Iniziative per le popolazioni coinvolte nelle recenti calamità

(15 novembre 2018) ​L’ABI comunica di aver chiesto a tutte le banche associate di accogliere la richiesta, pervenuta dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, di non riscuotere commissioni su bonifici o altre forme di trasferimento di fondi disposti a favore di iniziative a sostegno delle popolazioni colpite dalle calamità naturali, nonché di destinare gli importi corrispondenti alle commissioni, eventualmente già applicate, a favore delle iniziative di raccolta fondi.

​Tutto ciò nello spirito condiviso di solidarietà e di più ampia collaborazione e considerata la valenza sociale delle iniziative a supporto delle popolazioni colpite dalle recenti calamità naturali.

Accordo per il Credito 2019

(15 novembre 2018) Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha dichiarato che il nuovo accordo fra ABI e le altre Confederazioni e Associazioni imprenditoriali rappresenta un nuovo importante punto di collaborazione per rafforzare la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione e costituisce un ulteriore sforzo del mondo bancario per favorire il massimo di competitività dei fattori produttivi italiani.

​Auspichiamo – ha concluso il Presidente Patuelli – che anche le Autorità istituzionali nazionali ed europee apprezzino, valorizzino e sostengano questo nuovo sforzo di tutto il mondo imprenditoriale italiano riflettendo anche sull’opportunità di non abolire l’ACE che ha ben funzionato per il rafforzamento patrimoniale di ciascuna impresa.

Nuovo Accordo per il Credito 2019

​(15 novembre 2018) ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confersercenti) hanno sottoscritto l’Accordo per il Credito 2019

​L’Accordo prevede misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti alle PMI, alla luce del nuovo contesto di mercato e regolamentare.
Le misure di moratoria, a partire dal 2009, hanno consentito alle PMI di ottenere liquidità aggiuntiva per circa 25 miliardi di euro.
La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta per un anno e il tasso di interesse può essere aumentato, rispetto a quello previsto nel contratto originario, in funzione esclusivamente degli eventuali maggiori costi sostenuti dalla banca ai fini della realizzazione dell’operazione. In ogni caso, il nuovo tasso di interesse del finanziamento non può essere superiore a quello originario di 60 basis point.
La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. In questo secondo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.
 Per le operazioni di allungamento, è invece previsto che l’estensione della durata del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Nell’Accordo è specificato che tale operazione deve determinare una riduzione della rata di ammortamento del finanziamento in misura apprezzabile rispetto a quella originaria.
Le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo.
Il nuovo Accordo, che è applicabile ai finanziamenti in essere alla data di firma dello stesso, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019. Nel frattempo, le banche continueranno a realizzare le operazioni di sospensione e allungamento dei finanziamenti, secondo le regole dell’Accordo per il Credito 2015 al fine di garantire le misure di sostegno alle imprese senza soluzione di continuità.
Con il nuovo Accordo si rafforza la collaborazione tra banche e imprese, per svolgere un’azione comune per l’analisi e la definizione di posizioni condivise su iniziative normative e regolamentari di matrice europea e internazionale che impattano sull’accesso al credito per le imprese.
Viene costituto uno specifico tavolo di condivisione interassociativo sulla regolamentazione internazionale (CIRI).
In ambito nazionale, c’è inoltre la volontà di definire un documento comune sulle misure necessarie per sostenere lo sviluppo del finanziamento alle imprese, sul quale aprire eventualmente un confronto con i diversi soggetti interessati. Tra i temi principali, l’accordo individua in particolare la riforma del Fondo di garanzia per le PMI, lo sviluppo e la valorizzazione della rete delle garanzie private, l’ottimizzazione dell’impiego dei fondi strutturali.
 

Disegno di Legge di bilancio 2019

(13 novembre 2018) Audizione del Direttore generale ABI Giovanni Sabatini presso le Commissioni Bilancio congiunte di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica

​Illustri Presidenti, Onorevoli Deputati e Senatori,consentitemi innanzitutto di ringraziarvi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del presidente Antonio Patuelli, per l’invito a partecipare alla presente Audizione ed esprimere il punto di vista del mondo bancario sul Disegno di legge di bilancio del 2019.L’Italia, da vari decenni, vede aumentare l’ammontare del proprio debito pubblico. Ciò impone emissioni crescenti di nuovi Titoli sui mercati, internazionali e nazionale, con costi altalenanti nel decennio scorso e che negli ultimi mesi sono risultati in aumento. Ogni incremento del debito pubblico si è assommato e si assomma all’ingente quantità in essere, con riflessi per il presente e l’avvenire e con aumento della percezione del rischio degli investitori e il progressivo peggioramento delle valutazioni delle agenzie di rating come avvenuto qualche settimana fa.Gli equilibri del bilancio dello Stato sono un valore di solidità attuale e prospettica e di credibilità internazionale della Repubblica ben prima degli obblighi assunti con l’Europa. Nei decenni passati, gli incrementi della spesa pubblica non hanno spesso messo in moto proporzionati incrementi dello sviluppo e dell’occupazione, che necessitano di investimenti dello Stato in infrastrutture e servizi pubblici e in incoraggiamenti ai fattori produttivi dell’economia privata.La crescita potenziale della nostra economia è ancora molto contenuta, sensibilmente inferiore a quella degli altri Paesi europei (circa un punto percentuale in meno).

L’Audizione

Al Salone dei Pagamenti 10mila presenze

​(10 novembre 2018) L’evento ha fatto toccare con mano tutte le innovazioni tecnologiche che abbiamo a disposizione. Con 10 Mila presenze, 60 sessioni di dibattito, oltre 30 workshop e 300 interventi, 200 giornalisti accreditati, i tre giorni di lavoro hanno indicato tendenze e prospettive concrete.

​«La dematerializzazione del contante e le innovazioni digitali nel mondo dei pagamenti e delle transazioni – sottolinea il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli – promuovono una nuova e concreta cultura della legalità. Il Salone dei Pagamenti dimostra come l’Italia nell’ambito dell’innovazione è in primo piano. Abbiamo la consapevolezza che nella competizione sulle nuove tecnologie in un mondo globalizzato il nostro Paese, e il mondo bancario, finanziario e societario connesso, sono assolutamente competitivi».
Quest’anno il Salone ha approfondito 8 filoni tematici: “Il futuro dei pagamenti globali”; la “Bank (R)evolution”; lo “Shopping senza Contante”; “Mobile e Millennials”; “Verso una Società Digitale”; “Arriva l’Intelligenza Artificiale”; “Blockchain & Criptovalute”; “Privacy & Sicurezza”.  Gli ampi spazi espositivi del MiCo-Milano Congressi sono stati aperti gratuitamente al pubblico per tutta la durata del convegno ed animati dal dialogo e dal confronto tra tutti gli attori coinvolti nel processo di pagamento. Non solo le banche e gli operatori del mercato, quindi, ma anche i fornitori di tecnologia e le Fintech; i gestori delle reti telefoniche; le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione; le piccole, grandi e microimprese; il mondo dei professionisti e delle partite IVA; le grandi catene del commercio e della distribuzione, in prima linea sul fronte dei pagamenti; gli utilizzatori finali di servizi e strumenti di pagamento, ossia i cittadini e le famiglie che rappresentano i consumatori di oggi e di domani; le scuole, gli insegnanti e le università.
L’evento – promosso dall’ABI in collaborazione con organismi da essa promossi come la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, il Consorzio CBI e il Consorzio ABI Lab, sotto il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale e organizzato da ABIServizi – conferma anche quest’anno la sua particolare attenzione alla formazione di giovani e giovanissimi, dedicando loro diversi momenti di approfondimento sui temi dell’educazione finanziaria ed una serie di eventi messi a punto proprio per coinvolgere centinaia di ragazzi delle scuole secondarie di primo grado.
Il programma completo e tutte le informazioni utili sul convegno sono disponibili sul sito www.salonedeipagamenti.com
 

Al Salone dei Pagamenti il punto sul recepimento della PSD2

(8 novembre 2018) ​La nuova Direttiva Europea al centro dei lavori della seconda giornata del Convegno diche si chiude domani a Milano.

​​Favorire un più elevato livello di armonizzazione nel mercato europeo dei pagamenti al dettaglio, tenendo conto del rapido sviluppo tecnologico che caratterizza il settore, e accrescere ulteriormente la competizione tra i diversi operatori, prodotti e canali di pagamento. A tutto vantaggio del cliente finale che può scegliere tra una più ampia gamma di soluzioni tutte fortemente innovative, efficienti e sicure. È con questi obiettivi che il legislatore europeo ha riscritto la Direttiva sui Servizi di pagamento PSD2, per dare slancio a innovazione, digitalizzazione e concorrenza attraverso un appropriato quadro giuridico. A dieci mesi dal recepimento in Italia della Direttiva, che è avvenuto a gennaio di quest’anno trovando le banche italiane pronte a giocare un ruolo da protagoniste anche nel nuovo contesto, il Salone dei Pagamenti diviene l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della PSD2. Grazie al confronto con le Autorità e con i diversi attori del mercato nazionali ed europei.
Proprio la nuova Direttiva, infatti, è al centro di una serie di sessioni di approfondimento e di workshop che si tengono oggi al Salone e mettono a fuoco le principali novità della PSD2 e gli scenari aperti dal completamento della normativa di secondo livello da parte dell’Autorità Bancaria Europea (EBA), a poco meno di un anno dall’applicazione delle norme tecniche di regolamentazione sull’autenticazione forte del cliente e la comunicazione sicura.

Il Salone dei Pagamenti
La PSD2 è solo uno dei temi che caratterizzano la terza edizione del Salone dei Pagamenti, l’evento promosso dall’ABI in collaborazione con organismi da essa promossi come Feduf, Consorzio CBI e Consorzio ABI Lab, sotto il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale e organizzato da ABIServizi. Il convegno che si chiude domani al MiCo-Milano Congressi, infatti, approfondisce 8 filoni tematici – “Il futuro dei pagamenti globali”; la “Bank (R)evolution”; lo “Shopping senza Contante”; “Mobile e Millennials”; “Verso una Società Digitale”; “Arriva l’Intelligenza Artificiale”; “Blockchain & Criptovalute”; “Privacy & Sicurezza” – attraverso 60 sessioni di dibattito, oltre 30 workshop e 300 interventi. Protagonisti delle diverse sessioni di lavoro tutti gli attori coinvolti nel processo di pagamento: banche e operatori del mercato, ma anche fornitori di tecnologia e Fintech; gestori delle reti telefoniche; Istituzioni e PA; piccole, grandi e microimprese; professionisti e partite IVA; grandi catene del commercio e della distribuzione; cittadini e famiglie; scuole, insegnanti e università.

Il programma completo e tutte le informazioni utili sul convegno sono disponibili sul sito www.salonedeipagamenti.com
 

Appuntamento al Salone dei Pagamenti 2018

(3 novembre 2018) Il Presidente ABI apre i lavori del Salone dei Pagamenti, che si tiene dal 7 al 9 novembre a Milano. Tre giorni di conferenze, dibattiti e spazi espositivi aperti gratuitamente al pubblico per raccontare la “rivoluzione” dei pagamenti.

​Completamente digitali, multicanali e facili da usare con qualsiasi dispositivo in mobilità, integrati con gli oggetti di uso quotidiano e con l’esperienza di acquisto, istantanei e sempre a disposizione del cliente. “In questi anni i metodi dei pagamenti sono stati al centro di una vera e propria rivoluzione – ha detto il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – stimolati dalle nuove tecnologiche, dalle evoluzioni del mercato e dalle aspettative dei consumatori”.
Per fare il punto sui nuovi sistemi e strumenti di pagamento evoluti, messi a disposizione da banche e operatori del settore, e mettere a fuoco possibili scenari, applicazioni e prospettive aperte da tecnologie come contactless, blockchain e DLT (Distributed Ledger Technology), dal 7 al 9 novembre si tiene a Milano la terza edizione del Salone dei Pagamenti.
Quest’anno il convegno sarà aperto dal Presidente Patuelli e approfondirà 8 filoni tematici: “Il futuro dei pagamenti globali”; la “Bank (R)evolution”; lo “Shopping senza Contante”; “Mobile e Millennials”; “Verso una Società Digitale”; “Arriva l’Intelligenza Artificiale”; “Blockchain & Criptovalute”; “Privacy & Sicurezza”. Questi ed altri temi saranno al centro delle 60 sessioni di dibattito, degli oltre 30 workshop e 300 interventi in cui si articolerà la tre giorni di lavoro. Gli ampi spazi espositivi del MiCo-Milano Congressi, infatti, saranno aperti gratuitamente al pubblico per tutta la durata del convegno ed animati dal dialogo e dal confronto tra tutti gli attori coinvolti nel processo di pagamento. Non solo le banche e gli operatori del mercato, quindi, ma anche i fornitori di tecnologia e le Fintech; i gestori delle reti telefoniche; le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione; le piccole, grandi e microimprese; il mondo dei professionisti e delle partite IVA; le grandi catene del commercio e della distribuzione, in prima linea sul fronte dei pagamenti; gli utilizzatori finali di servizi e strumenti di pagamento, ossia i cittadini e le famiglie che rappresentano i consumatori di oggi e di domani; le scuole, gli insegnanti e le università.
L’evento – promosso dall’ABI in collaborazione con organismi da essa promossi come la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, il Consorzio CBI e il Consorzio ABI Lab, sotto il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale e organizzato da ABIServizi – conferma anche quest’anno la sua particolare attenzione alla formazione di giovani e giovanissimi, dedicando loro diversi momenti di approfondimento sui temi dell’educazione finanziaria ed una serie di eventi messi a punto proprio per coinvolgere centinaia di ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

L’appuntamento col Salone dei Pagamenti è per mercoledì, giovedì e venerdì prossimo al MiCo-Milano Congressi di Milano. Il programma completo e tutte le informazioni utili sul convegno sono disponibili sul sito www.salonedeipagamenti.com
 

Benvenuto in banca: una brochure multilingue

(2 novembre 2018) In arrivo la nuova edizione di ‘Benvenuto in banca’, la brochure multilingue per cittadini stranieri. La brochure nasce dalla collaborazione dell’ABI con numerose istituzioni e organizzazioni: ACLI, ANCI, ARCI, Caritas Italiana, Cespi, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, OIM (organizzazione internazionale per le migrazioni) e UNHCR (l’agenzia Onu per i rifugiati)

​Breve e immediata, con risposte chiare alle tante domande di tutti i giorni. In Italiano, ma anche in Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Arabo, Cinese, Ucraino, Tagalog e Hindi. È la nuova edizione di “Benvenuto in banca”, la brochure multilingue per conoscere la banca e usarla con facilità, con contenuti aggiornati e ampliati rispetto alla prima versione, disponibile sul sito dell’Abi www.abi.it. Messa a punto dall’Associazione bancaria italiana, questa pratica guida nasce per facilitare l’accesso in banca di chi viene da un altro paese e parla un’altra lingua. Conoscere come relazionarsi con una banca e sapere cosa una banca può fare per la propria attività e famiglia, contribuisce a una migliore integrazione lavorativa e sociale nel Paese.
Per superare le difficoltà linguistiche, “Benvenuto in banca” è disponibile in 10 lingue. La brochure è destinata ai cittadini stranieri. Contiene all’interno una serie di indicazioni per illustrare i principali prodotti e servizi messi a disposizione dalle banche: con un linguaggio semplice e chiaro spiega per esempio come aprire un conto corrente, come inviare denaro verso il proprio paese di origine, come chiedere un prestito o avviare una pensione integrativa.
La brochure nasce dalla collaborazione dell’ABI con numerose istituzioni e organizzazioni: ACLI, ANCI, ARCI, Caritas Italiana, Cespi, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, OIM (organizzazione internazionale per le migrazioni) e UNHCR (l’agenzia Onu per i rifugiati). Grazie al supporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti è stato possibile realizzare la traduzione in più lingue della brochure.

“Benvenuto in banca” è distribuita in versione digitale.

Scarica la Brochure (.zip)

94^ Giornata mondiale del Risparmio

(31 ottobre 2018Relazione del Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli

Gli sforzi delle Banche non finiscono mai.Le Banche in Italia proseguono i grandi sforzi per superare le conseguenze della crisi e per sostenere la ripresa.Le sofferenze nette sono ridotte a 40 miliardi rispetto ai 90 del picco del 2015. I crediti deteriorati netti sono circa 100 miliardi rispetto ai 200 del 2015.I prestiti a famiglie e imprese crescono con i tassi d’interesse più bassi della storia d’Italia e fra i più bassi d’Europa.Tutto questo non basta.Occorre una più solida redditività per l’azionariato bancario: oltre tre milioni di azionisti delle banche italiane, più quelli che lo sono tramite i Fondi d’investimento, hanno supportato i colossali continui accantonamenti, gli aumenti di capitale e i dodici miliardi di esborsi delle Banche, in tre anni, per i Fondi nazionali ed europei per le banche in difficoltà, mentre gli aiuti di Stato alle banche in crisi sono risultati fra i più bassi d’Europa.Le Banche in Italia continuano a detenere e sottoscrivere Titoli di Stato della Repubblica nonostante lo spread che riduce il valore dei Titoli di Stato e conseguentemente il patrimonio delle Banche. Lo spread appesantisce tutta la catena produttiva e ostacola la ripresa, quando la liquidità è sempre più preziosa.Indebolire le Banche in Italia significherebbe anche indebolire i principali acquirenti di titoli di Stato italiani.Cosa sarebbe successo o succederebbe se le Banche in Italia detenessero pochi o punti Titoli di Stato? A quanto arriverebbe lo spread? E con quali conseguenze per la Repubblica, le imprese e le famiglie?Non si può essere indifferenti agli andamenti dello spread e dei mercati e alle conseguenze su conti pubblici, imprese e famiglie.Infiniti sono stati gli efficientamenti nelle Banche.Auspichiamo che il prossimo Contratto Nazionale di Lavoro contribuisca a ulteriori passi nell’innovazione del mondo bancario e a sviluppare il costruttivo confronto e la collaborazione che sono cresciuti con i Sindacati dei Bancari di fronte alle complessità di questi anni.L’Italia è il Paese d’Europa che ha visto più cambiamenti nel settore bancario che si è anche dimostrato il più aperto agli investitori internazionali.A fine anno i gruppi bancari e le Banche indipendenti in Italia saranno circa 115 con una popolazione di oltre 60 milioni di abitanti.Le condizioni competitive delle Banche sono fattori determinanti per la competitività delle imprese e complessivamente dell’Italia. Pertanto occorre lungimiranza, consapevolezza dei fattori produttivi, responsabilità, equilibrio e realismo.Necessita un più efficiente Stato di diritto nell’economia: molto importanti saranno i decreti delegati attuativi della riforma del diritto fallimentare ed è indispensabile l’efficientamento complessivo della Giustizia civile.Le Banche operano in un’Italia non chiusa e autarchica, ma nella società e nei mercati aperti, in una Unione europea sempre incompleta, carente di regole comuni e senza “cantieri” preparatori per l’armonizzazione del diritto bancario, finanziario, fiscale, fallimentare e penale dell’economia, essenziali per garantire l’uguaglianza dei punti di partenza della competitività in mercati che debbono essere ugualmente regolati, senza eccessi di norme che comprimano l’autonomia delle imprese bancarie e delle aziende in genere.La pressione fiscale sulle Banche non è una variabile indipendente, ma un fattore che incide su tutta la catena produttiva delle imprese di ogni genere e delle famiglie.Combattiamo ogni ipotesi di aumento delle imposte sulle Banche che indebolirebbe la ripresa, oltretutto quando, nel 2019, la BCE realizzerà nuovi stress test sulle Banche.L’Italia deve contare e dialogare di più in un’Europa che è soprattutto economica: necessita una maggiore presenza italiana in vari organismi europei.E’ indispensabile che l’Italia acquisisca un importante portafoglio economico nella prossima Commissione europea.Le istituzioni europee e nazionali debbono tutelare sempre il risparmio.Einaudi definiva il risparmiatore come sensibilissimo, con orecchie da elefante, cuore da coniglio e gambe da gazzella.Gli intermediari debbono garantire sempre il rispetto integrale di tutte le norme a cominciare da MiFID 2 e dai tanto da noi voluti KID.L’etica deve sovrastare le regole stesse.Molto importante è la piena attuazione dell’accordo fra ABI e Sindacati bancari sulle indebite pressioni commerciali.Occorre maggior rispetto e fiducia verso le Banche.Le undici crisi bancarie sono alle spalle e non vanno confuse con le banche sane che hanno dovuto concorrere a salvarle.Determinante è lo svolgimento e la conclusione dei processi a chi ha avuto responsabilità delle crisi.Le Banche in Italia sono fortemente impegnate nelle sempre più forti innovazioni, con investimenti e collaborazioni per sempre più avanzati standard tecnologici.Di fronte alla continua rivoluzione tecnologica occorre piena certezza del diritto italiana ed europea e piena uguaglianza delle responsabilità, dei doveri e dei diritti, senza anarchia e senza privilegi per alcuno, combattendo ogni forma, anche innovativa, di illecito.Oggi più che mai ringrazio il Presidente Guzzetti e gli rivolgo il più grato saluto, chiedendogli anche per il futuro di non farci mancare i suoi saggi consigli.

La relazione (pdf)

Protocollo ABI – Fieg

(30 ottobre 2018) “Promuovere specifiche iniziative per valorizzare la diffusione di quotidiani e periodici favorendo il dialogo tra editori e banche, nel comune interesse di tutela della libertà di informazione e di diffusione dell’educazione societaria, finanziaria e al risparmio e di più ampie e generalizzate finalità di progresso e sviluppo”.
Questo l’obiettivo dell’intesa siglata dal presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, e dal Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, volta a realizzare buone ed efficaci pratiche di collaborazione tra banche ed imprese del settore dei quotidiani e periodici.

​“La funzione dei giornali nella vita collettiva resta fondamentale – ha commentato il Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti – perché mettono a confronto opinioni e forniscono un’informazione verificata, consentendo ai cittadini di formarsi un’opinione e di operare scelte consapevoli. Si tratta però ora di intercettare un lettore influenzato e talvolta disorientato dalla sovrabbondanza di fonti web, rendendo disponibili i giornali anche in spazi inconsueti: i molteplici canali di contatto delle banche possono diventare nuovo volano per l’informazione che può far diventare il cittadino un lettore bene informato e un utente avveduto”.
“Libera stampa e sua più ampia diffusione – ha sottolineato il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – rappresentano un esercizio di libertà e di democrazia che va costantemente alimentato e salvaguardato. Così come il mondo bancario assolve quotidianamente anche alla funzione sociale di spinta alla crescita economica, allo stesso modo intende collaborare alla tutela e allo sviluppo delle attività editoriali quali strumento per garantire informazione, conoscenza e approfondimento. In particolare, temi come il credito, il risparmio e l’educazione finanziaria necessitano di confronto dialettico, reciproco e trasparente, per consentire a famiglie e imprese scelte sempre più consapevoli e responsabili”.
Il protocollo d’intesa prevede la promozione, attraverso i molteplici canali di contatto che la banca utilizza per offrire servizi bancari e non alla propria clientela, di specifiche iniziative per valorizzare la diffusione di quotidiani e periodici, favorendo il dialogo tra singoli editori e singole banche; la costituzione di un tavolo permanente ABI-Fieg per l’individuazione di tematiche di comune interesse; la realizzazione di studi, ricerche, convegni, corsi ed analoghe iniziative; la partecipazione di propri relatori ad eventi organizzati da ciascuna delle Parti sottoscrittrici dell’intesa.

Il Protocollo d’intesa

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Fonte: Ansa – Giuseppe Lami
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Fonte: Ansa – Giuseppe Lami
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Fonte: Ansa – Giuseppe Lami