Nel 2018 rapine in calo del 29,2% | [20/05/2019]

​(20 maggio 2019) Meno 92% rispetto al 2007. La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, al Convegno Banche e Sicurezza 2019

​Diminuite del 29,2% le rapine in banca in un anno, passate dalle 373 del 2017 alle 264 del 2018.  In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,4 a 1.
Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Basti pensare che, tra il 2007 al 2018, infatti, le rapine allo sportello sono diminuite del 92%, passando dalle 3.364 del 2007 alle 264 del 2018.
Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, che verranno presentati domani nel corso del convegno Banche e Sicurezza 2019, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2018.

La mappa delle rapine
Nel 2018, nessun colpo in banca in Sardegna e Valle d’Aosta. Le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-28,6%, da 7 a 5), Calabria (-83,3%, da 6 a 1), Emilia Romagna (-57,1%, da 42 a 18), Lazio (-39,6%, da 53 a 32), Liguria (-40%, da 10 a 6), Lombardia (-33,3%, da 51 a 34), Marche (-22,2%, da 9 a 7), Piemonte (-47,1%, da 34 a 18), Puglia (-27,5%, da 51 a 37), Toscana (-17,9%, da 28 a 23), Veneto (-42,9%, da 14 a 18) e sono rimaste invariate in Campania (30 rapine), in Friuli Venezia Giulia (1 rapina) e in Molise (1 rapina). Aumenti si sono invece verificati in: Basilicata (con 4 rapine da 2), Sicilia (con 30 rapine da 28), in Trentino Alto Adige (con 3 rapine da 0) e Umbria (con 6 rapine da 4).

Gli investimenti in sicurezza e la Guida antirapina.
Le banche italiane investono ogni anno oltre 600 milioni di euro per rendere le proprie filiali ancora più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita “Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello”, realizzata da Ossif in collaborazione con il Ministero dell’Interno e le Prefetture. La Guida Antirapina è un significativo punto di riferimento per chi opera ogni giorno nelle filiali bancarie: una sorta di vademecum su come comportarsi durante le rapine, ma anche indicazioni utili per prevenirle nonché per agevolare il controllo del territorio e l’attività investigativa delle Forze dell’Ordine

Al Convegno Banche e Sicurezza la fotografia del centro di ricerca Ossif

Cresce la collaborazione con le fintech nelle piattaforme credito | [18/05/2019]

(18 maggio 2019) Il mercato del credito tra privati, il cosiddetto peer to peer (P2P) lending market, è un’area in cui crescono le opportunità di collaborazione tra banche e fintech. Lo rileva la ricerca “P2P Lending Market” dell’Osservatorio Fintech Innovation di ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, in collaborazione con Medici, una piattaforma indipendente di analisi sulle fintech.

​Lo scenario indica che questo segmento di mercato è in forte crescita sia in Italia sia in Europa, con un aumento significativo delle occasioni per gli operatori finanziari, sia come investitori nelle fintech che offrono il servizio, che come attori principali nelle piattaforme di scambio.

Le banche
In questo campo le banche si stanno muovendo verso una modalità di interazione sempre più ampia con le fintech. Collaborando, infatti, si rendono più efficienti le modalità con cui raggiungere particolari segmenti di clientela che chiede credito e, allo stesso tempo, si offrono possibilità di nuovi investimenti per i clienti con maggiore capacità patrimoniale. E ancora, per le aziende di credito è possibile ampliare le metodologie di valutazione del rischio, nel senso che le banche possono avere accesso a quanto viene sviluppato dalle fintech con algoritmi alternativi basati anche su big data e intelligenza artificiale. È poi possibile sviluppare nuove soluzioni digitali applicate al credito per migliorare l’esperienza del cliente finale.

Le fintech
Anche per le fintech la collaborazione con le banche in questo settore è di grande interesse. Innanzitutto, in termini di consolidamento, consentendo alle piattaforme di rafforzarsi ed espandersi. Le piattaforme di credito, le peer to peer lending platform, stanno sempre di più lavorando con le banche anche per realizzare cartolarizzazioni e stanno diversificando i loro flussi di entrate, fornendo diverse tipologie di prestiti. In primo piano è anche il rafforzamento della collaborazione con le banche per integrare la propria offerta.

Il prestito P2P in Europa e in Italia
Il P2P lending è una forma di prestito tra privati, basato su una piattaforma digitale che permette di avere e di dare credito senza la partecipazione diretta di una istituzione finanziaria. In particolare, il P2P lending si rivolge a piccole e medie imprese, soggetti privati e investitori istituzionali lato raccolta. La fintech della piattaforma e la banca cooperano vantaggiosamente per l’intero processo anche per consentire una migliore selettività, predicibilità di comportamenti e qualità del portafoglio.
Negli ultimi anni il mercato europeo dei prestiti P2P ha mostrato una crescita solida. Oltre al Regno Unito, che è leader, anche Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Spagna e Italia stanno assistendo alla crescita di questo comparto. Si tratta di cifre ancora modeste, ma tra il 2015 e il 2016 il prestito per i consumatori è cresciuto del 90%, quello per il business del 65%.
I millennial, ossia la generazione nata a cavallo del 2000, le piccole e medie imprese, la costante innovazione portata avanti dalle fintech ed anche l’arrivo di fondi dalle istituzioni stanno sostenendo questo mercato.
Da noi, in Italia, si è registrata la crescita del segmento P2P complessivo. Il volume totale di 10 piattaforme erogato nel 2018 è stato pari a 763 milioni – un aumento del 125% rispetto ai 340 milioni nel 2017.
L’erogazione totale da parte di 10 piattaforme P2P nell’ultimo trimestre 2018 è aumentata a 256 milioni di euro, + 42% rispetto al terzo trimestre 2018 e + 90% rispetto all’ultimo trimestre 2017 (Fonte Medici).
In Italia lo svolgimento dell’attività di prestito P2P richiede l’autorizzazione della Banca d’Italia. Il comparto è completamente disciplinato e le piattaforme sono regolamentate dalla Banca d’Italia. 
Le previsioni indicano la crescita dei prestiti P2P nel 2019. E questo sia per il quadro congiunturale complessivo, sia per elementi strutturali. Le motivazioni di questo incremento si basano sul fatto che mentre in precedenza i finanziatori erano solo i privati, negli ultimi anni si nota che gli investitori istituzionali stanno diventando i principali finanziatori di queste iniziative. Questa tendenza dovrebbe continuare nel 2019.

Cresce la collaborazione nelle piattaforme per il credito

Presentato il francobollo per il centenario dell’ABI | [14/05/2019]

(14 maggio 2019) Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, hanno partecipato a Roma alla presentazione del francobollo emesso in occasione del centenario dell’Associazione Bancaria Italiana.

​All’evento hanno partecipato anche Giancarlo Pezzuto, Vice Capo di Gabinetto Vicario del Ministero dello Sviluppo Economico, Maria Bianca Farina, Presidente di Poste Italiane, e Domenico Tudini, Presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
“Nel centesimo anniversario dell’Associazione Bancaria Italiana – ha dichiarato il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – con l’emissione di un francobollo vogliamo sottolineare il traguardo storico raggiunto e soprattutto l’attualità dei valori etici e sociali, di sana e prudente gestione bancaria e di legalità che sono alla base dei comportamenti ispirati ai principi di corretta imprenditorialità, innovazione e di un mercato libero e concorrenziale che l’ABI promuove”.
Il francobollo, appartenente alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”, riproduce con un segno grafico moderno l’Arco degli Argentari, monumento romano del 204 d.c. nei pressi del Foro Boario, il luogo simbolo dei commerci dove i cambiavalute romani svolgevano la loro attività.
Nel corso di un secolo di attività l’ABI ha ampliato le proprie competenze e ambiti di azione, in un contesto economico, sociale e normativo in continua evoluzione, per promuovere i legittimi interessi dei propri Associati per la crescita e il progresso dell’Italia in Europa e nel mondo.
Il francobollo è stato stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente, in un solo colore con l’aggiunta di oro. Completano il francobollo la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

 

Presentato il francobollo emesso in occasione del centenario di ABI

Nuove regole europe di definizione di default | [13/05/2019]

​(13 maggio 2019) Le Associazioni firmatarie dell’Accordo per il Credito 2019 pubblicano una guida semplice per le imprese sulle nuove disposizioni europee in materia di definizione di default.

​Le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese – Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) – e l’ABI hanno definito una guida sulle nuove regole europee in materia di definizione di default che le banche potranno iniziare ad applicare a partire dal prossimo mese di giugno e comunque  entro  il termine del 1 gennaio 2021.
Fino a oggi era previsto che la banca dovesse classificare in default l’impresa che, per oltre 90 giorni consecutivi, è in arretrato di pagamento “rilevante” sulle scadenze di pagamento previste nel finanziamento bancario.
Le nuove regole europee quantificano il concetto di “rilevanza”, fissando la soglia oltre la quale l’impresa debba essere obbligatoriamente classificata in default.
La banca sarà tenuta a determinare l’inadempienza dell’impresa se la stessa è in arretrato di pagamento, per oltre 90 giorni, su importi di ammontare superiore a 500 euro (complessivamente riferiti a uno o più finanziamenti) e che rappresentino più dell’1% del totale delle esposizioni di un’impresa verso la banca. Per le persone fisiche e le piccole e medie imprese, esposte nei confronti di una banca per finanziamenti inferiori a 1 milione di euro, l’importo dei 500 euro è ridotto a 100 euro.
Inoltre, diversamente dal passato, non potranno essere utilizzati margini attivi dell’impresa disponibili su altre linee di credito per compensare gli arretrati in essere ed evitare di classificare l’impresa come inadempiente.
È dunque fondamentale che le imprese conoscano le nuove regole, al fine di evitare di essere classificate in default anche per rate non pagate di piccolo importo. A tale scopo le Associazioni pubblicano da oggi la guida sui propri siti.
L’iniziativa della guida sulla definizione di default nasce nell’ambito dei lavori del Tavolo di Condivisione Interassociativo sulle Iniziative Regolamentari Internazionali (Tavolo CIRI), costituito dalle stesse Associazioni secondo quanto previsto dall’Accordo per il Credito 2019 con l’obiettivo di condividere posizioni e iniziative e comuni su regolamentazioni europee e internazionali che possono impattare sull’accesso al credito delle imprese.
 

Le Associazioni di rappresentanza delle imprese pubblicano una guida

Al via la campagna di comunicazione ‘OcchioalClic’ | [11/05/2019]

(11 maggio 2019) Parte lunedì 13 maggio “OcchioalClic”, la campagna di comunicazione sulle buone pratiche da adottare per un utilizzo sicuro dei sistemi di pagamento digitali.
 

​La campagna, che si affianca alle attività già realizzate in materia di sicurezza informatica dalle singole banche, è promossa dal CERTFin – l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’ABI e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cyber degli operatori bancari e finanziari – e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Così come il mondo reale che ci circonda, anche il mondo virtuale non è esente da qualche insidia, se non si presta attenzione. “OcchioalClic” ha l’obbiettivo di educare gli utenti italiani al tema della sicurezza informatica e quindi ad adottare un atteggiamento virtuoso di buone pratiche nelle operazioni online.
Il sito del CERTFin ospiterà la sezione OcchioalClic (https://www.certfin.it/occhio-al-clic.html) dove sarà possibile trovare suggerimenti per navigare e acquistare in modo sicuro, informazioni sulle più frequenti minacce informatiche e aggiornamenti sul mondo della sicurezza online.
Per operare in rete in modo comodo e sicuro, infatti, è importante seguire alcune semplici regole: cambiare periodicamente la password dell’email, dei social network, dell’internet banking e dei siti per gli acquisti online; aprire le email solo da indirizzi noti; accedere a internet solo dal proprio computer; istallare o aggiornare l’antivirus; contenere la diffusione delle informazioni personali online e usare password diverse per siti diversi.
L’iniziativa sarà presentata il 21 e 22 maggio a Milano nel corso del convegno “Banche e sicurezza”, la due giorni che fa il punto sulle frontiere della sicurezza fisica e digitale nel settore finanziario, bancario e assicurativo.

Campagna per un utilizzo sicuro dei sistemi di pagamento digitali

‘Dai salvadanai alla paghetta’ | [10/05/2019]

​(10 maggio 2019) A Torino un pomeriggio di giochi per bambini e genitori sul valore del denaro promosso da ABI Piemonte, Feduf e MdR, appuntamento mercoledì 15 maggio, al Museo del Risparmio
 

​Quanto costa realizzare un desiderio? E quanto può valere “tanto” o “poco”? Attorno a queste domande e a tante altre si svilupperà a Torino l’iniziativa aperta a tutte le famiglie “Dai salvadanai alla paghetta”, un pomeriggio dedicato all’educazione finanziaria di figli e genitori, con divertenti laboratori per i più giovani e utili consigli per gli adulti. Promosso dalla Commissione regionale dell’Associazione bancaria italiana (ABI) Piemonte, dalla Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf) e dal Museo del risparmio (MdR) promossa dall’ABI, l’appuntamento è previsto per mercoledì 15 maggio, presso la sede del Museo del Risparmio.
L’iniziativa si propone quale occasione per riflettere insieme sull’importanza di educare i più giovani alla gestione consapevole del denaro ed aiutarli a crescere diventando adulti informati e responsabili. Attraverso cruciverba, test, disegni e laboratori interattivi dove creatività e sperimentazione saranno centrali, i bambini giocheranno per imparare a riconoscere il valore del denaro, risorsa necessaria per raggiungere i desideri. 
Il pomeriggio si svilupperà attraverso due percorsi. “Il risparmio tra fiabe e salvadanai”, dedicato ai bambini dai 4 ai 7 anni, farà riflettere sull’importanza di saper risparmiare per raggiungere i propri sogni attraverso lo scambio di tessere e la ricomposizione di un puzzle, e utilizzando la narrazione per favorire la comprensione delle attività. “Quanto costano i desideri?”, dedicato ai bambini dagli 8 ai 10 anni, affronterà invece il tema dei prezzi e del riconoscimento e utilizzo delle diverse monete, svilupperà una riflessione sul personale atteggiamento nei confronti della gestione del denaro e introdurrà il concetto di lavoro, mezzo principale per ottenerlo.
Introdurranno l’evento Cristina Balbo, Presidente della Commissione Regionale ABI Piemonte; Giovanna Paladino, Direttore del Museo del Risparmio, e Luigi Capra, Direttore della Sede di Torino di Banca d’Italia. Con la partecipazione anche di Giovanna Boggio Robutti, Direttore Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, e Giuseppe Ghisolfi, VicePresidente e Tesoriere del Gruppo Europeo Casse di Risparmio, il pomeriggio si concluderà con un momento di condivisione e scambio di opinioni tra famiglie ed esperti del settore sull’importanza di educare i bambini al valore del denaro e alla gestione consapevole del risparmio.
Per maggiori informazioni sull’evento e per la partecipazione, è possibile consultare la pagina web http://www.feduf.it/container/eventi/categories/eventi-scuole/dai-salvadanai-alla-paghetta-un-pomeriggio-di-giochi-con-mamma-e-papa  

 

L’evento del 15 maggio promosso da ABI Piemonte, Feduf e MdR

Jean Pierre Mustier eletto Presidente della Fbe | [10/05/2019]

​(10 maggio 2019) Il Consiglio della Federazione Bancaria Europea ha eletto oggi il Ceo del Gruppo UniCredit, Jean Pierre Mustier, Presidente della Federazione Bancaria Europea (Fbe) per il biennio 1° luglio 2019 – 30 giugno 2021.

​”Sono lieto di assumere il ruolo di Presidente in un momento così importante nell’evoluzione del settore bancario – ha dichiarato Jean Pierre Mustier – e ringrazio il Consiglio della Federazione Bancaria Europea per la fiducia che mi è stata data. Non vedo l’ora di lavorare con tutti i membri della Federazione per sviluppare un’agenda comune di riforme in modo che le nostre banche possano sostenere in modo sempre più efficace l’economia in tutta Europa “.
Mustier succede al Ceo del Gruppo Société Générale, Frédéric Oudea, il cui mandato è in scadenza a fine giugno. Oudea è stato eletto Presidente della Federazione nel 2015 e poi rinnovato per il successivo biennio.
La Federazione Bancaria Europea è la voce del settore bancario a livello europeo: ad essa aderiscono 32 Associazioni bancarie nazionali, inclusa l’Associazione Bancaria Italiana, che rappresentano nel complesso circa 3.500 banche e 2 milioni di addetti.
Tra gli organi direttivi della Federazione Bancaria Europea, oltre al Consiglio, vi è il Comitato Esecutivo, nel quale siedono esponenti direttivi delle Associazioni bancarie che aderiscono alla Fbe. Attuale presidente del Comitato Esecutivo della Federazione è il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, che ha ricoperto il mandato di Presidente nel biennio 2016-2017 ed è stato riconfermato per il periodo 2018-2019.

Il Consiglio della Federazione ha eletto Presidente il Ceo di Unicredit

E’ online l’audioguida ABI contro le truffe | [04/05/2019]

​(4 maggio 2019) È online l’audioguida ABI con i consigli utili per usare gli strumenti di pagamento in piena sicurezza, evitare di cadere nelle frodi online, non correre rischi dopo aver fatto un prelievo di denaro contante

​Sviluppata in collaborazione con il Centro nazionale del Libro parlato dell’U.I.C.I., l’audioguida è concepita con un linguaggio semplice e immediato e con informazioni pratiche per evitare truffe e inganni, anche a supporto delle persone cieche e ipovedenti, grazie al suo format pienamente fruibile.
L’iniziativa rientra nel quadro delle azioni previste dal protocollo d’intesa tra ABI – Associazione bancaria italiana e U.I.C.I. – Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Onlus APS, per la realizzazione di attività congiunte e progetti sperimentali di informazione ed educazione finanziaria. 
Gratuita e in formato digitale, l’audioguida per difendersi dalle truffe rappresenta il terzo appuntamento di questo percorso congiunto avviato sin dal 2013, che vede insieme ABI e U.I.C.I. impegnate nella produzione di audio libri su argomenti di educazione bancaria e finanziaria di interesse per le persone con disabilità visiva. Sono già disponibili online, infatti, le audioguide per agevolare nell’utilizzo degli sportelli automatici Atm e dei Pos: la prima intende – tra l’altro – rappresentare, lato cliente, le informazioni necessarie per eseguire le operazioni di prelievo, secondo quanto previsto dalle linee guida sulle Regole e Raccomandazioni di Accessibilità ai servizi Bancomat®; la seconda è destinata a chiarire i processi finalizzati ad un corretto utilizzo dei Pos con funzione di ricezione dei pagamenti da parte delle persone con disabilità visiva. 
L’impegno del settore bancario in tema di accessibilità è in linea con le principali indicazioni contenute nell’Atto europeo sull’accessibilità – il cui iter a livello europeo è in fase di finalizzazione – e si sviluppa nell’ambito delle attività promosse dall’ABI per favorire l’inclusione finanziaria e sociale dei cittadini.

Le guide sono disponibili sul sito dell’ABI al seguente link www.abi.it/Pagine/Mercati/Csr/Protocollo-ABI-Uici.aspx, e dell’U.I.C.I. www.uiciechi.it

 

Consigli utili per usare gli strumenti di pagamento in piena sicurezza

Terza missione delle banche italiane in Tunisia | [30/04/2019]

(30 aprile 2019) ​Terza missione per l’ABI e le banche italiane in Tunisia, dopo quelle del 2006 e 2016, per identificare e per sostenere l’operatività commerciale e finanziaria degli imprenditori italiani nei settori ad alto potenziale del mercato tunisino.

​È il Presidente del Comitato per l’Internazionalizzazione dell’ABI, Guido Rosa, a ribadire il sostegno del settore bancario italiano all’internazionalizzazione dell’economia nazionale, nell’ambito della missione imprenditoriale guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio e organizzata in occasione del vertice intergovernativo italo-tunisino.
Alla missione partecipa una delegazione di 4 (dei principali) gruppi bancari che rappresenta circa il 40% (dell’intero settore bancario italiano) in termini di totale attivo: Banca Monte dei Paschi di Siena, ICCREA, UBI Banca e UniCredit.
“Le banche presenti nella nostra delegazione – ha detto Rosa- intendono potenziare le relazioni con le controparti locali, individuarne di nuove, e incrementare le proprie attività. Gli imprenditori che operano in Tunisia possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, 2 principali gruppi bancari italiani e la capogruppo straniera di una banca italiana sono già direttamente presenti in Tunisia con un ufficio di rappresentanza. Per quanto riguarda il futuro – ha concluso Rosa – gli imprenditori italiani possono contare sul settore bancario italiano come partner per avviare iniziative commerciali e produttive in Tunisia.”
 

Dopo quelle del 2006 e 2016 terza missione con isituzioni e imprese

Tunisia: dalle banche oltre 424 milioni per le imprese | [30/04/2019]

(9 maggio 2016) Missione di sistema alla quale partecipa, oltre all’ABI,  una delegazione di nove dei principali gruppi bancari che rappresenta circa il 68% dell’intero settore bancario italiano in termini di totale attivo: Bnl – Bnp Paribas, Banca popolare di Milano, Banca popolare di Vicenza, Iccrea, Intesa SanPaolo, Monte dei paschi di Siena, Banca Ubae, Ubi Banca e UniCredit. 

Oltre 424 milioni di euro già stanziati dalle banche per le imprese che vogliono approfondire le opportunità di business offerte dal mercato tunisino, non solo in termini commerciali ma anche di partnership industriali e di investimenti.​Il dato è stato presentato dal Presidente del Comitato tecnico ABI per l’internazionalizzazione, Guido Rosa, al Forum economico tenutosi a Tunisi, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e Istituzioni. Per l’ABI e le banche è la seconda volta in Tunisia dopo la missione del 2006.
“La missione di sistema in Tunisia –ha detto Rosa– è un segnale tangibile dell’interesse crescente del mondo bancario a supporto delle strategie di internazionalizzazione del Paese. Durante gli incontri di business le nove banche italiane partecipanti alla missione metteranno a disposizione altrettanti desk di assistenza, per supportare al meglio le imprese italiane nell’individuazione delle soluzioni finanziarie più adatte a realizzare nuove operazioni commerciali e progetti di investimento nel Paese. Nel corso della missione -ha concluso Rosa- la delegazione bancaria italiana incontrerà la Banca centrale, l’Associazione bancaria Tunisina e alcune delle principali banche locali.”
 
Il plafond per le imprese in Tunisia
Sul fronte delle risorse finanziarie disponibili, le banche italiane hanno stanziato un plafond di oltre 424 milioni, di cui il 30% è già utilizzato. Vi è quindi grande spazio per il finanziamento di operazioni di trading e di investimento.

La presenza delle banche italiane
Oltre alle linee di credito, gli imprenditori che operano in Tunisia possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, tre principali gruppi bancari italiani e la capogruppo straniera di una banca italiana sono direttamente presenti in Tunisia con un ufficio di rappresentanza.
 

Dopo quelle del 2006 e 2016 terza missione con isituzioni e imprese