Approvazione del “Pacchetto Bancario”

(10 dicembre 2018) Si è conclusa la fase del Trilogo, con il raggiungimento di un accordo in Ecofin, per l’approvazione del c.d. “pacchetto bancario”.  I passaggi successivi prevedono ora che le nuove misure cosi’ concordate siano consolidate all’interno dei testi delle normative su cui incidono (in particolare CCR/CRDIV e BRRD)

​I passaggi successivi prevedono ora che le nuove misure cosi’ concordate siano consolidate all’interno dei testi delle normative su cui incidono (in particolare CCR/CRDIV e BRRD). Il Pacchetto verrà successivamente approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria (probabilmente tra febbraio e marzo) e quindi pubblicato in gazzetta ufficiale (presumibilmente ad aprile o maggio).
Intensa è stata l’azione dell’ABI che, anche in coordinamento con la Federazione Bancaria Europea, ha portato all’attenzione dei co-legislatori europei temi non solo di interesse nazionale ma anche comuni al mondo finanziario europeo e internazionale.
Di seguito si illustrano le principali istanze rappresentate dall’ABI che hanno trovato accoglimento:

  • NPLs: un trattamento meno penalizzante ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali delle vendite massicce di NPL operate dalle banche a partire dal 2016, affinché queste vendite, anche sollecitate dal supervisore europeo e nazionale, non finiscano per ripercuotersi negativamente sul calcolo futuro delle esposizioni analoghe in portafoglio delle banche;
  • SMEs Supporting Factor: l’ampliamento del valore delle esposizioni da 1,5 a 2,5 milioni per i finanziamenti operati dalle banche nei confronti delle piccole e medie imprese ai fini dell’applicazione di un minore assorbimento di capitale (c.d. SMEs Supporting Factor). Questo trattamento meno penalizzante era stato introdotto nella CRR nel 2013 in maniera transitoria, quindi per un periodo limitato, e solo per le esposizioni fino a 1,5 milioni.  Appariva assolutamente necessario far sì che questo trattamento di supporto acquistasse natura permanente e fosse anche ampliato, vista l’attuale fase economica di avviata ripresa e la caratteristica specifica dell’economia di molti stati membri, in particolare l’Italia, imperniata sulla piccola e piccolissima industria;
  • Infrastructure Supporting Factor: l’introduzione in via permanente di minori assorbimenti di capitale per i finanziamenti destinati alla realizzazione di infrastrutture, che sono nuno dei settori più nevralgici per la competizione economica dei diversi Stati membri;
  • Finanziamenti garantiti da cessione di una quota di stipendio/pensione: una migliore calibrazione dell’assorbimento di capitale per i finanziamenti garantiti da cessione di una quota dello stipendio/pensione, i quali si caratterizzano per essere una forma di finanziamento poco rischiosa;
  • Software: l’inclusione del valore degli investimenti in software operati dalle banche nel calcolo del rispettivo capitale di vigilanza, che consente di non penalizzare, come altrimenti sarebbe stato, l’ingente trasformazione tecnologica per competere sul mercato attraverso modelli di business ampiamente rinnovati e diversificati;
  • NSFR: l’eliminazione della penalizzazione ai fini del calcolo del coefficiente di liquidita’ di lungo termine (Net Stable Funding Ratio – NSFR) per le operazioni in pronti contro termine che hanno per oggetto titoli a elevata liquidità (come i titoli di stato), penalizzazione prevista dalla originaria proposta della Commissione. La proposta originaria, infatti, avrebbe penalizzato lo scambio di titoli di stato a fronte di liquidità e viceversa (i c.d. “Repo” e “Reverse Repo”), andando a colpire proprio quelle transazioni che oggi, al contrario, garantiscono la liquidità del mercato;
  • Proporzionalità: L’introduzione di una serie di correttivi per far sì che la nuova normativa sia maggiormente improntata a criteri di proporzionalità nei confronti di banche di minor dimensione e complessità operativa. A tal fine si è introdotta una definizione di piccole e meno complesse istituzioni (quelle con totale attivo inferiore a 5 miliardi di euro) nei confronti delle quali l’EBA dovrà decidere una complessiva riduzione di misure di reporting che comporteranno una riduzione dei costi tra il 10 e 20%, nonché un regime semplificato per la gestione della liquidità di lungo periodo (NSFR).
  • Danish compromise: l’estensione ulteriore, fino al 2024, della possibilità per le istituzioni finanziarie non conglomerate di non dedurre dal capitale di vigilanza le partecipazioni in società assicurative, secondo il c.d. “Danish compromise”. Ciò consente alle istituzioni interessate di rimandare ulteriormente un aggravio normativo che si traduce in un forte impatto sul capitale di vigilanza.

L’attività dell’ABI si è rivolta ovviamente anche a contrastare proposte normative che sarebbero risultati particolarmente penalizzanti per le banche. Ne sono esempi:

  • le modifiche al regime di assorbimento di capitale sui per i portafogli di titoli di stato: il tentativo è stato contrastato con successo in coerenza con le conclusioni del Comitato di Basilea che ha ritenuto non esserci le condizioni per rivedere detto trattamento né anticiparlo in alcune giurisdizioni rispetto ad altre. Nel corso della legislatura analoghi tentativi pur se in altre forme sono stati avanzati anche in altre bozze di normativa (per es. in quella sui Covered Bond);
  • la possibile introduzione di un fattore di penalizzazione, in termini di assorbimenti patrimoniali, per i finanziamenti operati dalle banche per investimenti e/o attività economiche considerati non ecologicamente sostenibili (c.d. “Brown finance” in contrapposizione alla c.d. “Green Finance”);
  • l’introduzione di requisiti di assorbimento patrimoniale piu’ stringenti collegati a fattori, anche attraverso misure di secondo pilastro.

Con riferimento invece alla parte del pacchetto bancario relativo alla revisione della BRRD ed aspetti collegati alla normativa sulla risoluzione, hanno trovato accoglimento le proposte dell’ABI volte a:

  • introdurre un requisito di maggior proporzionalità che tiene conto del più semplificato modello di business per la definizione del requisito di fondi propri e passivita’ eleggibili ai fini del bail-in (Minimum requirement of own funds and eligible liabilities – MREL);
  • introdurre una clausola di grandfathering che consente di rendere eleggibili ai fini del requisito di MREL tutte le passività/titoli già sul mercato prima dell’entrata in vigore della nuova normativa;
  • differire l’entrata in vigore della nuova normativa al 2024 (con una fase però di verifica intermedia al 2022). 

Dal 2009 misure su sostegno al credito per 491.041 Pmi

(8 dicembre 2018) Dal 2009 a ottobre 2018 sono state 491.041 le Pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI, per sostenere la disponibilità di credito.

​Si è trattato di uno sforzo enorme in un momento in cui l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra.
Di fronte a questo scenario, per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative indirizzate ai diversi settori economici su tutto il territorio. Iniziative che le banche continuano a confermare a pieno ritmo anche ora nella fase di rilancio dell’economia.

L’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici concretizzate in cinque fasi:

  • fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà (Avviso comune – agosto 2009);
  • individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (Accordo per il credito alle Pmi – febbraio 2011);
  • assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle Pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive. Si mirava così a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico (Nuove misure per il credito alle Pmi – febbraio 2012). In tal senso è stato anche favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento;
  • riproporre le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle messe in campo con le “Nuove misure per il Credito alle Pmi” per le imprese con una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica riscontrabile, ad esempio per la presenza di uno o più dei seguenti fenomeni: riduzione del fatturato, riduzione del margine operativo rispetto al fatturato, aumento dell’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale. Prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. (Accordo per il credito – luglio 2013).

Su questa stessa linea l’Accordo per il credito 2015 tra l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese.
In particolare:
la formula della sospensione delle rate dei finanziamenti ha riguardato 462.025 per un debito residuo di 126,3 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese pari a 25 miliardi di euro;
le opportunità di allungamento del piano di ammortamento hanno interessato 29.016 Pmi pari a 8 miliardi di euro di debito residuo.
Si ricorda che da novembre 2018 l’ABI e le altre Associazioni d’impresa hanno siglato il Nuovo Accordo per il credito 2019, in vigore dall’1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2020, che rinnova le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti alle Pmi, alla luce del nuovo contesto di mercato e regolamentare.
 

Al via intesa ABILab – Assofintech

(5 dicembre 2018) ABILab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, e Assofintech, l’Associazione italiana per il fintech e l’insurtech, hanno siglato un Accordo di collaborazione.

​“Le parti – si legge nell’intesa – intendono contribuire all’evoluzione della cultura dell’innovazione e stimolare la crescita del Paese dando impulso a livelli pubblici e privati ad ogni attività ed iniziativa finalizzate all’informazione ed alla divulgazione su vasta scala del Fintech per la crescita dell’economia digitale, anche mediante lo sviluppo del crowdfunding, della blockchain e degli strumenti di pagamento in generale”. E ciò anche nello spirito di facilitare una discussione organica sugli aspetti regolamentari del settore.
Con l’Accordo ABILab e Assofintech si impegnano a promuovere, incoraggiare e veicolare le opportunità della digital economy.

Sono previste, tra l’altro,

  • attività info-formative volte ad una miglior comprensione del profilo economico e tecnologico delle start-up fintech;
  • azioni dirette allo sviluppo dell’ecosistema banche – fintech;
  • attività congiunte di analisi e studio delle nuove tecnologie e di nuovi modelli nei settori finanziario e assicurativo;
  • azioni mirate all’individuazione di modalità di partnership tra banche e start-up fintech;
  • organizzazione di giornate studio congiunte ed incontri mirati.

 Il mondo bancario italiano guarda con molta attenzione all’innovazione tecnologica. La spesa in Information and Communications Technology (ICT) per il settore bancario ha raggiunto i 4,75 miliardi di euro.

ABILab
È il Centro di ricerca e innovazione per la banca, promosso dall’ABI in un’ottica di collaborazione tra banche, aziende e Istituzioni.
Si propone come strumento operativo di supporto all’interpretazione dei vantaggi derivanti dall’uso delle tecnologie, per l’ottimizzazione dei processi interni e la predisposizione di nuovi prodotti e servizi per la clientela, di cui le banche possano avvalersi in autonomia, nella piena salvaguardia dell’ambito competitivo. Promuove e coordina diverse attività di ricerca, che si svolgono in un contesto di incontro e confronto tra 180 banche e 68 partner tecnologici consorziati.

Assofintech
L’Associazione nasce dalla convergenza di diverse iniziative, unite nell’interesse comune di far crescere il sistema Italia e dallo stimolo delle istituzioni nazionali ad avere una controparte che rappresenti in modo coerente e organizzato questo settore appena nato, ma particolarmente effervescente e sempre più pervasivo nelle quotidiane interazioni tra soggetti finanziari, aziende e privati.
Per questo motivo AssoFintech, che in meno di un anno ha aggregato 120 associati, è aperta a tutti gli attori di questo mondo, fatto da startup, banche, intermediari finanziari, assicurazioni, fondi di venture capital e private equity, business angel, produttori di infrastrutture tecnologiche, di hardware e di software ed esperti e appassionati di tecnologia applicata alla finanza.
 

Moratoria rate e agevolazioni in Accordo per Genova

(4 dicembre 2019) ​Interventi per favorire le misure del Nuovo Accordo per il credito 2019, in particolare la sospensione rate alle Pmi; possibili facilitazioni bancarie per esigenze di liquidità e nuovi investimenti; collaborazione per stimolare una migliore attivazione delle strumentazioni agevolative delle Amministrazioni pubbliche.

​Sono i principali punti dell’Accordo per Genova siglato tra la Commissione regionale ABI Liguria e le Associazioni di rappresentanza delle imprese (Alleanza Cooperative Italiane Genova, Cna Genova, Confartigianato Genova, Confcommercio Genova, Confesercenti Genova, Confindustria Genova) con l’obiettivo di “sostenere l’economia del territorio della città metropolitana di Genova nella delicata fase di transizione fino al ripristino di una rete infrastrutturale adeguata alle esigenze logistiche e distributive di un sistema produttivo evoluto e integrato”.
In questo senso, la via migliore per ABI Liguria è la piena collaborazione tra il settore bancario e quello imprenditoriale per evitare conseguenze sull’equilibrio finanziario delle imprese e sulle loro prospettive di investimento.

Nel dettaglio, l’Accordo prevede:

  • misure di sospensione rate e allungamento dei finanziamenti, in base al Nuovo Accordo per il credito 2019, a partire già dall’1 dicembre 2018, con la possibilità di mantenere lo stesso tasso di interesse del contratto originario di finanziamento ed estendere la misura anche alle imprese di maggiori dimensioni rispetto alle Pmi;
  • la possibilità di mettere a disposizione delle imprese dell’area metropolitana di Genova specifiche facilitazioni per rispondere alle esigenze di liquidità, anche connesse all’anticipo delle mensilità aggiuntive dei dipendenti, e nuovi investimenti;
  • azioni congiunte nei confronti delle Amministrazioni pubbliche, nazionali e locali, per integrare e migliorare l’attuale strumentazione agevolativa. 

“Giungiamo con profonda convinzione alla sottoscrizione di questo Protocollo – ha dichiarato il Presidente di ABI Liguria, Gianluca Guaitani – per dimostrare la rilevante attenzione delle banche del territorio nei confronti delle imprese trovatesi in difficoltà dopo il crollo del Ponte Morandi. L’intento è supportare tutti i settori economici del tessuto produttivo locale”.
 

Fintech: va avanti Spunta Banca Project, blockchain di settore

​(1 dicembre 2018) Avanza Spunta Banca Project, il progetto di applicazione di una blockchain alla spunta interbancaria. 17 banche, pari al 65% del mondo bancario in Italia, sono attivamente partecipi nella sperimentazione, nelle scelte e nelle attività di implementazione della nuova tecnologia distribuita.

​Sono stati caricati circa 2 milioni di movimenti, due mesi di dati reali per le 17 banche coinvolte. Le query, ossia le interrogazioni del database per tutti i movimenti di un nodo, si sono attestate su di una performance media di 3,28 secondi. Tra le caratteristiche tecniche dell’applicativo spiccano 20 Flow, smart contract nel mondo Corda, 50 Api service, servizi di Application programming interface, 30 pagine Web. Dal primo ottobre è in corso la fase di test con le 17 banche che stanno effettuando la spunta su base giornaliera. 
Il progetto, coordinato da Abi Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, ha l’obiettivo di applicare la blockchain ai processi interbancari. E ciò con i partner tecnici NTT Data e Sia, oltre a Corda di R3 per la piattaforma. Lo scopo è raggiungere trasparenza e visibilità delle informazioni, maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e possibilità di verifiche e scambi direttamente sull’applicazione.

La spunta interbancariaL’ambito di applicazione del progetto è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. Tra i principali benefici riconosciuti dagli esperti di spunta: l’esecuzione del riscontro automatico tra transazioni non corrispondenti eseguita sulla base di un algoritmo condiviso; la standardizzazione del processo e del canale di comunicazione unico; la visibilità sulle transazioni tra le parti. Il processo quindi riguarda la riconciliazione dei flussi e delle operazioni che generano scritture sui conti reciproci in Italia e la gestione dei sospesi. Le attività sono relative al colloquio interbancario.Blockchain – Distributed Ledger TechnologyLa blockchain permette che i dati non siano memorizzati su di un solo computer, ma siano distribuiti su più nodi, ossia su più macchine collegate tra loro. Un grande database può essere quindi ripartito e la gestione delle transazioni viene condivisa tra più nodi di una rete. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti – la Distributed Ledger Technology (Dlt) – cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra i partecipanti. L’applicazione di tecnologie Dlt contribuisce a migliorare alcuni aspetti specifici dell’attuale operatività, che possono provocare discrepanze complesse da gestire per le banche. Gli Smart Contract sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di dati e informazioni. Il tipo di blockchain utilizzata è del mondo permissioned, è quindi aperta solo alle banche parte della sperimentazione. E ciò su di una rete dedicata come Sia, non quindi nel mare aperto del web. C’è grande attenzione da parte delle banche per la sperimentazione. L’interesse è percepito anche da banche di altri paesi. Il modello organizzativoLe 17 banche italiane, attive nel progetto, costituiscono il business network. Partecipano attivamente con una visione comune a breve e medio termine. Abi Lab è il business network governor, ha la piena fiducia da parte del business network e si occupa delle regole del processo. NTT Data è il business network designer e segue lo sviluppo applicativo, grazie alle forti competenze in ambito blockchain. Sia è il business network operator, ha conoscenza approfondita delle dinamiche del settore, è il fornitore dell’infrastruttura di nodi. Corda, sviluppata da R3, si occupa della piattaforma. R3 ha assicurato il proprio sostegno in ogni fase del progetto, rilasciando nuove versioni con bugfixing, sistemando i bug ossia gli errori, e feature, cioè nuove caratteristiche. Il lavoro si basa sulla versione Enterprise della piattaforma, rilasciata con variazioni e ottimizzazioni messe a punto proprio per il progetto Spunta. Il nuovo processo prevede, nel rispetto della riservatezza, di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni.L’obiettivo di medio termine è accompagnare le banche italiane sulla strada di questa tecnologia. Con un nodo in ogni banca sarà possibile immaginare costruzioni innovative applicate a casi specifici.Per rafforzare ulteriormente questo spirito di collaborazione, Abi Lab è entrato a far parte, in qualità di Membro di R3, di un network internazionale di oltre 200 tra le maggiori realtà che nel mondo si occupano di servizi finanziari, aziende ict, banche centrali, autorità di regolamentazione e associazioni di categoria che lavorano insieme sulla piattaforma Corda.
 

ABI Lab e R3 partner per piattaforma blockchain Corda

​(1 dicembre 2018) ABI Lab ha siglato un accordo di collaborazione con l’azienda di software R3 per sviluppare applicazioni e soluzioni innovative sulla piattaforma di blockchain Corda.

​ABI Lab è il Centro di ricerca e innovazione promosso dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Approfondisce, sviluppa e diffonde innovazione nel settore bancario e finanziario attraverso le proprie attività di ricerca e la condivisione di conoscenza sugli aspetti organizzativi e tecnologici.
Nel 2017 nasce ‘Spunta Project’ per rendere operative le potenzialità e i benefici della blockchain in ambito bancario, mediante l’applicazione di un registro digitale distribuito tra le banche partecipanti al progetto. Fanno parte del progetto 17 banche, NTT Data per lo sviluppo applicativo e SIA in qualità di fornitore dell’infrastruttura.
Il progetto è supportato da una partnership sulla bckchain con R3, una realtà che aggrega una rete di oltre 200 società di servizi finanziari, aziende tecnologiche, banche, autorità di regolamentazione e associazioni di categoria operanti nel mondo con Corda.
Corda è una piattaforma blockchain, che consente di effettuare transazioni utilizzando smart contract, garantendo al contempo i più alti livelli di privacy e sicurezza. All’inizio di quest’anno, R3 ha lanciato Corda Enterprise, una versione di Corda ottimizzata per soddisfare le esigenze delle istituzioni complesse.
Corda e Corda Enterprise sono la base di un ecosistema di applicazioni interoperabili. Queste app sono costruite dai partner di R3, sfruttando le potenzialità della blockchain per superare le sfide specifiche affrontate dai loro clienti.
R3 sta lavorando a diversi progetti con i suoi partner, tra cui Spunta Banca Project, un pilota con 17 banche italiane che sperimentano la blockchain per la riconciliazione interbancaria. Corda di R3 è stata recentemente scelta dal Land Registry del Regno Unito come piattaforma su cui sviluppare un progetto che ha l’obiettivo di rendere il processo di acquisto di una casa nel Regno Unito più veloce, semplice e trasparente.
Pierfrancesco Gaggi, Presidente di ABI Lab, sottolinea: “L’accordo con R3 permette di lavorare insieme a chi costruisce le autostrade tecnologiche di domani, chiarendo le concrete esigenze delle strutture complesse. Spunta Banca Project vede la concreta azione sul campo di 17 banche per la riconciliazione tra banche di transazioni “chiuse” sulla base di un algoritmo condiviso. Crediamo che la collaborazione con R3 possa essere ricca di risposte alle domande di semplificazione, certezza e efficienza dei processi”.
David E. Rutter, CEO di R3, commenta: “Attribuiamo molta importanza alla collaborazione con ABI Lab, centro di ricerche e innovazione che lavora con le banche in Italia per testare e costruire nuove tecnologie. L’esperienza di ABI Lab sarà inestimabile per R3. Siamo pronti a lavorare con ABI Lab per sviluppare soluzioni di blockchain innovative su Corda che soddisfino le crescenti esigenze dei suoi membri “.

ABI Lab
È il Centro di ricerca e innovazione per la banca, promosso dall’Abi in un’ottica di collaborazione tra banche, aziende e Istituzioni.
Si propone come strumento operativo di supporto all’interpretazione dei vantaggi derivanti dall’uso delle tecnologie, per l’ottimizzazione dei processi interni e la predisposizione di nuovi prodotti e servizi per la clientela, di cui le banche possano avvalersi in autonomia, nella piena salvaguardia dell’ambito competitivo. Promuove e coordina diverse attività di ricerca, che si svolgono in un contesto di incontro e confronto tra 136 banche e 62 partner tecnologici consorziati.
www.abilab.it

R3
R3 è un’azienda di software che si occupa di blockchain aziendale. Lavora con un ampio ecosistema di oltre 200 membri e partner in diversi ambiti, sia del settore privato che pubblico, per sviluppare su Corda, la sua piattaforma blockchain open source, e Corda Enterprise, una versione commerciale di Corda per uso aziendale.
Il team globale di R3 è composto da oltre 180 professionisti in 13 paesi, supportato da oltre 2.000 esperti di tecnologia, finanziari e legali nel mondo. La piattaforma Corda è già utilizzata in diversi settori, dai servizi finanziari all’assistenza sanitaria, alle spedizioni, alle assicurazioni e altro ancora. Registra, gestisce e da seguito ad accordi finanziari per le diverse realtà in perfetta sincronia tra le parti coinvolte, per un commercio con transazioni più fluide.
www.r3.com

 

Sempre più all’avanguardia in Europa sulle perizie immobiliari

(30 novembre 2018) ​Aggiornate le Linee Guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie. Novità per hotel, centri commerciali e agroindustrie

​Con un mercato dei mutui che ha superato i 376 miliardi di euro a settembre 2018, in aumento del 2,3% rispetto allo scorso anno, qualità ed efficienza delle perizie immobiliari sono elementi fondamentali. Sono giunte così al terzo aggiornamento le Linee Guida per le valutazioni degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie alla luce dell’ulteriore adeguamento ai più recenti standard europei e internazionali, in particolare la Direttiva mutui recepita nel Testo Unico Bancario, e alla Circolare 285 della Banca d’Italia con riferimento ai requisiti di professionalità dei periti.
Novità rilevanti in questa nuova edizione l’introduzione di principi per la valutazione di hotel, centri commerciali e agroindustrie (cosiddetti Asset speciali), e un focus importante dedicato all’efficienza energetica degli immobili ed al loro impatto sul valore di mercato.
Con l’obiettivo centrale di un costante rafforzamento della trasparenza ed efficienza del mercato delle valutazioni immobiliari, le nuove Linee Guida sono state presentate oggi a Roma nel corso del convegno ABI “Credito al Credito 2018” e sono il risultato della elaborazione realizzata con gli Ordini e Collegi Professionali dei Geometri e Geometri laureati, degli Ingegneri, degli Agrotecnici e Agrotecnici laureati, degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori, Conservatori, dei Dottori Agronomi e Dottori forestali, dei Periti industriali e Periti industriali laureati, dei Periti agrari e Periti Agrari Laureati, Assovib (Associazione delle società di valutazione immobiliare) Tecnoborsa, componenti dello specifico Tavolo Tecnico costituito in sede ABI in materia, con il supporto per questa edizione anche di Assoimmobiliare, Rics, Tegova, Fiabci e Isivi. Con la condivisione di Confedilizia sui contenuti delle Linee Guida.
Si perfeziona ulteriormente il processo di revisione delle Linee Guida attraverso un’opera di ampia collaborazione tra gli operatori consapevoli della “centralità” delle valutazioni immobiliari per la tenuta della stabilità economico e finanziaria del settore creditizio.
Ecco dunque un insieme di principi guida e requisiti ai quali potranno far riferimento i periti per una sempre più precisa attività di stima del valore di mercato degli immobili che saranno posti a garanzia dell’erogazione dei mutui.
Valore di mercato, codice di condotta dei Periti, procedure e metodi di valutazione, metodo del confronto di mercato, metodo finanziario, metodo dei costi, valutazioni di Asset speciali, efficientamento energetico: questi e molti altri i principi che consentiranno di eseguire valutazioni degli immobili secondo parametri di massima chiarezza e trasparenza, mirando a valorizzare la garanzia immobiliare con un impatto positivo anche in termini di efficienza nel recupero del credito erogato, favorendo la massimizzazione del valore del residuo patrimonio eventualmente destinato al debitore.

Estinzione dei libretti di risparmio entro il 31 dicembre 2018

(24 novembre 2018) Il prossimo 31 dicembre 2018 scade il termine previsto dalla normativa antiriciclaggio per estinguere i libretti al portatore ancora esistenti.
L’ABI sensibilizza tutti coloro che detengono questi libretti a recarsi in banca per effettuare la loro estinzione entro il termine sopra indicato.
 

​Ai sensi della normativa in vigore, qualora il portatore del libretto si presentasse in banca successivamente al 31 dicembre 2018, la banca sarà obbligata a inoltrare una comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze che potrà applicare una sanzione pecuniaria da 250 a 500 euro.
In questo modo l’ABI rinnova l’iniziativa di sensibilizzazione sulle principali regole di utilizzo dei libretti al portatore contenute nel Decreto legislativo n. 231 del 2007, che disciplina la normativa di prevenzione dei fenomeni del riciclaggio dei proventi da attività criminose e di finanziamento del terrorismo aggiornata con il Decreto legislativo n. 90 del 2017.
 

Rapine in calo del 28,7% nei primi nove mesi del 2018

​(22 novembre 2018) La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza e i risultati dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria

​Si riducono di quasi un terzo le rapine in banca. Nei primi tre trimestri del 2018, infatti, sono stati 134 i colpi compiuti allo sportello, con un calo del 28,7% rispetto ai 188 dello stesso periodo dell’anno precedente. In netta diminuzione anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 0,9 a 0,7. Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, presentati ieri al convegno “Stati generali della Sicurezza”, l’evento ABI che approfondisce i temi della sicurezza in banca e negli altri settori a rischio rapina.

La mappa delle rapine in banca
Nei primi nove mesi del 2018, le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-66,7%, da 6 a 2), Calabria (-50%, da 2 a 1), Emilia Romagna (-50%, da 20 a 10), Lazio (-27,3%, da 22 a 16), Liguria (-50%, da 6 a 3), Lombardia (-52%, da 25 a 12), Marche (-20%, da 5 a 4), Piemonte (-38,9%, da 18 a 11), Puglia (-45,2%, da 31 a 17), Toscana (- 12,5%, da 16 a 14) e Veneto (-28,6%, da 7 a 5). Nessun colpo in banca in Sardegna e Valle d’Aosta. Invariate le rapine in Basilicata (solo una) e in Molise (solo una). Aumenti si sono invece verificati in: Campania (18 rapine da 15), Friuli Venezia Giulia (una rapina da 0) Sicilia (13 rapine da 9), Trentino Alto Adige (1 rapina da 0) e Umbria (4 rapine da 3).

Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i risultati del nono Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria, realizzato da Ossif in collaborazione con il Ministero dell’Interno, e con la partecipazione di Assovalori, Confcommercio – Imprese per l’Italia, Federazione Italiana Tabaccai, Federdistribuzione, Federfarma, Poste Italiane e Unione Petrolifera. Lo studio analizza le rapine compiute nel 2017 in banche, uffici postali, tabaccherie, farmacie, esercizi commerciali, locali, esercizi pubblici, imprese della grande distribuzione e distributori di carburanti, mettendo a confronto i diversi settori. Dall’indagine di quest’anno emerge una riduzione complessiva del fenomeno: in particolare, il calo più evidente viene registrato per le rapine in banca che, nel 2017, si sono ridotte del 31,7%. Seguono le rapine negli uffici postali (-29,5%), le rapine in farmacia (-18,6%), le rapine in tabaccheria (-11%), le rapine nei locali/esercizi pubblici (-7,4%) e le rapine negli esercizi commerciali (-6,8%).

Al termine dei lavori del convegno l’ABI e la Prefettura di Roma hanno rinnovato il Protocollo Anticrimine, già operativo su quasi tutto il territorio nazionale, per rafforzare la collaborazione tra banche e Forze dell’ordine, attraverso il dialogo e lo scambio di dati e di informazioni.

Sisma Emilia: un accordo a sostegno delle famiglie colpite

(22 febbraio 2013) Tra le misure dell’intesa tra l’ABI Emilia Romagna e Associazioni dei consumatori, la sospensione del pagamento delle rate dei mutui delle famiglie al 30 giugno 2013 come misura emergenziale e la costituzione di un Tavolo di confronto sulla ricostruzione. 


​Consolidare le iniziative di sospensione delle rate dei mutui avviate dalle banche del territorio a partire dal 30 novembre 2012 e fino al 30 giugno 2013, nel quadro degli interventi di emergenza, e costituire un tavolo di confronto per valutare e approfondire la conoscenza delle diverse iniziative avviate per la ricostruzione. Questi i principali obiettivi dell’accordo siglato tra la Commissione regionale ABI dell’Emilia Romagna e sette Associazioni dei Consumatori: Adiconsum, Adoc, Confconsumatori, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori. 
L’iniziativa suggella un quadro di misure già ampio, attivate dalle banche operanti sul territorio già all’indomani del sisma, nonché dall’ABI in collaborazione con la Regione e istituzioni nazionali, a sostegno delle popolazioni e del tessuto produttivo locale colpiti dal terremoto del 2012. In particolare, l’intesa si inserisce nel solco delle iniziative volte a favorire il ritorno alla normalità delle famiglie esposte maggiormente alle conseguenze dei gravi danni subiti con gli eventi sismici e aggravate dal protrarsi della più ampia crisi economica che colpisce da anni l’intero Paese.

In particolare, l’accordo prevede di:

  • consolidare le iniziative di sospensione delle rate dei mutui avviate autonomamente dalle banche del territorio a partire dal 30 novembre 2012 e fino al 30 giugno 2013, anche in considerazione dello stato in cui versano tuttora i cittadini che hanno avuto la propria abitazione danneggiata e/o distrutta o hanno perso il posto di lavoro o usufruiscono di ammortizzatori sociali, a causa del terremoto;

  • costituire un tavolo di confronto periodico tra i firmatari, volto a valutare e ad approfondire la conoscenza delle diverse iniziative avviate per la ricostruzione, nonché a considerare congiuntamente i loro possibili sviluppi;

  • convergere verso iniziative di sensibilizzazione nei confronti della Regione e del Governo per promuovere interventi legislativi volti a istituire un fondo di solidarietà a sostegno e a tutela dei mutuatari, e alla ricostruzione delle abitazioni distrutte in tempi celeri e alle condizioni più favorevoli grazie a strumenti di sostegno pubblico.