Banche: forte sostegno allo sviluppo del settore residenziale

​​(25 maggio 2019) A partire dal 2013 il mercato immobiliare delle abitazioni ha presentato in Italia un significativo incremento: nel 2018 il numero delle unità immobiliari compravendute è stato pari a 580 mila, segnando un incremento del 48% rispetto a cinque anni prima.

​A favorire la ripresa dei volumi scambiati ha contribuito sia la flessione dei prezzi delle case sia il livello particolarmente modesto dei tassi di interesse sui mutui, che favorisce la capacità delle famiglie italiane di accedere al finanziamento bancario per l’acquisto della propria abitazione. In tal senso, il ruolo di supporto allo sviluppo del mercato immobiliare italiano svolto dal settore bancario è evidente nel fortissimo incremento delle compravendite di abitazioni assistite da un mutuo ipotecario, che, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel 2018 sono in crescita del 107% rispetto al 2013 (cfr. grafico n.1). Coerentemente, i dati del ”Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia” della Banca d’Italia mostrano che il rapporto tra l’ammontare dei nuovi mutui residenziali erogati dalle banche e il valore dell’immobile oggetto dell’acquisto (il cosiddetto “Loan to Value”) risulta in crescita dal valore minimo del 55,0% nel 2013 al 74,3% di fine 2018.
In un contesto di prezzi degli immobili residenziali sostanzialmente stabili e in cui si conferma l’ampio accesso al credito bancario, la quota di famiglie italiane per cui sarebbe possibile l’acquisto di una abitazione tende ad aumentare, collocandosi al 78% secondo le analisi dell’ABI, valore massimo dal 2004.
(cf. grafico n.2)
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2018 ancora in positivo per il mercato immobiliare

​(23 maggio 2019) Il mercato immobiliare residenziale cresce per il quinto anno consecutivo. Il 2018 chiude, infatti, con un rialzo del 6,5% rispetto all’anno precedente, per un totale di quasi 580mila transazioni e un fatturato di oltre 94 miliardi di euro

​Tra le grandi città, i maggiori rialzi si osservano a Bologna, Palermo e Napoli. Dinamica ancora positiva per l’indice di affordability, una misura della possibilità di accesso all’acquisto della casa da parte delle famiglie. Questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto immobiliare residenziale realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con ABI, l’Associazione bancaria italiana.

Il mercato delle abitazioniNel 2018 il mercato residenziale ha registrato 578.647 transazioni, il dato più alto dal 2010 ad oggi. L’incremento delle compravendite è stato più elevato nel Nord Est (+10,2%); seguono le Isole (+7,7%), il Centro (+6,4%), il Nord Ovest (+5,6%) e il Sud (+3,8%). In lieve calo le compravendite di abitazioni in nuda proprietà (-0,4%), soprattutto al Sud, dove il calo è stato più marcato (-6,6%). La stima complessiva del fatturato 2018 è pari a 94,3 miliardi di euro, 53 dei quali (oltre il 56%) riferiti al Nord. La superficie media dell’abitazione acquistata nel 2018 è circa 106 m2.

La situazione regione per regione e nelle principali città L’Emilia Romagna è la regione con il maggior incremento del numero di compravendite di abitazioni, con quasi 52 mila scambi e una crescita dell’11,3%. Seguono le Marche (+10,2%) e il Veneto (+10%). L’unica a mostrare il segno meno è la Basilicata, che perde il 5,9%. Tra le grandi città, invece, spicca Bologna (+10,5%), seguita da Palermo (+7,7%), Napoli (+5,9%) e Torino (+4,3%). Bene anche Roma (+3%), Milano (+3,4%), Genova (+3,6%) e Firenze (+3,9%).

Le pertinenze e i posti auto
Nel 2018 sono stati scambiati, a livello nazionale, poco più di 69.600 depositi pertinenziali, in aumento, rispetto al 2017, dell’8,4%. Anche gli scambi di box e posti auto risultano in crescita con circa 336.800 transazioni, un incremento del 5,2% rispetto al 2017.
I mutui ipotecari – Circa 282mila acquisti di abitazioni sono stati effettuati ricorrendo ad un mutuo ipotecario, in aumento dell’8,8% rispetto all’anno precedente. Gli istituti di credito hanno erogato complessivamente 35,7 miliardi di euro, in media circa 126mila euro per ogni compravendita, con una punta di circa 142mila euro al Centro. Il capitale erogato rappresenta circa il 71% della spesa di acquisto. Il tasso di interesse medio, applicato alla prima rata, scende ancora di un ulteriore 0,22 punti percentuali, portandosi così al 2,17%. La durata media del mutuo è sostanzialmente ferma a 22,9 anni e la rata media, pari a 585 euro mensili, è in calo del 2,1% sul 2017.

Le locazioni
Nel 2018 il numero di abitazioni locate è stato pari a 1.377.364, lo 0,3% in più rispetto allo scorso anno. Il canone annuo medio pagato per la casa è stato nel 2018 pari a circa 67 €/m2. Si conferma nel 2018 un canone medio annuo più elevato nei contratti di locazione agevolati per studenti (76,4 €/m2), quello più basso nei contratti ordinari di lungo periodo (65,2 €/m2).

L’indice di affordability
Elaborato dall’Ufficio Studi ABI, sintetizza l’analisi dei vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per una famiglia media di acquistare un’abitazione al prezzo medio di mercato, contraendo un mutuo, e ne descrive l’andamento. Maggiore è il valore dell’indice più è facile acquisire una casa da parte della famiglia finanziandosi con un mutuo. A fine 2018 l’indice risultava pari al 14,6%, 8 decimi in più dell’anno precedente, 10 punti percentuali più del punto di minimo del primo semestre del 2012 e superiore di quasi 5 punti percentuali alla prima metà del 2004.  Secondo le proiezioni mensili, a marzo del 2019 l’indice si sarebbe stabilizzato sugli elevati valori di fine anno scorso. La dinamica crescente dell’indice nel 2018 è riconducibile, equamente, alla riduzione del costo relativo delle case (dato dal rapporto tra prezzo della casa e reddito disponibile) e alla prosecuzione del trend di contrazione dei tassi di interesse sui mutui: in dettaglio, a fine 2018 il costo relativo delle case è risultato per la prima volta inferiore al dato di avvio della rilevazione (primo semestre del 2004), mentre il tasso di interesse sui mutui a tasso fisso è risultato pari al 2,02%, inferiore di 3 decimi al dato di un anno prima e di 3 punti percentuali ai massimi di inizio 2012. In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel 2018 sale al 78%, la percentuale delle famiglie italiane per cui risulta accessibile l’acquisto di un’abitazione, si tratta del nuovo valore massimo storico. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione risulta, inoltre, piuttosto omogeneo a livello territoriale; in particolare, la condizione di accessibilità (valore dell’indice di affordability maggiore di zero) si conferma in tutte le regioni e raggiunge il valore massimo storico per 18 delle 19 regioni considerate.
 

Protocollo ABI-Fieg: rafforzare accesso credito e garanzie

(23 maggio 2019) Rafforzare l’accesso al credito e facilitare l’acquisizione di garanzie dei diversi soggetti che partecipano alla filiera della distribuzione della stampa, in particolare delle edicole, fornendo un quadro di riferimento generale che favorisca i rapporti delle banche e degli intermediari finanziari con gli operatori della distribuzione della stampa quotidiana e periodica.

​Questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato dal Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, e dal Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, volto a promuovere a livello regionale iniziative in grado di facilitare accordi diretti di edicolanti e operatori della distribuzione della stampa con le banche e gli intermediari finanziari presenti sul territorio.
Il nuovo accordo tra ABI e Fieg affianca il Protocollo d’intesa, sottoscritto il 30 ottobre dello scorso anno, diretto a favorire il dialogo tra editori e banche, nel comune interesse di tutela della libertà di informazione e di diffusione dell’educazione finanziaria e al risparmio e di più ampie e generalizzate finalità di progresso e sviluppo.
“Con l’accordo sottoscritto con ABI – ha commentato il Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti – proseguiamo in maniera concreta la nostra attività di supporto della rete di vendita della stampa, a dimostrazione dell’importanza e della centralità che essa svolge nella diffusione dei giornali e nell’avvicinare i cittadini alla lettura di quotidiani e periodici.” 
 “L’accordo – ha sottolineato il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli – è una ulteriore dimostrazione che il dialogo tra le associazioni contribuisce fattivamente al progresso e allo sviluppo creando le condizioni per agevolare il rapporto tra le banche e l’intera filiera della distribuzione dei giornali”.

Nel 2018 rapine in calo del 29,2%

​(20 maggio 2019) Meno 92% rispetto al 2007. La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, al Convegno Banche e Sicurezza 2019

​Diminuite del 29,2% le rapine in banca in un anno, passate dalle 373 del 2017 alle 264 del 2018.  In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,4 a 1.
Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Basti pensare che, tra il 2007 al 2018, infatti, le rapine allo sportello sono diminuite del 92%, passando dalle 3.364 del 2007 alle 264 del 2018.
Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, che verranno presentati domani nel corso del convegno Banche e Sicurezza 2019, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2018.

La mappa delle rapine
Nel 2018, nessun colpo in banca in Sardegna e Valle d’Aosta. Le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-28,6%, da 7 a 5), Calabria (-83,3%, da 6 a 1), Emilia Romagna (-57,1%, da 42 a 18), Lazio (-39,6%, da 53 a 32), Liguria (-40%, da 10 a 6), Lombardia (-33,3%, da 51 a 34), Marche (-22,2%, da 9 a 7), Piemonte (-47,1%, da 34 a 18), Puglia (-27,5%, da 51 a 37), Toscana (-17,9%, da 28 a 23), Veneto (-42,9%, da 14 a 18) e sono rimaste invariate in Campania (30 rapine), in Friuli Venezia Giulia (1 rapina) e in Molise (1 rapina). Aumenti si sono invece verificati in: Basilicata (con 4 rapine da 2), Sicilia (con 30 rapine da 28), in Trentino Alto Adige (con 3 rapine da 0) e Umbria (con 6 rapine da 4).

Gli investimenti in sicurezza e la Guida antirapina.
Le banche italiane investono ogni anno oltre 600 milioni di euro per rendere le proprie filiali ancora più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita “Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello”, realizzata da Ossif in collaborazione con il Ministero dell’Interno e le Prefetture. La Guida Antirapina è un significativo punto di riferimento per chi opera ogni giorno nelle filiali bancarie: una sorta di vademecum su come comportarsi durante le rapine, ma anche indicazioni utili per prevenirle nonché per agevolare il controllo del territorio e l’attività investigativa delle Forze dell’Ordine

Cresce la collaborazione con le fintech nelle piattaforme credito

(18 maggio 2019) Il mercato del credito tra privati, il cosiddetto peer to peer (P2P) lending market, è un’area in cui crescono le opportunità di collaborazione tra banche e fintech. Lo rileva la ricerca “P2P Lending Market” dell’Osservatorio Fintech Innovation di ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, in collaborazione con Medici, una piattaforma indipendente di analisi sulle fintech.

​Lo scenario indica che questo segmento di mercato è in forte crescita sia in Italia sia in Europa, con un aumento significativo delle occasioni per gli operatori finanziari, sia come investitori nelle fintech che offrono il servizio, che come attori principali nelle piattaforme di scambio.

Le banche
In questo campo le banche si stanno muovendo verso una modalità di interazione sempre più ampia con le fintech. Collaborando, infatti, si rendono più efficienti le modalità con cui raggiungere particolari segmenti di clientela che chiede credito e, allo stesso tempo, si offrono possibilità di nuovi investimenti per i clienti con maggiore capacità patrimoniale. E ancora, per le aziende di credito è possibile ampliare le metodologie di valutazione del rischio, nel senso che le banche possono avere accesso a quanto viene sviluppato dalle fintech con algoritmi alternativi basati anche su big data e intelligenza artificiale. È poi possibile sviluppare nuove soluzioni digitali applicate al credito per migliorare l’esperienza del cliente finale.

Le fintech
Anche per le fintech la collaborazione con le banche in questo settore è di grande interesse. Innanzitutto, in termini di consolidamento, consentendo alle piattaforme di rafforzarsi ed espandersi. Le piattaforme di credito, le peer to peer lending platform, stanno sempre di più lavorando con le banche anche per realizzare cartolarizzazioni e stanno diversificando i loro flussi di entrate, fornendo diverse tipologie di prestiti. In primo piano è anche il rafforzamento della collaborazione con le banche per integrare la propria offerta.

Il prestito P2P in Europa e in Italia
Il P2P lending è una forma di prestito tra privati, basato su una piattaforma digitale che permette di avere e di dare credito senza la partecipazione diretta di una istituzione finanziaria. In particolare, il P2P lending si rivolge a piccole e medie imprese, soggetti privati e investitori istituzionali lato raccolta. La fintech della piattaforma e la banca cooperano vantaggiosamente per l’intero processo anche per consentire una migliore selettività, predicibilità di comportamenti e qualità del portafoglio.
Negli ultimi anni il mercato europeo dei prestiti P2P ha mostrato una crescita solida. Oltre al Regno Unito, che è leader, anche Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Spagna e Italia stanno assistendo alla crescita di questo comparto. Si tratta di cifre ancora modeste, ma tra il 2015 e il 2016 il prestito per i consumatori è cresciuto del 90%, quello per il business del 65%.
I millennial, ossia la generazione nata a cavallo del 2000, le piccole e medie imprese, la costante innovazione portata avanti dalle fintech ed anche l’arrivo di fondi dalle istituzioni stanno sostenendo questo mercato.
Da noi, in Italia, si è registrata la crescita del segmento P2P complessivo. Il volume totale di 10 piattaforme erogato nel 2018 è stato pari a 763 milioni – un aumento del 125% rispetto ai 340 milioni nel 2017.
L’erogazione totale da parte di 10 piattaforme P2P nell’ultimo trimestre 2018 è aumentata a 256 milioni di euro, + 42% rispetto al terzo trimestre 2018 e + 90% rispetto all’ultimo trimestre 2017 (Fonte Medici).
In Italia lo svolgimento dell’attività di prestito P2P richiede l’autorizzazione della Banca d’Italia. Il comparto è completamente disciplinato e le piattaforme sono regolamentate dalla Banca d’Italia. 
Le previsioni indicano la crescita dei prestiti P2P nel 2019. E questo sia per il quadro congiunturale complessivo, sia per elementi strutturali. Le motivazioni di questo incremento si basano sul fatto che mentre in precedenza i finanziatori erano solo i privati, negli ultimi anni si nota che gli investitori istituzionali stanno diventando i principali finanziatori di queste iniziative. Questa tendenza dovrebbe continuare nel 2019.

Presentato il francobollo per il centenario dell’ABI

(14 maggio 2019) Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, hanno partecipato a Roma alla presentazione del francobollo emesso in occasione del centenario dell’Associazione Bancaria Italiana.

​All’evento hanno partecipato anche Giancarlo Pezzuto, Vice Capo di Gabinetto Vicario del Ministero dello Sviluppo Economico, Maria Bianca Farina, Presidente di Poste Italiane, e Domenico Tudini, Presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
“Nel centesimo anniversario dell’Associazione Bancaria Italiana – ha dichiarato il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – con l’emissione di un francobollo vogliamo sottolineare il traguardo storico raggiunto e soprattutto l’attualità dei valori etici e sociali, di sana e prudente gestione bancaria e di legalità che sono alla base dei comportamenti ispirati ai principi di corretta imprenditorialità, innovazione e di un mercato libero e concorrenziale che l’ABI promuove”.
Il francobollo, appartenente alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”, riproduce con un segno grafico moderno l’Arco degli Argentari, monumento romano del 204 d.c. nei pressi del Foro Boario, il luogo simbolo dei commerci dove i cambiavalute romani svolgevano la loro attività.
Nel corso di un secolo di attività l’ABI ha ampliato le proprie competenze e ambiti di azione, in un contesto economico, sociale e normativo in continua evoluzione, per promuovere i legittimi interessi dei propri Associati per la crescita e il progresso dell’Italia in Europa e nel mondo.
Il francobollo è stato stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente, in un solo colore con l’aggiunta di oro. Completano il francobollo la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

 

Nuove regole europe di definizione di default

​(13 maggio 2019) Le Associazioni firmatarie dell’Accordo per il Credito 2019 pubblicano una guida semplice per le imprese sulle nuove disposizioni europee in materia di definizione di default.

​Le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese – Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) – e l’ABI hanno definito una guida sulle nuove regole europee in materia di definizione di default che le banche potranno iniziare ad applicare a partire dal prossimo mese di giugno e comunque  entro  il termine del 1 gennaio 2021.
Fino a oggi era previsto che la banca dovesse classificare in default l’impresa che, per oltre 90 giorni consecutivi, è in arretrato di pagamento “rilevante” sulle scadenze di pagamento previste nel finanziamento bancario.
Le nuove regole europee quantificano il concetto di “rilevanza”, fissando la soglia oltre la quale l’impresa debba essere obbligatoriamente classificata in default.
La banca sarà tenuta a determinare l’inadempienza dell’impresa se la stessa è in arretrato di pagamento, per oltre 90 giorni, su importi di ammontare superiore a 500 euro (complessivamente riferiti a uno o più finanziamenti) e che rappresentino più dell’1% del totale delle esposizioni di un’impresa verso la banca. Per le persone fisiche e le piccole e medie imprese, esposte nei confronti di una banca per finanziamenti inferiori a 1 milione di euro, l’importo dei 500 euro è ridotto a 100 euro.
Inoltre, diversamente dal passato, non potranno essere utilizzati margini attivi dell’impresa disponibili su altre linee di credito per compensare gli arretrati in essere ed evitare di classificare l’impresa come inadempiente.
È dunque fondamentale che le imprese conoscano le nuove regole, al fine di evitare di essere classificate in default anche per rate non pagate di piccolo importo. A tale scopo le Associazioni pubblicano da oggi la guida sui propri siti.
L’iniziativa della guida sulla definizione di default nasce nell’ambito dei lavori del Tavolo di Condivisione Interassociativo sulle Iniziative Regolamentari Internazionali (Tavolo CIRI), costituito dalle stesse Associazioni secondo quanto previsto dall’Accordo per il Credito 2019 con l’obiettivo di condividere posizioni e iniziative e comuni su regolamentazioni europee e internazionali che possono impattare sull’accesso al credito delle imprese.
 

Al via la campagna di comunicazione ‘OcchioalClic’

(11 maggio 2019) Parte lunedì 13 maggio “OcchioalClic”, la campagna di comunicazione sulle buone pratiche da adottare per un utilizzo sicuro dei sistemi di pagamento digitali.
 

​La campagna, che si affianca alle attività già realizzate in materia di sicurezza informatica dalle singole banche, è promossa dal CERTFin – l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’ABI e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cyber degli operatori bancari e finanziari – e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Così come il mondo reale che ci circonda, anche il mondo virtuale non è esente da qualche insidia, se non si presta attenzione. “OcchioalClic” ha l’obbiettivo di educare gli utenti italiani al tema della sicurezza informatica e quindi ad adottare un atteggiamento virtuoso di buone pratiche nelle operazioni online.
Il sito del CERTFin ospiterà la sezione OcchioalClic (https://www.certfin.it/occhio-al-clic.html) dove sarà possibile trovare suggerimenti per navigare e acquistare in modo sicuro, informazioni sulle più frequenti minacce informatiche e aggiornamenti sul mondo della sicurezza online.
Per operare in rete in modo comodo e sicuro, infatti, è importante seguire alcune semplici regole: cambiare periodicamente la password dell’email, dei social network, dell’internet banking e dei siti per gli acquisti online; aprire le email solo da indirizzi noti; accedere a internet solo dal proprio computer; istallare o aggiornare l’antivirus; contenere la diffusione delle informazioni personali online e usare password diverse per siti diversi.
L’iniziativa sarà presentata il 21 e 22 maggio a Milano nel corso del convegno “Banche e sicurezza”, la due giorni che fa il punto sulle frontiere della sicurezza fisica e digitale nel settore finanziario, bancario e assicurativo.

‘Dai salvadanai alla paghetta’

​(10 maggio 2019) A Torino un pomeriggio di giochi per bambini e genitori sul valore del denaro promosso da ABI Piemonte, Feduf e MdR, appuntamento mercoledì 15 maggio, al Museo del Risparmio
 

​Quanto costa realizzare un desiderio? E quanto può valere “tanto” o “poco”? Attorno a queste domande e a tante altre si svilupperà a Torino l’iniziativa aperta a tutte le famiglie “Dai salvadanai alla paghetta”, un pomeriggio dedicato all’educazione finanziaria di figli e genitori, con divertenti laboratori per i più giovani e utili consigli per gli adulti. Promosso dalla Commissione regionale dell’Associazione bancaria italiana (ABI) Piemonte, dalla Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf) e dal Museo del risparmio (MdR) promossa dall’ABI, l’appuntamento è previsto per mercoledì 15 maggio, presso la sede del Museo del Risparmio.
L’iniziativa si propone quale occasione per riflettere insieme sull’importanza di educare i più giovani alla gestione consapevole del denaro ed aiutarli a crescere diventando adulti informati e responsabili. Attraverso cruciverba, test, disegni e laboratori interattivi dove creatività e sperimentazione saranno centrali, i bambini giocheranno per imparare a riconoscere il valore del denaro, risorsa necessaria per raggiungere i desideri. 
Il pomeriggio si svilupperà attraverso due percorsi. “Il risparmio tra fiabe e salvadanai”, dedicato ai bambini dai 4 ai 7 anni, farà riflettere sull’importanza di saper risparmiare per raggiungere i propri sogni attraverso lo scambio di tessere e la ricomposizione di un puzzle, e utilizzando la narrazione per favorire la comprensione delle attività. “Quanto costano i desideri?”, dedicato ai bambini dagli 8 ai 10 anni, affronterà invece il tema dei prezzi e del riconoscimento e utilizzo delle diverse monete, svilupperà una riflessione sul personale atteggiamento nei confronti della gestione del denaro e introdurrà il concetto di lavoro, mezzo principale per ottenerlo.
Introdurranno l’evento Cristina Balbo, Presidente della Commissione Regionale ABI Piemonte; Giovanna Paladino, Direttore del Museo del Risparmio, e Luigi Capra, Direttore della Sede di Torino di Banca d’Italia. Con la partecipazione anche di Giovanna Boggio Robutti, Direttore Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, e Giuseppe Ghisolfi, VicePresidente e Tesoriere del Gruppo Europeo Casse di Risparmio, il pomeriggio si concluderà con un momento di condivisione e scambio di opinioni tra famiglie ed esperti del settore sull’importanza di educare i bambini al valore del denaro e alla gestione consapevole del risparmio.
Per maggiori informazioni sull’evento e per la partecipazione, è possibile consultare la pagina web http://www.feduf.it/container/eventi/categories/eventi-scuole/dai-salvadanai-alla-paghetta-un-pomeriggio-di-giochi-con-mamma-e-papa  

 

Jean Pierre Mustier eletto Presidente della Fbe

​(10 maggio 2019) Il Consiglio della Federazione Bancaria Europea ha eletto oggi il Ceo del Gruppo UniCredit, Jean Pierre Mustier, Presidente della Federazione Bancaria Europea (Fbe) per il biennio 1° luglio 2019 – 30 giugno 2021.

​”Sono lieto di assumere il ruolo di Presidente in un momento così importante nell’evoluzione del settore bancario – ha dichiarato Jean Pierre Mustier – e ringrazio il Consiglio della Federazione Bancaria Europea per la fiducia che mi è stata data. Non vedo l’ora di lavorare con tutti i membri della Federazione per sviluppare un’agenda comune di riforme in modo che le nostre banche possano sostenere in modo sempre più efficace l’economia in tutta Europa “.
Mustier succede al Ceo del Gruppo Société Générale, Frédéric Oudea, il cui mandato è in scadenza a fine giugno. Oudea è stato eletto Presidente della Federazione nel 2015 e poi rinnovato per il successivo biennio.
La Federazione Bancaria Europea è la voce del settore bancario a livello europeo: ad essa aderiscono 32 Associazioni bancarie nazionali, inclusa l’Associazione Bancaria Italiana, che rappresentano nel complesso circa 3.500 banche e 2 milioni di addetti.
Tra gli organi direttivi della Federazione Bancaria Europea, oltre al Consiglio, vi è il Comitato Esecutivo, nel quale siedono esponenti direttivi delle Associazioni bancarie che aderiscono alla Fbe. Attuale presidente del Comitato Esecutivo della Federazione è il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, che ha ricoperto il mandato di Presidente nel biennio 2016-2017 ed è stato riconfermato per il periodo 2018-2019.