Nuovo sisma: rinnovata raccolta fondi ‘Prosolidar’ | [31/10/2016]

 (31 ottobre 2016) ​Di fronte al protrarsi di nuovi tragici eventi sismici che hanno colpito il centro Italia, l’ABI ricorda che è tutt’ora in corso, tramite la Fondazione Prosolidar, la raccolta di fondi a supporto delle popolazioni colpite, attivata insieme alle segreterie nazionali delle Organizzazioni sindacali di categoria dei bancari (Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl/Credito, Uilca e Unisin).

​Queste le coordinate bancarie per la raccolta fondi dedicata: Fondazione Prosolidar Onlus “Terremoto centro Italia” IT 48 N 06270 03280 CC0800190152.
La Presidenza della Fondazione ha nel frattempo, deciso di devolvere l’intera disponibilità del “Fondo per le emergenze”, pari a 100.000 euro, a favore dell’emergenza in corso.
L’iniziativa si aggiunge a quanto già comunicato dall’Associazione bancaria che, rispetto alle previsioni contenute nello specifico Protocollo d’intesa con la Protezione civile e le Associazioni dei consumatori, sta già provvedendo a sensibilizzare i propri associati ad adottare per i residenti nei territori colpiti le sospensioni delle rate dei finanziamenti ipotecari. 

Rinnovata raccolta fondi: gi disponibili 100 mila euro

Raccomandazione Consob: apprezzamento dell’ABI | [31/10/2016]

(31 ottobre 2016) ​Dichiarazione del Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana in merito alla pubblicazione da parte della Consob della Raccomandazione recante linee guida in materia di inserimento e redazione delle ‘Avvertenze per l’investitore’

​“L’Associazione bancaria italiana esprime apprezzamento per la odierna pubblicazione da parte della Consob della raccomandazione recante linee guida in materia di inserimento e redazione delle ‘Avvertenze per l’investitore’ dei prospetti di offerta al pubblico e/o ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari.
Si tratta di un utile riferimento per avere più chiarezza e efficacia informativa nelle ‘Avvertenze per l’investitore’, lo strumento che, come dice la stessa Consob, pur non facendo parte del prospetto, serve ad evidenziare in poche pagine i rischi di particolare rilevanza connessi alla società e/o agli strumenti finanziari proposti al mercato.
Nel comunicato di Consob si legge che è ancora in corso di esame la Raccomandazione sulle “Informazioni-chiave da fornire ai clienti al dettaglio nella distribuzione di prodotti finanziari”: da mesi e anche nel discorso ufficiale tenuto alla giornata mondiale del Risparmio, il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha sollecitato la Consob affinché la Raccomandazione sia pubblicata al più presto.
Patuelli ha sottolineato più volte la necessità ed urgenza della Raccomandazione Consob, senza attendere gli sviluppi della normativa in ambito europeo che stanno ritardando”.
 

Dichiarazione del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini

Oltre 1,1 mld per la formazione dei lavoratori bancari | [29/10/2016]

(29 ottobre 2016) Tra il 2008 e il 2016, negli anni tra la crisi e i primi germogli di ripresa, l’Fba – il Fondo bilaterale banche e assicurazioni – ha continuato ad imprimere una forte spinta ai piani formativi interni per gli addetti di categoria.

Oltre un miliardo e cento milioni  sono andati alla formazione dei lavoratori bancari e assicurativi secondo quanto emerge dall’ultima rilevazione statistica del Fondo. Rispetto al finanziamento complessivo oltre 597 milioni sono stati stanziati direttamente da Fba, il resto da cofinanziamento aziendale. Fba è il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua dei dipendenti delle imprese operanti nei settori del credito e delle assicurazioni ad esso aderenti.
Tra gli obiettivi la promozione e il finanziamento di piani formativi aziendali, territoriali, settoriali o individuali concordati tra le Parti sociali; inoltre la promozione e finanziamento di attività di qualificazione e di riqualificazione per figure professionali di specifico interesse delle aziende.Negli ultimi anni Fba si è impegnato in modo particolare a finanziare la riconversione professionale e la certificazione delle qualifiche per adeguare le competenze del personale al mutato contesto organizzativo e di mercato e valorizzare le singole professionalità.

Forte spinta dell’Fba ai piani formativi interni per i lavoratori bancari

Un tavolo tecnico per immobili in garanzia dei crediti anomali | [28/10/2016]

(28 ottobre 2016) ​Definire specifiche iniziative finalizzate alla valutazione degli immobili a garanzia dei crediti non performanti, anche alla luce delle recenti normative adottate a livello nazionale ed internazionale.
 

Questo è l’obiettivo del Tavolo di lavoro tecnico costituito nell’ambito del Protocollo d’intesa per la valutazione degli immobili in garanzia dei crediti anomali siglato oggi a Roma tra ABI, Assoimmobiliare, Assovib, Confedilizia, Consiglio dell’Ordine nazionale dottori agronomi e dottori forestali, Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori, Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei periti agrari e dei Periti agrari laureati, Consiglio nazionale dei periti industriali e dei Periti industriali laureati, e–valuations, Fiaip, Fiabci, Isivi, Rics, Tegova, T6 e Tecnoborsa.Sulla scia di recenti provvedimenti legislativi emanati per fronteggiare la gestione dei crediti anomali garantiti da immobili, il Tavolo tecnico – in rappresentanza dei principali operatori sul mercato immobiliare – intende fornire un contributo per favorire l’efficienza delle procedure di vendita immobiliare, anche tramite l’elaborazione di documenti congiunti, da condividere con le competenti Autorità pubbliche. L’iniziativa prende spunto dai risultati positivi ottenuti con il tavolo tecnico sulle valutazioni immobiliari a garanzia delle esposizioni creditizie che ha aggiornato le specifiche Linee guida lo scorso 14 dicembre 2015.

Costituito un tavolo tecnico con i principali operatori sul mercato

Accordo ABI Basilicata e Regione sul Piano di sviluppo rurale | [25/10/2016]

​(25 ottobre 2016) Inversione di tendenza per i finanziamenti al comparto agricolo: a fine giugno 2016 quasi 390 milioni di euro ad agricoltura, silvicoltura e pesca, con un +2,1% di variazione annua

Raggiunto l’accordo tra la Regione Basilicata e la Commissione regionale dell’ABI per agevolare l’accesso al credito e gli investimenti da parte delle aziende agricole nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
Ne parlano, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa il Presidente di ABI Basilicata, Antonio Luongo, Il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella e l’Assessore alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia.
Si tratta di “un ulteriore esempio di intensa collaborazione tra Commissione regionale ABI e Regione Basilicata – ha dichiarato Luongo – che ha permesso, in questi anni difficili, di raggiungere risultati rilevanti e nuove opportunità di sviluppo per l’economia regionale.
È in atto un’inversione di tendenza che ha consentito di registrare in Basilicata uno stock di finanziamenti, a fine giugno 2016, al comparto agricoltura, silvicoltura e pesca di quasi 390 milioni di euro, con un +2,1% di variazione annua.
ABI Basilicata – spiega Luongo – con la sottoscrizione di questo Accordo intende collaborare con la Regione per il raggiungimento degli obiettivi che si è prefissata con il Programma di Sviluppo Rurale. L’Accordo ha, infatti, l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese, già beneficiare delle provvidenze regionali, le risorse finanziarie necessarie per avviare la realizzazione dell’investimento agevolato, attraverso un finanziamento bancario (di importo massimo pari alle relative spese), a fronte dell’impegno dell’impresa di utilizzare il contributo pubblico, una volta erogato, a parziale decurtazione del finanziamento bancario. L’Accordo consente inoltre alle banche di utilizzare un modus operandi omogeneo sul territorio nazionale, assicurando una maggiore efficienza per le stesse ed “evitando possibile confusione per le imprese”.

Accordo Regione-Commissione ABI per agevolare laccesso al credito

I nuovi servizi si costruiscono insieme al cliente | [23/10/2016]

(22 ottobre 2016) ​I digital e i social media stanno rivoluzionando la relazione con la clientela verso modelli di collaborazione creativa per lo sviluppo di nuove soluzioni

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​Clienti sempre più pronti a collaborare con le aziende attraverso lo spazio digitale, fornendo giudizi e indicazioni di possibili miglioramenti, e banche sempre più pronte a raccogliere suggerimenti dalla clientela. Attraverso i social media, l’utente assume un ruolo attivo e partecipa alla vita dell’impresa e all’innovazione dei suoi prodotti. I nuovi media hanno infatti la capacità di intercettare l’esigenza di partecipazione e protagonismo delle persone: danno alla clientela maggiore possibilità di esprimersi sulle iniziative delle banche, e quindi possibilità di valutare e dare stimoli alle aziende per ottimizzare i prodotti e servizi. L’indagine “Banche e social media”, realizzata recentemente dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory, su un campione di banche che rappresenta l’80% del settore bancario, mette in luce il ruolo e le potenzialità rappresentati dallo sviluppo delle attività sui canali digitali e sociali.
Dall’indagine emerge che il dialogo e la relazione col cliente si rafforzano sempre più attraverso i canali social, anche avvalendosi degli strumenti digitali per favorire coinvolgimento e compartecipazione al cambiamento. L’impulso per una nuova forma di collaborazione creativa si realizza anche attraverso la messa a disposizione di piattaforme web (il cosiddetto crowdsourcing) che consentono di raccogliere le idee delle persone. Ciò cambia profondamente i rapporti tra la banca e la clientela, anche oltre la dimensione digitale.

Il cliente è al centro
I social media stanno assumendo un ruolo sempre più importante per la condivisione di informazioni tra la banca e il mercato, per l’assistenza alla clientela (anche attraverso strumenti di messaggistica social, che sono utilizzati da oltre la metà delle banche) e per costruire momenti di aggregazione (community) tra le persone. L’81% delle banche intervistate indica fra gli obiettivi della propria presenza sui social network il miglioramento della cultura finanziaria dei cittadini e l’educazione all’uso ottimale dei prodotti e dei servizi della banca. Il dialogo sui social favorisce una maggiore personalizzazione della relazione e rafforza la centralità del cliente nelle politiche aziendali.

Le nuove funzionalità
L’evoluzione delle funzionalità presenti sui social network registra ormai una dinamica vivacissima, spingendo gli operatori a sperimentare e innovare costantemente le nuove opportunità. Circa un quinto (19%) degli istituti ha attivato dei gruppi su Facebook dedicati alle nuove offerte. In via di sviluppo il numero di istituti bancari che adotta applicazioni innovative quali i chatbots, sfruttando a pieno le capacità dei sistemi di comprendere le domande più semplici dei clienti e di generare in tempo reale le relative risposte. Stesso grado di sperimentazione si registra per il livestreaming, per attivare una diretta in grado di creare attenzione e coinvolgere maggiormente gli utenti, facendo leva sull’immediatezza dello strumento.
 

Digital e social media: una rivoluzione per il rapporto banca/cliente

La relazione con la banca è sempre più digitale | [21/10/2016]

(7 aprile 2017) ​Le ultime tendenze sull’utenza web nell’indagine presentata al convegno Dimensione cliente 2017: il 38% di chi usa il mobile banking vi accede quasi ogni giorno e uno su tre visita i profili social delle banche
 

​Uno su due utilizza lo smartphone per interagire via Internet con la propria banca e la relazione è praticamente quasi quotidiana per quattro utenti su dieci: queste le più aggiornate tendenze sulle modalità di comportamento del segmento dei clienti bancari evoluti. A scattare la fotografia l’ultima edizione dell’indagine realizzata da ABI e GfK attraverso interviste online a un campione di clienti bancari che si relazionano anche via web con la propria banca e accedono regolarmente alla Rete.
Dalla rilevazione ABI-GfK – presentata nel corso dell’edizione 2017 di Dimensione Cliente, l’incontro annuale dell’ABI dedicato al mercato retail che si conclude oggi, venerdì 7 aprile – emerge che gli utenti evoluti interagiscono via Internet da pc con la banca in media 6,6 volte al mese. Più del 50% del campione usa anche lo smartphone, con una frequenza analoga a quella da pc e con punte quasi giornaliere per il 38% dei clienti. 
È diffuso il ricorso a nuove forme di relazione: circa un terzo dei clienti evoluti (il 32%) visita periodicamente le pagine e i profili dei canali ‘social’ delle banche, con l’obiettivo primario di ottenere informazioni o per risolvere direttamente problematiche di varia natura. Non sorprende che tale modalità di comunicazione sia maggiormente diffusa tra i giovani clienti (il 49% tra quanti hanno da 18 a 34 anni). Al contempo, si riscontra una frequenza simile, pari al 46%, anche fra i titolari di prodotti di investimento, che hanno in media un’età più elevata.
 

(7 aprile 2017) ​Le ultime tendenze sull’utenza web nell’indagine presentata al convegno Dimensione cliente 2017: il 38% di chi usa il mobile banking vi accede quasi ogni giorno e uno su tre visita i profili social delle banche   ​Uno su due utilizza lo smartphone per interagire via Internet con la propria banca e la […]

Nuove Linee Guida sulle valutazioni immobiliari | [15/10/2016]

(​15 ottobre 2016) Massima trasparenza, certezza, economicità e opportunità di una più fluida erogazione creditizia: questi i principi base delle nuove Linee Guida ABI sulle valutazioni immobiliari utilizzate, in termini di sportelli, già da circa il 73% del mondo bancario, da tutti gli ordini e collegi rappresentativi dei professionisti abilitati alla valutazione, e da numerose società di valutazione immobiliare.

​Valore di mercato, codice di condotta dei Periti, procedure e metodi di valutazione, metodo del confronto di mercato, metodo finanziario: questi e molti altri i principi che consentiranno di eseguire valutazioni degli immobili secondo parametri di chiarezza e trasparenza nei confronti di tutti i referenti sia privati (clienti mutuatari, agenzie di rating, ecc.) sia Istituzionali (Banca d’Italia, Agenzia delle Entrate già Agenzia del Territorio, ecc.).
Lo comunica l’ABI evidenziando che, in collaborazione con Ordini professionali dei periti, Tecnoborsa e Assovib, ha inviato anche un documento di proposte a Banca d’Italia a seguito della procedura di consultazione pubblica per recepire nel nostro ordinamento la disciplina Europea sui mutui immobiliari.
Obiettivo del documento, messo a punto nell’ambito del Tavolo tecnico che ha realizzato le Linee Guida è garantire sempre più trasparenza e correttezza nelle perizie immobiliari che vedono già l’Italia all’avanguardia in Europa.
Negli scorsi giorni la consultazione si è conclusa con esito positivo. Si conferma altresì la significativa ripresa del mercato dei mutui, con una variazione positiva anche dell’ammontare in essere dell’1,8% a luglio 2016 rispetto a luglio 2015, qualità ed efficienza delle perizie immobiliari diventano fondamentali nelle operazioni di erogazione dei crediti.
 

Massima trasparenza, certezza ed economicit nelle nuove Linee guida

Crescita antidoto contro gli egoismi nazionali | [13/10/2016]

​L’appello arriva oggi da parte dei rappresentanti della comunità finanziaria italiana che con Luigi Abete (Federazione banche assicurazioni e finanza – Febaf), Antonio Patuelli (ABI) e Maria Bianca Farina (Ania) hanno incontrato i corrispondenti della stampa a Bruxelles.
Secondo Luigi Abete, presidente della Febaf, “occorre spingere sull’acceleratore delle riforme e degli investimenti. Una mezza Unione bancaria e una mezza Unione finanziaria – ha dichiarato Abete – non fanno una riforma, ma restano solo due ‘incompiute’.  E anche sugli investimenti – ha proseguito – il pur condivisibile Piano Juncker non basta: da un lato andrebbe adeguatamente rifinanziato, dall’altro accompagnato da una strategia integrata di politiche delle infrastrutture, della competitività e dell’innovazione”. 
Per Antonio Patuelli, Presidente ABI “Siamo alla vigilia del compimento del biennio di Unione bancaria europea, un biennio di sperimentazione. Penso che occorra fare un bilancio ed una verifica perché la vigilanza è unica, ma le normative in materia di diritto bancario, di diritto dei mercati finanziari, di diritto tributario, di diritto fallimentare e di diritto penale dell’economia sono tutte diverse tra uno Stato e l’altro dell’Ue. Così non si va avanti. Ci sono distorsioni evidenti nell’applicazione di normative differenti. Se non si procede presto a realizzare una legislazione comune nelle materie citate si minano le prospettive di rafforzamento e consolidamento dell’Unione Bancaria. Anche la Direttiva sulla risoluzione delle banche rientra nella verifica sul primo biennio di attuazione dell’Unione bancaria.  
La verifica deve essere una prospettiva generale. Da una crisi dell’Unione europea, che si aggrava di giorno in giorno e che accentua il ruolo delle burocrazie, si esce con idee più chiare e ambiziose. Senza un impianto costituzionale, l’Unione europea, che così si è progressivamente aggregata, ora inizia a disgregarsi. Occorre interrompere la guerra finanziaria in atto fra Stati nazionali dell’Unione e cambiare innanzitutto la filosofia dell’Unione bancaria che sta portando a crescenti conflitti finanziari fra le economie dei vecchi Stati nazionali dell’Unione che deve, invece, crescere insieme, senza scaricare i rischi su altri, ma favorendo il rafforzamento complessivo dei mondi bancari e finanziari d’Europa come premessa indispensabile per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione”.
Per Maria Bianca Farina, Presidente Ania: “In un momento così critico per l’Europa vogliamo testimoniare la nostra adesione al progetto europeo. Crediamo fortemente nella necessità di una ‘squadra Italia’, in cui la collaborazione tra pubblico e privato sia strutturale, avendo come comune obiettivo lo sviluppo del Paese. Le imprese di assicurazione hanno rappresentato un importante fattore di stabilità durante le gravi crisi finanziarie degli ultimi anni, garantendo ai risparmiatori redditività soddisfacente e stabilità dei risultati. Nel rilancio degli investimenti è determinante il ruolo dell’industria assicurativa che in Europa può favorire un sistema finanziario più ampio e efficiente anche attraverso la disponibilità al finanziamento dell’economia reale”.
Nel corso dell’incontro sono state presentate alcune schede tecniche sui temi di maggiore rilevanza per il settore finanziario italiano in Europa necessari – secondo la Febaf e le sue associate – per rilanciare il finanziamento della crescita e dello sviluppo. Non si tratta tuttavia di ambiti di interesse solo per l’industria finanziaria, si legge nel documento. “L’impatto di eventuali revisioni da parte del Comitato di Basilea sui metodi di calcolo del rischio di credito e del rischio operativo, per come sono attualmente formulate, peserebbe sulla capacità di finanziamento di specifiche attività economiche rilevanti per la ripresa del ciclo economico. Con ricadute pesanti sulla competitività dell’economia reale europea rispetto all’andamento di quella mondiale. Discorso analogo… per…la distribuzione di prodotti assicurativi, dove è attesa la definizione dei contenuti di secondo livello. L’obiettivo del mercato assicurativo è di avere prodotti semplici e chiari per il consumatore, attraverso il giusto equilibrio fra corretta tutela del consumatore e senza creare eccessivi oneri per le imprese, preservando, al contempo, il quadro pluralistico di modelli distributivi che caratterizza il mercato assicurativo italiano”. 
Il documento contiene anche l’invito a Commissione e Parlamento europeo a proseguire con determinazione sulla strada di una regolamentazione che sappia trovare un equilibrio tra le esigenze di protezione del consumatore, la stabilità dell’industria, la competitività del sistema economico dentro e fuori l’Europa.
 

(13 ottobre 2016) ​Appello congiunto Febaf, ABI, Ania: “Bruxelles acceleri su riforme e investimenti”.- Unione Bancaria, Unione dei mercati dei capitali, Piano europeo di investimenti (c.d. Juncker). Sono i tre pilastri del cantiere “sviluppo” in Europa. Ma la loro costruzione procede a rilento, tra molti ostacoli e resistenze, mentre l’Unione europea dovrebbe piuttosto accelerare le riforme per la crescita, antidoto contro gli “egoismi nazionali”, per far fronte agli shock del presente e del futuro.   


Pilastri di sviluppo vanno a rilento e Ue acceleri su riforme e investimenti

Con i social media nuove figure professionali | [11/10/2016]

​(11 ottobre 2016) Con l’introduzione dei canali social, cambiano i ruoli in banca, e sono necessarie nuove figure. 9 banche su 10 sono attive sulle reti sociali

 

​Cambiano i ruoli in banca ed emergono nuove figure di riferimento interne all’azienda, come i moderatori e i facilitatori e coloro che sono in grado di incoraggiare le attività di innovazione, i cosiddetti influencer. L’introduzione dei canali social, oltre ai cambiamenti organizzativi, determina profondi cambiamenti cul¬turali, con il coinvolgimento attivo di risorse che si occupano della qualità dei contenuti sul web e dell’interazione con l’utenza online. È quanto emerge dall’indagine “Banche e social media”, realizzata dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory, su banche che rappresentano l’80% del settore bancario, presentato l’11 ottobre a Milano in occasione della terza edizione di “Dimensione Social & Web”. Il convegno dell’ABI dedicato agli strumenti innovativi di comunicazione e marketing forniti da Internet e dalle reti sociali alle banche e al mercato finanziario, ha la finalità di fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive di sviluppo delle attività delle banche. Pari al 90% le banche presenti sulle reti sociali.
I dati dello studio mettono in risalto come la presenza sulle piattaforme social sia considerata strategica. Per lavorare sui canali social, ideare e costruire contenuti da pubblicare sul web sono previste tuttavia una serie di attività che richiedono competenze e abilità specifiche. È per questo motivo che molte banche (48% dei casi) si sono già dotate di unità organizzative dedicate. In altri casi, invece, la gestione dei canali social viene realizzata attraverso team informali multifunzionali che operano con grande dinamismo, supportati spesso da agenzie di comunicazione specializzate. 
Se si pensa che più della metà delle banche (53%) aggiorna quotidianamente (il 41% più volte al giorno) i contenuti social e che i codici comunicazionali e le forme espressive sul web sono completamente diversi da quelli usati nel passato (2 banche su 3 utilizzano video, immagini e foto), si comprende come sia oggi necessario un accelerato ricambio di competenze.
 Non solo, ma servono anche risorse che sappiano dialogare con il pubblico sulla rete (come ormai la maggior parte delle banche fa in modo continuativo), rispondendo direttamente ai clienti per assisterli (55%), o costruendo insieme agli utenti i nuovi servizi (il cosiddetto crowdsourcing, che consente di raccogliere in una piattaforma web i suggerimenti delle persone: il 51 % già realizza o sta per realizzare progetti in questa direzione) o seguendo conversazioni sui nuovi canali di messaggistica social (per il 55% delle banche).
Il cambiamento organizzativo più rilevante è stato la diffusione in azienda di una nuova forma di comunicazione ‘orizzontale’, basata sulle competenze ed il coinvolgimento attivo delle risorse ‘social’ nei processi aziendali. Con la creazione di nuovi spazi di comunicazione tra colleghi emergono infatti nuovi profili professionali catalizzatori del processo di cambiamento: influencer, moderatori e facilitatori interni (nel 30% delle banche).
Il 47% delle banche presenti sui social ha già definito una social media policy (cioè linee guida per favorire un’ottimale gestione dei social media all’interno della banca) e il 28% ha in programma di definirla entro i 12 mesi. 

Con lintroduzione dei canali social emergono nuove figure di riferimento