Presidi ancora più incisivi con il Progetto REDFin

(27 ottobre 2018) ​ABILab, Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, guiderà il nuovo Progetto europeo “REDFin – Readiness Enhancement to Defend Financial Sector”, diretto a rafforzare le difese del settore bancario e finanziario europeo, attraverso la definizione di metodi innovativi di analisi e prevenzione dei rischi informatici

​L’iniziativa nasce per una specifica richiesta promossa dall’Agenzia esecutiva Innovation and Networks Executive Agency (INEA), nell’ambito del Programma Connecting Europe Facility (CEF) per la creazione di un network europeo sostenibile ed efficiente nei settori dei trasporti, dell’energia e dei servizi digitali. 
REDFin ha come obiettivo quello di rafforzare la capacità del CERTFin, il CERT del settore finanziario italiano promosso da ABI e Banca d’Italia, di prevenire e rispondere agli attacchi informatici diretti al settore bancario, definendo ed eseguendo modelli operativi e metodologie per identificare scenari di minacce e promuovendo azioni per rafforzare i livelli di consapevolezza e di resilienza. Lo scopo è quindi poter contare su presidi ancora più incisivi.
Nell’attuale ecosistema finanziario digitale i diversi soggetti sono sempre più interconnessi e la capacità di resilienza di un’organizzazione non dipende soltanto dalle proprie caratteristiche ma anche da quelle dei suoi fornitori. La definizione di una metodologia comune di simulazioni rafforzerà l’efficacia del coordinamento tra operatori, CERTFin e Autorità. 
La metodologia di lavoro terrà in considerazione gli standard definiti a livello europeo nell’ambito dello European Intelligence Driven Red Team Testing Framework, promosso dalla Banca Centrale Europea, così come dei framework attualmente in uso o in corso di definizione presso importanti strutture come la Banca centrale tedesca, quella inglese e quella olandese. Il Progetto REDFin vedrà impegnati ABILab, il CERTFin e un campione di banche.
La sicurezza è un processo che non si ferma, viene costantemente messa a punto. Nel 2017 le banche italiane hanno investito oltre 300 milioni di euro per garantire alla clientela “operazioni” digitali ancora più sicure. I clienti che hanno subito attacchi sono stati solamente lo 0,0018% di chi opera su home banking, pari ad uno su 55 mila. Il dato è in diminuzione rispetto al 2016 in cui erano lo 0,002% e rispetto al 2015 in cui erano solo lo 0,0028.

Dati personali ancora più sicuri con il Progetto DEFeND

​(20 ottobre 2018) Cybersicurezza, privacy, protezione dati e identità personale: su questi temi è partito il Progetto europeo “DEFeND – Data govErnance For supportiNg Gdpr” (General Data Protection Regulation), finanziato dalla Commissione nell’ambito del programma “Europe Horizon 2020”. ABILab, Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, partecipa alla realizzazione dell’iniziativa.

​Il progetto è diretto a mettere a punto un sistema per identificare potenziali aspetti di sicurezza dei dati personali da potenziare. Oggetto dell’attenzione è quanto circola su Internet. Lo scopo è individuare le carenze in materia di protezione di queste informazioni e realizzare un sistema di supporto decisionale, che consenta di analizzare e correggere in maniera immediata ed efficace le questioni identificate. DEFeND ha quindi l’obiettivo di definire, progettare e sviluppare una piattaforma per supportare organizzazioni rappresentative di industrie e settori di riferimento verso la conformità alle linee operative della General Data Protection Regulation (Gdpr). Tra i comparti interessati quello bancario e finanziario
DEFeND è un progetto di Innovation Action (IA) e, in quanto tale, il suo obiettivo principale consiste nel miglioramento degli strumenti e delle strutture software esistenti tramite lo sviluppo di un nuovo “software di integrazione”, guidato dalle esigenze del mercato, per fornire un’unica piattaforma di governance della privacy dei dati organizzativi.
L’iniziativa è stata messa a punto da un consorzio di dieci strutture europee pubbliche e private provenienti da Italia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, e Bulgaria. 
ABILab, partner insieme agli altri enti, contribuirà all’analisi delle esigenze operative e tecnologiche che sono necessarie per l’attuazione e l’implementazione del progetto a livello bancario. In particolare, è prevista la costituzione di uno specifico gruppo di banche che possa analizzare e verificare i principali risultati dell’iniziativa attraverso lo svolgimento di un caso pilota. ABILab fornirà anche un supporto concreto alle attività di diffusione e comunicazione, svolgendo un ruolo chiave nella promozione del progetto a livello europeo presso banche e istituzioni finanziarie di riferimento.
Tutti gli approfondimenti sul Progetto sono disponibili sul portale DEFeND www.defendproject.eu

La banca in “mobilità” ancora più a misura del cliente

(13 ottobre 2018) Con l’affermarsi delle nuove tecnologie, le banche hanno saputo cogliere fin dall’inizio le opportunità legate allo sviluppo di questo canale, calibrando l’offerta con le aspettative del cliente sempre più abituato a fare da Smartphone e da Tablet qualsiasi cosa.

​In questa ottica lo studio ABI Lab-Doxa, contenuto nel Rapporto annuale sul Mobile Banking, realizzato dal Consorzio ABI Lab in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, analizza e descrive la percezione e i comportamenti degli utilizzatori Mobile Banking per comprenderne i reali bisogni e le attese.

Il profilo del cliente di Mobile banking
Dall’analisi, compiuta su un campione di utenti di Mobile banking italiani, rappresentativi della popolazione italiana che accede ad Internet ed effettua operazioni (anche solo consultative) su App o Mobile Site, emerge che a preferire lo Smartphone e Tablet per operazioni e pagamenti sono soprattutto gli utenti nella fascia di età 18-34 anni, ossia i millennials. La quota rosa è del 43%. Inoltre, i clienti mobile sono dotati di elevati livelli di istruzione: il 43%, infatti, ha conseguito un diploma di scuola superiore e il 23% una laurea. Tutti hanno uno smartphone, il 92% un Personal Computer portatile, circa l’83% un Tablet e il 67% un PC fisso e una smart TV.  Per quanto riguarda le abitudini e la frequenza di utilizzo del Mobile Banking, la mattina si conferma il momento della giornata preferito e la casa il luogo ideale per operare in “mobilità”.  La ricerca sottolinea che quasi il 90% del campione dei clienti mobile ha un conto corrente e una carta bancomat, il 72% una carta di credito, il 67% una carta prepagata, il 47% i prodotti d’investimento e il 40% un conto deposito.

I servizi più utilizzati
Secondo la ricerca l’89% degli utenti attivi fa ricorso sia ad operazioni informative (saldo di conto corrente, conto deposito, servizi di geolocalizzazione etc.), che dispositive (bonifici, F24, stipendi etc.); il 2% opera solo a livello dispositivo e il 9% si dedica solo ed esclusivamente ad operazioni di tipo informativo. Lo Smartphone si attesta come il dispositivo preferito rispetto a PC e tablet sia per la ricerca dell’ATM o della filiale più vicina (per il 69% del campione) che per controllare il saldo e la lista dei movimenti di conto corrente, conto deposito e conto titoli (per il 48%). Sul fronte delle funzionalità più innovative introdotte più recentemente, il servizio di trasferimento diretto di denaro tra persone (P2P) è stato utilizzato dal 24% del campione: tra chi non ha mai utilizzato questo tipo di servizio il 47% ha dichiarato di essere abbastanza o molto propenso a farne uso.  Gli utenti sono mediamente molto soddisfatti delle caratteristiche tipiche del Mobile: tutte le opzioni proposte hanno un punteggio medio superiore al 7 (scala da 1 a 10). I servizi più apprezzati sono quelli in grado di incrementare la velocità e la sicurezza delle operazioni di autenticazione e di autorizzazione delle operazioni dispositive come ad esempio il riconoscimento delle impronte digitali e il riconoscimento del viso con la fotocamera.

Le banche Invitano a Palazzo

(6 ottobre 2018) ​In corso XVII edizione della giornata nazionale di apertura al pubblico delle sedi storiche delle banche. Dalle 10.00 alle 19.00 ingresso gratuito e visite guidate in 107 palazzi delle banche, delle Fondazioni di origine bancaria ed anche della Banca d’Italia in 59 città su tutto il territorio nazionale.
 

​Fino alle 19 di oggi, porte aperte in circa 107 palazzi delle banche, delle Fondazioni di origine bancaria e della Banca d’Italia in 59 città su tutto il territorio nazionale. Oggi si svolge la XVII edizione di Invito a Palazzo, la manifestazione promossa dall’ABI che ogni anno “mette in mostra” opere d’arte e capolavori conservati nelle sedi storiche delle banche, normalmente chiuse al pubblico perché luoghi di lavoro. Grande affluenza di cittadini, appassionati e turisti nei palazzi che, per tutta la giornata, restano accessibili con visite guidate gratuite.
Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli dichiara: “Invito a Palazzo rappresenta un appuntamento fondamentale per visitare e ammirare una preziosa antologia di stili architettonici e tendenze artistiche di ogni epoca: dall’architettura rinascimentale alle forme del barocco, dalle eleganti dimore settecentesche, immerse in parchi secolari, alle atmosfere neoclassiche, fino agli edifici più recenti commissionati dalle banche ai più affermati architetti contemporanei che stanno modificando in meglio il profilo di diverse città, esempi della trasformazione degli istituti di credito in luoghi propulsivi della società.” 
Alla manifestazione di quest’anno partecipano 107 palazzi, tra cui la sede centrale della Banca d’Italia a Roma (Palazzo Koch), 72 di 25 banche, e 35 di 31 Fondazioni di origine bancaria in 59 città su tutto il territorio nazionale. 2 le città che per la prima volta aprono le porte dei loro palazzi: Carpi e Macerata 7 le sedi “in mostra” per la prima volta, che rappresentano un’assoluta novità per i visitatori.
L’importanza sociale e culturale della manifestazione è testimoniata anche dalla Main Media Partnership della RAI e dalla Media Partnership del TGR. La manifestazione è tra quelle riconosciute dalla Commissione Europea per l’Anno Europeo del patrimonio culturale 2018, si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e ha il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e del Ministero per i beni e le attività culturali.
Invito a Palazzo 2018 si tiene oggi sabato 6 ottobre. I palazzi saranno aperti al pubblico gratuitamente dalle ore 10.00 alle ore 19.00.

L’elenco completo dei palazzi che partecipano all’iniziativa è disponibile sul sito http://palazzi.abi.it.
Si possono ottenere informazioni sulla manifestazione chiamando dalle ore 10.00 alle 18.00 il numero 06-6767400, oppure inviando una e-mail all’indirizzo [email protected].

Invito a Palazzo è presente sui social:
facebook: http://www.facebook.com/InvitoAPalazzo;
twitter: @PALAZZI ABI.

Link cartella Dropbox Invito a Palazzo 2018:
https://www.dropbox.com/sh/i3d7pbniqpwblsu/AABDVTfN9XRE7lHAyl4aAYu3a?dl=0
 

XVII^ edizione di Invito a Palazzo

(4 ottobre 2018) ​Sabato 6 dalle ore 10.00 alle 19.00 ingresso gratuito e visite guidate in 107 palazzi di 59 città di tutta Italia. E’ la diciassettesima edizione della manifestazione che ogni anno apre al pubblico le sedi storiche delle banche e delle Fondazioni di origine bancaria coordinate dall’Acri e della Banca d’Italia.

Il manifesto

​Il primo sabato di ottobre le porte dei palazzi storici e di architettura moderna e contemporanea delle banche operanti in Italia e delle Fondazioni di origine bancaria si aprono su tutto il territorio nazionale. È la XVII edizione di Invito a Palazzo, la manifestazione promossa dall’ABI che ogni anno, per un’intera giornata, mette in mostra opere d’arte e capolavori conservati nelle sedi storiche delle banche, delle Fondazioni di origine bancaria e della Banca d’Italia.
L’importanza sociale e culturale della manifestazione è testimoniata anche dalla Main Media Partnership della RAI e dalla Media Partnership del TGR. La manifestazione è tra quelle riconosciute dalla Commissione Europea per l’Anno Europeo del patrimonio culturale 2018, si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e ha il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e del Ministero per i beni e le attività culturali.
Il Presidente dell’Abi Antonio Patuelli, ha dichiarato: “L’edizione 2018 di Invito a Palazzo è stata inserita nel Calendario ufficiale dell’Anno europeo del patrimonio culturale che definisce il patrimonio culturale come elemento di memoria e di identità ma anche di creatività e futuro. In questa definizione ci riconosciamo e ci identifichiamo, contribuendo con Invito a Palazzo alla conservazione e valorizzazione dei beni artistici e architettonici di ogni epoca rendendoli accessibili a tutti. È il segno di un mondo bancario che opera insieme alla comunità, a conferma della profonda sintonia con il proprio territorio.”
Il Vice Presidente di Acri, Francesco Profumo, ha dichiarato: “Invito a Palazzo è ormai diventata una bella tradizione autunnale. Una giornata in cui le comunità riscoprono con meraviglia quegli edifici che durante il resto dell’anno possono per lo più vedere solo dall’esterno perché destinati alle attività lavorative di Banche e di Fondazioni. Si tratta di palazzi storici ed edifici contemporanei che costituiscono l’anima operosa delle nostre città: renderli finalmente accessibili a tutti è un’operazione benemerita. Le Fondazioni di origine bancaria riunite in Acri, e le Casse di Risparmio ad essa associate, sono un partner convinto ed entusiasta dell’Abi in questa iniziativa, perché quotidianamente attive sui loro territori proprio per contribuire a far crescere comunità più consapevoli, coese e solidali. E l’arte e la bellezza sono da sempre due chiavi preziose per arrivare al cuore di tutti”.

La XVII edizione: ben 7 palazzi storici “in mostra” per la prima volta
Alla manifestazione di quest’anno partecipano 107 palazzi, tra cui la sede centrale della Banca d’Italia a Roma (Palazzo Koch), 72 di 25 banche, e 35 di 31 Fondazioni di origine bancaria in 59 città su tutto il territorio nazionale.
Sono 7 le sedi “in mostra” per la prima volta, che rappresentano un’assoluta novità per i visitatori e 2 le città che per la prima volta aprono le porte dei loro palazzi: Carpi e Macerata.
Con Invito a Palazzo decine di migliaia di visitatori potranno accedere agli straordinari patrimoni artistici e architettonici, agli arredi e alle opere d’arte di ogni epoca, custoditi e tutelati dalle banche italiane e dalle Fondazioni di origini bancarie nelle proprie sedi, normalmente chiuse al pubblico perché luogo di lavoro. Per il secondo anno consecutivo Banche e Fondazioni organizzeranno delle visite guidate che saranno illustrate da giovani studenti delle scuole superiori. L’iniziativa “Guida per un giorno”, è un progetto culturale, sostenuto con l’ausilio degli USR – Uffici scolastici regionali – nell’ambito del Progetto MIUR Alternanza Scuola-Lavoro, che ha come scopo la diffusione dell’arte tra i ragazzi delle scuole.
In ultimo, per il sesto anno consecutivo, le Banche e le Fondazioni hanno deciso di contribuire a stimolare la creatività degli allievi delle Accademie di Belle Arti e degli Istituti di design attraverso il concorso per la realizzazione dell’immagine guida della XVII edizione di Invito a Palazzo. Quest’anno, la Giuria riunita ha dichiarato vincitore l’Istituto Pantheon Design & Technology di Roma.

Informazioni utili
Invito a Palazzo 2018 si terrà sabato 6 ottobre. I palazzi saranno aperti al pubblico gratuitamente dalle ore 10.00 alle ore 19.00.
L’elenco completo dei palazzi che partecipano all’iniziativa è disponibile sul sito http://palazzi.abi.it.
Si possono ottenere informazioni sulla manifestazione chiamando dalle ore 10.00 alle 18.00 il numero 06-6767400, oppure inviando una e-mail all’indirizzo [email protected].

Invito a Palazzo è presente sui social:
facebook: http://www.facebook.com/InvitoAPalazzo
twitter: @PALAZZI ABI.

Link cartella Dropbox Invito a Palazzo 2018:
https://www.dropbox.com/sh/i3d7pbniqpwblsu/AABDVTfN9XRE7lHAyl4aAYu3a?dl=0
 

L’ABI intensifica le iniziative per l’educazione finanziaria

(3 ottobre 2018)​ L’Associazione da circa 15 anni promuove attività e progetti di educazione finanziaria su tutto il territorio nazionale, un impegno inserito anche all’interno del proprio statuto, che è stato valorizzato nell’ambito del monitoraggio condotto dalla Banca d’Italia per conto del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria in vista del “Mese dell’educazione finanziaria”, sulle iniziative realizzate dal 2015 ad oggi.

I​n particolare, l’Associazione bancaria ha mappato 13 iniziative riconducibili a 6 diversi filoni di attività, in relazione alle quali sono stati realizzati dall’ABI numerosi appuntamenti e strumenti divulgativi. 
Di seguito, in sintesi, le attività:

  • i seminari formativi indirizzati ai sindacati dei pensionati, alle associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità visiva e con limitazioni funzionali nonché alle associazioni dei consumatori (11 quelli finora realizzati);
  • le iniziative di educazione finanziaria tramite i canali di comunicazione, quali i video info-educativi per il web sui mutui casa e trasparenza semplice, e le trasmissioni via radio realizzate nell’ambito del Protocollo d’intesa siglato da ABI e dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus (9 iniziative complessivamente);
  • i convegni con sessioni gratuite e aperte al pubblico legate ai temi dello sviluppo sostenibile, dell’accessibilità, dell’inclusione finanziaria, della multiculturalità, e delle innovazioni riguardo ai sistemi di pagamento (quali il convegno #IlCliente e le due edizioni del Salone dei pagamenti);
  • gli incontri di educazione finanziaria con gli studenti delle scuole, nell’ambito degli eventi promossi da ABI sul territorio nazionale (17 città sino ad ora raggiunte dagli incontri sul territorio: Cuneo, Vicenza, Ancona, Viterbo, Lecce, Messina, Modena, Sondrio, Cagliari, Udine, Campobasso, Brescia, Catania, Napoli, Torino, Trento e Bolzano), ma anche delle università e dei corsi post lauream, e, con la collaborazione di Feduf e Fiaba, le iniziative rivolte agli studenti delle scuole riconosciute dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti;
  • gli oltre 50 incontri di educazione finanziaria in base al protocollo siglato da ABI col Ministero dell’Interno per rafforzare il comune impegno per la prevenzione delle truffe di natura finanziaria che coinvolgono gli anziani e le persone con una scarsa educazione finanziaria;
  • la Collana editoriale di “Guide per la clientela”, composta attualmente da 6 numeri, che ABI ha creato, in collaborazione con ABI Servizi, per la clientela su temi di attualità bancaria e novità regolamentari, prodotte in diversi formati per favorirne la massima diffusione e spesso affiancate da video e infografiche (si ricordano, in particolare, la guida in tema di bail-in, 2015; la guida in tema di prestito ipotecario vitalizio, 2016; la guida contro le truffe, 2017; la guida su home banking, e-commerce, carte, 2017; la guida in tema di MIFID e PRIIPS, 2017; la guida su contanti, assegni, conti e libretti di risparmio o deposito, 2018).

Lo sviluppo di una maggiore consapevolezza del valore del denaro, del suo uso e dell’importanza del risparmio contribuisce a migliorare la capacità di scelta delle persone rispetto ai propri investimenti personali o di famiglia, puntando anche al futuro. Il mondo bancario contribuisce attivamente alla diffusione delle competenze economiche di base, per rispondere alle esigenze di cultura finanziaria dei cittadini.Ciò avviene sia tramite l’adozione di numerosi programmi educativi per bambini, giovani, adulti e anziani, implementati in autonomia dai singoli istituti, sia attraverso iniziative dal carattere più trasversale, realizzate in collaborazione con le Istituzioni e con altri soggetti pubblici e privati, a partire dalle Associazioni dei consumatori, anche in coordinamento con la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio costituita dall’ABI nel 2014, la Federazione Banche, Assicurazioni e Finanza, e la Federazione Bancaria Europea, e in stretto confronto con gli organismi di rappresentanza delle al cuore di tutti”.

Banche superano primi test blockchain, al via seconda fase

(29 settembre 2018) Il gruppo di 14 banche italiane, che ha avviato i lavori su di una blockchain, ha superato con esiti positivi la prima fase di verifica tecnica delle procedure. Dopo questa analisi “in vitro” si procede ora con una prova concreta dei processi in campo. 

​È stato infatti completato il caricamento dei 2 mesi di dati reali sull’infrastruttura di 14 nodi, che corrispondono a 14 banche che stanno lavorando al Progetto Spunta interbancaria. Complessivamente sono stati caricati 1.200.000 movimenti. Le performance ottenute sono buone, e ciò consente di procedere con la prossima fase di test. Questa nuova prova vedrà le banche partecipanti lavorare alla spunta giornaliera con la nuova applicazione basata su database distribuiti. 
Il progetto, portato avanti da ABI Lab, il laboratorio tecnologico promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha l’obiettivo di applicare la blockchain ai processi interbancari. Lo scopo è raggiungere trasparenza e visibilità delle informazioni, maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e possibilità di verifiche e scambi direttamente sull’applicazione. 
La blockchain permette che i dati non siano memorizzati su di un solo computer, ma siano distribuiti su più nodi, ossia su più macchine collegate tra loro. Un grande database può essere quindi ripartito e la gestione delle transazioni viene condivisa tra più nodi di una rete. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti – le Distributed Ledger Technology (Dlt) – cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra i partecipanti.
L’ambito di applicazione del progetto è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. L’applicazione di tecnologie Dlt contribuisce a migliorare alcuni aspetti specifici dell’attuale operatività, che possono provocare discrepanze complesse da gestire per le banche. Tra queste, il tempo necessario a identificare transazioni non corrispondenti tra due banche; la standardizzazione del processo e del protocollo di comunicazione unico; la visibilità sulle transazioni tra le parti. Gli Smart Contract sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di dati e informazioni.
Entra dunque in una fase operativa ancora più avanzata il progetto che applica il paradigma basato sui database distribuiti Dlt a un processo interbancario. Le banche stanno facendo da apripista su di un terreno nuovo. Il gruppo di lavoro, composto dalle banche aderenti e guidato da ABI Lab, ha selezionato come piattaforma Dlt “Corda” sviluppata da R3 e, con la collaborazione di Ntt Data per lo sviluppo applicativo e Sia come fornitore dell’infrastruttura di nodi, ha definito un nuovo processo di spunta. Il lavoro si basa sulla versione Enterprise della piattaforma, rilasciata lo scorso giugno con variazioni e ottimizzazioni messe a punto proprio per il progetto Spunta. Il nuovo processo prevede, nel rispetto della riservatezza, di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni. Attraverso l’utilizzo della piattaforma Dlt e l’implementazione di Smart Contract, sarà inoltre possibile effettuare il riscontro automatico delle transazioni bancarie semplificando e accelerando il processo di riconciliazione.

Clienti investitori sempre più digitali, ma piace il consulente

(22 settembre 2018) ​Al cliente investitore piace la banca digitale, ma cerca anche un dialogo più diretto e personalizzato con la banca

​Sono oltre 12 milioni i clienti bancari investitori e di questi quasi l’80% si rivolge a referenti dedicati per confrontarsi sulla gestione del proprio patrimonio finanziario. L’esigenza dei clienti di un confronto personale e la crescita dei bisogni legati all’investimento e alla gestione e mantenimento del risparmio in un periodo di incertezza del quadro economico, hanno rafforzato il ricorso ad un gestore o un consulente. È quanto emerge dall’indagine che ABI, in collaborazione con GfK, ha condotto sulla relazione banche e clientela. Dall’indagine emerge che i clienti apprezzano servizi bancari sempre più articolati e personalizzati, anche per il tramite di agenzie organizzate per rispondere alle nuove esigenze della clientela e del territorio.

L’investitore sceglie servizi su misura e cerca un dialogo personalizzato.
Secondo lo studio, i clienti investitori fanno un uso molto ampio della multicanalità della banca, ossia non si accontentano più di un solo canale di accesso ai servizi, ma si spostano dall’uno all’altro, utilizzando quelli messi a disposizione (sia fisici, sia digitali) a seconda delle necessità e delle situazioni. In particolare, l’85% dei risparmiatori opera con la banca sia andando in agenzia, sia in modalità ‘fai da te’, cioè svolgendo operazioni via web (Internet o mobile banking), tramite i contact center o gli Atm, soprattutto per le operazioni e i pagamenti di tutti i giorni. Per le scelte finanziarie più complesse, connesse alla sottoscrizione di nuovi prodotti o per decisioni sui propri investimenti, quasi l’80% degli investitori si rivolge a un consulente di riferimento direttamente in agenzia o a domicilio (a fine 2016 l’incidenza era del 66%). Cominciano inoltre a diffondersi anche nuove modalità di contatto tra banca e cliente: il 15% degli investitori, infatti, ha visitato le pagine/profili social delle banche per leggerne i contenuti, cercare informazioni e risolvere eventuali dubbi, dialogando direttamente via web.

La nuova filiale, meno casse e più consulenzaNella filiera distributiva delle banche italiane, la filiale ha acquisito un nuovo ruolo con più strumenti informatici e più spazi dedicati alla consulenza, che si sostituiscono alle casse e al contante. Gli stili di vita più dinamici e l’uso progressivo dei canali a distanza contribuiscono a far diventare lo sportello quale luogo deputato ad una relazione qualificata per effettuare consulenza sulle scelte più complesse. L’evoluzione va di pari passo con la digitalizzazione di questa clientela, che negli ultimi 5 anni ha registrato una grande accelerazione: a fine 2017 infatti il 66% della clientela investitrice usa il web (Internet o mobile banking) per operare con la propria banca (era il 50% nel 2012). Se l’Internet banking si conferma il canale digitale preferito (per il 63% degli investitori), il mobile si sta velocemente affermando tra le abitudini di questi clienti: il 32%, infatti, opera in mobilità portando con sé la banca ovunque vada, accedendo ai servizi attraverso dispositivi mobili quali smartphone e tablet (la percentuale era del 6% nel 2012).

Premio “Finanza per il Sociale”: proroga al 15 novembre

(20 settembre 2018) ​Tema del concorso, le sfide dell’educazione finanziaria a sostegno della ripresa. L’iniziativa, che si rivolge ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, ha il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e si inserisce nell’ambito del “Mese dell’Educazione Finanziaria”.

​Prorogati i termini per concorrere al Premio ABI-FEDUF-FIABA “Finanza per il sociale”. Con elaborati pubblicati o trasmessi entro il 15 novembre, si potrà partecipare alla quarta edizione del premio “Finanza per il sociale”, l’iniziativa per giovani studenti in giornalismo, promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana), FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche).
Il premio si inserisce così nell’ambito del “Mese dell’Educazione Finanziaria”, l’iniziativa promossa dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria che si svolgerà per tutto il mese di ottobre. Il premio ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
L’iniziativa punta a sostenere l’impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria per il Paese. Destinatari del concorso i giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, interessati a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un momento storico in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituiscono un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili. L’iniziativa, promossa nell’ambito della XVI edizione del FIABADAY – Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche, rientra nell’ambito dell’impegno pluriennale del mondo bancario sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale.
Particolare attenzione è rivolta quest’anno all’inclusione finanziaria dei cittadini in situazioni di fragilità sociale. Tema del premio della quarta edizione è infatti “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale. Sfide e prospettive formative per le fasce più vulnerabili della popolazione”. Il rafforzamento delle competenze finanziarie di tutte le fasce della popolazione, a partire da quelle più vulnerabili, può contribuire a rafforzare la capacità di fronteggiare situazioni complesse e di esclusione sociale, e di investire nel futuro. Favorire l’inclusione finanziaria significa sostenere opportunità di crescita e di sviluppo e, al tempo stesso, quella sostenibilità economica e sociale che è fondamento della ripresa.

Modalità di partecipazione
Sarà premiato il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il tema del concorso. Informazioni e strumenti utili per sviluppare gli elaborati potranno essere reperiti consultando il sito www.curaituoisoldi.it, il nuovo portale sull’educazione finanziaria realizzato da FEDUF in collaborazione con le Associazioni dei consumatori. L’elaborato vincitore sarà pubblicato sul sito dell’ABI www.abi.it, sul sito www.curaituoisoldi.it di FEDUF, e sul sito di FIABA www.fiaba.org.
La partecipazione è gratuita. Possono concorrere i praticanti e gli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, autori di articoli in lingua italiana o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. Possono concorrere anche elaborati firmati da più autori. Con la proroga dei termini, ogni concorrente, o gruppo di concorrenti, potrà partecipare con un solo articolo/servizio, pubblicato o trasmesso nel periodo compreso tra il 1° novembre 2017 e il 15 novembre 2018.
L’elaborato in concorso dovrà essere spedito entro il 22 novembre 2018 per e-mail, indicando come oggetto la dicitura “Premio Finanza per il Sociale IV Edizione” a [email protected]  o per posta all’indirizzo FIABA – Premio Giornalistico “Finanza per il Sociale”, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 29 novembre 2018.

La proclamazione del vincitore avverrà nell’ambito della XVI edizione del FIABADAY.
Per maggiori informazioni riguardanti le modalità di partecipazione è possibile consultare e/o scaricare il bando di concorso con relativo regolamento dal sito internet www.abi.it  e www.fiaba.org  o richiederle ai seguenti contatti: la Segreteria Organizzativa del Premio al numero 06 43400800, e-mail [email protected] ; l’ufficio Rapporti con la stampa dell’ABI e-mail [email protected] ; l’Ufficio Stampa FEDUF e-mail [email protected] .
  

 

Si consolida l’utilizzo del Mobile banking

​(8 settembre 2018) 8 milioni i clienti attivi da Mobile nel 2017, in crescita del 68% rispetto all’anno precedente. Nel Rapporto annuale di ABI Lab il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità della banca in “mobilità”.

F​orte impennata degli utenti attivi che operano in “mobilità” da Smartphone e da Tablet: circa 8 milioni nel 2017, con una crescita del 68% sull’anno precedente. A guidare il trend i clienti da Smartphone (+51%). È quanto emerge da un’indagine contenuta nel settimo Rapporto annuale realizzato da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del Mobile Banking.

L’offerta di Mobile banking
Secondo lo studio ABI Lab, la spinta innovativa e tecnologica della “Banca a portata di mano” parte soprattutto da applicazioni (app) sempre più apprezzate dal mercato, basti pensare che nel 2017 quelle scaricate sono state 3.449.767 per Smartphone. Tutte le banche offrono servizi tramite app per Smartphone con sistemi operativi iOS e Android, per il Tablet, invece, la quota di banche che li offrono si attesta all’89%. Più ridotta la percentuale di banche che offrono app anche per i dispositivi con il sistema operativo Windows (61% per Smartphone e 35% per Tablet) e Blackberry (6% per i soli Smartphone). Meno della metà delle banche rispondenti offre servizi per i Wearable Device (oggetti indossabili in grado di connettersi e interagire con persone o oggetti anche attraverso la rete Internet).  Mediamente ogni banca/ gruppo bancario offre 3 app.
Per quanto riguarda i servizi offerti, accanto alle funzionalità base del banking, sono molto diffusi i servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading) segnalati dal 78% delle banche, servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), offerti dal 67% e funzionalità di gestione della spesa (39%). Le diverse funzionalità possono essere offerte in un’unica app di riferimento oppure con app ad hoc per un determinato servizio: gli esempi più evidenti sono il borsellino elettronico, ossia il cosiddetto mobile wallet, offerto dal 28% delle banche rispondenti, e il Mobile POS (pagamenti elettronici con carte di credito o debito collegando il dispositivo mobile al POS), segnalato dal 17% delle banche; entrambe le funzionalità sono prevalentemente gestite con un’app aggiuntiva a quella “classica” di mobile banking.

Gli investimenti sul Mobile
La forte attenzione del mondo bancario per il Mobile trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate per il 2018. Infatti, l’indagine sottolinea che il 67% delle banche ha segnalato una crescita degli investimenti e di queste l’11% ha registrato un forte aumento. Tra i benefici più significativi già ottenuti con il Mobile, in cima alla classifica troviamo l’incremento del valore del brand e il miglioramento della esperienza d’uso (per il 74% delle banche rispondenti). A seguire i ricavi derivanti dalla fidelizzazione dei clienti (per il 62%) e i ricavi da nuovi clienti (per il 44%).