Immobiliare: pacchetto di misure per rilancio del mercato

​(12 marzo 2013) Analisi comparata Italia-Usa: meno contenzioso, piu’ garanzie e tracciabilita’ dal sistema italiano. Far ripartire il mercato degli immobili può agire positivamente, favorendo la crescita in un momento particolarmente difficile come quello che stiamo attraversando. Associazioni di settore, strutture pubbliche e private sono impegnate a valutare in tavoli tecnici misure che possano agire positivamente sia dal lato della domanda che dell’offerta.
 


​Si lavora ad un pacchetto che possa sostenere il rilancio del mercato immobiliare. Il pacchetto di misure è articolato e laddove richieda modifiche normative andrà naturalmente definito e discusso con il prossimo governo e parlamento. L’annuncio è stato dato in occasione della presentazione del rapporto “Il Risparmio immobiliare privato. Bene comune certezza” a cura dell’International University College di Torino presentato oggi da Fondazione italiana del notariato, ABI e Assoimmobiliare. Lo studio, propone un’analisi comparata del sistema immobiliare in Italia e negli Stati Uniti al fine di testarne la tenuta ed eventuali criticità.

Stati Uniti d’America
Secondo l’Fbi ammontano a oltre 3 mila miliardi di dollari le perdite causate nel 2011 dalle frodi immobiliari per l’economia statunitense. 47,7 miliardi di dollari sono le somme pagate dalle banche americane tra febbraio 2012 e gennaio 2013 a titolo di transazione per lo scandalo delle esecuzioni forzate illecite, a danno di quasi 4 milioni di cittadini americani. Queste sono solo le ultime conseguenze negative, iniziate con la crisi dei mutui subprime, prodotte nel sistema immobiliare statunitense dall’assenza di un controllo preventivo di legalità sugli atti. Oltreoceano, infatti, i dati sulle vicende proprietarie sono parcellizzati in un reticolo non coordinato di uffici, archivi e registri locali che rendono la reperibilità delle informazioni molto ardua costringendo le parti – in mancanza di registri pubblici affidabili – ad affidarsi a diversi attori privati senza ottenere le stesse garanzie offerte in Italia. Quanto viene spesso presentato come un potenziale risparmio offerto dal sistema statunitense senza dovuti controlli standard  si trasforma in costi ulteriori e danni che si ripercuotono non solo sulla singola transazione ma, per un effetto domino, potenzialmente anche sull’economia del paese.

Italia
In Italia il settore è caratterizzato da un sistema di governo pubblico che assicura trasparenza alle transazioni immobiliari e tutela le parti da eventuali vizi che possono inficiare il mercato. Ciò è possibile attraverso una sinergia virtuosa tra agenzie pubbliche (Agenzia delle entrate – Area territorio, archivi notarili) e un numero programmato, e dunque controllabile, di “concessionari” (notai – pubblici ufficiali) dotati di solida cultura giuridica e all’avanguardia mondiale nella trasmissione tecnologica in sicurezza degli atti. Il sistema italiano si caratterizza quindi per certezza del diritto di proprietà, corretto trasferimento dei beni con contenzioso bassissimo dinanzi all’autorità giudiziaria, tempi di trasmissione e pubblicità particolarmente accelerati e sicuri.
Il patrimonio immobiliare italiano, secondo l’ultimo rapporto presentato dall’Agenzia delle entrate – Area territorio, ammonta a oltre 6.400 miliardi di euro a fine 2011, in media circa 4,2 volte il Pil e 3 volte il debito pubblico nazionale (pari 2.000miliardi circa). Se dunque tra gli indici di stabilità e sostenibilità delle economie nazionali si considerasse anche il risparmio privato, l’economia italiana figurerebbe tra le nazioni economicamente più stabili del Vecchio Continente. Il risparmio immobiliare privato italiano, insieme al sistema pubblico che lo gestisce, devono quindi essere riconosciuti e tutelati come un vero “bene comune nazionale”, evitando processi di riforme radicali inadatti o peggio dannosi per il sistema italiano.  

Presto un Governo per avviare la ripresa

​(7 marzo 2013) Il Comitato di Presidenza dell’Associazione bancaria italiana confida che vengano risolti al più presto i nodi per la nascita del nuovo Esecutivo.


​Occorre un Governo decisamente impegnato nella rigenerazione del funzionamento delle Istituzioni italiane e coerente con gli impegni economici assunti negli scorsi anni con le Autorità europee ed internazionali: un Governo che sappia favorire la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione e che avvii azioni decise per promuovere la maggiore produttività e competitività delle imprese italiane.
Infatti, i problemi dell’economia italiana non aspettano e una lunga  incertezza potrebbe compromettere  la recuperata credibilità dell’Italia sui mercati internazionali e nei confronti dei partner europei.
Occorre al più presto la piena ed evidente maturazione del più forte senso di responsabilità nei confronti delle famiglie e delle imprese, che sono impegnate nell’affrontare la crisi economica e che stanno facendo forti sacrifici. Le banche continuano ad essere in prima fila nel sostegno di imprese e famiglie anche nell’attuale difficile congiuntura.
 

Lavoro in Banca: crescono le conciliazioni individuali

​(12 marzo 2013) Quest’anno, si è registrato un aumento di circa il 30% del numero delle conciliazioni individuali di lavoro rispetto al 2011, a ulteriore dimostrazione della preferenza delle aziende per questo strumento in luogo delle conciliazioni presso le Direzioni territoriali del lavoro, anche per l’efficienza e la rapidità garantita dall’ABI. L’istituto risulta apprezzato sia dagli Associati piccoli e medi che dai grandi Gruppi. In particolare nell’ultimo biennio si è registrato un larghissimo utilizzo dell’istituto proprio da parte dei gruppi bancari di maggior dimensione, interessati da importanti processi di riorganizzazione e ristrutturazione.  


​Numeri, motivazioni e accordi
Nel 2012 sono state effettuate 2.804 conciliazioni (2.152 nel 2011) di cui 2.473 per le aree professionali e i quadri direttivi e 331 per i dirigenti.
Le principali motivazioni hanno riguardato in gran parte la risoluzione del rapporto di lavoro per più di 1.300 conciliazioni, in buona parte chiuse con esodi incentivati.
Complessivamente, nel periodo 2002-2012, sono state effettuate da ABI e sindacati 17.371 conciliazioni individuali, delle quali l’89% relative a personale appartenente ai quadri direttivi e alle aree professionali (per un totale di 15.680) e l’11% ai dirigenti (complessivamente 1.855).
Risultano diversificate le tematiche affrontate in sede di conciliazione e rispecchiano la complessità che ha assunto nel tempo la gestione del fattore “lavoro” in azienda: da questioni quali la previdenza complementare, le mansioni, gli inquadramenti o il trattamento economico, ad argomenti più peculiari connessi alle rilevanti ristrutturazioni e concentrazioni. In molte occasioni, infatti, l’attività svolta dalla Commissione di conciliazione, oltre a definire le vertenze in atto ha consentito, a tratto più generale, di realizzare le condizioni per il perfezionarsi di complesse operazioni societarie di ristrutturazione e/o di esodo che gli Uffici ABI hanno seguito attivamente nel loro svolgimento.
Diversi accordi sindacali hanno espressamente previsto – su indicazione dell’ABI – di concludere le delicate procedure sindacali con apposite transazioni, allo scopo di attribuire certezza agli assetti realizzati e renderne inoppugnabili gli effetti.
In tal senso si previene anche la diffusione, successivamente alla cessazione del rapporto, di un contenzioso di rilievo economico (ad esempio mancato computo ai fini del tfr di elementi retributivi risalenti nel tempo) ma molto oneroso per le aziende anche sotto il profilo organizzativo.

La consulenza dell’Associazione
Rispetto al quadro fin qui descritto, la Direzione sindacale e del lavoro ABI ha svolto una intensa attività di consulenza e assistenza alle imprese tramite l’Ufficio relazioni sindacali e l’Ufficio consulenza del lavoro). Ha in sostanza coadiuvato le aziende nella fase di analisi delle vertenze, anche per valutare la possibilità di una loro composizione. In presenza di questa possibilità, l’ABI affianca sempre l’azienda nell’elaborazione del verbale di conciliazione, suggerendo le migliori soluzioni tecniche.
L’Associazione si fa inoltre carico della gestione dei rapporti con le Segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali interessate, anche allo scopo di facilitare la condivisione del verbale di conciliazione per giungere alla definizione nel più breve tempo possibile, assicurando la massima tempestività, uno dei “valori” riconosciuti dalle imprese alle conciliazioni in sede ABI.
In prospettiva, si tratta di un impegno che si preannuncia elevato alla luce della implementazione dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione in atto nel sistema e della circostanza che numerosi accordi di gruppo prevedono la formalizzazione degli esodi in sede “protetta” anche per il 2013.
Va infine ricordato che nell’ambito del confronto terminato il 19 dicembre scorso con le organizzazioni sindacali per la definizione del testo coordinato del Ccnl è stata inserita la previsione che “la Commissione paritetica di conciliazione è abilitata alla convalida delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro ex art. 4, comma 17, l. 28 giugno 2012, n. 92” (art. 11, comma 13 del testo coordinato). Pertanto presso la Commissione si può ora procedere alla convalida di dimissioni o risoluzioni consensuali realizzatesi anche al di fuori di un accordo transattivo più generale.
 

L’ABI apre un ufficio di rappresentanza a Francoforte

(20 febbraio 2013) Il Comitato esecutivo dell’ABI, riunito oggi a Roma, su proposta del nuovo Presidente, Antonio Patuelli, ha deliberato di aprire un ufficio di rappresentanza a Francoforte, centro della costruzione dell’”Unione bancaria europea”. Obiettivo strategico dell’ABI è la costruzione di identiche regole e condizioni concorrenziali fra tutte le banche dei paesi dell’area euro. Attualmente l’Associazione, oltre che a Roma e Milano, è presente a Bruxelles tramite la Febaf, la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza.


​Il Comitato esecutivo ha, inoltre, confermato tutte le deleghe già conferite ai Vicepresidenti (Giovanni Berneschi, Francesco Micheli, Mario Sarcinelli, Camillo Venesio e Emilio Zanetti). In quest’ambito la funzione di Vicario passa da Camillo Venesio a Francesco Micheli, per equilibrare le rappresentanze nella Presidenza dell’ABI.
Il Comitato esecutivo ha altresì indicato Luigi Abete quale nuovo Vicepresidente della Febaf, la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza.
Inoltre il Comitato esecutivo ha deliberato di integrare il Comitato di presidenza dell’ABI con Alessandro Profumo (Presidente Mps) e Maurizio Sella (past President di ABI e di Federazione bancaria europea) che rappresenterà il Presidente Patuelli di fronte agli Organi europei di Bruxelles e Francoforte e con le associazioni bancarie europee.
Nell’ambito delle deleghe assegnate il Vicepresidente Camillo Venesio è stato nei giorni scorsi indicato come consigliere di PattiChiari in rappresentanza della Presidenza. 

Basilea3 tenga conto delle Piccole e medie imprese

(8 febbraio 2013) E’ l’auspicio rivolto al Commissario  europeo  Michel Barnier a proposito dei requisiti di capitale in occasione di un incontro a Roma con il Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini  e i vertici di alcuni delle maggiori banche italiane.


​“In una fase ancora complessa per l’economia nazionale ed internazionale è fondamentale scongiurare il rischio di un restringimento del credito, adottando un trattamento dei requisiti patrimoniali che non penalizzi le Pmi, che rappresentano l’ossatura economica dell’Europa e, in particolare, dell’Italia. In questa direzione è necessario estendere lo ‘Sme supporting factor’ – il fattore di correzione per le piccole e medie imprese che immunizza l’aumento dei requisiti di capitale imposto da Basilea3 – a tutti i comparti con fatturato fino a 50 milioni di euro”. È quanto ha dichiarato il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, nel corso dell’incontro istituzionale con il Commissario europeo per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier, che si è tenuto questa mattina presso la sede dell’Associazione bancaria italiana.
L’incontro – al quale hanno partecipato anche i vertici di alcune delle maggiori banche italiane – è stata l’occasione per un confronto su tutte le principali questioni ancora aperte a livello europeo. Tra queste il progetto di Unione bancaria e l’ipotesi di una netta separazione tra attività commerciali e di investimento. “È necessario – ha detto Sabatini – procedere rapidamente alla creazione di una vera Unione economica e monetaria, che sia basata su regole e approcci di vigilanza uniformi, e che completi l’accentramento delle funzioni di vigilanza prudenziale in capo alla Bce con un meccanismo europeo per la gestione e risoluzione delle crisi e la garanzia dei depositanti”.
Quanto alla proposta di riforma del settore bancario avanzata dal gruppo Liikanen, l’ABI ha sottolineato come la separazione obbligatoria delle attività finanziarie da quelle commerciali dovrebbe avvenire sulla base di specifiche valutazioni di natura qualitativa effettuate dalle autorità di controllo, piuttosto che essere basata su regole esclusivamente quantitative. Tra queste, in particolare, è importante tenere conto del modello di business, che per le banche italiane è tradizionalmente fondato sull’attività di raccolta e di credito a imprese e famiglie.
All’incontro con il commissario Barnier hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente dell’Aibe, Guido Rosa, il Presidente di Bnl, Luigi Abete, l’Amministratore delegato di Banca Mps, Fabrizio Viola, il Direttore generale e il Direttore operativo di FederCasse, Sergio Gatti e Federico Cornelli, il Vice Presidente esecutivo di Unicredit Giuseppe Scognamiglio.

Banche e Pa insieme contro il crimine nelle opere pubbliche

(7 febbraio 2013) Siglato da ABI, Consorzio Cbi e amministrazioni pubbliche impegnate nel Grande Progetto Pompei un protocollo per avviare il monitoraggio finanziario degli appalti su lavori, servizi e forniture nell’area archeologica della cittadina campana.


​Prevenire e contrastare qualsiasi tentativo di infiltrazione della criminalità, in vista dell’imminente avvio dei lavori previsti dal Grande progetto Pompei, il piano di interventi pubblici e di riqualificazione volto a tutelare e valorizzare il patrimonio artistico della cittadina campana, grazie a un investimento di oltre 100 milioni di euro. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato a Pompei dal Ministero dell’Interno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei, il Gruppo di lavoro per la legalità e la sicurezza del progetto, l’Associazione bancaria italiana e il Consorzio Cbi.
Secondo quanto previsto dall’accordo, le amministrazioni pubbliche coinvolte nel piano di interventi e il settore bancario si impegnano a rafforzare il dialogo e la collaborazione reciproca per avviare un efficace monitoraggio degli appalti sui lavori, i servizi e le forniture del Progetto Pompei, anche attraverso la tracciabilità di tutti i flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere.
Come stabilito dal Comitato di Coordinamento per l’Alta sorveglianza delle grandi opere, le caratteristiche di questo sistema di monitoraggio saranno quelle definite dal Progetto Capaci (Creation of automated procedures against criminal infiltration in public contracts), nato nel 2011 proprio per impedire l’infiltrazione di capitali di origine illecita all’interno di procedure di affidamento e di realizzazione delle opere d’interesse nazionale. Il monitoraggio finanziario sarà realizzato attraverso il Servizio di Nodo del Consorzio Cbi. Il Consorzio riunisce oltre 700 banche e Poste Italiane in un’unica infrastruttura tecnologica grazie alla quale, già oggi, le pubbliche amministrazioni possono dialogare in modo efficiente con l’intero settore finanziario.
Il Grande Progetto Pompei è stato messo a punto dal Ministero per i beni e le attività culturali per tutelare e valorizzare l’area archeologica della cittadina campana grazie ad un finanziamento di 105 milioni di euro stanziato dal Fondo di sviluppo regionale dell’Unione Europea. Il piano di riqualificazione e tutte le opere previste dal progetto dovrebbero essere completate entro la fine del 2015.
 

Patuelli avvia gli incontri istituzionali

​(6 febbraio 2013) Il nuovo Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, accompagnato dal Direttore generale, Giovanni Sabatini, ha incontrato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, al quale ha innanzitutto illustrato l’assai oneroso impegno delle banche per concorrere a far fronte alle conseguenze della crisi economica, sottolineando che è quanto mai necessario porre le premesse per favorire la ripresa economica e occupazionale. Il Presidente ha avuto colloqui anche con il Vicepresidente del Csm Michele Vietti, con il Presidente della Consob Giuseppe Vegas, con il Presidente della Corte costituzionale Franco Gallo e con il Presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella.


​Necessario favorire la ripresa economica e occupazionale. Completato il quadro per lo smobilizzo dei debiti della Pubblica amministrazione, spetta ora alla Pa certificare i crediti per attivare un circuito virtuoso di messa a disposizione di liquidità dalle banche alle aziende. Il Presidente Patuelli e il direttore generale Sabatini hanno constatato che Ministero dell’economia e ABI, per le diverse competenze e responsabilità, hanno messo a punto tutti i rispettivi adempimenti per rendere efficace l’accordo per lo smobilizzo dei debiti certificati della Pubblica amministrazione: ora spetta a ciascuna articolazione della Pubblica amministrazione certificare i singoli crediti vantati delle imprese per completare il nuovo circuito virtuoso, che permetterà di mettere a disposizione risorse liquide da parte delle singole banche verso le singole aziende. È fondamentale garantire la massima diffusione delle informazioni, spiegando che è effettiva la disponibilità degli strumenti messi in campo. Di qui una specifica azione sul territorio, di cui l’ABI si farà portatrice nei prossimi mesi per chiarire i vari aspetti. 

Antonio Patuelli eletto Presidente ABI per acclamazione

Sotto la Presidenza di Camillo Venesio si è riunito oggi in seduta straordinaria, in via d’urgenza, il Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. Il Comitato esecutivo – accogliendo la proposta formulata all’unanimità dal Comitato di Presidenza nella riunione del 28 gennaio 2013 e considerata la evidente straordinaria necessità ed urgenza – ai sensi dell’articolo 14, comma 2 dello Statuto, ha eletto per acclamazione Antonio Patuelli Presidente dell’Associazione bancaria italiana e deciso di comunicare tale deliberazione al Consiglio nella prima riunione successiva.


​Il nuovo Presidente Antonio Patuelli, appena eletto, ha affermato: “Crediamo e operiamo per banche assolutamente indipendenti, distanti e distinte dalla politica e da ogni rischio di interferenze e di interessi in conflitto. Crediamo e operiamo per ‘banche senza aggettivi’, come insegna Luigi Einaudi, tutte in concorrenza fra loro.
Crediamo e operiamo per la sana e prudente gestione bancaria, la più complessa fra le imprese, con rigore e precisione delle scienze fisiche e matematiche.
Crediamo e operiamo per un’economia soggetta all’Etica e al Diritto: se un’operazione è ammissibile per legge,  ma contrastante con l’Etica, non deve essere effettuata: le questioni di principio prevalgano sempre.
Abbiamo stima e rispetto di tutte le Istituzioni di vigilanza e di garanzia e crediamo in un’Europa più solida e integrata senza egemonie.
Abbiamo forte consapevolezza della gravità dei problemi nei quali operano in Italia famiglie e imprese: occorre avere sempre responsabilità sociale. Occorre sviluppare un circuito virtuoso di solidità delle banche e di sensibilità sociali anche attraverso i milioni di azionisti delle banche italiane, nelle diverse forme societarie, in mutualità, cooperazione e che nelle spa permettono impegni sociali diretti e indiretti tramite le Fondazioni.
Crediamo e operiamo per la ripresa della produttività, dello sviluppo e dell’occupazione in ogni settore e parte d’Italia: perciò le banche chiedono alle Istituzioni semplificazioni normative e burocratiche per rendere più semplice l’accesso al credito per la ripresa dello sviluppo, senza che sulle banche siano scaricati oneri impropri o vincoli inammissibili, garantendo alle banche e alle imprese italiane di ogni genere, condizioni competitive con quelle di ogni parte d’Europa.
L’attenzione deve essere innanzitutto rivolta alle decine di milioni di risparmiatori, dei quali gran parte è azionista diretta o indiretta (tramite Fondi d’investimento) delle banche italiane, alle centinaia di migliaia di bancari e alle loro rappresentanze.
I doveri debbono sempre prevalere, lontani dai modelli del più rischioso capitalismo d’oltremare, dall’anarco-capitalismo, ma sostenitori di un mercato competitivo e regolato.
Costruiamo insieme un nuovo clima di fiducia e non cediamo mai all’irragionevolezza e alla rassegnazione”.
“Ringrazio i rappresentanti delle Banche italiane per la fiducia; ringrazio innanzitutto Camillo Venesio che ha guidato con acume e saggezza l’ABI in questi giorni così difficili, nonché per quanto mi ha insegnato in tanti anni e per quanto farà”.
Come primo atto della nuova Presidenza ABI, il Presidente Antonio Patuelli, il Vicepresidente vicario Camillo Venesio e il Direttore Generale Giovanni Sabatini si recano dal Governatore della Banca d’Italia.


Ruolo e competenze del Presidente

Prorogata al 31 marzo 2013 la sospensione rate dei mutui

​(30 gennaio 2013) Rinnovato l’accordo tra ABI e 13 Associazioni dei Consumatori. A dicembre sospesi circa 85.000 mutui per 9,8 miliardi di euro. Positivo il parere del Parlamento sul Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa. Ora però necessaria la piena operatività


​Prorogato al 31 marzo 2013 il termine di presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta l’opportunità della sospensione devono verificarsi entro il 28 febbraio 2013. Questo è quanto stabilito dal nuovo Accordo firmato dall’Associazione Bancaria Italiana e 13 Associazioni dei Consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

Le parti firmatarie hanno concordato che:

  • la data per la presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui è prorogata al 31 marzo 2013;

  • l’arco temporale entro il quale dovranno verificarsi gli eventi che determinano l’avvio è prorogato al 28 febbraio 2013;

  • alla sospensione saranno ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito.

Nel frattempo, secondo gli ultimi dati disponibili a dicembre 2012, le banche hanno sospeso 84.995 mutui, pari a circa 9,8 miliardi di debito residuo, garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di 606 milioni di euro, (media annua per famiglia di 7.130 euro).
Con la quinta proroga, l’iniziativa sulla sospensione delle rate di mutuo si avvia alla sua conclusione, contestualmente all’approvazione del “Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa”. Abi e Associazioni dei Consumatori accolgono con favore l’emanazione del parere espresso ieri sera dalla competente Commissione Parlamentare della Camera che consentirà di ridurre i tempi di attivazione del Fondo stesso. Ora è necessario assicurare la piena e rapida operatività. L’obiettivo è non far mancare alle famiglie italiane in difficoltà uno strumento pubblico di supporto strutturale per il pagamento del mutuo, che è la naturale soluzione di continuità con l’iniziativa di autoregolamentazione del settore bancario italiano, unica nel suo genere in Europa, denominata “Piano Famiglie”. 

Nomina Presidente ABI. Convocato Ce per giovedì 31 gennaio

​(28 gennaio 2013) Il Comitato di Presidenza dell’Associazione Bancaria Italiana – presieduto dal Vice Presidente Vicario Camillo Venesio e alla presenza di Luigi Abete, Alessandro Azzi, Giovanni Berneschi, Francesco Micheli,  Roberto Nicastro, Giovanni Pirovano, Alessandro Profumo, Guido Rosa, Mario Sarcinelli e Emilio Zanetti – si è riunito oggi presso la Sede di Palazzo Altieri per esaminare la situazione venutasi a determinare a seguito delle dimissioni rassegnate da Giuseppe Mussari e per verificare la possibilità dell’assunzione delle conseguenti deliberazioni.


​Dopo approfondita riflessione, nel corso della quale si è preso atto della sensibilità e del senso di responsabilità dimostrato da Giuseppe Mussari con la decisione di tenere distinte dalle vicende dell’Associazione specifiche vicende personali, il Comitato di Presidenza all’unanimità:

  • ha riconosciuto la necessità e l’urgenza di indicare in tempi brevi una candidatura unica, forte e autorevole;

  • ha convenuto, in ossequio alle disposizioni statutarie, che si proceda al previsto avvicendamento tra le varie categorie dimensionali delle banche associate che finora hanno visto la presidenza dell’ABI retta da un rappresentante delle grandi banche;

  • ha ritenuto di proporre al Comitato esecutivo l’elezione a Presidente dell’ABI di Antonio Patuelli,  Presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna. 

In relazione a quanto sopra, il Vice Presidente Vicario Camillo Venesio ha convocato una riunione del Comitato esecutivo per giovedì 31 gennaio 2013, alle ore 12.00 per l’assunzione delle deliberazioni relative alla nomina del nuovo Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.