(7 ottobre 2023) L’ABI ha approfondito i recenti dati territoriali pubblicati dalla Banca d’Italia: nel secondo trimestre del 2023 il tasso medio applicato alle famiglie sui nuovi mutui a tasso fisso per l’acquisto di abitazioni è risultato del 4,32%, con minime differenze tra le singole aree territoriali. In particolare, il tasso più elevato si è registrato nel Nord-Est con il 4,40%, seguito dal 4,35% nelle Isole, 4,31% nel Nord-Ovest, 4,30% nel Sud. Il livello più basso si è riscontrato nel Centro con il 4,27%.
Sempre nel secondo trimestre 2023 i tassi sui nuovi mutui a tasso variabile sono risultati un po’ più alti di quelli a tasso fisso: 4,76% a livello nazionale, rispetto al 4,32% del fisso. Nelle singole aree territoriali i tassi variabili sono stati: 4,80% nel Nord-Ovest; 4,75% nel Nord-Est, 4,71% nel Centro e 4,86% nelle Isole%. Il livello più basso dei mutui a tasso variabile si è riscontrato nel Sud con il 4,66%. Sempre nel secondo trimestre 2023, i tassi praticati alle imprese sui nuovi prestiti connessi ad esigenze di investimento sono risultati mediamente del 5,26% a livello nazionale, 5,21% nel Nord-Ovest, 4,99% nel Nord-Est, 5,33% nel Centro, 5,98% nel Sud e Isole; il maggior livello dei tassi nel Mezzogiorno riflette la maggiore rischiosità dei prestiti alle imprese: a giugno 2023 il rapporto sofferenze lorde su impieghi alle imprese è stato, infatti, più elevato nel Mezzogiorno (3,4% rispetto al 2,0% del totale Italia, 1,5% nel Nord e 2,7% nel Centro).
L’ABI ha approfondito i recenti dati territoriali pubblicati dalla Banca d’Italia
(6 ottobre 2023) Si apre domani la nuova iniziativa promossa e organizzata dall’ABI in collaborazione con l’Acri. Fino al 14 ottobre un calendario fitto di eventi, visite guidate, appuntamenti a cura di banche e fondazioni di origine bancaria. Partecipazione di Banca d’Italia con Palazzo Koch, Centro Donato Menichella, oltre a sedi e filiali dal nord al sud
La manifestazione prende il via domani con appuntamenti ed eventi in 100 sedi storiche e moderne delle banche, delle fondazioni di origine bancaria e della Banca d’Italia in 60 città su tutto il territorio nazionale. Fino a sabato 14 ottobre “è cultura!” continuerà con circa 200 appuntamenti, dal vivo e da remoto, anche dedicati ai ragazzi e studenti. Ottobre è, infatti, il mese dedicato all’Educazione finanziaria tema al centro di numerosi eventi.
E’ online il sito ufficiale https://eculturadavivere.it/ecultura con il calendario completo, l’elenco delle sedi che partecipano all’iniziativa, sezioni tematiche e schede di approfondimento su eventi e appuntamenti per tutti. Ognuno può costruire un proprio programma di iniziative da seguire.
È in programma la partecipazione della Banca d’Italia, con l’apertura di Palazzo Koch a Roma, del Centro Donato Menichella Frascati, oltre a sedi e filiali sul territorio dal nord al sud, da Trento ad Agrigento.
La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e ha il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Ha la Media Partnership di Rai Cultura e del TGR. L’organizzazione è di ABIServizi.
Tra gli eventi in programma, martedì 10 ottobre alle ore 15 presso le Scuderie di Palazzo Altieri, sede dell’Associazione Bancaria a Roma, anche l’appuntamento dedicato a Felice Giani uno dei massimi esponenti del neoclassicismo, in occasione del secondo centenario dalla scomparsa.
INFORMAZIONI UTILI
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(4 ottobre 2023) Prevenzione e contrasto della violenza contro le donne e supporto all’inclusione finanziaria e al superamento delle differenze legate al genere: con questi obiettivi la Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’ABI. Si rafforza così l’impegno volto alla sensibilizzazione dei cittadini riguardo alla prevenzione e al contrasto alla violenza, anche economica, contro le donne, e per la cultura del rispetto anche di genere. L’intesa sottoscritta è finalizzata a favorire iniziative di formazione e informazione sugli strumenti pubblici e privati disponibili per sostenere i diritti delle donne e della parità di genere e per supportare la consapevolezza che le donne in termini economici, finanziari, lavorativi sono elemento di rilievo.
Il comunicato stampa
Le foto
Il Protocollo prevede che:
– la Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, con il supporto del Dipartimento per le pari opportunità, promuoverà, in particolare, le attività di comunicazione e di sensibilizzazione volte alla prevenzione e al contrasto di tutte le forme di violenza e discriminazione nei confronti delle donne, anche in ambito domestico, nelle possibili declinazioni (fisica, economica, psicologica);
– ABI si impegna a sviluppare e implementare soluzioni condivise per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di violenza contro le donne; a prevedere iniziative dedicate di formazione e informazione, anche in sinergia con la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (costituita su iniziativa dell‘ABI) e con le banche aderenti al Protocollo; a contribuire a dare diffusione e visibilità alle campagne di comunicazione e di pubblica utilità realizzate dal Dipartimento per le pari opportunità sui temi connessi agli obiettivi del Protocollo, anche con iniziative associative dedicate a questi temi, nonché attraverso i canali di comunicazione dell’ABI e degli Associati aderenti al Protocollo; a promuovere l’adesione al Protocollo da parte dei propri Associati nonché l’aggiornamento e il confronto tra le parti.
Il Protocollo, della durata triennale, prevede l’adesione volontaria da parte delle banche associate, che potranno declinare, in base alle proprie specificità, le attività volte a valorizzare questa progettualità secondo gli obiettivi condivisi nell’Accordo.
L’Intesa sottoscritta è in linea con il Piano strategico nazionale sulla violenza contro le donne 2021-2023 che costituisce lo strumento per costruire interventi trasversali, organici e coerenti in materia di politiche rivolte al contrasto della violenza sulle donne. Inoltre, si inserisce nell’ambito delle attività che ABI e le banche stanno realizzando in coerenza anche con il quadro più ampio delle attività informative e divulgative realizzate dalla Fondazione per l’Educazione Finanziaria e il Risparmio in materia, e in sinergia con l’attuazione degli impegni promossi dall’Agenda 2030 dell’Onu.
Per questo impegno comune, le iniziative già in essere sviluppate in accordo con il settore bancario sono:
– il ‘Microcredito di libertà’ per le donne vittime di violenza: protocollo di intesa tra Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, ABI, Federcasse, Caritas italiana, Ente Nazionale Microcredito, quale strumento finanziario dedicato alle donne vittime di violenza, finalizzato all’emancipazione da forme di sudditanza economica;
– la Carta ‘Donne in banca: valorizzare le diversità di genere’, con la quale ABI focalizza l’attenzione sul valore delle differenze di genere come risorsa chiave per lo sviluppo dell’attività d’impresa e della comunità di riferimento;
– il Protocollo d’intesa in favore delle donne vittime di violenza di genere, promosso insieme da ABI, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin Falcri Silcea Sinfub, per la sospensione del pagamento della quota capitale dei mutui ipotecari in favore delle donne inserite in percorsi certificati di protezione, che si trovino in difficoltà economica;
– l’impegno promosso di concerto con la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, nella valorizzazione di percorsi formativi e informativi sui temi del risparmio e dell’educazione finanziaria e nel contrasto alle differenze anche di genere in economia, facendo leva sul potenziamento delle competenze economiche femminili.
(30 settembre 2023) L’ABI ha condotto un approfondimento sulla base dei dati appena pubblicati dalla Banca d’Italia: a giugno 2023 i prestiti in Italia registrano una riduzione su base annua del -2,4%, ma sono presenti significative differenze a livello territoriale. Nel Sud i prestiti crescono dello 0,5%, nelle Isole si confermano sullo stesso valore dello scorso anno, mentre sono in diminuzione nel Nord-Ovest (-1,3%), nel Nord-Est (-2,2%) e soprattutto nel Centro Italia (-5,0%).
Nelle regioni i finanziamenti crescono a giugno 2023 rispetto a giugno 2022 in Molise (+1,4%), Campania (+1,1%), Puglia (+0,4%), Sardegna (+0,4%), Basilicata (+0,3%). Le riduzioni più elevate si registrano in Valle d’Aosta (-8,5%), Lazio (-6,0%), Friuli-Venezia Giulia (-5,7%), Provincia autonoma di Trento (-5,1%).
Sono in diminuzione i prestiti alle imprese: -3,4 % a livello nazionale; -3,4% nel Nord-Ovest; -3,6% nel Nord-Est, -5,1% nel Centro, -0,4% nel Sud e -1,1% nelle Isole. Le regioni con un segno positivo sono il Molise (+4,0%), la Campania (+1,1%), Provincia autonoma di Bolzano (+1,5%).
Crescono, invece, i finanziamenti alle famiglie. A livello nazionale aumentano su base annua a giugno 2023 dell’1% e in tutte le diverse aree territoriali: +0,6% nel Nord Ovest, +0,8% nel Nord Est, +1,0% nel Centro, +2,0% nel Sud e +1,5% nelle Isole. I tassi di crescita più elevati dei finanziamenti alle famiglie si registrano in Puglia (+2,5%) e in Campania (+2,1%), in riduzione nella provincia di Trento (-1,0%), nelle Marche (-0,8%), Valle d’Aosta (-0,5%), Liguria (-0,4%).
Nella qualità del credito, nel secondo trimestre del 2023, a livello nazionale e nelle singole aree territoriali si registrano riduzioni rispetto al trimestre precedente delle sofferenze e delle inadempienze probabili, mentre sono in aumento i prestiti scaduti o sconfinanti, primo segnale di peggioramento della qualità del credito: il fenomeno interessa tutte le diverse aree di Italia.
Sul totale delle sofferenze, 14,4 miliardi di euro sono riconducibili alle imprese, 2,6 miliardi per mutui per acquisto abitazioni e 1,2 miliardi per credito al consumo.
Il rapporto sofferenze su impieghi è più elevato nelle regioni del Mezzogiorno, 2,2%, rispetto all’1,2% del totale Italia, 0,9% nel Nord e 1% nel Centro: i valori più elevati si registrano In Calabria (2,4%), in Sicilia e Sardegna con 2,3%; il livello più basso (0,6%) in Trentino-Alto Adige.
Se si considerano le sole imprese, il rapporto sofferenze su impieghi sale in Italia al 2%, al 3,4% nel Mezzogiorno, all’1,5% nel Nord e al 2,7% nel Centro Italia.
L’ABI ha condotto un approfondimento sulla base dei dati appena pubblicati dalla Banca d’Italia
(28 ottobre 2023) Da sabato 7 ottobre ingresso e visite guidate nelle sedi che partecipano all’iniziativa, e fino al 14 ottobre un calendario di eventi dal vivo e da remoto su tutto il territorio nazionale. La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Commissione Italiana Nazionale per l’Unesco. Partecipano la Banca d’Italia e l’Ivass. Ha la media partnership di Rai Cultura e TgR.
Dal 7 al 14 ottobre al via è cultura! la nuova grande manifestazione nazionale promossa dall’ABI e dall’Acri, con le banche italiane e le fondazioni di origine bancaria, in collaborazione con Feduf. È prevista la partecipazione della Banca d’Italia e dell’Ivass. L’iniziativa è aperta a tutti, inclusiva e intergenerazionale, nata per promuovere lo sviluppo socioculturale del Paese. Sono partner 17 banche e 25 fondazioni di origine bancaria.
Sabato 7, ingresso e visite guidate nelle sedi che partecipano alla manifestazione, e fino a sabato 14 ottobre l’esperienza continuerà con decine di eventi, dal vivo e da remoto, anche dedicati ai ragazzi. A disposizione di cittadini e turisti 150 appuntamenti in tutta Italia. Ottobre è anche il mese dedicato all’Educazione finanziaria con un ricco programma di eventi promossi da banche e dalle fondazioni di origine bancaria.
La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. L’importanza sociale e culturale della manifestazione è testimoniata anche dalla Media Partnership di Rai Cultura e del TGR.
Il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha dichiarato: “’è cultura!’, il festival alla sua prima edizione, affonda le sue radici in due importanti esperienze artistiche e culturali che negli anni passati hanno registrato un notevole successo: l’iniziativa di apertura al pubblico delle sedi delle banche e delle fondazioni e il Festival della Cultura Creativa. In linea con lo spirito di promozione della cultura e dell’arte, che ha sempre contraddistinto il lavoro dell’ABI e delle banche in stretta collaborazione con le fondazioni, anche a supporto dei territori e delle loro comunità, inauguriamo una manifestazione rinnovata e ampliata, sia in termini di partecipanti che di arco temporale”.
Il Vicepresidente dell’Acri, Giuseppe Morandini, ha dichiarato: “Acri è convintamente al fianco di ABI nel promuovere “è cultura!”: una iniziativa nazionale, che contribuirà a valorizzare in maniera innovativa il vasto patrimonio culturale di Banche e Fondazioni e il loro impegno a renderlo accessibile a tutti. Le Associate Acri – Fondazioni e Casse di Risparmio – aderiscono, infatti, numerose a “è cultura!”, animate dalla convinzione che tutti i soggetti pubblici e privati del Paese, al contempo custodi e promotori di bellezza, siano chiamati a concorrere al comune obiettivo di incentivare l’accesso e la partecipazione culturale consapevole di tutti i cittadini.”
È online https://eculturadavivere.it/ecultura il sito ufficiale della manifestazione, con il calendario completo degli eventi e l’elenco delle sedi che partecipano all’iniziativa. Un sito dinamico e visivamente efficace, suddiviso in sezioni tematiche, per una navigazione più intuitiva e a portata di tutti, un punto di riferimento essenziale per tutti coloro che desiderano partecipare appieno alla settimana di è cultura!
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Si possono ottenere informazioni sulla manifestazione inviando una e-mail all’indirizzo [email protected]
Da sabato 7 ottobre ingresso e visite guidate nelle sedi che partecipano all’iniziativa
(28 settembre 2023) Inflazione, politica monetaria restrittiva della Bce e rallentamento della crescita determineranno un aumento dei nuovi crediti deteriorati fino a tutto il 2024, quando i tassi di deterioramento del credito raggiungeranno i livelli massimi dal 2016; nel 2025 nuovo calo sui livelli di quest’anno
I rialzi più consistenti riguarderanno nel 2023 le medie imprese dell’industria mentre nel complesso del triennio prevalentemente le microimprese, del settore agricolo e delle costruzioni
Roma, 28 settembre 2023 – Inflazione, politica monetaria restrittiva della Bce con conseguente aumento dei tassi di interesse e rallentamento dell’economia si traducono in una nuova crescita dei crediti deteriorati (non performing loans) che nel prossimo biennio aumenteranno in maniera significativa rispetto ai livelli storicamente bassi registrati negli anni precedenti. In base alle stime di ABI e Cerved, infatti, nel 2023 il tasso di deterioramento del credito alle imprese (l’indicatore che esprime la percentuale dei crediti in bonis all’inizio del periodo che nel corso dell’anno diventano non performing) toccherà il 3,1% dal 2,2% del 2022, superando per la prima volta i valori pre-Covid che si attestavano nel 2019 a 2,9%.
Nel 2024 si prevede poi un ulteriore aumento che porterà l’indice a raggiungere un picco del 3,8%, il valore più alto dal 2016, mentre nel 2025 la tendenza si invertirà, con una riduzione dei nuovi crediti deteriorati che riporterà il tasso di deterioramento al 3,1%, quindi sempre su valori più alti del 2019 ma ben lontani dai massimi fatti registrare nel 2012 (7,5%). Sono i principali risultati dell’Outlook ABI-Cerved 2023-2025, un report che ABI e Cerved realizzano periodicamente sulle stime dei flussi dei nuovi crediti deteriorati delle imprese (dati che oltre alle sofferenze includono i crediti che le banche devono classificare come inadempienze probabili o crediti scaduti), con dettagli dimensionali, per settore e per area geografica.
Figura 1 – Tasso di deterioramento dei crediti alle imprese
Fonte ABI-CERVED
Come mostrano gli ultimi dati ufficiali pubblicati dalla Banca d’Italia, il tasso di deterioramento dei crediti delle società non finanziarie, dopo il lieve aumento di fine 2022 (2,2% contro il 2,0% del quarto trimestre 2021), ha continuato a crescere anche nel primo trimestre del 2023 portandosi al 2,3% contro il 2,0% dello stesso periodo dello scorso anno. ABI e Cerved stimano che nella media del 2023 gli incrementi più alti riguarderanno le micro (da 2,4% al 3,3%) e le grandi imprese (dall’1% all’1,9%), e le aziende che operano nel settore industriale (dall’1,7% al 2,8%), soprattutto di media dimensione (dallo 0,9% al 2,4%) e situate nel Sud Italia (dal 2,8% al 4,0%).
Dopo il picco del 2024, a fine 2025 il tasso di deterioramento dei crediti si riporterà su valori simili o inferiori al 2023 in tutte le classi dimensionali di impresa. A livello settoriale la situazione è invece più eterogenea, con le costruzioni e l’agricoltura che peggioreranno la propria condizione rispetto al 2023 (rispettivamente dal 2,9% al 3,3% e dal 2,8% al 3,2%), benché le costruzioni risultino l’unico comparto a far osservare livelli più bassi del 2019 (3,3% contro il 4,0%). A livello territoriale, il Mezzogiorno è l’unica zona con un tasso di deterioramento in riduzione rispetto al 2019 (3,9% contro il 4,2% del 2019).
“Avevamo previsto che nel corso del 2023, a causa delle incognite derivanti dal contesto geo-politico e con la fine certa delle misure emergenziali applicate nel periodo pandemico, i crediti deteriorati delle imprese sarebbero tornati a crescere. Il mercato però negli ultimi anni si è strutturato per gestire l’aumento dei volumi di Npl e sono maturate anche le politiche di gestione delle banche e degli operatori specializzati – afferma Andrea Mignanelli, Amministratore Delegato di Cerved Group – In questa delicata fase economica, è necessario gestire gli Npl con stabilità e regole certe. Dati, algoritmi e tecnologie consentono di rendere più efficiente lo smaltimento dei crediti deteriorati, continuando a finanziare le imprese”.
“Inflazione elevata, orientamento restrittivo della politica monetaria e rallentamento dell’economia rischiano di portare ad una riacutizzazione dei rischi finanziari delle imprese, creando le condizioni per un aumento dei crediti deteriorati”. Questo il commento del Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, che ha aggiunto: “Al riguardo andrebbero, ad esempio, riviste tempestivamente alcune regole europee vigenti che penalizzano la rinegoziazione dei finanziamenti bancari”.
Gli andamenti settoriali del 2023
Le stime settoriali del tasso di deterioramento dei crediti alle imprese mostrano che tra il 2022 e il 2023 i nuovi crediti in default aumentano in tutti i comparti considerati, a partire dall’industria (dall’1,7% al 2,8%) e dall’agricoltura (dall’1,8% al 2,8%). I servizi rimangono il settore con il tasso di deterioramento più alto, pari al 3,2% (era il 2,3%), seguiti dalle costruzioni (2,9% dal 2,1%). La crescita dei tassi di default porta industria e servizi a superare i livelli pre-Covid (rispettivamente 2,3% e 2,8% nel 2019), mentre agricoltura e costruzioni rimangono al di sotto dei valori del 2019 (3,1% e 4,0% rispettivamente).
Figura 3 – Tassi di deterioramento del credito alle imprese per macrosettore
Fonte ABI-CERVED
Gli andamenti geografici nel 2023
Le stime indicano per il 2023 un aumento del tasso di deterioramento del credito alle imprese in tutte le aree del Paese. Il Sud e le Isole si confermano l’area con il tasso di default più elevato, portandosi dal 2,8% del 2022 al 4%; nonostante ciò, il Mezzogiorno è l’unica zona che rimane al di sotto dei livelli pre-Covid (4,2%). Un incremento consistente dei tassi di deterioramento si registra anche nel Nord, con il Nord Est che tocca il 2,3% partendo dall’1,6% dell’anno precedente e il Nord Ovest che passa dall’1,8% al 2,6%, superando entrambi i valori del 2019 (2,4% per il Nord Ovest e 2,1% nel Nord Est). Il Centro cresce di 1 punto percentuale e passa dal 2,7% del 2022 al 3,7% del 2023.
Figura 4 – Tassi di deterioramento del credito alle imprese per macroarea
Fonte ABI-CERVED
Le previsioni per il 2024/2025
Le previsioni dei flussi di nuovi Npl nel biennio 2024/2025 riflettono un quadro economico caratterizzato da grande incertezza e rallentamento dell’attività economica, con un deciso aumento dei nuovi crediti in default per le società non finanziarie: nel 2024 infatti il tasso di deterioramento si porterà al 3,8%, toccando valori che non si raggiungevano dal 2016, mentre nel 2025 calerà al 3,1% riportandosi ai livelli del 2023.
Nel 2024 l’aumento dei flussi di nuovi Npl interesserà ogni settore, con un peggioramento più accentuato per le costruzioni (dal 2,9% del 2023 al 3,9%), i servizi (dal 3,2% al 3,9%) e l’industria (dal 2,8% al 3,5%), che invece nel 2025 farà osservare il miglioramento più netto riportandosi al 2,7% (contro il 2,8% del 2023). Nonostante una discesa meno intensa (-0,6 punti percentuali rispetto al 2024), al termine del periodo di previsione quello delle costruzioni sarà l’unico settore che rimarrà al di sotto dei valori del 2019 (4%). L’agricoltura passerà dal 2,8% del 2023 al 3,4% del 2024, per poi ridursi nel 2025 al 3,2%, in aumento rispetto al 3,1% del 2019.
A livello territoriale, nel 2024 si registrerà una crescita maggiore nel Nord-Ovest (dal 2,6% del 2023 al 3,4%), mentre il Sud e Isole (dal 4,0% al 4,6%) continueranno ad essere le zone più rischiose, seguite dal Centro (dal 3,7% al 4,4%). Al termine del periodo di previsione, solo il Mezzogiorno manterrà tassi inferiori rispetto al periodo pre-Covid (3,9% contro il 4,2% del 2019), convergendo verso i valori del Centro.
Tasso di deterioramento, nel 2024 picco del 3,8%, nel 2025 nuova riduzione (3,1%)
(21 settembre 2023) È continuato il 21 settembre il confronto tra l’ABI e le Organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari avviato con la presentazione della piattaforma sindacale.
Nel corso della riunione l’ABI ha confermato con un documento consegnato la propria visione del contesto – illustrato nel corso del precedente incontro del 26 luglio – in cui si colloca il rinnovo contrattuale caratterizzato da profondi cambiamenti strutturali che richiedono nuove regole condivise e al passo con i tempi.
L’incontro si è concluso con la conferma dei due nuovi appuntamenti, programmati per la prima metà di ottobre, per proseguire il confronto.
Prosegue il confronto fra l’ABI e le Organizzazioni sindacali
(18 settembre 2023) Martedì 26 settembre, alle 14,00, presso la sede dell’ABI di Palazzo Altieri a Roma, si terrà la presentazione di “è cultura!”, la manifestazione che in tutta Italia vedrà iniziative culturali in presenza e sul web, apertura delle sedi e appuntamenti di educazione finanziaria.
Racconteranno il progetto, che prevede incontri tra il 7 e il 14 ottobre 2023, il Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini, e il Vicepresidente dell’Acri Giuseppe Morandini. Partecipa la Vicedirettrice generale della Banca d’Italia Alessandra Perrazzelli.
Il festival, a cura dell’ABI e dell’Acri, con la partecipazione della Banca d’Italia e dell’Ivass, vede impegnate sul territorio le banche e le fondazioni di origine bancaria, con l’organizzazione di ABI Servizi.
(18 settembre 2023) Con riferimento ai tassi applicati sui mutui per acquisto abitazioni, l’ABI segnala che negli ultimi 4 mesi il tasso medio sui mutui a tasso fisso è diventato sempre più inferiore a quello dei mutui a tasso variabile.
In particolare, a luglio 2023 il tasso sui mutui a tasso fisso è stato il 4,04% rispetto al 4,59% di quelli a tasso variabile; a giugno 2023 4,13% rispetto a 4,47%; a maggio 2023 4,15% rispetto 4,40%; ad aprile 4,06% rispetto 4,33%.
Tassi sui mutui a tasso fisso inferiori o in linea con i mutui a tasso variabile si erano registrati anche nel 2020 e 2021: i mutui a tasso fisso sottoscritti nel 2020 mantengono un tasso medio dell’1,31% e quelli sottoscritti nel 2021 dell’1,40%, nonostante gli aumenti dei tassi BCE.
I mutui a tasso fisso, in una fase di rialzo dei tassi di interesse, mantengono la rata di rimborso costante e quindi permettono di non subire gli effetti determinati da tali rialzi. Mutui: ABI, tasso fisso inferiore al variabile
Il mutuo è un prestito sottoscritto per un periodo molto lungo e quindi è necessario valutare le diverse offerte sul mercato per scegliere la tipologia più adatta alle proprie esigenze.
In particolare, nella scelta del mutuo occorre valutare la propria capacità reddituale, attuale e prospettica, oltre a considerare l’evoluzione futura dei tassi di interesse.
Il mutuo è un prestito sottoscritto per un periodo molto lungo e quindi è necessario valutare le diverse offerte sul mercato
(16 settembre 2023) I più recenti dati, relativi agli andamenti dell’economia dell’area dell’euro e di quella italiana, indicano che gli effetti della politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE da oltre un anno si stanno manifestando (ad es. variazione negativa del Pil italiano nel secondo trimestre, riduzione della produzione industriale). Gli effetti possono cogliersi anche nel mercato bancario in Italia.