Missione imprenditoriale in Tunisia | [29/04/2019]

(29 aprile 2019) ​In occasione del Vertice intergovernativo italo-tunisino in programma il 30 aprile,  prende il via una missione imprenditoriale in Tunisia, organizzata da Confindustria, Agenzia ICE, ABI e gli altri partner della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed il Ministero dello Sviluppo Economico.

​La missione imprenditoriale, nel cui quadro verrà organizzato un Business Forum bilaterale, sarà guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio e rappresenterà un’importante occasione di rafforzamento e di approfondimento delle opportunità commerciali e di partenariato industriale che la Tunisia offre alle imprese italiane.
La Tunisia è uno dei mercati più attraenti della sponda sud del Mediterraneo per una serie di fattori quali la vicinanza geografica, la rete di accordi commerciali con l’Unione europea, la nuova normativa in materia di attrazione degli investimenti esteri e le specializzazioni produttive manifatturiere locali soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto. È il secondo partner commerciale dell’Italia, dopo la Turchia, nell’area del Mediterraneo con un export nel 2018 pari a 3.469 milioni di euro e un incremento rispetto al 2017 dell’8,7%. 
La missione ha come obiettivo l’approfondimento delle opportunità di business, soprattutto nei futuri progetti messi a punto dal governo tunisino nei seguenti settori industriali chiave: agricoltura, meccanica agricola e tecnologie per la trasformazione alimentare, Infrastrutture e costruzioni ed energie rinnovabili e vedrà la partecipazione di 48 aziende, 5 associazioni imprenditoriali e 4 banche per un totale di 114 delegati imprenditoriali e istituzionali.
Il programma dei lavori avrà inizio a Tunisi nel tardo pomeriggio di oggi 29 aprile e proseguirà nella mattina di domani presso la sede della federazione nazionale dell’imprenditoria tunisina UTICA, dove saranno organizzati seminari di approfondimento settoriale e, a seguire, il Business Forum Italia-Tunisia, dedicato alle relazioni politico-economiche tra i due paesi ed alle opportunità di collaborazione e di investimento. Subito prima del Forum Federpesca siglerà con UTAP – Union Tunisienne de l’Agriculture et de la Peche un Protocollo d’Intesa volto al rafforzamento dei rapporti di collaborazione e amicizia tra le due organizzazioni nell’interesse di gestione e valorizzazione degli stock ittici e dei prodotti della pesca dei due paesi.
Al Business Forum, oltre al Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio, prenderanno parte fra gli altri il Presidente dell’Agenzia ICE Carlo Ferro, la Vicepresidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione Licia Mattioli e il Presidente del Comitato Tecnico ABI per l’internazionalizzazione Guido Rosa. A chiusura dei lavori è previsto un breve indirizzo di saluto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Capo di Governo tunisino Youssef Chahed (in attesa di conferma).
 

Per rafforzare e approfondire opportunit commerciali

Spunta Project avvia test blockchain su operatività a regime | [27/04/2019]

(27 aprile 2019) Al via con 37 nodi, 200 banche e 200 milioni di dati il nuovo test tecnico per verificare la robustezza della piattaforma e l’andamento del processo. Sono i nuovi passi avanti di Spunta Project, il progetto di applicazione di una blockchain di settore alla spunta interbancaria.

​È stato quindi avviato un piano di simulazione con l’obiettivo di verificare il comportamento complessivo, simulando la messa in produzione dei volumi corrispondenti all’intero mondo bancario in Italia. Si tratta dunque di un test di operatività della blockchain connessa alla spunta da Nord a Sud. È stato quindi messo a punto un simulatore di dati che genera volumi di movimenti su un’operatività di 365 giorni. Il test di caricamento e riconciliazione dei dati sarà svolto in un ambiente geograficamente distribuito e connesso attraverso la rete privata. 
Spunta Project, il programma coordinato da ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha l’obiettivo di applicare la blockchain, o meglio la tecnologia dei registri distribuiti, la cosiddetta Distributed Ledger Technology (Dlt), ai processi interbancari. L’obiettivo è la maggiore trasparenza e visibilità delle informazioni, più velocità di esecuzione e possibilità di verifiche e scambi direttamente sull’applicazione. E ciò con i partner tecnici NTT Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma. La presenza di realtà diverse, con territori di provenienza vari, consente di avere un ricco mix di esperienze. 

Quanto testato ad ora
In autunno è stato completato il caricamento di 60 giorni di dati reali, pari a 1,2 milioni di movimenti relativi a 14 banche e 14 nodi dell’infrastruttura. Con l’ingresso nel progetto di altre realtà bancarie, sono stati caricati 2 milioni di movimenti con buone performance, pari a 3,28 secondi per le query per tutti i movimenti di un nodo.

La spunta interbancariaL’ambito di applicazione del progetto è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. La spunta è un processo interbancario basato su registri bilaterali, genera un basso impatto sull’attività complessiva di business, ha un basso livello di standardizzazione, è caratterizzato da modalità operative non avanzate. Nel processo di spunta l’Associazione bancaria italiana è la struttura che definisce le modalità operative da applicare. Il Regolamento dei conti reciproci è basato su di un accordo interbancario che ha visto la sua prima formulazione nel 1978, la versione aggiornata è del 1987 e un’ulteriore modifica è degli anni ’90. Il processo quindi riguarda la riconciliazione dei flussi e delle operazioni che generano scritture sui conti reciproci in Italia e la gestione dei sospesi. Le attività sono relative al colloquio interbancario.Blockchain – Distributed Ledger TechnologyLa blockchain permette che i dati non siano memorizzati su di un solo computer, ma siano distribuiti su più nodi, ossia su più macchine collegate tra loro. Un grande database può essere quindi ripartito e la gestione delle transazioni viene condivisa tra più nodi di una rete. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti – la Distributed Ledger Technology (Dlt) – cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra i partecipanti. Tutti gli ambiti di applicazioneL’ultimo Rapporto ABI Lab 2019, tra l’altro, ha anche focalizzato gli ambiti di applicazione della tecnologia blockchain e Dlt nel mondo bancario. La maggiore concentrazione sui progetti di blockchain è su trasferimenti intra / interbancari, con segnalazioni da parte del 42% delle realtà bancarie rispondenti. La concentrazione in questo campo e l’avanzamento in fase pilota è legata a Spunta Project. Alcune banche stanno lavorando all’applicazione della blockchain e Dlt ai servizi di notarizzazione (27%), con l’inserimento nel processo di un documento in modo da certificarne l’esistenza, e al Trade finance (23%), relativo al supporto per i pagamenti alle imprese. Seguono tra i campi di applicazione l’identificazione del cliente, il credito finalizzato e gli altri ambiti. Nei servizi di notarizzazione e nel credito finalizzato è interessante l’attenzione al tema da parte delle banche di minori dimensioni, attenzione anche maggiore rispetto alle grandi.

 

37 nodi, 200 banche e 200 milioni di dati per verificare la piattaforma

La banca in “mobilità” sempre più a misura del cliente | [20/04/2019]

​(20 aprile 2019) Più efficiente, moderna e veloce, la banca in mobilità si evolve con le abitudini del cliente sempre più abituato a fare operazioni da Smartphone e da Tablet.

​In questa ottica, la spinta innovativa e tecnologica della “Banca a portata di mano” parte soprattutto da applicazioni (app) “progettate” secondo le caratteristiche di immediatezza e semplicità tipiche dei dispositivi mobili.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Mobile Banking di ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, tutte le banche del campione analizzato offrono servizi tramite app per Smartphone, per il Tablet, invece, la quota di banche che li offrono si attesta all’89%. Più ridotta la percentuale delle banche rispondenti (44%) che offre servizi per i dispositivi indossabili (Wearable Device), che sono in grado di connettersi e interagire con persone o oggetti anche attraverso la rete Internet. 
Mediamente ogni banca/ gruppo bancario offre 3 app. Per quanto riguarda i servizi offerti, accanto alle funzionalità base del banking, sono molto diffusi i servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading) segnalati dal 78% delle banche, servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), offerti dal 67% e funzionalità di gestione della spesa (39%). Le diverse funzionalità possono essere offerte in un’unica app di riferimento oppure con app ad hoc per un determinato servizio: gli esempi più evidenti sono il borsellino elettronico, ossia il cosiddetto mobile wallet, offerto dal 28% delle banche rispondenti, e il Mobile POS (pagamenti elettronici con carte di credito o debito collegando il dispositivo mobile al POS), segnalato dal 17% delle banche; entrambe le funzionalità sono prevalentemente gestite con un’app aggiuntiva a quella “classica” di mobile banking.In termini di strategia futura sembra prevalere una tendenza di riaccentramento.  L’analisi di ABI Lab evidenzia che il 38% delle banche con app ad hoc prevede di integrare in un’unica app tutti i servizi e le funzionalità offerte e che un altro 25% avvierà un consolidamento delle app offerte.D’altro canto, il 70% delle banche con un’unica app ritiene di proseguire su questa strada senza prevedere app ulteriori per specifiche funzionalità.
 

Smartphone e tablet sempre pi utilizzati per fare operazioni

L’attualità della figura di Guido Carli | [16/04/2019]

​(16 aprile 2019) Il volume “Mercato, Europa e libertà”, promosso da ABI e Istituto Einaudi e pubblicato da Laterza, raccoglie gli interventi tenuti alle assemblee dell’ABI e alle Giornate del risparmio tra 1960 e 1992: una testimonianza preziosa del pensiero di uno dei protagonisti della rinascita economica nazionale e tra gli artefici del processo di adesione dell’Italia all’Unione europea.
 

​È stato presentato a Milano, presso la sede della Banca d’Italia, il volume “Mercato, Europa e libertà”, che raccoglie gli interventi pronunciati da Guido Carli alle assemblee dell’Associazione Bancaria Italiana e alle Giornate mondiali del risparmio. All’incontro – moderato da Ferruccio de Bortoli – hanno preso parte il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, il Direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, Giuseppe Sopranzetti, e il Vice Presidente di Assolombarda, Antonio Calabrò.
Il libro, pubblicato da Editori Laterza, è introdotto dalla prefazione di Patuelli e di Maurizio Sella, Presidente dell’Istituto Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi. Curato da Federico Pascucci, Segretario generale dell’Istituto Einaudi, è arricchito da un profilo di Carli a firma di Alfredo Gigliobianco, dirigente di Banca d’Italia. Promosso dall’Abi e dall’Istituto Einaudi, “Mercato, Europa e libertà”, si inserisce nella collana ‘Storia e Società’ ed è la terza opera pubblicata su impulso di ABI e Istituto Einaudi dopo i libri dedicati da Laterza agli scritti di Luigi Einaudi e Carlo Azeglio Ciampi.
Il volume celebra l’attualità della figura di Guido Carli, protagonista del processo di costruzione dell’Europa unita come pure della rinascita economica italiana, e offre al contempo un significativo spaccato della storia della Nazione nel secondo dopoguerra, vista attraverso le lenti della finanza e dell’economia. Il libro raccoglie i 14 interventi pronunciati da Carli alle assemblee dell’ABI negli anni in cui fu Governatore della Banca d’Italia (1960-1975), integrati da quelli tenuti alle celebrazioni delle Giornate del risparmio. Compaiono nel volume anche le tre relazioni tenute alle assemblee dell’ABI negli anni 1990, 1991 e 1992, periodo in cui fu Ministro del Tesoro.
Attraverso le riflessioni di Carli, focalizzate su questioni creditizie nel periodo in cui fu Governatore, riaffiorano alcuni momenti cruciali del boom economico. All’inizio degli anni Sessanta, ad esempio, Carli invitava le banche a conciliare “in ogni circostanza” l’attività di adeguato sostegno a un’economia in espansione con la tutela della propria solidità patrimoniale e dei depositanti. Gli interventi alle assemblee dell’ABI tra il 1990 e il 1992, incentrati su temi di politica economica e monetaria, si collocano in una cruciale fase di impegno pubblico di Guido Carli, che da Ministro del Tesoro servì la Repubblica in un triennio fondamentale per la realizzazione della riforma del settore creditizio e finanziario, culminata nel Testo unico bancario del 1993, e nel quale vennero poste le basi dell’adesione dell’Italia all’Unione europea, sancita dal Trattato siglato a Maastricht nel febbraio 1992 e del quale Carli fu, per l’Italia, il principale artefice.
“Quell’atto – si legge nella prefazione al volume, a cura di Patuelli e Sella – fu allo stesso tempo coronamento e testamento spirituale di uno statista che seppe offrire al Paese, nell’arco di un cinquantennio di impegno pubblico, un contributo di elevatissimo valore morale, civile ed economico. E che del disegno europeista fu precorritore culturale e convinto sostenitore. Da uno dei padri dell’Unione Europea, le cui rinnovate basi furono stabilite all’inizio degli anni Novanta, giunge a noi – concludono Patuelli e Sella – una lezione, sempre attuale, che si traduce nella convinta sollecitazione a procedere con la stessa tenacia, la stessa determinazione, la stessa convinzione allora profusa da Guido Carli, al fine di stabilire quanto prima le condizioni per il perfezionamento e il completamento di una costruzione europea ad oggi non ancora pienamente compiuta”.

Il volume presentato a Milano celebra l’attualit della figura di Guido Carli

85% dei clienti: sinergia tra canali di ‘relazione’ e ‘fai da te’ | [15/04/2019]

(15 aprile 2019) Efficienza, velocità e, per le scelte più importanti, relazione. Sono questi gli aspetti che il cliente cerca quando si rapporta con la banca

​L’85% dei bancarizzati, infatti, intreccia con la banca contatti che da una parte, per le operazioni più semplici e “tradizionali”, avvengono attraverso i canali digitali che implicano quindi un approccio in autonomia, quali lo sportello automatico (Atm), l’Internet banking e il Mobile banking, e dall’altra, per le scelte finanziarie più complesse, passano attraverso canali in cui la relazione è centrale, cioè lo sportello, il consulente e il contact center (dove ci sono consulenti remoti). Una fascia di clientela, questa, sempre più consolidata: era pari al 69% dei bancarizzati nel 2008. I dati emergono dall’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos, presentata oggi a Milano nel primo giorno del convegno #ilCliente, i cui lavori proseguono fino al 17 aprile.  
#ilCliente è l’appuntamento di riferimento per l’industria finanziaria retail, promosso dall’ABI. Dedicato alla relazione tra il mondo finanziario e il cliente retail, l’evento dell’ABI riunisce operatori del mondo finanziario insieme a rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle industrie tecnologiche, accademici ed esperti, per fare il punto e confrontarsi sui nuovi modelli di servizio per la clientela e sulle strategie di innovazione dei processi, volte a migliorare l’esperienza e la soddisfazione del cliente, con il supporto dell’omnicanalità e in un contesto di sostenibilità. Nelle tre giornate di lavori, oltre 120 relatori si confronteranno in sessioni e workshop sui temi centrali della relazione banca-cliente.L’omnicanalità, tra efficienza ed emozioneDa quando il mondo finanziario ha iniziato a svilupparsi nella dimensione digitale in modo intenso (2008), la maggior parte della clientela ha apprezzato l’innovazione “imparando” a riconfigurare la sua relazione con la sinergia tra i canali fisici e digitali. La clientela, nel contatto con la banca, ricerca da una parte efficienza, velocità, semplicità e autonomia nell’operatività ordinaria, dall’altra un servizio in grado di coinvolgere emotivamente e di generare un confronto a supporto dei propri processi decisionali. Dall’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos, nell’ambito dell’Osservatorio banche-clienti, emerge che il 32% dei clienti bancarizzati ha cercato informazioni su nuovi prodotti/servizi finanziari nell’anno e il primo canale di informazioni al quale si è rivolto è l’agenzia della propria banca (e solo in seconda battuta all’online).La consulenza “su misura” del clienteAll’incremento dell’uso dei canali “fai da te” da parte della clientela, e in particolare del mobile banking (con una frequenza media di uso di circa 95 volte all’anno, +25% negli ultimi tre anni), corrisponde una ricalibrazione dell’uso dei canali fisici attraverso cui interfacciarsi con un referente bancario, anche in remoto tramite call center. In connessione con tale contesto evolutivo, le banche sviluppano nuovi modelli di servizio volti a curare la relazione in tutti i punti di contatto. L’agenzia, che resta un canale di riferimento importante per quasi il 90% della clientela pur registrando una frequenza di uso inferiore rispetto alle soluzioni digitali,  diventa un punto di consulenza per gestire i bisogni finanziari più complessi (tramite appuntamento per ricevere una assistenza dedicata), e il referente diventa “mobile” come il cliente: sempre più spesso esce dall’agenzia per assistere il cliente coerentemente con i suoi tempi e la sua mobilità, e nascono in diverse realtà i gestori remoti per affiancare quelli dell’agenzia.

L’85% dei clienti sceglie la sinergia tra canali di ‘relazione’ e ‘fai da te’

Emirati arabi: dalle banche circa 9 miliardi di euro | [15/04/2019]

(15 aprile 2019) ​Circa 9 miliardi di euro messi a disposizione delle imprese italiane che vogliono investire negli Emirati Arabi Uniti, anche in vista dell’Esposizione Universale che si terrà a Dubai dal 20 Ottobre 2020 al 10 Aprile 2021.

​È questo il plafond stanziato dalle banche italiane per finanziare esportazioni, e nuove attività imprenditoriali nella federazione dei sette emirati indipendenti di Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaywayn.
Il dato è stato presentato oggi dal Presidente del Comitato Tecnico ABI per l’internazionalizzazione, Guido Rosa, al Forum economico tenutosi a Dubai, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio.
“La missione di sistema negli Emirati Arabi Uniti –ha detto Rosa–è un segnale tangibile dell’interesse crescente del mondo bancario a supporto delle strategie di internazionalizzazione del Paese. Proprio oggi, la delegazione bancaria italiana incontrerà la Banca Centrale emiratina e le principali banche locali, guidate dalla loro Associazione Bancaria (UBF), con l’obiettivo di fare il punto sullo stato delle relazioni interbancarie, esaminare congiuntamente come migliorare la collaborazione e rafforzare il supporto offerto alle imprese italiane, tanto dall’Italia quanto direttamente negli Emirati Arabi Uniti”.
Per l’ABI e le banche è la quarta volta negli Emirati dopo la missione del 2006, del 2010 e del 2013. Alla missione partecipa una delegazione di sette dei principali gruppi bancari che rappresenta circa tre quarti dell’intero settore bancario italiano in termini di totale attivo: Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Sondrio, Banco BPM, Crédit Agricole Cariparma, Intesa Sanpaolo, UBI Banca e UniCredit.
Oltre alle linee di credito, gli imprenditori che operano negli Emirati Arabi Uniti possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento.
In particolare, sono presenti tre tra i maggiori gruppi bancari italiani – Unicredit, con una filiale ad Abu Dhabi, Intesa Sanpaolo con due filiali, una a Dubai e una ad Abu Dhabi e UBI con un ufficio di rappresentanza a Dubai. Operano altresì nel Paese due banche estere (BNP Paribas con due filiali e Crédit Agricole Cariparma con tre) capogruppo di banche italiane (BNL e Cariparma) che, grazie al raccordo con le case madri, offrono un supporto mirato alla clientela italiana attiva sul mercato emiratino.

Dalle banche circa 9 miliardi di euro a disposizione delle imprese

L’innovazione in banca favorisce l’inclusione e l’accessibilità | [13/04/2019]

​(13 aprile 2019) Contenuti digitali accessibili, soluzioni innovative per agevolare l’accesso e migliorare la permanenza in banca, sistemi per ridurre i tempi di attesa e accrescere l’efficienza dei servizi offerti. Approfondimento sul tema nell’edizione 2019 del convegno #ilCliente, dal 15 al 17 aprile a Milano
 

​Lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche e telematiche, nel contesto di digitalizzazione in atto, e il maggior ricorso alla “multicanalità” e alla “multisensorialità” da parte dei cittadini supportano l’attuazione di processi e l’adozione di soluzioni innovative in banca per agevolare tutte le fasce di clientela. Con un interesse e un impegno crescente da parte del mondo bancario, come viene confermato dall’ultima indagine ABI sull’accessibilità in banca: su un campione di partecipanti all’iniziativa rappresentativo del 63% del totale degli sportelli presenti sul territorio nazionale, la quasi totalità ha realizzato misure per favorire la fruizione di prodotti e offerte in una ottica fortemente inclusiva.

È da queste considerazioni che prenderà avvio l’approfondimento sul tema dell’accessibilità in banca dei cittadini con limitazioni funzionali, nell’ambito dell’edizione 2019 del convegno #ilCliente, la manifestazione promossa da ABI e realizzata da ABIEventi sul rapporto tra mondo finanziario e cliente retail, i cui lavori si svolgeranno a Milano da lunedì, 15 aprile, per i successivi tre giorni. L’appuntamento è diretto a focalizzare e analizzare le ricadute dei cambiamenti normativi e della trasformazione digitale sui canali distributivi, sulle strategie di comunicazione, sulla gamma e tipologia di prodotti, sui servizi e sulle persone, con una particolare attenzione ai temi dell’accessibilità a strumenti e servizi.

#ilCliente sarà l’occasione per confrontarsi sulle strategie messe in campo dal mondo bancario sul tema, ma anche per lanciare iniziative e rafforzare le collaborazioni in atto, nel quadro dell’Atto Europeo sull’Accessibilità, approvato dal Parlamento il 13 marzo. Tra le nuove proposte, l’audioguida con consigli utili per usare gli strumenti di pagamento in piena sicurezza e difendersi dalle truffe, realizzata dall’ABI in collaborazione con il Centro nazionale del Libro parlato dell’U.I.C.I. – Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Onlus APS. Terza esperienza in questo senso, l’audioguida si affiancherà alle altre produzioni editoriali già disponibili gratuitamente online sul sito dell’ABI www.abi.it: le audioguide per agevolare nell’utilizzo degli sportelli automatici Atm e dei Pos le persone non vedenti o ipovedenti.

Reading al buio
#ilCliente, nell’ambito dei lavori dedicati al tema dell’accessibilità, ospiterà il “Reading al buio”, il progetto esperienziale e fortemente coinvolgente curato dalla Fondazione LIA per sottolineare l’importanza dell’accessibilità dei contenuti e per promuovere l’inclusione socio-culturale delle persone con disabilità visiva. A intervenire sarà Giuseppe Culicchia con il suo ultimo romanzo “Il cuore e la tenebra”. Autore e lettori con disabilità visive si alterneranno nella lettura di brani. Tutte le informazioni sul sito del convegno #ilCliente: https://convegnoilcliente.abieventi.it/

L’accessibilità in banca
Strumento di inclusione finanziaria e sociale e scelta strategica per rispondere in maniera adeguata alle specifiche richieste delle persone con limitazioni funzionali, o con particolari esigenze anche temporanee, l’accessibilità nel mondo bancario è intesa non solo in senso fisico, in relazione alle misure adottate per la rimozione delle barriere architettoniche a vantaggio dei clienti, ma anche in termini relazionali e di efficientamento dei processi, nell’ottica di migliorare le diverse fasi in cui si articola il rapporto con la clientela.
L’impegno del settore bancario in tema di accessibilità è in linea con le principali indicazioni contenute nell’Atto Europeo sull’Accessibilità, il cui iter a livello europeo è in via di finalizzazione. Le iniziative promosse da Abi si inseriscono nell’ambito delle politiche implementate per dare attuazione agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il nuovo quadro strategico delle Nazioni Unite.

Le nuove tecnologie favoriscono l’inclusione e l’accessibilit

Dubai: missione di sistema di governo, imprese e banche | [12/04/2019]

(12 aprile 2019) ​Al via dal 14 al 16 aprile prossimi la missione di sistema negli Emirati Arabi Uniti organizzata da Confindustria, Agenzia ICE, ABI e gli altri partner della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero dello Sviluppo Economico.

​La missione, che sarà guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio coadiuvato nel ruolo di delegato alla internazionalizzazione dal Sottosegretario di Stato agli affari esteri ed alla cooperazione internazionale Manlio Di Stefano, rappresenterà un’importante occasione per approfondire le opportunità di partenariato industriale, commerciale e di investimento per le imprese italiane in un paese che riveste un ruolo primario nella Regione, anche in vista dell’Esposizione Universale che si terrà a Dubai dal 20 Ottobre 2020 al 10 Aprile 2021.
L’iniziativa avrà focus nei settori Infrastrutture, Energia & Ambiente, Sanità e Farmaceutico, Agroindustria (in particolare per le tecnologie innovative legate alla coltivazione in ambienti con scarsità di acqua), ICT e vedrà la partecipazione di 147 aziende, 8 associazioni imprenditoriali, 7 banche per un totale di 350 iscritti.
Gli Emirati Arabi Uniti, con la loro posizione geografica strategica al centro delle principali direttrici est-ovest e le abbondanti riserve di combustibili fossili, sono diventati in meno di 50 anni un paese fortemente sviluppato con un tenore di vita tra i più alti al mondo. La politica governativa degli ultimi anni ha puntato a stimolare la diversificazione economica attraverso l’adozione del programma Vision 2021, che contiene le linee strategiche per lo sviluppo del Paese fortemente orientato all’implementazione dell’innovazione, tema al centro di EXPO 2020 Dubai: Connecting Minds, Creating the Future.
In programma la mattina del 15 aprile a Dubai il Business Forum Italia – Emirati Arabi Uniti, al quale oltre al Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio parteciperanno, tra gli altri, il Sottosegretario di Stato agli affari esteri e alla cooperazione internazionale Manlio Di Stefano, il Presidente dell’Agenzia ICE Carlo Ferro, il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci, il Presidente di Confartigianato Giuseppe  Mazzarella, la Vice Presidente della CNA Roberta Datteri e il Presidente del Comitato Tecnico Abi per l’internazionalizzazione Guido Rosa. A seguire le visite ai siti di interesse industriale per avviare contatti con controparti emiratine ed esplorare le possibili aree di cooperazione, oltre ad una visita al sito di Expo 2020 Dubai e ad un incontro con gli organizzatori della manifestazione.
 

Governo, imprese e banche a Dubai dal 14 al 16 aprile

In forte accelerazione l’utilizzo del mobile banking | [10/04/2019]

(10 aprile 2019) ​In 5 anni, dal 18% al 33% i clienti che operano in mobilità Il punto sull’evoluzione del rapporto banca-cliente al convegno ABI #ilCliente, dal 15 al 17 aprile a Milano
 

​Sono 9,7 milioni i clienti che accedono ai servizi bancari in mobilità, tramite le funzionalità di mobile banking accessibili da smartphone e tablet. Il forte sviluppo del mobile banking ha ormai conquistato un terzo dei clienti. Una fascia di clientela che è quasi raddoppiata in 5 anni: se nel 2014 era il 18%, oggi è il 33% la quota dei bancarizzati che opera in mobilità. Il mobile aumenta inoltre le possibilità di contatto con la propria banca, con una crescita della frequenza di uso del 25% negli ultimi 3 anni. Sempre più digitale, il cliente bancario ha ormai acquisito piena familiarità nella gestione di modalità evolute di contatto con la propria banca, contando su una relazione continua, a distanza e veloce ma ricca quanto l’esperienza in filiale. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos che verrà presentata nel primo giorno del convegno #ilCliente, dal 15 al 17 aprile a Milano.

Fonte: Osservatorio ABI Banche Clienti  in collaborazione con Ipsos
Indagine su campione rappresentativo di bancarizzati 18-74 anni Dicembre 2018

Clienti sempre più coinvolti
Nel 2018 sale al 72% (10 punti percentuali sopra il dato del 2008) la percentuale di clienti che dichiara di aver già parlato dei servizi ricevuti dalla propria banca o di essere propenso a farlo con colleghi, amici, parenti e conoscenti (passaparola). Questo fenomeno si collega al maggior dinamismo dei clienti nel sentirsi protagonisti nel processo di scelta dei propri servizi, con una più marcata disponibilità a diventare anche “promotori” della banca. Un orientamento questo che incoraggia le banche a coinvolgere maggiormente i clienti, sia nella comunicazione che nel processo di scelta.

La relazione diventa sempre più multicanale
Il forte sviluppo della omnicanalità, cioè della capacità della banca di raggiungere la clientela nelle diverse modalità fisiche e digitali a seconda delle esigenze dell’utente, si traduce in una marcata crescita della percentuale di clienti che utilizzano canali di contatto a distanza, ulteriori rispetto alle agenzie fisiche, a cui, seppur con frequenza inferiore rispetto agli altri canali, si continuano comunque ancora a rivolgere quasi 9 clienti su 10, a testimonianza del ruolo ancora rilevante dei canali fisici nell’operatività bancaria.
 

Focus di ABI Lab sullo sviluppo e sulle potenzialit della banca in mobilit

Brexit: ecco la guida ABI con le “domande e risposte” | [06/04/2019]

​(6 aprile 2019) Il vademecum fornisce informazioni utili in vista dell’uscita del Regno Unito dall’UE, che tengono conto delle disposizioni emanate al riguardo dalle Autorità di vigilanza – Banca d’Italia e Consob – e delle indicazioni fornite dal Governo italiano con il cosiddetto DL Brexit.

​L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, prevista per la mezzanotte del 29 marzo, è stata posticipata dal Consiglio Europeo al prossimo 12 aprile, a causa della perdurante incertezza determinata dalla mancata ratifica da parte del Parlamento britannico dell’accordo di recesso, necessario a regolare la fase transitoria immediatamente successiva alla Brexit e a porre le basi per i futuri rapporti tra UE e Regno Unito.
Di conseguenza, a meno che non intervengano evoluzioni ad oggi non prefigurabili, alla mezzanotte del 12 aprile il Regno Unito uscirà dall’Unione “senza accordo” divenendo un “paese terzo”. Tutta la legislazione primaria e secondaria dell’Unione Europea, dunque, cesserà di essere applicata al Regno Unito e le norme europee non troveranno più applicazione all’interno dei confini britannici. Per i clienti delle banche è quindi importante sapere da subito tutto quello che serve per continuare ad operare in tranquillità e a fare investimenti, prelievi e pagamenti o a trasferire denaro nel Regno Unito.
Ecco, dunque, la guida dell’ABI su alcuni dei principali aspetti che i clienti delle banche devono conoscere per prepararsi alla Brexit. Attraverso una serie di “Domande & Risposte”, il vademecum fornisce informazioni utili in vista dell’uscita del Regno Unito dall’UE, che tengono conto delle disposizioni emanate al riguardo dalle Autorità di vigilanza – Banca d’Italia e Consob – e delle indicazioni fornite dal Governo italiano con il cosiddetto DL Brexit.
La guida, a disposizione di tutto il settore bancario grazie alla lettera circolare inviata dall’ABI alle sue associate, è disponibile anche on line sul sito dell’Associazione bancaria:

Brexit: cosa cambia per pagamenti, bonifici e addebiti?
1. Se vado nel Regno Unito, posso continuare a fare pagamenti e prelievi con la mia carta emessa da una banca italiana?
Sì, se sei titolare di una carta abilitata a un circuito internazionale, esattamente come oggi, potrai continuare ad utilizzare la tua carta di pagamento nel Regno Unito, anche dopo il recesso dall’UE, per prelevare contanti presso gli sportelli automatici ed effettuare pagamenti presso gli esercizi commerciali. Proprio come oggi utilizzerai il PIN per i prelievi e i pagamenti (oppure la firma, se ancora ti viene richiesta). Naturalmente, prelevando sterline inglesi dagli sportelli automatici inglesi dovrai sostenere i costi di cambio valuta, come, peraltro, avviene già ora nel Regno Unito o negli Stati Uniti con i dollari.

2. Per trasferire denaro nel Regno Unito si continuare ad utilizzare un IBAN?
Sì, questo codice internazionale standard che serve a identificare il conto corrente, infatti, non cambierà a seguito del recesso. Se anche il conto del destinatario è in euro, potrai continuare a effettuare pagamenti SEPA, come i bonifici e gli addebiti diretti in euro. Per trasferire denaro ad un conto britannico – in sterline inglesi – dovrai sostenere i costi di cambio valuta, proprio come avviene anche ora.

3. Se pianifico una vacanza nel Regno Unito, dovrò portare con me le sterline?
Potresti farlo, ma non è necessario, perché i titolari di carte bancarie italiane potranno continuare a effettuare pagamenti presso qualsiasi esercente che accetta la carta e a prelevare sterline inglesi dagli sportelli automatici del Regno Unito, anche dopo il recesso.

4. Dall’Italia potrò ancora ordinare e pagare articoli sui siti web britannici?
Certamente. Tuttavia, in assenza di un accordo commerciale fra l’UE e il Regno Unito, potrebbe essere necessario pagare dazi all’importazione, laddove ora non è previsto.

5. Dopo il recesso, nel Regno Unito si dovranno pagare commissioni aggiuntive sui pagamenti con carta o sui prelievi?
In linea generale no. Anche dopo il recesso, infatti, tutta la legislazione europea relativa ai pagamenti resterà valida anche nel Regno Unito e i venditori al dettaglio, dunque, non potranno addebitare costi aggiuntivi sui pagamenti fatti con carta. Qualora in futuro le condizioni per i prelievi nel Regno Unito dovessero cambiare, la tua banca ti informerà – come avviene per ogni altra variazione delle condizioni contrattuali – con 60 giorni di anticipo.

Brexit: cosa cambia per risparmio e investimenti?

6. Quali saranno le conseguenze di un recesso senza accordo sull’operatività delle banche britanniche in Italia?
Per quanto riguarda i servizi bancari, il DL Brexit distingue tra le banche che operano in Italia con una succursale e quelle che “prestano liberamente” i propri servizi, ossia senza aver stabilito una succursale nel nostro Paese.
Durante il periodo transitorio, le prime potranno continuare a svolgere in Italia le medesime attività che svolgevano prima del recesso, previa notifica alla Banca d’Italia.
Le banche britanniche prive di succursali nel nostro Paese, invece, potranno continuare a svolgere le medesime attività, previa notifica alla Banca d’Italia, ma esclusivamente per gestire i rapporti instaurati prima della data di recesso e senza la possibilità di concludere nuovi contratti o di rinnovare (neanche tacitamente) quelli esistenti.
In entrambi i casi, le banche britanniche saranno tenute ad inviare alla propria clientela in Italia una dettagliata informativa individuale, indicando anche a quale sistema di garanzia dei depositi aderiscono.
Per quanto riguarda i servizi di investimento, il DL Brexit stabilisce che in caso di recesso senza accordo le banche e gli altri intermediari britannici non potranno continuare a prestarli ai cittadini europei senza avere una succursale in uno dei paesi dell’Unione. Tutti i soggetti privi di questo requisito dovranno quindi comunicare ai clienti, entro il prossimo 10 aprile, le iniziative adottate per garantire l’ordinata cessazione delle proprie attività.
Le banche e gli altri intermediari britannici che già operano in Italia tramite una succursale, invece, in caso di recesso senza accordo potranno comunque continuare a prestare servizi di investimento in Italia durante il periodo transitorio, previa notifica all’autorità competente e comunicazione alla clientela.

7. Quali saranno le conseguenze di un recesso senza accordo sulle tutele dei miei risparmi ed investimenti depositati in una banca britannica?
Per i clienti delle banche britanniche che operano in Italia o delle banche italiane che operano nel Regno Unito, un recesso senza accordo potrebbe comportare che i depositi vengano garantiti da un altro sistema di garanzia (DGS). Il DL Brexit ha comunque previsto che, nel periodo transitorio, dette banche offrano livelli di protezione equivalenti a quella di cui godono i depositanti delle banche dei Paesi dell’Unione europea, disciplinando nel dettaglio tutti gli adempimenti cui sono tenute, ivi comprese le comunicazioni alla clientela.
Per quanto riguarda gli strumenti finanziari detenuti presso una banca britannica che opera in Italia, con o senza succursale, è opportuno verificare se il sistema di indennizzo degli investitori del Regno Unito continuerà a proteggere gli investitori non britannici per il periodo successivo alla data di recesso senza accordo. Il DL Brexit ha comunque previsto che nel periodo transitorio le banche e le imprese di investimento britanniche che operano in Italia, con o senza succursale, aderiscano di diritto, a determinate condizioni, al sistema italiano di indennizzo degli investitori.

8. Potrò ancora investire negli strumenti finanziari britannici emessi/quotati?
La possibilità di investire in strumenti finanziari britannici dipenderà dalla possibilità di accedere alle sedi di negoziazioni dove tali strumenti finanziari sono negoziati, che possono essere sia britanniche sia dell’Unione. Nel caso di recesso senza accordo, le sedi di negoziazione britanniche diverranno formalmente sedi di negoziazione di un Paese
Terzo e dovranno avviare la relativa procedura di riconoscimento. Il DL Brexit ha tuttavia previsto che, nel periodo transitorio, i gestori di sedi di negoziazione del Regno Unito possano continuare a svolgere, nel rispetto di alcune condizioni, la propria attività in Italia e consentendo agli intermediari loro membri, e quindi ai loro clienti, di effettuare operazioni di vendita o acquisto degli strumenti finanziari negoziati.
 

Per preparare i clienti delle banche alluscita del Regno Unito dalla Ue