviluppo applicativo e Sia come fornitore dell’infrastruttura di nodi ha definito un nuovo processo di spunta. Il nuovo processo prevede di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni nel rispetto della riservatezza. Attraverso l’utilizzo della piattaforma Dlt e l’implementazione di Smart Contract, sarà inoltre possibile effettuare il riscontro automatico delle transazioni bancarie semplificando e accelerando il processo di riconciliazione.
La fase pilota, partita a dicembre, ambisce a costituire una base per successive implementazioni sinergiche delle tecnologie Dlt, estendendone l’applicazione anche a nuovi e diversi ambiti e processi grazie alla maggiore conoscenza di questi strumenti innovativi, senz’altro favorita da progetti come questo che coinvolgono potenzialmente l’intero settore bancario. Tutto ciò, che è espressione del fintech, sta rivoluzionando il mondo bancario con sperimentazioni che spaziano dalla digital identity, alla gestione dei bandi di gara, alle piattaforme di donazioni e ai pagamenti internazionali.
L’avvio di questa prima sperimentazione della blockchain vede impegnate 14 realtà del mondo bancario: Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, BNL – Gruppo BNP Paribas, Banca Popolare di Sondrio, Banco BPM, CheBanca! – Gruppo Mediobanca, Credito Emiliano, Crédit Agricole, Credito Valtellinese, Iccrea Banca, Intesa Sanpaolo, Nexi Banca, Ubi.
 

Nella prima fase sono impegnate 14 realt del mondo bancario