Accordo ABI-Sindacati su conciliazione tempi vita e lavoro

​(26 aprile 2013) Siglato tra l’ABI e Sindacati l’Accordo in tema di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, pari opportunità e responsabilità sociale d’impresa. L’intesa, in una fase di difficoltà economiche, conferma e rafforza l’impegno dell’ABI e i Sindacati in direzione della parità di genere e del benessere sul lavoro quali leve fondamentali per favorire la crescita delle imprese e la cultura sociale nel lavoro.  


​L’Accordo è il frutto dei lavori della Commissione paritetica istituita con il rinnovo del Ccnl del 19 gennaio e si inquadra nel solco degli impegni che l’ABI e le organizzazioni sindacali  hanno assunto con l’Avviso comune del 7 marzo 2011.
Si prevede l’avvio, entro il 30 giugno, delle attività della Commissione nazionale sulle pari opportunità e dell’Osservatorio sulla responsabilità sociale d’impresa, e si mira a favorire la conciliazione dei tempi di vita privata e di lavoro e di forme di flessibilità di orario per l’assistenza dei figli affetti da patologie legate all’apprendimento.
La Commissione proseguirà i lavori per individuare le opportune soluzioni per l’utilizzo dei congedi parentali ad ore come previsto dalla legge di Stabilità 2012.

Il testo dell’Accordo

Sblocco dei pagamenti dei debiti della Pa

Audizione del Direttore generale ABI Giovanni Sabatini

Commissioni speciali per l’esame di atti del Governo

della Camera dei Deputati e Senato della Repubblica
16 aprile 2013

Signori Presidenti e Onorevoli Deputati e Senatori,consentitemi di ringraziarvi per la possibilità concessa all’ABI di esprimere il proprio punto di vista su un provvedimento di grande interesse e portata per l’economia italiana e le sue imprese.Ci preme sottolineare preliminarmente che condividiamo l’indirizzo del Governo di iniziare a sanare, ancorché parzialmente, l’anomalia costituita da una così rilevante massa di debiti delle Pubblica amministrazioni (91 miliardi secondo le ultime stime di Banca d’Italia, inclusive di circa 11 miliardi di crediti già ceduti pro-soluto – e quindi già inclusi nel debito pubblico – e di circa 67 miliardi di debiti commerciali in senso stretto, generati cioè da operazioni di natura corrente e come tali già inclusi nel deficit pubblico ma non nel debito pubblico). Il documento è diviso in due sezioni: una prima che richiama aspetti di natura più macro e di contesto e una seconda che espone in dettaglio valutazioni, e talvolta anche dubbi e perplessità, su alcuni profili micro del decreto 35/2013. 

Il contesto macro in cui si inserisce il Dl 35/2013
Il decreto legge oggetto della presente Audizione – finalizzato allo sblocco di una prima, parte dello stock di crediti  vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione – cade in una fase economica contrassegnata da rilevanti difficoltà. Gli ultimi dati Istat oltre a certificare che la caduta del 2012 si è cifrata in -2,4 punti di Pil, evidenziano come gli effetti avversi che la dinamica delle attività produttive dello scorso anno avrà sull’anno in corso (effetto di trascinamento) è di 1 punto di Pil.  Nel complesso appare  realistica la nuova stima prospettata per il 2013 dal Documento di economia e finanza (Def) varato la scorsa settimana con la quale si fissa nel -1,3% la variazione di prodotto.
Per quanto riguarda il 2014 il Governo valuta l’impatto delle nuove misure su quell’anno in 7 decimi di prodotto e fissa così un tasso di recupero del prodotto dell’1,3%. Essendo molti ancora gli elementi di incertezza su alcuni aspetti operativi dell’operazione iniziale di sblocco dei crediti (vedi oltre)  – e quindi sulla reale portata quantitativa del provvedimento – non è facile valutare gli effetti di una operazione finanziaria che in condizioni economiche normali non avrebbe, probabilmente, impatti reali particolarmente forti. Sta di fatto che le condizioni della nostra economia sono lungi dall’essere normali e si situano invece sulla frontiera dello stress: a) difficilissimo è lo stato della liquidità in cui versano soprattutto le piccole e medie imprese, che dovrebbero essere poi le principali beneficiarie del provvedimento; b) molto difficili sono le condizioni di operatività delle banche per la normale erogazione del credito, anche per il forte incremento delle sofferenze e delle altre partite deteriorate; c) estremamente deteriorate sono le condizioni del mercato del lavoro sul quale si evidenziano – trimestre dopo trimestre – cospicui aumenti del numero dei disoccupati. Abbiamo sollecitato quindi lo sblocco dei crediti delle Pa quale fattore decisivo per dare impulsi espansivi importanti.
Forte è da questo punto di vista la nostra richiesta  che si creino presto le condizioni per cui – nell’ambito di una manovra che come quella varata dovrà preservare gli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea – l’intero stock di debiti pregressi possa essere liquidato tal che ci si incammini lungo quel sentiero di normalità auspicato anche dalla Direttiva europea accolta, peraltro in anticipo rispetto ai tempi,  dal nostro ordinamento alla fine dello scorso anno.
Le misure contenute nel decreto rappresentano peraltro una occasione  per accrescere la trasparenza dello stato della finanza pubblica e confermare la logica sanzionatoria per gli enti non virtuosi;  è da valutare dunque positivamente il fatto che l’operazione di liquidazione dei debiti implichi un percorso di rientro delle amministrazioni inadempienti e quindi un meccanismo che tende a riprogrammare la “spesa nel tempo”. 

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Meno tradizione, più consulenza e multicanalità allo sportello

(10 aprile 2013) Come cambiano le succursali bancarie grazie all’utilizzo di internet, tablet e smartphone per le operazioni di tutti i giorni, alla digitalizzazione di servizi e processi e all’evoluzione in ottica self-service degli sportelli automatici. A Dimensione Cliente 2013 l’indagine ABI sui piani e le strategie delle banche italiane per i prossimi due anni.


​Meno operazioni semplici e “tradizionali” e più attività di consulenza e assistenza su misura per i clienti. Così stanno cambiando gli sportelli delle banche italiane grazie al ricorso sempre più diffuso ai nuovi canali – come internet e cellulari – per le operazioni di tutti i giorni, alla digitalizzazione dei servizi e dei processi e all’evoluzione in ottica self-service degli atm. È quanto emerge da un’indagine dell’ABI, in collaborazione con l’Università di Parma, sui piani e le strategie messe a punto delle banche italiane per i prossimi due anni, condotta su un campione di 80 istituti che rappresentano il 76% del settore in termini di sportelli.
Secondo lo studio – presentato al Convegno ABI “Dimensione Cliente”, del 10 e 11 aprile a Roma – l’affermarsi dei nuovi canali di accesso ai servizi bancari, come internet, smartphone, tablet e call center, sta trasformando radicalmente il tempo e lo spazio all’interno delle agenzie, liberando il personale di sportello dalle attività più semplici e ricorrenti, come bonifici, prelievi, estratti conto e pagamenti vari.
Da recenti indagini dell’ABI emerge che ogni anno i clienti delle banche effettuano oltre 500 milioni di visite allo sportello per avere informazioni sul proprio conto, effettuare transazioni, fare investimenti, chiedere mutui o finanziamenti. Già oggi le banche dedicano oltre il 40% del tempo all’assistenza e alla consulenza, circa un terzo alle operazioni di routine e meno di un quinto al back office. A livello di settore, questo significa circa 150 milioni di ore impiegate dal personale bancario ad ascoltare le esigenze dei clienti e a suggerire loro le soluzioni più efficaci.
In particolare, tra i frequentatori più assidui delle succursali ci sono coloro che hanno un investimento o un finanziamento in corso: in media questi clienti si recano in agenzia un po’ meno di due volte al mese, per un totale di circa 9 ore l’anno di assistenza. Per tutte le banche l’obiettivo nei prossimi due anni è incrementare ulteriormente il tempo dedicato a incontrare vis-a-vis i clienti per offrire loro una consulenza e un’assistenza sempre più specializzate e personalizzate e in particolare per il 61% delle banche tale trend di crescita della consulenza sarà molto elevato.
Quasi tre quarti delle banche prevedono figure professionali che si muovono sul territorio a contatto con i clienti e altrettante renderanno possibile ai clienti, nei prossimi 2-3 anni, fissare gli appuntamenti col proprio referente dell’agenzia via internet o call center. In questa prospettiva, per il 73% degli istituti più consulenza significa sviluppare nuovi spazi per incontrare e assistere i clienti. Infine, il 40% delle banche sta implementando la possibilità per il cliente di video-collegarsi col proprio consulente.

Il 75% dei clienti è “multicanale”Lo sportello resta un punto di riferimento importante per il 90% della clientela bancaria che utilizza sempre di più anche internet (il 40%) e smartphone (5%). È quanto emerge dall’indagine ABI-GfK Eurisko presentata l’11 aprile a Dimensione Cliente 2013.Clienti delle banche italiane sempre più tecnologici e dinamici nel dialogo quotidiano con la banca. Il 75% utilizza più canali per accedere a prodotti e servizi: non abbandona lo sportello tradizionale, che rappresenta ancora un punto di riferimento importante per il 90% della clientela bancaria, ma utilizza sempre di più anche internet (il 40%), smartphone e tablet (5%). Scegliendo di volta in volta il canale più adatto a seconda delle proprie esigenze e dei diversi momenti della giornata. È quanto emerge dall’indagine condotta dall’ABI in collaborazione con GfK Eurisko e presentata l’11 aprile alla seconda giornata del convegno Dimensione Cliente 2013.Secondo lo studio, alla fine del 2012 oltre 12 milioni di clienti – il cui profilo è ormai assimilabile al profilo medio del cliente bancario italiano – usano internet per dialogare con la propria banca. Questo dato conferma il trend di crescita che ha caratterizzato l’home banking dal 2004 ad oggi. Tra i canali preferiti degli italiani non c’è solo internet: grazie alla diffusione di dispositivi sempre più innovativi come smartphone e tablet, circa un milione e mezzo di clienti – mediamente più giovani e tecnologici – utilizzano anche il mobile banking per fare operazioni e pagamenti in mobilità. A questi clienti più evoluti si affiancano, infine, oltre 7 milioni di italiani che usano gli sportelli automatici “intelligenti” non solo per prelevare e consultare l’estratto conto, ma anche per depositare assegni, contante e fare operazioni più complesse.Dall’indagine emerge come, grazie allo sviluppo della multicanalità, le occasioni di dialogo e interazione tra banche e clienti sono aumentate del 16% dal 2010 ad oggi, arrivando a circa 140 contatti l’anno attraverso i diversi canali.Secondo un’altra ricerca condotta da Doxametrics e Duepuntozero per ABI, è il cliente a scegliere come effettuare, di volta in volta, le diverse operazioni in funzione delle proprie esigenze: ogni canale, dunque, ha i suoi momenti “preferiti” nella relazione col cliente.Al 77% dei clienti lo sportello tradizionale “piace” soprattutto fino all’ora di pranzo: il 25% ci va prima di andare al lavoro, il 29% nel corso della mattina e il 23% durante la pausa pranzo. L’ATM evoluto invece è più frequentato soprattutto prima (21%) e dopo il lavoro (30%). Per quanto riguarda l’internet banking, i clienti italiani navigano soprattutto durante le pause dal lavoro (23%), oppure a casa la sera (41%) o la notte (10%). Quanto al mobile, gli italiani scelgono il cellulare per fare operazioni e pagamenti soprattutto quando sono a casa la sera (26%), si trovano in viaggio (24%) o si stanno spostando per esempio per andare a lavoro (21%).

Priorità investimenti Ict: innovazione, multicanalità e digitale

(28 marzo 2013) Digitalizzazione, innovazione, multicanalità integrata e più efficienza delle infrastrutture grazie a sistemi informativi evoluti e a un’accelerazione nella dematerializzazione dei processi. Sono queste la priorità nei programmi d’investimento in tecnologia delle banche italiane, insieme al costante adeguamento alle normative nazionali ed europee e all’ulteriore potenziamento dei sistemi di sicurezza.


​A scattare la fotografia dell’impegno e delle priorità delle banche italiane sul fronte della spesa ICT è l’ottava edizione del rapporto sui trend del mercato Ict per il settore bancario di ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di banche, è stato presentato al Forum ABI Lab, l’appuntamento annuale sulla tecnologia allo sportello che si chiude oggi a Milano.
“In una fase ancora complessa per l’economia italiana e internazionale – ha detto Giovanni Pirovano, membro del Comitato esecutivo ABI con delega per l’innovazione – le banche sono chiamate a trovare soluzioni organizzative e infrastrutturali sempre più innovative, per aumentare l’efficienza e la varietà dei servizi offerti riducendo i costi. In questa prospettiva, tecnologia, digitalizzazione e multicanalità integrata sono un volano fondamentale su cui puntare per razionalizzare l’attività e i processi ampliando, allo stesso tempo, l’offerta delle banche con nuovi prodotti e servizi sempre più evoluti e funzionali a imprese, famiglie e Pubblica amministrazione”.
Complessivamente, le banche italiane hanno investito in Ict circa 4,3 miliardi di euro (stima per il 2012), sostanzialmente in linea con la spesa in tecnologia del 2011 (circa 4,5 miliardi). Stando all’indagine, il 43% dei progetti d’investimento ritenuti prioritari dalle banche italiane riguarda i processi interni e i canali di accesso ai servizi. Per quanto riguarda i canali, la parola d’ordine per le banche è “integrazione”, sia attraverso l’ulteriore potenziamento dei servizi di mobile e internet banking sia tramite la realizzazione di nuove piattaforme e di sportelli automatici sempre più evoluti. Sul fronte della maggiore efficienza dei processi interni, invece, gli investimenti sono finalizzati soprattutto a dematerializzare e a rendere più snelli ed efficienti processi e back office.
Un altro 27% dei progetti ritenuti prioritari dalle banche è dedicato alla compliance, il 18% allo sviluppo delle telecomunicazioni e dei sistemi informativi e il 12% riguarda i diversi aspetti della sicurezza, in particolare quella dei canali remoti. Sul fronte della compliance, gli investimenti maggiori riguardano l’allineamento ai requisiti di Basilea3, l’adeguamento alla disciplina contabile e fiscale e alla normativa antiriciclaggio, l’implementazione delle direttive europee (Psd e MiFid) e le attività di business continuity e disaster recovery.
Per quanto riguarda le previsioni di spesa formulate dalle banche sul budget Ict 2013, dall’indagine ABI Lab emerge una sostanziale stabilità per oltre un terzo delle banche che non prevede variazioni rispetto al 2012 (37,5%). Il 32% del settore, invece, pensa di aumentare gli investimenti in tecnologia nonostante la difficile congiuntura.

Xbrl per migliorare la comunicazione finanziaria

(29 marzo 2013) Al via il progetto di Xbrl Italia per il deposito, in formato elaborabile, dell’intero bilancio d’esercizio ossia comprensivo anche della nota integrativa. Pronta una tassonomia sperimentale da impiegare, su base volontaria, nell’imminente campagna bilanci. L’obiettivo è il perfezionamento di una tassonomia integrata che sarà poi adottata, per il deposito del bilancio, da tutte le aziende italiane


​Ulteriore passo avanti per l’affermazione, nel nostro Paese, di una comunicazione economico-finanziaria digitale sempre più efficiente e fruibile: nei prossimi giorni, attraverso il sito di Xbrl Italia, inizierà la pubblica consultazione della tassonomia dedicata alla codifica Xbrl della nota integrativa; dal mese di maggio, inoltre, sarà possibile depositare volontariamente, in via sperimentale e non sostitutiva del vigente Pdf/A, anche la nota integrativa in formato elaborabile. Si perfeziona così la prima fase del progetto coordinato da Xbrl Italia, insieme ai più importanti interlocutori nazionali sul tema del bilancio e con il supporto delle Università di Trento, Macerata e Ca’ Foscari di Venezia, per definire una tassonomia completa per il bilancio d’esercizio – ossia capace di codificare oltre agli schemi quantitativi pure la nota integrativa – che, a seguito della sperimentazione, entrerà in vigore con impatto su più di un milione di società di capitali italiane non-quotate.
Si tratta di un’importante sfida che ha avuto l’obiettivo di modellizzare e standardizzare, coordinandola con la tassonomia degli schemi quantitativi già in uso, la parte del bilancio d’esercizio che, per sua natura, è meno “strutturabile”: la nota integrativa. La sua codifica digitale, in questa prima versione sperimentale, riguarderà esclusivamente le informazioni esplicitamente previste dal Codice civile e solo in futuro, visto il processo di revisione in atto, le stesse saranno integrate con quanto richiesto dai Principi contabili nazionali.
La prima fase, di una strategia articolata in tre momenti distinti, prevede la pubblica consultazione, sul sito ufficiale di Xbrl Italia, della tassonomia di nota integrativa sperimentale: in questa sede chiunque potrà “partecipare” e proporre suggerimenti e modifiche. In maggio partirà la seconda fase, con la sperimentazione “sul campo” grazie alla collaborazione del sistema camerale italiano: le aziende che vorranno partecipare al test dovranno inviare il bilancio in formato elaborabile, corredato della nota integrativa, contestualmente al consueto deposito del bilancio al Registro Imprese. Il passo finale consisterà nell’analisi dei documenti depositati, nella raccolta dei feedback delle imprese e nella disamina delle proposte pervenute: obiettivo ultimo è lo sviluppo della tassonomia definitiva, capace di codificare l’intero rendiconto, che sarà poi utilizzata a regime per il deposito da parte delle società di capitali.
«La pubblicazione della tassonomia dei bilanci per le non quotate, corredata anche della parte relativa alla nota Integrativa e l’avvio di una congrua sperimentazione sul territorio nazionale per la redazione del proprio bilancio – osserva Gianfranco Torriero, presidente di Xbrl Italia – dà ulteriore concretezza alla nostra mission di modernizzare la comunicazione economico-finanziaria nel nostro Paese utilizzando le opportunità offerte dalla tecnologia per migliorarne la funzione informativa. Abbiamo già raggiunto una significativa massa critica con circa 1 milione di bilanci depositati secondo il nuovo standard per le imprese di capitali non-quotate. Ora è tempo di completare l’operazione estendendo l’utilizzo del linguaggio standard anche al documento della nota integrativa”.
Nata nel settembre 2006 su iniziativa di soci rappresentativi dell’intero sistema economico-finanziario nazionale (ABI, Ania, Assonime, Banca d’Italia, Borsa Italiana, Cndcec, Confindustria, Ivass, Oic, Unioncamere, Assirevi, Andaf, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Cbi, Cerved Group, Federconfidi, Fitd, Istat, Lega Coop, ConfCooperative, Università di Trento e Università di Macerata), Xbrl Italia – associazione per lo sviluppo e la diffusione di dizionari comuni espressi in Xbrl, eXtensible Business Reporting Language – ha ottenuto, nel giugno 2007, il riconoscimento ufficiale da parte del consorzio Xbrl International (responsabile dell’attività di sviluppo e diffusione di XBRL a livello europeo e mondiale). L’Italia è uno dei primi Paesi al mondo ad avere previsto l’obbligo di un formato elettronico elaborabile per la presentazione del bilancio.

Assegnati i Premi per l’innovazione nei servizi bancari

(27 marzo 2013) La premiazione dei vincitori per le tre categorie – clienti, nuova banca e solidarietà – al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. “Menzioni speciali” a otto progetti. È la terza edizione del concorso ABI per “l’innovazione nei servizi bancari” a cui hanno partecipato 53 progetti. 


​Le idee e le soluzioni più innovative e tecnologiche applicate dalle banche a prodotti, servizi e relazione con le famiglie, le imprese e la Pubblica Amministrazione sono state premiate al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. È la terza edizione del “Premio Abi per l’innovazione nei servizi bancari” a cui hanno partecipato 53 progetti. Tra i protagonisti di quest’anno: le nuove tecnologie applicate ai canali diretti di dialogo con la clientela e la dematerializzazione di documenti e procedure.
“I progetti presentati quest’anno – ha detto Antonio Marzano, Presidente del Cnel e della Giuria del Premio ABI – rappresentano a pieno la vocazione a innovare che caratterizza le banche. Sempre più attente a coniugare l’evoluzione tecnologica e l’efficienza con la solidarietà e la vicinanza a clienti e territorio”.
Ecco i premiati di quest’edizione per le categorie clienti, nuova banca e solidarietà, scelti dal Comitato tecnico scientifico di esperti e dalla Giuria di rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico.
Per la categoria “La banca al servizio dei clienti”, dedicata ai progetti volti a rendere più facile ed efficiente la relazione e l’operatività con i clienti – famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione – sono stati assegnati:

  • il Premio “Innovazione per il cliente retail” al “Pagamento bollettini con fotocamera” di Banca Mediolanum;

  • il Premio “Innovazione per il cliente corporate e Pa” a “Bnl Reti d’impresa” di Bnl Gruppo Bnp Paribas;

  • il Premio “La banca vicina al territorio” a “Obbligazioni del territorio: il risparmio che investe a km 0” di Cariparma.

Nella stessa categoria, il progetto “Firma digitale: il credito 100% online” di Findomestic ha ricevuto la Menzione speciale innovazione per il cliente retail; “IB contanti sicuri” di Imprebanca la Menzione Speciale Innovazione per il cliente corporate e PA e “Carta Kdue ateneo” del Banco popolare la Menzione speciale banca vicina al territorio.
Per la categoria “La nuova banca: digitale e per processi”, dedicata alla digitalizzazione e all’innovazione applicate ai nuovi canali e ai processi interni, sono stati assegnati:
  • il Premio “Innovazione interna e di processo” al “Libro firma digitale” di Webank;

  • il Premio “Canali innovativi” a “L’offerta YouBanking e l’evoluzione dei bisogni” del Banco popolare;

  • il Premio “Infrastrutture tecnologiche della banca” a “Big data solution: supporto ad It operations, application management e business analytics” di Unicredit business integrated solutions.

Nella stessa categoria, il progetto “Apertura conto 100% on line” di Unicredit ha ricevuto la Menzione Speciale Innovazione interna e di processo; “Bnl innovo il conto pratico web” di Bnl la Menzione speciale canali innovativi e “Virtualizzazione delle postazioni di lavoro in filiale e direzione generale” di Cr Volterra la Menzione speciale infrastrutture tecnologiche della banca.Per la categoria “La banca solidale e sostenibile”, dedicata alle iniziative a supporto dello sviluppo sociale e della crescita sostenibile, sono stati assegnati:
  • il Premio “Banca solidale” ai “Social bond Ubi Comunità, strumenti finanziari a sostegno di iniziative di rilevante valore sociale” di Ubi banca;

  • il Premio “Banca sostenibile” a “Bcc San Marzano green vs. Co2” della Bcc San Marzano di San Giuseppe.

Nella stessa categoria, il progetto “RiCrediti innovare il microcredito” di Cariparma ha ricevuto la Menzione speciale banca solidale e “Self sustainable branch” di Unicredit business integrated solutions la Menzione speciale banca sostenibile.
Il Premio ABI, a conferma del ruolo svolto dalle banche nel dare impulso e sviluppo all’innovazione tecnologica a vantaggio dei clienti e più in generale del Paese, partecipa anche quest’anno al “Premio dei Premi”, il Premio nazionale per l’Innovazione promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri.

I Progetti e le Motivazioni

Apprendistato di alta formazione e di ricerca

Il 27 marzo si terrà presso la Sede dell’ABI di Palazzo Altieri a Roma  un workshop con gli Associati su: “Apprendistato di alta formazione e di ricerca e tirocini”.Sarà un’occasione per approfondire istituti destinati a favorire l’occupazione giovanile, la cui disciplina presenta elementi di notevole novità e complessità di applicazione pratica.


​Parteciperanno il Prof. Michele Tiraboschi, Ordinario di diritto del lavoro presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e Coordinatore Adapt, e rappresentanti della Crui-Conferenza dei Rettori delle Università italiane. Gli interessati sono invitati a confermare la propria partecipazione all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Per informazioni 06/6767791-728.

Credito alle Pmi: nuove misure prorogate al 30 giugno

​Prorogato di ulteriori tre mesi il termine di validità delle iniziative a sostegno delle imprese in difficoltà. Le aziende, per i finanziamenti che non avessero già usufruito di precedenti moratorie, possono richiedere la sospensione per un anno, avendo tempo fino a fine giugno per presentare le domande. Intanto, banche e imprese sono al lavoro per definire un nuovo accordo compatibile con l’evoluzione della congiuntura economica e delle condizioni operative delle banche.


​Viene prorogato di altri tre mesi, ossia fino al 30 giugno 2013, il termine di validità delle “Nuove misure per il credito alle Pmi”, il pacchetto di iniziative a sostegno delle imprese in difficoltà messo a punto dal settore bancario con il Ministero dell’ economia e delle finanze, il Ministero dello sviluppo economico e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale. Lo ha comunicato il 20 marzo a Milano il Comitato esecutivo dell’ABI.Il pacchetto di misure prevede la possibilità per le banche di sospendere mutui e leasing; di allungare la durata di mutui, anticipazioni bancarie e scadenze del credito agrario di conduzione; nonché di concedere finanziamenti connessi ad aumenti di mezzi propri delle imprese piccole e medie. Le misure sono state prorogate alla luce della situazione economica ancora complessa per il Paese e in vista del varo di nuove iniziative di sostegno alle piccole e medie imprese. Con questo obiettivo, l’ABI ha avviato il confronto con i rappresentanti delle imprese per individuare insieme le linee guida sulla cui base realizzare, entro il nuovo termine di fine giugno, un nuovo accordo. In particolare, dal confronto avuto finora è emersa una visione comune su una serie di temi rilevanti per lo sviluppo del Paese, che potranno essere inseriti nel nuovo accordo. Tra questi, l’attenuazione degli impatti di Basilea 3 sulle Pmi, il potenziamento dell’operatività del Fondo di garanzia per le Pmi e lo sviluppo delle reti d’impresa.

Abruzzo: banche e comune dell’Aquila insieme per ricostruire

(19 marzo 2013) Con la firma di Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, e di Pietro Di Stefano, Assessore al comune dell’Aquila, è stato definito il 19 marzo a Roma il nuovo accordo tra banche e comune per la ricostruzione in Abruzzo.


​L’accordo permette di aprire un conto corrente infruttifero dove il comune può accreditare il contributo per la riparazione, ricostruzione o riacquisto dell’immobile danneggiato. Le modalità di accredito avverranno in tre rate (2% di rimborso spese tecniche, sondaggi e prove sulle strutture, 44% e 44%) per i progetti presentati con la scheda parametrica, mentre saranno divisi in due rate (46% e 44%) per quelli presentati con la vecchia procedura. La rata di saldo da parte del Comune (massimo 10%) sarà successiva alla verifica della documentazione relativa alla fine dei lavori.
 “Il nuovo accordo – ha sottolineato Giovanni Sabatini – è una ulteriore prova della volontà delle banche del territorio di continuare a lavorare per far ripartire lo sviluppo economico sociale dell’Abruzzo, regione a cui mi sento particolarmente legato. Anche in questa occasione, le banche della Commissione regionale ABI hanno immediatamente dato la disponibilità per definire l’accordo. Sono state definite procedure snelle attraverso le quali i beneficiari potranno accedere, tramite le banche, ai contributi pubblici per la ricostruzione. Anche per il futuro, l’impegno del settore bancario è fare tutto quanto necessario per assicurare la ricostruzione.”Le banche che aderiranno all’accordo ne daranno comunicazione e saranno indicate sul sito dell’Associazione.

Dematerializzazione multicanalità e mobile le priorità Ict

​(17 marzo 2013) Al Forum ABI Lab di Milano, il Rapporto 2014 sulle nuove tendenze della “tecnologia allo sportello”. Nella prima giornata di lavori premiati i vincitori della IVª edizione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”.

​Dematerializzazione di processi e documenti, potenziamento di mobile banking e mobile payment, più sicurezza e integrazione dei canali remoti. Sono queste le priorità nei programmi d’investimento in tecnologia delle banche italiane che – nonostante la difficile congiuntura economica – continuano a puntare sull’ICT. Considerandola una leva strategica sia per ridisegnare l’operatività del settore, attraverso l’innovazione di prodotti, servizi e canali, sia per rendere più efficienti e sicuri i processi, grazie all’automatizzazione e alla digitalizzazione. A scattare la fotografia dell’impegno e delle priorità delle banche italiane sul fronte della spesa in tecnologia è la nona edizione del rapporto sulle tendenze del mercato ICT per il settore bancario messo a punto da ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca dell’ABI. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di gruppi, presentato al Forum ABI Lab tenutosi a Milano il 17 e 18 marzo.

Gli investimenti in tecnologia delle banche
Secondo la ricerca, il settore bancario italiano ha investito complessivamente 4,2 miliardi di euro (stima per il 2013) confermando – nonostante la crisi economica ancora in corso – la spesa in tecnologia del 2012 (circa 4,3 miliardi). L’attenzione del settore bancario per l’innovazione trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate dalle banche per il 2014: la metà dei gruppi, infatti, prevede addirittura di incrementare gli investimenti in tecnologia (50%), mentre quasi un terzo pensa di mantenere costante il budget ICT rispetto al 2013 (28% circa).

Le priorità ICT per il 2014
Per quanto riguarda le priorità ICT del settore per il 2014, ABI Lab ha stilato una classifica dei progetti considerati prioritari dai gruppi bancari italiani, sia sul fronte degli investimenti sia su quello della ricerca e sviluppo.
Stando all’indagine, al primo posto della “top ten” delle priorità d’investimento troviamo la dematerializzazione (81%), che si accompagna spesso a reingegnerizzazione e automazione dei processi interni. Seguono i progetti di potenziamento di mobile banking e smobile payment (57%); la sicurezza e l’ulteriore integrazione dei canali (rispettivamente 38% e 33%), ritenuti strategici per un’efficiente assistenza online anche in ottica 2.0 e per l’identificazione dei clienti da remoto, che apre la strada all’offerta di nuovi servizi. Tra le priorità d’investimento delle banche non mancano, infine, anche le attività di business continuity (24%) e di business intelligence (24%).
Sul versante della ricerca e sviluppo, la classifica redatta da ABI Lab restituisce un settore bancario italiano che, anche per il prossimo futuro, punta sulla sicurezza (57%); sull’evoluzione integrata dei canali remoti (57%) e sul potenziamento di mobile banking e mobile payment (52%). Sul fronte dei processi interni, invece, i progetti di ricerca ritenuti prioritari dalle banche italiane riguardano in particolare la dematerializzazione di processi e documenti (43%); la gestione efficiente e sicura dei flussi di dati e informazioni (43%) e le nuove prospettive aperte dal cloud computing (43%). Resta alta, anche in prospettiva, l’attenzione sulla business continuity (38%) e sull’efficientamento del back office (38%).

Il Forum di quest’anno
Il Forum ABI Lab – che quest’anno giunge alla sua decima edizione – tenutosi il 18 e 19 marzo a Milano nello Spazio Eventiquattro di via Monte Rosa 91. Tra i temi al centro della due giorni di lavoro: gli ultimi trend ICT per le banche e le tecnologie digitali e mobile sviluppate in una prospettiva di completa integrazione multicanale, anche alla luce dell’evoluzione della domanda da parte dei clienti e del difficile contesto economico che spinge il settore a rivedere il proprio modello distributivo e di servizio per razionalizzare le proprie strutture di costo.

La IVª edizione del Premio ABI per l’innovazione
La prima giornata di lavori del Forum ospiterà la cerimonia di premiazione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”, il riconoscimento assegnato ogni anno da una giuria di esperti alle idee e alle soluzioni più innovative e tecnologiche applicate dalle banche a prodotti, servizi e relazione con famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione. Quest’anno al Premio partecipano più di sessanta progetti per quattro categorie: “La banca per il futuro”, “La banca smart”, “La banca solidale e sostenibile” e “La banca si presenta e ascolta”.