Governo, banche e imprese in Mozambico | [17/05/2014]

(17 maggio 2014) 80 aziende, 6 associazioni imprenditoriali e 4 istituti bancari, per un totale di 200 partecipanti. Questi i numeri della 34ª Missione di sistema che fa tappa a Maputo, dal 19 al 21 maggio, con l’obiettivo di approfondire le opportunità di business per le imprese italiane nei settori agroindustria, infrastrutture ed energia.

​La missione è promossa dai Ministeri dello sviluppo economico e degli Affari esteri ed è organizzata, nell’ambito della Cabina di regia per l’Italia internazionale, da Confindustria, Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ABI, Unioncamere, Rete imprese Italia e Alleanza delle cooperative italiane. L’iniziativa è guidata dal Vice ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, insieme a Paolo Zegna, Presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria, Roberto Luongo, Direttore generale dell’Agenzia Ice e Guido Rosa, rappresentante del Comitato di presidenza ABI con delega per l’internazionalizzazione. 
In programma, oltre al Forum istituzionale alla presenza del Ministro dell’industria del Mozambico Armando Inroga, seminari di approfondimento e incontri bilaterali tra le imprese italiane e le controparti locali, facilitati anche dall’Ambasciata d’Italia a Maputo.
Per ABI e le banche quella in Mozambico è la prima missione in un paese dell’Africa Subsahariana, a conferma delle grandi potenzialità di crescita che il settore vede in questo mercato. La delegazione bancaria è composta da  quattro dei principali gruppi italiani, che rappresentano oltre la metà del settore in termini di totale attivo (Intesa Sanpaolo, Unicredit, UBI Banca e Banca Popolare di Vicenza). Durante gli incontri di business le banche saranno a disposizione delle imprese italiane e mozambicane per supportarle al meglio nell’individuazione delle soluzioni finanziarie più adatte a realizzare eventuali progetti di investimento nel paese.
La presenza dell’Alleanza delle cooperative conferma l’impegno ultradecennale della cooperazione italiana nei progetti di sviluppo in Africa. In Mozambico sarà dedicato un forum di presentazione delle numerose best practice realizzate, nei distretti di Sofala, Caia, Maputo e Cabo Delgado, nella formazione e assistenza nei settori del microcredito e microrisparmio, agricoltura e sviluppo rurale, turismo e pianificazione urbanistica. L’obiettivo è estendere il modello cooperativo anche in altri distretti del Mozambico, che ha imboccato un importante trend di sviluppo e di crescita.
Il Mozambico registra un aumento del Pil reale tra i più elevati del continente africano (8% in media all’anno) e la sua economia continuerà a crescere anche nei prossimi anni, stimolata dal dinamismo del settore del carbone e dai nuovi investimenti infrastrutturali.
L’industria estrattiva (gas, carbone, minerali) è un importante volano per i settori più dinamici dell’economia, mentre agricoltura e pesca contribuiscono per circa il 30% alla formazione del Pil e impiegano oltre l’80% della forza lavoro.
L’Italia è il quarto paese cliente del Mozambico – dopo Sud Africa, Belgio e Cina – con una quota del 12,3% sul totale dell’export mozambicano. Ad oggi, sono presenti in Mozambico circa 90 aziende italiane attive nei settori di punta dello sviluppo del paese: idrocarburi, infrastrutture, biocombustibili, agro-industria, turismo, trasporti e servizi, oltre ad una serie di realtà imprenditoriali locali gestite da italiani.
 

34 missione di sistema con Ministeri, Ice e Associazioni imprenditoriali

Tirocinio e apprendistato in banca per l’occupazione giovanile | [16/05/2014]

(16 maggio 2014) ABI aderisce alla “Garanzia Giovani”. Firmato Protocollo d’intesa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e dal Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli

Al via un’operazione straordinaria verso i giovani tra i 15 e i 29 anni attraverso occasioni di formazione e inserimento al lavoro, privilegiando gli istituti del tirocinio e dell’apprendistato: potrebbero essere le prime opportunità derivanti dal “Protocollo d’intesa per la promozione di azioni per favorire l’occupazione giovanile” firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e dal Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli. L’obiettivo è definire un quadro di collaborazione finalizzato a coadiuvare l’azione del Governo, delle Regioni e delle altre Pubbliche Amministrazioni coinvolte nell’attuazione del Piano nazionale per la “Garanzia per i giovani” al fine di promuovere l’occupazione giovanile.  L’ABI, che ha sostenuto il progetto sin dall’avvio in sede comunitaria, proseguirà la collaborazione promuovendo politiche attive sulle misure previste nel Piano, sviluppando direttamente azioni specifiche e informando i propri associati delle iniziative che possono favorire l’avvicinamento e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Nello stesso Protocollo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si impegna ad attivare ogni utile iniziativa per l’effettiva implementazione del Piano volta a una migliore occupabilità dei giovani e al loro inserimento lavorativo.In particolare, l’ABI istituirà un elenco delle imprese disponibili ad ospitare tirocinanti, sensibilizzando le imprese associate ad un utilizzo significativo dei tirocini e dell’apprendistato favorendo la comunicazione delle offerte di lavoro rivolte ai giovani. Nella stessa direzione, il Ministero predisporrà ogni iniziativa per promuovere il tirocinio quale strumento per l’avvicinamento e l’inserimento dei giovani al mondo del lavoro, e l’apprendistato nelle sue diverse tipologie come modalità prioritaria di prima occupazione per i giovani.  Infine, le Parti costituiranno un Gruppo di coordinamento finalizzato a mettere in campo le azioni e le iniziative previste nell’ambito Protocollo. Il Gruppo, in particolare: – promuove la definizione di azioni formative a livello nazionale e territoriale, nel rispetto delle competenze delle Regioni e dell’autonomia delle Istituzioni scolastiche; – monitora l’avanzamento del le iniziative e delle attività previste dal Protocollo; – coordina le iniziative di comunicazione riferite al Protocollo, con particolare riguardo ai rapporti tra i diversi attori coinvolti ai vari livelli.Il tema “Garanzia Giovani” sarà seguito anche nel corso della due giorni ABI dedicata alle risorse umane in banca “Hr2014”, il 19 e 20 maggio. Il Forum sarà chiuso dall’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.

Testo del Protocollo d’intesa ABI-Ministero del lavoro

Video: Giovani e occupazione

Tirocinio e apprendistato in banca per favorire occupazione giovanile

Rapporto immobiliare 2014 | [13/05/2014]

​(13 maggio 2014) Migliora nel 2013 la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione, ma continua il calo delle compravendite che, con 407mila unità immobiliari scambiate, fa registrare un -9,2% rispetto all’anno precedente. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel Rapporto Immobiliare 2014, lo studio annuale sul mercato delle abitazioni presentato a Roma, frutto della collaborazione fra l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (Omi) e l’ABI.

​I temi del convegno, presieduto dal Vice Direttore dell’Agenzia, Gabriella Alemanno, e dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, sono stati discussi e analizzati da Gianni Guerrieri, Direttore centrale Omi, e da Gianfranco Torriero, Direttore centrale ABI. Sono seguiti gli interventi di Roberto Monducci, Responsabile del Dipartimento per i Conti Nazionali e le Statistiche Economiche Istat, e di Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, che hanno fornito ulteriori contributi al mosaico del mercato italiano.

L’indice di accessibilità e le famiglie
L’indice, elaborato dall’Ufficio Studi ABI secondo le prassi metodologiche di matrice anglosassone, sintetizza l’analisi dei vari fattori che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi e ne descrive l’andamento (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui). Nel 2013 l’indice registra un significativo miglioramento che lo riporta in linea con i valori pre-crisi superando le difficoltà registrate in seguito alla crisi dei debiti sovrani. L’andamento è principalmente dovuto a un miglioramento del prezzo relativo delle case rispetto al reddito disponibile, più precisamente alla diminuzione del prezzo delle case; al miglioramento contribuisce l’andamento dei tassi di interesse sui mutui. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione ha riguardato non solo il totale delle famiglie  ma anche segmenti di famiglie che continuano a presentare, comunque, particolari fragilità rispetto al tema dell’acquisto di una abitazione: quelle delle famiglie di giovani e quelle che abitano nei grandi centri urbani. In termini distributivi, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è, infatti, di poco superiore al 50%, valore in buon recupero rispetto a 5 anni prima. Il miglioramento dell’indice di accessibilità trova riscontro anche nella ripresa del mercato dei mutui. Nei primi tre mesi del 2014 le nuove erogazioni (riferite a un campione, altamente rappresentativo, di 88 banche) hanno registrato un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2013.


Il panorama immobiliare del 2013Il volume complessivo delle abitazioni compravendute nel 2013 è pari a 406.928 unità rispetto alle 448.364 del 2012 (-9,2%). Il calo, che nel corso dell’anno ha subito anche un lieve rallentamento, ha riguardato maggiormente le aree del Centro (-10,3%) e delle Isole (-10,8%). Seguono il Sud(-9,8%), il Nord Ovest (-8,8%) e il Nord Est (-7,5%). Nel 2013, in tutti i Comuni le perdite più elevate si sono registrate nelle compravendite di abitazioni “monolocali”(-10,5%) e “piccole” (-9%). Unica eccezione il rialzo del 5,6% per le abitazioni ‘medio piccole’ nei capoluoghi del Nord Est. In generale, la tipologia abitativa più venduta è stata la “media”.
Il mattone nelle grandi città e loro provinceNelle maggiori città per numero di abitanti, le compravendite di case nel 2013 sono complessivamente diminuite del 5,5%. Napoli (-15,2%) e Genova (-10,3%) mostrano le flessioni più marcate, mentre Roma segue con una discesa del 7,3%. Segnali positivi invece per Milano, che risale del 3,4% e, in maniera più contenuta, Bologna con l’1,5%. Nei Comuni delle province delle grandi città la flessione nella compravendita di case risulta più elevata (-10,6%). I cali maggiori si registrano a Roma (-13,8%) e a Milano (-11,1%); Torino e Genova seguono ex aequo (-10,2%). Chiudono la serie, con il calo minore, i Comuni della provincia di Bologna (-5,7%).

Il mercato d segnali positivi ma compravendite ancora in calo

Imprese sarde scontano crisi ma finanziamenti tengono | [09/05/2014]

(9 maggio 2014) Con oltre 12 miliardi di euro, i finanziamenti bancari ai settori produttivi sono sui livelli dell’anno precedente. Sabato 10 maggio al via la nona tappa a Cagliari del Road Show Italia dell’ABI.

​In Sardegna la debolezza del ciclo congiunturale continua a riflettersi sulla domanda aggregata e su tutti i diversi segmenti di clientela e settori produttivi. Nonostante ciò, i dati più recenti a febbraio 2014 segnalano che i finanziamenti bancari destinati principalmente alle imprese della Regione hanno mantenuto con un totale di 12,6 miliardi di euro gli stessi livelli dell’anno precedente. D’altro canto, a fronte dell’ampio sostegno il mondo bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio con il risultato che, sempre a febbraio 2014, il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 12,8% ad oltre 3,2 miliardi di euro.
Questo il quadro sintetico dell’andamento economico regionale in vista dell’incontro di sabato 10 maggio a Cagliari, nona tappa del Road Show Italia. L’iniziativa è stata avviata dall’ABI per raggiungere i territori, attraverso un modello di partecipazione diretta, e “spiegare” da vicino cosa fanno ogni giorno le Banche italiane per il Paese.
In Sardegna, nel corso del 2013 e nei primi mesi del 2014, l’economia della regione ha risentito della debolezza della domanda, interna ed estera, e della contenuta propensione ad investire delle imprese. Un miglioramento della domanda è atteso nei prossimi mesi. Le esportazioni sono diminuite, a riflesso del negativo andamento del settore petrolifero, mentre è continuata la crescita delle vendite all’estero del settore agroalimentare. Si è registrato un rallentamento sia nell’edilizia residenziale che nell’attività di realizzazione delle opere pubbliche, mentre sul fronte dei servizi ha pesato la contenuta capacità di spesa delle famiglie.
In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese. Con le “Nuove misure per il credito alle Pmi”, avviate a febbraio 2012, le banche a livello nazionale hanno sospeso 115.000 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 34,9 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 6,3 miliardi (oltre ai 16 miliardi di euro con l’Avviso comune). In particolare, in Sardegna a questa iniziativa  è riconducibile l’1,1% del totale delle operazioni sospese e lo 0,5% dell’ammontare complessivo.
Con la moratoria in corso, invece, a marzo 2014, le banche hanno sospeso 19.968 finanziamenti a livello nazionale, pari a 7,4 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 892 milioni. Alla Sardegna è riconducibile l’1,9% del totale delle operazioni sospese e l’1,5% dell’ammontare complessivo.
Sempre nell’ambito dell’Accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi”, da gennaio 2013 è pienamente operativa l’iniziativa “Progetti investimenti Italia” avviata da ABI e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale (alla presenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico) al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese. Si tratta di un Plafond complessivo di 10 miliardi di euro rivolto alle Pmi, in bonis, che vogliano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa. A fine marzo sono state accolte 12.206 domande per un importo globale pari a 4 miliardi di euro. Il 79,2% delle domande accolte riguarda investimenti in beni materiali. In Sardegna sono stati erogati 124 finanziamenti per 48,7 milioni di euro pari all’1,1% del totale nazionale.

Banche in Sardegna
La struttura del settore bancario regionale, alla fine del 2013, vede attive sul territorio 27 banche per un totale di 668 sportelli. Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 740 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 40.136.
Nella regione i lavoratori bancari sono l’1,7% del totale nazionale di settore che ha toccato le 320.000 unità. 

Le imprese sarde scontano la crisi ma i finanziamenti tengono

Servizi innovativi per le microimprese italiane | [03/05/2014]

(3 maggio 2014) Indagine ABI sui piani e le strategie delle banche italiane per i prossimi due anni a sostegno delle attività delle piccole e micro imprese. Tra le priorità: figure professionali specifiche, sviluppo di iniziative e piattaforme per l’orientamento, rafforzamento dei servizi di consulenza. 

​Nuovi servizi su misura per gestire e soddisfare le esigenze delle micro e piccole imprese: team di esperti per l’assistenza e la consulenza, flessibilità e riorganizzazione dei servizi allo sportello, sviluppo di piattaforme e di iniziative specifiche per l’orientamento, il supporto alle attività e il potenziamento del commercio elettronico delle aziende clienti. Sono queste le principali frontiere su cui si sta concentrando l’attenzione delle banche per sostenere le micro e piccole imprese e svilupparne l’attività. È quanto emerge da una indagine dell’ABI in collaborazione con l’Università di Parma, sull’evoluzione dei modelli di servizio per la clientela dei piccoli operatori economici e delle piccole imprese, messi a punto dalle banche italiane in prospettiva per i prossimi due anni, condotta su un campione di istituti che rappresentano il 65% del settore in termini di sportelli.
Dall’indagine emerge che le priorità per il prossimo biennio saranno: l’introduzione di servizi di consulenza a valore aggiunto (per l’89% delle banche intervistate), il rafforzamento dei canali diretti (84%) e la riorganizzazione delle strutture e dell’attività svolta allo sportello (79%).
grafico.jpgGrande attenzione viene posta dalle banche per i servizi di consulenza a valore aggiunto. I due terzi delle banche già offrono o sono in procinto di fornire anche alle piccole imprese supporto per finanziarsi direttamente sul mercato tramite emissioni obbligazionarie e quasi tre quarti delle banche sostiene le aziende clienti nella ricerca di partner commerciali all’estero.Secondo lo studio il 63% delle banche intervistate ha sviluppato modalità di relazione specifiche con la clientela, a seconda che questa sia costituita da clienti famiglie, dalla microimprenditoria o in riferimento alle piccole imprese. Il servizio per le micro e piccole imprese si incentra sulla figura del ‘gestore’, una persona di riferimento che cura il complesso della relazione tra la banca e il cliente: opera così l’89% delle banche. Al gestore verranno affiancate figure specializzate su singoli prodotti quando il cliente ha esigenze più complesse. Inoltre, sono spesso previsti sul territorio sviluppatori che si recano presso i clienti piccole imprese: circa la metà delle banche intervistate li hanno già introdotti e un quinto li sta implementando. Ampliare le competenze del gestore nonché rafforzare ulteriormente la capacità di relazione, di proattività e di offerta al cliente è tra gli obiettivi per i prossimi due anni delle banche.Nei prossimi due anni, infine, le banche arricchiranno il servizio sui canali a distanza per favorire il contatto con la clientela: il 52% delle banche ha predisposto o ha in programma di realizzare portali di orientamento e consulenza per le piccole imprese, il 58% rafforzerà la consulenza per l’implementazione del commercio elettronico delle aziende clienti, oltre il 40% prevede l’offerta di prodotti e servizi non bancari di supporto per le piccole imprese (telefonia, viaggio, noleggio auto,….).Saranno disponibili collegamenti video e chat via Internet (per il 37% delle banche). Particolare attenzione allo sviluppo dei social network: il 58% dei rispondenti li utilizzerà sempre più come canale informativo per la clientela, per iniziative commerciali della banca e per favorire il cliente nel fissare appuntamenti con il personale in agenzia o attraverso la rete.

 

Indagine ABI su piani e strategie delle banche per i prossimi due anni

Il Road Show Italia sbarca in Sardegna | [23/04/2014]

(23 aprile 2014) Si terrà a Cagliari il 9 e 10 maggio la nona tappa dell’iniziativa nata per incontrare i territori e raccontare l’impegno delle banche italiane a sostegno di famiglie e imprese

​Il Road Show Italia approda in Sardegna con la nona tappa del viaggio attraverso la Penisola promosso dall’Associazione bancaria italiana: il 9 e il 10 maggio Cagliari sarà teatro della consueta due-giorni di eventi che coinvolgeranno banche, imprese e famiglie del territorio in più occasioni di incontro, informazione e dialogo con l’obiettivo di evidenziare il patrimonio di esperienze, professionalità ed energie che le banche mettono a disposizione dello sviluppo e della crescita, soprattutto nella difficile fase che il Paese sta attraversando e con una particolare attenzione alle specificità del contesto sardo.
Giunta alla nona tappa – dopo Cuneo, Vicenza, Ancona, Viterbo, Lecce, Messina, Modena e Sondrio – l’iniziativa è mirata a rendere ancor più concreto ed evidente il ruolo e l’impegno delle banche nel sostenere l’economia e rispondere alle esigenze della collettività. Momento centrale dell’appuntamento cagliaritano sarà l’evento di sabato 10: nella mattinata rappresentanti delle Istituzioni, esponenti del mondo bancario locali e nazionali e imprenditori sardi si troveranno assieme con l’obiettivo di fotografare l’attuale congiuntura e ragionare sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra istituti di credito e aziende.
Il Road Show Italia si inserisce nel programma dell’ABI con l’obiettivo di consolidare e dare visibilità alla quotidiana relazione tra le banche e i contesti ambientali in cui esse operano. Ogni evento coinvolge i principali centri di riferimento – istituzionali, imprenditoriali, civili e sociali – presenti su ogni specifico territorio in un dibattito che punta al reciproco confronto sulle possibili soluzioni per uscire dalla crisi. Partendo proprio dall’ulteriore rafforzamento della relazione e da una sempre più fruttuosa collaborazione verso obiettivi comuni. Tutto questo attraverso un modello di partecipazione diretta per raccontare da vicino, tappa dopo tappa, cosa fanno ogni giorno le banche italiane per il Paese.
 

Il 9 e il 10 maggio Cagliari sar teatro della consueta due giorni di eventi

Accordo ABI/Sindacati sulla circolazione delle informazioni | [18/04/2014]

Il 15 aprile 2014 è stato sottoscritto tra l’ ABI e i Sindacati l’Accordo quadro nazionale sull’applicazione del Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 12 maggio 2011, n. 192, che prescrive alle banche una serie di misure riguardo alla circolazione delle informazioni dei clienti e alla loro tracciabilità e che entrerà in vigore il 3 giugno 2014.

​L’Accordo quadro prevede che si dia corso al confronto a livello aziendale o di Gruppo con gli Organi di coordinamento  o con le Delegazioni, finalizzato al perfezionamento delle intese ex art. 4, 2° comma, della l. n. 300 del 1970 per quel che attiene al profilo del controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.”
Il Provvedimento è finalizzato a “garantire il rispetto dei principi in materia di protezione dei dati personali ai sensi del Codice, in ordine ai temi della «circolazione» delle informazioni riferite ai clienti in ambito bancario e della «tracciabilità» delle operazioni bancarie” e detta, ai sensi dell’art. 154, comma 1, lett. c), prescrizioni in relazione al trattamento di tali dati personali della clientela effettuato dai dipendenti delle “banche, incluse quelle facenti parte di gruppi, delle società, anche diverse dalle banche, purché siano parte di tali gruppi”, stabiliti sul territorio nazionale.

Il testo dell’accordo

Accordo ABI/Sindacati sulla circolazione delle informazioni

Oltre 335 milioni per formazione bancari e assicurativi | [12/04/2014]

(12 aprile 2014) Le risorse impiegate negli ultimi cinque anni dal Fondo bilaterale banche e assicurazioni (Fba) per la formazione dei lavoratori di categoria. Il Fondo è pronto a lanciare un nuovo piano formativo destinato agli oltre 380mila lavoratori delle 1.018 aziende aderenti.

Sono 335,5 milioni, dal 2009 al 2013, le risorse che l’Fba – il Fondo bilaterale banche e assicurazioni, finanziato con le trattenute dello 0,30% sulla busta paga dei lavoratori – ha impiegato per la formazione su più corsi per gli addetti di categoria. Il dato emerge dall’ultima rilevazione statistica del Fondo che evidenzia la fondamentale importanza della formazione.   Fba è, ora, pronto a lanciare un nuovo piano formativo destinato agli oltre 380mila lavoratori delle 1.018 aziende aderenti. La novità sarà il passaggio da un livello di formazione complessiva a una serie di aree tematiche in cui concentrare la crescita dei nuovi modelli professionali: in particolare, le ore di formazione specifica riguarderanno credito, vendita e marketing, commerciale, informatica e banca telematica, finanza. Priorità all’efficienza nell’erogazione dei piani formativi attraverso valutazioni rigorose per ottenerne il finanziamento. È anche allo studio un sistema di misurazione delle competenze acquisite dai lavoratori per la concessione di incentivi e bonus alle aziende più virtuose.

Dal 2009 oltre 335 milioni le risorse impiegate per la formazione

L’80% dei clienti è multicanale | [08/04/2014]

(8 aprile 2014) Servizi bancari sempre più articolati e personalizzati, e filiali organizzate per rispondere alle nuove esigenze della clientela e del territorio. A Dimensione Cliente 2014 l’indagine ABI sull’evoluzione dei rapporti tra la banca e il cliente.

​Banca multicanale e multiservizi: se da una parte con l’affermarsi dei nuovi canali di accesso ai servizi bancari, come internet, smartphone, tablet e call center, si sta intensificando l’uso della banca in ottica self-service per le operazioni di tutti i giorni, dall’altra parte la filiale sta riscoprendo una nuova centralità nel rapporto col cliente. È quanto emerge dalla rilevazione condotta dall’ABI in collaborazione con GfK-Eurisko, presentata al convegno Abi ‘Dimensione cliente’ che si svolge oggi e domani a Roma. Focus sull’evoluzione dei rapporti tra la banca e il cliente: secondo l’indagine la metà dei clienti utilizza internet, in un anno è raddoppiato l’utilizzo del mobile banking e del call center, mentre lo sportello resta un punto di riferimento importante per quasi il 90% della clientela pur cambiando funzione.
“L’enorme evoluzione che sta interessando la banca rispecchia il cambiamento in atto nella società, caratterizzata dalla crescente digitalizzazione dei servizi e dei processi e dalla multicanalità relazionale – così Giovanni Sabatini, il direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, in apertura dei lavori del convegno – Le banche adattano e sviluppano i loro canali e le loro reti fisiche in un’ottica di efficienza, accessibilità e prossimità con la clientela per rispondere appieno alle nuove esigenze e in considerazione della specificità del territorio. In questo senso la rinnovata importanza dello sportello: sulla centralità dell’accoglienza e della consulenza al cliente si sviluppa il nuovo modello di filiale, che si affianca alla semplicità e alla comodità dell’operatività online”.
L’indagine Abi-GfK Eurisko conferma il fenomeno della crescente intercanalità della clientela già delineatosi negli ultimi anni, ossia l’uso combinato dello sportello e dei canali a distanza che coinvolge la grande maggioranza dei clienti (quasi l’80%, era il 65% nel 2005), per fare fronte alle diverse necessità. L’uso dei canali a distanza favorisce, raddoppiandole, le occasioni di dialogo fra banche e clienti.
 grafico.jpgDallo studio emerge che il 2013 si caratterizza per una sensibile crescita dell’uso dei canali a distanza, in particolare dell’internet banking che ormai viene utilizzato, con la banca principale, da quasi la metà della clientela (48%, pari a circa 14 milioni di clienti). L’uso del servizio online sembra aver svolto anche un ruolo di catalizzatore della diffusione degli altri canali a distanza: cresce infatti la quota di clienti che accedono alla banca anche attraverso il telefono sia nella versione ‘mediata’  da personale di contatto, ossia la banca telefonica, sia nella versione ‘fai da te’ in mobilità, accessibile con il supporto dei nuovi smartphone, ossia il mobile banking. Secondo l’indagine, i clienti che dichiarano di usare ciascuno di questi canali sono ad oggi l’11% (circa 3 milioni di utenti per ciascun canale), raddoppiati in un anno. Cresce anche l’uso dell’Atm che viene utilizzato dall’85% dei clienti; in particolare, il 33% usa le aree self-service per l’operatività più evoluta. Anche l’uso del promotore finanziario registra una crescita: a fine 2013, il 7% dei clienti dichiara di avvalersi di questo canale (4% nel 2012).A fronte di un uso più marcato dei canali a distanza, quasi il 90% dei clienti continua a recarsi in agenzia privilegiando sempre più lo sportello per l’assistenza e la consulenza nei momenti delle scelte finanziarie importanti e meno per l’operatività di routine che ormai viene assorbita dai nuovi canali distributivi. Una indagine svolta da PwC per Abi mostra che, sulla base dell’evoluzione osservata presso banche operanti in paesi esteri, le reti fisiche degli sportelli potranno evolvere verso sistemi più articolati con tipologie diverse di filiali per rispondere alle specifiche esigenze dei bacini di utenza in cui esse insistono: specializzate, multiservizi, leggere, automatiche o con formati specifici ad alto impatto di comunicazione.

Lo dice l’indagine ABI sullevoluzione dei rapporti tra banca e clientela

Operativo il Fondo per l’Occupazione | [05/04/2014]

(5 aprile 2014) I primi risultati dello strumento per finanziare occupazione stabile nel mondo bancario, senza alcun onere per la finanza pubblica. Oltre 3800 domande, presentate da 140 banche nel solo mese di marzo, per assunzioni a tempo indeterminato, anche con apprendistato, o stabilizzazioni di rapporti a termine.

​Sono i primi numeri del Fondo Nazionale per il Sostegno dell’Occupazione (F.O.C.), che ha avviato la fase di erogazione delle prestazioni per favorire la creazione di nuova occupazione stabile e garantire una riduzione di costi alle imprese che procedono ad assunzioni a tempo indeterminato.
In un periodo in cui la disoccupazione, soprattutto giovanile, ha raggiunto cifre impressionanti, il Fondo, istituito dall’ABI e dai Sindacati di categoria con il Contratto nazionale vigente, rappresenta una risposta concreta ed innovativa per sostenere la ripresa. E infatti, Il Comitato di Gestione di Enbicredito – Ente Bilaterale Nazionale attraverso il quale è gestito il F.O.C. – ha già accolto quasi 1000 domande, deliberando finanziamenti per oltre 7.000.000 di Euro.
Ciascuna azienda riceve un contributo complessivo di 7.500 o 9.000 euro in un triennio per ciascuna assunzione di giovani disoccupati, cassaintegrati o in mobilità, disabili, donne e persone residenti nel Mezzogiorno; cioè le fasce di persone socialmente più deboli in Italia.
Il Fondo utilizza una dotazione economica interamente raccolta con il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori della categoria, incluse le figure apicali delle mondo bancario. Anche in questo caso non vi sono oneri per la finanza pubblica, come avviene da tempo per il Fondo di Solidarietà che gestisce gli esuberi dei dipendenti bancari, assicurando un reddito e minimizzando gli impatti sociali per i lavoratori. 

Funziona bene lo strumento per finanziare assunzioni in banca