Clienti investitori sempre più digitali, ma piace il consulente | [22/09/2018]

(22 settembre 2018) ​Al cliente investitore piace la banca digitale, ma cerca anche un dialogo più diretto e personalizzato con la banca

​Sono oltre 12 milioni i clienti bancari investitori e di questi quasi l’80% si rivolge a referenti dedicati per confrontarsi sulla gestione del proprio patrimonio finanziario. L’esigenza dei clienti di un confronto personale e la crescita dei bisogni legati all’investimento e alla gestione e mantenimento del risparmio in un periodo di incertezza del quadro economico, hanno rafforzato il ricorso ad un gestore o un consulente. È quanto emerge dall’indagine che ABI, in collaborazione con GfK, ha condotto sulla relazione banche e clientela. Dall’indagine emerge che i clienti apprezzano servizi bancari sempre più articolati e personalizzati, anche per il tramite di agenzie organizzate per rispondere alle nuove esigenze della clientela e del territorio.

L’investitore sceglie servizi su misura e cerca un dialogo personalizzato.
Secondo lo studio, i clienti investitori fanno un uso molto ampio della multicanalità della banca, ossia non si accontentano più di un solo canale di accesso ai servizi, ma si spostano dall’uno all’altro, utilizzando quelli messi a disposizione (sia fisici, sia digitali) a seconda delle necessità e delle situazioni. In particolare, l’85% dei risparmiatori opera con la banca sia andando in agenzia, sia in modalità ‘fai da te’, cioè svolgendo operazioni via web (Internet o mobile banking), tramite i contact center o gli Atm, soprattutto per le operazioni e i pagamenti di tutti i giorni. Per le scelte finanziarie più complesse, connesse alla sottoscrizione di nuovi prodotti o per decisioni sui propri investimenti, quasi l’80% degli investitori si rivolge a un consulente di riferimento direttamente in agenzia o a domicilio (a fine 2016 l’incidenza era del 66%). Cominciano inoltre a diffondersi anche nuove modalità di contatto tra banca e cliente: il 15% degli investitori, infatti, ha visitato le pagine/profili social delle banche per leggerne i contenuti, cercare informazioni e risolvere eventuali dubbi, dialogando direttamente via web.

La nuova filiale, meno casse e più consulenzaNella filiera distributiva delle banche italiane, la filiale ha acquisito un nuovo ruolo con più strumenti informatici e più spazi dedicati alla consulenza, che si sostituiscono alle casse e al contante. Gli stili di vita più dinamici e l’uso progressivo dei canali a distanza contribuiscono a far diventare lo sportello quale luogo deputato ad una relazione qualificata per effettuare consulenza sulle scelte più complesse. L’evoluzione va di pari passo con la digitalizzazione di questa clientela, che negli ultimi 5 anni ha registrato una grande accelerazione: a fine 2017 infatti il 66% della clientela investitrice usa il web (Internet o mobile banking) per operare con la propria banca (era il 50% nel 2012). Se l’Internet banking si conferma il canale digitale preferito (per il 63% degli investitori), il mobile si sta velocemente affermando tra le abitudini di questi clienti: il 32%, infatti, opera in mobilità portando con sé la banca ovunque vada, accedendo ai servizi attraverso dispositivi mobili quali smartphone e tablet (la percentuale era del 6% nel 2012).

Cliente cerca anche un dialogo pi diretto e personalizzato con la banca

Premio “Finanza per il Sociale”: proroga al 15 novembre | [20/09/2018]

(20 settembre 2018) ​Tema del concorso, le sfide dell’educazione finanziaria a sostegno della ripresa. L’iniziativa, che si rivolge ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, ha il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e si inserisce nell’ambito del “Mese dell’Educazione Finanziaria”.

​Prorogati i termini per concorrere al Premio ABI-FEDUF-FIABA “Finanza per il sociale”. Con elaborati pubblicati o trasmessi entro il 15 novembre, si potrà partecipare alla quarta edizione del premio “Finanza per il sociale”, l’iniziativa per giovani studenti in giornalismo, promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana), FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche).
Il premio si inserisce così nell’ambito del “Mese dell’Educazione Finanziaria”, l’iniziativa promossa dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria che si svolgerà per tutto il mese di ottobre. Il premio ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
L’iniziativa punta a sostenere l’impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria per il Paese. Destinatari del concorso i giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, interessati a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un momento storico in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituiscono un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili. L’iniziativa, promossa nell’ambito della XVI edizione del FIABADAY – Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche, rientra nell’ambito dell’impegno pluriennale del mondo bancario sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale.
Particolare attenzione è rivolta quest’anno all’inclusione finanziaria dei cittadini in situazioni di fragilità sociale. Tema del premio della quarta edizione è infatti “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale. Sfide e prospettive formative per le fasce più vulnerabili della popolazione”. Il rafforzamento delle competenze finanziarie di tutte le fasce della popolazione, a partire da quelle più vulnerabili, può contribuire a rafforzare la capacità di fronteggiare situazioni complesse e di esclusione sociale, e di investire nel futuro. Favorire l’inclusione finanziaria significa sostenere opportunità di crescita e di sviluppo e, al tempo stesso, quella sostenibilità economica e sociale che è fondamento della ripresa.

Modalità di partecipazione
Sarà premiato il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il tema del concorso. Informazioni e strumenti utili per sviluppare gli elaborati potranno essere reperiti consultando il sito www.curaituoisoldi.it, il nuovo portale sull’educazione finanziaria realizzato da FEDUF in collaborazione con le Associazioni dei consumatori. L’elaborato vincitore sarà pubblicato sul sito dell’ABI www.abi.it, sul sito www.curaituoisoldi.it di FEDUF, e sul sito di FIABA www.fiaba.org.
La partecipazione è gratuita. Possono concorrere i praticanti e gli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, autori di articoli in lingua italiana o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. Possono concorrere anche elaborati firmati da più autori. Con la proroga dei termini, ogni concorrente, o gruppo di concorrenti, potrà partecipare con un solo articolo/servizio, pubblicato o trasmesso nel periodo compreso tra il 1° novembre 2017 e il 15 novembre 2018.
L’elaborato in concorso dovrà essere spedito entro il 22 novembre 2018 per e-mail, indicando come oggetto la dicitura “Premio Finanza per il Sociale IV Edizione” a [email protected]  o per posta all’indirizzo FIABA – Premio Giornalistico “Finanza per il Sociale”, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 29 novembre 2018.

La proclamazione del vincitore avverrà nell’ambito della XVI edizione del FIABADAY.
Per maggiori informazioni riguardanti le modalità di partecipazione è possibile consultare e/o scaricare il bando di concorso con relativo regolamento dal sito internet www.abi.it  e www.fiaba.org  o richiederle ai seguenti contatti: la Segreteria Organizzativa del Premio al numero 06 43400800, e-mail [email protected] ; l’ufficio Rapporti con la stampa dell’ABI e-mail [email protected] ; l’Ufficio Stampa FEDUF e-mail [email protected] .
  

 

Prorogato il termine per partecipare alla quarta edizione dell’iniziativa

Si consolida l’utilizzo del Mobile banking | [08/09/2018]

​(8 settembre 2018) 8 milioni i clienti attivi da Mobile nel 2017, in crescita del 68% rispetto all’anno precedente. Nel Rapporto annuale di ABI Lab il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità della banca in “mobilità”.

F​orte impennata degli utenti attivi che operano in “mobilità” da Smartphone e da Tablet: circa 8 milioni nel 2017, con una crescita del 68% sull’anno precedente. A guidare il trend i clienti da Smartphone (+51%). È quanto emerge da un’indagine contenuta nel settimo Rapporto annuale realizzato da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del Mobile Banking.

L’offerta di Mobile banking
Secondo lo studio ABI Lab, la spinta innovativa e tecnologica della “Banca a portata di mano” parte soprattutto da applicazioni (app) sempre più apprezzate dal mercato, basti pensare che nel 2017 quelle scaricate sono state 3.449.767 per Smartphone. Tutte le banche offrono servizi tramite app per Smartphone con sistemi operativi iOS e Android, per il Tablet, invece, la quota di banche che li offrono si attesta all’89%. Più ridotta la percentuale di banche che offrono app anche per i dispositivi con il sistema operativo Windows (61% per Smartphone e 35% per Tablet) e Blackberry (6% per i soli Smartphone). Meno della metà delle banche rispondenti offre servizi per i Wearable Device (oggetti indossabili in grado di connettersi e interagire con persone o oggetti anche attraverso la rete Internet).  Mediamente ogni banca/ gruppo bancario offre 3 app.
Per quanto riguarda i servizi offerti, accanto alle funzionalità base del banking, sono molto diffusi i servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading) segnalati dal 78% delle banche, servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), offerti dal 67% e funzionalità di gestione della spesa (39%). Le diverse funzionalità possono essere offerte in un’unica app di riferimento oppure con app ad hoc per un determinato servizio: gli esempi più evidenti sono il borsellino elettronico, ossia il cosiddetto mobile wallet, offerto dal 28% delle banche rispondenti, e il Mobile POS (pagamenti elettronici con carte di credito o debito collegando il dispositivo mobile al POS), segnalato dal 17% delle banche; entrambe le funzionalità sono prevalentemente gestite con un’app aggiuntiva a quella “classica” di mobile banking.

Gli investimenti sul Mobile
La forte attenzione del mondo bancario per il Mobile trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate per il 2018. Infatti, l’indagine sottolinea che il 67% delle banche ha segnalato una crescita degli investimenti e di queste l’11% ha registrato un forte aumento. Tra i benefici più significativi già ottenuti con il Mobile, in cima alla classifica troviamo l’incremento del valore del brand e il miglioramento della esperienza d’uso (per il 74% delle banche rispondenti). A seguire i ricavi derivanti dalla fidelizzazione dei clienti (per il 62%) e i ricavi da nuovi clienti (per il 44%).

Focus di ABI Lab sullo sviluppo e sulle potenzialit della banca in mobilit

Accordo ABI-Commissario Ricostruzione Sisma 2016 | [06/09/2018]

​(6 settembre 2018) È stato siglato a Roma dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione in Centro Italia, Paola De Micheli, e dal Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, l’accordo per la concessione di anticipi bancari alle imprese edili e ai professionisti impegnati nella ricostruzione edilizia nel cratere del terremoto del 2016 e 2017.
 

​Nell’accordo sono stabilite modalità e condizioni alle quali imprese edilizie e professionisti possono ottenere dalle banche l’anticipo del pagamento dei lavori di ricostruzione ad essi affidati.
Il rimborso di tali finanziamenti procederà secondo gli stati di avanzamento dei lavori, man mano che i soggetti anzidetti riceveranno il relativo pagamento attraverso i contributi pubblici previsti per la ricostruzione.
“Una misura importante che abbiamo definito – afferma il Commissario Straordinario, Paola De Micheli – ancora una volta grazie alla collaborazione del sistema bancario italiano. L’accesso ai finanziamenti offrirà a imprese e professionisti un importante sostegno economico in grado di dare anche ulteriore impulso al processo di ricostruzione in Centro Italia. In questi mesi abbiamo adottato diversi provvedimenti con l’obiettivo di velocizzare l’avvio dei cantieri del terremoto, l’accordo con ABI è un ulteriore passo in questa direzione e un esempio virtuoso di collaborazione fra istituzioni pubbliche e private”.
Giovanni Sabatini evidenza la “conferma dell’impegno delle banche per favorire la ricostruzione in tempi rapidi dei territori colpiti dal terremoto del 2016, così come in tutti gli eventi calamitosi in cui siamo intervenuti a favore di famiglie e imprese in stretta collaborazione con le Istituzioni. L’accordo sottoscritto oggi rende più facile per le imprese e i professionisti ottenere dalle banche l’anticipazione dei contributi pubblici”.

 

Siglata intesa tra ABI e Commissario straordinario per la ricostruzione

La digitalizzazione dei pagamenti passa anche per gli assegni | [01/09/2018]

​(1° settembre 2018) Nell’ambito del processo di digitalizzazione del Paese anche gli assegni si adeguano. Ciò grazie alla nuova procedura denominata “Check Image Truncation” (CIT) che trasforma gli assegni, una volta versati in banca, in un documento digitale.

​L’assegno digitale sostituisce l’assegno originale cartaceo ed ha piena validità ad ogni effetto di legge, riducendo i rischi operativi legati al suo scambio materiale e lavorazione manuale.
La CIT non incide sulle modalità di utilizzo e versamento degli assegni da parte dei clienti: l’emissione e la circolazione degli assegni rimangono infatti in forma cartacea, e il versamento avviene presso gli sportelli delle agenzie o presso gli ATM multifunzione come previsto da ciascuna banca.
Dal 9 luglio 2018 la CIT è l’unica procedura utilizzabile dalle banche per il pagamento degli assegni.

Le 4 cose da sapere e a cui fare attenzione

1) Quando si emette l’assegno o quando lo si riceve, è importante verificare che esso sia completo di tutti gli elementi obbligatori: 1. luogo e data di emissione; 2. importo in lettere e in cifre; 3. nome del beneficiario; 4. firma del correntista che emette l’assegno bancario (cosiddetta firma di traenza) o della banca che emette l’assegno circolare. Gli assegni privi di uno di questi requisiti non sono regolari, non possono essere incassati con la nuova procedura CIT e devono essere nuovamente emessi.
Da non dimenticare, inoltre, che sugli assegni di importo pari o superiore a 1.000 euro deve essere presente la clausola “non trasferibile”, solitamente già presente sui moduli di assegni rilasciati dalla banca o da apporre a mano, a cura del correntista, qualora non presente su moduli di assegni “vecchi” e non ancora utilizzati, per non incorrere in sanzioni.

2) Per facilitare il processo di digitalizzazione dell’assegno e il suo incasso, è opportuno:

  • compilare l’assegno con una scrittura quanto più possibile chiara e comprensibile;
  • apporre le firme di traenza e di girata, gli eventuali timbri e le altre informazioni rilevanti negli spazi appositi, evitando che i vari dati si sovrappongano e diventino difficilmente leggibili;
  • custodire con cura l’assegno, evitando che si danneggi o si consumi.

Qualora non sia possibile per la banca creare una immagine digitale valida, l’assegno è sottoposto ad un processo di lavorazione più lungo, di cui il cliente viene informato tempestivamente dalla propria banca.

3) Se un assegno non viene pagato, la banca non restituisce al cliente l’assegno cartaceo originario (privo di valenza giuridica e che può essere distrutto una volta che la banca ha generato l’immagine digitale), bensì una copia cartacea conforme al documento elettronico con le informazioni relative al mancato pagamento. Le banche rilasciano una sola copia cartacea conforme che può essere utilizzata dal cliente al posto dell’originale cartaceo.

4) È sempre bene diffidare di chi chiede di inviare la fotografia di un assegno per completare un acquisto, magari a distanza o sul web. Gli assegni continuano a circolare in modalità cartacea e sono le banche a creare le immagini digitali. Spesso la richiesta di foto di assegni nasconde tentativi di truffa.
 

Nuova procedura denominata Check Image Truncation (CIT)

Crollo Genova: decisa sospensione rimborso mutui | [29/08/2018]

​(29 agosto 2018) Il Direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini, rende noto che è stata decisa la sospensione del rimborso dei mutui collegati al tragico evento del ponte di Genova, fino al perdurare dello stato di emergenza.

​La decisione è stata assunta sia in via autonoma da alcune banche sia in termini più generali attraverso una apposta ordinanza della Protezione civile del 20 agosto, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 22 agosto.
L’ordinanza da attuazione all’accordo stipulato da ABI, dalle Associazioni dei consumatori e dalla Protezione civile nel 2015 proprio per contribuire far fronte tempestivamente ad eventi calamitosi.
Le banche possono valutare l’adozione di ulteriori misure per venire incontro alle esigenze dei cittadini colpiti dal drammatico evento.
 

Il Direttore generale ABI: decisa la sospensione rimborso mutui

In Europa servono politiche per la crescita degli investimenti | [20/08/2018]

(20 agosto 2018) ​E’ stato pubblicato il nuovo numero dei Temi di Economia e Finanza (TEF) prodotti dall’Ufficio Analisi Economiche dell’ABI

​Lo studio si propone di osservare gli effetti sull’evoluzione del credito bancario erogato alle imprese indotti dalla dinamica dell’economia, le cessioni degli NPL e l’evoluzione demografica del comparto industriale italiano ed europeo. Inoltre, viene analizzata la relazione tra le condizioni finanziarie delle imprese europee e la dinamica del credito bancario.
L’analisi evidenzia che tenendo conto della dinamica del ciclo economico, dell’attività di cessione degli NPL dai bilanci bancari e della variazione demografica delle imprese, la disponibilità del credito bancario per le imprese risulta molto superiore a quanto emergerebbe dalla semplice analisi della variazione dei dati grezzi relativi ai volumi di credito, sia in Italia che in Europa. In particolare, lo studio evidenzia i riflessi sulla domanda di credito bancario dell’evoluzione demografica delle imprese dell’ultimo decennio. In questi due lustri di crisi il numero di imprese si è infatti ridotto significativamente ed è del tutto evidente che, a parità di ogni altra condizione, un numero inferiore di società determina una riduzione complessiva della domanda di prestiti bancari, che si traduce in un minore stock di crediti in circolazione senza che ciò implichi una riduzione del credito concesso dal settore bancario alle singole imprese.
Per quanto riguarda invece i nessi tra la dinamica del credito bancario alle imprese e le condizioni finanziarie delle imprese stesse, l’analisi segnala il ruolo cruciale svolto da quest’ultima variabile nello spiegare la flessione degli impieghi bancari nell’ultimo decennio. In dettaglio, lo studio mostra il significativo miglioramento della situazione finanziaria delle imprese europee a partire della crisi finanziaria del 2008-2009. Nel complesso, le condizioni finanziarie delle imprese di tutti i principali paesi europei si sono, infatti, mosse da una situazione di disavanzo – in cui i ricavi della gestione risultavano insufficienti a finanziare sia le spese correnti (salari, oneri finanziari, tasse, etc..) sia quelle in conto capitale (investimenti in primis) – ad una di avanzo strutturale. Le stime econometriche dell’Ufficio Analisi Economiche dell’ABI confermano che il miglioramento delle condizioni finanziarie delle imprese si è tradotto in una minore richiesta di finanziamenti esterni, inclusi i prestiti bancari.
E’, dunque, anche a questo fattore che va ricondotta la minore domanda, nel corso della crisi, del credito bancario da parte delle imprese, nello studio espresso dal rapporto tra prestiti e valore aggiunto prodotto dalle stesse imprese (ovvero dall’input di credito bancario per unità di prodotto delle imprese). Questa evidenza è confermata, in particolare, per le società non finanziarie francesi, italiane e spagnole, mentre non sembra aver influenzato in modo significativo le scelte delle imprese tedesche, che strutturalmente presentano ampia liquidità. Facendo riferimento ai dati del primo semestre del 2017, si stima che la posizione finanziaria delle imprese spieghi oltre l’80% delle variazioni dell’input di credito osservate nei singoli paesi in confronto con la media europea. In particolare, a tale causa sono attribuibili rispettivamente l’80% e l’85% della contrazione del rapporto tra credito e valore aggiunto registrata per le imprese spagnole e italiane rispetto alla media europea e tutto l’incremento relativo delle imprese francesi.
In prospettiva, sono auspicabili politiche europee volte a stimolare gli investimenti, che troverebbero supporto nell’ampia liquidità delle imprese e nelle favorevoli condizioni di offerta del credito. Il combinato disposto di questi due elementi contribuirebbe al consolidamento della ripresa dei volumi e della qualità del credito bancario erogato alle imprese europee.

Pubblicato il nuovo numero prodotto dallUfficio analisi economiche dellABI

Online le ’pillole’ informative sui mutui casa | [18/08/2018]

(18 agosto 2018) ​La sesta tappa dell’iniziativa per rafforzare la consapevolezza dei cittadini sul tema dei mutui, attraverso la pubblicazione periodica di brevi contributi video

​È online la sesta ‘pillola’ video dedicata ai mutui per l’acquisto o la ristrutturazione della casa. Si completa così il percorso formativo e informativo lanciato dall’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, per chi vuole acquistare casa e per chi è già titolare di un mutuo. Obiettivo dell’iniziativa è contribuire a rafforzare la conoscenza e la consapevolezza dei cittadini rispetto ai finanziamenti per la casa e sulle diverse opportunità messe a disposizione, per scegliere quella più in linea con le proprie esigenze.
L’iniziativa si è sviluppata attraverso la pubblicazione periodica di ‘pillole’ video. Un’azione di sensibilizzazione che l’ABI ha promosso per ricordare le fasi riguardanti la stipula del contratto di mutuo, da quelle antecedenti sino a quelle successive, seguendo idealmente le possibili esigenze conoscitive dei mutuatari o di chi è interessato ad accedere a questo tipo di finanziamento.  
Attraverso un linguaggio semplice e accessibile, nei video vengono affrontati i principali quesiti e aspetti che occorre considerare prima di richiedere il mutuo, e sul processo da seguire per ottenere il prestito, utili per acquisire una maggior dimestichezza con alcuni specifici momenti tecnici che caratterizzano questa fase. Particolare attenzione, inoltre, è dedicata alle misure a sostegno dei mutuatari in difficoltà. I successivi approfondimenti, in chiusura di questo percorso, sono dedicati alle opportunità a disposizione del mutuatario per sostituire o estinguere anticipatamente il mutuo, o per modificarne le condizioni.
L’iniziativa di sensibilizzazione si inserisce nell’ambito del Progetto ‘Trasparenza Semplice’, avviato da ABI con le Associazioni dei Consumatori per promuovere attività destinate a favorire una più efficace semplificazione e accessibilità delle informazioni, a supporto del dialogo tra banche e clienti. 
Sul sito internet dell’Associazione Bancaria, www.abi.it, è possibile accedere ai contributi video pubblicati nell’ambito dell’iniziativa.
 

Sesto video dedicato allacquisto o alla ristrutturazione dell’abitazione

Per famiglie e pensionati nasce il Conto corrente di base | [11/08/2018]

​(11 agosto 2018) Si consolida l’inclusione finanziaria di famiglie e pensionati con reddito limitato, grazie anche alle ultime novità legislative introdotte in materia di gestione del risparmio e pagamenti

​Con l’entrata in vigore del decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, che segue e completa il recepimento in Italia della direttiva europea in materia di conti di pagamento (PAD), si amplia la platea di coloro che possono accedere gratuitamente a un conto con caratteristiche di base.
Il conto di base è uno strumento, rivolto principalmente a clienti con esigenze finanziarie e operatività limitate e pensato per agevolare le fasce economicamente più fragili della popolazione, con il quale è possibile effettuare un numero definito di operazioni sia in entrata sia in uscita a fronte di un canone annuale omnicomprensivo o gratuito a determinate condizioni.  
L’iniziativa era stata anticipata dall’Italia già dal 2012: allora era stato introdotto il conto di base, con Convenzione tra Banca d’Italia, Mef, ABI, Poste e Associazione italiana istituti di pagamento e di moneta elettronica (AIIP). Le novità introdotte dal decreto ampliano la platea delle persone che possono accedere al conto di base gratuito e prevedono una semplificazione del conto di base per i pensionati. 
Il conto corrente di base si inserisce tra le iniziative di promozione di strumenti di pagamento più efficienti per favorire una più ampia inclusione finanziaria e sociale.

Cosa cambia
Nello specifico, per i cittadini cambiano i livelli minimi ISEE per accedere al conto corrente di base senza spese e senza imposta di bollo (da 8.000 a 11.600 euro). Viene inoltre introdotto un aumento del numero di operazioni annue gratuite previste per gli aventi diritto a trattamenti pensionistici fino all’importo lordo annuo di 18.000 euro.

Come si accede al conto di base
Possono richiedere un conto di base tutti i consumatori soggiornanti legalmente in uno Stato membro dell’Unione europea, compresi i consumatori senza fissa dimora e i richiedenti asilo. Il conto è offerto senza spese e senza imposto di bollo ai cittadini aventi un Isee inferiore a 11.600 euro (certificato entro il 31 maggio di ogni anno) e i pensionati con assegno Inps non superiore ai 18.000 euro annui lordi. 

Le operazioni incluse
Il pacchetto di operazioni comprende ogni anno: un rilascio, sostituzione e rinnovo della carta di debito, 6 prelievi di contanti agli sportelli tradizionali (12 nel conto riservato ai pensionati), prelievi illimitati allo sportello automatico se effettuati in una qualsiasi postazione del proprio prestatore di servizi di pagamento, 12 prelievi (6 nel conto per i pensionati) allo sportello elettronico di altre banche, addebiti diretti Sepa illimitati, 36 pagamenti (illimitati nel conto riservato ai pensionati) ricevuti con bonifici Sepa (inclusi stipendi e pensioni), 12 pagamenti ricorrenti (6 per i pensionati) e 6 non ricorrenti (servizio non incluso nel conto per i pensionati) effettuati tramite bonifico Sepa con addebito in conto, 12 versamenti di contanti e assegni (6 per i pensionati), una comunicazione sulla trasparenza e 4 invii di estratti conto e informative periodiche, un numero illimitato di pagamenti con la carta di debito.

 

Rivolto principalmente a famiglie e pensionati con reddito limitato

Al via TFI, la Task force Fintech Innovation di ABILab | [04/08/2018]

(4 agosto 2018) Il laboratorio tecnologico dell’Associazione bancaria italiana, ABILab, lancia TFI la Task force Fintech Innovation​​​

​Con l’obiettivo di

  • identificare e promuovere azioni che possano accelerare l’innovazione tecnologica nel settore finanziario;
  • costituire e abilitare un forum di confronto con tutti gli attori dell’ecosistema bancario e fintech;
  • approfondire con un osservatorio dedicato tutte le principali innovazioni fintech italiane e internazionali.

 

Il legame tra banche e fintech è ormai solido. In Italia più di 6 banche su 10 lavorano in una logica di partnership con aziende fintech. Le prospettive sono peraltro sempre più europee. È quindi necessario sviluppare specifiche azioni in ambito italiano che promuovano l’innovazione in modo sinergico a quanto viene definito in Europa. Nel nuovo quadro normativo, occorre ridurre il rischio di incorrere in arbitraggi normativi tra nazioni, senza però generare inutili e controproducenti restrizioni all’innovazione. Nelle banche è forte l’attenzione al ruolo delle funzioni di compliance per garantire l’aderenza di tutte le innovazioni generate dall’organizzazione rispetto al quadro normativo vigente.Per consentire un’accelerazione dell’innovazione in banca è importante un dialogo efficace tra banca, fintech e Autorità competenti. Ne nascerebbero opportunità di semplificazione e aggiornamento del quadro normativo in linea con il dinamismo del mercato.La tecnologia è chiamata a rispondere con sempre maggiore efficacia ai principi di solidità e sicurezza, dotandosi di modalità operative e processi di governo che permettano di tutelare e valorizzare i propri asset distintivi, come il patrimonio di dati e informazioni, tenendo anche in considerazione l’evoluzione del contesto normativo, la costante pressione sugli aspetti economici, le opportunità di razionalizzazione ed efficientamento introdotte dalle nuove tecnologie.

  • La spesa in Information and Communications Technology (ICT) per il settore bancario ha raggiunto i 4,75 miliardi di euro.
  • Dall’ultima indagine di ABI Lab sulle priorità di investimento, il budget ICT per il 2018 è in aumento, rispetto allo scorso anno, per circa il 60% delle realtà intervistate, mentre nel 27% dei casi si mantiene costante.

Obiettivo accelerare linnovazione tecnologica nel settore finanziario