Il cliente ‘tecnologico’ è giovane, laureato e metropolitano | [28/06/2014]

(28 giugno 2014) ​È questo l’identikit del cliente digitale in banca che emerge dalla rilevazione condotta dall’ABI in collaborazione con GfK-Eurisko. I clienti, per le operazioni giornaliere come estratto conto, bonifici o pagamento bollette, preferiscono l’Internet banking per esigenze di comodità (il 78% del campione) e velocità (70%) e per la gestione del proprio risparmio in ottica ‘fai da te.

​L’adozione di una dimensione multicanale da parte delle banche consente al cliente di accedere ai servizi e ai prodotti con la modalità preferita (allo sportello, da casa o in mobilità con smartphone e tablet), in momenti diversi e per svolgere operazioni diverse. Secondo lo studio, con una crescita pari all’84%, l’utilizzo dell’Internet banking è passato dal 26% nel 2008 al 48% nel 2013: con circa 14 milioni di utenti, il canale online è oggi utilizzato con la banca principale da un cliente su due. L’incidenza è maggiore se si considerano i clienti di più di una banca: il 61% opera online per i servizi finanziari. Comodità (78%), risparmio di tempo (70%) e semplicità di controllo delle proprie spese (65%) sono le motivazioni principali dell’uso della propria banca via web. Raddoppiati in un anno invece i clienti che dichiarano di usare lo smartphone per dialogare in mobilità con la banca, ad oggi oltre 3 milioni di persone (pari all’11%). A fronte di un uso più marcato dei canali a distanza, la filiale bancaria continua ad essere visitata ancora da circa il 90% della clientela con modalità molto diverse dal passato, privilegiando sempre più lo sportello per l’assistenza e la consulenza nei momenti delle scelte finanziarie importanti e meno per l’operatività di routine che ormai viene assorbita dai nuovi canali distributivi.

Il cliente digitale 
Secondo l’indagine, accedono alla banca con un click soprattutto i più giovani: circa il 68% dei clienti tra i 18 e i 34 anni, e il 62% tra i 35 e i 44 anni. A conferma della diffusione del canale Internet, è la crescita dell’utilizzo che emerge nelle altre fasce di clientela: dal 2008 a oggi, la clientela più anziana, quella compresa tra i 65 e 74 anni, che si interfaccia con la banca online è più che raddoppiata (dal 7% al 18%). 
Il cliente ‘tecnologico’ ha generalmente livelli di istruzione superiori: utilizza l’online circa il 79% dei clienti laureati, con una incidenza più che doppia rispetto a chi ha una istruzione media inferiore. La scelta di un approccio ‘in autonomia’ con la propria banca di riferimento denota consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità.
Dall’indagine emerge inoltre che l’utilizzo del web si associa a esigenze di comodità, flessibilità e tempestività. Dove il centro abitato è più ampio e quindi dove le persone hanno maggiori esigenze di semplificare i propri spostamenti, maggiore è l’utilizzo dell’Internet banking: nelle città con oltre 100 mila abitanti il 55% circa della clientela usa l’online, il 42% invece nei centri con meno di 5 mila abitanti. Infine, la banca ‘fai da te’ è privilegiata da chi svolge attività autonome (l’incidenza di Internet banking è fra questi del 62%), rispetto a chi è lavoratore dipendente (55%) e a chi ricopre altre posizioni non professionali (35%).  

E’ giovane, laureato, metropolitano e utilizza internet banking

Mercato casa sempre più europeo con le nuove perizie | [21/06/2014]

(21 giugno 2014) Dal  tavolo tecnico sulle valutazione immobiliari con tutti gli ordini professionali dei periti, Tecnoborsa e Assovib, giudizio positivo sulle perizie. Al via l’aggiornamento continuo delle “Linee guida per le valutazioni degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie” con i più recenti standard europei di valutazione e la definizione di una posizione comune sulla Direttiva Europea sui mutui ipotecari.
 

​Le “Linee guida per le valutazioni degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie” e quindi le nuove perizie messe a punto sulla base di queste “Linee”, sono conformi ai più recenti standard europei di valutazione richiesti dal Manuale della BCE nell’ambito del processo di Asset Quality Review sulle banche. Lo ha  verificato  il tavolo tecnico sulle valutazioni immobiliari composto da ABI; Assovib, l’Associazione che rappresenta le principali società che offrono al mondo bancario servizi di valutazione; Collegio Nazionale degli Agrotecnici; Collegio Nazionale dei Periti Agrari; Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali; Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori; Consiglio Nazionale degli Ingegneri; Consiglio Nazionale dei Periti Industriali; Consiglio Nazionale Geometri; Tecnoborsa; già parti firmatarie del “Protocollo d’Intesa per lo sviluppo del mercato delle valutazioni immobiliari”, sottoscritto a Roma nel 2010.
Gli obiettivi dei lavori del tavolo tecnico sono quelli di favorire la predisposizione di perizie volte a valorizzare il mercato italiano del credito ipotecario, rendendolo più efficiente, dinamico ed integrato a livello Europeo, sulla base dei principi di massima trasparenza, certezza ed oggettività. 
Tra i  prossimi passi del tavolo vi è  la revisione delle fonti delle “Linee guida”, in un costante processo di aggiornamento ai più recenti riferimenti normativi/regolamentari e ai principi e standard internazionali ed europei. In primo piano anche la definizione di una posizione comune da presentare alle Autorità interessate per un corretto recepimento nell’ordinamento nazionale della disciplina delle valutazioni presente nella Direttiva europea sui mutui ipotecari. 
Le linee guida sono ormai una realtà importante nel mercato delle valutazioni: le utilizzano circa 172 banche/gruppi bancari (rappresentative in termini di sportelli di circa il 73% del mondo bancario), tutti gli ordini e collegi rappresentativi dei professionisti abilitati alla valutazione, e numerose società di valutazione. 

(21 giugno 2014) Dal  tavolo tecnico sulle valutazione immobiliari con tutti gli ordini professionali dei periti, Tecnoborsa e Assovib, giudizio positivo sulle perizie. Al via l’aggiornamento continuo delle “Linee guida per le valutazioni degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie” con i più recenti standard europei di valutazione e la definizione di una posizione comune sulla […]

Sospesi 9 miliardi alle Pmi con ‘Accordo per il credito 2013’ | [07/06/2014]

(7 giugno 2013) Disponibili i dati del monitoraggio previsto sulla sospensione dei debiti delle imprese: tra ottobre 2013 e aprile 2014 accolte 23.204 domande per un controvalore di 8,9 miliardi di euro e una conseguente liquidità a disposizione delle Pmi di 1 miliardo

​I dati ufficiali del monitoraggio previsto dall’Accordo per il credito 2013 sulla sospensione dei debiti delle Pmi segnalano che, dall’avvio operativo dell’iniziativa ad ottobre 2013 fino al 30 aprile 2014, sono state accolte 23.204 domande per un controvalore complessivo di finanziamenti in essere di 8,9 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 1 miliardo.
Sono i risultati più aggiornati dell’intesa realizzata a luglio 2013 da ABI e le altre Associazioni di rappresentanza delle imprese con interventi finanziari di 3 tipi: operazioni di sospensione dei finanziamenti; operazioni di allungamento; operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività.
I principali interventi previsti dall’accordo sono:

  • sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate dei mutui, anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali;

  • sospensione per 12 ovvero per 6 mesi della quota capitale dei canoni di operazioni di leasing, rispettivamente immobiliare o mobiliare;
  • allungamento della durata dei mutui per un massimo del 100% della durata residua del piano di ammortamento e comunque non oltre 3 anni per i mutui chirografari e a 4 anni per quelli ipotecari;
    allungamento fino a 270 giorni delle scadenze delle anticipazioni bancarie su crediti per i quali si siano registrati insoluti di pagamento;
  • allungamento per un massimo di 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione.

L’analisi relativa alla distribuzione delle domande accolte per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 26,9% delle domande è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 17,1% delle domande è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 17,9% delle domande è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • il 6,5% delle domande è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 6,1% delle domande è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 25,5% agli “altri servizi”.

Secondo i dati del monitoraggio sospesi 9 miliardi alle Pmi

Green economy, l’incertezza delle regole ne frena la vitalità | [05/06/2014]

(5 giugno 2014) Conclusa la due giorni del Forum “Green economy 2014”. Istituzioni, banche e imprese a confronto sulle prospettive di sviluppo del settore. In evidenza la necessità di rafforzare la logica del Project financing e un quadro di norme certe per garantire gli investimenti
 

​In controtendenza con l’andamento generale della congiuntura economica, il settore delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica ha realizzato negli ultimi anni i maggiori investimenti nel nostro Paese: l’ultima indagine condotta dall’Osservatorio “Banche e green economy” – coordinato da ABI e ABI Lab – stima che nel periodo 2007- 2013 le principali banche operanti in tale comparto, e partecipanti alla rilevazione, hanno assunto impegni di finanziamento per circa 27 miliardi di euro. Nel solo 2013 le fonti rinnovabili hanno soddisfatto il 30% della domanda nazionale, a fronte del 16% nel 2008.
Tuttavia, sempre nell’ultimo anno, si è registrata una diminuzione del numero di impianti realizzati, sia per effetto della riduzione degli incentivi, sia a causa di una progressiva evoluzione delle condizioni di contesto normativo che non favorisce la finanziabilità delle iniziative. È obiettivo comune evitare di introdurre elementi di incertezza nelle regole del gioco, soprattutto nel caso in cui esistano incentivi pubblici che contribuiscono alla “bancabilità” dei progetti.
Questi i temi centrali, discussi a Roma nella quarta edizione del Forum ABI “Green economy 2014 – Sostenibilità ambientale, risparmio energetico e finanza green” in collaborazione con ABI Energia, Competence center ABI Lab su Energia e Ambiente. Una due giorni di stretto confronto tra Istituzioni, banche e imprese per fare il punto sul futuro, gli investimenti e gli elementi che possono ostacolare lo sviluppo della green economy in Italia.
Fonti rinnovabili ed efficienza energetica possono rappresentare una chiave strategica per la ripresa economica del Paese. In questo senso, si evidenzia un elevato livello di concorrenza delle banche per il finanziamento di progetti nel comparto, anche per effetto dell’ingresso sul mercato italiano di numerosi operatori internazionali. Le banche italiane continueranno a fare la propria parte svolgendo un duplice ruolo: da un lato, soggetti finanziatori di nuovi impianti e della relativa filiera di produzione; dall’altro, soggetti utilizzatori di energia, impegnati a garantire la continuità dei servizi offerti.
Il Forum è stato anche l’occasione per sottolineare alcuni aspetti della gestione energetica delle banche italiane impegnate a rivedere alcuni processi interni finalizzati a ridurre, se non eliminare, i consumi inutili e a limitare l’impatto ambientale delle proprie attività. La rilevazione ABI-ABI Lab del 2014 ha riscontrato che il 75% del campione ha fissato obiettivi in ambito energetico-ambientale, tra i quali la riduzione dei consumi di energia e delle emissioni in atmosfera. Inoltre quest’anno, per la prima volta, sono stati rilevati anche obiettivi inerenti l’utilizzo dell’acqua. Ulteriore dato da segnalare è quello relativo agli interventi di efficienza energetica realizzati. Mediante la rilevazione è stato possibile registrare 253 interventi, realizzati dal 2008 al 2013 che generano un risparmio annuo di energia elettrica di circa 39 milioni di kWh e di gas di circa 200.000 metri cubi.
 

L’incertezza delle regole frena la vitalit del settore

Al via piano di finanziamenti per imprenditoria femminile | [04/06/2014]

(4 Giugno 2014) Garanzie pubbliche e plafond bancari per iniziative di sviluppo delle imprese al femminile e delle lavoratrici autonome.
 

Pronto un piano di interventi a sostegno dell’accesso al credito di oltre 1.400.000 Pmi a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome. In particolare, verranno attivati specifici plafond bancari per nuovi investimenti e l’avvio di nuove attività che potranno beneficiare della garanzia dello Stato.
A questo mira il Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili firmato oggi tra Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dello sviluppo economico, ABI, Confindustria, Confapi, Rete imprese Italia e Alleanza della cooperative italiane.
Le banche che aderiranno al Protocollo indicheranno il plafond finanziario dedicato che potrà essere utilizzato per la concessione di finanziamenti in relazione a specifiche linee di intervento:

  • “Investiamo nelle donne” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
  • “Donne in start-up” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese, ovvero l’avvio della libera professione;
  • “Donne in ripresa” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle Pmi e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

Prevista anche la possibilità di sospensione del rimborso dei finanziamenti, per un periodo fino a 12 mesi, in casi di maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma; grave malattia, anche del convivente o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.
Per i finanziamenti sono previste condizioni competitive rispetto alla normale offerta su operazioni simili e con lo stesso grado di rischio. Inoltre, beneficiando della garanzia della Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità” del Fondo di garanzia per le Pmi in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile, il costo del finanziamento potrebbe essere conseguentemente migliorato.
Le associazioni firmatarie, da parte loro, forniranno alle imprese supporto informativo ed assistenza per l’accesso agli strumenti previsti dal protocollo.

Per saperne di più >
 

Al via piano di finanziamenti per Pmi e libere professioniste

Ad aprile oltre 4 miliardi da “Progetti investimenti Italia” | [30/05/2014]

(31 maggio 2014) La rilevazione sui finanziamenti alle Pmi. L’iniziativa prosegue con un Plafond complessivo di 10 miliardi
 

​A fine aprile 2014 sono ammontati a 4,2 miliardi di euro, per un totale di 12.861 domande accolte, i finanziamenti di “Progetti investimenti Italia” per le Pmi. Lo rende noto l’ABI, a seguito di una rilevazione sulle operazioni effettuate, sottolineando che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante nella prospettiva di ripresa degli investimenti e rilancio economico dell’Italia”. L’iniziativa – focalizzata su un plafond complessivo di 10 miliardi di euro prorogato al 30 giugno 2014 in base al nuovo “Accordo per il credito 2013” tra ABI e le altre Associazioni di imprese – è diventata pienamente operativa da gennaio 2013 nell’ambito dell’Accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi” stipulato nel 2012 tra ABI e tutte le associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale, alla presenza del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese.
In particolare si evidenzia che:
• sono state accolte finora 12.861 domande di finanziamento per un controvalore di 4,2 miliardi di euro; il 79,3% delle domande presentate riguarda investimenti in beni materiali;
• le domande accolte “garantite” dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi rappresentano il 19%;
• tra i finanziamenti erogati, quelli con durata superiore a 3 anni rappresentano il 70,6%;
• l’analisi relativa alla distribuzione dei finanziamenti erogati per attività economica dell’impresa richiedente rileva che:
– il 44,2% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “industria”;
– il 28,3% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
– il 5,3% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
– il 5,0% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
– il 4,0% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
– il restante 13,2% agli “altri servizi”.
Il plafond è rivolto alle Pmi, in bonis, che vogliano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa. 

Ad aprile oltre 4 mld i finanziamenti alle Piccole e medie imprese

Dimezzate le rapine allo sportello nel primo trimestre 2014 | [27/05/2014]

(27 maggio 2014) I colpi in banca calano del 52%, da 283 a 136. Diminuisce anche l’indice di rischio (-42%). La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, sui primi tre mesi di quest’anno.
 

​Dimezzate le rapine in banca. Nei primi tre mesi del 2014, infatti, sono stati 136 i colpi compiuti allo sportello, con un calo del 52% rispetto ai 283 dello stesso periodo dell’anno precedente. In tutto il 2013 le rapine consumate erano state 941, in linea con le 940 del 2012 e tra i livelli più bassi registrati negli ultimi anni (-68% rispetto al 2007).
Nel primo trimestre del 2014, cala del 42% anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 3 a 1,7. Sempre magro, inoltre, il bottino medio per rapina con circa 28 mila euro. Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, sui primi tre mesi di quest’anno e presentati oggi a Milano al convegno Banche e Sicurezza 2014.
Nel corso della due giorni – che fa il punto sulle nuove strategie e sulle misure più innovative per prevenire le rapine allo sportello – il membro del Comitato di Presidenza ABI, Giovanni Pirovano, e il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, hanno rinnovato il Protocollo d’intesa per rafforzare la collaborazione e la prevenzione della criminalità in banca sul territorio e in particolare nella provincia di Milano. Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni, con una consistente riduzione delle rapine allo sportello, infatti, è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati del Ministero dell’interno, la quota di rapine commesse ai danni delle dipendenze bancarie rispetto al totale di quelle denunciate è passata dal 5,5% del 2004 al 2,8% del 2013.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel primo trimestre del 2014.
La mappa delle rapine
Nei primi tre mesi del 2014, le rapine sono diminuite in quattordici regioni: Abruzzo (-61,5%, da 13 a 5), Basilicata (-85,7%, da 7 a 1), Campania (-31,6%, da 19 a 13), Emilia Romagna (-24%, da 25 a 19), Lazio (-50%, da 20 a 10), Liguria (-50%, da 4 a 2), Lombardia (-70,1%, da 67 a 20), Marche (-50%, da 14 a 7), Piemonte (-80%, da 30 a 6), Puglia (-36,4%, da 11 a 7), Sicilia (-30,6%, da 36 a 25), Toscana (-68%, da 25 a 8), Umbria (-33,3%, da 3 a 2) e Veneto (-14,3%, da 7 a 6). Nessun colpo in banca in: Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Solo uno in: Calabria, Molise e Sardegna (da nessuno). Invariate le rapine in Friuli Venezia Giulia (2).
Gli investimenti in sicurezza e la nuova Guida antirapina
Le banche italiane investono ogni anno più di 700 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita Guida antirapina che recepisce i suggerimenti delle Forze dell’Ordine. La nuova edizione della Guida, ultimata proprio in queste settimane, è stata presentata durante i lavori del convegno.
 

L’indagine di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza

Il nuovo libro del Presidente Antonio Patuelli | [23/05/2014]


L’economia non conosce variabili indipendenti: là dove stanno male le imprese, stanno male le banche; là dove imprese e banche soffrono, ciò sarà patito anche da cittadini, famiglie, persone. Allo stesso modo, il benessere di uno di questi elementi genera positivi effetti anche sugli altri. Si tratta di una legge “naturale” di cui non sempre vi è piena consapevolezza ma che l’Autore, nella premessa del libro, ritiene una fondamentale chiave di lettura per comprendere i fenomeni economici e sociali, i loro corsi ed effetti. E’ una “legge naturale” che, quindi, non può essere trascurata, né sottovalutata da chiunque agisca in questi ambiti, né da chi abbia la responsabilità di intervenire su uno di questi fattori. libropatuelli.jpgLa scelta del titolo di questa raccolta di riflessioni intende, quindi, valorizzare il legame indissolubile tra banche, cittadini, imprese; legame che sovente risulta di chiara percezione, ma che è più spesso sotterraneo, ma sempre vivo.Sempre a giudizio di Antonio Patuelli, solo con questa lente multifocale e solo con una rinnovata attenzione al nostro passato e alle sue, spesso severe, lezioni si può proporre una lettura credibile, non demagogica, scevra dai luoghi comuni, delle complesse dinamiche sociali ed economiche degli ultimi anni e costruire con decisione un futuro caratterizzato da più etica e più efficacia come presupposti delle innovazioni per la ripresa. A fianco la copertina di “Banche, Cittadini e Imprese” – Rubbettino Editore – pagine 122, 9 euro
  

        
           

 

(23 maggio 2014) ​E’ appena uscito nelle librerie un nuovo libro del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli su “Banche, cittadini e imprese”. Devoluti alla benemerita Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna i diritti d’autore.


(23 maggio 2014) ​E’ appena uscito nelle librerie un nuovo libro del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli su “Banche, cittadini e imprese”. Devoluti alla benemerita Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna i diritti d’autore.

Diecimila bambini alla 1a edizione del Festival della Cultura | [20/05/2014]

​(20 maggio 2014) Diecimila bambini tra i 6 e i 13 anni hanno partecipato alla prima edizione del Festival della Cultura Creativa, promosso e realizzato dalle banche con il coordinamento dell’ABI.

​Il Festival, che si è tenuto dal 12 al 18 maggio, è la prima manifestazione interamente dedicata alla cultura per ragazzi che non si svolge in una sola città né in un’unica sede, ma si articola attraverso una ricca costellazione di eventi, iniziative e laboratori diffusi su tutto il territorio nazionale e dedicati all’arte, alla pittura, all’archeologia, alla musica, al canto, alla lettura, al linguaggio, al racconto e al teatro.
Quest’anno hanno aderito al Festival 50 banche, che hanno organizzato 75 iniziative culturali in 50 città, anche grazie alla preziosa collaborazione di numerose scuole, associazioni culturali e biblioteche locali, oltre 25 musei e circa dieci ospedali pediatrici.
Ogni banca ha proposto a giovani e giovanissimi laboratori e progetti culturali diversi, sviluppati alla luce delle proprie specificità e di quelle del proprio territorio d’appartenenza, attorno al tema ispiratore del “Museo Immaginario”. Inteso non come spazio chiuso e formale, ma come luogo di condivisione e relazione, aperto all’incontro tra il mondo degli adulti – genitori, insegnanti e operatori culturali – e quello dei bambini, ma anche tra il mondo bancario, quello della cultura e il territorio.
La manifestazione – che ha il Patrocinio dell’UNESCO e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica – si inserisce nel più ampio e articolato Piano d’azione 2014-2015 a sostegno dell’arte e della cultura messo a punto dall’ABI con le banche per dare il proprio contributo di settore alla tutela e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio storico-artistico nazionale. ​Maggiori dettagli su www.festivalculturacreativa.it

Video della manifestazione >

Diecimila bambini agli eventi promossi in tutta Italia dall’ABI

Nuove regole, occupazione e competitività per la banca | [19/05/2014]

(19 maggio 2014) Al via il nono convegno annuale sulle risorse umane in banca: competitività, ripresa e occupazione per rispondere alle sfide del mondo bancario globalizzato

​Le banche italiane affrontano la crisi: i cambiamenti nelle aree di business e nell’organizzazione delle risorse umane si rivolgono a tutte le fasce di età, con uno sguardo particolare all’emergenza giovani e al fenomeno della globalizzazione.
In questa prospettiva, le strategie relative alla gestione del personale hanno assunto un livello di più elevata complessità, sia per il quadro regolatorio, sia per la necessità di adeguare le professionalità all’evoluzione e del mercato: le riforme pensionistiche, i mutati scenari demografici e le esigenze economiche del mercato hanno modificato la vita lavorativa, ponendo le imprese di fronte a sfide inedite e ad esperienze innovative. L’azienda deve infatti gestire le diverse età del lavoro secondo profili professionali che cambiano: i giovani, gli anziani, le età di mezzo. Lo sviluppo e la ricollocazione professionale, la gestione di crisi occupazionali, le politiche attive del lavoro per i giovani, costituiscono le finalità del cambiamento; la formazione, il  coaching, la valorizzazione delle competenze, alcuni degli strumenti per favorirlo.
Questi i temi discussi a Roma al nono convegno annuale dell’ABI “HR2014 – Banche e risorse umane”, aperto dal Direttore generale, Giovanni Sabatini, e seguito da un confronto tra esperti di banche, economisti, accademici e Parti sociali – moderato dal Responsabile della Direzione Sindacale e del Lavoro, Giancarlo Durante – sui temi di maggiore rilievo per il mercato del lavoro e per coloro che si occupano della gestione del personale.
Particolare attenzione si impone al fenomeno della disoccupazione giovanile che ha raggiunto, specie in alcune parti dell’Eurozona, livelli mai registrati finora. Per il superamento di questo problema ABI ha siglato con il Ministero del Lavoro lo scorso 15 maggio il Protocollo sulla Garanzia Giovani, per favorire lo sviluppo dell’iniziativa anche nel settore bancario Si tratta di un obiettivo comune impegnativo e sfidante, nel quale ABI crede molto, con la certezza che gli Associati daranno il massimo sostegno possibile per il successo dell’iniziativa.
In termini di politiche attive per i giovani, le banche italiane stanno sperimentando con successo l’attività del Fondo per l’occupazione – alimentato con il contributo dei lavoratori – che sta sostenendo la stabilizzazione di numerosi posti di lavoro e l’avvio di una nuova occupazione: secondo i dati più recenti sono quasi 7000 le domande presentate da 166 banche per assunzioni a tempo indeterminato, anche con apprendistato, o stabilizzazioni di rapporti a termine. Di queste, circa 3000 domande sono state già accolte deliberando finanziamenti per oltre 23.000.000 di Euro.
 In questo quadro si guarda con favore al jobs act. La legge è già intervenuta positivamente su contratti a termine e apprendistato, ma occorre proseguire ai fini di un reale e auspicato processo di semplificazione e razionalizzazione del complesso delle norme sul lavoro, in un’ottica internazionale e di diritto comparato, sempre più necessaria per raggiungere obiettivi di competitività e per “l’attrattività” del nostro sistema giuridico. I lavori del Forum conclusi dal Ministro del lavoro, Giuliano Poletti.
 

Nuove regole, occupazione e competitivit per la banca del futuro