‘Prosolidar’ consegna scuola per i bambini di Norcia | [22/12/2016]

(22 dicembre 2016) L’iniziativa alla presenza del Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, e del Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio

​Realizzata e consegnata nei tempi previsti la nuova struttura per la scuola primaria e materna del Comune di Norcia duramente colpito dai recenti eventi sismici del Centro Italia.
 Lo annuncia la Fondazione “Prosolidar” Onlus www.fondazioneprosolidar.org gestita da rappresentanti dell’ABI e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori. Essa costituisce la prima ed unica esperienza sia in Italia sia nel resto del mondo di un Ente bilaterale per progetti di solidarietà voluto dalle parti in un contratto nazionale.
La scuola un primo progetto a supporto delle popolazioni colpite dal recente terremoto, nata da una richiesta del Sindaco di Norcia, che servirà a poter riprendere l’attività scolastica dall’inizio del 2017 e soddisfare tutte le necessità, anche ludiche, dell’infanzia prima vittima del sisma: in questo caso si tratta di un manufatto prefabbricato di circa 180mq, al costo di 230.000 euro, con piena affidabilità sul piano della durata negli anni, sul piano della sicurezza e del rispetto dell’ambiente. Con l’occasione saranno aggiunti ulteriori 20.000 euro per arredi e attrezzature finalizzate all’avvio immediato delle attività didattiche.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini; il Commissario alla ricostruzione, Vasco Errani; il Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio; il Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno; il Presidente di Prosolidar, Giancarlo Durante; il Vice Presidente di Prosolidar, Agostino Megale; il Presidente di Mission Bambini, Goffredo Modena.
Prosolidar ricorda che tutto ciò è possibile grazie alla tempestiva raccolta fondi avviata di fronte al protrarsi dei tragici eventi. 
Queste le coordinate bancarie per la raccolta fondi dedicata:
FONDAZIONE PROSOLIDAR Onlus “Terremoto centro Italia”
IT 48 N 06270 03280 CC0800190152
 

Realizzata una struttura per materna e primaria nel comune colpito dal sisma

La difficile arte del banchiere: nuova edizione | [20/12/2016]

​(20 dicembre 2016) “Quanto mai attuale il suo rigore etico”, evidenzia il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli in occasione della prima presentazione nazionale della riedizione del volume contenente gli scritti di Luigi Einaudi, pubblicato da Laterza con nuova postfazione del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco

 

​È stato presentato a Roma nella sede dell’ABI dal Presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli, dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e dal direttore del “Corriere della Sera” Luciano Fontana il volume La difficile arte del banchiere di Luigi Einaudi, edito da Laterza in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana e l’Istituto Luigi Einaudi, con nuova postfazione del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.
Definire e ridefinire nuovi elementi di etica nell’attuale crisi anche morale dell’Occidente: a questo impegno collettivo, reso ancor più indispensabile dalla necessità di intensificare gli sforzi per individuare una via d’uscita dalla grave crisi nella quale le maggiori economie mondiali si dibattono da quasi un decennio, potrà senza dubbio concorrere la riedizione di questi scritti di etica bancaria di Luigi Einaudi, studioso insigne, Governatore della Banca d’Italia e poi Presidente della Repubblica.
Il volume, curato da Rossana Villani e introdotto dalla prefazione di Maurizio Sella, Presidente dell’Istituto Luigi Einaudi, e di Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, offre a studiosi e lettori l’opportunità di estrarre fondamentali elementi di etica bancaria, il cui ‘distillato’ risulta oggi tanto più cruciale per ricreare una più solida fiducia nel settore creditizio, imprescindibile anello di congiunzione fra tutti gli ambiti economici. “Il rigore etico di Luigi Einaudi – ha affermato il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli in occasione della prima presentazione nazionale della riedizione del volume – è quanto mai attuale e incorpora anche l’insegnamento di un altro grande banchiere e statista, Marco Minghetti: «L’economia, e come scienza e come arte, è sottordinata all’etica …», affermava Minghetti, aggiungendo che qualunque cosa «possa procacciare ricchezza in opposizione alla giustizia, per ciò solo è anticipatamente vietata»”.
Einaudi parla ai lettori di oggi con linguaggio chiaro, comprensibile al largo pubblico, sviluppato attraverso ragionamenti rigorosi e lineari e in grado di imporsi grazie a una chiarezza espositiva che affronta problemi concreti rivolgendosi a persone pratiche. “Da ciò – ha aggiunto il Presidente Patuelli – deriva un esempio fondamentale, a maggior ragione in un’epoca nella quale si eccede nell’imbarbarimento dei linguaggi, incluso quello della finanza e dell’economia, fonte frequente di rischiosi equivoci”.
 

Presentata a Roma la prima riedizione del volume di Luigi Einaudi

Premiati i vincitori della prima edizione di ’iBank challenge’ | [19/12/2016]

(19 dicembre 2016) ​Tre progetti hanno ricevuto oggi i riconoscimenti per la prima edizione della gara promossa da ABI con ABI Lab per far incontrare le banche con gli “innovatori” esterni al mondo dell’economia e della finanza.

​Le idee più innovative, applicabili al mondo bancario per rendere servizi e modelli di gestione e interazione tra banche e clienti ancora più efficienti, sono state premiate oggi a Roma alla prima edizione dell’iBank Challenge. La competizione promossa dall’ABI e dal Consorzio ABI Lab con il coinvolgimento di 8 tra banche e consorzi bancari (Banca Mediolanum, Banca Popolare di Milano, Bnl – Gruppo Bnp Paribas, Cedacri, Credito Emiliano, CSE, Icbpi, Intesa SanPaolo), mette a confronto soluzioni e progetti per la banca del futuro, realizzati da soggetti – persone fisiche e microimprese- esterni al mondo finanziario.
Tre le idee innovative scelte da una giuria di esperti tra le ottantatre presentate dagli inventori di tutta Italia. Agli “innovatori”, vincitori di questa prima edizione dell’iBank challenge, sono stati assegnati premi in denaro fino a 40mila euro. Sono 38 i progetti selezionati che si sono conquistati l’opportunità di essere illustrati a un gruppo di esperti e potenziali investitori, rappresentati dalle banche aderenti. Il Premio iBank Challenge, infatti, rappresenta un’occasione unica per garantire massima visibilità, sui canali più idonei, a progetti innovativi presentati da soggetti “non addetti ai lavori”.
Ecco le idee vincitrici della prima edizione dell’iBank challenge:

  • Primo classificato il progetto “Financial Planner”, presentato da un team di persone fisiche, è una piattaforma digitale che si interfaccia con l’utente e la banca e gestisce le spese mensili, annuali o ricorrenti in modo facile e innovativo, integrando gli attuali servizi a disposizione delle famiglie per la gestione delle spese.
  • Al secondo posto il progetto “Helperbit”. Presentato da una microimpresa è una startup che utilizza la tecnologia blockchain per rendere visibili i flussi di denaro con l’obiettivo di cambiare radicalmente il modo in cui si affrontano le emergenze, l’approccio all’assistenza umanitaria, al settore della beneficenza e al sistema assicurativo. 
  • Terzo classificato il progetto “Talents venture”, presentato da un team di persone fisiche si propone come una forma di venture capital del talento che raccoglie il capitale presso degli investitori e lo investe per sostenere e finanziare gli studenti più talentuosi, accompagnandoli in un percorso di crescita personale e professionale.
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    Assegnati a tre progetti i riconoscimenti per la prima edizione

    Moratorie rate Pmi a quota 20 miliardi | [17/12/2016]

    (17 dicembre 2016) ​Proseguono a pieno ritmo le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi.

    ​Tra ottobre 2013 e ottobre 2016 sono state accolte complessivamente 60.150 domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 20 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,4 miliardi di euro.
    Inoltre, sono state accolte 10.962 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,9 miliardi di euro di debito residuo.
    Questo il risultato del monitoraggio che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni di Impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.
    L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

    • il 25,4% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
    • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
    • il 18,5% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
    • il 9% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
    • il 6,9% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
    • il restante 25,8% agli “altri servizi”. 

    Si sottolinea che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.
     

    Tra ottobre 2013 e ottobre 2016 sono state accolte 60.150 domande

    Tornare a redditività per affrontare sfida occupazionale | [13/12/2016]

    (13 dicembre 2016) ​​Rapporto ABI 2016: banche italiane alle prese con riorganizzazioni aziendali e interventi strutturali. Primario rafforzare i livelli competitivi per continuare a sostenere la ripresa. Ma serve armonia di regole in Europa e stabilità dei requisiti patrimoniali

    ​In un contesto di crescenti tensioni politiche e geopolitiche, gli ultimi mesi del 2016 fanno registrare elementi favorevoli di ritorno alla crescita: tra questi gli immediati positivi effetti del quantitative easing della Bce. In particolare, nell’Area dell’euro gli indicatori congiunturali prefigurano uno scenario di crescita stabile seppur modesta e di inflazione in graduale recupero, ma ancora troppo bassa.
    Dal lato del mondo bancario italiano va considerato che l’innovazione tecnologica, i nuovi modi di fare banca e la spinta iper regolatoria dell’Unione Europea hanno richiesto, e richiederanno in futuro, riorganizzazioni aziendali e interventi strutturali. Ciò di fronte a profondi cambiamenti del modo di relazionarsi con la clientela, attraverso il potenziamento di canali innovativi che utilizzano le nuove tecnologie e modificano, riducendola, la funzione della rete tradizionale, con conseguente progressiva diminuzione del numero degli sportelli fisici. In questa cornice, le banche hanno effettuato sforzi straordinari, senza ricorrere mai a fondi pubblici, con grandi accantonamenti a fronte dei costi della crisi e con aumenti di capitale, in attesa che un’adeguata redditività bancaria favorisca circuiti virtuosi.
    Questa la sintesi della ventiquattresima edizione del Rapporto ABI 2016 sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria, presentato a Milano dal Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, che fornisce un quadro della posizione competitiva del settore bancario italiano attraverso l’esame di numerose informazioni riferite alle risorse umane, alla loro gestione e al relativo costo.
    Nel settore del credito italiano la stabilità del posto di lavoro si conferma valore fondamentale con un’incidenza del 99% dei contratti a tempo indeterminato (compresi gli apprendisti). Nonostante la lunga scia della crisi e gli scenari organizzativi e prospettici, il settore ha contenuto la contrazione degli organici nel biennio 2014-2015 (circa -0,8%). Tra le principali caratteristiche del personale bancario si evidenziano anche la qualità professionale in costante crescita (con il 37,8% di laureati) e il continuo aumento del personale femminile (45% sul complesso dei dipendenti).
    Per quanto riguarda l’analisi del posizionamento delle banche italiane in Europa, continuano a sussistere squilibri sul lato dei costi che penalizzano la competitività. In questo senso, focalizzando la visuale sui gruppi bancari a prevalente vocazione nazionale, emerge che il costo del lavoro unitario, pari ad oltre 73 mila euro a fine 2015, si presenta in calo rispetto al 2014 ma ancora superiore alla media europea di circa 68 mila euro. Anche esaminando il rapporto fra costo del personale e margine di intermediazione il divario tra gruppi bancari italiani e media europea resta ancora molto elevato e pari a oltre 6 punti percentuali (35,2% contro 29% medio europeo). Ancora più significativo è il gap con i concorrenti, ove si consideri il rapporto fra costi operativi e margine di intermediazione: gli intermediari creditizi italiani, infatti, con un indice del 67% si distanziano per 9 punti percentuali rispetto alla media europea del 58%.
    Questi risultati discendono dalle difficoltà nelle quali continuano ad operare le banche, poste di fronte ad importanti mutamenti strutturali connessi con il cambiamento tecnologico, l’evoluzione del mercato dei capitali e le incertezze derivanti dall’evoluzione in corso del quadro delle regole e di vigilanza. È condizione fondamentale per il recupero di redditività il completamento del processo di armonizzazione delle regole iniziato con l’Unione bancaria europea, assicurando norme identiche per tutte le banche vigilate, senza privilegi per alcuno, uguaglianza dei punti di partenza nella competizione di mercato e stabilità dei requisiti patrimoniali bancari prospettici che non possono cambiare di continuo.
    Alla presentazione dei principali risultati emersi da parte degli autori – Giancarlo Durante, Direttore centrale ABI e Responsabile della Direzione sindacale e del lavoro e Luigi Prosperetti, ordinario di Politica economica presso l’Università degli Studi di Milano – sono seguiti gli interventi di Eliano Omar Lodesani, Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro di ABI e di Adalberto Alberici, Ordinario di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università degli studi di Milano e docente senior presso la Sda Bocconi.

    Rafforzare i livelli competitivi e affrontare la sfida occupazionale

    Con ‘Fondo casa’ sospese rate mutui a 36.903 famiglie | [10/12/2016]

    (10 dicembre 2016) ​​Tra novembre 2010 e ottobre 2016, il “Fondo
    di solidarietà per l’acquisto della prima casa” istituito presso il
    Ministero dell’Economia e delle Finanze e reso operativo grazie al protocollo
    di intesa MEF-ABI, ha consentito a 36.903 famiglie in difficoltà di sospendere
    per 18 mesi il pagamento delle rate del proprio finanziamento, per un
    controvalore di circa 2,7 miliardi di euro di debito residuo.
    ​​

    ​Sulla base dei dati dell’ultimo
    monitoraggio, in sei anni di operatività, l’ABI fa il punto su un efficace
    strumento di welfare che vede le banche italiane, uniche nel panorama europeo,
    a collaborare su misure straordinarie di sostegno al reddito.
    Accanto a ciò, nel quadro
    generale delle priorità per la crescita rientra la capacità delle banche di
    accompagnare la fase di grande rilancio del mercato immobiliare, con il
    risultato di un aumento delle nuove erogazioni di mutui-casa del 38% tra
    gennaio e ottobre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015.

    (10 dicembre 2016) ​​Tra novembre 2010 e ottobre 2016, il “Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa” istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e reso operativo grazie al protocollo di intesa MEF-ABI, ha consentito a 36.903 famiglie in difficoltà di sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate del proprio finanziamento, per un […]

    “Prosolidar” dona veicolo per emergenza Liguria | [03/12/2016]

    (3 dicembre 2016) Arriva il 3 dicembre a Genova, un furgone di polisoccorso idrogeologico che andrà ad ampliare la dotazione tecnica del Comitato regionale Liguria di Anpas, soggetto riconosciuto dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, impegnato a tutto campo su emergenze, eventi atmosferici estremi e calamità naturali.
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    ​Si tratta di un veicolo completo con materiali di prima assistenza per interventi elettrici, di scasso e aspirazione che permetterà ai volontari di operare in sicurezza e con maggiore efficacia. 
    Lo annuncia la Fondazione “Prosolidar” Onlus fondazioneprosolidar.org gestita da rappresentanti dell’ABI e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori. Essa costituisce la prima ed unica esperienza sia in Italia sia nel resto del mondo di un Ente bilaterale per progetti di solidarietà voluto dalle parti in un contratto nazionale.
    “L’iniziativa – commenta Giancarlo Durante – Presidente della Fondazione, è frutto della Convenzione sottoscritta tra Prosolidar e Anpas regionale, per l’acquisto e l’allestimento di un veicolo specificamente attrezzato da utilizzare in situazioni di emergenza”.
    In particolare, dalla Fondazione sono arrivate le risorse per effettuare l’acquisto con un finanziamento complessivo di 85.800 euro. 

    Donato un veicolo di polisoccorso idrogeologico per emergenza Liguria

    Forum 2016 sulla Responsabilità sociale d’impresa | [02/12/2016]

    ​(2 dicembre 2016) Focus sull’inclusione finanziaria dei migranti e sullo stato d’arte della rendicontazione di sostenibilità durante l’appuntamento annuale che l’ABI dedica alla Corporate social responsibility

    ​L’inclusione finanziaria ha un’importante impatto nel processo di integrazione sociale ed economica dei migranti. A fine del 2015 oltre 2,5 milioni i conti correnti intestati a cittadini di 22 nazionalità. In pratica 3 migranti su 4 dispongono di un conto con cui accedere ai principali servizi finanziari.
    Sono questi i principali dati che emergono dall’ultima indagine dell’Osservatorio nazionale sull’Inclusione economica e finanziaria dei migranti, condotta su un campione rappresentativo dell’80% del settore bancario in termini di totale attivo, e presentata nel corso del Forum Csr 2016, l’appuntamento annuale che l’ABI dedica alla responsabilità sociale d’impresa (Corporate social responsibility) che si conclude il 2 dicembre a Roma.
    Alla sua undicesima edizione il convegno si conferma occasione di confronto per gli operatori nazionali e internazionali interessati a promuovere l’integrazione della sostenibilità nel business anche attraverso l’utilizzo di indicatori ambientali, sociali e di governance, e a investire sulla cultura della sostenibilità.
    Secondo l’Osservatorio, nato dalla collaborazione fra l’ABI e il Ministero dell’Interno e gestito dal Centro studi di politica internazionale (CeSPI), la metà dei conti correnti intestati a cittadini migranti include l’internet banking, il 41% dispone di servizi di finanziamento, il 40% di servizi assicurativi e il 15% di servizi di investimento. Per ogni conto corrente sono previsti in media 1,5 strumenti di pagamento e due servizi di gestione della liquidità.
    Sempre secondo l’Osservatorio i cittadini immigrati continuano ad investire sul “mattone”: i finanziamenti per acquisto della casa rappresentano il 33% del totale dei crediti concessi dalle banche, in crescita del 2,7% rispetto al 2014. Aumentano i flussi complessivi delle rimesse dall’Italia. Crescono del 10,5% anche le micro imprese a titolarità straniera appartenenti al comparto small business delle banche. Nel 2015, infatti sono state oltre 122mila le aziende gestite da imprenditori immigrati contro le 110mila del 2014. Le imprese femminili rappresentano il 31,7% del portafoglio small business con titolare straniero e fanno registrare tassi di crescita superiori alla media negli ultimi 4 anni.
    In chiusura del convegno è stata presentata anche l’indagine ABI sullo stato dell’arte della Rendicontazione di sostenibilità, condotta su un campione rappresentativo dell’85% del settore in termini di totale attivo.
    Lo studio traccia le linee evolutive della rendicontazione di sostenibilità nel settore bancario.
    In particolare: tra i modelli di rendicontazione non finanziaria presi a riferimento si afferma per il 99% del campione l’utilizzo delle linee guida internazionali Global reporting initiative (GRI); per l’85% del campione il Cfo (Chief financial officer, Direttore finanziario) è tra i soggetti che approva i contenuti della rendicontazione; l’83% evidenzia un sempre maggiore coinvolgimento di tutta la struttura aziendale nel processo di rendicontazione.
    Le banche italiane, oggi più che mai, contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operano, integrando e condividendo le conoscenze e le “buone pratiche”, individuando le informazioni significative e veicolandole nei modi più opportuni per raggiungere i target desiderati.  La gestione delle informazioni non finanziarie e dei conseguenti processi decisionali, contribuisce alla capacità dell’azienda di creare valore, anche attraverso un maggiore coinvolgimento di tutti i membri dell’organizzazione che identificano, ognuno per i diversi ambiti di competenza, obiettivi di sostenibilità, da integrare nella strategia dell’impresa, con riflessi sul piano operativo.  

    Importante impatto nel processo di integrazione sociale ed economica

    Le smart intranet puntano sulla misurazione | [01/12/2016]

    ​(1 dicembre 2016) La ricerca realizzata quest’anno dall’Osservatorio Smart Intranet e Workspace Innovation di ABI Lab, Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana, si è posta l’obiettivo di monitorare l’evoluzione delle intranet in banca, indagando alcuni aspetti legati al ruolo e alla rilevanza dei portali, con un particolare focus sugli strumenti di monitoraggio presenti o implementabili in futuro. In un contesto di grande trasformazione dei modelli di lavoro e di servizio delle banche, sempre più orientate al digitale e aperte all’innovazione, la Intranet aziendale rappresenta uno strumento strategico a supporto dell’operatività e dell’organizzazione in rete.

    Un punto di aggregazione delle persone
    È lo spazio virtuale in cui è custodita la conoscenza, in larga parte operativa, e attraverso cui la conoscenza stessa viene distribuita e trasferita a tutto il personale, per garantire uniformità e qualità nell’esecuzione delle attività e per un aggiornamento nel continuo della normativa interna ed esterna e delle modalità di lavoro, in maniera capillare e profilata per le diverse figure professionali.
    A questo, si aggiunge la consapevolezza oramai diffusa che la Intranet non è solo uno strumento tecnologico in cui convergono le applicazioni aziendali e operative ma deve rappresentare il punto di aggregazione principale delle persone in azienda.
    La Intranet è il sistema all’interno del quale la costellazione dei dipendenti può fare engagement, collaborare, proporre idee innovative; si fanno quindi progressivamente strada, anche se con velocità e intensità differenti all’interno delle diverse realtà in base alle specifiche priorità e strategie, logiche di tipo Social mutuate dal mondo consumer a supporto della Digital transformation, oltre che modelli di lavoro di tipo Smart, basati su principi di flessibilità e responsabilizzazione sui risultati.

    Monitoraggio più operativo che strategico
    In questo contesto, un monitoraggio delle variabili chiave della Intranet, in termini di creazione e fruizione dei contenuti, engagement, efficienza, knowledge management e supporto operativo, diviene fondamentale per comprendere l’efficacia delle iniziative svolte, valutare gli ambiti di crescita e guidare il cambiamento stesso. Il tema è infatti di attenzione per le quindici banche che hanno partecipato alla rilevazione condotta nel 2016 nell’ambito dell’Osservatorio Smart intranet e Workspace innovation.
    L’attività di monitoraggio, laddove presente, ha finalità più operative che strategiche, essendo di fatto utilizzata come cartina al tornasole per valutare l’efficacia delle azioni di miglioramento e revisioni del portale che sono state effettuate. Per massimizzarne l’efficacia, è importante tuttavia che il monitoraggio sia costruito anche in funzione degli obiettivi e che si affianchi a valutazioni di carattere qualitativo, come le survey utente.

    Il driver della conoscenza ‘one to many’
    L’evoluzione verso la banca digitale influenza inevitabilmente anche le modalità con cui le competenze sono trasferite nell’azienda, facendo sì che, accanto alla Intranet, anche la struttura di assistenza interna sia chiamata a svolgere un ruolo sempre più evoluto di supporto e dialogo nella relazione con l’utente interno, grazie alla sua posizione privilegiata che consente di cogliere le necessità informative dei colleghi e di guidare il cambiamento.
    Assistenza e facilità di accesso alle procedure sono infatti indispensabili per l’utente non solo nella gestione ordinaria della propria attività lavorativa ma soprattutto in momenti di trasformazione aziendale, rendendo quindi il trasferimento di conoscenza un driver significativo nell’evoluzione del business, in ottica ‘one to many’ e non più soltanto ‘one to one’.
    Nel complesso percorso verso la banca digitale, quindi, c’è bisogno senza dubbio di una trasformazione nelle modalità di gestione del «sapere» aziendale, ma c’è bisogno anche di saper comunicare la conoscenza, sia essa esplicita o tacita, verso la costellazione dei dipendenti, in base alle specifiche necessità.
     

    Parla la ricerca condotta nel 2016 dallOsservatorio promosso da ABI Lab

    Rapine in calo del 28,4% nei primi nove mesi del 2016 | [29/11/2016]

    (29 novembre 2016) ​La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza e i risultati dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio intersettoriale sulla criminalità predatoria.

    ​Continuano a diminuire le rapine in banca. Nei primi nove mesi del 2016, infatti, sono stati 298 i colpi compiuti allo sportello, con un calo del 28,4% rispetto ai 416 dello stesso periodo dell’anno precedente.  Diminuisce anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,8 a 1,3. È questa la fotografia delle rapine in banca nei primi nove mesi del 2016 scattata da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, e presentata in occasione della Giornata della Sicurezza 2016, l’evento ABI che approfondisce i temi della sicurezza in banca e negli altri settori a rischio rapina.

    La mappa delle rapine in banca
    Nei primi tre trimestri del 2016, le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-44,4%, da 9 a 5), Basilicata (-75%, da 4 a 1), Calabria ( -16,7%, da 6 a 5), Campania (-25,9%, da 27 a 20), Emilia Romagna (-26,5%, da 49 a 36), Lazio (-42,9%, da 56 a 32), Lombardia (-57,3%, da 59 a 52), Marche (-61,5%, da 13 a 5), Puglia (-50%, da 22 a 11), Sicilia (-24,6%, da 61 a 46), Toscana (- 31,7%, da 41 a 28), Umbria (-57,1%, da 7 a 3) e Veneto (-41%, da 24 a 14). Nessun colpo in banca in Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Invariate le rapine in Liguria (solo nove). Aumenti si sono invece verificati in: Molise (2 rapine da 0) e Piemonte (29 rapine da 24).
    Nel corso del convegno sono stati presentati anche i risultati del settimo Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria, realizzato da Ossif in collaborazione con il Ministero dell’Interno e con il contributo di FIT (Federazione italiana tabaccai), Federfarma, Federdistribuzione, Confcommercio, Assovalori, Unione Petrolifera, Anie Sicurezza e Poste Italiane.  Dallo studio – che analizza le rapine compiute nel 2015 in banche, uffici postali, tabaccherie, farmacie, esercizi commerciali, locali, esercizi pubblici, imprese della grande distribuzione e distributori di carburanti, mettendo a confronto i diversi settori – emerge che le rapine denunciate in Italia nel corso del 2015 sono state 34.957, con un calo del 10,9% rispetto al 2014 e del 20,1% rispetto al 2013. Il dato conferma una riduzione dei reati per tutte le categorie analizzate. In particolare, il calo più evidente è registrato per le rapine ai distributori di carburante (-23,4%) e le rapine in tabaccheria (-15,3%).
    Il Rapporto Ossif sottolinea che il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine.
     

    Nei primi nove mesi di quest’anno colpi in banca diminuiti del 28,4%