Alle imprese 240 milioni per investimenti innovativi al Sud | [20/02/2014]

​(20 febbraio 2014) Siglata convenzione ABI-Mise per finanziamenti agevolati Mezzogiorno

 

​Ammontano a 240 milioni le risorse per la concessione di finanziamenti a tasso zero a disposizione delle imprese del Mezzogiorno, in particolare Campania, Puglia, Calabria e Sicilia che attuano programmi di investimento – nello specifico acquisto di macchinari – per una cifra compresa tra 200.000 e 3 milioni di euro. I finanziamenti saranno rimborsati in percentuali differenziate in base alla dimensione d’impresa beneficiaria.E’ quanto prevede il Bando “Macchinari” del Ministero dello sviluppo economico, finanziato con risorse del Piano di azione coesione (Pac) e del Programma operativo nazionale (Pon – “Ricerca e competitività” 2007-2013).I finanziamenti agevolati potranno essere erogati attraverso una modalità innovativa, messa a punto dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese (Dgiai) del Ministero dello sviluppo economico e dall’ABI, secondo la quale le imprese potranno usufruire delle agevolazioni prima di effettuare il pagamento dei beni ai fornitori. Le fatture saranno pagate, pertanto, direttamente con le risorse finanziarie versate dal Ministero su un apposito conto vincolato. La Convenzione siglata tra Ministero e ABI ha stabilito nel dettaglio le regole per l’apertura e la gestione dei conti bancari. “Nell’attuale fase del ciclo economico – ha sottolineato il Direttore generale della Dgiai Carlo Sappino – in cui i segnali di ripresa sono ancora troppo deboli, soprattutto nelle regioni meridionali, contiamo di supportare con il Bando ‘Macchinari’ le imprese nella realizzazione di investimenti in grado di qualificarne gli assetti tecnico-produttivi e rilanciarne la competitività. Credo poi che sia particolarmente significativa, e direi anch’essa innovativa come gli investimenti che ci apprestiamo a sostenere, la partnership pubblico-privato per lo sviluppo attivata con l’ABI, che ringrazio per la disponibilità e la collaborazione offerta”. A sua volta, il Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini ha sottolineato che “questo strumento agevolativo è un tassello importante della politica di sostegno alle imprese e, in particolare, di quelle del Mezzogiorno, che si affianca alla Nuova Sabatini, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti in un momento nel quale siamo tutti impegnati a promuovere la ripresa economica”. Il vantaggio assicurato alle imprese, e anche ai loro fornitori, dalla particolare modalità di erogazione disciplinata dalla Convenzione non è l’unica forma di semplificazione amministrativo-procedurale introdotta nella gestione dello strumento agevolativo. Si segnala, in particolare, che è già fruibile la piattaforma informatica, implementata, in collaborazione con Invitalia, per la compilazione guidata delle domande di ammissione alle agevolazioni, che potranno essere presentate a partire dal 27 febbraio.Maggiori informazioni sul Bando “Macchinari” sono disponibili nella sezione dedicata del portale del Ministero dello sviluppo economico, all’indirizzo www.mise.gov.it

Contatti:Mise – Ufficio Stampa – Via Molise, 2 – 00187 RomaTel. 06.420434337  – fax 06.47887878[email protected] www.mise.gov.itABI – Ufficio Rapporti con la StampaTel. +39 06 6767596 – Fax. +39 06 6767350[email protected] www.abi.it

Dalla Convenzione ABI-Mise 240 milioni di finanziamenti agevolati

Sisma Emilia Romagna: ancora operative le sospensioni rate | [20/02/2014]

(20 febbraio 2014) Misure previste, caso per caso, in scadenza a fine anno

“Massima sensibilità delle banche verso i clienti – privati o aziende – titolari di edifici inagibili e non ancora recuperati a seguito del sisma 2012. Molti istituti, caso per caso, già applicano singolarmente ai loro clienti misure di sospensione delle rate dei finanziamenti”. È quanto conferma il Presidente di ABI Emilia Romagna, Luca Lorenzi, a seguito di chiarimenti chiesti dal Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, e dall’Assessore regionale, Gian Carlo Muzzarelli; dai Senatori, Claudio Broglia e Stefano Vaccari, e dai Deputati, Manuela Ghizzoni e Davide Baruffi.
Si tratta dei casi in cui il cittadino sia in possesso del modello Mude o Sfinge (o del documento attestante l’avvenuta prenotazione della domanda di ricostruzione), ossia di elementi che testimoniano la volontà di aderire al progetto di recupero dell’abitazione o del capannone.
Queste sospensioni di norma scadranno il 31 dicembre 2014 o all’avvenuto ripristino dell’agibilità dell’immobile danneggiato: in ogni caso fa fede l’accordo tra il singolo cliente e la banca.
ABI regionale tratterà la questione in occasione della sua imminente prossima riunione, dove si discuterà la proposta per definire l’accordo Regione-ABI Emilia Romagna-Banche aderenti su questi specifici casi.
 

Ancora operative le sospensioni per le rate dei finanziamenti

Toscana: sospese rate per oltre 1,8 mld a famiglie e imprese | [17/02/2014]

 (17 febbraio 2014) ​L’analisi e i dati complessivi di tutte le iniziative bancarie sul territorio tra moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo


 

Ammontano ad oltre 1,8 miliardi di euro le quote sospese a Pmi e famiglie in Toscana, dal 2009 ad oggi, con le varie moratorie sulle rate dei finanziamenti per affrontare il protrarsi della crisi economica. A questo quadro vanno aggiunti i 329,6 milioni di euro dal Plafond Progetti Investimenti Italia, previsto nel Accordo per il credito 2013 tra l’ABI e le altre Associazioni di impresa e operativo da settembre 2013.
Questo il focus specifico su tutte le iniziative messe in campo, nel corso della crisi, dal mondo bancario con Istituzioni, Associazioni di impresa e Associazioni dei consumatori attraverso moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo. I dati sono stati elaborati in vista della conferenza “Per la ripresa”, organizzata a Pisa alla Scuola Normale Superiore il prossimo 20 febbraio per il ciclo “Incontri in Normale”, cui parteciperà il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli.
Continua la fase di indebolimento delle attività produttive in Toscana: nell’industria l’attività si è contratta nel 2013, soprattutto per la persistente debolezza della domanda interna. Le esportazioni hanno fornito un contributo positivo nei settori di specializzazione regionale quali la moda e la meccanica. È proseguita la fase recessiva nell’edilizia, sia nel comparto residenziale sia in quello delle opere pubbliche. Nei servizi si sono contratti le vendite al dettaglio, i flussi turistici degli italiani e i movimenti di merci negli scali toscani.
In questo scenario, il mondo bancario – legato alla sua essenza prettamente commerciale – sconta gli effetti delle fragilità del sistema produttivo e dei problemi della mancata crescita. Infatti, l’espansione del credito trova un vincolo spesso insormontabile nel fortissimo aumento del costo del rischio, con il risultato che in Toscana a novembre 2013 il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 10,5%, con sofferenze per oltre 12,1 miliardi di euro (circa l’8% il rapporto sofferenze/impieghi della media nazionale; 7,2% nell’Italia Centrale).

IMPRESE
In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese. Con le “Nuove misure per il credito alle Pmi”, avviate a febbraio 2012, le banche a livello nazionale hanno sospeso 114.000 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 34,9 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 5,4 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune).
In particolare, in Toscana attraverso l’Avviso comune sono state accolte 20.934 domande di sospensione per un ammontare della quota sospesa di 1,2 miliardi di euro; con le Nuove misure per il credito alle Pmi sono state accolte 8.934 domande di sospensione per un ammontare della quota sospesa di 498,5 milioni di euro; con l’Accordo per il credito 2013, secondo i dati più recenti a dicembre, sono state accolte 515 domande di sospensione per 23,5 milioni di euro di quote sospese.
Sempre nell’ambito dell’Accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi”, da gennaio 2013 è pienamente operativa l’iniziativa “Progetti investimenti Italia” avviata da ABI e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale (alla presenza del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero dello sviluppo economico) al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese. Si tratta di un Plafond complessivo di 10 miliardi di euro rivolto alle Pmi, in bonis, che vogliano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa. In Toscana, a dicembre 2013, sono stati erogati 930 finanziamenti per 329,6 milioni di euro pari all’8,9% del totale nazionale.

FAMIGLIE
Con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino a marzo 2013, le banche hanno sospeso circa 98.781 mutui, pari a 10,9 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 690 milioni di euro. In Toscana i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità sono stati 9.871. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie sul territorio colpite dalla crisi pari a 76,6 milioni di euro, circa il 10,3% dell’ammontare complessivo sospeso.
Nel frattempo, da maggio 2013, è pienamente operativo il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa, iniziativa che rappresenta la misura pubblica di raccordo con la moratoria dell’ABI concordata con le Associazioni dei consumatori e portata avanti dal 2010. Ad oggi, a livello nazionale sono 10.350 le famiglie che hanno potuto sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui, per un controvalore di 988,5 milioni di euro di debito residuo. In Toscana si tratta di 508 famiglie, per un controvalore di oltre 54,5 milioni di euro di debito residuo.

Sospese rate per oltre 1,8 miliardi a famiglie e imprese

Banche e Pa contro le infiltrazioni criminali nelle grandi opere | [15/02/2014]

(15 febbraio 2014) Grazie al progetto “Monitoraggio finanziario” messo a punto dal Cbi per il Dipe, già monitorati i conti di 138 aziende che partecipano alla fase di sperimentazione. Si tratta di imprese appaltatrici e subappaltatrici coinvolte nella realizzazione di importanti interventi pubblici come: la linea C della metropolitana di Roma, la Variante di Cannitello, il Grande Progetto Pompei e, a breve, la metropolitana M4 di Milano.


Prevenire e contrastare l’infiltrazione di capitali di origine illecita all’interno delle procedure di affidamento e realizzazione delle grandi opere di interesse nazionale, dando un contributo significativo alla lotta alla criminalità. È questo l’obiettivo del progetto Monitoraggio finanziario, messo a punto dal Consorzio Cbi per il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe).Il progetto – nato nel 2009 per consentire un più efficace controllo degli appalti su lavori, servizi e forniture attraverso la tracciabilità di tutti i flussi finanziari connessi alla realizzazione di rilevanti interventi pubblici – oggi monitora i conti correnti di 138 aziende coinvolte nella fase di sperimentazione. Complessivamente, dall’avvio del progetto sono oltre 6 mila i flussi di informazioni trasferiti al Dipe e circa 30 gli istituti finanziari coinvolti. Già nella fase di sperimentazione, infatti, il monitoraggio finanziario riguarda i conti correnti di imprese appaltatrici e subappaltatrici impegnate nella realizzazione di opere pubbliche di grande rilievo come: la linea C della metropolitana di Roma; la Variante di Cannitello; il Grande Progetto Pompei per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica cittadina. Si sta lavorando per estendere il progetto anche alla metropolitana M4 di Milano.Alla luce dei significativi risultati raggiunti dal progetto di Monitoraggio finanziario, il Ministero dell’interno, in collaborazione col Consorzio Cbi e Formez Pa, si è aggiudicato un bando europeo per la prevenzione e la lotta alla criminalità. Presentando il progetto “Creation of sutomated procedures against criminal infiltration in public contracts” (Capaci), infatti, ha ottenuto i finanziamenti per estendere il monitoraggio anche ad altre opere pubbliche italiane e supportare la diffusione di questa best practice presso gli altri paesi europei. Il monitoraggio dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle grandi opere è realizzato attraverso il Servizio di Nodo del Consorzio Cbi. Il Consorzio gestisce l’infrastruttura di rete che interconnette ad oggi circa 920 mila imprese a 600 istituti finanziari, incluse Poste italiane e CartaLis, che rappresentano il 98% del mondo bancario italiano per numero di sportelli e l’88,2% delle società che offrono servizi di pagamento.

Banche e Pa insieme per contrastare le infiltrazioni criminali

Al via plafond di 2,5 miliardi per sostenere investimenti Pmi | [14/02/2014]

(14 febbraio 2014) ​L’Associazione bancaria italiana, la Cassa depositi e prestiti e il Ministero dello sviluppo economico hanno firmato questa mattina la Convenzione diretta a dare attuazione alla “Nuova Sabatini”. Entrano dunque nel vivo le nuove misure di sostegno agli investimenti delle piccole e medie imprese (Pmi). La normativa si rivolge alle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi che realizzano investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Le imprese devono avere sede operativa in Italia, essere iscritte nel Registro delle imprese ed essere in regola con le normative.

​Sono stati stanziati da CDP – e saranno distribuiti dalle banche aderenti alla Convenzione sulla base delle richieste delle imprese – 2,5 miliardi di euro. Il plafond potrà essere aumentato con successivi provvedimenti fino a 5 miliardi.
Le banche che aderiscono alla Convenzione ABI–CDP–MISE potranno utilizzare il plafond per finanziamenti fino al 31 dicembre 2016.
Il Ministero dello Sviluppo Economico riconosce alle PMI un contributo che copre parte degli interessi sui finanziamenti bancari per gli investimenti realizzati. Il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni.
Le Pmi, insieme al contributo e al finanziamento, possono anche attingere al “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento. Per accedere al contributo occorre avere una delibera di finanziamento bancario o di leasing non superiore a cinque anni di importo tra i 20mila e i 2 milioni di euro. Il finanziamento può coprire fino al 100% degli investimenti.
Le domande di finanziamento e di contributo potranno essere presentate alle banche o intermediari finanziari dal 31 marzo 2014. A partire dal 10 marzo saranno disponibili on-line sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico i moduli di domanda.
Le banche aderenti alla Convenzione saranno indicate sul sito dell’ABI, della Cassa depositi e prestiti  e del Ministero dello sviluppo economico.

Il testo della Convenzione
 

Siglata Convenzione ABI-Cdp-Mise per sostenere investimenti Pmi

Gli impieghi al settore privato oltre il 60% del totale attivo | [03/02/2014]

(3 febbraio 2014) ​L’Osservatorio European banking report (Ebr) dell’Ufficio Analisi Economiche dell’ABI ha pubblicato l’analisi dei risultati semestrali di metà anno relativi ad un campione dei principali gruppi bancari di Francia, Germania, Olanda, Italia, Spagna e Inghilterra.

​Il lavoro, che considera i risultati relativi al primo semestre del 2013, mostra come i gruppi bancari italiani, pur nel difficile contesto economico, evidenziano il modello di banca commerciale, ovvero la spiccata propensione alla raccolta al dettaglio e all’erogazione di impieghi a famiglie e soprattutto a imprese, a differenza dei principali concorrenti europei, più attivi sul fronte degli investimenti finanziari.
L’analisi della struttura patrimoniale mostra che:

  • gli impieghi al settore privato, per i gruppi bancari italiani, rappresentano oltre il 60% del totale dell’attivo contro una  media europea del 38,5% (30% per  i gruppi francesi, tedeschi e inglesi);
  • le attività finanziarie rappresentano circa il 26% del totale dell’attivo in Italia e il 41% in media in Europa (50% per i maggiori gruppi bancari Francesi e tedeschi);
  • la raccolta diretta è superiore ad oltre il 61% del passivo a fronte di una media europea pari a circa il 49% (intorno al 40%  per i gruppi francesi e tedeschi).

L’analisi evidenzia che in Europa convivono modelli bancari molto diversi. Da un lato, i modelli commerciali tradizionali, adottati dalle banche italiane e spagnole, dall’altro, i modelli maggiormente orientati all’operatività sui mercati finanziari e alle attività di banca d’affari, che trovano la massima espressione nei principali gruppi francesi, tedeschi e in alcuni di quelli inglesi.

La sintesi dell’Osservatorio

Pubblicata lanalisi Ebr dei risultati semestrali di met anno

Le banche potenziano le intranet aziendali | [25/01/2014]

(25 gennaio 2014) Nonostante la crisi, un terzo del settore bancario incrementerà gli investimenti nei prossimi due anni (33%) e oltre la metà manterrà inalterato il budget (53%). Le banche italiane potenziano le intranet aziendali grazie alle nuove tecnologie e alla multicanalità, per rendere ancora più efficiente l’operatività interna, la gestione integrata ed efficace dei processi e l’offerta di nuovi servizi, anche a vantaggio dei clienti.

​Lo dimostra uno studio di ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca, e della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui – nonostante la difficile congiuntura economica – un terzo delle banche italiane intervistate ha previsto di incrementare gli investimenti per le intranet nei prossimi due anni (33% del campione) e più della metà intende mantenere inalterato il budget rispetto all’ultimo anno (53%).
Già oggi, all’interno delle banche le intranet supportano la comunicazione interna (80% delle banche del campione); la compliance (54%); i servizi di customer service (60%) la gestione del portafoglio prodotti (53%); le operazioni di finanza (50%) e di credito (46%); i processi organizzativi (64%) e la gestione delle risorse umane (60%). Secondo la ricerca, nel 2014 il ruolo giocato dalle intranet nella gestione dei processi delle banche sarà ancora più strategico: oltre la metà dei gruppi intervistati, infatti, pensa di svilupparle ulteriormente a supporto delle attività commerciali, di marketing e nell’ambito del servizio clienti (56%); delle operazioni finanziarie e creditizie (53%); dell’organizzazione interna e della gestione delle risorse umane (50%).
Sul fronte della “mobilità”, le Intranet delle banche sono accessibili ai dipendenti a ogni orario e da qualunque luogo e dispositivo, rispettivamente nel 79% e nel 43% dei gruppi del campione. Proprio su questa caratteristica è rivolta in particolare l’attenzione del settore che punta a potenziare ulteriormente l’accessibilità in mobilità alla Intranet aziendale (oltre l’80% del campione). Sempre secondo lo studio, l’integrazione con gli ambienti “social” e di “collaborazione” aziendali passerà dall’attuale 14% al 36%, mentre quella con i dispositivi personali passerà dal 7% al 14%. 

Nei prossimi due anni incremento di investimenti nonostante la crisi

Sardegna: plafond da 90 milioni di euro per moratoria tributi | [24/01/2014]

​(24 gennaio 2014) L’Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa depositi e prestiti (CDP) comunicano di aver sottoscritto la Convenzione Plafond “Moratoria Sardegna” a sostegno della popolazione sarda danneggiata dall’alluvione che ha colpito la Regione nel novembre 2013.

​Sono stati stanziati da CDP – e saranno distribuiti dalle banche aderenti alla Convenzione – 90 milioni di euro per la concessione di finanziamenti agevolati finalizzati al pagamento di tributi sospesi, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, con scadenza nel periodo compreso tra il 18 novembre 2013 e il 20 dicembre 2013.
I finanziamenti hanno durata di 2 anni e sono assistiti dalla garanzia dello Stato, con restituzione della sola quota capitale da parte dei beneficiari e della quota interessi da parte dello Stato.
Alle risorse possono accedere persone fisiche e soggetti diversi da persone fisiche, anche in qualità di sostituti d’imposta, che abbiano subito danni dall’alluvione.
Per quanto riguarda le modalità di accesso al finanziamento agevolato, i soggetti beneficiari, entro il 31 gennaio 2014, devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello di comunicazione dei pagamenti, riportando solo l’importo dei tributi sospesi per il periodo in questione.
Sempre entro il prossimo 31 gennaio, si possono stipulare i contratti di finanziamento, presentando alle banche aderenti la seguente documentazione:

  • un’autocertificazione con la quale il soggetto beneficiario, oltre a dichiarare di possedere i requisiti previsti dalla legge per accedere ai finanziamenti della specie, attesta di aver subito danni connessi con l’evento alluvionale di novembre 2013;
  • la copia del modello di comunicazione dei pagamenti presentato telematicamente all’Agenzia delle Entrate, nel quale è indicato l’ammontare dei versamenti sospesi;
  • la ricevuta di trasmissione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

Alla Convenzione possono aderire le banche che hanno una sede operativa nei territori interessati.

Per maggiori dettagli >

Plafond di 90 mln a sostegno della popolazione colpita dall’alluvione

Dalle banche lombarde 30 milioni l’anno per arte e cultura | [23/01/2014]

​A tanto ammontano gli investimenti delle banche locali a sostegno di manifestazioni e iniziative artistiche e culturali nella regione. Circa 76 milioni investiti negli ultimi due anni e mezzo. Fino al 2 febbraio, presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio, aperta gratuitamente al pubblico la mostra “Luoghi di Valtellina”, promossa dall’ABI in collaborazione con le due banche del territorio.

​Trenta milioni di euro l’anno per restaurare, custodire e tutelare i beni artistici e architettonici della Lombardia, finanziare iniziative, manifestazioni e progetti culturali – come per esempio la mostra “Luoghi di Valtellina”, aperta gratuitamente al pubblico fino al prossimo 2 febbraio – contribuendo così alla crescita e allo sviluppo artistico e culturale della regione. A tanto ammontano, secondo i dati raccolti dall’ABI, gli investimenti fatti ogni anno dalle banche lombarde per l’arte e la cultura. Secondo la rilevazione dell’ABI, in due anni e mezzo – ossia dal 2011 al primo semestre del 2013 – le banche lombarde hanno investito circa 76 milioni di euro in arte e cultura, con un trend che si mantiene costante nonostante la crisi economica in corso. In particolare, gli investimenti nelle arti performative come cinema, teatro, musica e danza rappresentano il 48% della spesa “culturale” complessiva delle banche della regione. Seguono le spese per la sponsorizzazione e l’organizzazione di mostre (17%), gli investimenti a sostegno dell’editoria d’arte (16%), i progetti educativi e di formazione (11%) e i restauri conservativi (8%).  La mostra “Luoghi di Valtellina”, promossa dall’ABI grazie alla collaborazione della Banca Popolare di Sondrio e del Credito Valtellinese, resterà aperta gratuitamente al pubblico di cittadini, turisti e appassionati fino a domenica 2 febbraio, presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte (MVSA). Le opere d’arte che compongono la rassegna provengono dalle collezioni private delle due banche del territorio: protagonista assoluto è il paesaggio nella sua accezione più ampia, indagato dall’occhio attento degli artisti valtellinesi, italiani ed europei che, a partire dagli anni Quaranta, hanno visitato e in taluni casi si sono stabiliti nella provincia di Sondrio.

Esempi di intervento

Dalle banche locali 30 ml di euro lanno per la tutela dei beni artistici

Sospese rate per Pmi e famiglie lombarde per oltre 5,3 miliardi | [17/01/2014]

(17 gennaio 2014) Nell’ottava tappa a Sondrio del Road Show Italia dell’ABI, analisi e dati complessivi di tutte le iniziative per famiglie e imprese nella crisi tra moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo. La fotografia del settore bancario regionale nel quadro economico del territorio che risente della mancata crescita generale

 

​Ammontano ad oltre 5,3 miliardi di euro le quote di debito residuo sospese a Pmi e famiglie in Lombardia, dal 2009 ad oggi, con le varie moratorie sulle rate dei finanziamenti per affrontare il protrarsi della crisi economica. A questo quadro vanno aggiunti:

  • i dati in via di elaborazione dell’Accordo per il credito 2013, tra l’ABI e le altre Associazioni di impresa e operativo da settembre 2013;
  • gli 823 milioni di euro dal Plafond Progetti Investimenti Italia, previsto nello stesso Accordo per il 2013;

Questo il focus specifico su tutte le iniziative messe in campo, nel corso della crisi, dal mondo bancario con Istituzioni, Associazioni di impresa e Associazioni dei consumatori attraverso moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo. I dati sono stati presentati nel corso dell’incontro di sabato 18 gennaio a Sondrio, ottava tappa – dopo Modena – del Road Show Italia. Iniziativa avviata dall’ABI per raggiungere i territori, attraverso un modello di partecipazione diretta, e “spiegare” da vicino cosa fanno ogni giorno le Banche per il Paese.Prosegue la fase di indebolimento delle attività produttive in Lombardia: le difficoltà congiunturali, iniziate nella seconda metà del 2011 in conseguenza delle tensioni sul debito sovrano e delle manovre di consolidamento fiscale, si sono intensificate nell’ultimo biennio. La recessione si è sentita in particolar modo nell’industria e nel comparto delle costruzioni. Nell’industria, i cali produttivi sono stati eterogenei tra province, anche per effetto della diversa specializzazione settoriale. Nel 2012 l’unico stimolo alla crescita era venuto dalle esportazioni (+3,7% la variazione annua), che però si è annullato nel 2013 (-0,1% nei primi nove mesi del 2013).In questo scenario, il mondo bancario – legato alla sua essenza prettamente commerciale – sconta gli effetti delle fragilità del sistema produttivo e dei problemi della mancata crescita. Infatti, l’espansione del credito trova un vincolo spesso insormontabile nel fortissimo aumento del costo del rischio, con il risultato che in Lombardia ad ottobre 2013 il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 6,6%, con sofferenze per oltre 30,3 miliardi di euro (7,8% il rapporto sofferenze/impieghi della media nazionale; 6,8% nell’Italia Nord-Occidentale).
Imprese
In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese. Con le “Nuove misure per il credito alle Pmi”, avviate a febbraio 2012, le banche a livello nazionale hanno sospeso 114.000 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 34,9 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 5,4 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune).In particolare, in Lombardia attraverso l’Avviso comune sono state accolte 76.094 domande di sospensione per un ammontare della quota sospesa di 4 miliardi di euro; con le Nuove misure per il credito alle Pmi sono state accolte 22.424 domande di sospensione per un ammontare della quota sospesa di 1,1 miliardi di euro.Sempre nell’ambito dell’Accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi”, da gennaio 2013 è pienamente operativa l’iniziativa “Progetti investimenti Italia” avviata da ABI e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale (alla presenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico) al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese. Si tratta di un Plafond complessivo di 10 miliardi di euro rivolto alle Pmi, in bonis, che vogliano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa. In Lombardia, a novembre 2013, sono stati erogati 3.052 finanziamenti per 823,4 milioni di euro pari al 33% del totale nazionale.

Famiglie
Con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino a marzo 2013, le banche hanno sospeso circa 98.781 mutui, pari a 10,9 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 690 milioni di euro. In Lombardia i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità sono stati 18.297. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie sul territorio colpite dalla crisi pari a 119 milioni di euro, circa il 18,7% dell’ammontare complessivo sospeso.
Nel frattempo, da maggio 2013, è pienamente operativo il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa, iniziativa che rappresenta la misura pubblica di raccordo con la moratoria dell’ABI concordata con le Associazioni dei consumatori e portata avanti dal 2010. Ad oggi, a livello nazionale sono 10.350 le famiglie che hanno potuto sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui, per un controvalore di 988,5 milioni di euro di debito residuo. In Lombardia si tratta di 2.081 famiglie, per un controvalore di circa 217,5 milioni di euro di debito residuo.

Banche in lombardia
La struttura del settore bancario regionale, secondo i dati più recenti, vede attive sul territorio 225 banche per un totale di 6.209 sportelli. Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 8.127 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 253.696. Nella regione i lavoratori bancari sono il 26,6% del totale nazionale di settore che ha toccato le 320.000 unità.

Fattore sicurezza
Diminuiscono le rapine in banca in Lombardia. Nel 2012, infatti, sono stati 183 i colpi allo sportello fatti nella regione contro i 243 del 2011, con un calo del 24,7%. È questa la fotografia che emerge dai dati dell’Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza. Per prevenire ulteriormente il fenomeno è necessario continuare a lavorare su quattro direttrici fondamentali: ridurre l’ampia circolazione di contante che ancora caratterizza l’Italia, in ritardo nell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici; adottare sistemi di sicurezza sempre più evoluti e all’avanguardia; monitorare in modo sistematico gli eventi criminosi; proseguire nella formazione del personale di sportello. In Italia, la gestione del denaro contante costa circa 10 miliardi di euro l’anno al Sistema-Paese. Di questi, due terzi pari a 7,1 miliardi sono a carico delle imprese, mentre un terzo pari a 2,8 miliardi grava sui bilanci del mondo bancario. A questa somma vanno aggiunti gli alti costi sostenuti ogni anno dalla Pubblica Amministrazione. 

In Lombardia oltre 5,3 miliardi le quote di debito residuo sospese