La relazione con i clienti si rafforza attraverso i social | [08/10/2016]

(8 ottobre 2016) ​9 banche su 10 sono attive sui social media. Iniziative ed eventi sul territorio, promozione di prodotti e servizi, cultura finanziaria, arte e spettacolo i maggiori temi di conversazione

​Il 90% delle banche è presente sui social media. Il dialogo e la relazione col cliente si rafforzano sempre più attraverso i canali digitali, anche avvalendosi delle potenzialità rappresentate dagli strumenti di messaggistica social. È un quadro particolarmente vivace e ricco di innovazione quello che emerge dall’indagine “Banche e social media”, realizzata dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory, su banche che rappresentano l’80% del settore bancario. Lo studio sarà presentato in occasione della terza edizione di “Dimensione Social & Web”, il convegno in programma a Milano l’11 e il 12 ottobre dedicato agli strumenti innovativi di comunicazione e marketing forniti da Internet e dalle reti sociali.
I dati dell’indagine mettono in risalto un mondo bancario che sta affrontando i fenomeni relativi ai social media considerandoli non solo come semplice canale di comunicazione con l’esterno (fatto di conversazioni, recensioni, commenti e video), ma anche come importante punto di contatto con la clientela per alimentare nell’ambiente digitale la forza relazionale che già caratterizza il rapporto con la clientela sul territorio.

Dimensione social
Nel complesso, le banche sono presenti in media su 5 canali diversi con svariati contenuti, attività e strumenti: Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono le piattaforme social maggiormente utilizzate.

Il dialogo diventa diretto e personalizzato
La parte pubblica del canale social non basta più. Il cliente chiede in alcuni casi anche un dialogo “riservato”. Il 55% delle banche presenti sui social media usa gli strumenti di messaggistica social (Facebook messenger, Whatsapp, Skype e Telegram, oltre che le chat proprietarie) per poter dialogare in modo diretto, dedicato e personalizzato con i propri clienti, attuali e potenziali.

Brand, educazione finanziaria e assistenza
Se rafforzamento della propria immagine e promozione dei propri servizi sono i principali obiettivi di presenza sui social media, nel 2016 le banche hanno fortemente investito anche per rendere questo nuovo canale un mezzo utile alle persone per accrescere la cultura finanziaria. A ciò ha contribuito la frequente attivazione di servizi di social customer care, un’assistenza online che consente ai clienti di trovare le risposte ai propri bisogni finanziari, anche confrontandosi con le opinioni e le esperienze della clientela con profili simili ai propri.

Foto, immagini, post e video
Interpretando appieno il dinamismo del mondo dei social, le banche aggiornano costantemente (in media due volte al giorno) le proprie pagine, con contenuti sulle nuove attività e iniziative, ma anche su quelle tematiche non bancarie che le vedono coinvolte.
Sui social cambia anche il linguaggio usato nel dialogo con le persone: senza rinunciare all’uso di testi (che rappresentano il 30% dei contenuti veicolati), sono ormai immagini e foto il principale strumento di comunicazione (con un peso pari al 42% sul totale delle tipologie).

I temi di conversazione
I contenuti delle pagine social delle banche riguardano, nella maggior parte dei casi, temi finanziari e iniziative di education; tuttavia, ampio spazio viene dedicato anche ad arte, cultura, spettacoli, sport, turismo e viaggi, tecnologia e iniziative no profit.

Il futuro sarà sempre più social
Per il prossimo futuro, le banche segnalano che stanno lavorando all’innovazione dei propri linguaggi comunicativi, pensando a giochi educativi, concorsi e sondaggi (64% delle banche già li realizza o ha in programma di realizzarli) finalizzati ad accrescere la cultura finanziaria del pubblico.
Lo studio mostra come, con i social, si stia aprendo un nuovo percorso di relazione effettiva con il mercato: oltre la metà delle banche intervistate (55%) non si limita infatti a veicolare informazioni su questi canali, ma ha avviato una vera e propria conversazione attiva, diretta e aperta con gli utenti, amplificando la trasparenza attraverso il dialogo interattivo con il pubblico.
Non manca nello studio un focus sugli strumenti più innovativi che i social media stanno di recente mettendo a disposizione: creazione di gruppi di offerta, chatbots (software robotici che possono rispondere alle richieste più semplici dei clienti), anteprime di eventi e dirette streaming sono le funzionalità pianificate per il prossimo futuro social dal 36% delle banche.
 

La relazione col cliente si rafforza sempre pi attraverso i canali digitali

Ripresa del confronto nazionale tra ABI e Sindacati | [05/10/2016]

(5 ottobre 2016) Protocollo sulle politiche commerciali e avvio di una base di ragionamento condivisa per la realizzazione di iniziative all’interno del mondo bancario, in relazione ai rapporti con il personale e la clientela.

​Questo il tema all’ordine del giorno della ripresa del confronto nazionale, il 5 ottobre a Roma, tra ABI e Sindacati di settore.
In questo senso, si prevede la costituzione di un gruppo di lavoro che formuli rapidamente proposte per un’intesa complessiva su possibili soluzioni metodologiche con l’obiettivo di rafforzare “buone pratiche e favorire sempre più stretti rapporti con i clienti”.

 

Protocollo sulle politiche commerciali e costituzione di un gruppo di lavoro

Al via la terza edizione del Premio ABI – Feduf – Fiaba | [29/09/2016]


(29 settembre 2016) L’iniziativa è dedicata ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo “Finanza per il Sociale” e ha come obiettivo di premiare il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale

​​Al via la terza edizione del premio “Finanza per il sociale”, dedicato ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, per sostenere il loro impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria per il Paese. L’iniziativa, indetta per il terzo anno da ABI (Associazione bancaria italiana), Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf) e Fiaba (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche) e promossa nell’ambito della XIV edizione del Fiabaday – giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, rientra nell’ambito dell’impegno pluriennale del mondo bancario sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale.Il premio, che torna quest’anno rinnovato e rafforzato nella proposta, punta a coinvolgere e a valorizzare l’impegno dei giovani avviati in percorsi di studio giornalistico e interessati a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un momento storico in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituisce ormai un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili per il Paese. L’iniziativa ha l’obiettivo di premiare il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale. Sfide e prospettive nell’era digitale” quale tema del concorso.
L’elaborato dovrà evidenziare come un adeguato livello di conoscenza finanziaria dei cittadini rappresenti una priorità sia per favorire la crescita economica, sia per rispondere ad alcune delle principali esigenze sociali del nostro Paese. Migliorare la comprensibilità dei concetti di base dell’economia è infatti un passo cruciale per innalzare il livello di consapevolezza e responsabilità civica di ciascuno, fondamentale per avvicinare i cittadini al mondo economico, alle istituzioni, agli intermediari, al mondo dell’informazione. Rispetto alle precedenti edizioni, il titolo del concorso intende inoltre, in questa occasione, contestualizzare la riflessione alla luce della trasformazione digitale in atto.La partecipazione è gratuita. Possono concorrere i praticanti e gli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, autori di articoli in lingua italiana o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. Possono concorrere anche elaborati firmati da più autori. Ogni concorrente, o gruppo di concorrenti, potrà partecipare con un solo articolo/servizio, prodotto, pubblicato, trasmesso o diffuso nel periodo compreso tra il 1° settembre 2016 e il 31 maggio 2017.L’elaborato, insieme alla domanda di partecipazione, dovrà essere spedito per posta all’indirizzo Fiaba – Premio “Finanza per il sociale” Piazzale degli archivi, 41 00144 Roma o per email indicando come oggetto la dicitura “Premio Finanza per il Sociale II Edizione” a [email protected] entro il 3 luglio 2017. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 10 luglio 2017. Nel caso di trasmissione in via telematica farà fede la data di trasmissione, fatto salvo l’obbligo del partecipante di richiedere la conferma dell’avvenuta ricezione.
Per maggiori informazioni riguardanti le modalità di partecipazione è possibile consultare e/o scaricare il bando di concorso con relativo regolamento dal sito internet www.abi.it e www.fiaba.org o richiederle ai seguenti contatti: la Segreteria Organizzativa del Premio al numero 06 43400800, e-mail [email protected]; l’ufficio Rapporti con la stampa dell’ABI e-mail [email protected]; l’Ufficio Stampa FEDUF e-mail [email protected]

 

​ (29 settembre 2016) L’iniziativa è dedicata ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo “Finanza per il Sociale” e ha come obiettivo di premiare il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale ​​Al via la terza edizione del premio “Finanza […]

Arte e storia nelle banche: XV edizione di Invito a Palazzo | [28/09/2016]

​(28 settembre 2016) Con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo  e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Main media partnership della Rai e la Media partnership del Tgr.

Servizio del Tgr Rai

​Sabato 1° dalle ore 10.00 alle 19.00 ingresso gratuito e visite guidate in 96 palazzi di 50 città italiane. È la quindicesima edizione della manifestazione che ogni anno apre al pubblico le sedi storiche delle banche, delle Fondazioni di origine bancaria coordinate dall’Acri e della Banca d’Italia.Il primo sabato di ottobre le porte dei palazzi storici delle banche italiane si aprono su tutto il territorio nazionale. È la XV edizione di Invito a Palazzo, la manifestazione promossa dall’ABI che ogni anno, per un’intera giornata, mette in mostra opere d’arte e capolavori conservati nelle sedi storiche delle banche e delle Fondazioni di origine bancaria coordinate dall’Acri. Per il secondo anno la manifestazione vede anche la partecipazione della Banca d’Italia. L’iniziativa si inserisce nell’ambito degli interventi promossi dal mondo bancario per valorizzare il patrimonio artistico nazionale e a sostegno della cultura quale motore di sviluppo per il Paese.Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, ha dichiarato: “Invito a Palazzo, giunto alla sua quindicesima edizione, rappresenta un’occasione unica per conoscere e apprezzare le realizzazioni straordinarie di quanti ci hanno preceduto, gli sforzi delle banche per conservare il vastissimo patrimonio archeologico, artistico e architettonico nazionale. Iniziata nell’ormai lontano 2002, l’iniziativa riscuote un’attenzione crescente da parte del pubblico: oltre un milione di giovani, turisti e appassionati hanno colto l’opportunità di visitare gratuitamente centinaia di sedi storiche delle banche distribuite su tutto il territorio italiano, innovative architetture contemporanee, mostre temporanee, archivi storici, concerti e molto altro. La manifestazione – conclude Patuelli- è la testimonianza del mondo bancario che opera insieme alla comunità, a conferma della profonda sintonia con il proprio territorio.”Il Presidente di Acri, Giuseppe Guzzetti, ha dichiarato: “Invito a Palazzo è un’utile occasione per mostrare al pubblico l’interno di luoghi la cui bellezza a volte si può supporre solo dall’esterno. Non è questo il caso delle Fondazioni di origine bancaria, che già da tempo hanno fatto la scelta di aprire alle loro collettività gran parte delle sale dei palazzi in cui sono ospitati i propri uffici e le raccolte d’arte, oppure gli edifici che hanno restaurato proprio ai fini di una piena fruizione pubblica. Palazzi storici, castelli, chiese, piazze, monumenti sono, infatti, considerati da sempre una ricchezza dei territori, che per quei territori e le loro comunità deve essere conservata e valorizzata. Invito a Palazzo, che si svolge sabato 1° ottobre, consentirà di dare ancor più evidenza a questa scelta delle Fondazioni, in una data che coincide con quella della IV Giornata Europea delle Fondazioni, celebrata in tutta Italia dalle associate ad Acri”.  
La XV edizione: ben 10 palazzi storici “in mostra” per la prima voltaAlla manifestazione di quest’anno partecipano 96 palazzi, tra cui la sede centrale della Banca d’Italia a Roma (Palazzo Koch), 73 di 42 banche, e 23 di 23 Fondazioni di origine bancaria in 50 città su tutto il territorio nazionale. 10 le sedi “in mostra” per la prima volta, che rappresentano un’assoluta novità per i visitatori. 3 le città che per la prima volta aprono le porte dei loro palazzi: Biella, Rimini e Gorizia.Con Invito a Palazzo decine di migliaia di visitatori potranno accedere agli straordinari patrimoni artistici e architettonici, agli arredi e alle opere d’arte di ogni epoca, custoditi e tutelati dalle banche italiane nelle proprie sedi, normalmente chiuse al pubblico perché luogo di lavoro, e dalle Fondazioni di origini bancarie. Accompagnati da guide specializzate, potranno quindi ammirare una preziosa antologia di stili, tendenze e gusti artistici e architettonici italiani di ogni epoca: dall’architettura rinascimentale alle forme del barocco, dalle eleganti dimore settecentesche immerse in parchi secolari alle atmosfere neoclassiche, fino ai palazzi recentemente commissionati dalle banche ai più affermati architetti contemporanei.
Informazioni utili
Invito a Palazzo 2016 si terrà sabato 1° ottobre. I palazzi saranno aperti al pubblico gratuitamente dalle ore 10.00 alle ore 19.00.
L’elenco completo dei palazzi che partecipano all’iniziativa sarà disponibile dal mese di settembre sul sito http://palazzi.abi.it.  ABI – Palazzi aperti palazzi.abi.it Palazzi delle banche. Seleziona una regione per visualizzare le città che ospitano i Palazzi delle Banche.
Si potranno ottenere informazioni sulla manifestazione chiamando dal 23 settembre dalle ore 10.00 alle 18.00 il numero 06-6767400, oppure inviando una e-mail all’indirizzo [email protected]. E’ disponibile un’app (IOS) per smartphones e tablet scaricabile gratuitamente da AppStore.  Invito a Palazzo è presente sui social: facebook: http://www.facebook.com/InvitoAPalazzo/
twitter: @PALAZZI ABI.
Link cartella Dropbox Invito a Palazzo 2016:
https://www.dropbox.com/sh/hwsc5lpuzl4gdgq/AAAx6onrVftS48CI3rvsgugMa?dl=0

Ufficio Rapporti con la Stampa ABI          Ufficio stampa Novella Mirri e Maria Bonmassar
Tel. +39 06.6767596                             Tel.+39 06.4825370 | Cell. 334.6516702; 335.490311
[email protected]
                                                            [email protected]

 

Le porte dei palazzi storici delle banche si aprono su tutto il territorio nazionale

Patuelli: sportelli bancari in netta riduzione nel 2016 | [23/09/2016]

(​23 settembre 2016) ​Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli rende noto che nei primi mesi di quest’anno si è nettamente accelerato il processo di riduzione del numero degli sportelli bancari in Italia.

Mentre nell’intero anno 2015 erano stati chiusi circa cinquecento sportelli, invece nei soli primi nove mesi di quest’anno sono già stati chiusi circa altri mille sportelli, il doppio di quanto avvenuto nell’intero anno scorso. Ciò conferma – sottolinea il Presidente Patuelli – l’impegno che le imprese bancarie stanno sviluppando in Italia nelle ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali in applicazione dei rispettivi piani industriali.
Questi nuovi dati – ha concluso il Presidente Patuelli – sono a fronte di un numero di filiali in Italia che già nel dicembre scorso era inferiore a quello di Francia, Germania ed anche della ben meno popolosa Spagna, mentre la Gran Bretagna aveva meno sportelli, ma ben centomila dipendenti bancari in più dell’Italia.

Patuelli: nettamente accelerato il processo di riduzione del numero

Il Premio ABI per l’innovazione partecipa al Premio dei Premi | [20/09/2016]

(20 settembre 2016) Il riconoscimento, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Fondazione Cotec e conferito dal Presidente della Repubblica italiana ha l’obiettivo di sostenere la capacità d’innovazione del settore imprenditoriale, del mondo universitario e della ricerca pubblica, della pubblica amministrazione e del terziario ed incentivare gli attori dell’innovazione a proseguire nell’attività creativa affinché si sviluppi una cultura del cambiamento.


​Il Premio dei Premi evidenzia l’importanza che il Governo italiano attribuisce ad aziende, enti pubblici o privati o singoli ideatori in qualità di attori dell’innovazione, sostenendo il loro ruolo nello sviluppo sociale, economico e scientifico del Paese.
Ecco i vincitori dell’edizione 2016

  • Banca Widiba. Per il progetto “Widiexpress – la prima portabilità del conto digitale in Italia”, per aver colto le opportunità derivanti dalla digitalizzazione della procedura di portabilità dei conti correnti, rendendo completamente digitale la richiesta del cliente di cambiare banca. La soluzione consente al cliente di evitare code allo sportello, risparmiando tempi e costi il tutto in modalità completamente paperless.

  • Intesa SanPaolo S.p.a. Per il progetto “Digital Factory – 3D”, per aver costruito una modalità di lavoro e di gestione dell’innovazione nei servizi bancari che rivoluziona l’organizzazione interna alla banca, mirando al coinvolgimento delle migliori competenze e metodologie che accelerino la velocità di realizzazione delle iniziative. Il Progetto consente di valorizzare il ruolo delle persone all’interno della banca anche attraverso il coinvolgimento dei clienti in tutte le fasi del processo.

  • Invest banca S.p.a. Per il progetto “Gestione patrimoniale online IB Navigator: promozione Parents & Sons”, per aver fornito uno strumento di gestione patrimoniale interamente digitale, che ricorre a tecnologie quali il “robo-investor”, in grado al contempo di rafforzare e valorizzare il legame familiare, favorendo la cultura del risparmio gestito fra i nuovi giovani risparmiatori, con cui condividere un cammino comune nel futuro.

  • Unicredit S.p.A. Per il Progetto “Obbligazioni bancarie di Pagamento (Obp)” per aver introdotto una soluzione di regolamento dei pagamenti in grado di favorire il commercio internazionale, dove attualmente le transazioni avvengono per la maggior parte tramite pagamenti diretti e non garantiti. Con questa soluzione la banca offre ai propri clienti corporate, importatori e esportatori, la mitigazione dei rischi legati ad operazioni con controparti straniere. 

I vincitori della 8a edizione del Premio dei Premi sono stati segnalati al Comitato di indirizzo che possiede poteri di coordinamento esecutivo e che è composto da un rappresentante del Ministro per la semplificazione e la Pubblica amministrazione, che lo presiede, da un rappresentante del Ministro dello Sviluppo economico, da un rappresentante del Ministro dell’istruzione, dell’Università e della ricerca, da un rappresentante di ciascuno dei soggetti organizzatori dei Premi previsti nel decreto e da un rappresentante della Fondazione per l’innovazione tecnologica Cotec.

Il riconoscimento ABI partecipa al Premio dei Premi

Banche e imprese: arriva la Bussola della qualità | [17/09/2016]

(17 settembre 2016) Al via un percorso condiviso per la realizzazione e sperimentazione di un’applicazione (App) in grado di valorizzare le informazioni qualitative messe a disposizione dalle imprese. Questo obiettivo alla base di un memorandum di intesa sottoscritto dall’ABI, dalle principali associazioni di rappresentanza delle imprese e da Credit data research, società partecipata di Moody’s analytics.

​L’applicazione denominata “Bussola della qualità” o, in inglese, Quality compass è uno strumento innovativo, unico nel suo genere a livello internazionale, che nelle intenzioni delle Associazioni firmatarie del Memorandum contribuirà a migliorare la relazione tra banche e imprese, favorendo un più ampio confronto sugli aspetti più prettamente di natura qualitativa che caratterizzano l’attività imprenditoriale.
La finalità è quella di avviare a livello locale i test su un primo prototipo dell’applicazione nei primi mesi di autunno, grazie alla collaborazione con le sedi territoriali delle Associazioni d’impresa firmatarie e con le banche che aderiranno all’iniziativa sul territorio.
Il Memorandum d’intesa – conclude il comunicato – nasce nell’ambito del Forum sulle variabili qualitative, costituito dall’ABI e dalle principali Associazioni d’impresa secondo quanto previsto dall’Accordo per il credito 2015, e rappresenta la naturale prosecuzione del lavoro iniziato, ormai da diversi anni, dalle stesse Associazioni sul tema della comunicazione finanziaria.
 

Arriva l’app per rafforzare il dialogo fra banche e imprese

Moratorie rate pmi a quota 19,5 miliardi | [10/09/2016]

(12 settembre 2016) ​Proseguono a pieno ritmo le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi.

​Tra ottobre 2013 e luglio 2016 sono state accolte complessivamente 58.942 domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 19,5 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,4 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte 9.754 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,6 miliardi di euro di debito residuo.
Questo il risultato del monitoraggio che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni di Impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.
L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 25,4% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 18,7% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • l’8,8% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 6,8% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 25,9% agli “altri servizi”.

Si sottolinea che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.
 

I risultati del monitoraggio ABI aggiornato a luglio 2016

Terremoto: la solidarietà delle banche del territorio | [06/09/2016]

(6 settembre 2016) ​Ampia e tempestiva la risposta delle banche all’invito dell’Associazione bancaria italiana ad avviare misure di supporto alle vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto, in attuazione dello specifico Protocollo di intesa sottoscritto con la Protezione civile e le Associazioni dei consumatori il 26 ottobre 2015 e teso ad assicurare ovunque nel Paese equità e tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali: sulla base delle prime adesioni raccolte dall’Associazione è stato già raggiunto il 100% di copertura in termini di sportelli presenti nei comuni interessati dal sisma.

​Tra le più significative iniziative finanziarie che le banche stanno adottando:

  • oltre a quanto previsto dall’Ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile n.388, emanata in coerenza con il protocollo di intesa di fine 2015, ampliamento dei termini di sospensione fino a 12 mesi delle rate dei mutui relativi a edifici residenziali, commerciali e industriali distrutti o inagibili o inabitabili, anche parzialmente. In alcuni casi la misura di sospensione è estesa anche a prestiti personali, finanziamenti e leasing;
  • messa a disposizione di plafond e linee di credito dedicate per assicurare la rapida ricostruzione degli immobili a uso residenziale, commerciale o industriale e così favorire un progressivo ritorno a una situazione di normalità oppure fornire a privati e imprese liquidità straordinaria a tassi agevolati a copertura delle spese emerse in seguito agli eventi tellurici;
  • attivazione di conti correnti finalizzati alla raccolta di donazioni, in generale senza prevedere l’addebito di costi e/o commissioni. 

Le banche operanti nei territori investiti dal sisma sono al contempo impegnate per alleviare i disagi sopportati dai clienti che per effetto del terremoto hanno smarrito carte, libretti degli assegni, documentazioni bancarie. Sono stati inoltre attivati servizi informativi attraverso numeri verdi dedicati per trasmettere indicazioni aggiornate circa l’operatività delle filiali nelle aree danneggiate. 
Nell’ambito dello sforzo collettivo di solidarietà avviato dal mondo bancario a favore dei terremotati, l’ABI ha invitato le proprie associate a considerare l’opportunità di non riscuotere commissioni su bonifici o altre forme di trasferimento di fondi disposti a favore di iniziative a sostegno delle popolazioni coinvolte nel sisma.
Tra le molte manifestazioni di solidarietà va annoverato anche l’impegno diretto del mondo del credito, che si è mobilitato grazie all’impegno delle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali di categoria dei bancari (Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl/Credito, Uilca e Unisin) e dell’Associazione bancaria italiana: assieme Abi e sindacati hanno concordato l’immediata attivazione di una raccolta di fondi dedicata al supporto delle popolazioni colpite attraverso la Fondazione Prosolidar.
 

(6 settembre 2016) ​Ampia e tempestiva la risposta delle banche all’invito dell’Associazione bancaria italiana ad avviare misure di supporto alle vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto, in attuazione dello specifico Protocollo di intesa sottoscritto con la Protezione civile e le Associazioni dei consumatori il 26 ottobre 2015 e teso […]

Lodesani (ABI): dalle banche un “Patto per il Paese” | [03/09/2016]

​(3 settembre 2016) Occorre ripartire dalle persone, che sono al centro del nostro mestiere, perché fanno la vera differenza, ogni giorno. In questo periodo di grandi tensioni, l’ABI è pronta a lavorare immediatamente con il Governo e le Organizzazioni sindacali di settore per fondare un nuovo Patto sociale, che permetta a uno dei settori più vitali del nostro Paese, di continuare sempre più a operare per il bene comune.

 

​​Di ristrutturazione delle banche italiane così come di quelle del resto di Europa si parla da numerosi lustri. Come in qualsiasi industria di altro tipo, di fronte al continuo cambiamento dei mercati, si cerca – sia prevedendo, sia reagendo – di trovare i modelli evolutivi più adeguati, che attraverso il rispetto delle richieste dei differenti stakeholder (clienti. azionisti, dipendenti/collaboratori etc.) portino benessere agli stessi e all’intera collettività.
Le banche italiane sono la più grande rete retail del nostro Paese, che avevano a fine dello scorso anno 30.000 filiali e circa 300.000 persone impegnate ad accompagnare la crescita e il cambiamento dell’Italia.
Le persone sono al centro del nostro mestiere, perché fanno la vera differenza, ogni giorno. Se un tempo alle persone si accompagnavano più filiali oggi il mondo digitale ha cambiato i nostri comportamenti, ma le persone rimangono con i loro bagagli professionali e umani. Magari non più così spesso a contatto fisicamente con i clienti, ma mediate da altri canali. Saranno però sempre determinanti nel fare la differenza, anche in un mondo più “robotizzato”.
Nessuno in ABI ha mai negato la necessità di cambiamenti. Sul COSA fare tutte le parti sono più o meno d’accordo. Sul COME fare la situazione è più complessa anche perché le banche sono tutte diverse e in concorrenza fra loro. Ad esempio circa i modelli commerciali e di servizio (quelli che possono influenzare maggiormente anche i modelli occupazionali) i punti di vista sono necessariamente diversi, perché ogni singola banca ha il diritto di sviluppare quello che reputa più adeguato al proprio futuro. In questo anche le Organizzazioni Sindacali hanno da sempre dato un contributo dialettico importante; ricordo una recente proposta sindacale di modello per le banche ricca di spunti innovativi.
In questa direzione l’ABI si è sempre mossa con rapporto dialettico e costruttivo con le Organizzazioni Sindacali di settore per trovare tutti gli strumenti innovativi che nel rispetto degli stakeholder portassero alla maggiore flessibilità possibile.
Le banche, in modo proattivo, insieme ai sindacati hanno gestito diversi “momenti difficili” anche per il nostro Paese, cercando di contenere l’impatto sociale nel rispetto delle persone e delle loro famiglie. A mio avviso, indicando una strada percorribile anche da altri.
In questo periodo di grandi tensioni, è giunto il momento di rifondare un Patto per il Paese, che inizi dalle persone per il benessere di tutti.
L’ABI è pronta a sedersi immediatamente con il Governo e le Organizzazioni sindacali di settore per lavorare costruttivamente a fondare un nuovo Patto sociale, che permetta a uno dei settori più vitali del nostro Paese, di continuare sempre più a operare per il bene comune.

Eliano Omar Lodesani
(Presidente Comitato Affari Sindacali e del Lavoro ABI)

​(3 settembre 2016) Occorre ripartire dalle persone, che sono al centro del nostro mestiere, perché fanno la vera differenza, ogni giorno. In questo periodo di grandi tensioni, l’ABI è pronta a lavorare immediatamente con il Governo e le Organizzazioni sindacali di settore per fondare un nuovo Patto sociale, che permetta a uno dei settori più […]