Ivass e Ania aderiscono al CERTfin | [15/12/2018]

​(15 dicembre 2018) Ivass e Ania aderiscono al CERTFin, la struttura altamente specializzata sulla cybersecurity costituita da Banca d’Italia, ABI e Consorzio ABI Lab per rafforzare la collaborazione contro le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale, garantendo una sempre maggiore sicurezza degli operatori del mondo bancario, assicurativo e finanziario italiano e dei servizi digitali offerti a famiglie, imprese e PA
 

​È quanto stabilito dalla convenzione firmata dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dal Presidente dell’IVASS, Salvatore Rossi, dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, dal Direttore generale dell’ANIA, Dario Focarelli e dal Presidente di ABI Lab, Pierfrancesco Gaggi, ad integrazione dell’accordo sottoscritto alla fine del 2016 per costituire il CERTFin. La nuova convenzione prevede, tra l’altro, l’ingresso di IVASS ed Ania nel Comitato Strategico a cui sono affidate le decisioni di indirizzo dell’organismo.
Basato sul principio della cooperazione tra pubblico e privato, il CERTFin ha il compito di innalzare la capacità di gestione dei rischi cyber degli operatori bancari, assicurativi e finanziari e la cyber resilience del settore finanziario italiano, attraverso il supporto operativo e strategico alle attività di prevenzione, preparazione e risposta agli attacchi informatici e agli incidenti di sicurezza.
Inoltre viene svolta un’attenta attività di raccolta di dati, indicazioni e segnalazioni e di analisi dei principali fenomeni connessi all’universo della cybersecurity che possono avere impatto sul settore, consentendo l’efficiente e tempestivo scambio di informazioni tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia. Basti pensare che, dall’avvio della sua attività nel 2017, l’organismo ha già inviato oltre 2200 segnalazioni relative a più di 1800 fenomeni rilevati e analizzati.
In linea con la Strategia Nazionale in tema di cybersecurity, il CERTFin svolge anche una funzione di raccordo con tutte le altre iniziative istituzionali avviate nel Paese in tema di sicurezza cibernetica e protezione delle infrastrutture critiche, consolidando la collaborazione e ampliando ulteriormente la rete di interlocutori istituzionali e di esperti a livello nazionale e internazionale.
La partecipazione al CERTFin è aperta a tutti gli operatori del settore bancario assicurativo e finanziario: fino ad oggi sono 47 quelli che hanno già aderito all’iniziativa, 10 dei quali partecipano anche ad un “Team Virtuale” creato ad hoc per approfondire i principali fenomeni rilevati a vantaggio di tutto il settore.
 

Convenzione firmata da Banca d’Italia, ABI e ABIlab

Accordo Banca d’Italia/ABI per la sicurezza informatica | [15/12/2018]

(20 dicembre 2016) ​Nasce il CertFin, il nuovo organismo altamente specializzato nella cybersecurity del settore bancario e finanziario, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale.
 

​La Banca d’Italia, l’Associazione bancaria italiana e il Consorzio ABI Lab hanno firmato oggi a Roma una convenzione per rafforzare la collaborazione sulla cybersecurity. L’obiettivo è garantire una sempre maggiore sicurezza degli operatori del mondo bancario e finanziario italiano e dei servizi digitali offerti a famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione.
L’accordo – sottoscritto dal Direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini e dal Presidente di ABI Lab, Pierfrancesco Gaggi – prevede la realizzazione di un Cert (Computer emergency response team), ossia di una struttura altamente specializzata, dedicata al settore finanziario italiano, che avrà l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale.
Il nuovo organismo si chiamerà CertFin e sarà basato sul principio della cooperazione tra pubblico e privato. Il CertFin avrà il compito di raccogliere dati, indicazioni e segnalazioni e analizzare tutti i fenomeni connessi all’universo della cybersecurity, consentendo l’efficiente scambio di informazioni tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia e, allo stesso tempo, offrendo loro una serie di strumenti e servizi utili per rafforzare ulteriormente i presidi di sicurezza.
 Grazie all’attività del CertFin sarà possibile rendere ancora più tempestiva e omogenea la circolazione delle informazioni sugli eventi e sui fenomeni che riguardano la sicurezza informatica e rafforzare la “cyber-intelligence” del settore bancario e finanziario, con conseguenti impatti positivi per l’intero Sistema Paese.
Inoltre, già a partire da gennaio, il CertFin metterà gradualmente a disposizione della comunità bancaria e finanziaria una serie di servizi, con l’obiettivo di completare entro due anni l’erogazione di tutti quelli previsti dagli standard internazionali.
In linea con il Quadro Strategico nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico, il CertFin svolgerà anche una funzione di raccordo con tutte le altre iniziative istituzionali avviate nel Paese in tema di sicurezza cibernetica e protezione delle infrastrutture critiche, consolidando la collaborazione e ampliando ulteriormente la rete di interlocutori istituzionali e di esperti a livello nazionale e internazionale.
La partecipazione al nuovo organismo sarà aperta a tutti gli operatori del settore: banche, prestatori di servizi di pagamento, intermediari finanziari, infrastrutture e società di mercato, gestori di infrastrutture tecnologiche e di rete, soggetti assicurativi e altre autorità di settore. Le decisioni strategiche e di indirizzo del CertFin saranno affidate a un Comitato Strategico presieduto dalla Banca d’Italia e dall’ABI, mentre i servizi saranno coordinati da una direzione operativa gestita dal Consorzio ABI Lab e messi a disposizione dei partecipanti su base cooperativa, grazie al coinvolgimento degli operatori finanziari italiani.

Convenzione firmata da Banca d’Italia, ABI e ABIlab

Outlook ABI-Cerved: nel 2018 sofferenze ancora in calo | [14/12/2018]

(14 dicembre 2018) ​Per il secondo anno consecutivo, nel 2018 sono diminuite decisamente le sofferenze accumulate dalle banche italiane (-39% circa in termini netti), con un calo di 25 miliardi rispetto a settembre 2017. Ciò è stato favorito, da un lato, da operazioni di dismissione degli NPLs da parte delle banche e, dall’altro, dalla confermata riduzione dei nuovi flussi di crediti in sofferenza. Di pari passo sono diminuiti i crediti deteriorati, cioè scaduti o con alte probabilità di non essere saldati

L’andamento positivo è dovuto soprattutto ai miglioramenti registrati nelle imprese: il tasso di deterioramento per le società non finanziarie, che descrive la quota di crediti in bonis passati allo status di deteriorati, è sceso dal 3,4% dell’ultimo trimestre 2017 al 2,8% del terzo trimestre 2018 (era il 4% nel terzo trimestre 2008). Tale riduzione è stata in parte spinta dalla congiuntura economica favorevole, ma anche dalla più attenta selezione nella concessione del credito alle imprese.
 Queste le principali evidenze emerse dal nuovo Outlook ABI-Cerved sulle sofferenze delle imprese (edizione di dicembre 2018 con dati aggiornati al 30 settembre 2018), che grazie alle nuove informazioni sui bilanci, sui default e sullo scenario macroeconomico aggiorna i dati 2017, fornisce stime per il 2018 e previsioni per il biennio 2019-20.
Nel 2018 è anche proseguito il calo dei tassi di ingresso in sofferenza: dal 2,8% del 2017 al 2,4% (dato stimato) del 2018, con una diminuzione che ha riguardato tutte le dimensioni di impresa, tutti i settori economici e tutte le aree territoriali. Le previsioni elaborate in base ai modelli ABI-Cerved indicano che la discesa proseguirà anche nel prossimo biennio in tutta l’economia, anche se a ritmi più lenti rispetto a quanto previsto nel precedente Rapporto di febbraio 2018: nel 2020 l’incidenza delle nuove sofferenze si attesterà al 2,1%, con tassi vicini ai livelli pre-crisi per le società con almeno 10 addetti, per quelle che operano nell’industria (in particolare le aziende manifatturiere di piccole e medie dimensioni) e quelle localizzate al Nord. Le microimprese, le società del Centro-Sud e quelle di costruzioni, comunque, si allontaneranno dai picchi di rischio raggiunti in piena crisi.
“Anche nel caso di un peggioramento del quadro economico, nel breve termine ci aspettiamo effetti limitati sulle nuove sofferenze originate da crediti alle imprese. Questo – commenta Gianandrea De Bernardis, Amministratore Delegato di Cerved – grazie al rafforzamento dei fondamentali delle aziende, che abbiamo osservato da qualche anno e alla più attenta selezione del credito operata dalle banche dopo la crisi”.
“I dati presentati oggi confermano che non si arresta il miglioramento della qualità dell’attivo delle banche operanti in Italia: non solo la percentuale dei crediti che nel corso dell’anno migra da bonis a NPL si è ormai ridotta sotto i livelli pre-crisi, ma nel prossimo biennio ci si attende un’ulteriore contrazione anche dei flussi di nuove sofferenze”. È questo, in sintesi, il giudizio di Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI, che sottolinea che “questo processo è strettamente collegato alla dinamica dell’economia nazionale, che pur in un quadro di revisioni al ribasso, è attesa mantenersi su tassi di variazione positiva anche nel prossimo biennio. La crescita è, dunque, un fattore chiave, su cui occorre il massimo impegno di tutti.” 
Le sofferenze bancarie originate da crediti concessi a imprese Nel 2018 è dunque proseguito il calo dello stock di sofferenze accumulate dalle banche italiane. Dagli ultimi dati disponibili (settembre 2018) lo stock si attesta sui 120 miliardi lordi (-30,7% su base annua), con una diminuzione marcata nei crediti originati dalle imprese (-31,1%). Le sofferenze nette, che tengono conto delle rettifiche già contabilizzate dalle banche e che esprimono il vero rischio residuo nei bilanci bancari, si collocano addirittura sotto i 40 miliardi (-39,4% rispetto ai 66 di settembre 2017 e -55% rispetto al picco di novembre 2015). Questi miglioramenti riflettono la positiva dinamica dei tassi di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie: in termini di importi, dal 3,4% di metà 2017 al 2,6% del secondo trimestre 2018; in termini di numero di prestiti, dal 3,3% al 2,6%. Seppure il tasso di ingresso in sofferenza rimane su livelli più elevati di quelli pre-crisi (1,5% nel 2008), va sottolineato che il flusso del complesso dei crediti che entrano nello stato di deterioramento è invece ormai sceso al di sotto dei valori del 2008. Ciò sembra indicare che ci si trova in una fase di coda del processo di deterioramento del credito – in cui secondo consuetudine i crediti scaduti (al netto di quelli che rientrano in bonis) si trasformano gradualmente in sofferenze, mentre si riduce il flusso di crediti vivi che entrano nello stato di insolvenza (sotto forma di crediti scaduti o di inadempienza probabili). Nel complesso si tratta dunque di uno scenario positivo. In particolare, in base alle stime, nel 2018 il volume di nuove sofferenze originate da crediti a imprese dovrebbe attestarsi a 14 miliardi di euro, -25,8% rispetto ai 19 del 2017 e circa un terzo del massimo storico toccato nel 2013 (40). In netta discesa anche il numero di prestiti in sofferenza: il dato stimato per il 2018 si aggira intorno ai 15 mila, -18% sul 2017 e -45% sul  2014. I dati ufficiali sulle nuove sofferenze comprendono dettagli per area geografica, settori produttivi e taglio del credito erogato dalle banche, ma non per dimensione di impresa. Abi e Cerved hanno stimato questi indicatori sulla base degli ‘score’ individuali di rischio che Cerved elabora per le società italiane. Dal 2017 i tassi di ingresso in sofferenza sono diminuiti in tutte le fasce dimensionali e nel 2018 il trend è proseguito, anche se meno marcatamente: nelle micro e piccole imprese sono stimati al 2,6% e all’1,9% (dal 3% e 2,2% dell’anno prima), nelle medie e grandi si aggirano rispettivamente sull’1,4% e 1,1% (contro il 1,7% e 1,2%). In tutti i casi si raggiungono o si consolidano tassi equivalenti o inferiori ai valori del 2009.
Le previsioni al 2020
Sulla base di uno scenario macroeconomico che per il prossimo biennio incorpora una crescita dell’economia italiana di poco superiore all’1%, i tassi di ingresso in sofferenza nel prossimo biennio sono previsti in ulteriore calo, anche se a ritmi più lenti di quanto sperimentato nel recente passato, con una riduzione dal 2,4% al 2,3% nel 2019, per poi toccare quota 2,1% nel 2020: un dato in forte diminuzione dal picco del 2016 ma ancora superiore ai livelli pre-crisi (1,7%). Queste previsioni rivedono in leggero peggioramento quelle formulate lo scorso febbraio per il 2019 (2,1%), a riflesso di condizioni macroeconomiche meno favorevoli.
Secondo le previsioni per fascia dimensionale, la discesa continuerà a ritmi maggiori tra le microimprese e le piccole società, mentre tenderà a stabilizzarsi sui livelli minimi dell’ultimo decennio per le grandi aziende. In tutte le fasce dimensionali, nel 2019 i tassi di ingresso in sofferenza risulteranno ancora superiori ai livelli pre-crisi, mentre nel 2020 sono attesi al 2,2% tra le microimprese, all’1,7% tra le piccole, all’1,3% tra le medie e all’1,2% tra le società maggiori. 
Nel 2020 i differenziali di rischio tra settori tenderanno a ridursi per effetto di una convergenza degli andamenti, con tassi di decadimento all’1,8-2% nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi e un netto calo nel settore delle costruzioni (2,5%). Previsioni di maggiore dettaglio indicano che a fine periodo i tassi saranno tornati a livelli analoghi o al di sotto dei livelli pre-crisi in tutto il settore industriale, con la sola eccezione delle microimprese. Anche nelle costruzioni e nei servizi proseguirà il calo.
Nel 2019 tutte le aree geografiche beneficeranno di un diffuso miglioramento; nel 2020 nel Nord saranno quasi recuperati i livelli pre-crisi, mentre nel Centro-Sud si manterrà un divario rispetto ai valori del 2008, seppur in diminuzione rispetto ai picchi degli ultimi anni. Con un tasso di ingresso in sofferenza del 2,9% le società del Mezzogiorno si confermeranno le più rischiose nel 2020, seguite da quelle del Centro (2,6%), del Nord Ovest (1,7%) e del Nord Est (1,6%).

Nel biennio 2018-20 ancora in calo le nuove sofferenze delle imprese

Libretti al portatore: tempo fino al 31 dicembre per estinguerli | [14/12/2018]

(14 dicembre 2018) ​Parte il conto alla rovescia per l’estinzione dei libretti al portatore ancora in circolazione. Il prossimo 31 dicembre, infatti, scade il termine previsto dalla normativa antiriciclaggio per mettersi in regola ed estinguere i libretti al portatore ancora esistenti.

​Per informare e sensibilizzare i clienti su cosa fare in vista della prossima scadenza del 31 dicembre l’ABI invita tutti coloro che sono ancora in possesso di libretti al portatore a recarsi in banca nei prossimi giorni, verificando gli orari degli sportelli della propria filiale di riferimento, per effettuare l’estinzione nei termini previsti dalla legge ed evitare eventuali sanzioni.
Infatti, ai sensi della normativa in vigore sull’utilizzo dei libretti al portatore e contenuta nel Decreto legislativo n. 231 del 2007, aggiornata con il Decreto legislativo n. 90 del 2017, qualora il portatore del libretto si presentasse in banca successivamente al termine del 31 dicembre 2018, la banca sarà obbligata a inoltrare una comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze che potrà applicare una sanzione pecuniaria da un minimo di 250 a un massimo di 500 euro.
L’iniziativa di comunicazione dell’Associazione bancaria italiana è volta a incrementare l’attività di informazione alla clientela e si inserisce nell’ambito dei progetti di sensibilizzazione che l’Associazione ha realizzato, tra cui la brochure “Come utilizzare contanti, assegni, conti e libretti di risparmio o deposito” (disponibile sul sito www.abi.it al link BROCHURE) e un video informativo (VIDEO) che ricordano e illustrano le principali regole contenute nel Decreto legislativo n. 231 del 2007, che disciplina la normativa di prevenzione dei fenomeni del riciclaggio dei proventi da attività criminose e di finanziamento del terrorismo aggiornata con il Decreto legislativo n. 90 del 2017.

C tempo fino al 31 dicembre per estinguerli

Insediata e operativa la Commissione bilaterale nazionale | [12/12/2018]

(12 dicembre 2018) I​nsediata e operativa la Commissione bilaterale nazionale prevista dall’Accordo ABI-Sindacati su politiche commerciali e organizzazione del lavoro dell’8 febbraio 2017 con cui si contribuirà ulteriormente ad indirizzarne, favorirne e monitorarne l’attuazione. Con questo spirito di condivisione e collaborazione, le Parti si sono incontrate oggi a Roma a conferma della priorità di una coerente applicazione dell’Accordo in tutto il settore bancario. 

​In particolare, si è ribadita con convinzione l’importanza dei valori etici cui ispirare i rapporti tra il mondo bancario, il personale e la clientela: valori e principi che l’Accordo pone alla base della riaffermata centralità del settore bancario nel sostegno dell’economia del Paese ed a tutela del risparmio, nell’interesse di famiglie, imprese e territori.
L’Accordo individua, infatti, azioni e comportamenti per favorire lo sviluppo di politiche commerciali equilibrate, rispettose della dignità dei lavoratori, delle esigenze della clientela e delle esigenze di competitività delle imprese bancarie.
Alla luce dell’Accordo 8 febbraio 2017 e del Regolamento del 17 ottobre 2017, alla Commissione compete:

  • acquisire informazioni, diffondere le buone pratiche e eventualmente realizzare iniziative congiunte in materia di politiche commerciali, informazione, formazione e comunicazione, sistemi di incentivazione;
  • interloquire con le commissioni o gli organismi bilaterali di confronto costituiti in sede aziendale o di gruppo;
  • avviare una comune azione allo scopo di accrescere il grado di conoscenza e di consapevolezza delle disposizioni sulle materie oggetto dell’Accordo 8 febbraio 2017, puntando in particolare sulla diffusione della cultura finanziaria etica e responsabile, sull’informazione, sulla formazione, sulla comunicazione, sull’ascolto attivo, sul clima aziendale, sui momenti di dialogo e sulle modalità di monitoraggio e diffusione delle buone pratiche, in un’ottica prioritaria di prevenzione;
  • redigere una relazione annuale relativa alla propria attività ed alle fattispecie esaminate, con il richiamato obiettivo di diffusione delle buone pratiche;
  • concordare criteri e modalità per avviare un’indagine di clima settoriale tramite soggetti terzi di comprovata esperienza e qualificazione, i cui risultati saranno oggetto di analisi da parte della Commissione stessa;
  • svolgere momenti di confronto ove sorgano significative questioni riferite a fattispecie di rilievo, di carattere generale e non relative a singoli casi – da prospettare in forma aggregata e anonima – che non abbiano trovato composizione nelle sedi aziendali o di gruppo, in merito all’applicazione dell’Accordo 8 febbraio 2017. 
  • A conclusione dell’incontro è stato anche stabilito che la prima riunione della Commissione nazionale si terrà immediatamente dopo l’Epifania. In tale occasione saranno tra l’altro avviate le attività per acquisire informazioni sui sistemi di incentivazione e per realizzare un’indagine di clima settoriale attraverso l’individuazione di un soggetto terzo.
    Le Parti nazionali si rivedranno trascorsi due mesi per una prima verifica dell’operatività della Commissione.

    Insediata la Commissione bilaterale nazionale prevista dallAccordo

    Approvazione del “Pacchetto Bancario” | [10/12/2018]

    (10 dicembre 2018) Si è conclusa la fase del Trilogo, con il raggiungimento di un accordo in Ecofin, per l’approvazione del c.d. “pacchetto bancario”.  I passaggi successivi prevedono ora che le nuove misure cosi’ concordate siano consolidate all’interno dei testi delle normative su cui incidono (in particolare CCR/CRDIV e BRRD)

    ​I passaggi successivi prevedono ora che le nuove misure cosi’ concordate siano consolidate all’interno dei testi delle normative su cui incidono (in particolare CCR/CRDIV e BRRD). Il Pacchetto verrà successivamente approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria (probabilmente tra febbraio e marzo) e quindi pubblicato in gazzetta ufficiale (presumibilmente ad aprile o maggio).
    Intensa è stata l’azione dell’ABI che, anche in coordinamento con la Federazione Bancaria Europea, ha portato all’attenzione dei co-legislatori europei temi non solo di interesse nazionale ma anche comuni al mondo finanziario europeo e internazionale.
    Di seguito si illustrano le principali istanze rappresentate dall’ABI che hanno trovato accoglimento:

    • NPLs: un trattamento meno penalizzante ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali delle vendite massicce di NPL operate dalle banche a partire dal 2016, affinché queste vendite, anche sollecitate dal supervisore europeo e nazionale, non finiscano per ripercuotersi negativamente sul calcolo futuro delle esposizioni analoghe in portafoglio delle banche;
    • SMEs Supporting Factor: l’ampliamento del valore delle esposizioni da 1,5 a 2,5 milioni per i finanziamenti operati dalle banche nei confronti delle piccole e medie imprese ai fini dell’applicazione di un minore assorbimento di capitale (c.d. SMEs Supporting Factor). Questo trattamento meno penalizzante era stato introdotto nella CRR nel 2013 in maniera transitoria, quindi per un periodo limitato, e solo per le esposizioni fino a 1,5 milioni.  Appariva assolutamente necessario far sì che questo trattamento di supporto acquistasse natura permanente e fosse anche ampliato, vista l’attuale fase economica di avviata ripresa e la caratteristica specifica dell’economia di molti stati membri, in particolare l’Italia, imperniata sulla piccola e piccolissima industria;
    • Infrastructure Supporting Factor: l’introduzione in via permanente di minori assorbimenti di capitale per i finanziamenti destinati alla realizzazione di infrastrutture, che sono nuno dei settori più nevralgici per la competizione economica dei diversi Stati membri;
    • Finanziamenti garantiti da cessione di una quota di stipendio/pensione: una migliore calibrazione dell’assorbimento di capitale per i finanziamenti garantiti da cessione di una quota dello stipendio/pensione, i quali si caratterizzano per essere una forma di finanziamento poco rischiosa;
    • Software: l’inclusione del valore degli investimenti in software operati dalle banche nel calcolo del rispettivo capitale di vigilanza, che consente di non penalizzare, come altrimenti sarebbe stato, l’ingente trasformazione tecnologica per competere sul mercato attraverso modelli di business ampiamente rinnovati e diversificati;
    • NSFR: l’eliminazione della penalizzazione ai fini del calcolo del coefficiente di liquidita’ di lungo termine (Net Stable Funding Ratio – NSFR) per le operazioni in pronti contro termine che hanno per oggetto titoli a elevata liquidità (come i titoli di stato), penalizzazione prevista dalla originaria proposta della Commissione. La proposta originaria, infatti, avrebbe penalizzato lo scambio di titoli di stato a fronte di liquidità e viceversa (i c.d. “Repo” e “Reverse Repo”), andando a colpire proprio quelle transazioni che oggi, al contrario, garantiscono la liquidità del mercato;
    • Proporzionalità: L’introduzione di una serie di correttivi per far sì che la nuova normativa sia maggiormente improntata a criteri di proporzionalità nei confronti di banche di minor dimensione e complessità operativa. A tal fine si è introdotta una definizione di piccole e meno complesse istituzioni (quelle con totale attivo inferiore a 5 miliardi di euro) nei confronti delle quali l’EBA dovrà decidere una complessiva riduzione di misure di reporting che comporteranno una riduzione dei costi tra il 10 e 20%, nonché un regime semplificato per la gestione della liquidità di lungo periodo (NSFR).
    • Danish compromise: l’estensione ulteriore, fino al 2024, della possibilità per le istituzioni finanziarie non conglomerate di non dedurre dal capitale di vigilanza le partecipazioni in società assicurative, secondo il c.d. “Danish compromise”. Ciò consente alle istituzioni interessate di rimandare ulteriormente un aggravio normativo che si traduce in un forte impatto sul capitale di vigilanza.

    L’attività dell’ABI si è rivolta ovviamente anche a contrastare proposte normative che sarebbero risultati particolarmente penalizzanti per le banche. Ne sono esempi:

    • le modifiche al regime di assorbimento di capitale sui per i portafogli di titoli di stato: il tentativo è stato contrastato con successo in coerenza con le conclusioni del Comitato di Basilea che ha ritenuto non esserci le condizioni per rivedere detto trattamento né anticiparlo in alcune giurisdizioni rispetto ad altre. Nel corso della legislatura analoghi tentativi pur se in altre forme sono stati avanzati anche in altre bozze di normativa (per es. in quella sui Covered Bond);
    • la possibile introduzione di un fattore di penalizzazione, in termini di assorbimenti patrimoniali, per i finanziamenti operati dalle banche per investimenti e/o attività economiche considerati non ecologicamente sostenibili (c.d. “Brown finance” in contrapposizione alla c.d. “Green Finance”);
    • l’introduzione di requisiti di assorbimento patrimoniale piu’ stringenti collegati a fattori, anche attraverso misure di secondo pilastro.

    Con riferimento invece alla parte del pacchetto bancario relativo alla revisione della BRRD ed aspetti collegati alla normativa sulla risoluzione, hanno trovato accoglimento le proposte dell’ABI volte a:

    • introdurre un requisito di maggior proporzionalità che tiene conto del più semplificato modello di business per la definizione del requisito di fondi propri e passivita’ eleggibili ai fini del bail-in (Minimum requirement of own funds and eligible liabilities – MREL);
    • introdurre una clausola di grandfathering che consente di rendere eleggibili ai fini del requisito di MREL tutte le passività/titoli già sul mercato prima dell’entrata in vigore della nuova normativa;
    • differire l’entrata in vigore della nuova normativa al 2024 (con una fase però di verifica intermedia al 2022). 

    Conclusa la fase del Trilogo e raggiunto un accordo in Ecofin

    Dal 2009 misure su sostegno al credito per 491.041 Pmi | [08/12/2018]

    (8 dicembre 2018) Dal 2009 a ottobre 2018 sono state 491.041 le Pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI, per sostenere la disponibilità di credito.

    ​Si è trattato di uno sforzo enorme in un momento in cui l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra.
    Di fronte a questo scenario, per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative indirizzate ai diversi settori economici su tutto il territorio. Iniziative che le banche continuano a confermare a pieno ritmo anche ora nella fase di rilancio dell’economia.

    L’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici concretizzate in cinque fasi:

    • fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà (Avviso comune – agosto 2009);
    • individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (Accordo per il credito alle Pmi – febbraio 2011);
    • assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle Pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive. Si mirava così a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico (Nuove misure per il credito alle Pmi – febbraio 2012). In tal senso è stato anche favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento;
    • riproporre le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle messe in campo con le “Nuove misure per il Credito alle Pmi” per le imprese con una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica riscontrabile, ad esempio per la presenza di uno o più dei seguenti fenomeni: riduzione del fatturato, riduzione del margine operativo rispetto al fatturato, aumento dell’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale. Prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. (Accordo per il credito – luglio 2013).

    Su questa stessa linea l’Accordo per il credito 2015 tra l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese.
    In particolare:
    la formula della sospensione delle rate dei finanziamenti ha riguardato 462.025 per un debito residuo di 126,3 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese pari a 25 miliardi di euro;
    le opportunità di allungamento del piano di ammortamento hanno interessato 29.016 Pmi pari a 8 miliardi di euro di debito residuo.
    Si ricorda che da novembre 2018 l’ABI e le altre Associazioni d’impresa hanno siglato il Nuovo Accordo per il credito 2019, in vigore dall’1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2020, che rinnova le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti alle Pmi, alla luce del nuovo contesto di mercato e regolamentare.
     

    Dal 2009 a ottobre 2018 sono state 491.041 le Pmi beneficiate

    Al via intesa ABILab – Assofintech | [05/12/2018]

    (5 dicembre 2018) ABILab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, e Assofintech, l’Associazione italiana per il fintech e l’insurtech, hanno siglato un Accordo di collaborazione.

    ​“Le parti – si legge nell’intesa – intendono contribuire all’evoluzione della cultura dell’innovazione e stimolare la crescita del Paese dando impulso a livelli pubblici e privati ad ogni attività ed iniziativa finalizzate all’informazione ed alla divulgazione su vasta scala del Fintech per la crescita dell’economia digitale, anche mediante lo sviluppo del crowdfunding, della blockchain e degli strumenti di pagamento in generale”. E ciò anche nello spirito di facilitare una discussione organica sugli aspetti regolamentari del settore.
    Con l’Accordo ABILab e Assofintech si impegnano a promuovere, incoraggiare e veicolare le opportunità della digital economy.

    Sono previste, tra l’altro,

    • attività info-formative volte ad una miglior comprensione del profilo economico e tecnologico delle start-up fintech;
    • azioni dirette allo sviluppo dell’ecosistema banche – fintech;
    • attività congiunte di analisi e studio delle nuove tecnologie e di nuovi modelli nei settori finanziario e assicurativo;
    • azioni mirate all’individuazione di modalità di partnership tra banche e start-up fintech;
    • organizzazione di giornate studio congiunte ed incontri mirati.

     Il mondo bancario italiano guarda con molta attenzione all’innovazione tecnologica. La spesa in Information and Communications Technology (ICT) per il settore bancario ha raggiunto i 4,75 miliardi di euro.

    ABILab
    È il Centro di ricerca e innovazione per la banca, promosso dall’ABI in un’ottica di collaborazione tra banche, aziende e Istituzioni.
    Si propone come strumento operativo di supporto all’interpretazione dei vantaggi derivanti dall’uso delle tecnologie, per l’ottimizzazione dei processi interni e la predisposizione di nuovi prodotti e servizi per la clientela, di cui le banche possano avvalersi in autonomia, nella piena salvaguardia dell’ambito competitivo. Promuove e coordina diverse attività di ricerca, che si svolgono in un contesto di incontro e confronto tra 180 banche e 68 partner tecnologici consorziati.

    Assofintech
    L’Associazione nasce dalla convergenza di diverse iniziative, unite nell’interesse comune di far crescere il sistema Italia e dallo stimolo delle istituzioni nazionali ad avere una controparte che rappresenti in modo coerente e organizzato questo settore appena nato, ma particolarmente effervescente e sempre più pervasivo nelle quotidiane interazioni tra soggetti finanziari, aziende e privati.
    Per questo motivo AssoFintech, che in meno di un anno ha aggregato 120 associati, è aperta a tutti gli attori di questo mondo, fatto da startup, banche, intermediari finanziari, assicurazioni, fondi di venture capital e private equity, business angel, produttori di infrastrutture tecnologiche, di hardware e di software ed esperti e appassionati di tecnologia applicata alla finanza.
     

    Promuovere, incoraggiare e veicolare le opportunit della digital economy

    Moratoria rate e agevolazioni in Accordo per Genova | [04/12/2018]

    (4 dicembre 2019) ​Interventi per favorire le misure del Nuovo Accordo per il credito 2019, in particolare la sospensione rate alle Pmi; possibili facilitazioni bancarie per esigenze di liquidità e nuovi investimenti; collaborazione per stimolare una migliore attivazione delle strumentazioni agevolative delle Amministrazioni pubbliche.

    ​Sono i principali punti dell’Accordo per Genova siglato tra la Commissione regionale ABI Liguria e le Associazioni di rappresentanza delle imprese (Alleanza Cooperative Italiane Genova, Cna Genova, Confartigianato Genova, Confcommercio Genova, Confesercenti Genova, Confindustria Genova) con l’obiettivo di “sostenere l’economia del territorio della città metropolitana di Genova nella delicata fase di transizione fino al ripristino di una rete infrastrutturale adeguata alle esigenze logistiche e distributive di un sistema produttivo evoluto e integrato”.
    In questo senso, la via migliore per ABI Liguria è la piena collaborazione tra il settore bancario e quello imprenditoriale per evitare conseguenze sull’equilibrio finanziario delle imprese e sulle loro prospettive di investimento.

    Nel dettaglio, l’Accordo prevede:

    • misure di sospensione rate e allungamento dei finanziamenti, in base al Nuovo Accordo per il credito 2019, a partire già dall’1 dicembre 2018, con la possibilità di mantenere lo stesso tasso di interesse del contratto originario di finanziamento ed estendere la misura anche alle imprese di maggiori dimensioni rispetto alle Pmi;
    • la possibilità di mettere a disposizione delle imprese dell’area metropolitana di Genova specifiche facilitazioni per rispondere alle esigenze di liquidità, anche connesse all’anticipo delle mensilità aggiuntive dei dipendenti, e nuovi investimenti;
    • azioni congiunte nei confronti delle Amministrazioni pubbliche, nazionali e locali, per integrare e migliorare l’attuale strumentazione agevolativa. 

    “Giungiamo con profonda convinzione alla sottoscrizione di questo Protocollo – ha dichiarato il Presidente di ABI Liguria, Gianluca Guaitani – per dimostrare la rilevante attenzione delle banche del territorio nei confronti delle imprese trovatesi in difficoltà dopo il crollo del Ponte Morandi. L’intento è supportare tutti i settori economici del tessuto produttivo locale”.
     

    Sospensione rate a Pmi, facilitazioni per liquidit e nuovi investimenti

    ABI Lab e R3 partner per piattaforma blockchain Corda | [01/12/2018]

    ​(1 dicembre 2018) ABI Lab ha siglato un accordo di collaborazione con l’azienda di software R3 per sviluppare applicazioni e soluzioni innovative sulla piattaforma di blockchain Corda.

    ​ABI Lab è il Centro di ricerca e innovazione promosso dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Approfondisce, sviluppa e diffonde innovazione nel settore bancario e finanziario attraverso le proprie attività di ricerca e la condivisione di conoscenza sugli aspetti organizzativi e tecnologici.
    Nel 2017 nasce ‘Spunta Project’ per rendere operative le potenzialità e i benefici della blockchain in ambito bancario, mediante l’applicazione di un registro digitale distribuito tra le banche partecipanti al progetto. Fanno parte del progetto 17 banche, NTT Data per lo sviluppo applicativo e SIA in qualità di fornitore dell’infrastruttura.
    Il progetto è supportato da una partnership sulla bckchain con R3, una realtà che aggrega una rete di oltre 200 società di servizi finanziari, aziende tecnologiche, banche, autorità di regolamentazione e associazioni di categoria operanti nel mondo con Corda.
    Corda è una piattaforma blockchain, che consente di effettuare transazioni utilizzando smart contract, garantendo al contempo i più alti livelli di privacy e sicurezza. All’inizio di quest’anno, R3 ha lanciato Corda Enterprise, una versione di Corda ottimizzata per soddisfare le esigenze delle istituzioni complesse.
    Corda e Corda Enterprise sono la base di un ecosistema di applicazioni interoperabili. Queste app sono costruite dai partner di R3, sfruttando le potenzialità della blockchain per superare le sfide specifiche affrontate dai loro clienti.
    R3 sta lavorando a diversi progetti con i suoi partner, tra cui Spunta Banca Project, un pilota con 17 banche italiane che sperimentano la blockchain per la riconciliazione interbancaria. Corda di R3 è stata recentemente scelta dal Land Registry del Regno Unito come piattaforma su cui sviluppare un progetto che ha l’obiettivo di rendere il processo di acquisto di una casa nel Regno Unito più veloce, semplice e trasparente.
    Pierfrancesco Gaggi, Presidente di ABI Lab, sottolinea: “L’accordo con R3 permette di lavorare insieme a chi costruisce le autostrade tecnologiche di domani, chiarendo le concrete esigenze delle strutture complesse. Spunta Banca Project vede la concreta azione sul campo di 17 banche per la riconciliazione tra banche di transazioni “chiuse” sulla base di un algoritmo condiviso. Crediamo che la collaborazione con R3 possa essere ricca di risposte alle domande di semplificazione, certezza e efficienza dei processi”.
    David E. Rutter, CEO di R3, commenta: “Attribuiamo molta importanza alla collaborazione con ABI Lab, centro di ricerche e innovazione che lavora con le banche in Italia per testare e costruire nuove tecnologie. L’esperienza di ABI Lab sarà inestimabile per R3. Siamo pronti a lavorare con ABI Lab per sviluppare soluzioni di blockchain innovative su Corda che soddisfino le crescenti esigenze dei suoi membri “.

    ABI Lab
    È il Centro di ricerca e innovazione per la banca, promosso dall’Abi in un’ottica di collaborazione tra banche, aziende e Istituzioni.
    Si propone come strumento operativo di supporto all’interpretazione dei vantaggi derivanti dall’uso delle tecnologie, per l’ottimizzazione dei processi interni e la predisposizione di nuovi prodotti e servizi per la clientela, di cui le banche possano avvalersi in autonomia, nella piena salvaguardia dell’ambito competitivo. Promuove e coordina diverse attività di ricerca, che si svolgono in un contesto di incontro e confronto tra 136 banche e 62 partner tecnologici consorziati.
    www.abilab.it

    R3
    R3 è un’azienda di software che si occupa di blockchain aziendale. Lavora con un ampio ecosistema di oltre 200 membri e partner in diversi ambiti, sia del settore privato che pubblico, per sviluppare su Corda, la sua piattaforma blockchain open source, e Corda Enterprise, una versione commerciale di Corda per uso aziendale.
    Il team globale di R3 è composto da oltre 180 professionisti in 13 paesi, supportato da oltre 2.000 esperti di tecnologia, finanziari e legali nel mondo. La piattaforma Corda è già utilizzata in diversi settori, dai servizi finanziari all’assistenza sanitaria, alle spedizioni, alle assicurazioni e altro ancora. Registra, gestisce e da seguito ad accordi finanziari per le diverse realtà in perfetta sincronia tra le parti coinvolte, per un commercio con transazioni più fluide.
    www.r3.com

     

    ABILab e R3 insieme per lo sviluppo della nuova piattaforma