Al via la Fondazione per l’educazione finanziaria e risparmio | [02/04/2014]

(2 aprile 2014) Il nuovo organismo creato per sviluppare la cultura al risparmio e alla legalità economica in Italia è stato presentato oggi a Roma nella sede dell’Associazione Bancaria Italiana. Tra le priorità l’impulso alla diffusione su tutto il territorio nazionale dell’educazione finanziaria e l’apertura anche a soggetti non bancari.

​La “Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio”, il nuovo organismo costituito per diffondere l’educazione finanziaria nel Paese, è stata presentata il 2 aprile  nella sede dell’Associazione Bancaria Italiana da Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, e da Andrea Beltratti, Presidente della nuova Fondazione.
La “Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio”, che sta realizzando l’iter per il riconoscimento della personalità giuridica nasce su espressa volontà del mondo bancario di promuovere un approccio condiviso all’educazione finanziaria e al risparmio.
In linea con le migliori prassi internazionali, la Fondazione promuoverà la diffusione dell’educazione finanziaria su tutto il territorio nazionale, nel più ampio concetto di educazione alla cittadinanza economica attiva e alla legalità, e svilupperà la conoscenza finanziaria e la cultura del risparmio nei cittadini tramite l’organizzazione di eventi sul territorio, strumenti innovativi e in prospettiva grazie alla creazione di contenuti originali.
“Migliorare la comprensibilità dei concetti di base dell’economia è uno passo cruciale per innalzare il livello di consapevolezza e responsabilità di ciascuno – commenta Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione bancaria italiana – E’ fondamentale per avvicinare i cittadini al mondo economico, alle istituzioni, agli intermediari, al mondo dell’informazione”.
Una delle principali novità della Fondazione riguarda l’apertura anche a soggetti diversi dalle banche, in primis le numerose Associazioni dei Consumatori. Una partecipazione aperta è quindi necessaria per soddisfare le esigenze di milioni di cittadini che si trovano a misurarsi con i temi dell’economia e della finanza.
“La Fondazione opererà in stretta relazione con le scuole, le famiglie, le Università, le Istituzioni e le numerose Associazioni dei consumatori per diffondere l’educazione finanziaria sul territorio – commenta Andrea Beltratti, Presidente della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio – In prospettiva si specializzerà anche nella produzione di contenuti originali ed innovativi di educazione finanziaria da mettere a disposizione dei partecipanti che vorranno aderiranno all’iniziativa. Uno sforzo comune e trasversale, che agevoli un maggiore dialogo tra tutti gli attori per quanto riguarda i contenuti e la diffusione degli stessi tramite canali innovativi, potrà consentire di raggiungere la massa critica necessaria per influenzare realmente il processo di crescita dell’educazione finanziaria nel nostro Paese.”
La Fondazione mira a creare la diffusione dell’educazione finanziaria e della cittadinanza economica, consentendo a ciascuno di affrontare il tema, condividendo idee e realizzando congiuntamente progetti e strumenti didattici in modo efficiente ed efficace.

La Relazione

La Scheda
 

Al via il nuovo organismo creato per sviluppare la cultura del risparmio

Collocamento polizze assicurative: adesioni in aumento | [29/03/2014]

​(29 marzo 2014) Operativo circa il 63% tra banche ed intermediari finanziari per realizzare accordo tra ABI, Assofin e Associazioni dei Consumatori sulla correttezza e trasparenza nel collocamento delle polizze assicurative sui finanziamenti alle famiglie consumatrici.
 

​Con l’adesione di 55 tra banche ed intermediari finanziari rappresentativi di oltre 63% del mercato del credito alle famiglie, entra nella fase operativa il Protocollo d’intesa sulla correttezza e trasparenza nel collocamento delle polizze assicurative tra ABI, Assofin e le Associazioni dei Consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori.
Gli obiettivi dell’accordo sono quelli di promuovere una trasparenza sempre più sostanziale dal punto di vista della clientela; rafforzare la libertà di scelta, e maggiore consapevolezza del consumatore sulle caratteristiche delle diverse tipologie di servizi e prodotti offerti da banche e intermediari finanziari, tra le quali poter scegliere, e rendere più agevole l’accesso ad opportune coperture assicurative per mutui e credito al consumo.
Nello specifico, tra gli impegni cui saranno chiamate banche e/o intermediari finanziari aderenti all’iniziativa, con riferimento alle polizze oggetto del Protocollo:

  • l’evidenziazione nella documentazione precontrattuale che la polizza è facoltativa e non necessaria per l’ottenimento del credito;
  • l’esposizione del costo complessivo del finanziamento con e senza la polizza – oltre al Taeg, già obbligatoriamente riportato nella documentazione precontrattuale, previsto anche un altro indicatore del costo totale del credito, calcolato con le stesse modalità del Taeg includendo le polizze assicurative facoltative;
  • la definizione di accordi con le imprese assicurative per l’estensione del diritto di recesso dalle polizze assicurative facoltative e le relative comunicazioni alla clientela – tenendo sempre come riferimento le esigenze del cliente, sia per quanto concerne i diritti e qualità del servizio sia per quel che attiene le condizioni economiche, banche e società finanziarie che aderiscono al Protocollo definiscono accordi con l’impresa (o con le imprese) di assicurazione con la quale si hanno rapporti commerciali per la promozione e il collocamento di polizze assicurative facoltative accessorie ai finanziamenti.

Questi accordi servono a riconoscere a favore del consumatore un periodo di 60 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto assicurativo – ovvero, se successiva, dalla data di efficacia – per recedere liberamente dal contratto mantenendo in essere il finanziamento. In questo senso, dopo il perfezionamento del contratto, verrà inviata a ciascun cliente una “lettera di benvenuto” con le principali informazioni sulle coperture previste dalla polizza e i tempi e le modalità per l’eventuale esercizio del recesso.
Tra le Parti, come previsto dall’Intesa, sarà a breve istituito un Osservatorio congiunto che si occuperà di analizzare la tematica delle polizze accessorie ai finanziamenti, rilevare i risultati di indagini su reclami o ricorsi, condividere e proporre eventuali iniziative per migliorare sempre più l’informazione alla clientela, e ottimizzare i livelli di efficienza e la trasparenza del mercato delle polizze assicurative.
Dal momento della adesione le banche egli intermediari finanziari hanno 90 giorni lavorativi per poter rendere operativi gli impegni previsti dal protocollo. 

Accordo ABI/Assofin/Consumatori: adesioni 63% di banche e intermediari

Riflessioni del Gruppo di lavoro interbancario in tema di Lcr | [20/03/2014]

(20 marzo 2014) Con lettera circolare Prot. UAR- UAR/000721 del 20 marzo 2014, è stato inviato agli Associati il documento “Riflessioni del Gruppo di lavoro interbancario in tema di LCR – Depositi Stabili e relazione operativa consolidata”. Con esso si intende dare delle indicazioni sul calcolo dell’indicatore LCR con particolare riferimento ai temi dei depositi stabili e della relazione operativa consolidata.

​Durante i lavori del gruppo interbancario competente sono anche state concordate delle posizioni comuni poi inviate alla Banca d’Italia, in vista dell’emanazione dell’Atto Delegato della Commissione Europea. Nel documento, dopo aver richiamato la parte di norma rilevante per il tema in oggetto si propone un percorso logico di identificazione dei depositi stabili di tipo “procedurale”. Nel documento, dopo aver richiamato la parte di norma rilevante per il tema in oggetto si propone un percorso logico di identificazione dei depositi stabili di tipo “procedurale”. Caratteristica pregnante di tale approccio è stata l‘identificazione di una serie di test da effettuare al fine di:

  •  segmentare la Clientela in modo coerente con le disposizioni previste dalla CRR sia ai fini del Rischio di Credito che di Liquidità. Quest’ultimo potrebbe prevedere criteri non disgiunti ma aggiuntivi a quelli del Rischio di Credito (cfr. Art. 411 CRR);
  • quantificare correttamente la quota parte assicurata, in capo al cliente, da parte del FITD (o schemi di garanzia analoghi) ponendo particolare attenzione al tema delle co-intestazioni;
    ­ identificare i rapporti dei Clienti aventi una natura transattiva (es. presenza di accredito di stipendio/pensione);
  • identificare l’esistenza di una relazione del Cliente consolidata con la Banca, nel caso in cui non sussista un rapporto di natura transattiva (es. caratteristiche dei prodotti utilizzati);
    ­ identificare l’esistenza di una relazione operativa consolidata con la Banca per le tipologie di controparti diverse da Retail come definito da CRR;
  • addivenire, in ultima analisi, all’identificazione della quota parte dei Depositi da considerare stabili, ponendo particolare attenzione ai meccanismi di propagazione di tale attributo nel caso di contestazioni di rapporto.

Le indicazioni riportate nel documento allegato non sono, e non hanno intenzione di essere, in alcun modo vincolanti per le banche, ma rappresentano unicamente le riflessioni del GdL sull’argomento che si ritiene possano rappresentare un ausilio per coloro che si apprestano al calcolo dell’indicatore LCR, quantunque l’Atto delegato su questa parte innovativa della Vigilanza prudenziale non sia stato ancora elaborato e approvato nelle opportune sedi Europee.

(20 marzo 2014) Con lettera circolare Prot. UAR- UAR/000721 del 20 marzo 2014, è stato inviato agli Associati il documento “Riflessioni del Gruppo di lavoro interbancario in tema di LCR – Depositi Stabili e relazione operativa consolidata”. Con esso si intende dare delle indicazioni sul calcolo dell’indicatore LCR con particolare riferimento ai temi dei depositi […]

Rischi da sottoporre a valutazione nell’Icaap | [20/03/2014]

​(20 marzo 2014) La lettera circolare Prot. UAR- UAR/000722 del 20 marzo 2014, riporta alcune indicazioni rispetto al tema in oggetto scaturenti da alcuni contatti con la Banca d’Italia in merito a quanto pubblicato nella Circolare 285 “Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” . Va tenuto presente che le indicazioni fornite, che si riportano nel seguito, riferendosi al secondo pilastro della vigilanza prudenziale, non devono essere intese in nessun modo vincolanti e/o lesive dell’autonoma responsabilità interna delle banche nella determinazione del proprio capitale a rischio.
 

​Le previsioni della Circolare 285 sono entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2014 e, pertanto, non rilevano ai fini della compilazione del corrente Icaap (esercizio 2013) da inviare entro aprile 2014.
Si ritiene, tuttavia, che le banche dovrebbero già cominciare ad attrezzarsi per fornire delle prime valutazioni in merito, considerando che la stima delle esigenze di capitale interno e la predisposizione dei meccanismi di mitigazione e controllo dei rischi è determinata non solo in chiave attuale, ma anche in chiave prospettica.
Inoltre, è stato fatto presente che i rischi citati “ex novo” nella Circolare 285 non sono “nuovi” quanto a potenziale rilevanza nella determinazione del capitale interno delle banche; infatti , anche nel regime vigente, si prescrive che “è rimessa alla prudente valutazione di ogni banca l’individuazione di eventuali ulteriori fattori di rischio connessi con la propria specifica operatività” (cfr. Circolare 263).
Ciò premesso, per quanto riguarda il ricorso alla misurazione piuttosto che all’utilizzo di valutazioni qualitative del rischio di leva finanziaria eccessiva, declinando il principio di proporzionalità, è stato suggerito quanto segue:

  • gli intermediari di Classe 1 e 2 dovrebbero svolgere opportune riflessioni in merito all’implementazione di un effettivo sistema di misurazione, facendo riferimento, in particolare, a indicatori quali il leverage ratio calcolato secondo i nuovi criteri contenuti nel documento di Basilea approvato lo scorso mese di gennaio;
  • gli altri intermediari potranno effettuare invece delle valutazioni di carattere qualitativo, avendo comunque presente il metodo di determinazione del leverage ratio.

Con riferimento alle azioni da attivare a valle del processo di valutazione/misurazione del rischio di leva finanziaria eccessiva, le indicazioni emerse hanno teso a sottolineare che rimane valido il principio generale secondo il quale la Banca d’Italia, nell’ambito del riesame del resoconto Icaap e del dialogo con gli intermediari vigilati, valuta caso per caso le singole situazioni aziendali con riferimento a tutti i rischi di secondo pilastro e, laddove opportuno, richiede degli add-on di capitale, in aggiunta agli interventi di mitigazione di carattere organizzativo/gestionale.
Per quanto concerne il rischio di trasferimento, la Banca d’Italia ribadisce che lo stesso dovrebbe non risultare “nuovo” per determinate strategie di business.
In tali casi le banche dovrebbero essere già in grado di verificare se i propri affidati, almeno i più rilevanti, siano esposti al rischio di mancata conversione valutaria (e non al più classico rischio di cambio).
In sintesi, è opportuno che per l’esercizio Icaap 2014, gli intermediari siano in grado di valutare almeno la materialità del rischio, isolando le esposizioni potenzialmente soggette al rischio di trasferimento. Se non si fosse in grado di ricostruire per ogni soggetto affidato le informazioni relative alla valuta delle fonti di finanziamento e di reddito si potranno operare approssimazioni collegate alla tipologia di attività e alla residenza del soggetto affidato. Per quel che riguarda l’identificazione delle valute a rischio di “mancata conversione” si potranno mutuare i criteri già utilizzati per la determinazione del country risk per il quale l’ABI stila una lista di Paesi da considerarsi a rischio.

​(20 marzo 2014) La lettera circolare Prot. UAR- UAR/000722 del 20 marzo 2014, riporta alcune indicazioni rispetto al tema in oggetto scaturenti da alcuni contatti con la Banca d’Italia in merito a quanto pubblicato nella Circolare 285 “Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” . Va tenuto presente che le indicazioni fornite, che si riportano […]

Grazie al Cbill Enel si aggiudica il Premio Innovazione Ict | [19/03/2014]

(19 marzo 2014) I clienti Enel, in possesso di un conto corrente online di qualsiasi banca aderente al servizio Cbill, potranno effettuare via web il pagamento bollette per la fornitura di energia elettrica. Nel corso della giornata inaugurale di Smau Roma, l’evento dedicato alle tecnologie digitali e all’innovazione per le imprese e la pubblica amministrazione, Enel  ha  ricevuto  il  Premio Innovazione Ict Lazio grazie al Servizio Cbill sviluppato dal Consorzio Cbi.

​Il progetto, in sperimentazione da aprile e a regime da maggio, prevede l’adesione di Enel al Servizio Cbill grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo. I clienti Enel, in possesso di un conto corrente online di qualsiasi banca aderente al Servizio Cbill, potranno effettuare via web il pagamento delle bollette per la fornitura di energia elettrica.
Il servizio consentirà il pagamento anche tramite Bancomat e specifiche App delle banche italiane aderenti alla rete. “Come Consorzio Cbi siamo orgogliosi di questo importante riconoscimento in quanto Enel è la prima azienda ad aderire al Servizio Cbill – sottolinea Liliana Fratini Passi, Direttore generale del Consorzio Cbi. Il progetto rappresenterà una rivoluzione nella gestione quotidiana dei pagamenti di imprese e famiglie, una svolta nella dematerializzazione dei processi di pagamento nel quadro della digitalizzazione e dell’efficientamento della Pa nel nostro Paese”.
“Il Premio Innovazione Ict Lazio rappresenta per Enel il riconoscimento dal lavoro continuo per cercare di rendere semplice e sicura la vita dei nostri clienti – afferma Giovanni Vattani, dell’Area Controllo Qualità, Training e Sviluppo processi di Enel. Il servizio Cbill permetterà infatti di usufruire di un nuovo strumento di pagamento integrato nell’Internet banking: un sistema innovativo rapido, sicuro disponibile 24 h su 24 che coinvolgerà circa 20 milioni di clienti. Si tratta di un ulteriore passo verso la multicanalità messo a disposizione sia dei clienti che hanno scelto di passare al mercato libero con Enel Energia sia di quelli rimasti nel mercato di maggior tutela”.
Il Premio Innovazione Ict Lazio, ideato dall’Osservatorio Smau-School of Management con l’obiettivo di valorizzare i migliori casi di successo di aziende del Centro Italia che hanno innovato con successo il proprio business attraverso le tecnologie digitali, è stato consegnato da Rosario Cerra, Presidente Confcommercio Lazio e Augusto Coriglioni, Presidente Sezione It di Unindustria, alla presenza di Giuliano Faini, Osservatorio Smau-School of Management del Politecnico di Milano.
Il Servizio Cbill permette agli utenti di Home Banking e/o Corporate Banking degli istituti finanziari Consorziati Cbi la consultazione e il pagamento, in logica multicanale, di bollette emesse da soggetti fatturatori clienti delle banche aderenti al Consorzio Cbi, siano essi imprese o Pubbliche Amministrazioni Centrali/Locali.I primi gruppi bancari che stanno partendo gradualmente da gennaio 2014 con il nuovo Servizio Cbilll rappresentano oltre la metà dell’intero settore bancario in termini di sportelli (57%). Si tratta di: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Popolare, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Etruria, Iccrea, Icbpi e Ubi Banca che fanno parte del Consiglio direttivo del Consorzio Cbi. I rimanenti Consorziati CBI vi aderiranno a partire dal 1° luglio 2014.Il servizio Cbill sarà utilizzabile via internet da 18 milioni di correntisti online, via canale mobile da 2 milioni di utenti attivi su mobile banking, via Atm attraverso circa 47.000 sportelli automatici e via canale bancario tramite gli sportelli dei 600 istituti finanziari consorziati Cbi che saranno tutte operative a partire da luglio 2014.Il Consorzio CbiIl Consorzio Cbi gestisce un’avanzata infrastruttura di rete, definendo gli standard tecnici e normativi che consentono ai propri consorziati di offrire servizi dispositivi, informativi e di gestione documentale alle imprese clienti e alla Pubblica amministrazione.Oggi la rete Cbi collega circa 920 mila imprese e 600 istituti finanziari, tra cui Poste Italiane e CartaLis, che rappresentano il 98% del settore bancario italiano per numero di sportelli e l’88,2% dei prestatori di servizi di pagamento.Nel 2013 la rete Cbi ha registrato il passaggio di oltre 4,4 miliardi di transazioni dispositive, informative e documentali tra l’Industria Bancaria e le imprese/Pa.

Grazie a Cbill pagamento via web delle utenze per la fornitura di corrente

Assegnati i Premi per l’innovazione nei servizi bancari | [18/03/2014]

(18 marzo 2014) ​La premiazione dei vincitori per le quattro categorie – banca per il futuro, banca smart, solidarietà e sostenibilità, comunicazione e ascolto – al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. “Menzioni speciali” a sei progetti . È la quarta edizione del concorso ABI per l’innovazione nei servizi bancari a cui hanno partecipato più di 60 progetti.

​Le idee e le soluzioni più innovative applicate dalle banche a canali, prodotti e servizi, in grado di coniugare tecnologia e sviluppo con sostenibilità ambientale e sostegno a imprese, famiglie e nuove generazioni, sono state premiate al Forum ABI Lab di Milano. È la quarta edizione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari” a cui hanno partecipato sessantotto progetti. Tra i protagonisti di quest’anno: l’innovazione dei canali e dei modelli distributivi; le iniziative di solidarietà e i nuovi strumenti al servizio di una comunicazione più efficace, diretta e innovativa.

“Tutti i progetti presentati – ha detto il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – declinano in modo originale l’evoluzione tecnologica e organizzativa, coinvolgendo nei processi innovativi sia i clienti che i dipendenti e facendo convivere la solidarietà e la vicinanza a imprese, famiglie e territorio con la sempre maggiore necessità di efficienza, flessibilità e velocità.”

Ecco i premiati di quest’edizione per le categorie banca per il futuro, banca smart, solidarietà e sostenibilità, comunicazione e ascolto, scelti dal Comitato Tecnico Scientifico di esperti e dalla Giuria di rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico.

Per la categoria “La banca per il futuro”, dedicata ai progetti volti a favorire la crescita dell’economia e a sostenere imprese, famiglie e nuove generazioni, sono stati assegnati:
– il Premio “Innovare per crescere” a “Virtual Account” di Unicredit;
– il Premio “Innovare per la famiglia e i giovani” a “CassaXpress” del Banco Popolare.

Per la categoria “La banca smart”, dedicata all’innovazione di canali e modelli distributivi, che passa anche attraverso l’evoluzione dei processi, in un’ottica di maggiore efficienza, flessibilità e velocità, sono stati assegnati:
– il Premio “Innovare per essere più vicini” a “Socio in Creval: il club dedicato ai soci” del Credito Valtellinese;
– il Premio “Innovare per essere più veloci” a “Orizzonte Agroalimentare” di Cariparma Crédit Agricole.

Per la categoria “La banca solidale e sostenibile”, dedicata alle iniziative a supporto dello sviluppo sociale e della crescita sostenibile, è stato assegnato:
– il Premio “Innovare responsabilmente” a “Possiamo Crescere Tutti Insieme” di Banca Mediolanum.

Per la categoria “La banca si presenta e ascolta”, dedicata allo sviluppo dei nuovi modelli di comunicazione, è stato assegnato:
– il Premio “Innovare per comunicare” a “Comunicazione 3.0” di BNL Gruppo BNP Paribas.

Sei progetti hanno inoltre ricevuto una Menzione Speciale da parte della Giuria. Si tratta in particolare di: “Top Store & Pass” di Findomestic; “Risparmiolandia” della Cassa Centrale Banca; “Home Banking su Facebook” di Banca Sella; “Subito Banca” di Unicredit; “MobilePOS CartaSì” di Cartasì; “WIDIBA” di Banca Monte dei Paschi di Siena. A conferma del ruolo svolto dalle banche nel dare impulso e sviluppo all’innovazione a vantaggio dei clienti e più in generale del Paese, anche quest’anno il Premio Abi partecipa al “Premio dei Premi”, il Premio Nazionale per l’Innovazione promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
 

(18 marzo 2014) ​La premiazione dei vincitori per le quattro categorie – banca per il futuro, banca smart, solidarietà e sostenibilità, comunicazione e ascolto – al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. “Menzioni speciali” a sei progetti . È la quarta edizione del concorso ABI per l’innovazione nei servizi bancari […]

Catasto: 14 organizzazioni per un’equa attuazione della riforma | [15/03/2014]

(15 marzo 2014) In vista dell’emanazione dei decreti attuativi della riforma del Catasto, 14 organizzazioni rappresentanti le diverse realtà associative si sono riunite oggi nella sede della Confedilizia e hanno deciso di organizzare un piano d’azione per la raccolta dei dati inerenti valori e canoni del triennio 2011-2013 necessari alla messa a punto del nuovo sistema nonché per l’elaborazione di proposte per un’equa attuazione della riforma.

​Le organizzazioni che partecipano al progetto – che interessa tutti i settori dell’economia – sono: ABI, Ance, Ania, Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confindustria e Fiaip.
La revisione del Catasto dei fabbricati porterà ad attribuire a ciascuna unità immobiliare un valore patrimoniale e una rendita. A tal fine si procederà a determinare il valore patrimoniale medio ordinario e la rendita media ordinaria delle unità immobiliari.
In questo quadro, le 14 organizzazioni di categoria hanno deciso di effettuare, in modo coordinato e capillare, un monitoraggio sui valori di compravendita e sui canoni di locazione delle unità immobiliari e a tal fine si attiveranno anche a livello territoriale per la raccolta di dati che potranno poi essere confrontati con i valori e i redditi (rendite) dell’Agenzia delle entrate.
Lo svolgimento di un’azione comune e coordinata delle 14 associazioni consentirà di condividere e utilizzare tutte le informazioni, conoscenze ed esperienze che ciascuna organizzazione possiede in relazione al singolo settore di propria competenza, pervenen-do così all’acquisizione di una consistente e qualificata mole di dati e documentazione per ogni possibile tipologia di immobile oggetto della revisione catastale (abitazioni, uffici, studi, negozi, botteghe artigianali, laboratori, magazzini, opifici industriali ecc.) e con la più ampia varietà di distinzioni possibili (per zona, stato conservativo dell’immobile ecc.), così da consentire l’elaborazione di proposte per la revisione del sistema estimativo di tutte le unità immobiliari, a destinazione sia ordinaria sia speciale.
 

14 Organizzazioni insieme per un’equa attuazione della riforma

Dal 2009 misure di sostegno al credito per oltre 400.000 Pmi | [08/03/2014]

​(8 marzo 2014) Dall’Avviso comune 2009 all’Accordo per il credito 2013 tutte le iniziative delle banche in un documento per Istituzioni, Governo e forze politiche: la sintesi delle soluzioni innovative per sostenere le imprese di fronte al crollo del Pil e della produttività
 

​Dal 2009 ad oggi sono oltre 400.000 le Pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI, per sostenere la disponibilità di credito. Si tratta di uno sforzo enorme in un momento in cui l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra. Ciò con il risultato della perdita di 9 punti percentuali di Pil, di circa 27 punti di investimenti fissi lordi e di quasi un quarto della produzione industriale – oltre che di una flessione rilevantissima del reddito disponibile delle famiglie e quindi dei consumi.
Di fronte a questo scenario, per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative che sono riassunte in un documento che l’ABI porterà all’attenzione delle Istituzioni, del Governo e delle forze politiche. Nel documento si raccolgono tutte le informazioni utili a comprendere lo sforzo profuso dalle banche ed il modo in cui i diversi settori economici e le diverse aree del Paese hanno beneficiato del supporto fornito.

L’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici concretizzate in quattro fasi:

  • fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà (Avviso comune – agosto 2009);
  • individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (Accordo per il credito alle Pmi – febbraio 2011);
  • assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle Pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive. Si  mirava così a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico (Nuove misure per il credito alle Pmi – febbraio 2012). In tal senso è stato anche favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento e lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • riproporre le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle messe in campo con le “Nuove misure per il Credito alle Pmi” per le imprese con una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica riscontrabile, ad esempio per la presenza di uno o più dei seguenti fenomeni: riduzione del fatturato, riduzione del margine operativo rispetto al fatturato, aumento dell’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale. Prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. (Accordo per il credito – luglio 2013).

Nella tabella successiva si riportano in sintesi il numero di imprese coinvolte e le risorse messe a disposizione.

 

Tutte le iniziative in un documento per Istituzioni, Governo e forze politiche

Tra ABI e Sindacati posizioni antitetiche e inconciliabili | [03/03/2014]

(3 marzo 2014) Con l’incontro di questa mattina si è aperto il confronto ABI – Sindacati per il rinnovo del Contratto nazionale, in un quadro molto difficile per le imprese del settore, che registrano in molti casi perdite significative e solo nelle migliori situazioni una modesta redditività.

​L’ABI ha illustrato la situazione e le prospettive dell’attività e della redditività in Italia, evidenziando che in questo scenario non vi sono margini per disponibilità economiche, ne’ a livello nazionale, ne’ nell’ambito della contrattazione di secondo livello. L’Associazione bancaria ha anche ribadito l’importanza del tema occupazione, che va comunque affrontato. Per l’ABI il contratto deve rinnovarsi, ispirandosi a innovazione, discontinuità e sostenibilità.
È stato sottolineato che nell’ambito del rinnovo vanno affrontati i temi dell’area contrattuale, degli inquadramenti e della flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro. E ciò nel quadro di un nuovo modo di fare banca, dove accanto alle reti fisiche è inarrestabile lo sviluppo della tecnologia e quindi della multicanalità.
L’ABI su queste materie ha dovuto purtroppo registrare distanze enormi: al momento si tratta di posizioni antitetiche e inconciliabili.
L’Associazione ha preso atto della indisponibilità dei Sindacati a proseguire le riunioni per il rinnovo contrattuale prima di aver messo a punto la piattaforma. Di qui il prossimo incontro fissato per il 14 aprile. 

Tra ABI e Sindacati posizioni antitetiche e inconciliabili

3,3 miliardi da Progetti investimenti Italia a fine 2013 | [22/02/2014]

​(22 febbraio 2014) A fine 2013 sono ammontati a 3,3 miliardi di euro, per un totale di 9.850 domande accolte, i finanziamenti di “Progetti investimenti Italia” per le Pmi. Lo rende noto l’ABI, a seguito di una rilevazione sulle operazioni effettuate al 31 dicembre 2013, sottolineando che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante nella prospettiva di ripresa degli investimenti e rilancio economico dell’Italia”.

 

L’iniziativa – focalizzata su un plafond complessivo di 10 miliardi di euro prorogato al 30 giugno 2014 in base al nuovo “Accordo per il credito 2013” tra ABI e le altre Associazioni di imprese – è diventata pienamente operativa da gennaio 2013 nell’ambito dell’Accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi” stipulato nel 2012 tra ABI e tutte le associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale, alla presenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dello Sviluppo Economico al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese.
In particolare, si evidenzia che:

  • sono state accolte finora 9.850 domande di finanziamento per un controvalore 3,3 miliardi di euro;
  • l’80,4% delle domande presentate riguarda investimenti in beni materiali;
  • le domande accolte “garantite” dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi rappresentano il 17,8%;
  • tra i finanziamenti erogati, quelli con durata superiore a 3 anni rappresentano il 69%; 
  • l’analisi relativa alla distribuzione dei finanziamenti erogati per attività economica dell’impresa richiedente rileva che: 

  •  il 44,8% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “industria”;
  •  il 28,3% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  •  il 5,2% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “artigianato”; 
  • il 4,9% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”; 
  • il 4% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “agricoltura”; 
  • il restante 12,8% agli “altri servizi”; a livello territoriale, il maggior numero di finanziamenti è stato erogato al Nord (72,7%), seguono Centro (18,7%), Sud e isole (8,6%).   

Il plafond è rivolto alle Pmi, in bonis, che vogliano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa.

A fine 2013 i finanziamenti alle Pmi ammontano a 3,3 mld di euro