Etiopia: al via missione imprenditoriale con 34 aziende | [19/06/2019]

​(19 giugno 2019) Confindustria, Agenzia ICE e ABI organizzano, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dello Sviluppo Economico, una missione imprenditoriale in Etiopia dal 19 al 20 giugno guidata dalla Vice Ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Emanuela Del Re.

​L’iniziativa ha carattere plurisettoriale con un focus sui comparti: Agricoltura, meccanica agricola e tecnologie per la trasformazione alimentare; Infrastrutture e trasporti; Industria tessile e della concia. Presenti 34 imprese e 2 banche per un totale di oltre 70 partecipanti.
I lavori prendono il via oggi ad Addis Abeba con il Business Forum Italia-Etiopia, al quale partecipano tra gli altri, oltre al Vice Ministro, Fabrizio Lucentini, Direttore Generale per le politiche di internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, Carlo Ferro, Presidente dell’Agenzia ICE, Ilaria Vescovi, Presidente Gruppo tecnico Internazionalizzazione dei territori di Confindustria, e Pier Francesco Gaggi, Responsabile Affari internazionali di ABI. Per parte etiope sono previsti gli interventi dei Vice Ministri degli Affari Esteri, dell’Industria, dell’Agricoltura e delle Finanze, e del Presidente della Camera di commercio di Addis Abeba. Domani sono organizzati approfondimenti sui settori focus della missione e incontri con controparti locali.
 L’interscambio tra Etiopia e Italia (2018) ammonta a 292 mln di euro (-10,5% rispetto al 2017), con un saldo positivo per il nostro paese di circa 178,5 mln di euro. Oltre ad avere un tasso di crescita del PIL che nell’ultimo decennio si è attestato attorno al 10%, l’Etiopia emerge nel panorama africano come una delle economie più dinamiche. È inoltre il secondo paese del continente per popolazione, con un fortissimo tasso di urbanizzazione.
Centrali per il nuovo Governo di Addis Abeba, dalla nomina del Primo Ministro Abiy Ahmed, sono le riforme economiche per la promozione dell’industrializzazione e per la liberalizzazione del mercato nazionale, con l’obiettivo di favorire l’afflusso di investimenti stranieri. Un forte impegno politico emerge, tra l’altro, con riferimento alla realizzazione di un ambizioso piano infrastrutturale e all’attuazione della transizione energetica nazionale, per l’utilizzo sempre crescente di energie provenienti da fonti rinnovabili. L’Etiopia punta inoltre a diventare il primo polo manifatturiero africano, grazie anche allo sviluppo di zone industriali orientate all’esportazione di prodotti in tutto il continente. Infine, tra le priorità del Governo vi è la modernizzazione della produzione agricola e delle tecnologie per la trasformazione alimentare, anche grazie alla creazione di parchi agro-industriali, nell’intento di contrastare l’eccessiva dipendenza della produzione agricola dell’intera regione del Corno d’Africa dai cambiamenti climatici.

 

Banche, imprese e istituzioni al Business Forum di Addis Abeba

Fintech, banche: avvio della blockchain in Italia | [15/06/2019]

(15 giugno 2019) ​E’ stato approvato l’aggiornamento dell’Accordo per la tenuta dei conti reciproci tra banche per quanto riguarda la Spunta interbancaria. Ciò permette in prospettiva lo svolgimento a regime del processo di Spunta in una nuova modalità, utilizzando cioè dal 1° marzo del prossimo anno la tecnologia basata sui registri distribuiti, la cosiddetta Distributed ledger technology (Dlt). Si tratta quindi di una blockchain per le banche operanti in Italia. 

​Un nuovo passo avanti nell’uso concreto della blockchain. Spunta Project, il programma coordinato da ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha infatti l’obiettivo di applicare la Dlt ai processi interbancari. Lo scopo è la maggiore visibilità delle informazioni, più velocità di esecuzione e possibilità di verifiche direttamente sull’applicazione. E ciò con i partner tecnici NTT Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma. I nodi, nati per la Spunta, potranno poi rappresentare strutture operative per altre funzionalità.

La Spunta interbancaria
Il processo di Spunta è l’insieme delle attività per riconciliare i flussi e le operazioni che danno vita a scritture sui conti reciproci Italia. In questo campo rientra anche la gestione dei sospesi, attraverso azioni per giungere alla loro sistemazione. 
Le banche e ABI Lab hanno lavorato a Spunta Project con l’obiettivo di semplificare e standardizzare il processo di riconciliazione bancaria a livello nazionale, prevedendo l’uso della tecnologia basata su registri distribuiti, la Dlt blockchain appunto. Gli approfondimenti svolti hanno condotto all’aggiornamento dell’Accordo nel capitolo sul tema.

I nuovi principi
Le basi della nuova operatività sono:
visibilità completa dei movimenti propri e della controparte; rapidità nella gestione dei flussi relativi ai conti reciproci, con riconciliazione su base giornaliera invece che mensile; condivisione delle regole di spunta dei movimenti in modo simmetrico tra le banche controparti; gestione integrata delle comunicazioni e dei processi in caso di sbilancio.
Sulla base delle disposizioni aggiornate dell’Accordo, a partire dal 1° marzo 2020 sarà attuato il passaggio graduale dalla Spunta tradizionale a quella basata sulla tecnologia Dlt blockchain.

Gli investimenti ICT
Secondo l’ultima rilevazione ABI-CIPA sull’IT nel settore bancario italiano del
2018, gli investimenti in IT sono aumentati del 5,7%, proseguendo nella tendenza di crescita già rilevata a partire dal 2014. In termini di valore, nel 2017 il TCO (Total Cost of Ownership) ha superato la soglia dei 4,2 miliardi di euro rimanendo pressoché stabile nel 2018.
Il ruolo centrale attribuito alla tecnologia e la costante spinta all’innovazione del settore bancario italiano trovano conferma anche nel 14° Rapporto ABI Lab: per l’88,5% delle realtà analizzate il budget ICT per il 2019 risulta essere in aumento o stabile rispetto a quello del 2018, a beneficio principalmente di canali digitali e servizi di mobile banking, apertura verso l’esterno, adeguamento delle infrastrutture, iniziative di Data Governance e gestione e mitigazione del rischio cyber.
 

Approvato laggiornamento per la tenuta dei conti reciproci tra banche

Contratto nazionale: i sindacati illustrano la piattaforma | [12/06/2019]

​(12 giugno 2019) Nella riunione del 12 giugno le Organizzazioni sindacali hanno illustrato ad ABI i contenuti della piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria, il cui percorso di approvazione da parte delle assemblee dei lavoratori si è da poco concluso.

​“Si tratta di un passaggio importante – sottolinea Salvatore Poloni, Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro dell’ABI (Casl) – che costituisce una base ampia e articolata nei contenuti e consente di avviare tra le Parti il confronto di rinnovo affrontando tutti i temi, alla luce delle profonde e crescenti trasformazioni in atto nelle banche che coinvolgono le persone che vi lavorano”.
A tal fine è stato fissato già un calendario di incontri: il 3, il 18 e il 30 luglio 2019.
“Il contesto oggettivamente complesso e innovativo – prosegue Poloni – in cui è chiamato a svolgersi il negoziato richiede di sviluppare una trattativa approfondita. Risulterà ancora una volta centrale la costruttiva interlocuzione tra ABI e Sindacati, in continuità con la consolidata positiva esperienza di relazioni sindacali che ha finora consentito di individuare una convergenza sostenibile su una efficace sintesi delle reciproche istanze”.

 

Le Osl dei lavoratori hanno illustrato ad ABI i contenuti della piattaforma

Banche: interventi a favore dei lavoratori di “Mercatone Uno” | [12/06/2019]

(12 giugno 2019) Con riferimento agli interventi a favore dei lavoratori dell’azienda “Mercatone Uno”, l’ABI segnala che già alcune banche hanno assunto autonome determinazioni per supportare la propria clientela in questo particolare momento di difficoltà.

​L’ABI sensibilizzerà ulteriormente le banche operanti sui territori interessati affinché valutino nell’immediato l’adozione di iniziative adeguate a fronteggiare pro tempore le esigenze dei lavoratori.
L’ABI ritiene altresì che per un corretto inquadramento della questione è essenziale conoscere le statuizioni dell’Autorità Giudiziaria e le soluzioni che saranno adottate dai Tavoli tecnici aperti presso i competenti Ministeri e conoscere anche se sono state assunte iniziative di settore rispetto alle quali valutarne di eventuali altre che siano con esse sinergiche.
E’ importante conoscere con certezza la situazione in cui versa l’azienda, sia relativamente alla sua struttura commissariale corrente sia, in maniera più specifica, in ordine allo status giuridico dei suoi lavoratori.
In ragione di tali certezze è possibile ipotizzare specifiche misure di supporto.
Nello spirito di più ampia collaborazione e senza pretesa di esaustività, ABI evidenzia che qualora il lavoratore sia sospeso dal lavoro a fronte di un provvedimento adottato dagli Organi amministrativi preposti (es. INPS, Ministero del Lavoro, etc..) e che permettano l’accesso ai benefici degli ammortizzatori sociali, può farsi riferimento alle misure di anticipo delle indennità di integrazione salariale, previste da uno specifico Protocollo ABI poi replicato sul territorio da varie Regioni insieme a numerose banche.
Qualora, invece, si versi nell’ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro e il lavoratore sia titolare di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, potrebbe verificarsi l’applicazione del c.d. “Fondo di Solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa” che riconosce la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate in tale circostanza nei limiti delle disposizioni e delle casistiche previste dal regolamento del Fondo, secondo cui la cessazione deve essere comprovata attraverso opportuna documentazione attestante l’interruzione del rapporto di lavoro.

 

ABI sensibilizzer ulteriormente gli istituti operanti sui territori interessati

Servizi e innovazione supportano l’inclusione in banca | [08/06/2019]

​(8 giugno 2019) Cresce e diventa sempre più differenziata la relazione che gli stranieri hanno con i servizi bancari. Ciascun correntista ha almeno due strumenti di pagamento

​Non solo servizi di conto corrente, ma anche strumenti di pagamento e soluzioni di cash management, cioè per la gestione dei flussi finanziari aziendali, e sul versante sia degli investimenti sia della protezione. La diversificazione dei prodotti e servizi bancari e l’offerta di soluzioni multicanali e innovative supportano i processi di inclusione: alla luce dei nuovi comportamenti e bisogni che si strutturano rispetto all’inserimento economico e sociale nel territorio, la relazione che i cittadini stranieri hanno con i servizi bancari cresce e diventa sempre più articolata. In particolare, i servizi di pagamento sono diventati il traino per l’inclusione finanziaria dei nuovi cittadini. Non è un caso, quindi, se proprio questa è la componente che ha subito l’incremento maggiore: ciascun correntista è titolare di due strumenti di pagamento (erano poco più di uno nel 2011).
I dati emergono dall’ultima rilevazione realizzata da ABI nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti gestita dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), secondo cui cresce il possesso di prodotti e servizi bancari per tutte le categorie.

L’indagine si basa sui dati forniti dagli operatori finanziari (banche e BancoPosta) relativi a migranti residenti, appartenenti a 21 nazionalità (pari all’88% del totale immigrati non Ocse residenti in Italia con l’aggiunta della Polonia). A questa si affianca l’analisi condotta su un campione rappresentativo di migranti sul territorio, avvenuta grazie al coinvolgimento delle comunità straniere.

Conti correnti e carte con IBAN
Secondo l’indagine, a fine 2017, il 72% dei migranti adulti residenti in Italia è titolare di conto corrente di cui il 47% è intestato a donne straniere, con una crescita di 10 punti percentuali rispetto al 2014. Crescita questa che vede le donne migranti protagoniste del processo di bancarizzazione, con tassi di crescita, nello stesso arco temporale, superiori a quelli maschili.
In crescita è la percentuale dei conti correnti aperti da più di 5 anni, pari al 44,3% nel 2017 (era il 41,2% nel 2014). A ciò si aggiungono le carte con IBAN non collegate ad un conto corrente presso la stessa banca (oltre 1,1 milione), con una incidenza del 32,6%, doppia rispetto al 2014 quando era pari al 16,6%.

Internet banking
Sempre più “evoluta” risulta essere la relazione con la banca e innovativa la scelta dei canali: il 57,5% dei correntisti utilizza l’internet banking (era il 21,8% nel 2011). Ciò conferma il rapido processo di adeguamento da parte dei cittadini stranieri in termini di accesso alla rete e, più in generale, della preferenza espressa per il ricorso ad una multicanalità che consenta flessibilità senza limiti di tempo e di luogo.
Il “passaparola”
Il passaparola e la relazione di prossimità sono i principali fattori di scelta della banca. Dall’indagine emerge che il 41% dei clienti sceglie la banca basandosi sul passaparola sulle condizioni e sui servizi offerti. Infatti, per il 57% dei migranti intervistati, chi influisce rispetto alla propria decisione sono gli amici e i familiari in Italia, per il 19% il datore di lavoro o i colleghi.
 

Cresce la relazione che gli stranieri hanno con i servizi bancari

Contrasto al cybercrime: sensibilizzazione e formazione | [01/06/2019]

​(1 giugno 2019) Aumenta l’impegno del mondo bancario nella lotta ai crimini informatici: con l’affermarsi del digitale, sempre più rilevante nelle abitudini di cittadini e imprese, per le banche risulta fondamentale attuare attività di sensibilizzazione e formazione non solo per la clientela, ma anche per il personale bancario.

​dall’ottavo Rapporto sulla sicurezza online di ABI Lab (il centro di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall’ABI), realizzato nell’ambito delle attività di ricerca del CERTFin (Computer Emergency Response Team del settore finanziario), emerge che nel 2018 le azioni si sono concentrate maggiormente sulla formazione del personale specialistico addetto alla sicurezza (per il 73,7% delle banche intervistate), e del personale di filiale (per il 63,2%) per la relazione diretta con la clientela e la relativa assistenza offerta in caso di anomalie. Seguono le attività di formazione Back Office, Help Desk e Contact Center (52,6%).
La formazione interna, oltre a sessioni in aula e corsi di approfondimento, è stata veicolata anche attraverso la pubblicazione di bollettini e news relativi a principali fenomeni e tematiche generiche di sicurezza sulla intranet aziendale, proprio nell’ottica di sensibilizzare in modo capillare tutto il personale bancario.
Sul tema della sensibilizzazione verso la clientela sui rischi del cybercrime le banche italiane hanno sviluppato campagne attraverso il portale di Internet Banking (per l’89% delle banche rispondenti), attraverso le informative contrattuali o presso le filiali (per il 67%) e si sono fatte promotrici di collaborazioni intersettoriali, come il CERTFin, l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’ABI e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cyber degli operatori bancari e finanziari.
Basti pensare che, lo scorso 13 maggio, è partita la campagna di sensibilizzazione “OcchioalClic”, sulle buone pratiche da adottare per un utilizzo sicuro dei sistemi di pagamento digitali, promossa dal CERTFin e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Lo studio di ABI Lab sottolinea che, per quasi la totalità delle banche intervistate, un elemento fondamentale per la prevenzione e il contrasto delle frodi è la possibilità di condividere tra banche le informazioni tecniche su minacce e attacchi accaduti, nel rispetto dei requisiti di confidenzialità e riservatezza (information sharing).
Le attività di monitoraggio sono fondamentali per una tempestiva rilevazione di attacchi e frodi. La soluzione più diffusa tra le banche intervistate riguarda il monitoraggio delle transazioni anomale disposte via Internet Banking (80%), insieme con gli strumenti di Monitoraggio della Rete per l’identificazione di siti contraffatti (70%). Anche l’analisi automatica dei log di accesso all’Internet Banking (60%) e il monitoraggio di accessi e di transazioni anomale tramite servizi di Mobile App (entrambi al 55%), assieme a più generici strumenti di analisi comportamentale dell’utente (50%), restano indicatori di grande rilievo per le banche.
La sicurezza informatica, tuttavia, passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche. Per operare online in modo comodo e sicuro, infatti, è importante  seguire alcune semplici regole: ignorare qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento e conto on line, che la banca non chiederà mai alla propria clientela; connettersi al sito della banca scrivendo direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione, ignorando eventuali link ricevuti via mail ed sms; verificare sempre l’autenticità della connessione con la banca; controllare regolarmente i movimenti del proprio conto per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle effettuate; diffidare di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, che inviti a scaricare documenti o programmi; installare e mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e l’antivirus; fare attenzione a eventuali peggioramenti delle prestazioni generali (rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc.) del proprio servizio di home banking o del proprio PC, che possono indicare infezioni sospette.

Investimenti delle banche in sicurezza
L’elevata attenzione delle banche verso le tematiche di sicurezza e frodi online trova conferma anche negli investimenti dedicati: oltre 300 milioni di euro nel 2018.
Dallo studio ABI Lab emerge che la maggior parte delle realtà analizzate ha indicato un aumento o una stabilità della spesa per il 2019 destinata alla sicurezza dei canali remoti, con iniziative sia verso il cliente sia lato banca (per tutte le banche intervistate). Circa la metà delle banche rispondenti prevede un aumento medio (tra il 5 e il 15%) o rilevante (superiore al 15%) della spesa per i prossimi 12 mesi.
 

Aumenta limpegno del mondo bancario nella lotta al cybercrime

Contratto nazionale: i sindacati presentano la piattaforma | [31/05/2019]

(31 maggio 2019) Come previsto dal precedente accordo del 25 febbraio scorso, le Organizzazioni sindacali hanno oggi presentato la piattaforma e conseguentemente ABI e Sindacati di categoria, in continuità dei precedenti accordi raggiunti tra dicembre dello scorso anno e febbraio 2019, hanno concordato la prosecuzione della sospensione dei termini di scadenza contrattuale al 31 dicembre 2018 fino al rinnovo dei contratti nazionali del settore.

​Ciò con l’obiettivo di consentire il confronto su tutti i temi propri del rinnovo contrattuale di settore, a seguito dell’avvenuta presentazione della piattaforma sindacale. Nelle prossime settimane è previsto un incontro per la sua illustrazione.
 

I Sindacati di settore hanno presentato all’ABI la piattaforma

Banche: forte sostegno allo sviluppo del settore residenziale | [25/05/2019]

​​(25 maggio 2019) A partire dal 2013 il mercato immobiliare delle abitazioni ha presentato in Italia un significativo incremento: nel 2018 il numero delle unità immobiliari compravendute è stato pari a 580 mila, segnando un incremento del 48% rispetto a cinque anni prima.

​A favorire la ripresa dei volumi scambiati ha contribuito sia la flessione dei prezzi delle case sia il livello particolarmente modesto dei tassi di interesse sui mutui, che favorisce la capacità delle famiglie italiane di accedere al finanziamento bancario per l’acquisto della propria abitazione. In tal senso, il ruolo di supporto allo sviluppo del mercato immobiliare italiano svolto dal settore bancario è evidente nel fortissimo incremento delle compravendite di abitazioni assistite da un mutuo ipotecario, che, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel 2018 sono in crescita del 107% rispetto al 2013 (cfr. grafico n.1). Coerentemente, i dati del ”Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia” della Banca d’Italia mostrano che il rapporto tra l’ammontare dei nuovi mutui residenziali erogati dalle banche e il valore dell’immobile oggetto dell’acquisto (il cosiddetto “Loan to Value”) risulta in crescita dal valore minimo del 55,0% nel 2013 al 74,3% di fine 2018.
In un contesto di prezzi degli immobili residenziali sostanzialmente stabili e in cui si conferma l’ampio accesso al credito bancario, la quota di famiglie italiane per cui sarebbe possibile l’acquisto di una abitazione tende ad aumentare, collocandosi al 78% secondo le analisi dell’ABI, valore massimo dal 2004.
(cf. grafico n.2)
compravendite.jpg
compravendite1.jpg
 

Banche: forte sostegno allo sviluppo del settore residenziale

Protocollo ABI-Fieg: rafforzare accesso credito e garanzie | [23/05/2019]

(23 maggio 2019) Rafforzare l’accesso al credito e facilitare l’acquisizione di garanzie dei diversi soggetti che partecipano alla filiera della distribuzione della stampa, in particolare delle edicole, fornendo un quadro di riferimento generale che favorisca i rapporti delle banche e degli intermediari finanziari con gli operatori della distribuzione della stampa quotidiana e periodica.

​Questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato dal Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, e dal Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, volto a promuovere a livello regionale iniziative in grado di facilitare accordi diretti di edicolanti e operatori della distribuzione della stampa con le banche e gli intermediari finanziari presenti sul territorio.
Il nuovo accordo tra ABI e Fieg affianca il Protocollo d’intesa, sottoscritto il 30 ottobre dello scorso anno, diretto a favorire il dialogo tra editori e banche, nel comune interesse di tutela della libertà di informazione e di diffusione dell’educazione finanziaria e al risparmio e di più ampie e generalizzate finalità di progresso e sviluppo.
“Con l’accordo sottoscritto con ABI – ha commentato il Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti – proseguiamo in maniera concreta la nostra attività di supporto della rete di vendita della stampa, a dimostrazione dell’importanza e della centralità che essa svolge nella diffusione dei giornali e nell’avvicinare i cittadini alla lettura di quotidiani e periodici.” 
 “L’accordo – ha sottolineato il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli – è una ulteriore dimostrazione che il dialogo tra le associazioni contribuisce fattivamente al progresso e allo sviluppo creando le condizioni per agevolare il rapporto tra le banche e l’intera filiera della distribuzione dei giornali”.

Rafforzare laccesso al credito e facilitare lacquisizione di garanzie

2018 ancora in positivo per il mercato immobiliare | [23/05/2019]

​(23 maggio 2019) Il mercato immobiliare residenziale cresce per il quinto anno consecutivo. Il 2018 chiude, infatti, con un rialzo del 6,5% rispetto all’anno precedente, per un totale di quasi 580mila transazioni e un fatturato di oltre 94 miliardi di euro

​Tra le grandi città, i maggiori rialzi si osservano a Bologna, Palermo e Napoli. Dinamica ancora positiva per l’indice di affordability, una misura della possibilità di accesso all’acquisto della casa da parte delle famiglie. Questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con ABI, l’Associazione bancaria italiana.

Il mercato delle abitazioniNel 2018 il mercato residenziale ha registrato 578.647 transazioni, il dato più alto dal 2010 ad oggi. L’incremento delle compravendite è stato più elevato nel Nord Est (+10,2%); seguono le Isole (+7,7%), il Centro (+6,4%), il Nord Ovest (+5,6%) e il Sud (+3,8%). In lieve calo le compravendite di abitazioni in nuda proprietà (-0,4%), soprattutto al Sud, dove il calo è stato più marcato (-6,6%). La stima complessiva del fatturato 2018 è pari a 94,3 miliardi di euro, 53 dei quali (oltre il 56%) riferiti al Nord. La superficie media dell’abitazione acquistata nel 2018 è circa 106 m2.

La situazione regione per regione e nelle principali città L’Emilia Romagna è la regione con il maggior incremento del numero di compravendite di abitazioni, con quasi 52 mila scambi e una crescita dell’11,3%. Seguono le Marche (+10,2%) e il Veneto (+10%). L’unica a mostrare il segno meno è la Basilicata, che perde il 5,9%. Tra le grandi città, invece, spicca Bologna (+10,5%), seguita da Palermo (+7,7%), Napoli (+5,9%) e Torino (+4,3%). Bene anche Roma (+3%), Milano (+3,4%), Genova (+3,6%) e Firenze (+3,9%).

Le pertinenze e i posti auto
Nel 2018 sono stati scambiati, a livello nazionale, poco più di 69.600 depositi pertinenziali, in aumento, rispetto al 2017, dell’8,4%. Anche gli scambi di box e posti auto risultano in crescita con circa 336.800 transazioni, un incremento del 5,2% rispetto al 2017.
I mutui ipotecari – Circa 282mila acquisti di abitazioni sono stati effettuati ricorrendo ad un mutuo ipotecario, in aumento dell’8,8% rispetto all’anno precedente. Gli istituti di credito hanno erogato complessivamente 35,7 miliardi di euro, in media circa 126mila euro per ogni compravendita, con una punta di circa 142mila euro al Centro. Il capitale erogato rappresenta circa il 71% della spesa di acquisto. Il tasso di interesse medio, applicato alla prima rata, scende ancora di un ulteriore 0,22 punti percentuali, portandosi così al 2,17%. La durata media del mutuo è sostanzialmente ferma a 22,9 anni e la rata media, pari a 585 euro mensili, è in calo del 2,1% sul 2017.

Le locazioni
Nel 2018 il numero di abitazioni locate è stato pari a 1.377.364, lo 0,3% in più rispetto allo scorso anno. Il canone annuo medio pagato per la casa è stato nel 2018 pari a circa 67 €/m2. Si conferma nel 2018 un canone medio annuo più elevato nei contratti di locazione agevolati per studenti (76,4 €/m2), quello più basso nei contratti ordinari di lungo periodo (65,2 €/m2).

L’indice di affordability
Elaborato dall’Ufficio Studi ABI, sintetizza l’analisi dei vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per una famiglia media di acquistare un’abitazione al prezzo medio di mercato, contraendo un mutuo, e ne descrive l’andamento. Maggiore è il valore dell’indice più è facile acquisire una casa da parte della famiglia finanziandosi con un mutuo. A fine 2018 l’indice risultava pari al 14,6%, 8 decimi in più dell’anno precedente, 10 punti percentuali più del punto di minimo del primo semestre del 2012 e superiore di quasi 5 punti percentuali alla prima metà del 2004.  Secondo le proiezioni mensili, a marzo del 2019 l’indice si sarebbe stabilizzato sugli elevati valori di fine anno scorso. La dinamica crescente dell’indice nel 2018 è riconducibile, equamente, alla riduzione del costo relativo delle case (dato dal rapporto tra prezzo della casa e reddito disponibile) e alla prosecuzione del trend di contrazione dei tassi di interesse sui mutui: in dettaglio, a fine 2018 il costo relativo delle case è risultato per la prima volta inferiore al dato di avvio della rilevazione (primo semestre del 2004), mentre il tasso di interesse sui mutui a tasso fisso è risultato pari al 2,02%, inferiore di 3 decimi al dato di un anno prima e di 3 punti percentuali ai massimi di inizio 2012. In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel 2018 sale al 78%, la percentuale delle famiglie italiane per cui risulta accessibile l’acquisto di un’abitazione, si tratta del nuovo valore massimo storico. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione risulta, inoltre, piuttosto omogeneo a livello territoriale; in particolare, la condizione di accessibilità (valore dell’indice di affordability maggiore di zero) si conferma in tutte le regioni e raggiunge il valore massimo storico per 18 delle 19 regioni considerate.
 

Quinto anno consecutivo con il segno pi per il mercato delle abitazioni