Mercato casa più trasparente con nuove perizie immobiliari | [14/12/2013]

(14 dicembre 2013) Trasparenza e correttezza delle valutazioni immobiliari, oggettive e confrontabili, alla base di una maggiore consapevolezza del valore dell’investimento e, quindi, di una più efficiente attività di erogazione creditizia ai mutuatari.
 

​Trasparenza e correttezza delle valutazioni immobiliari, oggettive e confrontabili, alla base di una maggiore consapevolezza del valore dell’investimento e, quindi, di una più efficiente attività di erogazione creditizia ai mutuatari.
È questo l’obiettivo primario del Protocollo d’intesa per la raccolta, l’archiviazione e l’utilizzo di dati ed informazioni per le valutazioni immobiliari firmato tra ABI, Tecnoborsa, Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri laureati, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari laureati, Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali laureati, Consiglio Nazionale dei Geologi.
Punto di partenza le Linee Guida ABI per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie finalizzate ad introdurre principi per l’esecuzione di perizie improntate a criteri di massima trasparenza, certezza ed economicità – anche mediante la considerazione delle caratteristiche energetiche e di sicurezza sismica e idrogeologica degli edifici, nonché delle aree verdi di pertinenza degli stessi – per concorrere a modernizzare il mercato italiano del credito ipotecario, rendendolo più efficiente, dinamico ed integrato a livello Europeo.
Pertanto, attraverso l’intesa con gli Ordini professionali interessati sarà possibile:

  • creare una piattaforma informativa  che – nel pieno rispetto della normativa sulla privacy – favorisca la raccolta, l’archiviazione e lo scambio di dati sulle caratteristiche degli immobili tra valutatori e soggetti finanziatori basato sui principi di trasparenza e reciprocità al fine di massimizzare la correttezza della valutazione degli immobili;
  • definire modalità di utilizzo e adesione della piattaforma informativa basata su criteri di volontarietà, massima concorrenza e professionalità;
  • coinvolgere le migliori competenze pubbliche e private, ciascuna per quanto di sua competenza, per la realizzazione degli obiettivi del presente Protocollo

(14 dicembre 2013) Trasparenza e correttezza delle valutazioni immobiliari, oggettive e confrontabili, alla base di una maggiore consapevolezza del valore dell’investimento e, quindi, di una più efficiente attività di erogazione creditizia ai mutuatari.   ​Trasparenza e correttezza delle valutazioni immobiliari, oggettive e confrontabili, alla base di una maggiore consapevolezza del valore dell’investimento e, quindi, di […]

Tutte le regole della trasparenza sui siti delle banche | [07/12/2013]

(7 dicembre 2013) Protocollo d’intesa ABI-Associazioni dei Consumatori su informazioni di trasparenza agli utenti Internet. Accessibilità e rapidità per migliorare sempre più relazioni e scelte consapevoli della clientela. Trasparenza on line con rapidità e semplicità: su questo trinomio via web poggia l’obiettivo di raccogliere dalla tecnologia un grande contributo al continuo miglioramento delle relazioni banca-cliente.

​Così è, infatti, con la firma del Protocollo d’intesa sulle Linee Guida per favorire la fruizione da parte della clientela delle informazioni di trasparenza sui siti internet delle banche, tra ABI e le Associazioni dei Consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori.
Con le Linee Guida ABI e Associazioni hanno individuato come poter intervenire per rendere più semplice e rapido ai consumatori l’accesso alle informazioni di trasparenza sui siti internet delle banche, anche in una prospettiva di diffusione delle funzioni di Internet Banking. 
Infatti, attraverso le Linee Guida saranno cinque i criteri che guideranno i consumatori dalla ricerca, alla fruizione, dei documenti di trasparenza:

  • la visibilità dei link all’interno della homepage;
  • la celerità dei percorsi di navigazione;
  • la fruibilità delle pagine interne contenenti le informazioni di trasparenza;
  • la semplificazione e la chiarezza del linguaggio;
  • l’accessibilità dei documenti di trasparenza ben visibili e scaricabili all’interno delle pagine web.

Nell’ambito del lavoro comune ABI e Associazioni dei Consumatori hanno anche definito il format dell’icona connessa alla voce “trasparenza”, che verrà utilizzata della banche aderenti all’iniziativa come segno immediatamente riconoscibile da parte del cyber-utente. Proprio per questo motivo, l’icona raffigura simbolicamente l’impegno condiviso per favorire la trasparenza, rappresentata da un bagliore.
Il prossimo obiettivo dell’iniziativa sarà quello di predisporre un glossario “base”, cui verrà fatto rinvio cliccando sui singoli termini tecnici individuati dalle parti, integrabile da ciascuna banca.

(7 dicembre 2013) Protocollo d’intesa ABI-Associazioni dei Consumatori su informazioni di trasparenza agli utenti Internet. Accessibilità e rapidità per migliorare sempre più relazioni e scelte consapevoli della clientela. Trasparenza on line con rapidità e semplicità: su questo trinomio via web poggia l’obiettivo di raccogliere dalla tecnologia un grande contributo al continuo miglioramento delle relazioni banca-cliente. […]

Basilea 3: fisco penalizza banche italiane in vista esame BCE | [05/12/2013]

​5 dicembre 2013) Unione Bancaria europea, quadro attuale e prospettive future, l’agenda delle misure previste da Basilea 3 per il 2014, il ruolo della Banca Centrale Europea e i rapporti con le Autorità nazionali in vista dell’Asset Quality Review sulle banche. Questi i temi dell’odierno convegno organizzato dall’ABI sulla vigilanza prudenziale.
 

​Lo scenario regolamentare in evoluzione, lo spostamento dell’attività di vigilanza dalle singole Autorità nazionali alla Banca Centrale Europea e l’avvio delle nuove regole del pacchetto Basilea 3 che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2014 con impatti sulle regole di governance e sulla vigilanza prudenziale. Questi i temi del convegno di oggi organizzato dall’ABI, “Basilea 3, CRD 4 e Unione Bancaria: Evoluzione o rivoluzione?”, e al centro del confronto tra regulators nazionali e internazionali, economisti e rappresentanti del mondo bancario.
“Siamo ottimisti, la valutazione degli asset bancari che la Bce effettuerà nei prossimi mesi in vista dell’avvio della vigilanza unica non riserverà brutte sorprese per le banche italiane” – così il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha commentato l’esame che la Banca Centrale Europea si appresta a fare sui bilanci delle banche italiane ed europee nel 2014, un esercizio che coinvolge 130 istituti la cui valutazione comprenderà un’analisi dei rischi ai fini della vigilanza, un esame della qualità degli attivi e una prova di stress.
“Le banche italiane sono ben patrimonializzate rispetto alla media europea – ha aggiunto Sabatini – hanno una qualità del capitale migliore rispetto a quelle di altri Paesi, pur scontando una bassa redditività e un notevole aumento delle sofferenze. Il rischio è che il forte peso della tassazione possa penalizzare gli istituti di credito italiani proprio alla vigilia dell’avvio dell’Unione bancaria europea e non favorire gli esami che nel 2014 saranno effettuati con modelli unici in tutta Europa e su tutte le banche europee. E’ necessario, perciò, lavorare per rendere omogeneo il terreno di confronto internazionale sul tema della qualità delle attività bancarie e per stabilire uguali condizioni di partenza per l’Italia rispetto al mercato unico europeo”.
“Ogni appesantimento della pressione fiscale sul comparto bancario – ha proseguito il Direttore generale dell’ABI – grava non solo sulle banche ma sul complesso dell’economia produttiva. E’ opportuno che l’Unione bancaria non sia più percepita come una variabile indipendente che riguarda solo le banche, ma come una variabile che riguarda la pienezza delle economie dei paesi membri. Sarebbe sbagliato pensare che si tratti solo di una questione relativa al mondo bancario e alla BCE, è una realtà che coinvolge in toto tutte le economia europee, in tutti i loro comparti produttivi”. “Siamo convinti che dalla crisi non si esca con meno Europa, ma con più Europa. Non possiamo e non dobbiamo rimandare oltre la realizzazione dell’Unione bancaria. E’ un ulteriore passo in avanti verso il completamento dell’unione economica europea” ha concluso Sabatini.
 

Penalizzate le banche italiane in vista dellesame Bce

Crescono i pagamenti con carte ma resiste il contante | [04/12/2013]

(4 dicembre 2013) Le transazioni col “denaro di plastica” aumentano del 14% nel secondo trimestre del 2013. Nello stesso periodo, crescono del 2% anche i prelievi allo sportello automatico.
​Più pagamenti elettronici – con carte, bancomat e bonifici – per fare fronte alle spese quotidiane delle famiglie italiane, che non rinunciano tuttavia al tradizionale “rifornimento” di denaro contante. Nel secondo trimestre del 2013, infatti, le transazioni col denaro di plastica sono aumentate del 14% rispetto allo stesso periodo del 2012 (da 288 a 329 milioni), con un incremento del 4,5% del totale transato.

In particolare, i pagamenti col bancomat hanno fatto registrare un incremento del 12% per quanto riguarda il numero di operazioni (da 227 a 254 milioni) e del 2% per quanto riguarda l’ammontare (da 15,7 a 16 miliardi di euro). In crescita anche gli acquisti con carta di credito: a giugno 2013, infatti, le transazioni con questo strumento sono aumentate del 23% (da 61 a oltre 75 milioni) e il totale transato è passato da 5,8 a 6,4 miliardi di euro (+11%). Agli italiani il denaro di plastica “piace” anche per fare shopping online: basti pensare che nel secondo trimestre del 2013 i pagamenti con carta di credito fatti su internet sono più che raddoppiati (+118% rispetto a giugno 2012, da 6 a 13 milioni di operazioni) e che anche il loro ammontare è cresciuto del 92% (da 494 a 949 milioni di euro).
Al maggior utilizzo delle carte di pagamento, tuttavia, non corrisponde una riduzione della circolazione del contante: nello stesso periodo, infatti, il numero dei prelievi allo sportello automatico ha fatto registrare un lieve incremento pari a circa il 2%. È quanto emerso oggi al convegno “Carte 2013”, organizzato da ABI e Consorzio Bancomat per fare il punto sui sistemi di pagamento in Italia. Anche alla luce delle recenti evoluzioni del mercato favorite dalla maggiore diffusione di smartphone e tablet, sempre più utilizzati dagli italiani per accedere in modo facile e veloce al proprio conto corrente e fare operazioni e pagamenti in mobilità, grazie alle App e ai Mobile Site delle banche.
Per quanto riguarda i bonifici, nel secondo trimestre del 2013 il 73,8% di quelli bancari è stato disposto via internet e telefono, mentre solo il 26,2% del totale, pari a circa 40 milioni di transazioni, è stato fatto allo sportello (nello stesso periodo del 2012, si trattava rispettivamente del 72,2% e del 27,8%). In particolare, sono i bonifici online a far registrare un incremento significativo, sia per quanto riguarda il numero di operazioni (+16,4% sul totale dei bonifici) sia in relazione all’ammontare complessivo del transato (+7,2%).
 

” A “”Carte 2013″” il punto sull’uso dei sistemi di pagamento in Italia”

Trasparenza e concorrenza per le polizze sui mutui | [30/11/2013]

​(30 novembre 2013) ​Firmato Protocollo d’intesa tra ABI, Assofin e Associazioni dei consumatori sulla correttezza e trasparenza nel collocamento delle polizze assicurative sui finanziamenti.

​Sempre più trasparenza, libertà di scelta e consapevolezza del consumatore sulle caratteristiche delle diverse tipologie di servizi e prodotti offerti da banche e intermediari finanziari, e su un più agevole accesso ad opportune coperture assicurative per mutui e altri finanziamenti. Questo l’obiettivo alla base del Protocollo d’intesa sulla correttezza e trasparenza nel collocamento delle polizze assicurative, firmato oggi, tra ABI, Assofin e le Associazioni dei consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale dei consumatori.
Per promuovere la diffusione di buone pratiche nell’offerta ai consumatori di coperture assicurative facoltative ramo vita o miste – cioè che prevedono sia il ramo vita che il ramo danni – accessorie ai finanziamenti, operatori bancari e finanziari concretizzeranno i seguenti impegni che costituiscono aspetti qualificanti dei progetti “Alla Pari” e “Trasparenza Semplice”, avviati rispettivamente da Assofin e ABI con le Associazioni dei consumatori: 

  • Evidenziazione facoltatività delle polizzeInserimento nella documentazione precontrattuale della frase “La/e polizza/e assicurativa/e accessoria/e al finanziamento è/sono facoltativa/e e non indispensabile/i per ottenere il finanziamento alle condizioni proposte”.
  • Esposizione costo complessivo del finanziamento con e senza la polizzaOltre al Taeg, già obbligatoriamente riportato nella documentazione precontrattuale, previsto anche un altro indicatore del costo totale del credito, calcolato con le stesse modalità del Taeg includendo le polizze assicurative facoltative.
  • Definizione di accordi con le imprese assicurative per l’estensione del diritto di recesso dalle polizze assicurative facoltative e le relative comunicazioni alla clientelaTenendo sempre come riferimento le esigenze del cliente, sia per quanto concerne i diritti e qualità del servizio sia per quel che attiene le condizioni economiche, banche e società finanziarie che aderiscono al Protocollo definiscono accordi con l’impresa (o con le imprese) di assicurazione con la quale si hanno rapporti commerciali per la promozione e il collocamento di polizze assicurative facoltative accessorie ai finanziamenti. Questi accordi servono a riconoscere per il consumatore un periodo di 60 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto assicurativo – ovvero, se successiva, dalla data di efficacia – per recedere liberamente dal contratto. In questo senso, dopo il perfezionamento del contratto, verrà inviata a ciascun cliente una “lettera di benvenuto” con le principali informazioni sulla polizza e i diritti in essa contenuti.

Tra le Parti, come previsto dall’intesa, sarà istituito un Osservatorio che si occuperà di analizzare la tematica delle polizze accessorie ai finanziamenti, rilevare i risultati di indagini su reclami o ricorsi, condividere e proporre eventuali iniziative per migliorare sempre più l’informazione alla clientela, e ottimizzare i livelli di efficienza e la trasparenza del mercato delle polizze assicurative. 

Firmato protocollo di intesa per la trasparenza e la concorrenza

A quota 119 miliardi le sospensioni rate per Pmi e famiglie | [29/11/2013]

(29 novembre 2013) Conclusa la due giorni ABI sul credito: analisi e dati complessivi di tutte le iniziative per famiglie e imprese nella crisi tra moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo. Dal mondo bancario la necessità di recuperi di redditività, di normative che non influiscano sulle capacità competitive e di un alleggerimento della pressione fiscale ormai a livelli insostenibili
 

​Ammontano a circa 119 miliardi di euro le quote di debito residuo sospese a Pmi e famiglie, dal 2009 ad oggi, con le varie moratorie sulle rate dei finanziamenti per affrontare il protrarsi della crisi economica. A questo quadro vanno aggiunti:
• i dati in via di elaborazione dell’Accordo per il credito 2013, tra l’ABI e le altre Associazioni di impresa e operativo da settembre 2013;
• i 2 miliardi dal Plafond Progetti Investimenti Italia, previsto nello stesso Accordo per il 2013;
• i 732 milioni di euro di debito residuo sospesi per 18 mesi a 7605 famiglie, da luglio 2013, attraverso il nuovo Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa, sostitutivo della moratoria ABI sui mutui;
• i 175 milioni di euro di risorse erogate finora in 35.637 casi con il Fondo nuovi nati operativo fino a tutto il 2014;
• le risorse movimentate con recenti convenzioni tra ABI e Cdp su finanziamenti agevolati per lo sviluppo e mutui casa.
Questa la cornice complessiva di “Credito al Credito 2013”, la due giorni dell’ABI sul mercato del credito a famiglie e imprese con un focus specifico su tutte le iniziative messe in campo nel corso della crisi con Istituzioni, Associazioni di impresa e Associazioni dei consumatori attraverso moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo.

In particolare – si è rilevato – che banche, imprese e famiglie sono alle prese con una congiuntura che mostra ancora debolezze e configura nel concreto solo segnali di rallentamento della caduta dei principali indicatori relativi al Pil, alla produzione industriale, al mercato del lavoro. I consumi privati si sono ridotti meno che nei trimestri precedenti e l’andamento degli investimenti sembra essersi stabilizzato dopo circa due anni di cali consecutivi.
In questo quadro, il mondo bancario – legato alla sua essenza prettamente commerciale – sconta gli effetti delle fragilità del sistema produttivo e dei problemi della mancata crescita. Tuttavia, gli istituti di credito non hanno pesato sui contribuenti in termini di salvataggi affrontati nel resto d’Europa e hanno messo in campo iniziative di autoregolamentazione e di sostegno all’economia uniche nel panorama mondiale. Iniziative però non sufficienti nel lungo periodo senza un nuovo sistema di welfare che risponda alle più vaste esigenze sociali.
Infatti, l’espansione del credito trova un vincolo spesso insormontabile nel fortissimo aumento del costo del rischio e, quindi, delle perdite sui crediti; con il risultato di una sfida ancor più stringente per le banche nel recuperare livelli accettabili di redditività in un contesto appesantito normative da normative non paritarie a livello europeo e una tassazione ormai insostenibile.

IMPRESE – Le banche italiane stanno intervenendo al meglio nell’emergenza della crisi, scontando fattori negativi di domanda e deterioramento della qualità del credito. Ciò non ha impedito di portare avanti iniziative di grande rilievo:
• sommando i risultati delle Nuove misure per il credito alle Pmi, al 30 settembre 2013, a quelli ottenuti complessivamente con le prime due iniziative (Avviso comune e Accordo per il credito alle Pmi, tra il 2009-2012) si ottiene un ammontare totale di oltre 369 mila operazioni di sospensione di mutuo, per un debito residuo totale di oltre 108 miliardi di euro; fornendo in questo modo liquidità addizionale alle Pmi per circa 20,3 miliardi di Euro (in termini di quote capitale sospese);
• nell’ambito dell’Accordo Nuove misure per il credito alle Pmi, da gennaio 2013 è pienamente operativa l’iniziativa Progetti investimenti Italia, avviata da ABI e tutte le associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale (alla presenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico) al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese. A fine settembre sono state presentate 7.868 domande per un importo globale pari a 2,8 miliardi di euro. L’82,4% delle domande presentate riguarda investimenti in beni materiali. Sono state accolte 5.935 domande di finanziamento (75,4% del totale delle richieste pervenute) per un controvalore di 2 miliardi di euro. A livello territoriale, il maggior numero di finanziamenti erogati è al Nord (70,3%), seguono Centro (19,9%) e Sud e Isole (9,8%).
Nel periodo che va dal 2009 al 2012, ABI e Cdp hanno sottoscritto 4 distinte convenzioni, in base alle quali la Cdp ha messo a disposizione specifici plafond finanziari utilizzabili dalle banche per la concessione di prestiti a medio-lungo termine in favore delle Pmi, a condizioni economiche vantaggiose:
• le prime 3 convenzioni, relative al 2009-2010, hanno riguardato un plafond finanziario complessivo di 8 miliardi di euro, che è stato interamente utilizzato per il finanziamento di oltre 53 mila imprese;
• da marzo 2012 è attiva una quarta convenzione con un plafond di 10 miliardi di euro che, al 30 giugno 2013, contava 119 banche aderenti e finanziamenti erogati per oltre 2,8 miliardi di euro.
FAMIGLIE – Tenendo conto della necessità di sostenere le famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui e al contempo favorire l’accesso al credito a specifiche categorie di soggetti, le banche hanno avviato una serie di iniziative in collaborazione con tutti gli interlocutori interessati. Tra queste, un focus specifico è dedicato all’esito del “Piano famiglie” per circa 140.000 nuclei e 11 miliardi di euro movimentati:
• con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino a marzo 2013, le banche hanno sospeso circa 98.158 mutui, pari a 10,9 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 690 milioni di euro;
• il Fondo nuovi nati, operativo per tutto il 2014 e finalizzato a favorire l’accesso al credito alle famiglie con nuovi o figli adottati negli anni 2012, 2013 e 2014. Il Fondo riguarda l’erogazione di finanziamenti per un ammontare massimo di 5.000 euro a tassi al massimo pari alla metà di quelli offerti sul mercato: ad oggi sono stati erogati circa 35.637 finanziamenti per un controvalore di oltre 175 milioni di euro.
Nel frattempo è operativo il Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa, un’iniziativa di recente avvio che rappresenta la misura pubblica di raccordo con la moratoria dell’ABI concordata con le Associazioni dei consumatori. Secondo i dati disponibili, a metà novembre 2013, sono state 7605 le famiglie che hanno potuto sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui, per un controvalore di 732 milioni di euro di debito residuo.Infine, è di recente definizione la Convenzione ABI–Cdp che permetterà l’erogazione della provvista e la conseguente attività di erogazione di mutui ai beneficiari. Si tratta di un Plafond casa da 2 miliardi a sostegno del mercato immobiliare residenziale indirizzato a giovani coppie, nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile, famiglie numerose.
  

“””Credito al credito 2013″” analisi e dati sulle iniziative per famiglie e imprese”

Al via il nuovo Fondo per i mutui alle giovani coppie | [28/11/2013]

(28 novembre 2013) Siglato il Protocollo d’intesa dalla Ministra Kyenge e dal Presidente Patuelli. Obiettivo dell’intesa agevolare i nuclei familiari con basso reddito e con rapporto di lavoro atipico nell’acquisto della prima casa.  


​Rinnovato il Fondo per l’accesso ai mutui delle giovani coppie con una maggiore dotazione e condizioni più semplici per l’accesso. La Ministra per l’Integrazione, con delega alle Politiche Giovanili, Cécile Kyenge, e il Presidente dell’Associazione bancaria italiana (ABI), Antonio Patuelli, hanno firmato oggi a Roma il Protocollo d’intesa. La sigla è avvenuta in occasione dell’apertura del convegno Credito al credito, la due giorni che l’ABI dedica al tema del credito alle persone e alle imprese, quest’anno alla quarta edizione. 
In un contesto economico ancora difficile, l’obiettivo del nuovo accordo è rafforzare lo strumento per agevolare nell’acquisto della prima casa in particolare i nuclei con basso reddito e con rapporto di lavoro atipico. La semplificazione delle condizioni per l’accesso ai finanziamenti e la dotazione complessiva di 70 milioni di euro sono tra le misure adottate per il potenziamento del Fondo destinato alle giovani coppie e ai genitori single con figli minori, in ulteriore disagio se considerata l’attuale congiuntura economica.

In particolare, tra le caratteristiche dell’intesa:

  • sono destinatari del Fondo le giovani coppie e i nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, con priorità per quelli i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Potranno beneficiare dell’iniziativa anche i titolari di un contratto di lavoro atipico;

  • i beneficiari dovranno avere un’età inferiore ai 35 anni, con un reddito ISEE complessivo non superiore ai 40 mila euro;

  • il Fondo avrà una dotazione patrimoniale iniziale di 50 milioni, incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 per complessivi 70 milioni, con l’obiettivo di offrire le garanzie necessarie per consentire di ottenere il mutuo. I destinatari potranno beneficiare di una copertura pubblica fino a un importo non superiore a 75 mila euro;

  • per accedere al Fondo è indispensabile che il mutuo non superi i 200 mila euro;

  • i mutui potranno essere sottoscritti con un tasso al momento della stipula non superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) sui mutui, pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’economia e delle finanze.

L’iniziativa rientra nel più ampio programma di interventi denominato “Percorso famiglia”, sottoscritto il 30 luglio 2012 tra l’ABI e le Associazioni dei Consumatori, per fare fronte alle emergenze legate alla crisi economica a sostegno in particolare delle famiglie.
Possono effettuare le operazioni di erogazione dei mutui garantiti dal Fondo le banche e gli intermediari che aderiranno all’iniziativa. La lista delle banche aderenti sarà pubblicata sul sito dell’ABI e su quello del Dipartimento della gioventù gioventu.gov.it

Intesa siglata tra la Ministra Kyenge e il Presidente dell’ABI Patuelli

Sportello più sicuro da collaborazione con Forze dell’ordine | [26/11/2013]

Nel 2012, calano le rapine in banche e tabaccherie, mentre crescono gli episodi criminosi negli esercizi commerciali e negli uffici postali. Presentati oggi alla “Giornata della Sicurezza” dell’ABI i dati del quarto Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria.
 


​Aumenta la sicurezza allo sportello delle banche italiane, anche grazie alla sempre più stretta collaborazione e allo scambio di dati e informazioni con le Forze dell’Ordine e con gli altri comparti più esposti al fenomeno delle rapine. Secondo i dati del quarto Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria, infatti, a fronte di un incremento del 5% di tutte le rapine denunciate in Italia nel 2012, sono diminuiti del 10,1% gli episodi criminosi messi a segno nelle banche e del 7,5% quelli compiuti ai danni delle tabaccherie. La recrudescenza del fenomeno riguarda invece gli esercizi commerciali (+13,3%) e gli uffici postali (+5,2%), mentre sono pressoché stabili le rapine nelle farmacie (+0,1%). Ad annunciarlo è stato il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, nel corso della “Giornata della Sicurezza” che si è tenuta oggi a Roma e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Capo della Polizia e Direttore Generale di Pubblica Sicurezza, Alessandro Pansa. 
Secondo i dati del rapporto – messo a punto nell’ambito dell’Osservatorio Intersettoriale avviato da OSSIF, il Centro di Ricerca dell’ABI sulla Sicurezza Anticrimine in collaborazione col Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, Poste Italiane, Assovalori, Confcommercio, Federazione Italiana Tabaccai, Federdistribuzione e Federfarma – nel 2012 sono state denunciate 42.631 rapine, con un aumento del numero di episodi criminosi messi a segno ogni 100 mila abitanti che è passato da 66,9 nel 2011 a 71,8 nel 2012. A farla da padrone sono soprattutto le rapine fatte nella pubblica via che rappresentano la metà di tutte quelle denunciate.
Per quanto riguarda il cosiddetto indice di rischio, il settore della grande distribuzione fa registrare il tasso più elevato con 13,6 rapine ogni 100 punti operativi. Seguono le farmacie con un indice di rischio pari a 6,4 rapine ogni 100 punti operativi, le banche e gli uffici postali con 3,8 e le tabaccherie con 0,8.
 

Presentato il Rapporto intersettoriale sulla criminalit predatoria

Premio Aretê: la comunicazione responsabile parte dall’interno | [20/11/2013]

In occasione della decima edizione, ospitata dall’ABI, presentato uno studio che fotografa la posizione delle aziende sulle iniziative di Csr. In ambito bancario annunciato il debutto del primo sistema sperimentale di misurazione dell’efficacia della comunicazione interna


​La comunicazione responsabile come leva interna ed esterna per migliorare la relazione con la clientela da parte delle imprese, sempre più impegnate a comunicare iniziative sostenibili. Questa la fotografia della ricerca condotta dall’Università Cattolica per ABI-Ascai e che monitora la posizione delle aziende in tema di comunicazione responsabile. Le principali evidenze emerse dallo studio sono state presentate nel corso di un evento organizzato oggi a Roma da ABI, Confindustria e Nuvolaverde. Nell’occasione l’ABI ha ospitato per la prima volta il “Premio Aretê per la comunicazione responsabile”, giunto alla decima edizione.
Dall’indagine della Cattolica emerge che i contenuti della comunicazione responsabile, rivolta in primo luogo a stakeholder istituzionali, quindi ai dipendenti e poi al mercato, vengono soprattutto elaborati nell’ambito della comunicazione corporate (37% del campione) e in seconda battuta viaggiano attraverso le attività di comunicazione interna (23%) e di relazioni esterne-ufficio stampa-pr (18%). La comunicazione interna conquista dunque posizioni, accreditandosi come il secondo canale attraverso cui le aziende, banche incluse, veicolano i propri messaggi di Csr con l’obiettivo di dare qualità al dialogo e al linguaggio interno per favorire una migliore e più efficace comunicazione verso l’esterno. 
La comunicazione responsabile si arricchisce dunque di un ulteriore canale, che le banche intendono sfruttare sempre meglio. L’impresa-banca si dimostra fortemente determinata ad aprirsi ai cambiamenti che le comunicazioni di massa hanno conosciuto negli ultimi anni. In tal senso sono in prima linea quanti nella banca operano nella comunicazione interna, perché è da loro che può generarsi un primo importante filtro di decodifica dei messaggi aziendali, per favorire un dialogo semplice e comprensibile, tale da essere virtuosamente esportato nel dialogo quotidiano tra banca e clienti.
Per valutare adeguatamente il ruolo della comunicazione interna è al via il primo sistema sperimentale di misurazione dell’efficacia della comunicazione interna, predisposto da un gruppo di lavoro interbancario ad hoc, coordinato dall’ABI. Una testimonianza tangibile del valore riconosciuto alla comunicazione nell’ambito delle iniziative aziendali ma anche un invito a far sempre meglio su questo specifico fronte.
L’indagine della Cattolica ha preso in esame un campione ampio, non costituito unicamente da operatori finanziari (banche e assicurazioni), che pure rappresentano il 30% del totale, ma anche da aziende del comparto servizi (23% del campione), dell’industria (21%), del commercio (18%) e infine P.A. e terzo settore (8%).

Sito Aretê  –  Sito Ascai

In occasione della decima edizione, ospitata dall’ABI, presentato uno studio che fotografa la posizione delle aziende sulle iniziative di Csr. In ambito bancario annunciato il debutto del primo sistema sperimentale di misurazione dell’efficacia della comunicazione interna

Intensificare l’attività per la migrazione alla Sepa | [18/11/2013]

Comunicato stampa del Comitato nazionale di migrazione alla Sepa
(18 novembre 2013) La Sepa (Area unica dei pagamenti in euro) rappresenta un’opportunità per tutti i soggetti coinvolti: entro il 1° febbraio 2014 (end date) le barriere fra i paesi partecipanti al progetto verranno eliminate, per creare un mercato integrato dei pagamenti fra 33 paesi e per oltre 500 milioni di cittadini che avranno a disposizione bonifici e addebiti diretti armonizzati.

​In vista dell’ormai imminente scadenza per il completamento della migrazione agli strumenti paneuropei di pagamento e addebiti diretto Sepa credit transfer (Sct) e Sepa direct debit (Sdd), il Comitato nazionale per la migrazione alla Sepa sollecita tutte le parti interessate – prestatori di servizi di pagamento, imprese, pubbliche amministrazioni – a intensificare le attività volte ad assicurare la preparazione del Paese a questo importante appuntamento.

In questo contesto, i partecipanti al Comitato nazionale di migrazione alla Sepa, concordano:

  • nel considerare di cruciale importanza per il Sistema Paese una migrazione tempestiva ed efficiente;
  • nell’invitare tutti i partecipanti coinvolti ad acquisire un’ulteriore maggiore consapevolezza dei cambiamenti in atto e predisporre quanto necessario per mantenere senza soluzione di continuità la capacità di disporre pagamenti e incassare fondi. Un contributo decisivo per raggiungere questi obiettivi può essere offerto anche da un persistente ruolo attivo sia delle associazioni di categoria degli utilizzatori di servizi di pagamento sia degli stessi prestatori nei riguardi della propria clientela, in modo che tutte le imprese, di ogni dimensione, siano in grado di garantire l’ adeguamento ai nuovi prodotti entro i termini previsti.

La Presidenza del Comitato, unitamente al Ministero dell’economia e delle finanze e all’Agenzia per l’Italia digitale, conferma l’impegno a supporto della migrazione di tutti gli operatori in essa coinvolti, nella consapevolezza che il pieno rispetto della end date del 1° febbraio 2014 è un appuntamento ineludibile.

“In vista della “”end date”” il Comitato nazionale invita a intensificare attivit”