Vademecum per acquisti sicuri in Rete

(22 dicembre 2018) Sicurezza, protezione e riservatezza. Le banche italiane vengono incontro alle esigenze dei clienti di effettuare transazioni online in modo facile, veloce e sicuro

​Sono stati messi a punto presidi tecnologici, iniziative di formazione del personale e strumenti informativi ad hoc destinati ad affiancare e integrare le generali campagne informative rivolte ai cittadini.
Per questo motivo l’ABI promuove una guida sull’uso responsabile della tecnologia e degli strumenti di pagamento da parte della clientela.
Il progetto, realizzato da Bancaria Editrice con il contributo di ABI Lab e di prestigiosi interlocutori quali Polizia di Stato, CERTFin e Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (Feduf), illustra le regole base per concludere acquisti sul web, usando con attenzione carte di credito/debito sui canali digitali delle banche con l’accesso da pc, tablet e smartphone.

3 Utili consigli per usare in sicurezza l’e-commerce

  • Evita di effettuare transazioni online da computer condivisi o postazioni in luoghi che potrebbero essere poco sicuri, come hotel e internet caffè e al termine di ogni acquisto, ricorda di effettuare il log-out dal sito e-commerce.
  • Utilizza credenziali diverse per autenticarti su siti diversi ed evita il “salvataggio automatico” delle password sui programmi di navigazione. 
  • Valuta sempre le recensioni lasciate da altri utenti sull’affidabilità del venditore a cui ti stai rivolgendo.
  • 3 Utili consigli per usare in sicurezza le carte di pagamento

  • Custodisci la tua carta con cura e mai insieme al PIN. Non comunicare ad altri le informazioni di dettaglio delle tue carte.
  • Se ti accorgi di un uso non autorizzato della tua carta comunicalo subito alla tua banca; mentre se la smarrisci o te la rubano, bloccala immediatamente, in modo da evitarne l’uso fraudolento e rivolgiti alle forze dell’ordine per sporgere denuncia. 
  • Quando sei allo sportello automatico (ATM) della banca segui alcuni accorgimenti, come impedire che qualcuno possa leggere il tuo PIN mentre lo digiti o lasciarti distrarre da estranei mentre compi operazioni.
  • Link al documento:
    http://www.abi.it/Documents/Guida Sicurezza.pdf
     

    Libretti di risparmio al portatore: il 31 dicembre la scadenza

    (21 dicembre 2018) ​Il prossimo 31 dicembre scade il termine previsto dalla normativa antiriciclaggio per estinguere i libretti al portatore ancora esistenti. Restano dunque solo pochi giorni a disposizione di tutti coloro che hanno questo tipo di libretti e devono effettuarne l’estinzione nei termini previsti dalla legge.

    ​E’ indispensabile che quanti hanno un libretto al portatore si rechino presso la propria banca prima del 31 dicembre e ne richiedano la regolare estinzione in modo da non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa in vigore. Per tutti i ritardatari, infatti, ossia per tutti i portatori di libretto che si dovessero presentare allo sportello dopo il termine del 31 dicembre, la banca sarà obbligata a inoltrare una comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze che potrà applicare una sanzione pecuniaria da 250 a 500 euro.

    Le nomine del Consiglio dell’ABI

    ​(19 dicembre 2018) Pedranzini Vice presidente dell’Associazione bancaria italiana e Primiceri eletto componente Comitato esecutivo
     

    ​Il Consiglio dell’Associazione Bancaria Italiana presieduto da Antonio Patuelli, riunitosi oggi a Milano, ha eletto Mario Alberto Pedranzini (Banca Popolare di Sondrio) Vice presidente dell’ABI. Pedranzini si affianca al Vice presidente vicario Gian Maria Gros-Pietro (Intesa Sanpaolo) e a i Vice presidenti Stefania Bariatti (Banca Monte dei Paschi di Siena), Fabrizio Saccomanni (UniCredit) e Flavio Valeri (Deutsche Bank).
    Il Consiglio dell’Associazione Bancaria Italiana ha anche eletto Vito Antonio Primiceri (Banca Popolare Pugliese) componente del Comitato esecutivo dell’ABI.

    Gli sforzi delle banche italiane per un recupero di redditività

    (18 dicembre 2018) ​Rapporto lavoro 2018: gli sforzi delle banche italiane per un recupero di redditività di fronte al difficile contesto macroeconomico e alla necessità di riorganizzazione del settore. Digitalizzazione e nuovi modelli di business tra i principali elementi di attenzione

    ​Le banche italiane continuano ad agire in un contesto caratterizzato da incertezze macroeconomiche, incessanti pressioni della regolamentazione e della vigilanza europea ed esigenze di riorganizzazione del lavoro. Il settore bancario – particolarmente interessato dall’impatto delle nuove tecnologie – è all’avanguardia nella trasformazione digitale dei servizi e dei processi, con effetti sia nel rapporto con i clienti, sia nella gestione delle risorse umane: trasformazione digitale che comunque rappresenta un’opportunità di crescita e di ulteriore valorizzazione delle persone.
    Il settore affronta questo scenario partendo da basi più solide rispetto al recente passato, con una qualità degli attivi in netto miglioramento e più pronto ad operare nel nuovo contesto che va delineandosi.
    Tuttavia, la redditività si conferma ancora inferiore a quanto necessario a garantire un adeguato supporto alla crescita dell’economia italiana. L’eventuale conferma di segnali di rallentamento economico, ancora di più se associati alla stabilizzazione dello spread sovrano su livelli elevati, potrebbe compromettere i risultati fin qui raggiunti.
    Nonostante i progressi già realizzati, si rendono necessarie ulteriori azioni incisive per recuperare margini di efficienza, a sostegno della redditività e in risposta alle crescenti pressioni concorrenziali che arrivano anche da società esterne al settore. Un percorso che passa per la razionalizzazione dei costi, oltre che per una maggiore diversificazione dei ricavi, che risulta complessa in un contesto economico ancora in lento sviluppo.
    Non saranno però sufficienti le sole iniziative interne al settore, per quanto intense ed incisive. È infatti necessaria una giusta combinazione di più fattori: un quadro congiunturale favorevole, interventi di riforma volti a calmierare i mercati finanziari – ed in particolare le attuali tensioni sul rischio sovrano, che potrebbero impattare sul patrimonio e sul costo della raccolta delle banche e quindi sul costo del credito – e, infine, un quadro di regole che non penalizzi l’attività delle banche a supporto di famiglie e imprese.
    Questa la sintesi della ventiseiesima edizione del Rapporto Abi 2018 sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria – introdotto oggi a Milano dal Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro di ABI, Salvatore Poloni, e presentato dal Vice Direttore Generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, e dal Direttore Centrale ABI (Responsabile Direzione Sindacale e del Lavoro), Stefano Bottino – che fornisce un quadro della posizione competitiva del settore bancario italiano attraverso l’esame di numerose informazioni riferite alle risorse umane, alla loro gestione e al relativo costo.

    I bancari 
    Nel settore del credito italiano la stabilità del posto di lavoro continua ad essere un profilo caratteristico con un’incidenza di oltre il 99% dei contratti a tempo indeterminato (compresi gli apprendisti).
    In forza degli scenari organizzativi e prospettici, il settore ha registrato nel 2017 una contrazione degli organici intorno al 3,5% confermando nella pressoché totalità dei casi una gestione delle uscite su base volontaria, attraverso l’accompagnamento a pensione tramite le prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà (ammortizzatore sociale del settore).
    Tra le principali caratteristiche del personale bancario si evidenziano anche la qualità professionale in costante crescita (con il 38,9% di laureati) e il continuo aumento del personale femminile che rappresenta ormai quasi la metà dei dipendenti di settore (45,9%).
    Di fronte ad uno scenario in rapida evoluzione, dunque, sono necessarie azioni volte ad ottimizzare i modelli di business in “continuità” con la natura di banca commerciale, e a rinnovare il modello distributivo – in una logica crescente di multicanalità – per via del progressivo aumento del numero di “clienti digitali”.
    Alla presentazione dei principali risultati emersi da parte degli autori, sono seguiti gli interventi di Claudio Lucifora, Ordinario Economia Politica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere esperto Cnel; e di Fabrizio Daverio, Studio legale Daverio & Florio.
     

    Rapporto ABI sul mercato del lavoro 2018

    (18 dicembre 2018) ​Le dichiarazioni di Salvatore Poloni, Presidente del Comitato affari sindacali e del lavoro ABI (Casl), e di Giovanni Sabatini, Direttore Generale ABI

    ​“La presentazione del Rapporto ABI sul mercato del lavoro 2018 prosegue una tradizione ultraventennale ed è un momento di analisi tecnica quest’anno focalizzata sulla regolamentazione, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.
    il rapporto affronta una molteplicità di temi e di prospettive che debbono essere analizzate e valutate nella loro interezza per fornire una corretta rappresentazione dei fenomeni.
    In ogni caso il Rapporto non è teso a precostituire elementi di rigidità volti a orientare o condizionare il futuro percorso di confronto sindacale che deve necessariamente svolgersi nel tavolo preposto e nel consueto clima di confronto che caratterizza le relazioni sindacali nel settore”.

     

    Accordo Banca d’Italia/ABI per la sicurezza informatica

    (20 dicembre 2016) ​Nasce il CertFin, il nuovo organismo altamente specializzato nella cybersecurity del settore bancario e finanziario, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale.
     

    ​La Banca d’Italia, l’Associazione bancaria italiana e il Consorzio ABI Lab hanno firmato oggi a Roma una convenzione per rafforzare la collaborazione sulla cybersecurity. L’obiettivo è garantire una sempre maggiore sicurezza degli operatori del mondo bancario e finanziario italiano e dei servizi digitali offerti a famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione.
    L’accordo – sottoscritto dal Direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini e dal Presidente di ABI Lab, Pierfrancesco Gaggi – prevede la realizzazione di un Cert (Computer emergency response team), ossia di una struttura altamente specializzata, dedicata al settore finanziario italiano, che avrà l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale.
    Il nuovo organismo si chiamerà CertFin e sarà basato sul principio della cooperazione tra pubblico e privato. Il CertFin avrà il compito di raccogliere dati, indicazioni e segnalazioni e analizzare tutti i fenomeni connessi all’universo della cybersecurity, consentendo l’efficiente scambio di informazioni tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia e, allo stesso tempo, offrendo loro una serie di strumenti e servizi utili per rafforzare ulteriormente i presidi di sicurezza.
     Grazie all’attività del CertFin sarà possibile rendere ancora più tempestiva e omogenea la circolazione delle informazioni sugli eventi e sui fenomeni che riguardano la sicurezza informatica e rafforzare la “cyber-intelligence” del settore bancario e finanziario, con conseguenti impatti positivi per l’intero Sistema Paese.
    Inoltre, già a partire da gennaio, il CertFin metterà gradualmente a disposizione della comunità bancaria e finanziaria una serie di servizi, con l’obiettivo di completare entro due anni l’erogazione di tutti quelli previsti dagli standard internazionali.
    In linea con il Quadro Strategico nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico, il CertFin svolgerà anche una funzione di raccordo con tutte le altre iniziative istituzionali avviate nel Paese in tema di sicurezza cibernetica e protezione delle infrastrutture critiche, consolidando la collaborazione e ampliando ulteriormente la rete di interlocutori istituzionali e di esperti a livello nazionale e internazionale.
    La partecipazione al nuovo organismo sarà aperta a tutti gli operatori del settore: banche, prestatori di servizi di pagamento, intermediari finanziari, infrastrutture e società di mercato, gestori di infrastrutture tecnologiche e di rete, soggetti assicurativi e altre autorità di settore. Le decisioni strategiche e di indirizzo del CertFin saranno affidate a un Comitato Strategico presieduto dalla Banca d’Italia e dall’ABI, mentre i servizi saranno coordinati da una direzione operativa gestita dal Consorzio ABI Lab e messi a disposizione dei partecipanti su base cooperativa, grazie al coinvolgimento degli operatori finanziari italiani.

    Ivass e Ania aderiscono al CERTfin

    ​(15 dicembre 2018) Ivass e Ania aderiscono al CERTFin, la struttura altamente specializzata sulla cybersecurity costituita da Banca d’Italia, ABI e Consorzio ABI Lab per rafforzare la collaborazione contro le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale, garantendo una sempre maggiore sicurezza degli operatori del mondo bancario, assicurativo e finanziario italiano e dei servizi digitali offerti a famiglie, imprese e PA
     

    ​È quanto stabilito dalla convenzione firmata dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dal Presidente dell’IVASS, Salvatore Rossi, dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, dal Direttore generale dell’ANIA, Dario Focarelli e dal Presidente di ABI Lab, Pierfrancesco Gaggi, ad integrazione dell’accordo sottoscritto alla fine del 2016 per costituire il CERTFin. La nuova convenzione prevede, tra l’altro, l’ingresso di IVASS ed Ania nel Comitato Strategico a cui sono affidate le decisioni di indirizzo dell’organismo.
    Basato sul principio della cooperazione tra pubblico e privato, il CERTFin ha il compito di innalzare la capacità di gestione dei rischi cyber degli operatori bancari, assicurativi e finanziari e la cyber resilience del settore finanziario italiano, attraverso il supporto operativo e strategico alle attività di prevenzione, preparazione e risposta agli attacchi informatici e agli incidenti di sicurezza.
    Inoltre viene svolta un’attenta attività di raccolta di dati, indicazioni e segnalazioni e di analisi dei principali fenomeni connessi all’universo della cybersecurity che possono avere impatto sul settore, consentendo l’efficiente e tempestivo scambio di informazioni tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia. Basti pensare che, dall’avvio della sua attività nel 2017, l’organismo ha già inviato oltre 2200 segnalazioni relative a più di 1800 fenomeni rilevati e analizzati.
    In linea con la Strategia Nazionale in tema di cybersecurity, il CERTFin svolge anche una funzione di raccordo con tutte le altre iniziative istituzionali avviate nel Paese in tema di sicurezza cibernetica e protezione delle infrastrutture critiche, consolidando la collaborazione e ampliando ulteriormente la rete di interlocutori istituzionali e di esperti a livello nazionale e internazionale.
    La partecipazione al CERTFin è aperta a tutti gli operatori del settore bancario assicurativo e finanziario: fino ad oggi sono 47 quelli che hanno già aderito all’iniziativa, 10 dei quali partecipano anche ad un “Team Virtuale” creato ad hoc per approfondire i principali fenomeni rilevati a vantaggio di tutto il settore.
     

    Libretti al portatore: tempo fino al 31 dicembre per estinguerli

    (14 dicembre 2018) ​Parte il conto alla rovescia per l’estinzione dei libretti al portatore ancora in circolazione. Il prossimo 31 dicembre, infatti, scade il termine previsto dalla normativa antiriciclaggio per mettersi in regola ed estinguere i libretti al portatore ancora esistenti.

    ​Per informare e sensibilizzare i clienti su cosa fare in vista della prossima scadenza del 31 dicembre l’ABI invita tutti coloro che sono ancora in possesso di libretti al portatore a recarsi in banca nei prossimi giorni, verificando gli orari degli sportelli della propria filiale di riferimento, per effettuare l’estinzione nei termini previsti dalla legge ed evitare eventuali sanzioni.
    Infatti, ai sensi della normativa in vigore sull’utilizzo dei libretti al portatore e contenuta nel Decreto legislativo n. 231 del 2007, aggiornata con il Decreto legislativo n. 90 del 2017, qualora il portatore del libretto si presentasse in banca successivamente al termine del 31 dicembre 2018, la banca sarà obbligata a inoltrare una comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze che potrà applicare una sanzione pecuniaria da un minimo di 250 a un massimo di 500 euro.
    L’iniziativa di comunicazione dell’Associazione bancaria italiana è volta a incrementare l’attività di informazione alla clientela e si inserisce nell’ambito dei progetti di sensibilizzazione che l’Associazione ha realizzato, tra cui la brochure “Come utilizzare contanti, assegni, conti e libretti di risparmio o deposito” (disponibile sul sito www.abi.it al link BROCHURE) e un video informativo (VIDEO) che ricordano e illustrano le principali regole contenute nel Decreto legislativo n. 231 del 2007, che disciplina la normativa di prevenzione dei fenomeni del riciclaggio dei proventi da attività criminose e di finanziamento del terrorismo aggiornata con il Decreto legislativo n. 90 del 2017.

    Outlook ABI-Cerved: nel 2018 sofferenze ancora in calo

    (14 dicembre 2018) ​Per il secondo anno consecutivo, nel 2018 sono diminuite decisamente le sofferenze accumulate dalle banche italiane (-39% circa in termini netti), con un calo di 25 miliardi rispetto a settembre 2017. Ciò è stato favorito, da un lato, da operazioni di dismissione degli NPLs da parte delle banche e, dall’altro, dalla confermata riduzione dei nuovi flussi di crediti in sofferenza. Di pari passo sono diminuiti i crediti deteriorati, cioè scaduti o con alte probabilità di non essere saldati

    L’andamento positivo è dovuto soprattutto ai miglioramenti registrati nelle imprese: il tasso di deterioramento per le società non finanziarie, che descrive la quota di crediti in bonis passati allo status di deteriorati, è sceso dal 3,4% dell’ultimo trimestre 2017 al 2,8% del terzo trimestre 2018 (era il 4% nel terzo trimestre 2008). Tale riduzione è stata in parte spinta dalla congiuntura economica favorevole, ma anche dalla più attenta selezione nella concessione del credito alle imprese.
     Queste le principali evidenze emerse dal nuovo Outlook ABI-Cerved sulle sofferenze delle imprese (edizione di dicembre 2018 con dati aggiornati al 30 settembre 2018), che grazie alle nuove informazioni sui bilanci, sui default e sullo scenario macroeconomico aggiorna i dati 2017, fornisce stime per il 2018 e previsioni per il biennio 2019-20.
    Nel 2018 è anche proseguito il calo dei tassi di ingresso in sofferenza: dal 2,8% del 2017 al 2,4% (dato stimato) del 2018, con una diminuzione che ha riguardato tutte le dimensioni di impresa, tutti i settori economici e tutte le aree territoriali. Le previsioni elaborate in base ai modelli ABI-Cerved indicano che la discesa proseguirà anche nel prossimo biennio in tutta l’economia, anche se a ritmi più lenti rispetto a quanto previsto nel precedente Rapporto di febbraio 2018: nel 2020 l’incidenza delle nuove sofferenze si attesterà al 2,1%, con tassi vicini ai livelli pre-crisi per le società con almeno 10 addetti, per quelle che operano nell’industria (in particolare le aziende manifatturiere di piccole e medie dimensioni) e quelle localizzate al Nord. Le microimprese, le società del Centro-Sud e quelle di costruzioni, comunque, si allontaneranno dai picchi di rischio raggiunti in piena crisi.
    “Anche nel caso di un peggioramento del quadro economico, nel breve termine ci aspettiamo effetti limitati sulle nuove sofferenze originate da crediti alle imprese. Questo – commenta Gianandrea De Bernardis, Amministratore Delegato di Cerved – grazie al rafforzamento dei fondamentali delle aziende, che abbiamo osservato da qualche anno e alla più attenta selezione del credito operata dalle banche dopo la crisi”.
    “I dati presentati oggi confermano che non si arresta il miglioramento della qualità dell’attivo delle banche operanti in Italia: non solo la percentuale dei crediti che nel corso dell’anno migra da bonis a NPL si è ormai ridotta sotto i livelli pre-crisi, ma nel prossimo biennio ci si attende un’ulteriore contrazione anche dei flussi di nuove sofferenze”. È questo, in sintesi, il giudizio di Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI, che sottolinea che “questo processo è strettamente collegato alla dinamica dell’economia nazionale, che pur in un quadro di revisioni al ribasso, è attesa mantenersi su tassi di variazione positiva anche nel prossimo biennio. La crescita è, dunque, un fattore chiave, su cui occorre il massimo impegno di tutti.” 
    Le sofferenze bancarie originate da crediti concessi a imprese Nel 2018 è dunque proseguito il calo dello stock di sofferenze accumulate dalle banche italiane. Dagli ultimi dati disponibili (settembre 2018) lo stock si attesta sui 120 miliardi lordi (-30,7% su base annua), con una diminuzione marcata nei crediti originati dalle imprese (-31,1%). Le sofferenze nette, che tengono conto delle rettifiche già contabilizzate dalle banche e che esprimono il vero rischio residuo nei bilanci bancari, si collocano addirittura sotto i 40 miliardi (-39,4% rispetto ai 66 di settembre 2017 e -55% rispetto al picco di novembre 2015). Questi miglioramenti riflettono la positiva dinamica dei tassi di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie: in termini di importi, dal 3,4% di metà 2017 al 2,6% del secondo trimestre 2018; in termini di numero di prestiti, dal 3,3% al 2,6%. Seppure il tasso di ingresso in sofferenza rimane su livelli più elevati di quelli pre-crisi (1,5% nel 2008), va sottolineato che il flusso del complesso dei crediti che entrano nello stato di deterioramento è invece ormai sceso al di sotto dei valori del 2008. Ciò sembra indicare che ci si trova in una fase di coda del processo di deterioramento del credito – in cui secondo consuetudine i crediti scaduti (al netto di quelli che rientrano in bonis) si trasformano gradualmente in sofferenze, mentre si riduce il flusso di crediti vivi che entrano nello stato di insolvenza (sotto forma di crediti scaduti o di inadempienza probabili). Nel complesso si tratta dunque di uno scenario positivo. In particolare, in base alle stime, nel 2018 il volume di nuove sofferenze originate da crediti a imprese dovrebbe attestarsi a 14 miliardi di euro, -25,8% rispetto ai 19 del 2017 e circa un terzo del massimo storico toccato nel 2013 (40). In netta discesa anche il numero di prestiti in sofferenza: il dato stimato per il 2018 si aggira intorno ai 15 mila, -18% sul 2017 e -45% sul  2014. I dati ufficiali sulle nuove sofferenze comprendono dettagli per area geografica, settori produttivi e taglio del credito erogato dalle banche, ma non per dimensione di impresa. Abi e Cerved hanno stimato questi indicatori sulla base degli ‘score’ individuali di rischio che Cerved elabora per le società italiane. Dal 2017 i tassi di ingresso in sofferenza sono diminuiti in tutte le fasce dimensionali e nel 2018 il trend è proseguito, anche se meno marcatamente: nelle micro e piccole imprese sono stimati al 2,6% e all’1,9% (dal 3% e 2,2% dell’anno prima), nelle medie e grandi si aggirano rispettivamente sull’1,4% e 1,1% (contro il 1,7% e 1,2%). In tutti i casi si raggiungono o si consolidano tassi equivalenti o inferiori ai valori del 2009.
    Le previsioni al 2020
    Sulla base di uno scenario macroeconomico che per il prossimo biennio incorpora una crescita dell’economia italiana di poco superiore all’1%, i tassi di ingresso in sofferenza nel prossimo biennio sono previsti in ulteriore calo, anche se a ritmi più lenti di quanto sperimentato nel recente passato, con una riduzione dal 2,4% al 2,3% nel 2019, per poi toccare quota 2,1% nel 2020: un dato in forte diminuzione dal picco del 2016 ma ancora superiore ai livelli pre-crisi (1,7%). Queste previsioni rivedono in leggero peggioramento quelle formulate lo scorso febbraio per il 2019 (2,1%), a riflesso di condizioni macroeconomiche meno favorevoli.
    Secondo le previsioni per fascia dimensionale, la discesa continuerà a ritmi maggiori tra le microimprese e le piccole società, mentre tenderà a stabilizzarsi sui livelli minimi dell’ultimo decennio per le grandi aziende. In tutte le fasce dimensionali, nel 2019 i tassi di ingresso in sofferenza risulteranno ancora superiori ai livelli pre-crisi, mentre nel 2020 sono attesi al 2,2% tra le microimprese, all’1,7% tra le piccole, all’1,3% tra le medie e all’1,2% tra le società maggiori. 
    Nel 2020 i differenziali di rischio tra settori tenderanno a ridursi per effetto di una convergenza degli andamenti, con tassi di decadimento all’1,8-2% nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi e un netto calo nel settore delle costruzioni (2,5%). Previsioni di maggiore dettaglio indicano che a fine periodo i tassi saranno tornati a livelli analoghi o al di sotto dei livelli pre-crisi in tutto il settore industriale, con la sola eccezione delle microimprese. Anche nelle costruzioni e nei servizi proseguirà il calo.
    Nel 2019 tutte le aree geografiche beneficeranno di un diffuso miglioramento; nel 2020 nel Nord saranno quasi recuperati i livelli pre-crisi, mentre nel Centro-Sud si manterrà un divario rispetto ai valori del 2008, seppur in diminuzione rispetto ai picchi degli ultimi anni. Con un tasso di ingresso in sofferenza del 2,9% le società del Mezzogiorno si confermeranno le più rischiose nel 2020, seguite da quelle del Centro (2,6%), del Nord Ovest (1,7%) e del Nord Est (1,6%).

    Insediata e operativa la Commissione bilaterale nazionale

    (12 dicembre 2018) I​nsediata e operativa la Commissione bilaterale nazionale prevista dall’Accordo ABI-Sindacati su politiche commerciali e organizzazione del lavoro dell’8 febbraio 2017 con cui si contribuirà ulteriormente ad indirizzarne, favorirne e monitorarne l’attuazione. Con questo spirito di condivisione e collaborazione, le Parti si sono incontrate oggi a Roma a conferma della priorità di una coerente applicazione dell’Accordo in tutto il settore bancario. 

    ​In particolare, si è ribadita con convinzione l’importanza dei valori etici cui ispirare i rapporti tra il mondo bancario, il personale e la clientela: valori e principi che l’Accordo pone alla base della riaffermata centralità del settore bancario nel sostegno dell’economia del Paese ed a tutela del risparmio, nell’interesse di famiglie, imprese e territori.
    L’Accordo individua, infatti, azioni e comportamenti per favorire lo sviluppo di politiche commerciali equilibrate, rispettose della dignità dei lavoratori, delle esigenze della clientela e delle esigenze di competitività delle imprese bancarie.
    Alla luce dell’Accordo 8 febbraio 2017 e del Regolamento del 17 ottobre 2017, alla Commissione compete:

  • acquisire informazioni, diffondere le buone pratiche e eventualmente realizzare iniziative congiunte in materia di politiche commerciali, informazione, formazione e comunicazione, sistemi di incentivazione;
  • interloquire con le commissioni o gli organismi bilaterali di confronto costituiti in sede aziendale o di gruppo;
  • avviare una comune azione allo scopo di accrescere il grado di conoscenza e di consapevolezza delle disposizioni sulle materie oggetto dell’Accordo 8 febbraio 2017, puntando in particolare sulla diffusione della cultura finanziaria etica e responsabile, sull’informazione, sulla formazione, sulla comunicazione, sull’ascolto attivo, sul clima aziendale, sui momenti di dialogo e sulle modalità di monitoraggio e diffusione delle buone pratiche, in un’ottica prioritaria di prevenzione;
  • redigere una relazione annuale relativa alla propria attività ed alle fattispecie esaminate, con il richiamato obiettivo di diffusione delle buone pratiche;
  • concordare criteri e modalità per avviare un’indagine di clima settoriale tramite soggetti terzi di comprovata esperienza e qualificazione, i cui risultati saranno oggetto di analisi da parte della Commissione stessa;
  • svolgere momenti di confronto ove sorgano significative questioni riferite a fattispecie di rilievo, di carattere generale e non relative a singoli casi – da prospettare in forma aggregata e anonima – che non abbiano trovato composizione nelle sedi aziendali o di gruppo, in merito all’applicazione dell’Accordo 8 febbraio 2017. 
  • A conclusione dell’incontro è stato anche stabilito che la prima riunione della Commissione nazionale si terrà immediatamente dopo l’Epifania. In tale occasione saranno tra l’altro avviate le attività per acquisire informazioni sui sistemi di incentivazione e per realizzare un’indagine di clima settoriale attraverso l’individuazione di un soggetto terzo.
    Le Parti nazionali si rivedranno trascorsi due mesi per una prima verifica dell’operatività della Commissione.