E’ online l’audioguida ABI contro le truffe

​(4 maggio 2019) È online l’audioguida ABI con i consigli utili per usare gli strumenti di pagamento in piena sicurezza, evitare di cadere nelle frodi online, non correre rischi dopo aver fatto un prelievo di denaro contante

​Sviluppata in collaborazione con il Centro nazionale del Libro parlato dell’U.I.C.I., l’audioguida è concepita con un linguaggio semplice e immediato e con informazioni pratiche per evitare truffe e inganni, anche a supporto delle persone cieche e ipovedenti, grazie al suo format pienamente fruibile.
L’iniziativa rientra nel quadro delle azioni previste dal protocollo d’intesa tra ABI – Associazione bancaria italiana e U.I.C.I. – Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Onlus APS, per la realizzazione di attività congiunte e progetti sperimentali di informazione ed educazione finanziaria. 
Gratuita e in formato digitale, l’audioguida per difendersi dalle truffe rappresenta il terzo appuntamento di questo percorso congiunto avviato sin dal 2013, che vede insieme ABI e U.I.C.I. impegnate nella produzione di audio libri su argomenti di educazione bancaria e finanziaria di interesse per le persone con disabilità visiva. Sono già disponibili online, infatti, le audioguide per agevolare nell’utilizzo degli sportelli automatici Atm e dei Pos: la prima intende – tra l’altro – rappresentare, lato cliente, le informazioni necessarie per eseguire le operazioni di prelievo, secondo quanto previsto dalle linee guida sulle Regole e Raccomandazioni di Accessibilità ai servizi Bancomat®; la seconda è destinata a chiarire i processi finalizzati ad un corretto utilizzo dei Pos con funzione di ricezione dei pagamenti da parte delle persone con disabilità visiva. 
L’impegno del settore bancario in tema di accessibilità è in linea con le principali indicazioni contenute nell’Atto europeo sull’accessibilità – il cui iter a livello europeo è in fase di finalizzazione – e si sviluppa nell’ambito delle attività promosse dall’ABI per favorire l’inclusione finanziaria e sociale dei cittadini.

Le guide sono disponibili sul sito dell’ABI al seguente link www.abi.it/Pagine/Mercati/Csr/Protocollo-ABI-Uici.aspx, e dell’U.I.C.I. www.uiciechi.it

 

Tunisia: dalle banche oltre 424 milioni per le imprese

(9 maggio 2016) Missione di sistema alla quale partecipa, oltre all’ABI,  una delegazione di nove dei principali gruppi bancari che rappresenta circa il 68% dell’intero settore bancario italiano in termini di totale attivo: Bnl – Bnp Paribas, Banca popolare di Milano, Banca popolare di Vicenza, Iccrea, Intesa SanPaolo, Monte dei paschi di Siena, Banca Ubae, Ubi Banca e UniCredit. 

Oltre 424 milioni di euro già stanziati dalle banche per le imprese che vogliono approfondire le opportunità di business offerte dal mercato tunisino, non solo in termini commerciali ma anche di partnership industriali e di investimenti.​Il dato è stato presentato dal Presidente del Comitato tecnico ABI per l’internazionalizzazione, Guido Rosa, al Forum economico tenutosi a Tunisi, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e Istituzioni. Per l’ABI e le banche è la seconda volta in Tunisia dopo la missione del 2006.
“La missione di sistema in Tunisia –ha detto Rosa– è un segnale tangibile dell’interesse crescente del mondo bancario a supporto delle strategie di internazionalizzazione del Paese. Durante gli incontri di business le nove banche italiane partecipanti alla missione metteranno a disposizione altrettanti desk di assistenza, per supportare al meglio le imprese italiane nell’individuazione delle soluzioni finanziarie più adatte a realizzare nuove operazioni commerciali e progetti di investimento nel Paese. Nel corso della missione -ha concluso Rosa- la delegazione bancaria italiana incontrerà la Banca centrale, l’Associazione bancaria Tunisina e alcune delle principali banche locali.”
 
Il plafond per le imprese in Tunisia
Sul fronte delle risorse finanziarie disponibili, le banche italiane hanno stanziato un plafond di oltre 424 milioni, di cui il 30% è già utilizzato. Vi è quindi grande spazio per il finanziamento di operazioni di trading e di investimento.

La presenza delle banche italiane
Oltre alle linee di credito, gli imprenditori che operano in Tunisia possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, tre principali gruppi bancari italiani e la capogruppo straniera di una banca italiana sono direttamente presenti in Tunisia con un ufficio di rappresentanza.
 

Terza missione delle banche italiane in Tunisia

(30 aprile 2019) ​Terza missione per l’ABI e le banche italiane in Tunisia, dopo quelle del 2006 e 2016, per identificare e per sostenere l’operatività commerciale e finanziaria degli imprenditori italiani nei settori ad alto potenziale del mercato tunisino.

​È il Presidente del Comitato per l’Internazionalizzazione dell’ABI, Guido Rosa, a ribadire il sostegno del settore bancario italiano all’internazionalizzazione dell’economia nazionale, nell’ambito della missione imprenditoriale guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio e organizzata in occasione del vertice intergovernativo italo-tunisino.
Alla missione partecipa una delegazione di 4 (dei principali) gruppi bancari che rappresenta circa il 40% (dell’intero settore bancario italiano) in termini di totale attivo: Banca Monte dei Paschi di Siena, ICCREA, UBI Banca e UniCredit.
“Le banche presenti nella nostra delegazione – ha detto Rosa- intendono potenziare le relazioni con le controparti locali, individuarne di nuove, e incrementare le proprie attività. Gli imprenditori che operano in Tunisia possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, 2 principali gruppi bancari italiani e la capogruppo straniera di una banca italiana sono già direttamente presenti in Tunisia con un ufficio di rappresentanza. Per quanto riguarda il futuro – ha concluso Rosa – gli imprenditori italiani possono contare sul settore bancario italiano come partner per avviare iniziative commerciali e produttive in Tunisia.”
 

Missione imprenditoriale in Tunisia

(29 aprile 2019) ​In occasione del Vertice intergovernativo italo-tunisino in programma il 30 aprile,  prende il via una missione imprenditoriale in Tunisia, organizzata da Confindustria, Agenzia ICE, ABI e gli altri partner della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed il Ministero dello Sviluppo Economico.

​La missione imprenditoriale, nel cui quadro verrà organizzato un Business Forum bilaterale, sarà guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio e rappresenterà un’importante occasione di rafforzamento e di approfondimento delle opportunità commerciali e di partenariato industriale che la Tunisia offre alle imprese italiane.
La Tunisia è uno dei mercati più attraenti della sponda sud del Mediterraneo per una serie di fattori quali la vicinanza geografica, la rete di accordi commerciali con l’Unione europea, la nuova normativa in materia di attrazione degli investimenti esteri e le specializzazioni produttive manifatturiere locali soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto. È il secondo partner commerciale dell’Italia, dopo la Turchia, nell’area del Mediterraneo con un export nel 2018 pari a 3.469 milioni di euro e un incremento rispetto al 2017 dell’8,7%. 
La missione ha come obiettivo l’approfondimento delle opportunità di business, soprattutto nei futuri progetti messi a punto dal governo tunisino nei seguenti settori industriali chiave: agricoltura, meccanica agricola e tecnologie per la trasformazione alimentare, Infrastrutture e costruzioni ed energie rinnovabili e vedrà la partecipazione di 48 aziende, 5 associazioni imprenditoriali e 4 banche per un totale di 114 delegati imprenditoriali e istituzionali.
Il programma dei lavori avrà inizio a Tunisi nel tardo pomeriggio di oggi 29 aprile e proseguirà nella mattina di domani presso la sede della federazione nazionale dell’imprenditoria tunisina UTICA, dove saranno organizzati seminari di approfondimento settoriale e, a seguire, il Business Forum Italia-Tunisia, dedicato alle relazioni politico-economiche tra i due paesi ed alle opportunità di collaborazione e di investimento. Subito prima del Forum Federpesca siglerà con UTAP – Union Tunisienne de l’Agriculture et de la Peche un Protocollo d’Intesa volto al rafforzamento dei rapporti di collaborazione e amicizia tra le due organizzazioni nell’interesse di gestione e valorizzazione degli stock ittici e dei prodotti della pesca dei due paesi.
Al Business Forum, oltre al Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio, prenderanno parte fra gli altri il Presidente dell’Agenzia ICE Carlo Ferro, la Vicepresidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione Licia Mattioli e il Presidente del Comitato Tecnico ABI per l’internazionalizzazione Guido Rosa. A chiusura dei lavori è previsto un breve indirizzo di saluto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Capo di Governo tunisino Youssef Chahed (in attesa di conferma).
 

Spunta Project avvia test blockchain su operatività a regime

(27 aprile 2019) Al via con 37 nodi, 200 banche e 200 milioni di dati il nuovo test tecnico per verificare la robustezza della piattaforma e l’andamento del processo. Sono i nuovi passi avanti di Spunta Project, il progetto di applicazione di una blockchain di settore alla spunta interbancaria.

​È stato quindi avviato un piano di simulazione con l’obiettivo di verificare il comportamento complessivo, simulando la messa in produzione dei volumi corrispondenti all’intero mondo bancario in Italia. Si tratta dunque di un test di operatività della blockchain connessa alla spunta da Nord a Sud. È stato quindi messo a punto un simulatore di dati che genera volumi di movimenti su un’operatività di 365 giorni. Il test di caricamento e riconciliazione dei dati sarà svolto in un ambiente geograficamente distribuito e connesso attraverso la rete privata. 
Spunta Project, il programma coordinato da ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha l’obiettivo di applicare la blockchain, o meglio la tecnologia dei registri distribuiti, la cosiddetta Distributed Ledger Technology (Dlt), ai processi interbancari. L’obiettivo è la maggiore trasparenza e visibilità delle informazioni, più velocità di esecuzione e possibilità di verifiche e scambi direttamente sull’applicazione. E ciò con i partner tecnici NTT Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma. La presenza di realtà diverse, con territori di provenienza vari, consente di avere un ricco mix di esperienze. 

Quanto testato ad ora
In autunno è stato completato il caricamento di 60 giorni di dati reali, pari a 1,2 milioni di movimenti relativi a 14 banche e 14 nodi dell’infrastruttura. Con l’ingresso nel progetto di altre realtà bancarie, sono stati caricati 2 milioni di movimenti con buone performance, pari a 3,28 secondi per le query per tutti i movimenti di un nodo.

La spunta interbancariaL’ambito di applicazione del progetto è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. La spunta è un processo interbancario basato su registri bilaterali, genera un basso impatto sull’attività complessiva di business, ha un basso livello di standardizzazione, è caratterizzato da modalità operative non avanzate. Nel processo di spunta l’Associazione bancaria italiana è la struttura che definisce le modalità operative da applicare. Il Regolamento dei conti reciproci è basato su di un accordo interbancario che ha visto la sua prima formulazione nel 1978, la versione aggiornata è del 1987 e un’ulteriore modifica è degli anni ’90. Il processo quindi riguarda la riconciliazione dei flussi e delle operazioni che generano scritture sui conti reciproci in Italia e la gestione dei sospesi. Le attività sono relative al colloquio interbancario.Blockchain – Distributed Ledger TechnologyLa blockchain permette che i dati non siano memorizzati su di un solo computer, ma siano distribuiti su più nodi, ossia su più macchine collegate tra loro. Un grande database può essere quindi ripartito e la gestione delle transazioni viene condivisa tra più nodi di una rete. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti – la Distributed Ledger Technology (Dlt) – cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra i partecipanti. Tutti gli ambiti di applicazioneL’ultimo Rapporto ABI Lab 2019, tra l’altro, ha anche focalizzato gli ambiti di applicazione della tecnologia blockchain e Dlt nel mondo bancario. La maggiore concentrazione sui progetti di blockchain è su trasferimenti intra / interbancari, con segnalazioni da parte del 42% delle realtà bancarie rispondenti. La concentrazione in questo campo e l’avanzamento in fase pilota è legata a Spunta Project. Alcune banche stanno lavorando all’applicazione della blockchain e Dlt ai servizi di notarizzazione (27%), con l’inserimento nel processo di un documento in modo da certificarne l’esistenza, e al Trade finance (23%), relativo al supporto per i pagamenti alle imprese. Seguono tra i campi di applicazione l’identificazione del cliente, il credito finalizzato e gli altri ambiti. Nei servizi di notarizzazione e nel credito finalizzato è interessante l’attenzione al tema da parte delle banche di minori dimensioni, attenzione anche maggiore rispetto alle grandi.

 

La banca in “mobilità” sempre più a misura del cliente

​(20 aprile 2019) Più efficiente, moderna e veloce, la banca in mobilità si evolve con le abitudini del cliente sempre più abituato a fare operazioni da Smartphone e da Tablet.

​In questa ottica, la spinta innovativa e tecnologica della “Banca a portata di mano” parte soprattutto da applicazioni (app) “progettate” secondo le caratteristiche di immediatezza e semplicità tipiche dei dispositivi mobili.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Mobile Banking di ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, tutte le banche del campione analizzato offrono servizi tramite app per Smartphone, per il Tablet, invece, la quota di banche che li offrono si attesta all’89%. Più ridotta la percentuale delle banche rispondenti (44%) che offre servizi per i dispositivi indossabili (Wearable Device), che sono in grado di connettersi e interagire con persone o oggetti anche attraverso la rete Internet. 
Mediamente ogni banca/ gruppo bancario offre 3 app. Per quanto riguarda i servizi offerti, accanto alle funzionalità base del banking, sono molto diffusi i servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading) segnalati dal 78% delle banche, servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), offerti dal 67% e funzionalità di gestione della spesa (39%). Le diverse funzionalità possono essere offerte in un’unica app di riferimento oppure con app ad hoc per un determinato servizio: gli esempi più evidenti sono il borsellino elettronico, ossia il cosiddetto mobile wallet, offerto dal 28% delle banche rispondenti, e il Mobile POS (pagamenti elettronici con carte di credito o debito collegando il dispositivo mobile al POS), segnalato dal 17% delle banche; entrambe le funzionalità sono prevalentemente gestite con un’app aggiuntiva a quella “classica” di mobile banking.In termini di strategia futura sembra prevalere una tendenza di riaccentramento.  L’analisi di ABI Lab evidenzia che il 38% delle banche con app ad hoc prevede di integrare in un’unica app tutti i servizi e le funzionalità offerte e che un altro 25% avvierà un consolidamento delle app offerte.D’altro canto, il 70% delle banche con un’unica app ritiene di proseguire su questa strada senza prevedere app ulteriori per specifiche funzionalità.
 

L’attualità della figura di Guido Carli

​(16 aprile 2019) Il volume “Mercato, Europa e libertà”, promosso da ABI e Istituto Einaudi e pubblicato da Laterza, raccoglie gli interventi tenuti alle assemblee dell’ABI e alle Giornate del risparmio tra 1960 e 1992: una testimonianza preziosa del pensiero di uno dei protagonisti della rinascita economica nazionale e tra gli artefici del processo di adesione dell’Italia all’Unione europea.
 

​È stato presentato a Milano, presso la sede della Banca d’Italia, il volume “Mercato, Europa e libertà”, che raccoglie gli interventi pronunciati da Guido Carli alle assemblee dell’Associazione Bancaria Italiana e alle Giornate mondiali del risparmio. All’incontro – moderato da Ferruccio de Bortoli – hanno preso parte il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, il Direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, Giuseppe Sopranzetti, e il Vice Presidente di Assolombarda, Antonio Calabrò.
Il libro, pubblicato da Editori Laterza, è introdotto dalla prefazione di Patuelli e di Maurizio Sella, Presidente dell’Istituto Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi. Curato da Federico Pascucci, Segretario generale dell’Istituto Einaudi, è arricchito da un profilo di Carli a firma di Alfredo Gigliobianco, dirigente di Banca d’Italia. Promosso dall’Abi e dall’Istituto Einaudi, “Mercato, Europa e libertà”, si inserisce nella collana ‘Storia e Società’ ed è la terza opera pubblicata su impulso di ABI e Istituto Einaudi dopo i libri dedicati da Laterza agli scritti di Luigi Einaudi e Carlo Azeglio Ciampi.
Il volume celebra l’attualità della figura di Guido Carli, protagonista del processo di costruzione dell’Europa unita come pure della rinascita economica italiana, e offre al contempo un significativo spaccato della storia della Nazione nel secondo dopoguerra, vista attraverso le lenti della finanza e dell’economia. Il libro raccoglie i 14 interventi pronunciati da Carli alle assemblee dell’ABI negli anni in cui fu Governatore della Banca d’Italia (1960-1975), integrati da quelli tenuti alle celebrazioni delle Giornate del risparmio. Compaiono nel volume anche le tre relazioni tenute alle assemblee dell’ABI negli anni 1990, 1991 e 1992, periodo in cui fu Ministro del Tesoro.
Attraverso le riflessioni di Carli, focalizzate su questioni creditizie nel periodo in cui fu Governatore, riaffiorano alcuni momenti cruciali del boom economico. All’inizio degli anni Sessanta, ad esempio, Carli invitava le banche a conciliare “in ogni circostanza” l’attività di adeguato sostegno a un’economia in espansione con la tutela della propria solidità patrimoniale e dei depositanti. Gli interventi alle assemblee dell’ABI tra il 1990 e il 1992, incentrati su temi di politica economica e monetaria, si collocano in una cruciale fase di impegno pubblico di Guido Carli, che da Ministro del Tesoro servì la Repubblica in un triennio fondamentale per la realizzazione della riforma del settore creditizio e finanziario, culminata nel Testo unico bancario del 1993, e nel quale vennero poste le basi dell’adesione dell’Italia all’Unione europea, sancita dal Trattato siglato a Maastricht nel febbraio 1992 e del quale Carli fu, per l’Italia, il principale artefice.
“Quell’atto – si legge nella prefazione al volume, a cura di Patuelli e Sella – fu allo stesso tempo coronamento e testamento spirituale di uno statista che seppe offrire al Paese, nell’arco di un cinquantennio di impegno pubblico, un contributo di elevatissimo valore morale, civile ed economico. E che del disegno europeista fu precorritore culturale e convinto sostenitore. Da uno dei padri dell’Unione Europea, le cui rinnovate basi furono stabilite all’inizio degli anni Novanta, giunge a noi – concludono Patuelli e Sella – una lezione, sempre attuale, che si traduce nella convinta sollecitazione a procedere con la stessa tenacia, la stessa determinazione, la stessa convinzione allora profusa da Guido Carli, al fine di stabilire quanto prima le condizioni per il perfezionamento e il completamento di una costruzione europea ad oggi non ancora pienamente compiuta”.

85% dei clienti: sinergia tra canali di ‘relazione’ e ‘fai da te’

(15 aprile 2019) Efficienza, velocità e, per le scelte più importanti, relazione. Sono questi gli aspetti che il cliente cerca quando si rapporta con la banca

​L’85% dei bancarizzati, infatti, intreccia con la banca contatti che da una parte, per le operazioni più semplici e “tradizionali”, avvengono attraverso i canali digitali che implicano quindi un approccio in autonomia, quali lo sportello automatico (Atm), l’Internet banking e il Mobile banking, e dall’altra, per le scelte finanziarie più complesse, passano attraverso canali in cui la relazione è centrale, cioè lo sportello, il consulente e il contact center (dove ci sono consulenti remoti). Una fascia di clientela, questa, sempre più consolidata: era pari al 69% dei bancarizzati nel 2008. I dati emergono dall’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos, presentata oggi a Milano nel primo giorno del convegno #ilCliente, i cui lavori proseguono fino al 17 aprile.  
#ilCliente è l’appuntamento di riferimento per l’industria finanziaria retail, promosso dall’ABI. Dedicato alla relazione tra il mondo finanziario e il cliente retail, l’evento dell’ABI riunisce operatori del mondo finanziario insieme a rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle industrie tecnologiche, accademici ed esperti, per fare il punto e confrontarsi sui nuovi modelli di servizio per la clientela e sulle strategie di innovazione dei processi, volte a migliorare l’esperienza e la soddisfazione del cliente, con il supporto dell’omnicanalità e in un contesto di sostenibilità. Nelle tre giornate di lavori, oltre 120 relatori si confronteranno in sessioni e workshop sui temi centrali della relazione banca-cliente.L’omnicanalità, tra efficienza ed emozioneDa quando il mondo finanziario ha iniziato a svilupparsi nella dimensione digitale in modo intenso (2008), la maggior parte della clientela ha apprezzato l’innovazione “imparando” a riconfigurare la sua relazione con la sinergia tra i canali fisici e digitali. La clientela, nel contatto con la banca, ricerca da una parte efficienza, velocità, semplicità e autonomia nell’operatività ordinaria, dall’altra un servizio in grado di coinvolgere emotivamente e di generare un confronto a supporto dei propri processi decisionali. Dall’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos, nell’ambito dell’Osservatorio banche-clienti, emerge che il 32% dei clienti bancarizzati ha cercato informazioni su nuovi prodotti/servizi finanziari nell’anno e il primo canale di informazioni al quale si è rivolto è l’agenzia della propria banca (e solo in seconda battuta all’online).La consulenza “su misura” del clienteAll’incremento dell’uso dei canali “fai da te” da parte della clientela, e in particolare del mobile banking (con una frequenza media di uso di circa 95 volte all’anno, +25% negli ultimi tre anni), corrisponde una ricalibrazione dell’uso dei canali fisici attraverso cui interfacciarsi con un referente bancario, anche in remoto tramite call center. In connessione con tale contesto evolutivo, le banche sviluppano nuovi modelli di servizio volti a curare la relazione in tutti i punti di contatto. L’agenzia, che resta un canale di riferimento importante per quasi il 90% della clientela pur registrando una frequenza di uso inferiore rispetto alle soluzioni digitali,  diventa un punto di consulenza per gestire i bisogni finanziari più complessi (tramite appuntamento per ricevere una assistenza dedicata), e il referente diventa “mobile” come il cliente: sempre più spesso esce dall’agenzia per assistere il cliente coerentemente con i suoi tempi e la sua mobilità, e nascono in diverse realtà i gestori remoti per affiancare quelli dell’agenzia.

Emirati arabi: dalle banche circa 9 miliardi di euro

(15 aprile 2019) ​Circa 9 miliardi di euro messi a disposizione delle imprese italiane che vogliono investire negli Emirati Arabi Uniti, anche in vista dell’Esposizione Universale che si terrà a Dubai dal 20 Ottobre 2020 al 10 Aprile 2021.

​È questo il plafond stanziato dalle banche italiane per finanziare esportazioni, e nuove attività imprenditoriali nella federazione dei sette emirati indipendenti di Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaywayn.
Il dato è stato presentato oggi dal Presidente del Comitato Tecnico ABI per l’internazionalizzazione, Guido Rosa, al Forum economico tenutosi a Dubai, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio.
“La missione di sistema negli Emirati Arabi Uniti –ha detto Rosa–è un segnale tangibile dell’interesse crescente del mondo bancario a supporto delle strategie di internazionalizzazione del Paese. Proprio oggi, la delegazione bancaria italiana incontrerà la Banca Centrale emiratina e le principali banche locali, guidate dalla loro Associazione Bancaria (UBF), con l’obiettivo di fare il punto sullo stato delle relazioni interbancarie, esaminare congiuntamente come migliorare la collaborazione e rafforzare il supporto offerto alle imprese italiane, tanto dall’Italia quanto direttamente negli Emirati Arabi Uniti”.
Per l’ABI e le banche è la quarta volta negli Emirati dopo la missione del 2006, del 2010 e del 2013. Alla missione partecipa una delegazione di sette dei principali gruppi bancari che rappresenta circa tre quarti dell’intero settore bancario italiano in termini di totale attivo: Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Sondrio, Banco BPM, Crédit Agricole Cariparma, Intesa Sanpaolo, UBI Banca e UniCredit.
Oltre alle linee di credito, gli imprenditori che operano negli Emirati Arabi Uniti possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento.
In particolare, sono presenti tre tra i maggiori gruppi bancari italiani – Unicredit, con una filiale ad Abu Dhabi, Intesa Sanpaolo con due filiali, una a Dubai e una ad Abu Dhabi e UBI con un ufficio di rappresentanza a Dubai. Operano altresì nel Paese due banche estere (BNP Paribas con due filiali e Crédit Agricole Cariparma con tre) capogruppo di banche italiane (BNL e Cariparma) che, grazie al raccordo con le case madri, offrono un supporto mirato alla clientela italiana attiva sul mercato emiratino.