Primo bilancio della moratoria rate e agevolazioni per Genova

​(21 giugno 2019) Significativi risultati dalla collaborazione a sostegno delle imprese, con particolare riguardo alle Pmi dell’area metropolitana di Genova: finanziamenti sospesi per un importo intorno ai 20 milioni di euro; agevolazioni con garanzia Filse (la Finanziaria regionale) pari a 15,5 milioni; altri finanziamenti con copertura del Fondo Centrale di Garanzia per oltre 1,1 milioni.

​Sono i dati emersi negli scorsi giorni in una riunione operativa del “Tavolo per Genova” tra i firmatari dell’Accordo siglato con il fine di offrire un sostegno concreto alle aziende colpite dagli effetti diretti e indiretti del crollo del Ponte Morandi.
Così ABI Liguria, Alleanza Cooperative Italiane Genova, Cna Genova, Confartigianato Genova, Confcommercio Genova, Confesercenti Genova, Confindustria Genova, hanno commentato i dati numerici, dando evidenza delle sinergie messe in campo per far fronte alle esigenze di liquidità ed ai nuovi investimenti delle imprese danneggiate. 
Ciò con l’obiettivo di “sostenere l’economia del territorio della città metropolitana di Genova nella delicata fase di transizione fino al ripristino di una rete infrastrutturale adeguata alle esigenze logistiche e distributive di un sistema produttivo evoluto e integrato”.

 

Etiopia: al via missione imprenditoriale con 34 aziende

​(19 giugno 2019) Confindustria, Agenzia ICE e ABI organizzano, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dello Sviluppo Economico, una missione imprenditoriale in Etiopia dal 19 al 20 giugno guidata dalla Vice Ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Emanuela Del Re.

​L’iniziativa ha carattere plurisettoriale con un focus sui comparti: Agricoltura, meccanica agricola e tecnologie per la trasformazione alimentare; Infrastrutture e trasporti; Industria tessile e della concia. Presenti 34 imprese e 2 banche per un totale di oltre 70 partecipanti.
I lavori prendono il via oggi ad Addis Abeba con il Business Forum Italia-Etiopia, al quale partecipano tra gli altri, oltre al Vice Ministro, Fabrizio Lucentini, Direttore Generale per le politiche di internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, Carlo Ferro, Presidente dell’Agenzia ICE, Ilaria Vescovi, Presidente Gruppo tecnico Internazionalizzazione dei territori di Confindustria, e Pier Francesco Gaggi, Responsabile Affari internazionali di ABI. Per parte etiope sono previsti gli interventi dei Vice Ministri degli Affari Esteri, dell’Industria, dell’Agricoltura e delle Finanze, e del Presidente della Camera di commercio di Addis Abeba. Domani sono organizzati approfondimenti sui settori focus della missione e incontri con controparti locali.
 L’interscambio tra Etiopia e Italia (2018) ammonta a 292 mln di euro (-10,5% rispetto al 2017), con un saldo positivo per il nostro paese di circa 178,5 mln di euro. Oltre ad avere un tasso di crescita del PIL che nell’ultimo decennio si è attestato attorno al 10%, l’Etiopia emerge nel panorama africano come una delle economie più dinamiche. È inoltre il secondo paese del continente per popolazione, con un fortissimo tasso di urbanizzazione.
Centrali per il nuovo Governo di Addis Abeba, dalla nomina del Primo Ministro Abiy Ahmed, sono le riforme economiche per la promozione dell’industrializzazione e per la liberalizzazione del mercato nazionale, con l’obiettivo di favorire l’afflusso di investimenti stranieri. Un forte impegno politico emerge, tra l’altro, con riferimento alla realizzazione di un ambizioso piano infrastrutturale e all’attuazione della transizione energetica nazionale, per l’utilizzo sempre crescente di energie provenienti da fonti rinnovabili. L’Etiopia punta inoltre a diventare il primo polo manifatturiero africano, grazie anche allo sviluppo di zone industriali orientate all’esportazione di prodotti in tutto il continente. Infine, tra le priorità del Governo vi è la modernizzazione della produzione agricola e delle tecnologie per la trasformazione alimentare, anche grazie alla creazione di parchi agro-industriali, nell’intento di contrastare l’eccessiva dipendenza della produzione agricola dell’intera regione del Corno d’Africa dai cambiamenti climatici.

 

Prima missione delle banche italiane in Etiopia

​(19 giugno 2019) Prima missione per l’ABI e le banche italiane in Etiopia, per identificare e approfondire le reali prospettive di collaborazione commerciale e di partnership che le recenti trasformazioni del paese renderanno progressivamente possibili. Con un tasso di crescita annuo del PIL che nell’ultimo decennio si è attestato attorno al 10%, l’Etiopia emerge nel panorama africano come una delle economie più dinamiche.

​È il Direttore centrale dell’Associazione Bancaria Italiana, Pierfrancesco Gaggi, a ribadire l’interesse del settore bancario italiano all’internazionalizzazione dell’economia nazionale, nell’ambito della missione imprenditoriale guidata dal Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Emanuela Claudia Del Re e organizzata in occasione del vertice intergovernativo italo-etiope.
Alla missione partecipa una delegazione di due (dei principali) gruppi bancari italiani: Banca Intesa Sanpaolo e UBI Banca.
“Su indicazione delle banche partecipanti alla missione -ha detto Gaggi– abbiamo organizzato una tavola rotonda con l’Associazione bancaria etiope e le principali banche locali. L’incontro sarà finalizzato ad offrire alla delegazione italiana un’occasione di contatto con le controparti locali, la cui collaborazione è fondamentale per l’ulteriore sviluppo delle relazioni economiche bilaterali. Ci auguriamo – ha concluso Gaggi- che la creazione di nuovi legami tra i nostri settori bancari porterà ad un supporto ancora più efficace per le imprese etiopi e italiane.”
 

Fintech, banche: avvio della blockchain in Italia

(15 giugno 2019) ​E’ stato approvato l’aggiornamento dell’Accordo per la tenuta dei conti reciproci tra banche per quanto riguarda la Spunta interbancaria. Ciò permette in prospettiva lo svolgimento a regime del processo di Spunta in una nuova modalità, utilizzando cioè dal 1° marzo del prossimo anno la tecnologia basata sui registri distribuiti, la cosiddetta Distributed ledger technology (Dlt). Si tratta quindi di una blockchain per le banche operanti in Italia. 

​Un nuovo passo avanti nell’uso concreto della blockchain. Spunta Project, il programma coordinato da ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha infatti l’obiettivo di applicare la Dlt ai processi interbancari. Lo scopo è la maggiore visibilità delle informazioni, più velocità di esecuzione e possibilità di verifiche direttamente sull’applicazione. E ciò con i partner tecnici NTT Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma. I nodi, nati per la Spunta, potranno poi rappresentare strutture operative per altre funzionalità.

La Spunta interbancaria
Il processo di Spunta è l’insieme delle attività per riconciliare i flussi e le operazioni che danno vita a scritture sui conti reciproci Italia. In questo campo rientra anche la gestione dei sospesi, attraverso azioni per giungere alla loro sistemazione. 
Le banche e ABI Lab hanno lavorato a Spunta Project con l’obiettivo di semplificare e standardizzare il processo di riconciliazione bancaria a livello nazionale, prevedendo l’uso della tecnologia basata su registri distribuiti, la Dlt blockchain appunto. Gli approfondimenti svolti hanno condotto all’aggiornamento dell’Accordo nel capitolo sul tema.

I nuovi principi
Le basi della nuova operatività sono:
visibilità completa dei movimenti propri e della controparte; rapidità nella gestione dei flussi relativi ai conti reciproci, con riconciliazione su base giornaliera invece che mensile; condivisione delle regole di spunta dei movimenti in modo simmetrico tra le banche controparti; gestione integrata delle comunicazioni e dei processi in caso di sbilancio.
Sulla base delle disposizioni aggiornate dell’Accordo, a partire dal 1° marzo 2020 sarà attuato il passaggio graduale dalla Spunta tradizionale a quella basata sulla tecnologia Dlt blockchain.

Gli investimenti ICT
Secondo l’ultima rilevazione ABI-CIPA sull’IT nel settore bancario italiano del
2018, gli investimenti in IT sono aumentati del 5,7%, proseguendo nella tendenza di crescita già rilevata a partire dal 2014. In termini di valore, nel 2017 il TCO (Total Cost of Ownership) ha superato la soglia dei 4,2 miliardi di euro rimanendo pressoché stabile nel 2018.
Il ruolo centrale attribuito alla tecnologia e la costante spinta all’innovazione del settore bancario italiano trovano conferma anche nel 14° Rapporto ABI Lab: per l’88,5% delle realtà analizzate il budget ICT per il 2019 risulta essere in aumento o stabile rispetto a quello del 2018, a beneficio principalmente di canali digitali e servizi di mobile banking, apertura verso l’esterno, adeguamento delle infrastrutture, iniziative di Data Governance e gestione e mitigazione del rischio cyber.
 

Incontro annuale Consob con il mercato finanziario

Dichiarazioni del Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, rilasciate alle agenzie di stampa a margine dell’Incontro annuale della Consob con il mercato finanziario, Milano 14 giugno 2019

ANSA
La parola che emerge dal discorso del presidente della Consob, Paolo Savona “è più fiducia, questo mi sembra un elemento importante. Ovverosia la Consob, organismo di Vigilanza lavora per realizzare più fiducia per la ripresa. Questo è il presupposto: C’è bisogno di più fiducia ed è importante che sia il nuovo presidente della Consob ad affermare questi ragionamenti”. Lo dice il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli al termine dell’incontro annuale della Commissione con il mercato.
“Mi sembrano anche importanti i ragionamenti sull’armonizzazione delle norme a livello europeo e internazionale e dei bond europei sicuri”, aggiunge.


Il Sole 24 Ore Radiocor Plus
‘La parola piu’ usata nella relazione Consob del presidente Paolo Savona e’ fiducia. E’ un elemento importante, il presupposto per la ripresa: la Consob sta lavorando per realizzare piu’ fiducia per la ripresa’. Cosi’ Antonio Patuelli, presidente di ABI, ha commentato la relazione annuale della Consob. Patuelli ha apprezzato anche il passaggio in cui c’e’ un auspicio per ‘armonizzare le norme europee e internazionali sui trattamenti fiscali’, oltre che il passaggio sui bond europei. 

AGI – Agenzia giornalistica italiana
Il dibattito sulla disclosure sulle cassette di sicurezza non riguarda tanto questo strumento, quanto l’emersione del denaro nascosto “in particolare le banconote da 500 euro che non circolano, un problema che avevo segnalato nel 2015”. Lo ha affermato il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, a margine dell’incontro Consob. “Sono banconote che circolano di fatto molto meno che di diritto” spiega. Quanto al contenuto delle cassette, “non abbiamo evidenza di miliardi – precisa – sono chiuse, solo la Guardia di finanza, l’Agenzia delle entrate e i notai in caso di decesso possono aprirle. Il fatto che le banconote da 500 non vengono piu’stampate e non circolano deve produrre qualche ragionamento conseguente. 

Askanews
“Il messaggio è più fiducia, e questo mi sembra un elemento importante. Il fatto che la Consob lavori per dare più fiducia per realizzare la ripresa”. Commenta così il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, la prima relazione da presidente della Consob di Paolo Savona a Piazza Affari “C’è bisogno di più fiducia ed è importante che sia il nuovo presidente della Consob ad affermarlo – ha ribadito Patuelli – Poi vedo tanti aspetti positivi come l’auspicio all’omogeneizzazione dei trattamenti fiscali, di tante regole europee e internazionali: sono cavalli di battaglia sui quali come ABI ci battiamo. E anche l’idea di un bond sicuro europeo, quindi ci sono tanti aspetti positivi”.

Contratto nazionale: i sindacati illustrano la piattaforma

​(12 giugno 2019) Nella riunione del 12 giugno le Organizzazioni sindacali hanno illustrato ad ABI i contenuti della piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria, il cui percorso di approvazione da parte delle assemblee dei lavoratori si è da poco concluso.

​“Si tratta di un passaggio importante – sottolinea Salvatore Poloni, Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro dell’ABI (Casl) – che costituisce una base ampia e articolata nei contenuti e consente di avviare tra le Parti il confronto di rinnovo affrontando tutti i temi, alla luce delle profonde e crescenti trasformazioni in atto nelle banche che coinvolgono le persone che vi lavorano”.
A tal fine è stato fissato già un calendario di incontri: il 3, il 18 e il 30 luglio 2019.
“Il contesto oggettivamente complesso e innovativo – prosegue Poloni – in cui è chiamato a svolgersi il negoziato richiede di sviluppare una trattativa approfondita. Risulterà ancora una volta centrale la costruttiva interlocuzione tra ABI e Sindacati, in continuità con la consolidata positiva esperienza di relazioni sindacali che ha finora consentito di individuare una convergenza sostenibile su una efficace sintesi delle reciproche istanze”.

 

Banche: interventi a favore dei lavoratori di “Mercatone Uno”

(12 giugno 2019) Con riferimento agli interventi a favore dei lavoratori dell’azienda “Mercatone Uno”, l’ABI segnala che già alcune banche hanno assunto autonome determinazioni per supportare la propria clientela in questo particolare momento di difficoltà.

​L’ABI sensibilizzerà ulteriormente le banche operanti sui territori interessati affinché valutino nell’immediato l’adozione di iniziative adeguate a fronteggiare pro tempore le esigenze dei lavoratori.
L’ABI ritiene altresì che per un corretto inquadramento della questione è essenziale conoscere le statuizioni dell’Autorità Giudiziaria e le soluzioni che saranno adottate dai Tavoli tecnici aperti presso i competenti Ministeri e conoscere anche se sono state assunte iniziative di settore rispetto alle quali valutarne di eventuali altre che siano con esse sinergiche.
E’ importante conoscere con certezza la situazione in cui versa l’azienda, sia relativamente alla sua struttura commissariale corrente sia, in maniera più specifica, in ordine allo status giuridico dei suoi lavoratori.
In ragione di tali certezze è possibile ipotizzare specifiche misure di supporto.
Nello spirito di più ampia collaborazione e senza pretesa di esaustività, ABI evidenzia che qualora il lavoratore sia sospeso dal lavoro a fronte di un provvedimento adottato dagli Organi amministrativi preposti (es. INPS, Ministero del Lavoro, etc..) e che permettano l’accesso ai benefici degli ammortizzatori sociali, può farsi riferimento alle misure di anticipo delle indennità di integrazione salariale, previste da uno specifico Protocollo ABI poi replicato sul territorio da varie Regioni insieme a numerose banche.
Qualora, invece, si versi nell’ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro e il lavoratore sia titolare di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, potrebbe verificarsi l’applicazione del c.d. “Fondo di Solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa” che riconosce la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate in tale circostanza nei limiti delle disposizioni e delle casistiche previste dal regolamento del Fondo, secondo cui la cessazione deve essere comprovata attraverso opportuna documentazione attestante l’interruzione del rapporto di lavoro.

 

Servizi e innovazione supportano l’inclusione in banca

​(8 giugno 2019) Cresce e diventa sempre più differenziata la relazione che gli stranieri hanno con i servizi bancari. Ciascun correntista ha almeno due strumenti di pagamento

​Non solo servizi di conto corrente, ma anche strumenti di pagamento e soluzioni di cash management, cioè per la gestione dei flussi finanziari aziendali, e sul versante sia degli investimenti sia della protezione. La diversificazione dei prodotti e servizi bancari e l’offerta di soluzioni multicanali e innovative supportano i processi di inclusione: alla luce dei nuovi comportamenti e bisogni che si strutturano rispetto all’inserimento economico e sociale nel territorio, la relazione che i cittadini stranieri hanno con i servizi bancari cresce e diventa sempre più articolata. In particolare, i servizi di pagamento sono diventati il traino per l’inclusione finanziaria dei nuovi cittadini. Non è un caso, quindi, se proprio questa è la componente che ha subito l’incremento maggiore: ciascun correntista è titolare di due strumenti di pagamento (erano poco più di uno nel 2011).
I dati emergono dall’ultima rilevazione realizzata da ABI nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti gestita dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), secondo cui cresce il possesso di prodotti e servizi bancari per tutte le categorie.

L’indagine si basa sui dati forniti dagli operatori finanziari (banche e BancoPosta) relativi a migranti residenti, appartenenti a 21 nazionalità (pari all’88% del totale immigrati non Ocse residenti in Italia con l’aggiunta della Polonia). A questa si affianca l’analisi condotta su un campione rappresentativo di migranti sul territorio, avvenuta grazie al coinvolgimento delle comunità straniere.

Conti correnti e carte con IBAN
Secondo l’indagine, a fine 2017, il 72% dei migranti adulti residenti in Italia è titolare di conto corrente di cui il 47% è intestato a donne straniere, con una crescita di 10 punti percentuali rispetto al 2014. Crescita questa che vede le donne migranti protagoniste del processo di bancarizzazione, con tassi di crescita, nello stesso arco temporale, superiori a quelli maschili.
In crescita è la percentuale dei conti correnti aperti da più di 5 anni, pari al 44,3% nel 2017 (era il 41,2% nel 2014). A ciò si aggiungono le carte con IBAN non collegate ad un conto corrente presso la stessa banca (oltre 1,1 milione), con una incidenza del 32,6%, doppia rispetto al 2014 quando era pari al 16,6%.

Internet banking
Sempre più “evoluta” risulta essere la relazione con la banca e innovativa la scelta dei canali: il 57,5% dei correntisti utilizza l’internet banking (era il 21,8% nel 2011). Ciò conferma il rapido processo di adeguamento da parte dei cittadini stranieri in termini di accesso alla rete e, più in generale, della preferenza espressa per il ricorso ad una multicanalità che consenta flessibilità senza limiti di tempo e di luogo.
Il “passaparola”
Il passaparola e la relazione di prossimità sono i principali fattori di scelta della banca. Dall’indagine emerge che il 41% dei clienti sceglie la banca basandosi sul passaparola sulle condizioni e sui servizi offerti. Infatti, per il 57% dei migranti intervistati, chi influisce rispetto alla propria decisione sono gli amici e i familiari in Italia, per il 19% il datore di lavoro o i colleghi.
 

Contrasto al cybercrime: sensibilizzazione e formazione

​(1 giugno 2019) Aumenta l’impegno del mondo bancario nella lotta ai crimini informatici: con l’affermarsi del digitale, sempre più rilevante nelle abitudini di cittadini e imprese, per le banche risulta fondamentale attuare attività di sensibilizzazione e formazione non solo per la clientela, ma anche per il personale bancario.

​dall’ottavo Rapporto sulla sicurezza online di ABI Lab (il centro di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall’ABI), realizzato nell’ambito delle attività di ricerca del CERTFin (Computer Emergency Response Team del settore finanziario), emerge che nel 2018 le azioni si sono concentrate maggiormente sulla formazione del personale specialistico addetto alla sicurezza (per il 73,7% delle banche intervistate), e del personale di filiale (per il 63,2%) per la relazione diretta con la clientela e la relativa assistenza offerta in caso di anomalie. Seguono le attività di formazione Back Office, Help Desk e Contact Center (52,6%).
La formazione interna, oltre a sessioni in aula e corsi di approfondimento, è stata veicolata anche attraverso la pubblicazione di bollettini e news relativi a principali fenomeni e tematiche generiche di sicurezza sulla intranet aziendale, proprio nell’ottica di sensibilizzare in modo capillare tutto il personale bancario.
Sul tema della sensibilizzazione verso la clientela sui rischi del cybercrime le banche italiane hanno sviluppato campagne attraverso il portale di Internet Banking (per l’89% delle banche rispondenti), attraverso le informative contrattuali o presso le filiali (per il 67%) e si sono fatte promotrici di collaborazioni intersettoriali, come il CERTFin, l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’ABI e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cyber degli operatori bancari e finanziari.
Basti pensare che, lo scorso 13 maggio, è partita la campagna di sensibilizzazione “OcchioalClic”, sulle buone pratiche da adottare per un utilizzo sicuro dei sistemi di pagamento digitali, promossa dal CERTFin e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Lo studio di ABI Lab sottolinea che, per quasi la totalità delle banche intervistate, un elemento fondamentale per la prevenzione e il contrasto delle frodi è la possibilità di condividere tra banche le informazioni tecniche su minacce e attacchi accaduti, nel rispetto dei requisiti di confidenzialità e riservatezza (information sharing).
Le attività di monitoraggio sono fondamentali per una tempestiva rilevazione di attacchi e frodi. La soluzione più diffusa tra le banche intervistate riguarda il monitoraggio delle transazioni anomale disposte via Internet Banking (80%), insieme con gli strumenti di Monitoraggio della Rete per l’identificazione di siti contraffatti (70%). Anche l’analisi automatica dei log di accesso all’Internet Banking (60%) e il monitoraggio di accessi e di transazioni anomale tramite servizi di Mobile App (entrambi al 55%), assieme a più generici strumenti di analisi comportamentale dell’utente (50%), restano indicatori di grande rilievo per le banche.
La sicurezza informatica, tuttavia, passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche. Per operare online in modo comodo e sicuro, infatti, è importante  seguire alcune semplici regole: ignorare qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento e conto on line, che la banca non chiederà mai alla propria clientela; connettersi al sito della banca scrivendo direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione, ignorando eventuali link ricevuti via mail ed sms; verificare sempre l’autenticità della connessione con la banca; controllare regolarmente i movimenti del proprio conto per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle effettuate; diffidare di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, che inviti a scaricare documenti o programmi; installare e mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e l’antivirus; fare attenzione a eventuali peggioramenti delle prestazioni generali (rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc.) del proprio servizio di home banking o del proprio PC, che possono indicare infezioni sospette.

Investimenti delle banche in sicurezza
L’elevata attenzione delle banche verso le tematiche di sicurezza e frodi online trova conferma anche negli investimenti dedicati: oltre 300 milioni di euro nel 2018.
Dallo studio ABI Lab emerge che la maggior parte delle realtà analizzate ha indicato un aumento o una stabilità della spesa per il 2019 destinata alla sicurezza dei canali remoti, con iniziative sia verso il cliente sia lato banca (per tutte le banche intervistate). Circa la metà delle banche rispondenti prevede un aumento medio (tra il 5 e il 15%) o rilevante (superiore al 15%) della spesa per i prossimi 12 mesi.
 

Contratto nazionale: i sindacati presentano la piattaforma

(31 maggio 2019) Come previsto dal precedente accordo del 25 febbraio scorso, le Organizzazioni sindacali hanno oggi presentato la piattaforma e conseguentemente ABI e Sindacati di categoria, in continuità dei precedenti accordi raggiunti tra dicembre dello scorso anno e febbraio 2019, hanno concordato la prosecuzione della sospensione dei termini di scadenza contrattuale al 31 dicembre 2018 fino al rinnovo dei contratti nazionali del settore.

​Ciò con l’obiettivo di consentire il confronto su tutti i temi propri del rinnovo contrattuale di settore, a seguito dell’avvenuta presentazione della piattaforma sindacale. Nelle prossime settimane è previsto un incontro per la sua illustrazione.