Nuovo accordo per il credito 2013

(1 luglio 2013) Un nuovo accordo in favore delle Pmi italiane è stato firmato oggi a Roma dall’ABI, Alleanza Cooperative Italiane (che riunisce Agci, Confcooperative, Legacoop), Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria, Rete imprese Italia (che riunisce Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti).

Il testo dell’accordo e altre informazioni  


​Considerata l’attuale congiuntura economica, all’interno della quale non si attenuano le tensioni finanziare delle imprese, l’ABI e le  Associazioni delle imprese, hanno aggiornato le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti previste dai precedenti accordi, focalizzando maggiormente il bacino dei potenziali utilizzatori su quelle Pmi che, per quanto economicamente sane, manifestano un’eccessiva incidenza degli oneri finanziari sul fatturato in conseguenza della diminuzione di quest’ultimo per effetto della crisi economica.

Gli interventi finanziari previsti per le imprese sono di 3 tipi:

Operazioni di sospensione dei finanziamenti
In questo campo rientrano la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing “immobiliare” e “mobiliare”.
Possono essere ammesse alla sospensione le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario delle imprese che non abbiano già usufruito di analogo beneficio concesso ai sensi delle “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012. È dunque possibile sospendere nuovamente finanziamenti già sospesi con l’Avviso comune del 3 agosto 2009 e relativi rinnovi. E’ inoltre possibile sospendere le operazioni di apertura di conto corrente ipotecario con un piano di rimborso rateale. Le operazioni di sospensione sono realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario.
 
Operazioni di allungamento dei finanziamenti
È prevista la possibilità:

  • di allungare la durata dei mutui, in misura maggiore rispetto al precedente accordo;

  • di spostare in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento all’anticipazione di crediti certi ed esigibili;

  • di allungare per un massimo di 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione.

Possono essere ammessi alla richiesta di allungamento i mutui che non abbiano beneficiato di analoga facilitazione ai sensi dell’Accordo per il credito alle Pmi del 16 febbraio 2011 e dell’accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012, mentre possono essere ammessi all’allungamento anche i mutui sospesi al termine del periodo di sospensione.
Le operazioni di allungamento dei mutui se accompagnate da un rafforzamento patrimoniale o da processi aggregativi sono effettuate a condizioni contrattuali invariate, negli altri casi comunque l’eventuale variazione del tasso d’interesse originario non potrà essere superiore all’incremento del costo di raccolta della banca rispetto al momento dell’erogazione originaria del finanziamento e si terrà conto della presenza di eventuali garanzie aggiuntive.

Operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività
Anche alla luce delle agevolazioni fiscali previste dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale le banche si impegnano a valutare la concessione di un finanziamento proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa.
All’interno del nuovo Accordo è, inoltre, individuata una serie di temi strategici di interesse comune per favorire lo sviluppo delle relazioni banca-impresa, in relazione ai quali le Parti firmatarie concordano sull’opportunità di definire nei prossimi mesi nuove e specifiche intese e di avanzare al Governo e alle altre Istituzioni competenti proposte condivise.
Da ultimo, per consentire alle banche e agli intermediari finanziari aderenti di adeguare le proprie procedure in relazione alle operazioni previste dal nuovo accordo, il periodo di validità dell’accordo del febbraio 2012, “Nuove misure per il credito alle Pmi”, è stato prorogato al 30 settembre 2013. 
Ad oggi, con l’iniziativa in corso riguardante le “Nuove misure per il credito alle Pmi”, secondo i dati più aggiornati a maggio 2013, le banche hanno sospeso 95.435 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 29,5 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 4,1 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune).

Patuelli: una conferma di grande impegno e collaborazione
Il Presidente dell’Associazione bancaria, Antonio Patuelli, esprimendo soddisfazione per la firma del nuovo Accordo per il credito 2013 ha commentato: “La firma dell’Accordo è la conferma del forte impegno che le banche operanti in Italia stanno facendo per essere sempre più vicine alle imprese nello sforzo di uscire dalla crisi, anche di fiducia, che oggi sta impoverendo il paese. Le misure messe in campo, nonostante le difficoltà quotidiane che anche le banche come le altre imprese stanno soffrendo, sono un aiuto concreto per dare ossigeno alle piccole e medie imprese anche in attesa della piena operatività delle misure per l’incasso dei crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione. Attendiamo ora che anche il Governo e il Parlamento facciano la loro parte rimuovendo le penalizzazioni fiscali che, uniche in Europa, colpiscono le banche e rendono più difficile l’erogazione del credito in Italia”.

Premio ABI alla Comunicazione finanziaria responsabile

L’Associazione rinnova anche quest’anno ai propri Associati l’invito a partecipare alla sezione “Comunicazione finanziaria” del Premio Aretê 2013 alla Comunicazione responsabile, promosso da Nuvolaverde con ABI e Confindustria, patrocinato dalla rappresentanza italiana della Commissione europea e dalla Commissione nazionale italiana Unesco.


​Il Premio è dedicato a tutte le imprese del comparto creditizio e finanziario che si siano distinte per attività e campagne di comunicazione indirizzate ai rispettivi stakeholder, contribuendo ad accrescere il proprio valore economico e a rafforzare il rapporto con i portatori di interesse, svolgendo al tempo un ruolo diretto nella formazione della coscienza collettiva per un futuro sostenibile.
Comunicazione responsabile non è solo comunicazione di solidarietà o di funzione sociale. Ma si ascrive anche alle attività correnti di una azienda che veicola informazioni chiare, concrete e di valore, specie con riferimento ai prodotti e ai servizi diretti alla propria clientela.
Aziende pubbliche e private, editoriali e finanziarie, enti e associazioni, agenzie di pubblicità e case di produzione, chiunque e a qualsiasi titolo si relazioni con i consumatori/utenti attraverso tecniche e tecnologie di comunicazione, di informazione, di intrattenimento avranno l’opportunità di proporre forme e contenuti che abbiano una reale funzione educativa e che contribuiscano alla definizione di nuovi format. Perché l’elemento strategico chiave della comunicazione – informazione – intrattenimento non può più essere unicamente l’aspetto creativo fine a stesso, ma la capacità di rendere responsabile il messaggio.
La cerimonia di assegnazione dei Premi Aretê (in greco un percorso virtuoso di pensiero, sentimento ed azione), si celebrerà quest’anno per la prima volta  nella sede dell’Associazione bancaria italiana a Roma, il 19 novembre 2013, nell’ambito di “ComunicaBanca 2013” dell’ABI e della Settimana della cultura d’impresa di Confindustria. Sarà occasione non comune per segnalare alla business community e all’opinione pubblica in generale i soggetti che si sono distinti per l’efficacia della comunicazione nel rispetto delle regole della responsabilità.
Il decennale della manifestazione segna anche l’avvio dei lavori della giuria del Premio speciale della Stampa di cui fanno parte alcuni fra i giornalisti e delle testate più prestigiose del nostro Paese.

Iscrizioni on line entro il 31 ottobre 2013
Informazioni: [email protected] oppure [email protected]
Regolamento del Premio 

Banche solide nonostante congiuntura economica negativa

(28 giugno 2013) Al centro del settimo numero dei “Temi di economia e finanza” realizzato dall’Ufficio studi dell’ABI, la relazione tra gli effetti che l’attività economica ha sul mondo bancario e viceversa. Il lavoro è stato presentato in occasione del convegno  annuale Basilea 3  sui temi dedicati alla normativa prudenziale che si chiude oggi.


L​e banche italiane continuano a dimostrarsi solide e resistenti anche rispetto a importanti shock reali. Questa la fotografia che emerge dal settimo numero dei “Temi di economia e finanza”, lavoro realizzato dall’Ufficio studi dell’ABI e diffuso  in occasione dell’appuntamento annuale dell’Associazione bancaria con il Forum Basilea3 – la due giorni che si chiude oggi  e che ha visto gli esperti del settore fare il punto sull’attuale fase d’implementazione della normativa e sulle questioni ancora aperte a livello internazionale. Lo studio dimostra che anche in casi di significative riduzioni  del Pil il settore bancario presenta una buona solidità  pur scontando una bassa redditività e un notevole incremento delle sofferenze.
Lo stato di salute delle banche italiane viene analizzato in relazione  all’andamento delle variabili del ciclo economico. L’obiettivo della ricerca è quello di valutare il legame tra attività economica e mondo bancario; con particolare attenzione agli effetti retroattivi che possono scaturire dalle problematiche di offerta del settore bancario nei confronti delle dinamiche di crescita economica. 
Lo studio presenta, con riferimento all’esperienza italiana, un esercizio di macro stress test, che utilizza un modello autoregressivo (Var), in grado di valutare sia l’influenza che la congiuntura economica ha sull’attività e sulla solidità delle banche, sia  l’eventuale impatto che le difficoltà interne al mondo bancario possono avere, a loro volta, sulla crescita dell’economia.
Dai principali risultati ottenuti, emerge che il ciclo economico influenza in modo significativo le dinamiche di redditività delle banche italiane, ma che tale influenza non è in grado di minarne la solidità. Uno shock significativo sulla crescita economica, prossimo ai 4 punti percentuali (simile a quello sperimentato nel 2009), determina, con sfasamento temporale di 2-3 trimestri, una crescita del tasso delle nuove sofferenze per quasi 4 decimi di punto. Pur assumendo una percentuale di perdita (loss given default-LGD) pari al 60%, una crescita di 4 decimi di punto nel tasso di incremento delle sofferenze può determinare un maggiore flusso di rettifiche e accantonamenti per circa 3,8 miliardi di euro; valore importante ma non tale da minare la solidità delle banche italiane che negli ultimi anni hanno proseguito il processo di rafforzamento patrimoniale. 
Inoltre, dagli esercizi di disaggregazione settoriale emerge che tale risultato è da ascrivere soprattutto alle imprese mentre la solidità creditizia delle famiglie sembra risentire meno degli shock reali. Dallo studio risulta anche che non si ritrovano particolari evidenze in merito all’effetto retroattivo che possono avere le condizioni di offerta delle banche italiane sull’andamento della dinamica economica. Il mondo bancario italiano non sembra agire in modo pro-ciclico, continuando ad operare in base al modello tradizionale che lo caratterizza e per cui gli impieghi all’economia costituiscono la forma primaria dell’attività bancaria da assicurare soprattutto in momenti di forte crisi congiuntura economica negativa.

Banche ben patrimonializzate rispetto a media europea

(27 giugno 2013) Lo scenario regolamentare che si applicherà dal 1° gennaio 2014 e i suoi effetti sull’economia. Questi i temi della due giorni del Forum Basilea3 organizzato dall’ABI che prende il via oggi.

​Al via il Forum Basilea3, l’appuntamento annuale dell’ABI dedicato alla normativa sui requisiti di capitale, allo sviluppo dello scenario regolamentare e agli effetti sull’economia reale. Al centro della due giorni che si apre oggi, la panoramica sulle scadenze per l’implementazione delle regole di Basilea3 che entreranno in vigore il 1 gennaio 2014 e l’analisi sulle implicazioni concrete per il mondo bancario e per il mondo produttivo nazionale. Tra le questioni ancora aperte a livello internazionale, la definizione delle discrezionalità nazionali; la necessità di standard tecnici e regolamentari che assicurino un piano di gioco livellato; l’individuazione dei tempi di implementazione lasciati alle banche dopo l’approvazione definitiva del pacchetto e la sua contestualizzazione nel più ampio obiettivo dell’Unione bancaria.
“Le banche italiane –  ha sottolineato il Direttore dell’Abi, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del convegno – hanno una qualità del capitale migliore rispetto a quelle di altri Paesi pur scontando una bassa redditività e un notevole aumento delle sofferenze. Se si tiene conto delle regole di Basilea 3, i maggiori gruppi italiani risultano già oggi più capitalizzati dei concorrenti europei”.
“Con grande senso di responsabilità – ha continuato Sabatini –  le banche italiane hanno scelto di mantenere inalterata la loro vocazione di banca tradizionale. Il nostro modello si è rivelato vincente ed è nell’interesse del Paese che non venga meno”. Il Direttore generale dell’ABI ha aggiunto che “E’ opportuno, dunque, rimuovere quegli svantaggi competitivi di natura regolamentare che incidono sulla redditività dell’attività bancaria tradizionale che rischiano di rendere insostenibile nel lungo periodo il modello di business di banca commerciale”.
“In un quadro recessivo, come quello attuale – ha sottolineato Sabatini – le regole devono tener conto delle difficoltà reali, delle aspettative negative delle imprese, dell’assenza di incentivi ad investire. E’ un momento difficile per tutti. Le banche italiane hanno visto ridursi la raccolta sui mercati internazionali, aumentare i costi con un peggioramento della qualità e un aumento del rischio di credito, le sofferenze hanno raggiunto livelli elevati”. 
“La valutazione della qualità del credito delle banche spesso è condotta sulla base di confronti internazionali tra banche di Paesi diversi, e con riferimento a dati ufficiali sui crediti deteriorati. Tali dati, che riflettono i valori indicati nei bilanci bancari, però, non sono completamente comparabili. Per il momento, non esistono, infatti, regole e prassi comuni in Europa nella definizione dei crediti deteriorati, come evidenziato dalla ricerca realizzata da PricewaterhouseCoopers. Lo studio è stato inviato all’attenzione delle Autorità nazionali ed europee per sottolineare l’urgenza  di rendere omogenee le pratiche di vigilanza in Europa” ha concluso Sabatini.

Sisma Emilia: mutui sospesi fino al 31 dicembre

(27 giugno 2013) La proroga degli aiuti a famiglie e imprese vittime del sisma in Emilia Romagna rinnova i precedenti accordi di febbraio e marzo 2013. Le intese sono state siglate dalla Commissione regionale ABI dell’Emilia Romagna, dalle Associazioni dei consumatori e dalle Associazioni delle imprese.  


Aiuti alle famiglieAncora una proroga della sospensione delle rate dei mutui per le famiglie dell’Emilia Romagna e delle province di Mantova e Rovigo colpite dal sisma del 2012. L’intesa, che rinnova il precedente accordo del febbraio 2013, è stata siglata al tavolo di confronto periodico istituito dalla Commissione regionale ABI dell’Emilia Romagna e dalle Associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori).
L’iniziativa conferma l’impegno delle banche operanti nei territori colpiti dal terremoto verso i cittadini e il tessuto produttivo locale, nonché dell’ABI, in collaborazione con la regione, le Associazioni dei consumatori e le istituzioni nazionali.
In particolare l’accordo prevede che:

  • la richiesta di intervento può essere presentata dal mutuatario che ha già usufruito della sospensione, prevista dal precedente accordo di febbraio 2013, utilizzando la documentazione attestante che l’immobile ipotecato sia distrutto o danneggiato;

  • le banche possano offrire condizioni migliorative rispetto a quelle che fanno riferimento al presente accordo, anche con la possibilità di estendere le iniziative ad altro forme tecniche di finanziamento;

  • le parti promuovano iniziative di sensibilizzazione della Regione e del Governo per l’adozione di tempestivi interventi legislativi volti ad avviare la ricostruzione o riparazione delle abitazioni distrutte o danneggiate in tempi celeri e alle condizioni più favorevoli grazie a strumenti di sostegno pubblico; tra questi in particolare l’istituzione di un fondo di solidarietà per assicurare ai mutuatari la copertura degli eventuali interessi applicati per la sospensione;

  • l’ABI provveda a pubblicare e tenere aggiornata sul sito www.abi.it la lista delle banche aderenti.

Finanziamenti alle PmiCon analoga intesa è stata prorogata anche la misura di sospensione dell’ammortamento dei finanziamenti alle imprese dell’Emilia Romagna e delle province di Mantova e Rovigo colpite dal sisma del 2012. Un’intesa che rinnova anche in questo caso il precedente accordo di marzo 2013 tra Commissione regionale ABI dell’Emilia Romagna e Associazioni delle imprese sul territorio.
L’iniziativa conferma l’impegno delle banche a tutela delle attività produttive, già alle prese con una situazione economica complessa ma ancor di più – rispetto al quadro nazionale – interessate sulla loro operatività dalle gravi conseguenze del terremoto.
In particolare l’accordo prevede che:
  • la richiesta di intervento possa essere presentata dall’impresa che ha già usufruito della sospensione prevista dall’intesa del 25 marzo 2013, previa presentazione di documentazione attestante che l’impresa ha i requisiti per essere ammessa a fruire delle misure previste dalla Convenzione ABI-Cdp “Plafond Sisma 2012”;

  • la sospensione dell’ammortamento è prorogata fino al 31 dicembre 2013;

  • venga prorogata di uguale periodo la validità delle eventuali garanzie sull’originario finanziamento;

  • le banche possano sempre offrire, condizioni migliorative rispetto a quelle che fanno riferimento al presente accordo; 

Basilicata: prosegue indebolimento congiuntura, cala l’export

(26 giugno 2013) ​Nel 2012 il quadro macroeconomico della Regione sconta la mancata crescita generale e impatta sulla domanda di finanziamenti: 7 miliardi di euro a marzo 2013 per famiglie e imprese (-2,7% sul 2012). I dati e le valutazioni di ABI Basilicata al centro di un convegno con Istituzioni e Associazioni del mondo produttivo lucano.


​Nel corso del 2012, e sino a tutt’oggi, l’economia della Basilicata registra un ulteriore indebolimento dei principali indicatori congiunturali: prevedibile una caduta del Pil intorno al 3%; la contrazione interessa tutti i principali settori, compreso quello meccanico che include le imprese specializzate nella produzione di autoveicoli; tra le regioni italiane, la Basilicata evidenzia il calo più marcato delle esportazioni (circa -17,5%) con buone performance solo nel comparto elettronico e metallurgico. A risentire di questo scenario è inevitabilmente la dinamica del credito: in base ai dati più recenti di marzo 2013, gli impieghi destinati principalmente alle famiglie e alle imprese del territorio hanno di poco superato i 7 miliardi di euro con una variazione del -2,7% rispetto all’anno precedente, in linea con il resto del Mezzogiorno.
L’andamento dell’economia lucano ha costituito lo sfondo di una importante momento di dialogo tra a Istituzioni (Prefetti di Potenza e Matera, Camere di Commercio di Potenza e Matera, Banca d’Italia sede di Potenza), ABI Basilicata e esponenti di banche operanti in regioni e Associazioni del mondo produttivo regionale tenutosi a Potenza questa mattina. 
Banche ed Imprese in particolare si sono confrontate sull’individuazione di possibili soluzione comuni da intraprendere per scongiurare una lunga e pesante crisi che investe da anni ormai la Regione e tutto il Paese.
Il Presidente dell’ABI Basilicata: “Abbiamo voluto organizzare questo incontro nella consapevolezza che ci accompagna ogni giorno dell’indispensabilità di un continuo dialogo tra banche ed imprese, che hanno un comune obiettivo: uscire dalla crisi. Pur in un contesto di difficoltà dell’economia reale, le banche sono state vicine alle imprese, convinte delle loro capacità di tenuta e delle potenzialità di crescita. Le banche italiane, negli anni della crisi hanno adottato una serie di misure importanti per sostenere imprese e famiglie; hanno modificato il proprio modello organizzativo e di offerta nei confronti del mondo imprenditoriale, adeguandolo alle mutevoli esigenze delle imprese, specie di piccole e medie dimensioni. Allo stesso tempo le banche hanno sostenuto le famiglie, supportandole sia con la messa a disposizione di risorse finanziarie sia nei loro piani di investimento e nella gestione del risparmio”.

Banche in Basilicata
La struttura del settore bancario regionale, secondo i dati più recenti, vede attive sul territorio 31 banche per un totale di 241 sportelli.
Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 274 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 8.760.
Nella regione i lavoratori bancari sono lo 0,5% del totale nazionale di settore che ha toccato le 320.000 unità.

Finanziamenti a famiglie e imprese
I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) sono circa 4 miliardi di euro a marzo 2013, (-1,9% rispetto al 2012; -3% il Mezzogiorno); alle famiglie consumatrici sono andati oltre 2,3 miliardi (-3,5% la variazione annua, -2,4% il Mezzogiorno).
A fronte dell’ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio con il risultato che sempre a dicembre 2012 il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 16,2%, con sofferenze per oltre 1,1 miliardi di euro.
Buono l’andamento dei depositi da parte della clientela, segno di una costante fiducia dei risparmiatori: complessivamente circa 9,2 miliardi pari ad un incremento del 4,5%.
In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese. A febbraio 2012 è stata firmata una nuova intesa che delinea “Nuove misure per il credito alle Pmi”, misura in vigore fino al 30 giugno 2013: in dettaglio, secondo i dati più aggiornati a fine marzo 2013, ai sensi di tale iniziativa le banche hanno sospeso 86.000 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 27 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 3,9 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune). Alla Basilicata è riconducibile circa lo 0,5% del totale delle operazioni sospese e lo 0,4% dell’ammontare complessivo delle quote capitali sospese.
Con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino allo scorso marzo, le banche hanno sospeso circa 96.000 mutui, pari a 10,7 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 676 milioni di euro. In Basilicata i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità sono stati 544. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie lucane colpite dalla crisi pari a 3,3 milioni di euro, lo 0,5% dell’ammontare complessivo sospeso.
 

L’ABI per la terza volta al Premio dei Premi

(25 giugno 2013) Le banche vincitrici oggi alla cerimonia di premiazione col Presidente della Repubblica e il Ministro dell’istruzione, università e ricerca. Per il terzo anno consecutivo, il Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari partecipa al Premio dei Premi, il riconoscimento promosso dal Governo per valorizzare le migliori capacità innovative e creative di aziende, università, amministrazioni, enti o singoli.  


​Il Premio dei Premi – assegnato ogni anno ai migliori progetti d’innovazione del settore bancario, dell’industria, dei servizi, dell’università, della pubblica amministrazione e del terziario – é stato consegnato a Banca Mediolanum, Bnl-Bnp Paribas, Webank e UBI Banca. Le quattro banche – vincitrici del Premio Abi per l’innovazione – sono state ricevute per la cerimonia di premiazione che si è svolta oggi presso la sede del Cnr, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del Ministro dell’istruzione, università e ricerca, Maria Chiara Carrozza. A ritirare il premio Ennio Doris, Presidente Banca Mediolanum; Paolo Alberto De Angelis, Direttore Divisione Corporate Bnl; Carlo Gagliardi, Presidente Consiglio di amministrazione Webank; e Franco Polotti, Presidente Consiglio di gestione Ubi Banca.
“Tecnologia e innovazione – ha detto Giovanni Pirovano, membro del Comitato di Presidenza ABI – sono da sempre parte integrante del patrimonio genetico delle banche italiane. Soprattutto in una fase ancora difficile per l’economia e per i mercati – ha aggiunto Pirovano – è importante non smettere di guardare avanti per cercare soluzioni e strumenti sempre più innovativi, sicuri ed efficienti, a tutto vantaggio di imprese, famiglie e più in generale del sistema-Paese”.
 
Il Premio ABI per l’innovazione
Il “Premio per l’innovazione nei servizi bancari” è stato istituito dall’Abi per le idee e le soluzioni più innovative e tecnologiche applicate dalle banche a prodotti, servizi e relazione con le famiglie, le imprese e la Pubblica Amministrazione.
All’edizione di quest’anno – la terza – hanno partecipato 53 progetti, esaminati dal Comitato tecnico scientifico di esperti e dalla Giuria di rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico. Otto i vincitori del Premio ABI 2013 per le categorie: “La banca al servizio dei clienti”, “La nuova banca: digitale e per processi”, “La banca solidale e sostenibile”. 

Fonti rinnovabili ed efficienza energetica per la ripresa

(25 giugno 2013) Nuovi investimenti delle imprese in uno scenario senza incentivi, opportunità sul fronte dell’efficienza energetica, obiettivi prioritari fissati dalla Strategia energetica nazionale per una crescita sostenibile del comparto, sia dal lato economico che ambientale. Questi i temi centrali, discussi oggi a Roma, alla terza edizione del Forum ABI “Green energy 2013 – Energia, ambiente, credito. Lo sviluppo del Green nel terziario” in collaborazione con ABI Energia, Competence center ABI Lab su energia e ambiente.


​Si tratta di un momento di confronto tra banche, imprese e Pubblica amministrazione sulle azioni da intraprendere per far sì che il “green” diventi la chiave strategica per la ripresa economica del Paese.
Il settore della green economy rappresenterà un notevole volano di investimenti per la crescita anche nel prossimo futuro; gli investimenti stimati al 2020 per le rinnovabili e per gli interventi di efficienza energetica ammontano a circa 110-130 miliardi di euro. In questo scenario e in un quadro di regole certe, il settore bancario è pronto a fare la propria parte svolgendo un duplice ruolo: da un lato, soggetti finanziatori di nuovi impianti e della relativa filiera di produzione; dall’altro, soggetti utilizzatori di energia, impegnati a garantire la continuità dei servizi offerti.
Infatti, l’indagine condotta dall’Osservatorio rinnovabili – coordinato da ABI e ABI Energia – i cui risultati sono inseriti nel rapporto “Le banche e la green economy”, mostra che nel periodo 2007- 2012 le principali banche operanti in tale comparto, e partecipanti alla rilevazione, hanno assunto impegni di finanziamento per circa 25 miliardi di euro, di cui oltre 12 miliardi di euro negli ultimi due anni.
Nel medesimo rapporto viene anche evidenziato il ruolo delle banche nello sviluppo di una Green Economy non solamente dal punto di vista dell’attività di finanziamento ma anche attraverso l’implementazione di progetti green al proprio interno, sia in termini di ottimizzazione dei processi che di investimenti realizzati presso il parco immobiliare gestito. Le sole segnalazioni giunte dalle banche partecipanti alla rilevazione su interventi di efficienza energetica realizzati dal 2008 al 2012 hanno sviluppato un risparmio di energia elettrica complessivo superiore a 2 mln di kWh.
Il settore delle rinnovabili resta di grande interesse per il mondo bancario, considerandone i volumi di sviluppo: dal 2009 al 2011 si è assistito a una crescita straordinaria di tale mercato, che è continuata anche nel 2012. Secondo le stime diffuse dal Gse a marzo 2013 (su dati Terna/Gse), nel 2012 gli impianti alimentati con fonti rinnovabili hanno raggiunto una potenza efficiente lorda pari a 47.092 Mw e una produzione lorda complessiva di oltre 92.000 GWh (con un incremento di oltre 10.000 Gwh rispetto al 2011).
 

Al via Fondo di valorizzazione delle imprese

(19 giugno 2013) Ai nastri di partenza un nuovo intermediario per rafforzare patrimonialmente le imprese. Nel Fondo è prevista tra l’altro la presenza di banche, intermediari finanziari e investitori. L’iniziativa è diretta a supportare il rilancio competitivo delle imprese.


​Il Comitato esecutivo dell’ABI, riunito oggi a Roma, ha dato il via libera al progetto di costituzione di un Fondo di valorizzazione imprese (Fvi). Si tratterà di un nuovo intermediario, istituito e gestito da una società di gestione del risparmio (sgr), il cui obiettivo sarà il rilancio e la valorizzazione delle imprese sane ma in situazione di stress finanziario. Il Fondo potrà acquisire crediti dalle banche e risorse finanziarie da investitori, intervenendo nel rafforzamento dell’impresa fino al disinvestimento della partecipazione.

Gli effetti per le imprese
Le aziende potranno beneficare di una maggiore capitalizzazione e di un migliore rapporto debito/capitale. Le imprese, infatti, con l’ingresso del Fondo vengono rafforzate e ricapitalizzate. Di qui anche nuove potenzialità di accesso al credito, visto il minor indebitamento e il rafforzamento patrimoniale. Infine l’impresa con l’entrata del Fondo potrà contare sulle competenze e l’esperienza dei gestori.

E per le banche
Le banche potranno contare su di una maggiore diversificazione del rischio e su di una riduzione di costi e miglioramento della posizione patrimoniale. 
L’iniziativa, promossa dall’Associazione bancaria italiana e che intende coinvolgere le rappresentanze di impresa, ha l’obiettivo di offrire alle imprese nuove risorse, che possano essere di concreto supporto nella riduzione dei livelli di indebitamento, nel rafforzamento della struttura patrimoniale e nel perseguimento di obiettivi strategici di rilancio e  piena valorizzazione delle loro capacità e dei loro attivi. L’avvio del progetto Fondo Valorizzazione Imprese è stato preceduto da un percorso di studio che ABI e un team di esperti del settore ha condotto nel corso degli ultimi 6 mesi, durante i quali sono state esaminate le esigenze delle banche e delle imprese anche alla luce degli auspici formulati dalla Banca d’Italia, dalla Consob, dal Fondo monetario internazionale, dalla Bce, da esponenti della politica, dell’economia e delle istituzioni. Il risultato di questo percorso di studio ha portato ad una soluzione fortemente innovativa, che permette alle imprese italiane di migliorare la loro solidità ed in questo modo garantire stabilità occupazionale, attrazione di nuovi investimenti e minori costi per il sistema economico e la collettività.L’avvio del Fondo valorizzazione imprese è la risposta concreta di banche e imprese alla richiesta di riavviare un ciclo virtuoso di investimenti e crescita, che produca risultati tangibili e infonda fiducia e positività all’intero Paese. 

Al via il Piano d’azione “Le banche per la cultura”

(18 giugno 2013) 10 iniziative da realizzare nei prossimi due anni per contribuire alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del Paese. Tra queste, il Museo Virtuale con oltre 300 mila capolavori, i restauri, la Biblioteca e la mostra itinerante dei libri d’arte delle banche, il Festival nazionale della cultura per l’infanzia.

Il Piano d’azione


Un Piano d’azione a sostegno dell’arte e della cultura messo a punto dall’ABI e dalle banche per dare il proprio contributo di settore alla tutela e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio storico-artistico nazionale. Con un pacchetto di 10 iniziative da realizzare nei prossimi due anni, che vanno dalla realizzazione di un Museo virtuale con gli oltre 300 mila capolavori custoditi nelle collezioni private delle banche italiane ai restauri; dal Festival nazionale per avvicinare i più giovani all’arte all’apertura al pubblico di studiosi e studenti della Biblioteca dei volumi d’arte pubblicati delle banche dal 1861 a oggi. Senza dimenticare iniziative consolidate come Invito a Palazzo, la giornata nazionale di apertura dei palazzi storici delle banche, che quest’anno giunge alla dodicesima edizione. È questo il progetto “Le banche per la cultura” presentato oggi a Roma dal Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli.
“Per le banche italiane – ha detto Patuelli – la cultura è valore fondamentale su cui poggia l’identità e la storia nazionale, ma anche un volano strategico su cui puntare per riportare il Paese sul sentiero della crescita”. L’Italia è la nazione con il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità e tuttavia è ancora ultima in Europa per investimenti pubblici in cultura con l’1,1% contro una media europea del 2,2% (Eurostat su dati 2011).
“In una fase economica ancora complessa – ha detto il Presidente dell’ABI – le sinergie tra interventi pubblici e sostegni privati sono fondamentali per costruire un vero e proprio ‘sistema Italia’ per la promozione di arte e cultura. Anche per questo, nel solco della lunga tradizione del mecenatismo bancario, il nostro settore contribuisce al restauro, alla conservazione e alla tutela del patrimonio artistico nazionale, promuovendo e sponsorizzando anche manifestazioni e progetti culturali. Il piano, che presentiamo oggi, va in questa direzione e si aggiunge a quanto già fatto singolarmente dalle banche per lo sviluppo culturale del Paese”.

Ecco, in sintesi, le dieci iniziative del progetto.

  • Il Museo Virtuale delle banche italiane per mettere in mostra – in una sorta di “esposizione digitale permanente”, accessibile a tutti via internet – le oltre 300 mila opere custodite nei palazzi e nelle collezioni private delle banche italiane.

  • La Biblioteca d’arte, con gli oltre 15 mila volumi pubblicati dalle banche italiane dal 1861 a oggi, che viene aperta alla consultazione di esperti, studiosi e studenti.

  • I Nuovi Mecenati, la mostra itinerante che racconta – attraverso i libri d’arte delle banche italiane – la storia artistica e culturale del Paese e che riparte da Budapest, Bruxelles e Francoforte.

  • Invito a Palazzo, la giornata nazionale di apertura dei palazzi storici delle banche, che quest’anno giunge alla dodicesima edizione.

  • I restauri promossi da ABI e dalle banche che si vanno ad aggiungere a quanto già fatto singolarmente dai gruppi bancari in questo campo.

  • Il calendario degli eventi culturali, una vetrina online delle manifestazioni promosse, organizzate o sponsorizzate dalle banche su tutto il territorio nazionale, facilmente accessibile via internet a tutto il pubblico di appassionati e visitatori.

  • Il Festival nazionale della cultura per l’infanzia per avvicinare le giovani generazioni all’arte attraverso spettacoli, letture, laboratori e seminari organizzati dalle banche su tutto il territorio nazionale.

  • L’indagine sugli investimenti delle banche a sostegno di arte e cultura.

  • La giornata di studi interamente dedicata alla cultura, con studiosi, storici dell’arte ed esperti del settore.

  • Il Roadshow sul territorio per mettere a fuoco il sostegno delle banche locali alla crescita e allo sviluppo artistico e culturale del territorio